Seduta del 19/7/2006


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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
DONATO BRUNO

La seduta comincia alle 15,15.

Audizione del direttore della Direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno, Adriana Fabbretti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno, prefetto Adriana Fabbretti, che ringrazio per aver accolto il nostro invito.
Ricordo che le odierne audizioni dovranno svolgersi nel rispetto dei criteri enunciati dal Presidente della Camera nella sua lettera del 20 giugno 2006. Invito il prefetto Fabbretti, che ringrazio ancora, a svolgere il suo intervento sui temi oggetto dell'audizione.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Grazie, signor presidente. Rivolgo, in primo luogo, un saluto a lei e a tutti i componenti della Giunta, che ringrazio per questo incontro, che spero mi consenta di chiarire quali sono stati i compiti svolti dal Ministero dell'interno in occasione della preparazione delle elezioni politiche dell'aprile scorso.
Vorrei cominciare a distinguere, innanzitutto, i compiti che il Ministero ha svolto e che sono previsti e puntualmente disciplinati da norme di legge e regolamentari ed i compiti che, invece, l'interno ha svolto per tradizione, per prassi amministrativa.
Al Ministero dell'interno - mi sono permessa di fare una scaletta per non tralasciare nulla - sono attribuite, ai sensi della legge n. 300 di riforma dell'organizzazione del Governo, tutti i compiti e le funzioni spettanti allo Stato in materia di garanzia della regolare costituzione degli organi elettivi degli enti locali ed in materia di servizi elettorali, intendendosi a quest'ultimo riguardo la cura degli adempimenti preparatori e organizzatori dello svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie disciplinate da norme statali.
Parte delle attività, come ho già detto, in materia elettorale svolte dal Ministero sono previste e puntualmente disciplinate da norme di legge; altri compiti sono svolti dagli uffici del Ministero per prassi amministrativa, proprio al fine di garantire il regolare svolgimento delle consultazioni e di assicurare, in linea di massima, uniformità di adempimenti e di comportamenti nell'applicazione delle norme da parte degli uffici coinvolti nel procedimento elettorale.
Prima di illustrare le principali attività svolte dal Ministero dell'interno, vorrei esaminare le competenze che sono demandate dall'apposita normativa che, per lo più, è contenuta, com'è noto, nel testo unico delle leggi della Camera del 1957, in quello del Senato del 1993 e nella legge sul voto degli italiani all'estero. Fra le competenze previste dalle norme passo velocemente in rassegna l'iniziativa per l'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica in tema di convocazione dei comizi elettorali e di assegnazione dei seggi per le circoscrizioni della Camera, per le circoscrizioni del Senato e per le ripartizioni della circoscrizione Estero, che tutti conosciamo e che sono fatte sulla base dell'ultimo censimento.
L'attività più rilevante, però, è quella connessa al deposito dei contrassegni e dell'altra documentazione, che è stata aggiunta


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proprio in occasione delle innovazioni apportate dall'ultimo testo di legge approvato a ridosso delle elezioni (mi riferisco alla legge n. 270 della fine del 2005). I partiti, infatti, ed i gruppi politici organizzati devono compiere presso il Ministero dell'interno numerosi adempimenti necessari, preordinati alla presentazione delle liste nelle competenti sedi, nei competenti uffici circoscrizionali. Viene, in primo luogo, in rilievo il deposito del contrassegno con il quale le forze politiche dichiarano di voler distinguere le proprie liste di candidati. Il deposito si è svolto nei giorni 24, 25 e 26 febbraio e sono stati depositati 174 contrassegni. La relativa procedura è stata per la prima volta gestita attraverso lo strumento informatico, che ha portato a un notevole snellimento e miglioramento sotto l'aspetto organizzativo, con particolare riguardo alla riduzione dei tempi.
Il Ministero, in questa occasione, come prevede la legge, ha esaminato i contrassegni in base alle norme di cui all'articolo 14 del testo unico della legge n. 361: quando il deposito è stato ritenuto conforme a legge, è stato restituito un esemplare del contrassegno al depositante con l'attestazione di regolarità; quando, invece, il deposito del contrassegno è risultato in contrasto con le norme di cui all'articolo 14 è stato notificato ai depositanti un invito alla sua sostituzione. Le decisioni adottate dal Ministero dell'interno sono, com'è noto, impugnabili all'Ufficio centrale nazionale presso la Corte di cassazione. In occasione delle ultime elezioni politiche sono stati presentati 13 ricorsi. In 12 casi l'Ufficio centrale nazionale presso la Corte di cassazione ha confermato le decisioni ministeriali, mentre nel caso dell'opposizione avverso l'ammissione del simbolo «Verdi Verdi», per confondibilità con il simbolo della Federazione dei Verdi, l'Ufficio, modificando precedenti orientamenti, ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione dei Verdi. Una volta esaurito il contenzioso, il Ministero dell'interno ha trasmesso ai singoli uffici, composti da magistrati competenti alla ricezione delle liste - mi riferisco agli Uffici centrali circoscrizionali per la Camera, agli Uffici elettorali regionali per il Senato e all'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso la Corte d'appello di Roma -, la riproduzione tipografica di tutti i contrassegni ammessi.
Le novità apportate dall'ultima legge prevedevano l'eventuale presentazione di una dichiarazione di collegamento in una coalizione di liste e la presentazione del programma elettorale, nel quale doveva essere dichiarato il nominativo della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici tra loro collegati dovevano presentare un unico programma con l'indicazione di un unico nominativo.
I contrassegni presentati sono stati posti, subito dopo la consegna, in visione nelle bacheche antistanti il salone in cui veniva effettuato il deposito dei contrassegni, per mettere in grado le altre forze politiche di presentare eventuali opposizioni alla Corte di cassazione.
Ricordo, inoltre, che i programmi e le dichiarazioni di collegamento - tale procedimento non era previsto nella legge - sono stati trasmessi, immediatamente dopo la scadenza del termine per la presentazione, previsto per le 12 della domenica (si trattava del terzo giorno che coincideva con la domenica), all'Ufficio centrale presso la Corte di cassazione, che è l'organo competente a decidere sulla validità delle dichiarazioni di collegamento e sull'ammissione dei collegamenti stessi. L'elenco dei collegamenti ammessi è stato poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 marzo.
Presso il Ministero sono state presentate anche le designazioni dei rappresentanti effettivi e dei rappresentanti supplenti. Ciò ha chiuso il quadro della documentazione che doveva essere consegnata in occasione del deposito dei contrassegni. Vi sono, poi, le competenze in materia di stampa dei manifesti e delle schede delle votazioni, sulle quali rimando alla relazione che vi consegnerò. Ormai per tradizione le schede e i manifesti vengono stampati dalle prefetture. È da notare solamente che le schede per la


