I Commissione - Resoconto di giovedý 21 giugno 2007


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UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.10 alle 13.20.

SEDE REFERENTE

Giovedì 21 giugno 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Paolo Naccarato.

La seduta comincia alle 13.20.

Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
C. 553 cost. Scotto, C. 1524 cost. Bianchi, C. 2335 cost. Boato, C. 2382 cost. Bianco, C. 2479 cost. Zaccaria, C. 2572 cost. Franco Russo, C. 2574 cost. Lenzi, C. 2576 cost. Franco Russo, C. 2578 cost. D'Alia, C. 2586 cost. Boato e C. 2715 cost. Boato.
(Seguito dell'esame e rinvio - Adozione del testo base).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo, nella seduta del 20 giugno 2007.


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Sesa AMICI (Ulivo), relatore, anche a nome del relatore Bocchino, presenta una ulteriore nuova proposta di testo unificato (vedi allegato 1), che si distingue dalla proposta presentata nella seduta di ieri per alcune limitate modifiche, che brevemente illustra. In primo luogo, è stato riformulato l'articolo 1, al fine di coordinare l'articolo 48 della Costituzione con il nuovo articolo 56, in base al quale gli italiani all'estero eleggono soltanto deputati, e non più anche senatori. In secondo luogo, all'elenco delle leggi di competenza bicamerale, di cui all'articolo 7, capoverso «articolo 70», secondo comma, è stato aggiunto, alla fine della lettera c), il riferimento alle Città metropolitane, in modo da coordinare la formulazione della citata lettera c) con quella della lettera p) del vigente articolo 117, secondo comma, della Costituzione. In terzo luogo, è stata aggiunta la denominazione francese della Valle D'Aosta: Vallée d'Aoste.

Graziella MASCIA (RC-SE) manifesta la perplessità del suo gruppo su alcuni punti del testo unificato proposto dai relatori. In particolare, fa presente che il suo gruppo preferirebbe la denominazione di «Senato della Repubblica» in luogo di quella di «Senato federale della Repubblica». Per quanto riguarda poi le modalità di elezione dell'organo, premesso che il suo gruppo propende per l'elezione di secondo grado, ma è comunque disponibile a prendere in considerazione anche l'elezione diretta, esprime perplessità sul sistema di elezione misto proposto dai relatori, in base al quale il Senato sarebbe eletto per una parte in secondo grado e per l'altra parte direttamente dai cittadini. Per quanto riguarda poi le leggi di competenza bicamerale, concorda con il deputato Bressa, il quale, nella seduta di ieri, ha manifestato alcuni dubbi circa l'opportunità di includere tra di esse le leggi in materia di informazione ed emittenza radiotelevisiva, quelle di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e quelle di amnistia e indulto. Per quanto riguarda, infine, il rapporto fiduciario, ribadisce la contrarietà del suo gruppo alla proposta di riferire tale rapporto al solo Presidente del Consiglio, anziché all'intero Governo. Ricorda, inoltre, che, in tema di rapporto di fiducia, il suo gruppo è favorevole ad introdurre la sfiducia costruttiva. Conclude dichiarando che il suo gruppo, ferme restando le perplessità accennate, è favorevole all'adozione del testo unificato come testo base, ritenendo politicamente importante concretizzare il lavoro fin qui svolto e dare al Paese un segno tangibile del lavoro che si sta portando avanti.

Felice BELISARIO (IdV), premesso di concordare sull'importanza di definire un testo di riferimento, anche per dare all'esterno un segnale del lavoro fin qui svolto, esprime, a nome del gruppo di appartenenza, forti perplessità sul testo unificato proposto dai relatori. Tali perplessità riguardano innanzitutto il riferimento ad un Senato «federale», al cui riguardo fa presente che la Carta costituzionale italiana non prevede un assetto federale della Repubblica. Per quanto riguarda l'elenco delle materie di competenza legislativa bicamerale, ritiene che tale elenco non sia del tutto convincente e che andrebbe pertanto ripensato. Ritiene altresì poco convincente il sistema di elezione mista proposto per l'elezione dei senatori, che reputa un ibrido insoddisfacente: a suo avviso sarebbe infatti preferibile eliminare del tutto l'elezione diretta, in modo da creare un Senato delle autonomie territoriali chiaramente delineato.

