XI Commissione - Resoconto di giovedý 12 ottobre 2006

TESTO AGGIORNATO AL 24 OTTOBRE 2006


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Giovedì 12 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Michele Montagnino.

La seduta comincia alle 10.

Gianni PAGLIARINI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.


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5-00298 Codurelli: Nomina di una consigliera di parità presso la provincia di Lecco.

Lucia CODURELLI (Ulivo) illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Michele MONTAGNINO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Lucia CODURELLI (Ulivo), replicando, si dichiara soddisfatta della risposta del Governo, rilevando peraltro che l'affidamento ad una medesima persona di due diversi incarichi può determinare una minore efficacia nello svolgimento delle sue mansioni.

5-00299 Baldelli: Misure in materia di TFR.

Simone BALDELLI (FI) illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Michele MONTAGNINO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Simone BALDELLI (FI), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta del Governo, rilevando che il trasferimento del trattamento di fine rapporto all'INPS danneggia fortemente le imprese, soprattutto quelle di dimensioni piccole e medie, costringendole a rivolgersi al mercato creditizio: la norma appare dunque ispirata da una non condivisibile impostazione dirigista e statalista che non è compatibile con la libertà d'impresa.

5-00300 Bodega: Chiusura di una fabbrica nella provincia di Trento.

Maurizio FUGATTI (LNP), illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Michele MONTAGNINO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Maurizio FUGATTI (LNP), replicando, si augura che il Governo potrà fornire in tempi rapidi una più puntuale presa di posizione nella direzione della tutela dei livelli occupazionali nella zona di Avio.

La seduta termina alle 10.20.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 12 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Michele Montagnino.

La seduta comincia alle 10.20.

Legge finanziaria per l'anno 2007.
C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747 Governo.

Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e previdenza sociale (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 18: Stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale (limitatamente alle parti di competenza).
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.

Luigi FABBRI (FI) rileva come la relazione del deputato Miglioli abbia nuovamente ribadito gli obiettivi che si intende perseguire con la manovra finanziaria in esame (risanamento, sviluppo, equità), obiettivi già enunciati nel documento di programmazione economico-finanziaria e largamente condivisibili su un piano


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generale ma, in realtà, non concretamente realizzabili attraverso le misure predisposte. Evidenzia peraltro come avvenga in via ordinaria che le enunciazioni di principio del DPEF vengano peggiorate dapprima nella loro traduzione nel disegno di legge finanziaria e successivamente nel corso dell'esame da parte del Parlamento: nella fattispecie, però, sarebbe difficile fare peggio e si augura che miglioramenti possano essere apportati. La manovra finanziaria in esame è infatti fortemente squilibrata in favore delle categorie, quali i pensionati e i pubblici dipendenti, che in misura maggiore aderiscono al sindacato (in particolare la CGIL), dal quale infatti la manovra stessa appare dettata. Non si prevedono infatti i necessari tagli di spesa, né la chiusura di finestre per il pensionamento e la manovra appare incentrata sull'inasprimento del carico fiscale; vengono invece previste assunzioni nella scuola, nonostante gli andamenti negativi dei tassi di natalità, e senza prevedere concorsi pubblici, che dovrebbero invece rappresentare una garanzia di qualità necessaria nel sistema scolastico. Possono invece penalizzarsi categorie quali i magistrati e i professori universitari, dimezzando gli scatti retributivi di anzianità e dunque abbattendo fortemente le retribuzioni complessive nel corso della carriera, dimenticando che anche ad una soddisfacente retribuzione è collegata la qualità del servizio, che occorre garantire nel settore giudiziario e nell'università. L'intervento redistributivo è dunque in favore di pensionati e dipendenti pubblici, visto che gli inasprimenti fiscali colpiscono redditi appena superiori a quelli percepiti nel pubblico impiego. Lo stesso trasferimento TFR non tocca gli interessi dei dipendenti pubblici e dei pensionati, rappresentando nel contempo un attentato al decollo del secondo pilastro della previdenza, rispetto al quale ulteriori perplessità suscita un anticipo che in realtà sembra favorire i fondi chiusi gestiti dai sindacati e ridurre le possibilità di concorrenza dei fondi aperti, già penalizzati dal mancato trasferimento del contributo dei datori di lavoro.
Quanto allo sviluppo, naturalmente da tutti auspicato, si chiede se possa essere davvero perseguito con misure quali il bonus per l'acquisto di un nuovo frigorifero: al riguardo, preannuncia un emendamento finalizzato a spostare i relativi fondi in favore degli ammortizzatori sociali. In generale, comunque, la crescita economica è legata ad una serie di fattori sui quali la manovra in esame non incide: ad esempio, nulla è previsto per il miglioramento del capitale umano attraverso la formazione (della quale dovrebbero essere investite le regioni, secondo quanto previsto dal titolo V della Costituzione). Si tende invece a favorire interessi specifici, anche di grandi aziende, finanziando ad esempio una mobilità lunga, che non rappresenta una risposta soddisfacente per lavoratori in età attiva che spesso finiscono per svolgere un secondo lavoro in nero. Non sono peraltro norme come quelle collegate al taglio del cuneo fiscale che possono davvero favorire l'instaurarsi di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, considerato che le imprese si rivolgono a tale tipo di contratti sulla base delle proprie esigenze produttive. Proprio sulla crescita bisognerebbe invece innanzitutto puntare, considerato che, senza di essa, non sarà possibile migliorare i saldi di bilancio nella misura indicata dal Governo.