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circoscrizione Estero vengono stampate in loco dai consolati, sulla base di cliché inviati, ovviamente, dal Ministero dell'interno. Altro adempimento disciplinato dalla legge, questa volta dalla n. 459, è quello della predisposizione dell'elenco provvisorio e di quello definitivo degli elettori residenti all'estero, che, non avendo optato nei termini di legge per l'esercizio del diritto di voto in Italia, votano per corrispondenza, ai fini dell'attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero per l'elezione dei rappresentanti della Camera e del Senato. Gli elenchi, come ormai sappiamo, vengono formati previo allineamento delle posizioni contenute nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero e negli schedari consolari.
Agli elettori residenti all'estero si sono aggiunti, sempre grazie ad una delle leggi che è stata adottata in prossimità delle elezioni, alcune categorie di elettori temporaneamente all'estero per motivi di servizio o di missioni internazionali, che sono stati ammessi a votare nella circoscrizione Estero. Mi riferisco ai militari, ai dipendenti delle amministrazioni dello Stato, ai docenti e professori universitari, ai diplomatici.
Gli elettori della circoscrizione Estero iscritti nell'elenco provvisorio per le elezioni politiche del 9-10 aprile erano complessivamente, all'inizio, 2.855.037, di cui 14.763 temporaneamente all'estero. Da questo numero sono state sottratte, ai fini della formazione dell'elenco definitivo, 4.676 persone che hanno optato per l'esercizio del voto in Italia, di cui 984 erano temporaneamente all'estero. Non sono state inserite in tale elenco definitivo, sulla base di comunicazioni pervenute nelle ultime settimane precedenti le elezioni dagli uffici consolari, altre 226.979 posizioni, per segnalazioni di decessi, irreperibilità presunta, perdita del diritto di voto, rimpatrio o trasferimento in altra circoscrizione consolare. Sono stati invece aggiunti, negli ultimi giorni, 83.993 elettori ammessi al voto tramite attestazione consolare, previa verifica presso i comuni del possesso del diritto all'elettorato attivo.
Complessivamente gli elettori della circoscrizione Estero per le elezioni politiche della scorsa primavera, nell'elenco definitivo - compresi, quindi, i suddetti ammessi al voto - ammontavano a 2.707.375. Quasi il 90 per cento di queste posizioni risultano allineate, presenti cioè negli elenchi consolari e in quelli dell'AIRE (per la precisione l'89,01 per cento). Secondo noi si tratta di un risultato estremamente positivo se si pensa che, nel 2003, quando abbiamo avviato per la prima volta il voto degli italiani all'estero per corrispondenza, questo allineamento era di gran lunga inferiore. Questo rilevante risultato è stato ottenuto attraverso una serie di misure organizzative che sono state decise e coordinate dal comitato anagrafico-elettorale, di cui fanno parte i rappresentanti del Ministero dell'interno, degli affari esteri, dell'allora Ministero degli italiani nel mondo, del comune di Roma, dell'associazione rappresentativa degli ufficiali di anagrafe ed altre componenti; tale risultato è stato ottenuto attraverso questa serie di misure organizzative e, soprattutto, in virtù della recente operazione di mailing, che ha consentito di stralciare dall'elenco elettori le posizioni che corrispondono a cittadini irreperibili, ai quali, quindi, non è stato inviato il plico con le schede. Nei casi in cui tali elettori si sono resi nuovamente reperibili, sono stati ammessi al voto tramite attestazione consolare. Proprio il suddetto strumento giuridico dell'ammissione consolare al voto degli elettori omessi per qualunque motivo dall'elenco garantisce la regolarità delle consultazioni all'estero, consentendo comunque l'esercizio del voto a tutti gli aventi diritto, analogamente a quanto avviene all'interno del territorio nazionale.
È opportuno puntualizzare un punto critico rispetto al voto all'estero. In caso di mancato recapito del plico con le schede, spesso dovuto anche all'omessa comunicazione da parte dell'elettore del cambio di residenza o al fatto che l'elettore stesso non è risultato reperibile al proprio domicilio, nonostante ripetuti accessi, soccorre, in un'ottica di garanzia e di regolarità delle elezioni, la disposizione prevista


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dall'articolo 12, comma 5, della legge n. 459, che prevede la possibilità per l'elettore di richiedere all'ufficio consolare l'invio di un nuovo plico con le schede.
Passerei adesso ai compiti svolti dal Ministero dell'interno per prassi amministrativa. L'azione svolta riguarda soprattutto la complessa attività di supporto e di ausilio alle varie strutture, ai vari soggetti coinvolti nel procedimento elettorale. Questi soggetti vedono negli uffici centrali e periferici del Ministero dell'interno un punto costante di riferimento per la soluzione degli innumerevoli problemi - sono veramente tanti - che si presentano. Io che sono da poco alla direzione centrale dei servizi elettorali mi sono veramente meravigliata di quante telefonate, di quante visite abbiamo ricevuto proprio per richieste di ausilio e di consulenza, da parte degli uffici comunali, degli uffici elettorali di sezione, dei partiti, dei singoli esponenti politici, degli organismi istituzionali e spesso anche da parte dei singoli elettori. A tutti è stato dato, senza distinzione di partito politico o di fede politica, il massimo dell'assistenza. Lo posso dire perché è da poco che sono nella struttura. Pur essendo al Ministero da molti anni non avevo contezza di questa opera di consulenza, di ausilio, di supporto, che non appare e che è molto importante.
Passiamo alla predisposizione delle famose istruzioni che il Ministero dirama in prossimità delle elezioni, delle circolari e della modulistica che accompagnano lo svolgimento del procedimento elettorale dalla convocazione dei comizi alla chiusura delle operazioni elettorali.
Ricordo che, per le ultime elezioni politiche, sono state pubblicate le istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature per Senato e Camera, dopo che sono state completamente riformulate, a tempo di record, perché l'emanazione della legge è intervenuta alla fine di dicembre. È stato richiesto alla struttura un impegno veramente notevole. Le istruzioni, dunque, sono state completamente riformulate, anche quelle per la circoscrizione Estero; queste ultime sono state predisposte per la prima volta, in quanto le precedenti esperienze del voto per corrispondenza riguardavano solamente i referendum e non le elezioni politiche. Sono state poi emanate le istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione, dello scrutinio del voto in Italia e per quello della circoscrizione Estero.
Sono state anche diramate numerose circolari (ne ho contate più di 60), che, oltre a richiamare, come di consueto, gli adempimenti inerenti al procedimento elettorale, hanno fornito chiarimenti sulle innovazioni legislative intervenute in prossimità delle elezioni. Queste innovazioni hanno riguardato, tra l'altro, il voto domiciliare degli elettori disabili impossibilitati ad allontanarsi dall'abitazione, vale a dire quelli che erano legati alle macchine elettromedicali e quindi che non potevano allontanarsi. Abbiamo dovuto diramare delle istruzioni ai comuni per organizzare il voto domiciliare. Si è intervenuti con la legge della fine di gennaio anche per il voto di alcune categorie di elettori temporaneamente all'estero. Inoltre, c'è stato il conteggio informatizzato del voto in alcune regioni e si è dovuta organizzare la missione e la visita degli osservatori dell'OSCE. Altre circolari hanno riguardato la costituzione delle commissioni elettorali comunali e le modalità di nomina degli scrutatori, che sono state modificate con la legge n. 270. Un grande impegno ha richiesto anche l'innovazione della modulistica, predisposta per gli uffici elettorali di sezione e per tutti gli uffici preposti alla proclamazione dei risultati, con particolare riguardo ai modelli di verbale ed alle tabelle di scrutinio.
Veniamo al ruolo del Ministero dell'interno che è di immediato impatto esterno: quello della raccolta, elaborazione e diffusione dei risultati elettorali immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di scrutinio nelle sezioni. Questi dati, lo ripetiamo ancora una volta, hanno carattere ufficioso, poiché la competenza per la proclamazione degli eletti, come tutti sappiamo, è demandata dalla legge agli uffici elettorali regionali per il Senato, agli uffici centrali circoscrizionali per la Camera e


