I Commissione - Resoconto di giovedý 25 gennaio 2007

TESTO AGGIORNATO AL 29 GENNAIO 2007


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COMITATO PERMANENTE PER I PARERI

Giovedì 25 gennaio 2007. - Presidenza del vicepresidente Jole SANTELLI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Luigi Li Gotti.

La seduta comincia alle 14.40.

Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche.
C. 1638 Governo ed abb.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

Jole SANTELLI, presidente, sostituendo il relatore, illustra il contenuto del provvedimento in esame, volto a modificare le disposizioni del codice di procedura penale in tema di intercettazioni, intervenendo al contempo sul codice penale, sia attraverso l'introduzione di nuove fattispecie in tale ambito, che mediante l'aggravamento delle sanzioni applicabili. Propone quindi l'espressione di un parere favorevole.

I deputati Marco BOATO (Verdi) e Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) dichiarano il proprio voto favorevole sulla proposta di parere.

Nessun altro chiedendo di intervenire, il Comitato approva la proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

La seduta termina alle 14.45.

SEDE REFERENTE

Giovedì 25 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il viceministro dell'interno Marco Minniti.

La seduta comincia alle 15.55.

Sistema di informazione e sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto.
C. 445 Ascierto, C. 982 Zanotti, C. 1401 Naccarato, C. 1566 Mattarella, C. 1822 Ascierto, C. 1974 Galante,


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C. 1976 Deiana, C. 1991 Fiano, C. 1996 Gasparri, C. 2016 Mascia, C. 2038 Boato, C. 2039 Boato, C. 2040 Boato, C. 2070 Scajola, C. 2087 D'Alia, C. 2105 Maroni, C. 2124 Cossiga e C. 2125 Cossiga.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 24 gennaio 2007.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, illustra il suo emendamento 4.50, presentato al fine di disciplinare gli aspetti fondamentali del funzionamento dell'ufficio ispettivo, come concordato all'atto di accantonare l'emendamento 4.25 del Governo.

Gabriele BOSCETTO (FI) rileva che l'emendamento testé illustrato sintetizza di fatto i contenuti dell'articolo 8 del provvedimento, di cui il Governo propone la soppressione, in quanto conterrebbe una disciplina eccessivamente particolareggiata. In proposito, rileva che una disciplina altrettanto di dettaglio è dato riscontrare anche agli articoli 9 e 10: si potrebbe pertanto valutare l'opportunità di non sopprimere l'articolo 8.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, osserva che gli articoli 9 e 10 indicano anche le funzioni degli uffici che disciplinano, mentre le disposizioni di carattere meramente organizzativo, e dunque analoghe a quelle dell'articolo 8, sono molto succinte.

Marco BOATO (Verdi) chiede al presidente di riformulare l'emendamento, sostituendo, alla lettera a) il termine «indipendenza» al termine «obiettività» e, alla lettera b), la parola «istituita» alla parola «costituita».

Gianpiero D'ALIA (UDC) osserva che era stato precedentemente accantonato l'emendamento 4.25 del Governo, il quale dovrebbe essere esaminato prima dell'emendamento 4.50 del relatore. Ricorda altresì che l'articolo 8 disciplinava anche la procedura di nomina del capo dell'ispettorato: si potrebbe pertanto, all'emendamento 4.50 del relatore, aggiungere la previsione per cui la procedura di nomina del capo dell'ufficio ispettivo è disciplinata in modo tale da garantire l'autonomia dello stesso.

Il viceministro Marco MINNITI ritiene che la proposta formulata da ultimo dal deputato D'Alia possa essere accolta.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, domanda se non sia meglio, per venire incontro alle esigenze poste dal collega D'Alia, disciplinare direttamente la procedura di nomina, prevedendo che il capo dell'ufficio ispettivo sia nominato dal Presidente del Consiglio o dall'autorità delegata, ove istituita, su proposta del direttore del DIS.

Il viceministro Marco MINNITI ritiene forse preferibile che il potere di nomina e revoca sia attribuito al direttore del DIS, sentita l'autorità politica.