Marco BOATO (Verdi) ricorda che l'adozione di un testo base non implica di per sé la totale condivisione del testo, ma serve solo da punto di partenza per la successiva fase emendativa. Si dichiara pertanto favorevole all'adozione del testo unificato proposto dai relatori come testo base, pur ritenendo che numerosi punti di esso siano meritevoli di ulteriore riflessione. In particolare, dopo aver ricordato che la sua proposta di legge ipotizzava l'introduzione della sfiducia costruttiva, che non è stata recepita dai relatori, si sofferma sulla composizione del Senato federale: al riguardo sottolinea l'opportunità


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di fissare a sei il numero minimo dei senatori per ciascuna regione. Suggerisce inoltre, anche per evitare di suscitare allarme in sede internazionale, di prevedere che il Trentino-Alto Adige elegga sei senatori, tre per ciascuna delle due province autonome, in modo che sia rispettato il Pacchetto delle misure a favore delle popolazioni altoatesine, che prevede che i due gruppi etnico-linguistici dell'Alto Adige siano rappresentati in Parlamento in proporzione alla loro consistenza.

Karl ZELLER (Misto-Min.ling) si associa alla richiesta del deputato Boato, suggerendo nel contempo di prevedere che in Trentino-Alto Adige tutti i senatori siano eletti a suffragio universale e diretto, proprio per garantire, nella provincia di Bolzano, la rappresentanza anche della componente etnico-linguistica italiana. Concorda, per il resto, sul fatto che è opportuno a questo punto procedere all'adozione del testo base.

Luciano VIOLANTE, presidente, concorda sul fatto che, al fine di evitare di suscitare un ingiustificato allarme in sede internazionale, sarebbe opportuno che i relatori modificassero fin d'ora la proposta di testo unificato in modo da recepire il suggerimento dei deputati Boato e Zeller.

Sesa AMICI (Ulivo), relatore, concorda sull'opportunità di recepire i suggerimento dei deputati Boato e Zeller.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) dichiara l'orientamento favorevole del suo gruppo all'adozione del testo base, ricordando come il collega Bressa abbia già segnalato come il testo unificato proposto dai relatori presenti alcuni profili meritevoli di una più attenta riflessione. Ritiene che si tratta in ogni caso di un buon punto di partenza per il lavoro successivo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) ritiene inopportuna l'accelerazione impressa dalla maggioranza all'iter del provvedimento, attesa la delicatezza della materia. Nel riservarsi poi di svolgere in un secondo momento un intervento più approfondito sul merito dei singoli punti, si limita per il momento ad esprimere, a titolo personale e senza impegnare il gruppo, una forte perplessità in merito all'ipotesi di composizione mista del Senato. Ricorda che il testo proposto prevede che, nelle regioni che hanno più di quattro seggi, quattro senatori siano eletti dai consigli regionali e delle autonomie locali e gli altri direttamente dai cittadini. Ne consegue, quindi, che in una regione con cinque seggi, quattro senatori sarebbero eletti dai consigli e soltanto uno direttamente dal corpo elettorale, il che rappresenta, a suo avviso, una conseguenza aberrante, sulla quale chiede un chiarimento alla relatrice Amici.