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all'ufficio centrale per la circoscrizione Estero. A seguito delle innovazioni legislative che hanno modificato radicalmente il sistema elettorale, si è dovuto adeguare in tempi brevissimi il sistema informatico. Quindi, anche questo ha richiesto un notevole impegno da parte degli uffici competenti, in particolare del centro tecnico informatico della direzione centrale dei servizi elettorali, per la diffusione sia dei risultati provvisori delle circoscrizioni e regioni nel territoriale nazionale sia di quelli della circoscrizione Estero.
A questo proposito è stato anche organizzato, presso la sede di scrutinio di Castelnuovo di Porto, un servizio di trasmissione telematica dei risultati provvisori (si trattava di comunicazioni informali) che pervenivano dai presidenti di seggio a conclusione dello scrutinio, analogamente a quanto avviene sul territorio nazionale dove, praticamente, la trasmissione viene fatta dal seggio elettorale al comune, dal comune alla prefettura e dalla prefettura al centro informatico del Ministero dell'interno. Solo quest'ultimo segmento avviene in via informatica, perché non tutti i comuni sono informatizzati e, quindi, la trasmissione avviene con gli strumenti più disparati.
Potrei parlare del conteggio informatizzato del voto, ma sarei del parere di rinviare questo tema perché, come sapete, è stata istituita una commissione per la valutazione degli esiti dei risultati della sperimentazione della trasmissione dei dati dagli uffici elettorali di sezione agli uffici di Camera e Senato e per la rilevazione informatizzata dello scrutinio. La sperimentazione è stata prevista in quattro regioni, che sono state individuate con decreto dei Ministri dell'interno e dell'innovazione nel Lazio, in Sardegna, in Liguria e in Puglia. Questa procedura, ovviamente, si è attuata in maniera parallela a quella tradizionale, che ha conservato la sua validità. Quindi, il supporto cartaceo è stato l'unico che ha avuto valenza legale; l'altro viaggiava in parallelo, solo per la comunicazione dei dati, e su linee diverse da quelle del centro informatico del Ministero dell'interno.
La commissione nominata con decreto del Ministro del 29 marzo 2006 è stata incaricata di verificare i risultati relativi alla rilevazione informatizzata e alla sperimentazione della trasmissione alla Camera e al Senato. Ai lavori della commissione, presieduta dal prefetto Mario Spanu, hanno partecipato esperti indicati dalla maggioranza e dall'opposizione del precedente Parlamento, funzionari del Senato e della Camera, del Ministero dell'interno, del Ministero della giustizia e del dipartimento per l'innovazione e le tecnologie. Tenuto conto che la relazione della commissione è stata definita proprio in questi giorni, ritengo opportuno rinviare ogni valutazione, al momento in cui saranno resi noti ufficialmente i lavori della commissione, anche perché, non facendo parte della stessa, non posso nemmeno anticiparli.
Vorrei chiudere il mio intervento con una breve annotazione sul rapporto della missione di valutazione delle elezioni politiche dell'OSCE/ODIHR. Il rapporto, oltre a fornire alcune raccomandazioni preziose di carattere squisitamente legislativo, ha formulato una serie di considerazioni positive sul funzionamento complessivo della macchina elettorale, ritenendo pienamente soddisfacente il livello tecnico organizzativo raggiunto, in linea con le disposizioni legislative vigenti, attesa anche l'estrema delicatezza e complessità del sistema.

PRESIDENTE. La ringrazio. Può lasciare una copia della relazione alla Giunta?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Certamente. Lascio anche il rapporto dell'OSCE.

PRESIDENTE. Do la parola al collega Turco.

MAURIZIO TURCO. Grazie, presidente. Vorrei porre due domande. La prima riguarda l'allineamento degli schedari consolari con quelli dell'AIRE. La domanda è


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molto semplice, forse ha influenza non tanto per le consultazioni elettorali quanto per altri tipi di consultazioni: il fatto che vi sia l'allineamento non vuol dire che la persona, presente in entrambi gli indirizzari, sia poi vivente: è giusto?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Sì.

MAURIZIO TURCO. C'è tutta una serie di ragioni per cui quella persona, presumibilmente, non è stata cancellata da quegli elenchi.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. È più probabile che sia presente...

MAURIZIO TURCO. Sì, ma non si può escludere. Quando ci sono i referendum con il quorum l'esclusione o meno non rappresenta una cosa di poco conto.
Seconda domanda, sulla modulistica: lei ha detto che viene predisposta per prassi amministrativa, per consentire un'uniformità di comportamenti nei diversi uffici regionali e circoscrizionali. Qualora una legge elettorale non dovesse essere chiara, chi decide se la modulistica viene fatta in base alla lettera della legge o all'interpretazione della legge?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. La modulistica dà un orientamento, un'indicazione. Ci sono state delle questioni controverse, che tutti conosciamo, che abbiamo dovuto risolvere prendendo una decisione, perché la modulistica va consegnata. Noi ci siamo attenuti all'interpretazione testuale della legge e abbiamo dato degli orientamenti. Resta fermo, comunque, che, sia per le istruzioni sia per la modulistica, l'ultima parola spetta a chi deve applicare la legge; noi diamo semplicemente delle indicazioni.
Ho con me anche delle decisioni del Consiglio di Stato che, a proposito delle istruzioni ministeriali, ad esempio, per gli uffici elettorali di sezione, precisano che: «Hanno solo la funzione di fornire chiarimenti ed indirizzi, ma non possiedono alcuna natura precettiva nei riguardi di questi uffici, ai quali, come titolari in via esclusiva della competenza e della responsabilità di effettuare lo scrutinio delle schede elettorali, spetta anche di interpretare le norme regolatrici della materia, per cui le istruzioni medesime non si configurano quali atti presupposti degli atti impugnabili nel giudizio elettorale».
Diciamo, quindi, che le istruzioni certamente forniscono un'indicazione e servono, sono utilissime, perché sono predisposte cercando di seguire alla lettera l'interpretazione della legge.