Amalia SCHIRRU (Ulivo), espresso il proprio apprezzamento per la puntuale relazione svolta dal collega Miglioli, osserva che la manovra finanziaria in esame persegue, da un lato, gli obiettivi di risanamento, sviluppo ed equità già indicati nel DPEF, dall'altro lato, interventi nella direzione della stabilizzazione dei rapporti di lavoro e dell'emersione del lavoro sommerso, auspicati proprio nel corso del lavoro svolto dalla Commissione. Evidenzia quindi l'opportunità degli interventi in favore dello sviluppo del Mezzogiorno, mediante i meccanismi del credito di imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate, dove maggiormente si sono sofferti gli effetti della crisi industriale ed occupazionale. In tale ambito, appare poi


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particolarmente significativa la leva dell'occupazione femminile, che incide positivamente, in misura relativamente maggiore, su reddito, consumi e servizi sociali.
Giudica quindi favorevolmente la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, in condizioni di precarietà da lungo tempo, nonché, in generale, tutte le misure dirette alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro ed al riconoscimento di diritti per la categorie più deboli. Condivisibili sono inoltre, al fine di accrescere efficienza ed efficacia all'azione della pubblica amministrazione, gli articoli 58 e 59 del disegno di legge finanziaria, con i quali si prevedono le risorse per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego e si consentono assunzioni negli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilità; si ridà così dignità all'autonomia ed alla capacità di programmazione degli enti territoriali, che spesso presentano realtà estremamente diversificate tra loro. Sottolinea inoltre come siano state recentemente concordate modifiche per ridurre i tagli ai comuni, chiarendo infine che le assunzioni nella scuola riguarderanno personale che ha già superato pubblici concorsi e frequentato corsi di formazione a livello universitario.