Sesa AMICI (Ulivo), relatore, ricorda che sul tema delle modalità di elezione del Senato si è lungamente discusso anche nella precedente legislatura, senza arrivare tuttavia ad una conclusione certa. Ritiene che ciò sia dipeso dal fatto che non è stato chiarito, e non lo è tuttora, quale debba essere il ruolo del Senato federale nel nuovo ordinamento della Repubblica. Se infatti il Senato deve essere organo rappresentativo delle autonomie territoriali, è opportuno che sia ancorato ai territori; se però partecipa alla formazione delle leggi statali, è ragionevole che mantenga una componente di elezione diretta. Il sistema di elezione misto rappresenta quindi un tentativo di individuare una soluzione equilibrata alle due esigenze diverse. In ogni caso, se sussiste un accordo politico ampio nel senso di un Senato puramente federale, ritiene possibile accogliere l'ipotesi di una elezione soltanto indiretta ovvero soltanto diretta.

Luciano VIOLANTE, presidente, osserva che il testo unificato proposto dai relatori sembra nell'impianto complessivo ispirato all'idea di un Senato rappresentativo delle autonomie territoriali e dei territori: per questo, probabilmente, si dà in esso la preferenza all'elezione di secondo grado, così da garantire il collegamento dell'organo con i territori.


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Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN), premesso di aver una concezione completamente diversa di quello che il Senato dovrebbe essere, fa presente che, se la maggioranza è orientata a conseguire il risultato illustrato dalla relatrice e dal presidente, dovrebbe allora optare decisamente per l'elezione di secondo grado, eliminando ogni quota di elezione diretta, in considerazione del fatto che sarebbe inopportuno che i cittadini, che sono i diretti titolari della sovranità popolare, siano rappresentati in misura minore dei consigli, che sono titolari di una sovranità derivata.

Donato BRUNO (FI), dopo aver ringraziato i relatori per lo sforzo profuso, esprime la netta insoddisfazione del suo gruppo per il testo unificato proposto, nel quale non si fa cenno di quello che la sua parte politica ritiene essenziale, vale a dire il rafforzamento della figura del premier. Premesso che tale mancanza inficia, a suo avviso, tutto il lavoro, osserva che il testo proposto non chiarisce neanche se la maggioranza voglia un sistema bipolare o un altro sistema. Se infatti volesse un sistema bipolare, allora dovrebbe chiaramente esprimersi in tal senso, specificando che il premier è eletto, o comunque designato, direttamente dal corpo elettorale. Ritiene inoltre che il testo proposto presenti diversi profili poco convincenti: si riferisce in particolare all'iter legislativo, che risente dell'incertezza rispetto alla figura e ai poteri del premier, alla sfiducia costruttiva, che non è stata prevista, e all'elenco delle materie di legislazione bicamerale. In sostanza, si tratta di un testo che, a suo avviso, non fornisce tutte le risposte che servono per una adeguata riforma dell'ordinamento della Repubblica. Esprime, inoltre, perplessità rispetto al fatto che si disciplina direttamente nella Costituzione il sistema elettorale del Senato, specificando che deve essere proporzionale. Una tale scelta potrebbe rivelarsi deleteria se nel giro di qualche anno dovesse cambiare l'orientamento politico in ordine al sistema elettorale.

Franco RUSSO (RC-SE), nel richiamarsi interamente all'intervento svolto dalla collega Mascia a nome di tutto il gruppo, sottolinea che il testo unificato proposto dai relatori costituisce soltanto una base per il seguito dell'esame. Ricorda come anche il suo gruppo non sia interamente soddisfatto delle soluzioni individuate dai relatori, i quali peraltro hanno già più volte dichiarato la propria disponibilità a rivedere il sistema di elezione del Senato. C'è pertanto da parte della maggioranza la piena disponibilità al dialogo sulle riforme. Invita quindi all'adozione del testo unificato come testo base. Nel merito, chiede un chiarimento sulle ragioni della mancanza, nell'elenco delle materie di legislazione bicamerale, delle materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione, vale a dire le materie attribuite alla legislazione concorrente dello Stato e delle regioni.