MAURIZIO TURCO. Scusi, poiché vi è la facoltà di non utilizzare la vostra modulistica per la trasmissione di dati...

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Per la trasmissione dei dati? Lei si riferisce alla modulistica intesa come verbali?

MAURIZIO TURCO. Esattamente. Le è mai capitato il caso di una sezione o di un ufficio elettorale circoscrizionale che non abbia utilizzato i verbali?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. No. Nella mia breve esperienza non mi è mai capitato. Non lo escludo, però, perché è appena un anno che sono alla direzione centrale.
Comunque, se volete, posso lasciare anche queste sentenze, se vi possono essere di ausilio.

PRESIDENTE. Do la parola all'onorevole Picano.

ANGELO PICANO. Che differenza si è registrata tra i risultati cartacei e quelli elettronici?


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ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Io non sono a conoscenza dei risultati elettronici, perché è stata istituita un'apposita commissione che ha lavorato in ordine a tale aspetto fino a poco tempo fa. Penso che a giorni sarà possibile acquisire i dati. Come ho già detto, io non ne ho fatto parte.

PRESIDENTE. Quindi, possiamo, anche con una lettera, se lo riteniamo, porre questo quesito al prefetto Spanu e chiedere una documentazione; se riterremo che non sarà confacente, al limite, potremo pure ascoltarlo.

ANGELO PICANO. Trattandosi di un esperimento, sarebbe interessante sapere.

PRESIDENTE. Non c'è dubbio. Chiederemo la documentazione.
Do la parola all'onorevole Fontana.

GREGORIO FONTANA. Vorrei una precisazione sul problema del conteggio informatico: dove venivano trasmessi questi dati?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Venivano trasmessi in un apposito centro, che non era situato presso il Ministero dell'interno. Praticamente, tali dati viaggiavano su binari paralleli. Venivano acquisiti non dal nostro centro informatico, ma da un'apposita struttura della quale si è occupato soprattutto il dipartimento per l'innovazione e le tecnologie che ha gestito la situazione, anche perché noi eravamo oberati di lavoro.

SERGIO MATTARELLA. Questa struttura a chi faceva capo? A quale ministero? Al Ministero dell'interno o ad un'altra struttura?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. I lavori sono stati svolti dal Ministero dell'interno e dal Ministero per l'innovazione e le tecnologie. Comunque, questa struttura è stata seguita, per tutta la parte tecnica, dal dipartimento per l'innovazione e le tecnologie.

SERGIO MATTARELLA. Non dal ministro dell'interno, quindi.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. No.

PRESIDENTE. Era sperimentale. I conteggi sono stati fatti sul cartaceo.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Per noi contava soprattutto la valenza legale, perché eravamo preoccupati principalmente della trasmissione dei dati.

PRESIDENTE. Non c'è dubbio. Prego, onorevole Fontana.

GREGORIO FONTANA. Quindi, ai fini dei risultati ufficiosi che sono stati comunicati dal Ministero dell'interno, i dati acquisiti attraverso il conteggio informatico non sono stati rilevati. Il conteggio ufficioso proveniva dal cartaceo e non dalla procedura informatica. Conosceremo i risultati del conteggio informatico quando avremo la relativa documentazione.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Esattamente.

SERGIO MATTARELLA. Conteggio informatico sperimentale!

GREGORIO FONTANA. Un'altra domanda. Nelle passate elezioni si era verificata un'alta percentuale di rinunce da parte degli scrutatori e dei presidenti di seggio. Voi avete dei dati che ci consentano anche di comparare le precedenti consultazioni in ordine a questo numero di eventuali rinunce?


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ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Pensiamo di poterli acquisire attraverso le prefetture, eventualmente. Questo ha creato anche un po' di disagio. Spesso rinunciano all'ultimo momento, all'ultimo giorno. Eravamo anche preoccupati per l'ultimo referendum, perché c'era in concomitanza lo svolgimento della partita. Ci aspettavamo delle rinunce massicce, ma non è stato così. Ciò ci avrebbe creato notevoli problemi, perché i comuni avrebbero dovuto chiudere le sezioni a tarda notte, avrebbero dovuto ricorrere anche ai vigili urbani.

SERGIO MATTARELLA. Una fuga di massa!

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Questo è un problema che, forse, si dovrebbe affrontare anche in sede legislativa. Molte questioni si dovrebbero affrontare per migliorare l'organizzazione e per non rischiare di trovarci con le sezioni elettorali non complete.

GREGORIO FONTANA. Colgo l'occasione per ringraziare dello sforzo che il Ministero dell'interno ha compiuto, come sempre, in questi casi. Devo dire che questa volta il lavoro che il Ministero doveva svolgere in ordine al numero di tornate elettorali e anche alla complessità che il cambiamento del sistema elettorale ha comportato era particolarmente complesso.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Si è trattato di tre tornate elettorali...

GREGORIO FONTANA. Vorrei svolgere un'ultima considerazione per quanto riguarda gli osservatori dell'OSCE. Tali osservatori, che sono stati uditi anche in Giunta ed in I Commissione, hanno avuto un quadro generale di tutta la preparazione delle elezioni e così via. Per quanto riguarda il procedimento elettorale gli osservatori dell'OSCE cosa hanno fatto esattamente? In che numero erano presenti?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Erano una decina. Sono stati presso di noi per oltre un mese, hanno incontrato spesso i funzionari del Ministero, sono entrati anche nei seggi elettorali, perché ne avevano l'autorizzazione. Hanno visitato numerose prefetture. Se vuole posso fare avere alla Giunta la lista delle varie operazioni che hanno svolto nei diversi uffici e l'elenco dei componenti della missione. Comunque, mi è sembrato che siano andati via molto soddisfatti.

GREGORIO FONTANA. Anche la relazione ha testimoniato una grande correttezza da parte del Ministero.

PRESIDENTE. Le chiedo cortesemente, prefetto, se ci può fornire l'elenco a cui, da ultimo, ha fatto cenno l'onorevole Fontana. Insisto, poi, per avere la relazione che lei oggi ci ha presentato.
Do la parola alla collega Donata Lenzi.