Antonio LA FORGIA (Ulivo) ricorda che la nomina del vicedirettore del DIS è di competenza dell'autorità politica su proposta del direttore dello stesso DIS: osserva che analoga procedura potrebbe essere adottata anche per la nomina del capo dell'ufficio ispettivo.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) ritiene che sarebbe più opportuno limitarsi a inserire una norma di principio, così da non irrigidire eccessivamente la procedura di nomina.

Il viceministro Marco MINNITI ricorda che la norma in discussione costituirebbe comunque un criterio cui dovrebbe uniformarsi il regolamento emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

Marco BOATO (Verdi) ritiene preferibile che il potere di nomina sia attribuito all'autorità politica, su proposta del direttore del DIS.


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Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime perplessità sulla proposta che il capo dell'ufficio ispettivo sia nominato con procedura identica a quella seguita per il vicedirettore.

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritiene che il nodo all'esame della Commissione non possa essere sciolto con un intervento legislativo. Suggerisce pertanto l'opportunità di limitarsi a stabilire che la procedura di nomina sia disciplinata in modo da garantire l'autonomia del nominato.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, ritiene che non possa essere la procedura di nomina a garantire l'autonomia del capo dell'ufficio ispettivo.

Marco BOATO (Verdi) si associa alle considerazioni del presidente Violante.

Jole SANTELLI (FI) concorda con quanto affermato, da ultimo, dal presidente Violante.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, riformula il suo emendamento 4.50, nel senso in precedenza indicato dal deputato Boato, ed esprime parere favorevole sull'emendamento 4.25 del Governo.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 4.25 del Governo e 4.50 del relatore (nuova formulazione) (vedi allegato 2).

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 8.1 del Governo.

Marco BOATO (Verdi) annuncia voto favorevole sull'emendamento 8.1 del Governo, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 4.50 del relatore.

La Commissione approva l'emendamento 8.1 del Governo.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, dichiara che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 8.1 del Governo, gli emendamenti Cota 8.2 e Deiana 8.3 devono intendersi preclusi.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 9.1 del Governo.

La Commissione approva l'emendamento 9.1 del Governo.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) esprime il timore che l'approvazione dell'emendamento 9.2 del Governo finisca per circoscrivere la portata del diritto dei cittadini ad essere informati della necessità dell'accertamento ai fini del rilascio del NOS. Essendo evidentemente altra la finalità del Governo, propone una riformulazione dell'emendamento nel senso di stabilire che «i cittadini interessati devono essere informati» della necessità dell'accertamento.

Khaled Fouad ALLAM (Ulivo) suggerisce di sostituire il termine «soggetti» al termine «cittadini», che appare eccessivamente limitativo.

Emanuele FIANO (Ulivo) ritiene che sia meglio precisare che i cittadini devono essere informati di ogni necessario accertamento «nei loro confronti».

Marco BOATO (Verdi) condivide quanto affermato dal collega Allam in ordine al termine «cittadini» e sottolinea l'esigenza che, in caso d'approvazione dell'emendamento in esame, il testo del comma 7 dell'articolo 9 sia coordinato con il testo dell'articolo 8, come risultante dall'approvazione dell'emendamento, sostituendo il termine «soggetti» al termine «cittadini».

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, accogliendo il suggerimento del deputato Boato, presenta l'emendamento 9.100.

Gianpiero D'ALIA (UDC) invita la Commissiona a valutare se il rifiuto dell'accertamento da parte dei soggetti interessati non possa configurarsi come atto interno


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al procedimento di rilascio del NOS, cui il soggetto interessato partecipa.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) auspica che l'emendamento sia riformulato nel senso di prevedere che «i cittadini interessati devono essere informati» della necessità dell'accertamento e «possono rifiutarlo».

Il viceministro Marco MINNITI riformula l'emendamento 9.2 del Governo sulla base delle osservazioni formulate dai deputati intervenuti.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti del relatore 9.100 (vedi allegato 2), e gli emendamenti 9.2 (nuova formulazione) (vedi allegato 2) e 9.3 del Governo.

