Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione
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Relazione sulla partecipazione del Presidente al Seminario
promosso dalle Autorità di protezione dei dati dei Paesi dell’Unione Europea
(Bruxelles, Parlamento europeo, 26 marzo 2007)
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In occasione della partecipazione al Seminario promosso dal Gruppo del quale fanno parte le Autorità di protezione dati dei Paesi europei, il Presidente Gozi ha sottolineato l’importanza di: - alimentare ed influenzare il dibattito interno ai nostri paesi in materia e favorire presso il pubblico dei potenziali destinatari la conoscenza del quadro legale esistente cui in particolare le compagnie aeree sono tenute, a pena di sanzioni, a prestare osservanza così come delle possibilità per le persone di poter esercitare i propri diritti; -assicurare la trasparenza del processo decisionale e fare in modo che nella definizione degli strumenti giuridici che sostituiranno gli accordi provvisori firmati con le autorità americane che sono in vigore fino al luglio di questo anno sia garantita una interlocuzione autorevole e piena dell’ Unione europea e delle istituzioni che la rappresentano. Ciò vale in particolare per il parlamento europeo, che ha già svolto e svolge, come ricordato dal vice presidente del Comitato Libertà, giustizia e affari interni, Lambridinis, e da Sophie I’t Veld che prenderà la parola immediatamente dopo, un ruolo molto importante fin dall’inizio del negoziato con gli Stati Uniti; -far in modo che i parlamenti nazionali, organi legislativi e luoghi di rappresentanza politica della sovranità popolare, siano anch’essi adeguatamente coinvolti per favorire l’adozione di decisioni che tengano adeguatamente conto degli interessi dei soggetti, pubblici e privati, che nella vicenda hanno un ruolo. La negoziazione di accordi internazionali a livello dell’Unione, vincolanti per gli Stati, dovrebbe essere preceduta da appropriati dibattiti nei Parlamenti nazionali per conferire al Governo i poteri da delegare al Consiglio a tali fini e ricevere puntuali informazioni sull’andamento del negoziato stesso. Ciò tanto più in un settore, in cui, a causa della diversa appartenenza delle materie ad uno od altro pilastro, tuttora perdurante per la mancata adozione del trattato per una costituzione europea, gli strumenti giuridici predisposti non sono tutti di applicazione. Diverse le opinioni quando si tratti di informazioni e dati personali raccolti per fini “commerciali” ad esempio dalle compagnie aeree per soddisfare le richieste del cliente ed il loro uso per finalità di sicurezza e, quindi, diverse le conseguenze in termini di informazione e tutela delle persone. Più in generale, il Presidente ha rilevato la necessità di riflettere sul ruolo dei parlamenti nazionali rispetto alla negoziazione di atti a livello comunitario che assumono un peso ed un valore sempre maggiori e che, soprattutto nel settore della sicurezza, prevedono la raccolta e l’uso di dati personali e forme di controllo preventivo che incidono largamente sui diritti delle persone. Prendendo ad esempio l’accordo provvisorio stipulato con gli USA nell’ottobre del 2006, il Presidente Gozi ha osservato come sia singolare che, pur trattandosi di un accordo internazionale, stipulato dal Consiglio a nome degli Stati dell’Unione, non sia stato sottoposto a ratifica nei parlamenti nazionali. Anzi la gran parte dei Ministri Giustizia e Affari Interni ha dichiarato non essere necessaria alcuna ratifica. L’accordo stesso è oggi applicato in via provvisoria, anche in quei Paesi dove la ratifica è in corso. Collocando il blocco UE-USA sulla sicurezza in un contesto più ampio, e prendendo in considerazione la firma dell’accordo “Open Sky” e la revisione del Patriot Act, due necessità - a suo avviso - emergono chiaramente: -avere una valutazione d’impatto dalla Commissione dei nuovi atti americani sull’attuale legislazione; -sviluppare nuove sinergie tra il Parlamento europeo ed i Parlamenti nazionali. In questa ottica, il Presidente Gozi ha sottolineato la necessità di prevedere una nuova occasione di incontro, sia a livello formale che informale dopo la visita della delegazione UE a Washington prevista per il 16 e 17 aprile. Ha ribadito l’importanza di sostenere il Parlamento europeo in presenza di un quadro giuridico tuttora poco definito e di creare o incrementare forme di sinergia delle azioni da svolgere, promuovendo al tempo stesso il superamento della divisione in pilastri delle politiche dell’Unione, che determina rigidità, mancanza di trasparenza nel processo decisionale. Il tema dell’uso dei dati dei passeggeri cui, oltre gli Stati Uniti, un crescente numero di Paesi chiedono di accedere per finalità di sicurezza dell’aviazione civile, di protezione del territorio e di controllo delle frontiere, di lotta al terrorismo e forme gravi di criminalità richiede certamente un approccio generale. Il Presidente ha peraltro espresso la propria condivisione riguardo la richiesta dei promotori del Workshop che, utilizzando le sedi – IATA (International Air Transport Association), ICAO (International Civil Aviation Organization) – che a livello internazionale sono preposte ad elaborare norme e proposte in materia di trasporto aereo e sicurezza dell’aviazione civile fissano le condizioni preliminari e necessarie, in relazione alle finalità, per introdurre tali richieste prevedendo regole uniformi. La creazione di un quadro giuridico certo di riferimento gioverebbe anche alle compagnie aeree. Quindi anche in questo caso diviene importante garantire la trasparenza e la democraticità del processo decisionale e di conseguenza anche il dibattito nei Parlamenti nazionali. Infine, il Presidente ha concluso evidenziando l’importanza di: - riflettere sulla necessità di introdurre il livello europeo di nuove ed ulteriori forme di controllo dei passeggeri con destinazione nei Paesi europei rispetto agli obblighi già introdotti dalla direttiva 2004/84/CE, che ha introdotto, costruendo sull’acquis Schengen, l’obbligo per le compagnie aeree di comunicare i dati API (Advance Passenger Information) rilevati al momento dell’imbarco, alle autorità competenti dei Paesi dell’Unione cui il volo è diretto; - tenere presente il quadro di controlli capillari sui cittadini di Paesi terzi e comunitari che l’ordinamento già prevede - sia con l’uso di data base europei: SIS (Sistema Informativo Schengen), VIS (Visa Information System) ed Eurodac che attraverso le forme di cooperazione di polizia esistenti - e che offre diverse possibilità di inserire segnalazioni ed operare controlli sulle persone in entrata.
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