Salvatore BUGLIO (RosanelPugno), apprezzata la relazione per il modo in cui ha presentato la manovra finanziaria in esame, si dichiara sorpreso per il fatto che nel dibattito in corso nel Paese non abbia trovato adeguato spazio un'etica della responsabilità che dovrebbe invece rappresentare un essenziale punto di riferimento. In tale ottica, occorre innanzitutto tenere presente i dati di fatto dell'annullamento dell'avanzo primario, del peggioramento del deficit, dell'aggravamento del rapporto debito-PIL, della perdita di competitività del sistema-Paese. Nel contempo, nel corso degli ultimi anni, si è registrato un andamento della distribuzione del reddito per il quale si sono arricchiti in pochi, mentre la maggior parte dei cittadini si è impoverita: gli stessi recenti dati ISTAT sulla povertà appaiono preoccupanti e richiedono quindi interventi urgenti sul piano redistributivo. Richiama altresì la situazione di difficoltà in cui si trovano i lavoratori ultraquarantenni espulsi dal mercato del lavoro, osservando che gli stessi trattamenti di mobilità non possono rappresentare una risposta soddisfacente per cittadini in età attiva che debbono partecipare al sistema produttivo. Rispetto a tale realtà, la legge finanziaria rappresenta un primo intervento cui dovranno seguire riforme strutturali sulla previdenza, sulla sanità, sul federalismo fiscale: sulla legge finanziaria è peraltro legittimo che il Governo ponga la questione di fiducia considerato che la stessa è caratterizzante delle scelte politiche della maggioranza.
Molte critiche dell'opposizione appaiono invece pretestuose e demagogiche, in quanto non tengono presenti i vincoli richiamati: per esempio, indubbiamente le infrastrutture sono necessarie per la crescita, ma non ci si può limitare, come faceva il passato Governo, ad enunciazioni e campagne mediatiche, in quanto per le realizzazioni occorrono ingenti risorse. Condivisibile è pertanto la ricerca di fonti di finanziamento per le infrastrutture, quale quella individuata nel trasferimento di parte del TFR dalle imprese all'INPS, mentre il Governo sta cercando di fornire anche una risposta per le esigenze di finanziamento delle piccole e medie imprese. Analogamente, con riferimento ai contratti del pubblico impiego, non basta sottoscriverli ma occorre prevedere le necessarie risorse in bilancio, come avviene con il disegno di legge finanziaria in esame. Quanto alla piaga dell'evasione, osserva che dovrebbe essere migliorata l'efficienza dei servizi per superare quella sorta di giustificazione per la quale si evaderebbe in quanto in cambio delle tasse pagate non si ricevono adeguati servizi.
Sulla base di tali considerazioni, avanza infine alcune proposte di intervento: un disegno di legge collegato alla manovra finanziaria in materia previdenziale, al fine di offrire certezze ai cittadini sulle pensioni; un meccanismo premiale per gli enti locali che perseguano concrete politiche di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi; automatismi nei rimborsi


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IVA e possibilità di scaricare dai redditi i costi di prestazioni e servizi al fine di combattere l'evasione fiscale; il ravvio dei pubblici concorsi, per favorire la qualità e la meritocrazia nella pubblica amministrazione; la costituzione di organismi di controllo della qualità pubblica.