Marco BOATO (Verdi) propone che, all'emendamento 9.4 del Governo, sia espressamente prevista, oltre che la facoltà di nomina, anche la facoltà di revoca del dirigente preposto all'UCSe da parte del Presidente del Consiglio dei ministri.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, ritiene che l'osservazione del collega Boato sia condivisibile e che la nomina possa essere effettuata anche dall'autorità delegata, ove istituita.

Marco BOATO (Verdi) esprime perplessità sull'ipotesi che la nomina sia effettuata dall'autorità delegata e ritiene preferibile che tale facoltà sia inserita tra le funzioni esclusive del Presidente del Consiglio.

Il viceministro Marco MINNITI ritiene fondamentale che la nomina sia effettuata direttamente dal Presidente del Consiglio. Allo stesso tempo osserva che sarebbe utile prevedere un potere di proposta in capo all'autorità delegata, fermo restando, naturalmente, che ove essa non fosse istituita, il Presidente del Consiglio potrebbe comunque procedere alla nomina. Riformula di conseguenza l'emendamento 9.4 del Governo.

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) e Gianpiero D'ALIA (UDC) annunciano voto favorevole sull'emendamento 9.4 del Governo, come riformulato.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 9.4 come riformulato.

La Commissione approva l'emendamento 9.4 del Governo (nuova formulazione) (vedi allegato 2).

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, dichiara che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 9. 4 del Governo, l'emendamento Cota 9.5 deve intendersi precluso.

Il viceministro Marco MINNITI illustra l'emendamento 10.1 del Governo, evidenziando le problematiche connesse alla proposta di istituzione di un unico archivio storico dei servizi, trattandosi di materiale classificato. Sottolinea altresì che la conservazione dei bilanci negli archivi storici costituirebbe una scelta particolarmente impegnativa, anche per il rischio reale che essi possano essere successivamente utilizzati per vari scopi.

Jole SANTELLI (FI) chiede di capire se il Governo intenda che gli archivi storici debbano restare separati, pur restando accentrati presso il DIS.

Il viceministro Marco MINNITI risponde affermativamente alla domanda del deputato Santelli, rinviandola per conferma all'emendamento 10.3 del Governo.

Elettra DEIANA (RC-SE) dichiara di non condividere l'emendamento 10.1 del Governo, nella parte in cui esclude i bilanci dalla conservazione presso gli archivi storici.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, fa osservare che i bilanci sarebbero comunque conservati presso ciascun servizio.


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Elettra DEIANA (RC-SE) ribadisce di ritenere preferibile che quelli riferiti ad esercizi conclusi siano conferiti presso gli archivi storici.

Emanuele FIANO (Ulivo), pur avendo apprezzato i chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, ravvisa una potenziale contraddizione tra la centralizzazione degli archivi presso il DIS e la decisione di mantenerli separati. Osserva inoltre che le argomentazioni riferite ai bilanci appaiono suscettibili di estendersi all'intera documentazione che si prevede sia conferita agli archivi storici. Sottolinea comunque l'esigenza di chiarire dopo quale lasso di tempo tali documenti possano essere conferiti in archivio.

Marco BOATO (Verdi) dissente fermamente dall'emendamento 10.1 del Governo, ritenendo che le obiezioni riferite ai bilanci potrebbero essere valide per tutta la documentazione relativa all'attività dei servizi e reputando comunque necessario che rimanga traccia di tutta la documentazione di spesa. Prevedere il contrario equivarrebbe a introdurre nella legge una norma criminogena.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, richiama l'attenzione dei colleghi sull'articolo 26, comma 3, lettera f), che prevede precise norme di trasparenza.

Gianpiero D'ALIA (UDC) condivide il richiamo fatto dal presidente e aggiunge che, se le preoccupazioni sollevate dai colleghi concernono le spese riservate, su queste non incide l'emendamento in esame, il quale mira semmai ad evitare un controllo surrettizio da parte del DIS sui servizi, con il pretesto della gestione di archivio. Sotto questo profilo, dichiara di condividere l'emendamento 10.1 del Governo.