DONATA LENZI. Vorrei chiederle un chiarimento - seguendo l'ordine della sua chiarissima esposizione, della quale la ringrazio - in ordine alla parte successiva al voto, poiché non mi è chiara, forse perché non le abbiamo lasciato il tempo di svilupparla a sufficienza; si tratta di quella fase che noi, come semplici cittadini, conosciamo di più perché seguiamo i collegamenti dal Ministero dell'interno: come si svolge la trasmissione dei dati elettorali dopo lo scrutinio? Qual è il ruolo del Ministero in questa fase?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. I dati vengono trasmessi in tempo reale man mano che arrivano. Dalle sezioni elettorali vengono trasmessi ai comuni, con i messi probabilmente, e dai comuni vengono trasmessi alle prefetture attraverso il sistema informatico,


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dove c'è questo tipo collegamento. Dalle prefetture i dati passano al CED in via informatica, e vengono recepiti direttamente sul sito intranet e internet del Ministero dell'interno. Quest'anno erano stati messi a disposizione due siti per evitare l'eccessivo afflusso di richieste su un unico sito, che poteva creare disguidi. I dati vengono trasmessi immediatamente. Io li leggevo sul mio monitor come li leggevano tutti gli altri, direttamente. Tutto qui.
Le fasi che intervengono successivamente non riguardano più il Ministero, che a questo punto fa un passo indietro perché subentrano gli uffici circoscrizionali, gli uffici elettorali regionali per il Senato e quelli della circoscrizione Estero per gli adempimenti di loro competenza.

DONATA LENZI. Per quel che ho visto io, proprio con i miei occhi (lei sa che i candidati hanno la possibilità di accedere, e noi lo abbiamo fatto in diversi; ricordo che c'era una folta delegazione di Alleanza Nazionale nella mia città; abbiamo girato per diverse postazioni), all'interno delle prefetture - quindi, immagino, da parte di dipendenti del Ministero dell'interno - i dati venivano caricati nel computer. Vi era, dunque, del personale dipendente del Ministero dell'interno che inseriva i dati dai verbali delle sezioni, che venivano trasmessi dai comuni per mezzo dei messi.

GREGORIO FONTANA. Gli estratti!

DONATA LENZI. Mi riferisco all'estratto del verbale, alla «paginetta» singola, allo statino, non all'intero verbale. Almeno fino a questo punto il percorso era manuale. Immagino che dove era avviata la sperimentazione fosse questa la fase che veniva superata.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Anche dove era prevista la sperimentazione avveniva tutto ciò, perché il meccanismo era parallelo.

DONATA LENZI. Dopodiché, i dati venivano trasmessi ed avveniva l'aggiornamento a livello centrale. Le dico, però - può darsi che ricordi male -, che non c'era questo automatismo per cui quello che si vedeva nell'intranet corrispondeva a quello che si vedeva in internet, tanto è vero che noi pensavamo di recarci in prefettura, poiché, essendo disponibile intranet, si poteva disporre del dato prima. Chi, invece, si trovava nelle sedi dei partiti, dei comuni, eccetera, al telefonino vedeva il dato diversificato; d'altronde è normale che sia così.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Probabilmente, vi saranno stati anche dei tempi tecnici, perché l'afflusso dei dati al Ministero crea delle code, in quanto ogni prefettura invia il proprio dato. Quando chiedevo perché si fermasse la trasmissione mi spiegavano che ciò era dovuto al fatto che si creavano dei blocchi. In prefettura, forse, il dato arrivava prima, perché era singolo. Ci saranno stati dei motivi tecnici, sui quali non sono in grado di riferire.

DONATA LENZI. Quindi, lei dice che quel vuoto che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso tra le 16 e le 17,30 di lunedì è stato provocato solo da una causa tecnica?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Sì. La causa è stata solo tecnica, anche perché i dati venivano trasmessi su internet automaticamente, e quindi non si potevano bloccare.
Il CED, il nostro centro informatico, andava avanti tranquillamente, ma, ogni tanto, anche nelle elezioni comunali, c'è qualche momento di pausa.

PRESIDENTE. Il caffè!

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. No. In quella occasione, eravamo in piena notte (Commenti)... Nella notte delle elezioni - così l'abbiamo chiamata - eravamo molto tesi. Si


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è verificato qualche blocco anche in occasione di altre elezioni. Ogni tanto telefonavo al centro, chiedendo spiegazioni, perché azionavo il comando «aggiorna», ma il quadro non si aggiornava.

PRESIDENTE. Do la parola al collega Turco.

MAURIZIO TURCO. Rispetto a questo passaggio le chiedo se le prefetture inseriscano i dati delle singole sezioni o dei totali comunali.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Dei totali comunali.

MAURIZIO TURCO. E chi fa il totale comunale?

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Il comune. Il comune esegue il totale comunale, mentre la prefettura il totale provinciale.

PRESIDENTE. Do la parola al collega Mattarella.

SERGIO MATTARELLA. Presidente, voglio riprendere solo una considerazione del collega Fontana: voglio rivolgere i miei complimenti al Ministero e al servizio competente per aver affrontato una condizione difficile con norme nuove e sistemi nuovi.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. La ringrazio.

PRESIDENTE. Tutti noi la ringraziamo per l'attività svolta.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Lascio alla Giunta tutta la documentazione, comprese le sentenze. Vi potrebbe essere utile. Porto sempre con me le leggi elettorali e le sentenze!

PRESIDENTE. La acquisiamo con piacere. Le sentenze del Consiglio di Stato sono senz'altro utili.

ADRIANA FABBRETTI, Direttore della direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell'interno. Se avete interesse alla raccolta di tutte le disposizioni in materia, anche di quelle più recenti, ve ne farò avere delle copie.

PRESIDENTE. Gliene saremmo grati.
Ringrazio il prefetto Fabbretti ed i colleghi intervenuti e dichiaro conclusa l'audizione.

Audizione del direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri, Adriano Benedetti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri, ambasciatore Adriano Benedetti, che ringrazio per avere accolto il nostro invito.
Invito pertanto l'ambasciatore a svolgere il suo intervento sui temi oggetto dell'audizione.