Simone BALDELLI (FI) svolge alcune considerazioni di carattere generale, anche riprendendo quanto osservato dai colleghi della maggioranza sul fatto che il precedente Governo avrebbe lasciato il Paese in una situazione disastrosa sotto il profilo della finanza pubblica. Si tratta di una rappresentazione che non corrisponde alla realtà e il disegno di legge finanziaria presentato dal Governo Prodi ha un volume eccessivo rispetto alle effettive condizioni dei conti pubblici. Si tratta evidentemente di una operazione di carattere politico prima che economico, la cui opportunità è tanto più dubbia se si ricorda che l'attuale maggioranza parlamentare si è affermata con uno scarto di appena 24.000 voti e si permette di dettare una linea finanziaria senza tenere in alcun conto - e anzi scontentando - metà del Paese.
Osserva quindi come l'insoddisfazione sulla Finanziaria non emerga solo tra le categorie sociali colpite, ma investa settori della stessa maggioranza, ciò che ha indotto il Governo a tornare sui propri passi e a preannunciare modifiche alle disposizioni presentate.
Si sofferma quindi sulle modalità seguite dal Governo nella definizione della manovra, rispetto alle quali si deve registrare un eccesso di concertazione, sia con le organizzazioni sindacali che con l'area più radicale della coalizione di centrosinistra. Si tratta quindi di una manovra sbilanciata a sinistra, che non riesce per tale motivo a trovare punti di mediazione e di confronto costruttivo con l'opposizione e con quell'ampia parte della società italiana che non si riconosce nell'attuale maggioranza di Governo.
Passando quindi ad esaminare alcuni aspetti specifici delle norme all'esame della Commissione, rileva come le misure destinate ad un incremento dell'occupazione si rivolgano esclusivamente al pubblico impiego, a fronte di una tendenza, nel settore privato, a ridurre la sfera di libertà delle imprese, con una totale assenza di spinte nella direzione di una maggiore competitività e liberalizzazione del mercato. Anche sotto il profilo fiscale, si registra, purtroppo, un'inversione di tendenza rispetto alle politiche avviate dal Ministro Tremonti - che avevano offerto, attraverso la riduzione della pressione fiscale, un forte impulso alla competitività - per tornare ad un modello di tipo feudale, con il signore che impone ai sudditi i tributi, senza tenere in alcun conto le loro esigenze. Appare sconcertante sotto questo profilo l'elenco delle tasse introdotte, che ammontano almeno ad una settantina. Né si può sostenere che queste imposizioni siano in qualche misura bilanciate dal cuneo fiscale, poiché si tratta di una misura che esclude settori importanti - quali, ad esempio, le banche, gli istituti finanziari, le assicurazioni - e i cui effetti, a motivo dei meccanismi opzionali complessi, non sono affatto chiari.
Sottolinea come, al fine di restituire vantaggi alle imprese, sarebbe stato assai meglio liberare risorse; deve in proposito evidenziare come emerga con piena evidenza la contraddizione del Governo, che nel mettere insieme statalismo e mercato, misure di pressione tributaria e cuneo fiscale, adotta criteri di azione e linee di intervento tra loro non conciliabili.
Anche sul versante del lavoro giovanile, le soluzioni adottate dal Governo non appaiono convincenti e scontano una interpretazione distorta della legge Biagi, che ha avuto quale effetto principale non quello di accrescere la cosiddetta precarietà, ma piuttosto di avvicinare i giovani al lavoro, offrendo un'alternativa al lavoro nero. Il prospettato aumento dei contributi per i collaboratori a progetto non significherà maggiore stabilità per questi lavoratori e il beneficio fiscale previsto risulterà comunque di fatto annullato dall'aumento dell'aliquota previdenziale.
In conclusione, evidenzia come l'impianto complessivo della manovra finanziaria


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debba essere ritenuto inaccettabile, oltre che dannoso per i cittadini e per il mercato. L'impostazione dirigista data dal Governo alla propria politica economica, alterando i naturali meccanismi del mercato, rischia di far perdere competitività al paese e di parcheggiare in una stazione di provincia la locomotiva Italia, che invece, grazie alle politiche condotte dal Governo nella passata legislatura, stava dando importanti segnali di ripresa.