Emanuele FIANO (Ulivo) ritiene che, anche alla luce delle indicazioni testé fornite dal presidente Violante, sarebbe opportuno accantonare l'emendamento in esame al fine di esaminarlo nell'ambito dell'esame dell'articolo 26, recante norme di contabilità.

Il viceministro Marco MINNITI sottolinea che, di per se stessa, la conservazione dei bilanci dei servizi non pone particolari problemi, anche perché si tratta di documenti redatti per voci sufficientemente generiche e comunque trasmessi al Comitato parlamentare. In termini diversi si pone il problema per quanto concerne le spese riservate, che sono disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. In proposito, osserva che la prassi precedente, piuttosto difforme, non è comunque mai andata oltre la previsione di un periodo molto breve di conservazione.

Emanuele FIANO (Ulivo) propone di specificare il riferimento ai bilanci aggiungendo le parole «preventivi e consuntivi».

Il viceministro Marco MINNITI ritiene che si potrebbe estendere la previsione a tutta la documentazione trasmessa al Comitato parlamentare.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore osserva che sarebbe utile procedere all'accantonamento proposto dal collega Fiano, nonché chiarire il concetto di archivio storico.

Marco BOATO (Verdi) osserva che la questione sollevata relativamente ai tempi del conferimento in archivio possa trovare risposta all'articolo 10, comma 2. Ricorda altresì come anche nei servizi statunitensi la documentazione venga conservata accuratamente in appositi archivi e auspica che il provvedimento in esame non contenga previsioni più restrittive.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, relativamente alle proposte di modifica di cui all'articolo 10, ritiene non opportuno che la norma contempli anche le informazioni sulle spese tra quelle da destinare all'archivio storico di cui alla lettera d) del comma 1.


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Gianpiero D'ALIA (UDC) evidenzia la necessità di imprimere maggiore coerenza alla complessiva impostazione dell'archiviazione della documentazione: in particolare paventa il rischio che la centralizzazione presso il DIS dei bilanci possa comportare di fatto una forma di controllo del dipartimento medesimo sui Servizi.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, propone di accantonare l'emendamento 10.1.

La Commissione concorda.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime quindi parere favorevole sugli emendamenti 10.2 e 10.3.

Marco BOATO (Verdi) avanza una richiesta di chiarimenti in ordine ai contenuti dell'emendamento 10.2.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, osserva che si tratta di una previsione di mero coordinamento formale.

Il viceministro Marco MINNITI dichiara di concordare con il relatore.

La Commissione approva, con distinte votazioni, gli emendamenti del Governo 10.2 e 10.3.

Elettra DEIANA (RC-SE) illustra il proprio emendamento 11.2, che regola diversamente l'ufficio per la formazione e l'addestramento nell'ambito del DIS, prevedendo un apposito istituto. Sostiene che la proposta emendativa è volta ad attribuire un maggiore rilievo al profilo specifico della formazione, rendendola equiparabile a quella attualmente fornita dalla scuola superiore delle pubblica amministrazione e dalla scuola di guerra di Civitavecchia.

Maurizio GASPARRI (AN) illustra quindi l'emendamento Bocchino 11.1, di cui è firmatario, volto ad istituire l'Istituto superiore della sicurezza nazionale.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, rileva che l'emendamento Mascia 11.2 risulta apprezzabile in quanto introduce un richiamo a professionalità specifiche nell'ambito dell'istituto di formazione ed addestramento ivi contemplato. Aggiunge altresì che nella previsione di tale materia occorre evitare un appesantimento normativo.

Gianpiero D'ALIA (UDC) ravvisa l'esigenza che la disposizione indichi i criteri ed i principi cui informare una successiva regolamentazione, senza definire per legge un elenco specifico di soggetti che compongano l'ente. Propone quindi di adottare una diversa formulazione che stabilisca un espresso richiamo al regolamento lasciando un margine di flessibilità maggiore rispetto all'attuale disposizione.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, ritiene preferibile conservare il riferimento all'ufficio anziché all'istituto. Apprezza tuttavia la proposta emendativa avanzata dal gruppo di Rifondazione comunista che tende a valorizzare le specifiche professionalità di cui debba essere composto l'ufficio per la formazione.