Luciano VIOLANTE, presidente, ritiene che l'assenza delle materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione dall'elenco delle materie di competenza bicamerale sia giustificata, dal momento che la logica del testo è che la funzione legislativa dello Stato debba essere esercitata dalla sola Camera dei deputati. Pertanto, ove il Senato, una volta divenuto organo rappresentativo delle regioni, partecipasse alla definizione dei principi fondamentali, come previsto per lo Stato nelle materie di cui al citato terzo comma, allora le regioni interverrebbero sulla materia due volte: una prima volta, attraverso il Senato, sui principi fondamentali; una seconda volta direttamente, con le proprie leggi.

Franco RUSSO (RC-SE) non ritiene che tale conseguenza sarebbe incompatibile con il modello di Senato rappresentativo delle autonomie territoriali proposto nel testo unificato. Si riserva in ogni caso di ritornare sul punto in una successiva fase dell'esame. Invita poi i relatori a valutare se, dato lo stretto collegamento tra l'articolo 94 e l'articolo 95 della Costituzione, l'intervento sull'articolo


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94, e quindi sul rapporto di fiducia, non implichi conseguenze sul rapporto tra Presidente del Consiglio e ministri, di cui all'articolo 95. Al riguardo, ribadisce che la posizione del suo gruppo è nel senso che si debba conservare la collegialità del Governo senza attribuire una speciale preminenza al Presidente del Consiglio sui ministri.

Donato BRUNO (FI) invita il presidente a rinviare l'adozione del testo base, ricordando che la maggioranza ha più volte dichiarato, fin dall'inizio della legislatura, che intendeva procedere alle riforme costituzionali d'accordo con l'opposizione. Sottolinea che l'opposizione intende collaborare al percorso delle riforme, ma chiede che ciò avvenga sulla base di un testo condiviso almeno negli orientamenti di fondo. Essendo quindi emerso nella seduta odierna che parte dell'opposizione non concorda sull'impostazione di fondo del testo proposto, ritiene si debba rinviare l'adozione del testo base.

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che il testo unificato è stato elaborato anche da un relatore di opposizione. Ricorda poi che l'orientamento emerso nella Commissione era nel senso di procedere per il momento alle sole riforme sulle quali esiste un ampio consenso, il che non può dirsi per il cosiddetto premierato. Osserva peraltro che il testo dei relatori comporta un significativo rafforzamento della figura del Presidente del Consiglio, che, oltre a divenire il riferimento del voto di fiducia, assume il potere di proporre la revoca dei ministri e di chiedere l'iscrizione di un disegno di legge all'ordine del giorno delle Camere con priorità.

Felice BELISARIO (IdV), considerata l'assenza del relatore Bocchino e rilevato che su diversi punti, ed in particolare sulle modalità di elezione del Senato federale, non c'è un pieno accordo, ritiene preferibile adottare come testo base il testo proposto dalla relatrice Amici ad inizio di seduta, rinviando alla fase emendativa ogni altra modifica, compresa quella suggerita dal deputato Boato in relazione ai senatori del Trentino-Alto Adige.

Luciano VIOLANTE, presidente, fa presente che la modifica suggerita dai deputati Boato e Zeller si giustifica con l'esigenza di evitare di suscitare un problema a livello internazionale.

Marco BOATO (Verdi) fa presente di non aver chiesto modifiche sulle parti del testo che non lo convincono interamente, riservandosi di farlo nella successiva fase emendativa. Si è semplicemente limitato a proporre una modifica in qualche modo vincolata dagli impegni internazionali dell'Italia.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) preannuncia la propria astensione dal voto per l'adozione, come testo base, del testo unificato proposto dai relatori, che contiene numerose norme da lui non condivise. Esprime comunque apprezzamento per il lavoro svolto dai relatori, che hanno dovuto cercare di comporre ad unità punti di vista anche molto distanti.

Sesa AMICI (Ulivo), relatore, ritiene preferibile attendere il relatore Bocchino, in modo da concordare con lui eventuali modifiche alla proposta di testo unificato che possano ampliare la base di consenso intorno ad esso.