Enrico FARINONE (Ulivo) sottolinea come la relazione svolta dal deputato Miglioli abbia evidenziato la coerenza delle scelte effettuate dal Governo nella definizione della manovra finanziaria per il 2007, che rappresenta l'attuazione del programma dell'Unione per quanto attiene all'esigenza di perseguire contestualmente gli obiettivi del risanamento, dello sviluppo e dell'equità. Evidenzia a tale riguardo come la maggioranza si assuma in tale ambito le proprie responsabilità, dovendosi sgombrare definitivamente il campo dalle polemiche sollevate dall'opposizione all'indomani dei risultati elettorali. La manovra finanziaria è di ingente entità, come richiesto dalle condizioni del Paese e dall'esigenza di garantire i parametri richiesti dall'Unione europea; non è peraltro costituita solo da maggiori entrate fiscali, come sostiene la propaganda dell'opposizione, ma persegue anche lo sviluppo, a partire dalle misure previste per il taglio del cuneo fiscale, e una maggiore equità. In proposito, sottolinea la novità dell'impostazione ideologica della maggioranza, nella direzione di favorire i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Si tenta inoltre l'avvio del recupero dell'evasione e dell'elusione fiscale, che presentano caratteristiche di una gravità non comparabile con gli altri paesi europei: tale recupero consentirà d'altronde una successiva riduzione della pressione fiscale per tutti i cittadini, compresi quelli con reddito elevato da lavoro dipendente che sopportano attualmente il maggiore carico dell'aumento dell'aliquota marginale ed i percettori delle pensioni più alte, che sono chiamati al contributo di solidarietà del 3 per cento. La battaglia contro l'evasione richiede comunque anche un'azione educativa finalizzata ad un maggiore senso civico, che può perseguirsi con successivi passi in tale direzione. Lo stesso miglioramento del servizio sanitario pubblico, interesse comune a tutti i cittadini, può essere garantito da maggiori entrate erariali e da una più efficiente gestione delle strutture. Sottolineato infine come, proprio nelle materie di competenza della Commissione, vi siano importanti novità per l'emersione del lavoro nero e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, ritiene che la manovra finanziaria possa essere eventualmente migliorata in sede di esame degli emendamenti ma non vada stravolta, essendo opportuno mantenerne l'impianto complessivo.

Teresa BELLANOVA (Ulivo) desidera innanzitutto ringraziare il collega Miglioli per la puntuale e ampia relazione, che ha offerto alla Commissione un utile terreno di confronto e avrebbe senz'altro meritato una maggiore partecipazione dei colleghi dell'opposizione.
Osserva quindi che, con la manovra finanziaria presentata al Parlamento, il Governo ha tenuto fede al programma dell'Unione, impostando il proprio operato ai criteri del risanamento, della crescita, dell'equità sociale e territoriale, a fronte della disastrosa situazione economica del Paese, attestata da tutti gli enti di ricerca e istituti statistici, sia nazionali che internazionali. Si deve anche registrare un positivo inserimento nella manovra di elementi aventi carattere strutturale e l'abbandono di strumenti quali condoni o una tantum. La manovra non trae vigore dalla concertazione con le organizzazioni sindacali, ma piuttosto dalla necessità delle misure proposte, che operano una sensibile redistribuzione delle risorse, a favore di fasce sociali molto penalizzate negli anni precedenti. La redistribuzione delle risorse, oltre a rispondere ad evidenti esigenze di equità sociale - ci sono in Italia milioni di cittadini che vivono con meno di un milione di euro al mese - consentirà anche di dare un impulso importante