Gianpiero D'ALIA (UDC) osserva che con l'attuale rigida formulazione della norma si pone il rischio di escludere, dal novero dei componenti dell'ufficio, taluni soggetti la cui presenza potrebbe risultare utile.

Il viceministro Marco MINNITI sottolinea la novità determinata dal richiamo specifico alla formazione che assume rilievo in relazione a tutte e tre le agenzie. Ritiene contraddittorio dar vita ad un altro istituto rispetto alle già preesistenti Scuole; ritiene peraltro convincente l'ipotesi di tenere aperto l'ambito dei soggetti partecipanti all'ente.

Maurizio GASPARRI (AN) fa notare che sotto il profilo logico il riferimento all'istituto consentirebbe la partecipazione di rappresenti dei diversi ministeri; il che


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non sarebbe possibile utilizzando un riferimento all'ufficio.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, propone di accantonare gli emendamenti Bocchino 11.1 e Mascia 11.2.

La Commissione acconsente.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento del Governo 12.1.

La Commissione approva l'emendamento del Governo 12.1.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento del Governo 12.1, l'emendamento Cota 12.2 si intende precluso.

Gianpiero D'ALIA (UDC) osserva che il comma 1 dell'articolo 12 costituisce l'opportuna sede in cui risolvere il rapporto tra il CASA e il DIS.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento del Governo 12.3.

La Commissione approva l'emendamento del Governo 12.3.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, illustra quindi il proprio emendamento 14.10 precisando che si tratta di una riformulazione del testo volta a collocare nel Codice di procedura penale le disposizioni in materia di acquisizione di materiali da parte dell'autorità giudiziaria presso le sedi dei servizi, al fine di assicurare una maggiore conoscibilità delle stesse disposizioni.

La Commissione approva l'emendamento del relatore 14.10.

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritira i propri emendamenti 14.1, 14.2, 14.3, 14.4 e 14.5.

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo del relatore 14.010.

Marco BOATO (Verdi), intervenendo sull'articolo aggiuntivo del relatore 14.011, ravvisa l'opportunità di procedere ad una riformulazione del testo, per meglio precisare che l'accesso al registro delle notizie di reato può essere autorizzato dall'autorità giudiziaria con riferimento ai funzionari delegati dal direttore generale del DIS.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, fa notare che la disposizione si riferisce all'accesso posto in essere da funzionari dei servizi.

Marco BOATO (Verdi) replica che benché sia chiara la ratio del testo sarebbe utile riformularlo con uno specifico riferimento alla figura dei funzionari del DIS.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, accede alla riformulazione proposta, nel senso di prevedere, al comma 3, che l'autorizzazione all'accesso diretto ai documenti va riferita espressamente ai funzionari delegati dal direttore generale del DIS.

La Commissione approva l'articolo aggiuntivo del relatore 14.011 (nuova formulazione) (vedi allegato 2).

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, comunica che il deputato Licandro ha avanzato la richiesta di accantonare l'esame di tutti gli emendamenti riferiti agli articoli 15, 16, 17 e 18 relativi alle garanzie funzionali, e di rinviarne la trattazione alla prossima seduta. Fa notare che in ordine alla prevista ipotesi di accesso presso le sedi di partiti, movimenti politici o giornali, ritiene opportuno attribuire la facoltà autorizzatoria al procuratore generale e non al Presidente del Consiglio dei ministri.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) dopo aver espresso dubbi sulla possibilità di attribuire tale facoltà all'autorità giudiziaria,


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richiama l'attenzione sulla necessità di approfondire la questione.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, condivide l'invito ad una ulteriore riflessione in ordine a tale problematica.