Luciano VIOLANTE, presidente, propone di accogliere il suggerimento della collega Amici e di sospendere, quindi, la seduta per riprenderla al termine dell'audizione prevista nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle persone scomparse, in modo da attendere anche il relatore Bocchino, che non ha potuto prendere parte ai lavori della seduta antimeridiana.

La Commissione concorda.


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Luciano VIOLANTE, presidente, sospende la seduta, che riprenderà al termine dell'audizione.

La seduta, sospesa alle 14, riprende alle 16.35.

Italo BOCCHINO (AN), relatore, d'accordo con la relatrice Amici, propone di apportare alla proposta di testo unificato in esame due ulteriori modifiche, nell'intento di definire una base di lavoro il più possibile condivisa: in primo luogo, propone di inserire nel nuovo articolo 92 della Costituzione un inciso volto a stabilire che il Presidente della Repubblica valuti, nella scelta del Presidente del Consiglio, i risultati delle elezioni per la Camera dei deputati; in secondo luogo, propone di sopprimere, al terzo comma del nuovo articolo 94 della Costituzione, le parole «e al programma di Governo», con la conseguenza che il Presidente del Consiglio nominato deve presentare alla Camera dei deputati la compagine di Governo, e non più anche il programma di Governo. Si tratta di due modifiche che vanno nel senso richiesto dal gruppo di Forza Italia, in quanto per un verso mirano a vincolare la nomina del Presidente del Consiglio, da parte del Presidente della Repubblica, all'indicazione data dagli elettori al momento del voto e per l'altro verso eliminano il richiamo al programma di Governo nel voto di fiducia, in ragione del fatto che il programma di Governo deve oggi intendersi coincidente con il programma elettorale con il quale, in base alla vigente legge elettorale, il capo della coalizione e la coalizione stessa si presentano alle elezioni.

Luciano VIOLANTE, presidente, rileva che correttamente il Presidente della Repubblica è chiamato a tener conto, nella nomina del Presidente del Consiglio, dei risultati elettorali della sola Camera, in quanto è questa sola che ha il potere di accordare la fiducia.

Marco BOATO (Verdi) si dice d'accordo sulla prima proposta del relatore Bocchino, che corrisponde del resto alla prassi politico-istituzionale instauratasi in Italia dopo il 1993. Esprime invece perplessità sulla seconda proposta, la quale presuppone in qualche modo l'obbligo per i capi delle coalizioni di presentarsi in campagna elettorale con un programma elettorale, laddove tale obbligo non è previsto dalla Costituzione, bensì solo dalla vigente legge elettorale, la legge 21 dicembre 2005, n. 270, che è però una legge ordinaria. In ogni caso, premesso che non è sua intenzione irrigidirsi sugli aspetti che non condivide, si dichiara disponibile, nella prospettiva di un allargamento della base di consenso intorno al testo unificato in esame, a votare a favore dell'adozione di esso come testo base, riservandosi naturalmente di presentare proposte emendative.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) condivide la riflessione del deputato Boato in merito al programma elettorale, facendo inoltre presente che la soppressione delle parole «e il suo programma» dal terzo comma del nuovo articolo 94 della Costituzione accentua fortemente il personalismo dell'incarico di Presidente del Consiglio. Invita poi i relatori a pronunciarsi sulle osservazioni svolte nella seduta di ieri dal deputato Bressa in relazione alla tipologia delle leggi che devono essere approvate da entrambe le Camere.

Italo BOCCHINO (AN), relatore, chiarisce che le modifiche da lui proposte sono finalizzate unicamente ad assicurare alla Commissione un testo base il più possibile condiviso. Aggiunge che il suo gruppo sostiene tuttora la formula del semipresidenzialismo alla francese, preannunciando quindi la presentazione di emendamenti in tal senso. Per quanto riguarda poi le osservazioni svolte dal deputato Bressa, ritiene che il riferimento al secondo comma dell'articolo 120 possa essere soppresso dall'elenco delle leggi bicamerali di cui al nuovo articolo 70 della Costituzione. Dissente invece sulla proposta di espungere da tale elenco le leggi in materia radiotelevisiva: al riguardo


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fa presente che l'etere è una risorsa che, per più ragioni, interessa anche le comunità regionali e locali, non fosse altro perché il suo sfruttamento comporta un intervento materiale di infrastrutturazione sui territori.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) ritiene che si potrebbe circoscrivere il riferimento attraverso un rinvio all'articolo 21 della Costituzione.