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alla ripresa dei consumi, anche tenuto conto del fatto che negli ultimi anni la contrazione che si è registrata non è stata sui beni di lusso ma sui bisogni primari.
Sottolinea quindi come la manovra finanziaria imposti una serie di interventi mirati per il sistema produttivo del paese, passando da una impostazione quale era quella di Tremonti - che intendeva sostenere le imprese attraverso dazi e barriere doganali - ad una politica che mira a offrire sostegno prioritario alla ricerca e all'innovazione. La Finanziaria non parla di distretti industriali, ma è pervasa dall'idea di dare risposte ai settori produttivi ad alta specializzazione, ponendo quale esigenza primaria quella di una ricerca efficiente al servizio del tessuto produttivo del Paese. Cita al riguardo le misure riguardanti il piano straordinario triennale a sostegno della ricerca e dell'innovazione, il credito d'imposta per le imprese che investono in innovazione e ricerca, il rifinanziamento del fondo per i progetti di innovazione industriale.
Si sofferma quindi sul tema dell'occupazione femminile e sui costi delle imprese, osservando come le previste deduzioni dalla base imponibile per le imprese che stabilizzano i rapporti di lavoro - in misura più ampia per le imprese del Mezzogiorno - potranno accrescere l'occupazione stabile e l'occupazione femminile in particolare. Sottolinea sul punto un difetto di comunicazione del Governo, poiché ritiene che si tratti di interventi che recheranno sensibile beneficio agli imprenditori che hanno fatto investimenti e che forse non sono stati adeguatamente percepiti come tali.
Un ulteriore tema - sul quale richiama l'attenzione dei colleghi e che appariva scomparso dall'agenda politica italiana - è quello del Mezzogiorno, vissuto nella precedente legislatura come un peso per la competizione dell'Italia, ciò che ha in realtà contribuito ad un impoverimento anche delle aree più ricche del Paese. Ora il Governo pone il Mezzogiorno al centro della Finanziaria, con il credito di imposta per le aziende del Mezzogiorno che investono in innovazione e con il Fondo per lo sviluppo delle aree sottoutilizzate.
L'ultima questione che intende ricordare è quella del lavoro nero. Anche qui si deve registrare, a suo avviso, un cambio di marcia del Governo rispetto alle politiche della scorsa legislatura, che vedevano nel lavoro nero uno strumento utile per competere sul mercato; ricorda al riguardo il condono operato a favore delle aziende e le sanzioni a carico dei lavoratori. Oggi si fa finalmente strada l'idea che il lavoro nero è letale per il Paese, e si adotta una linea di tolleranza zero. Non si prevede tuttavia di combattere il lavoro nero esclusivamente attraverso politiche repressive, ma mettendo in atto meccanismi positivi - attraverso i piani territoriali per l'emersione - che coinvolgono le parti sociali, le autonomie locali e gli organi di rappresentanza. La recente missione svolta dalla Commissione in Puglia, per approfondire il problema dello sfruttamento dei lavoratori agricoli nella provincia di Foggia, ha mostrato come il lavoro nero sia un'emergenza drammatica e intollerabile, che non riguarda solamente i cittadini extracomunitari ma che investe anche gli italiani e addirittura i minori. Per tale motivo giudica particolarmente importante la previsione in Finanziaria di un fondo di dieci milioni di euro annui a sostegno delle imprese che emergono dall'illegalità.
Conclusivamente, rileva come, sebbene la manovra finanziaria non risolva tutti i problemi, ne avvia molti a soluzione, in una direzione che appare condivisibile e che merita di essere sostenuta.

Lorenzo BODEGA (LNP) osserva preliminarmente che il disegno di legge finanziaria definito dal Governo è quotidianamente oggetto di modifiche, tanto che, in realtà, non può assolutamente prevedersi quale sarà il testo definitivo e se saranno effettivamente conseguiti gli obiettivi di bilancio enunciati dalla maggioranza: proprio al suo interno, si levano peraltro numerose critiche, che coinvolgono gli stessi membri del Governo. Sottolineato quindi come la discussione sulla manovra


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finanziaria non dovrebbe determinare uno scontro tra nord e sud del Paese, o tra aree più e meno ricche, si dichiara perplesso per non aver ascoltato, nell'ambito del dibattito in corso, alcun riferimento all'esigenza di riforme davvero utili per affrontare concretamente i problemi del bilancio pubblico, quali una coerente riforma federale dello Stato e la valorizzazione delle autonomie locali.
Ricordato quindi come la grave situazione dei bilanci pubblici sia frutto di una stagione ormai lontana, nella quale il suo partito non si era neanche affacciato sulla scena pubblica, sottolinea come di conseguenza non possa essere addebitato al passato Governo la responsabilità delle difficoltà finanziarie, considerato peraltro che i dati obiettivi della passata gestione sono migliori di quanto la maggioranza sostiene. La manovra in esame, però, mortifica le imprese e la crescita, non favorendo così il miglioramento dei saldi di bilancio: preannuncia pertanto la presentazione da parte del suo gruppo di emendamenti finalizzati all'abrogazione della norma sul trasferimento di parte del TFR dalle imprese all'INPS nonché ad altre opportune correzioni, come per la riduzione degli aumenti contributivi per lavoratori parasubordinati ed autonomi ed il superamento dello spoil system nella pubblica dirigenza. Dichiara infine un orientamento complessivamente contrario su una manovra che non è europeista, non promuove l'innovazione e la competitività, penalizza le piccole imprese, dimentica il Nord, rinuncia ai tagli alle spese e agli sprechi ed in definitiva non rappresenta certamente il modo migliore per perseguire risanamento, crescita ed equità.