Gianpiero D'ALIA (UDC) si chiede se il terzo comma dell'articolo 15 non operi già nel senso di quanto prospettato dal relatore in ordine alla causa di giustificazione dallo stesso richiamata. Aggiunge che il proprio articolo aggiuntivo 16.01 è volto a radicare la competenza ad autorizzare le intercettazioni preventive in capo al procuratore generale presso la Corte di cassazione.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, nel ribadire l'esigenza di accantonare l'esame degli emendamenti presentati agli articoli afferenti alle garanzie funzionali, ravvisa l'opportunità di stabilire meccanismi che consentano un rigoroso vaglio giudiziario sull'ipotesi cui si riferiva il deputato D'Alia. Propone quindi di accantonare l'esame di tutti gli emendamenti riferiti agli articoli 15, 16, 17 e 18.

La Commissione acconsente e approva l'emendamento del Governo 19.1.

Jole SANTELLI (FI) ritiene utile prospettare un accorpamento delle previsioni contenute nelle lettere d) ed e) del comma 2 dell'articolo 19.

Il viceministro Marco MINNITI fa notare che l'esigenza del Governo è quella di delineare un assetto normativo definito e congruo in ordine ai criteri che devono regolare la disciplina del personale. Si dichiara quindi favorevole ad una complessiva riformulazione del testo che attenui l'eccessivo dettaglio del disposto normativo.

Marco BOATO (Verdi) si associa alle valutazioni del rappresentante del Governo rilevando che l'articolo 19 desta riserve per l'eccessiva complessità dei riferimenti. Rileva inoltre, in relazione alla lettera d), che il termine vertici appare improprio, ravvisandone l'esigenza di una più precisa esplicitazione dei ruoli apicali cui si riferisce la norma.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, illustra il suo emendamento 19.20, teso ad attribuire una prevalente presenza del personale di ruolo ai sensi di quanto stabilito dalla lettera o), pur senza precludere la possibilità di un ricorso a specifiche professionalità esterne.

Jole SANTELLI (FI) concorda con l'impostazione proposta dall'emendamento 19.20 che, rileva, esprime un segnale di attenzione del Parlamento in ordine all'utilizzo di specifiche competenze esterne.

Gianpiero D'ALIA (UDC) sostiene l'opportunità di non vincolare i dirigenti dei servizi in ordine alle scelte afferenti al personale. Manifesta riserve sui parametri attuali che presidiano l'arruolamento del personale dei servizi; al riguardo preannuncia il proprio voto favorevole sull'emendamento Mascia che pone specifici divieti di assunzione dei parenti di dipendenti in servizio. Si sofferma quindi sul proprio emendamento 19.10 finalizzato a regolare i casi di trasferimento del personale dei servizi ad altre amministrazioni diverse da quelle di provenienza: considera questa una previsione utile per riconoscere un'ulteriore opzione di carriera al personale. Aggiunge che l'ulteriore ratio sottesa alla propria proposta emendativa è volta ad evitare che vi siano conseguenze negative sul piano del trattamento economico e della progressione di carriera per coloro che sono trasferiti dai servizi ad altra amministrazione.

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) osserva l'esigenza, rispetto alle valutazioni espresse dal deputato D'Alia, che sia altresì evitato il rischio di accordare vantaggi o privilegi di carriera al personale dei servizi.

Emanuele FIANO (Ulivo) dichiara di condividere le riserve manifestate dal deputato Incostante.


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Il viceministro Marco MINNITI ribadisce l'orientamento del Governo secondo cui risulta preferibile configurare l'articolo 19 quale disposizione tesa a proporre parametri generali di regolamentazione al fine di ovviare ad una eccessiva articolazione normativa. Sottolinea che la disciplina del personale non appare agevole sotto il profilo legislativo e necessita di ulteriore e successiva regolamentazione. Aggiunge che il Regolamento sarebbe comunque sottoposto all'esame ed all'approvazione del Comitato parlamentare di controllo sui servizi. Rileva inoltre che il Regolamento può essere modificato mentre, qualora l'assetto del personale venisse cristallizzato in una fonte di rango legislativo, diverrebbe più difficile apportare modificazioni ed integrazioni che si rendessero necessarie sui singoli profili della disciplina.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, condividendo l'impostazione suggerita dal viceministro Minniti, si riserva di presentare un emendamento che ridefinisca la portata dell'articolo 19 sulla base delle osservazioni che i colleghi ritengano di formulare sul complesso degli emendamenti presentati.