Donato BRUNO (FI), nel ringraziare i relatori per lo sforzo fatto, osserva che, anche con le nuove modifiche, il testo unificato proposto pone problemi complessi. Ricordato come al nuovo articolo 57, ultimo comma, si preveda che le elezioni dei senatori da parte dei cittadini si svolgano contestualmente alle elezioni dei rispettivi consigli regionali, si domanda cosa accada nel caso in cui il consiglio regionale si sciolga prima del termine di scadenza naturale: in particolare, si chiede se a quel punto tutti i senatori regionali decadano dalla carica ovvero se decadano soltanto quelli eletti dal consiglio regionale o addirittura se non decadano né gli uni né gli altri fino al termine naturale del loro mandato. In ogni caso, considerato che già oggi le elezioni dei consigli regionali non sono tutte contestuali, fa presente che la norma proposta comporta una conseguenza della quale occorre essere consapevoli, vale a dire che la trasformazione del Senato in organo permanente, a composizione variabile.

Marco BOATO (Verdi) ritiene che l'osservazione del deputato Bruno sia fondata.

Italo BOCCHINO (AN), relatore, premesso che quella evidenziata dal deputato Bruno è effettivamente una lacuna del testo unificato proposto, ritiene che tale lacuna possa essere superata in due modi: o legando alla durata del consiglio regionale sia i senatori eletti in secondo grado sia quelli eletti direttamente oppure distinguendo le sorti degli uni da quelle degli altri, nel senso di prevedere che l'eventuale scioglimento anticipato di un consiglio regionale non travolge i senatori eletti direttamente.

Donato BRUNO (FI) ritiene preferibile prevedere la decadenza di tutti i senatori allo scioglimento del consiglio regionale, avvenga esso alla scadenza naturale o in anticipo, in modo che il corpo elettorale possa tornare ad esprimersi di nuovo anche sui senatori eletti direttamente, anche perché il corpo elettorale regionale potrebbe nel frattempo aver cambiato orientamento politico.

Marco BOATO (Verdi) ritiene che il problema possa essere agevolmente superato intervenendo sull'articolo 60 della Costituzione, nel senso di sopprimervi il riferimento al Senato: in tal modo soltanto la Camera dei deputati avrebbe una durata fissa, mentre il Senato diventerebbe un organo permanente, al pari del Senato degli Stati uniti. Per effetto, infatti, dell'ultimo comma del nuovo articolo 57 della Costituzione, le elezioni dei nuovi consigli regionali porterebbero con sé automaticamente anche le elezioni dei nuovi senatori regionali, sia di quelli eletti direttamente, sia di quelli eletti dai consigli regionali, in quanto questi, in base al quinto comma del nuovo articolo 57 devono procedere a tale elezione entro trenta giorni. Fa presente che, del resto, già oggi il Molise e le cinque regioni a statuto speciale rinnovano i propri consigli regionali in date diverse, sia tra loro, sia rispetto alle restanti quattordici regioni; queste ultime hanno per il momento legislature sincronizzate, ma potrebbero in futuro, per effetto di scioglimenti anticipati, rinnovarsi in date diverse.

Franco RUSSO (RC-SE), premesso che il suo gruppo è in dissenso su diversi punti del testo unificato proposto dai relatori, si dichiara nondimeno disponibile a votarne l'adozione come testo base, nell'auspicio che ciò serva a creare le premesse per un lavoro ampiamente condiviso. In particolare, il suo gruppo è contrario alle due modifiche da ultimo apportate al testo dal relatore Bocchino,


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che vanno nella direzione del cosiddetto premierato.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) si riserva di approfondire le questioni sottese al testo unificato, ed in particolare quelle relative agli articoli 4 e 7.