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. La ringrazio molto, signor presidente, per l'invito a rivolgermi alla Giunta per le elezioni, per la qual cosa sono molto lieto ed onorato.
Delineerò in sintesi gli adempimenti della nostra direzione generale e, successivamente, sarò totalmente disponibile per le domande degli onorevoli deputati.
L'attività preparatoria delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile scorsi ha avuto inizio dal mese di ottobre 2005, con la raccolta e l'aggiornamento dei dati presenti negli schedari consolari e nelle anagrafi degli italiani residenti all'estero (AIRE), tenute dai comuni, al fine di procedere al loro allineamento e consentire


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la predisposizione dell'elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all'estero - previsto dalla legge n. 459 -, sulla base del quale il Ministero dell'interno elabora successivamente l'elenco provvisorio degli elettori.
L'elenco aggiornato è formato dai nominativi dei cittadini iscritti contemporaneamente nelle due banche dati, nonché dai nominativi presenti solo nell'AIRE dei comuni, che noi, in gergo, definiamo i «solomin» (solo Ministero dell'interno). Pertanto il suo grado di affidabilità deriva direttamente dalla completezza ed omogeneità dei dati contenuti nelle due anagrafi.
Al fine di eliminare, o quanto meno di ridurre, le significative discrepanze tra i dati AIRE e quelli dei consolati, riscontrati in occasione di precedenti appuntamenti elettorali, è stato deciso di avviare, prima della raccolta dei dati, un'operazione di interpello postale (mailing), che ha riguardato i nominativi presenti solo in uno dei due schedari, e che pertanto non si erano allineati, con l'intento di pervenire al loro completo recupero o, in caso di esito negativo, alla loro cancellazione, salvo richiesta di reiscrizione da parte degli interessati.
I seguiti del mailing, non ancora completati secondo le modalità concordate in sede di comitato anagrafico elettorale, hanno prodotto effetti positivi. L'ultimo allineamento dei dati relativi ai cittadini italiani residenti all'estero, effettuato il 31 gennaio 2006, in occasione delle elezioni politiche, ha infatti consentito di riscontrare un significativo incremento nella percentuale dei dati allineati, passata dal 79,56 per cento del referendum del 2005 all'attuale 82,84 per cento, mentre i nominativi presenti solo negli schedari consolari o solo nell'AIRE sono diminuiti rispettivamente da 1 milione 289 mila 754 a 597.175 e da 720.601 a 680.638.
I risultati conseguiti, suscettibili di ulteriori miglioramenti, una volta completati gli adempimenti derivanti dall'operazione di mailing, sono da considerarsi certamente soddisfacenti, soprattutto se confrontati con quelli rilevati in occasione della prima applicazione della legge n. 459 (referendum del 2003), quando la percentuale dei dati allineati è stata del 66,73 per cento. Il numero dei nominativi allineati risulta ancor più consistente nell'elaborazione dell'elenco degli elettori fatta del Ministero dell'interno, a seguito delle operazioni di verifica effettuate dagli uffici consolari e dai comuni, da cui risulta che la percentuale dei dati allineati è pari all'89,01 per cento. Una volta completato l'elenco aggiornato dei residenti all'estero, il Ministero dell'interno ha predisposto l'elenco provvisorio degli elettori, che è stato trasmesso dal Ministero degli affari esteri, circa due settimane prima delle votazioni, a tutti gli uffici consolari interessati. Tali uffici, prima della spedizione dei plichi elettorali, sono stati autorizzati ad compiere accurati controlli sui nominativi contenuti nell'elenco, provvedendo a stralciare: gli elettori presenti più volte nell'elenco; coloro che risultassero deceduti, trasferiti in altra circoscrizione o irreperibili; i nominativi presenti solo nell'AIRE, per i quali i consolati, a seguito del mailing, avevano chiesto ai comuni la cancellazione per irreperibilità presunta e tuttora sconosciuta; i nominativi presenti solo nell'AIRE, per i quali è pervenuta all'ufficio consolare notifica da parte dei comuni dell'avvenuta cancellazione per irreperibilità; i nominativi per i quali i dati contenuti nell'indirizzo erano palesemente errati o assolutamente incompleti e non ne consentivano la raggiungibilità; persone rimpatriate o che avessero perso la cittadinanza italiana o il diritto di elettorato attivo. Gli uffici consolari hanno provveduto altresì ad inserire in apposito elenco aggiunto, su richiesta degli interessati e previo controllo con i comuni, coloro che, per qualsiasi titolo, fossero stati omessi dall'elenco.
Al termine delle sopracitate operazioni è stato così formato il corpo elettorale dei cittadini italiani residenti all'estero, a cui è stato successivamente inviato il plico elettorale.
Ricapitolando, sono state stralciate dall'elenco provvisorio degli elettori 226.980 posizioni, di cui 158.917 per irreperibilità, 35.504 perché trasferiti in


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altra circoscrizione, 13.217 per decesso, 8.048 per rimpatrio, 8.896 per perdita della cittadinanza, 1.328 per perdita dei diritti elettorali e 1.070 doppioni. Sono stati altresì cancellati dall'elenco 4.676 elettori che hanno optato di votare in Italia. Per contro, sono stati inseriti in elenco aggiunto 83.993 connazionali, che per vari motivi erano rimasti omessi dall'elenco provvisorio.
Quanto alle intese, l'esercizio del voto all'estero per corrispondenza è stato possibile solo in quei paesi che hanno concluso apposite intese in forma semplificata con l'Italia. A tal fine, le nostre rappresentanze diplomatiche hanno raggiunto le intese con i Governi di 131 Stati, permettendo così l'esercizio del diritto di voto al 99,8 per cento del corpo elettorale italiano residente all'estero. Con i restanti 60 paesi l'intesa non è stata ancora raggiunta, per indisponibilità dei rispettivi Governi, oppure è stata raggiunta, ma, a causa dell'incerta situazione politica interna, non è stato possibile esercitare il diritto di voto per corrispondenza.
Passo ora a parlare della campagna informativa istituzionale. Per informare nel miglior modo possibile le collettività all'estero sulle modalità del voto per corrispondenza, sul sito ufficiale del Ministero degli affari esteri è stata innanzitutto realizzata un'apposita sezione, costantemente aggiornata, all'interno della quale sono state evidenziate, anche attraverso una presentazione in PowerPoint, utili informazioni sul voto all'estero. La rete diplomatico-consolare, da parte sua, ha effettuato una campagna informativa attraverso annunci a pagamento su carta stampata ed emittenti radiotelevisive, che si sono aggiunti alle iniziative a titolo gratuito, mezzi informatici, annunci sulla stampa italiana di emigrazione, riunioni informative, coinvolgimento di associazioni e patronati.
Nel corso del mese di marzo un comunicato stampa, predisposto dall'ufficio elettorale e diramato alle sedi, è stato pubblicato anche sui due quotidiani italiani maggiormente letti all'estero, il Corriere della Sera e La Gazzetta dello sport. Nei due mesi precedenti le elezioni è stata istituita, presso il competente ufficio della direzione generale, una casella di posta elettronica dedicata alle elezioni politiche, ampiamente pubblicizzata, alla quale gli utenti hanno potuto inviare oltre 1.500 messaggi, e ricevere tempestivamente adeguate risposte. La casella in parola si è rivelata particolarmente utile per soddisfare in tempi rapidissimi le richieste di informazioni personalizzate e per risolvere numerosi problemi di ammissione al voto. È stato, inoltre, attivato un numero verde italiano e numeri con servizio di risposta automatica gratuita in ciascun paese estero, che hanno permesso a circa 6 mila utenti di ricevere esaurienti informazioni relative all'esercizio del voto per corrispondenza all'estero, in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese.
L'ufficio elettorale ha poi curato l'edizione di un opuscolo informativo, stampato in un milione 200 mila copie dal Poligrafico dello Stato, intitolato Il voto all'estero (ho un certo numero di copie a disposizione, che posso consegnare al presidente), che illustra in maniera facilmente comprensibile e sintetica le modalità del voto per corrispondenza. L'opuscolo è stato distribuito alla rete diplomatico-consolare per la successiva diramazione alla collettività. Il responsabile dell'ufficio elettorale ha regolarmente partecipato, rispondendo ai quesiti dei connazionali ed, illustrando le varie fasi e procedure del voto all'estero in numerose trasmissioni televisive, dedicate a tale tematica, messe in onda sia da RAI International sia da RAI Utile.
Passo ora alla predisposizione del materiale elettorale e spedizione dei plichi. Gli uffici consolari hanno provveduto a far stampare localmente, presso tipografie scelte in base alla loro affidabilità, tutto il materiale elettorale necessario il cui modello è stato predisposto dal Poligrafico dello Stato, su indicazione del Ministero dell'interno. I plichi elettorali contenenti il materiale di cui sopra sono stati generalmente inviati attraverso il servizio postale locale, salvo alcuni casi in cui si è fatto ricorso ad agenzie di distribuzione privata