Emanuele FIANO (Ulivo) ritiene necessario espungere dal comma 2 dell'articolo 19 tutte le previsioni che pongano preclusioni di intervento al Regolamento.

Gianpiero D'ALIA (UDC) ricorda che l'inserimento nel testo dei criteri relativi alla progressione di carriera del personale è stato richiesto dal comitato parlamentare di controllo: sarebbe quindi opportuno mantenerli nel testo. Osserva che in tale materia occorre necessariamente scoraggiare il ricorso a criteri arbitrari di assunzione; taluni profili, sebbene apparentemente di dettaglio, devono essere quindi regolati dalla legge. Tra le rigidità del testo cui porre rimedio, evidenzia il riferimento al termine «professionisti», che andrebbe soppresso in relazione alla categoria dei giornalisti, come si evince dall'emendamento a sua firma 19.14.

Elettra DEIANA (RC-SE) condivide le osservazioni svolte dai deputati Fiano e D'Alia.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) ritiene che il relatore potrebbe sintetizzare in un proprio emendamento i contenuti delle diverse proposte emendative presentate all'articolo 19 del testo base al fine di consentire una lettura uniforme dello stesso articolo.

Maurizio GASPARRI (AN), con riferimento ai contenuti del regolamento che il Presidente del Consiglio dovrà emanare in ordine alla disciplina del contingente speciale del personale addetto al DIS ed ai servizi, fa presente la necessità che siano seguiti criteri sufficientemente chiari. In proposito, al fine di evitare il duplice rischio di una regolamentazione generica o eccessivamente di dettaglio, suggerisce di seguire l'invito, formulato dal deputato Zaccaria al relatore, a presentare un apposito emendamento che enuclei in modo sintetico, ma ben definito, i principi che dovranno essere seguiti nella predisposizione del regolamento.

Emanuele FIANO (Ulivo), con riferimento al comma 12 dell'articolo 19 del testo base, ritiene opportuno chiarire il significato del riferimento ai membri del Parlamento europeo, precisando se debbano intendersi solo quelli italiani. Osserva inoltre che, per la violazione del divieto stabilito dal medesimo comma 12, non sono state previste sanzioni.

Marco BOATO (Verdi) ritiene che, con riferimento al comma 12 dell'articolo 19, sarebbe opportuno preveder espressamente un divieto di assunzione.

Gianpiero D'ALIA (UDC), osserva che il comma 4 dell'articolo 19 disciplina una ipotesi di reato senza prevedere una corrispondente sanzione.

Marco BOATO (Verdi) fa presente che, per quanto concerne le assunzioni del personale dei servizi, l'emendamento


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Mascia 19.6 non risolve il problema da lui sollevato.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, ritiene necessario stabilire il grado di parentela entro il quale non si può dare corso all'assunzione di personale senza concorso.

Jole SANTELLI (FI) ritiene che in proposito si potrebbe fare riferimento al codice civile che prevede ipotesi fino al quarto grado.

Il viceministro Marco MINNITI ritiene utile prevedere che i servizi possano avvalersi della professionalità degli agenti che hanno maturato nel corso della loro esperienza lavorativa una significativa professionalità.

Gianpiero D'ALIA (UDC), pur condividendo le osservazioni del viceministro Minniti, ritiene necessario fornire adeguate garanzie al personale dei servizi nel periodo successivo all'attività prestata, con particolare riferimento al rientro nell'amministrazione di appartenenza.

Jole SANTELLI (FI), soffermandosi sull'emendamento Deiana 19.7, ritiene necessario assicurare un'idonea flessibilità di utilizzo del personale specializzato.

Elettra DEIANA (RC-SE) fa presente che lo scopo del suo emendamento 19.7 è quello di evitare la formazione di una concentrazione di professionalità specifiche, che assumerebbero carattere di autoreferenzialità.