Gianni PAGLIARINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame congiunto dei provvedimenti in titolo alla seduta pomeridiana.

La seduta termina alle 12.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.50 alle 13.20.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 12 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Michele Montagnino.

La seduta comincia alle 14.10.

Legge finanziaria per l'anno 2007.
C. 1746-bis Governo.

Bilancio dello Stato per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747 Governo.

Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e previdenza sociale (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 18: Stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale (limitatamente alle parti di competenza).
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta antimeridiana di oggi.

Antonino LO PRESTI (AN) osserva preliminarmente che svolgerà alcune considerazioni di carattere generale e si asterrà da considerazioni analitiche, che appaiono superate dagli eventi degli ultimi giorni, nel quadro - politico e mediatico - che accompagna la Finanziaria.
Richiama innanzitutto la bella e approfondita relazione svolta dal deputato Miglioli, che appare tuttavia come un libro


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dei sogni. Basti solo accennare alle ultime dichiarazioni del Ministro Padoa Schioppa che, al direttivo di Confindustria, avrebbe posto gli industriali di fronte all'alternativa di accettare le misure in materia di TFR, o di rinunciare alle misure in favore degli imprenditori, con particolare riferimento al cuneo fiscale. Si tratta di un atteggiamento ricattatorio, che mette in discussione l'intera Finanziaria e che appare del tutto irrazionale. L'atteggiamento del Governo mette in luce le incongruenza della manovra e insieme non offre alcuna certezza ai cittadini e alle imprese, che non sanno su cosa fare affidamento a fronte di atteggiamenti fortemente contraddittori.
Un esempio significativo in ordine all'atteggiamento del Governo - che informa tutta la manovra di bilancio - può essere dato dal blocco del progetto riguardante il ponte sullo stretto di Messina. Si tratta di un segnale inquietante, che equivale a impedire lo sviluppo del Mezzogiorno e si configura come una punizione degli elettori siciliani che hanno votato contro il Governo Prodi. Analogamente, il previsto aumento in Finanziaria dei contributi per i contratti di apprendistato mostra un intento punitivo nei confronti delle imprese, soprattutto medie e piccole; si vuole in tal modo colpire il ceto medio e l'elettorato di centrodestra.
Una ulteriore dimostrazione di questo atteggiamento la ha avuta personalmente, nel corso della manifestazione contro le misure adottate dal Governo organizzata oggi a Roma dai professionisti. Dopo lo svolgimento del corteo, si è infatti tenuto a Piazza Venezia un comizio dei vertici delle associazioni e la polizia ha ritenuto di dover chiudere interamente la piazza, con i propri mezzi blindati, impedendo l'accesso a Via del Corso e creando disagi enormi per i cittadini e per i turisti. Ritiene che il blocco da parte delle forze dell'ordine del centro storico di Roma, nel timore che rappresentanti del ceto medio possano manifestare sotto palazzo Chigi, è un episodio indegno di un Paese civile e paradossale.
Per questi motivi, il gruppo di Alleanza Nazionale - sebbene presenterà emendamenti correttivi e adotterà tutte le iniziative utili in sede parlamentare per modificare la Finanziaria - esprime un giudizio integralmente negativo sui disegni di legge finanziaria e di bilancio.