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- è il caso specifico dell'Argentina -, poiché il sistema pubblico non è stato ritenuto sufficientemente affidabile, soprattutto in termini di celerità nella spedizione. Una volta votate le schede, l'elettore le ha rispedite all'ufficio consolare emittente in busta preaffrancata, insieme al tagliando del certificato elettorale.
La direzione generale ha diramato precise istruzioni alla rete diplomatico-consolare, in merito all'assoluta necessità di custodire, con la massima cura, le buste restituite dagli elettori, provvedendo a conservarle sino dal momento dell'arrivo all'ufficio consolare, in ambiente protetto, possibilmente nell'area riservata, al riparo da qualsiasi rischio di manipolazione.
Gli uffici consolari hanno spedito, entro il 22 marzo scorso, data fissata per legge e rispettata ovunque, 2.699.421 plichi agli aventi diritto al voto, che sono gli iscritti in elenco provvisorio, più gli iscritti in elenco aggiunto, meno gli optanti, meno gli stralciati, più, questa volta - in base alla legge n. 22 del 2006 - i cittadini temporaneamente residenti all'estero, in numero di 13.779. Sono state restituite entro i termini (le 16 del 6 aprile 2006) 1.135.617 buste con le schede votate (42,07 per cento dei plichi inviati). Sono stati restituiti dalle Poste, secondo le informazioni ad oggi disponibili, 247.978 plichi per mancata consegna al destinatario (indirizzo errato o irreperibilità dell'elettore), pari al 9,19 per cento dei plichi inviati. Tale percentuale, che, nel referendum del 2005, è stata pari al 14,91 per cento, si è ulteriormente ridotta in occasione dell'ultimo appuntamento referendario, calando al 7,22 per cento, a dimostrazione del fatto che i dati contenuti nell'elenco elettori, anche grazie alla citata operazione di mailing sono stati, nel frattempo, migliorati anche qualitativamente. Gli uffici consolari hanno a tutt'oggi ricevuto - quindi, oltre i termini - 63.117 buste con le schede votate, pari al 2,34 per cento dei plichi inviati, che, a norma di legge, sono state distrutte per incenerimento.
Per quanto riguarda la spedizione in Italia delle schede votate, tutte le buste con le schede votate, pervenute entro i termini di legge, sono state inviate dagli uffici consolari, per via aerea e con valigia diplomatica accompagnata, all'aeroporto di Fiumicino, dove sono state prese in consegna da personale dell'ufficio centrale per la circoscrizione Estero, per essere successivamente trasportati a Castelnuovo di Porto, dove erano stati allestiti seggi elettorali per lo spoglio delle schede.
È stato, altresì, organizzato, a cura dell'ufficio elettorale della direzione generale, un volo speciale gestito da Alitalia Cargo per consentire il trasporto in Italia in tempo utile dei plichi elettorali provenienti da Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay ed Uruguay. È stato, infine, predisposto dal Ministero della difesa un volo militare per il trasporto delle schede provenienti dall'Iraq e dall'Afghanistan, ove operano, come è noto, contingenti militari italiani.
Avendo terminato la mia relazione, signor presidente, sono a disposizione per eventuali domande.

PRESIDENTE. La ringrazio a nome mio e di tutta la Giunta per la chiarezza dell'esposizione. Le chiedo, gentilmente, se può lasciare agli atti il testo scritto.

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Certamente.

PRESIDENTE. Do la parola al collega Turco.

MAURIZIO TURCO. Vorrei capire se i consolati ricevano un finanziamento in base al numero degli iscritti presso il consolato. In sostanza, da parte del Ministero degli affari esteri il finanziamento dei consolati è anche in relazione al numero di iscritti presso quel consolato e, quindi, al numero dei servizi che devono rendere?

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli


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affari esteri. Onorevole Turco, si riferisce alle sole spese elettorali oppure in generale?

MAURIZIO TURCO. In genere. Vorrei sapere se l'incidenza degli iscritti presso il consolato - l'anagrafe consolare -, influisca sulle entrate di quel consolato, quindi sulla quantità di personale addetto e via discorrendo.

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. All'inizio di ogni anno finanziario i consolati sono chiamati a trasmettere le richieste di finanziamento, che vengono poi approvate dagli organi competenti del Ministero degli affari esteri, in particolare, per le spese di funzionamento, da parte della direzione generale affari amministrativi.
È ovvio che le richieste di finanziamento, talvolta, hanno una connessione con il numero degli iscritti negli schedari consolari, quindi dipendono dalla consistenza della comunità che il nostro ufficio consolare è chiamato a servire. Questo, naturalmente, si può dire in linea generale, ma non c'è alcuna strettissima correlazione tra i finanziamenti accordati per il funzionamento e la consistenza della nostra collettività. Discorso totalmente diverso si può e si deve fare con riferimento alle spese elettorali, perché queste ultime sono strettamente correlate al numero dei residenti e, quindi, degli elettori.

GREGORIO FONTANA. Lei ci ha detto che i plichi sono stati affidati ai servizi postali dei paesi all'estero, privati o pubblici, a seconda della loro affidabilità (in genere pubblici). Ma cosa può dirci sulla modalità di consegna dei plichi? Si improntava sul modello delle raccomandate oppure i plichi venivano lasciati nella buca delle lettere del destinatario?

