XI Commissione - Giovedý 12 ottobre 2006


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ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-00298 Codurelli: Nomina di una consigliera di parità presso la provincia di Lecco.

TESTO DELLA RISPOSTA

Il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, che disciplina l'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità, prevede, all'articolo 2, comma 1, che le consigliere ed i consiglieri di parità regionali e provinciali sono nominati, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le pari opportunità, su designazione degli organi a tal fine individuati dalle regioni e dalle province, sentite le commissioni rispettivamente regionali e provinciali tripartite sulla base dei requisiti di cui al comma 2.
Detto comma dispone che «le consigliere e i consiglieri di parità devono possedere requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità nonché di mercato del lavoro, comprovati da idonea documentazione».
Non sembra possibile pertanto individuare incompatibilità con altri ruoli ed incarichi non previste dalla normativa.
Quanto alla nomina delle Consigliere di parità effettiva e supplente della Provincia di Lecco, rispettivamente signora Adriana Ventura e signora Erminia Moneta, si informa che il relativo decreto è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


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ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-00299 Baldelli: Misure in materia di TFR.

TESTO DELLA RISPOSTA

Va in primo luogo precisato, in modo da evitare possibili interpretazioni fuorvianti, che la disposizione prevista dal disegno di legge finanziaria attualmente all'esame del Parlamento non comporta alcuna modifica per quanto riguarda la percezione del trattamento di fine rapporto da parte dei lavoratori, in quanto lo stesso, anche per la parte a carico del Fondo gestito dall'INPS, continuerà a venire materialmente erogato dalle imprese che poi si rivarranno sull'Istituto mediante le opportune compensazioni con quanto da esse dovuto. Si aggiunge, in proposito, che l'attribuzione della gestione del Fondo all'INPS garantisce anzi maggiormente i lavoratori sulla certezza della futura percezione del trattamento di fine rapporto.
Ciò chiarito, si rileva che il Governo è consapevole delle potenziali difficoltà che la riforma in esame potrebbe causare alle piccole imprese: a tal fine sono allo studio possibili meccanismi compensativi per la concessione di crediti da parte del sistema bancario. Si sta infatti valutando la possibilità di utilizzare il fondo di garanzia già introdotto dal decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 per le imprese che conferiscono il trattamento di fine rapporto a forme pensionistiche complementari, dopo averne verificato la compatibilità con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato. Tale meccanismo si basava su un accordo con l'Associazione Bancaria Italiana, accordo nei confronti del quale, peraltro, la stessa ABI ha esercitato la facoltà di recesso e che andrebbe pertanto rinegoziato.
Quanto ai possibili effetti negativi sulla previdenza complementare, va sottolineato che il disegno di legge finanziaria prevede anche la realizzazione di campagne informative intese a sensibilizzare l'opinione pubblica aumentandone la propensione - attualmente piuttosto scarsa - al risparmio previdenziale, e promuovere in tal modo adesioni consapevoli alle forme pensionistiche complementari.
Si evidenzia infine che lo stesso disegno di legge finanziaria prevede il sostanziale anticipo di un anno, o poco meno, dell'attivazione - prevista dalla normativa precedente per il 1o gennaio 2008 - del meccanismo di conferimento del TFR alla previdenza complementare (compresi i piani individuali) basato sul principio del silenzio assenso.


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ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-00300 Bodega: Chiusura di una fabbrica nella provincia di Trento.

TESTO DELLA RISPOSTA

In merito alla situazione della Soc. Aviocart di Borghetto, si rappresenta che, a tutt'oggi, non risulta pervenuta a questo Ministero alcuna richiesta di incontro da parte delle parti sociali per l'esame della situazione occupazionale, né è pervenuta alcuna segnalazione ufficiale al riguardo.
È stata comunque prontamente interessata la Provincia Autonoma di Trento, dalla quale si attendono elementi di valutazione.