Italo BOCCHINO (AN) relatore, anche a nome del relatore Amici, presenta una ulteriore nuova proposta di testo unificato (vedi allegato 2), riformulata anche alla luce delle osservazioni emerse nel corso del dibattito odierno.

La Commissione delibera di adottare come testo base per il seguito dell'esame il testo unificato proposto dai relatori, come da ultimo riformulato (vedi allegato 2).

Luciano VIOLANTE, presidente, invita i relatori a predisporre, in vista del seguito dell'esame, proposte emendative volte a coordinare le norme contenute nel testo base con l'insieme delle disposizioni della seconda parte della Costituzione. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 17.10.

INDAGINE CONOSCITIVA

Giovedì 21 giugno 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE.

La seduta comincia alle 14.15.

Indagine conoscitiva sulle problematiche relative alla ricerca delle persone scomparse.

Audizione del prefetto Gennaro Monaco, Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, del generale dei Carabinieri Salvatore Scoppa, direttore del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale per il dipartimento della pubblica sicurezza, di Elisa Pozza Tasca e di Gildo Claps, presidente e vicepresidente dell'associazione «Penelope», di Francesco Bariffi, presidente del comitato regionale Lombardia dell'associazione «Penelope», dei rappresentanti del comitato «Troviamo i bambini», di Federica Sciarelli, redattrice del programma televisivo «Chi l'ha visto?», di Cristina Cattaneo dell'Istituto di medicina legale e delle assicurazioni dell'Università di Milano, di Antonio La Scala, vicepresidente del Comitato regionale dell'associazione Penelope, e di Massimo Montanari del IX reparto Mobile della Polizia di Stato di Bari.
(Svolgimento e conclusione).

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati. Introduce, quindi, l'audizione.

I deputati Mercedes Lourdes FRIAS (RC-SE) e Cinzia DATO (Ulivo) svolgono alcune considerazioni preliminari.

Gennaro MONACO, Commissario stra- ordinario del Governo per le persone scomparse, Salvatore SCOPPA, Direttore del Servizio Analisi criminale del Ministero dell'interno, Federica SCIARELLI, Redattrice del programma di Rai 3 «Chi l'ha visto?», Elisa POZZA TASCA, Presidente dell'Associazione Penelope, Maria Rosa DOMINICI, Comitato Troviamo i bambini, Catello CELENTANO, Comitato Troviamo i bambini, Francesco BARIFFI, Presidente del Comitato regionale Lombardia dell'Associazione Penelope, Cristina CATTANEO, Istituto di Medicina legale e delle assicurazioni di Milano, Antonio LA SCALA, Vicepresidente del Comitato Regionale dell'Associazione Penelope delle Puglie, Giovanni BALLINI, Componente del Comitato Regionale dell'Associazione Penelope del Veneto, Gildo CLAPS, Vicepresidente dell'Associazione Penelope, Caterina BOSCHETTI, Componente del Comitato Regionale dell'Associazione Penelope dell'Emilia Romagna, Massimo MONTINARI, Dirigente dell'Ufficio sanitario della Polizia di Stato - IX Reparto Mobile di Taranto, e Marco BORREGA, Comitato Troviamo i bambini, svolgono relazioni sui temi oggetto dell'audizione.


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Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, il presidente Luciano VIOLANTEe il deputato Marco BOATO (Verdi), cui rispondono e rendono ulteriori precisazioni Federica SCIARELLI, Conduttrice del programma di Rai 3 «Chi l'ha visto?», Gennaro MONACO, Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, ed Elisa POZZA TASCA, Presidente dell'Associazione Penelope.

Luciano VIOLANTE, presidente, ringrazia gli intervenuti e dichiara quindi conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 16.30

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.