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Le modalità di consegna cambiavano da paese a paese, sulla base delle modalità proprie del servizio che veniva interessato, pubblico o privato. Si era inizialmente pensato di stabilire un invio per posta raccomandata, la quale però aveva il limite di impedire ad un certo numero di elettori destinatari di ricevere in tempo utile il plico elettorale. Se, infatti, questi non si trovavano nella loro residenza, il plico veniva riportato all'ufficio postale, in attesa che la persona interessata si presentasse per ritirarlo.
Direi, quindi, che le modalità di consegna variavano a seconda degli usi delle poste locali. Siamo a conoscenza, in particolare, perché abbiamo chiesto precisazioni al riguardo, del sistema di spedizione adottato in Argentina, tanto più che si trattava di un servizio assicurato da un'agenzia privata, scelta per la particolare affidabilità che offriva. Secondo le modalità concertate con l'ambasciata e con gli uffici consolari, il plico veniva portato per ben tre volte dall'incaricato, al fine di poter essere consegnato al destinatario effettivo. Se, alla terza volta, il destinatario non veniva trovato, il plico veniva restituito all'agenzia di spedizione, che poi lo faceva recapitare al consolato, rientrando in quel numero di 240 mila circa restituiti per mancata consegna.

GREGORIO FONTANA. Allora, mi sembra di capire che, nel caso dell'Argentina, la modalità di consegna fosse sul modello raccomandata, mentre nel caso di altri paesi, che adesso è inutile indicare, c'era la possibilità che il plico potesse essere depositato - modello cartolina - nella buca delle lettere. Perciò, se da una parte - come lei giustamente ha detto -, la modalità raccomandata non consentiva al destinatario di recuperare il plico in tempo utile, dall'altra parte la modalità cartolina poteva prestarsi a degli abusi, nel senso che una persona diversa dal destinatario poteva appropriarsi di questi plichi e farne un utilizzo diverso dallo scopo, quando non addirittura illecito. Insomma, ragionando a voce alta, vi sono i pro e i contro per la raccomandata, così come ve ne sono per la cosiddetta posta ordinaria.


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Ma quando lei parla di plichi non consegnati, indicandone il numero, fa riferimento ad un dato provvisorio o ad uno definitivo? I plichi ritornati indietro sono effettivamente tutti quelli non consegnati o esiste il caso di plichi che, ancorché non consegnati, non sono tornati indietro?

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. I dati che ho riferito, dicendo per correttezza fino a quest'oggi, sono tutti i plichi che sono stati restituiti. È difficilmente ipotizzabile che nelle prossime settimane pervengano ulteriori plichi contenenti schede votate oppure restituiti per irraggiungibilità del destinatario. Pertanto, i dati che ho fornito sono sostanzialmente definitivi.

GREGORIO FONTANA. Le chiedo scusa, ma vorrei sapere se la modalità concordata con tutti gli incaricati della consegna dei plichi era quella, secondo la quale, a fronte dell'impossibilità della consegna, il plico dovesse essere restituito. In buona sostanza, con gli incaricati di consegnare questi plichi vi erano casi di intese che prevedessero il «non consegnato» e il «non restituito»?

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Per esempio, nei paesi europei si è fatto ricorso esclusivamente alle poste ordinarie pubbliche. Ovviamente, il portalettere, quando non riusciva a recapitare il plico, lo restituiva all'ufficio mittente, quindi all'ufficio consolare.
Dunque, noi abbiamo avuto un numero di schede votate - oltre il 2 per cento - che sono arrivate purtroppo dopo il termine utile, fissato per il 6 aprile. A mio avviso, ai fini del calcolo dell'effettiva partecipazione al voto, questa non del tutto irrilevante percentuale dovrebbe essere aggiunta al 42 per cento dei plichi restituiti in tempo.

ANGELO PICANO. Vi sono arrivate proteste di cittadini all'estero che non hanno ricevuto i plichi o che non sarebbero stati avvisati per tempo? C'è una quantificazione di questa corrispondenza?

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Come lei sa, onorevole Picano, la legge prevedeva la possibilità di un recupero, in termini di consegna della scheda, per tutti i cittadini che non l'avessero ricevuta. Bisognava comunque presentare istanza entro gli ultimissimi giorni all'ufficio consolare competente. Un numero importante di questi elettori è incluso nella cifra complessiva di 86 mila, contenuti nell'elenco aggiunto, in quanto elettori inseriti nell'elenco elettorale definitivo dopo l'arrivo dell'elenco provvisorio fornito dal Ministero dell'interno.
Non sono in grado di quantificare il numero di elettori che abbiano protestato per il mancato ricevimento della scheda, nonostante questa rete di salvataggio finale, ma, nell'insieme, credo sia un numero estremamente limitato.

ANGELO PICANO. Mi rendo conto che siamo in fase sperimentale, ma non le pare che il metodo utilizzato per gli elettori italiani di inviare una scheda da utilizzarsi per più elezioni potrebbe essere preso in considerazione per il futuro? In questo modo gli elettori potevano conservare la scheda della votazione precedente e poi effettuare la votazione senza bisogno di un nuovo avviso. Per l'estero non si è pensato di fare in questo modo?

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. No, perché ogni scheda di votazione è diversa. A meno che lei non parli del certificato elettorale, che è un'altra cosa (Commenti). In ogni caso, la scheda deve essere accompagnata dal certificato elettorale, perché vanno di pari passo. Ovviamente, elezione per elezione, c'è una scheda ad hoc che è diversa da tutte le elezioni precedenti e c'è un certificato elettorale con un numero diverso, volta per volta.


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ANGELO PICANO. Però questo potrebbe evitare molti problemi (lo dico, ovviamente, de iure condendo). Peraltro, queste difficoltà potrebbero verificarsi anche altre volte. Invece, chi è in possesso del certificato elettorale, se non gli è pervenuto il plico, potrebbe recarsi personalmente al consolato, farsi consegnare le schede e votare seduta stante.

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Onorevole Picano, questo non è possibile perché il voto è per corrispondenza.

ANGELO PICANO. Uno può ritirare la scheda e poi spedirla.

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Ricevere la scheda e votare seduta stante è una modalità un po' ai limiti della legge.

GREGORIO FONTANA. Dobbiamo cambiare la legge!

ADRIANO BENEDETTI, Direttore della direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri. Comunque il certificato elettorale di cui parliamo è diverso da quello che viene consegnato al cittadino italiano che vive in Italia. È semplicemente un certificato con un numero, il cui tagliando deve essere poi inserito nella busta di risposta per effettuare un doveroso e indispensabile controllo (Commenti). Nel tagliando non c'è il nome, ma nel certificato elettorale sì. Lascio agli atti anche il foglio di istruzioni che avevamo inserito nel plico elettorale.

PRESIDENTE. La ringrazio. I commissari potranno poi consultare l'opuscolo in cui il Ministero degli affari esteri spiega le modalità di svolgimento del voto. Mi sembra questo un elemento di ulteriore valutazione.
Ringrazio ancora l'ambasciatore Benedetti e dichiaro conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 16,30.