Il viceministro Marco MINNITI fa presente che la lettera h) dell'articolo 19, comma 2, del testo base è volto a prevedere una disciplina delle ipotesi di incompatibilità dopo la cessazione del rapporto di lavoro, risolvendo così le problematiche affrontate dall'emendamento Mascia.

Marco BOATO (Verdi) dichiara di non condividere le proposte emendative del Governo, volte a sopprimere le lettere i), l), m) ed o) del comma 2 dell'articolo 19 del testo base.

Il viceministro Marco MINNITI ritiene condivisibile indicare appositi criteri sulla progressione in carriera del personale dei servizi.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, propone che, alla lettera o) del comma 2, sia indicata solo la previsione di una percentuale minima e di una massima, senza le relative quantificazioni.

Il viceministro Marco MINNITI condivide la proposta formulata dal presidente Violante.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, condivide la sostanza degli emendamenti Deiana 19.13 e 19.15 e Mascia 19.16.

Il viceministro Marco MINNITI ritiene opportuno prevedere che non si possano assumere parlamentari di altri paesi, le cui politiche hanno incidenza sulle scelte strategiche italiane.

Gianpiero D'ALIA (UDC) ritiene opportuno precisare la portata dei riferimenti ai rapporti di dipendenza o collaborazione, nonché il riferimento, contenuto nel comma 12 dell'articolo 19 ai ministri di culto.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, propone di accantonare i restanti emendamenti riferiti all'articolo 19.

La Commissione concorda.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti del Governo 21.1, 21.3 e 21.4.

La Commissione approva l'emendamento del Governo 21.1.

Il viceministro Marco MINNITI ritira l'emendamento del Governo 21.2


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La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 21.3, e 21.4 del Governo.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, presenta l'emendamento 22.10.

La Commissione approva l'emendamento 22.10 del relatore.

Gianpiero D'ALIA (UDC) illustra il proprio emendamento 22.2 volto a prevedere che presso il DIS sia tenuto un registro riservato che attesti l'iter seguito per il rilascio del documento di copertura e che, al termine dell'operazione, tale documento sia conservato in un apposito archivio istituito presso il DIS, prevedendo altresì che l'uso del documento fuori dai casi autorizzarti sia punito a norma delle disposizioni vigenti penali. In proposito sottolinea che la preoccupazione sottesa a tale emendamento è quella di evitare un uso distorto dei documenti di copertura.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, in considerazione dell'emendamento D'Alia 22.2, che disciplina compiutamente la fattispecie dei documenti di copertura, invita il deputato Deiana a ritirare il proprio emendamento 22.1. Invita inoltre a riflettere sulla inopportunità di prevedere sanzioni penali nei confronti delle attività dei servizi, che potrebbero rischiare di pregiudicarne gli effetti.

Gianpiero D'ALIA (UDC) riformula il proprio emendamento 22.2 nel senso di espungere la previsione per cui l'uso del documento o del certificato di copertura fuori dai casi autorizzati è punito a norma delle vigenti disposizioni penali.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento D'Alia 22.2 come riformulato.

Elettra DEIANA (RC-SE) ritira il proprio emendamento 22.1.

La Commissione approva l'emendamento D'Alia 22.2 (nuova formulazione).

Gianpiero D'ALIA (UDC) riformula il proprio emendamento 23.2 e l'identico emendamento Scajola 23.1, di cui è firmatario, nel senso di aggiungere, dopo le parole: «al Presidente», le parole: «o all'autorità delegata, ove istituita».

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti Scajola 23.1 e D'Alia 23.2 come riformulati.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Scajola 23.1 (nuova formulazione) e D'Alia 23.2 (nuova formulazione) e l'emendamento del Governo 24.1.

Gianpiero D'ALIA (UDC) e Emanuele FIANO (Ulivo) sottoscrivono l'emendamento Deiana 24.2.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Deiana 24.2.

La Commissione approva l'emendamento Deiana 24.2.

Gianpiero D'ALIA (UDC) illustra il proprio emendamento 25.1 volto da un lato a salvaguardare le indagini della magistratura sui servizi, ma al contempo a proteggere il personale dei servizi.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 19.