Alberto BURGIO (RC-SE) giudica la relazione svolta dal collega Miglioli equilibrata, condividendo il giudizio complessivamente positivo sulla manovra in esame, rispetto alla quale occorre tenere presenti vincoli obiettivi rappresentati dal patto di stabilità, dalla ingente evasione fiscale e contributiva e dalla pesante eredità lasciata dal passato Governo. A tale ultimo riguardo, i dati sull'andamento del prodotto interno lordo, del deficit e del debito pubblico non possono che imporre inevitabili correzioni dal lato delle entrate, nonostante i demagogici messaggi propagandistici dell'opposizione. Rilievi critici possono peraltro riguardare alcuni aspetti della manovra, come gli eccessivi tagli operati nei trasferimenti agli enti locali - che si ripercuotono su un ulteriore inasprimento della pressione fiscale - e sulla sanità, in misura che considera eccessiva.
Proprio sulla base dei vincoli indicati, assumono comunque maggiore rilevanza alcuni interventi che giudica condivisibili, in particolare quello redistributivo, considerato che la manovra per il 2007 comporterà vantaggi comparativamente molto superiori per le categorie più deboli rispetto alla politica fiscale che era stata invece perseguita dal passato Governo. A titolo di esempio, evidenzia come un dipendente, single, senza carichi familiari e con un reddito imponibile di 15.500 euro annui, avrà con l'attuale Finanziaria un aumento del reddito di 107 euro, mentre, con il Secondo Modulo Tremonti della Finanziaria 2005, non vedeva aumentato di nulla il proprio reddito. Un lavoratore con le medesime caratteristiche ma con un imponibile di 75.000 euro vede oggi un aumento del proprio reddito di 42 euro, laddove l'aumento con il Modulo Tremonti era di 822 euro.


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L'ampliamento della base imponibile previsto rappresenta inoltre un primo passo nella lotta all'evasione, fenomeno che caratterizza tristemente il Paese ed incide fortemente sulla possibilità di risanamento dei bilanci senza colpire soltanto i cittadini con redditi totalmente dichiarati. Osserva quindi che, nell'ambito della manovra, un settore risulta del tutto esente da effetti, quello creditizio: suggerisce pertanto che, nella relazione della Commissione, venga inserita un'osservazione in merito, considerato che il sistema creditizio rappresenta attualmente il punto di maggiore accumulazione di profitto; inoltre, l'effetto combinato del decreto cosiddetto Bersani-Visco e della manovra finanziaria per il 2007 determinerà un accresciuto ricorso al credito e quindi ancora maggiori profitti per il sistema creditizio.
Rispondendo al deputato Fabbri, osserva quindi che - malgrado le dichiarazioni del segretario generale della CGIL, forse non del tutto opportune - la manovra non è stata dettata dal sindacato, che, ad esempio, non aveva avanzato alcuna richiesta in ordine al taglio del cuneo fiscale. Giudica poi positivamente la volontà politica della maggioranza diretta alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, pur ritenendo che si possa fare di più in tale direzione. In particolare, con riferimento all'articolo 57, potrebbe essere significativamente aumentata la quota di stabilizzazione, fino a comprendere tutti i lavoratori precari della pubblica amministrazione, considerato che essi prestano in realtà un'attività continuativa regolarmente retribuita e che non dovrebbero pertanto determinarsi aumenti di oneri in conseguenza della stabilizzazione. Osserva peraltro come, in generale, l'aumento dei posti di lavoro non debba essere considerato alla stregua di un costo, essendo comparativamente più onerosi - da un punto di vista finanziario e sociale - i trattamenti di disoccupazione e l'assistenza sociale.
Con riferimento all'articolo 85 del disegno di legge finanziaria, nel quale si prevede l'innalzamento dei contributi per i lavoratori parasubordinati, segnala la possibilità che i datori di lavoro si rivalgano sul versante dei compensi, di cui bisognerebbe pertanto prevedere l'aumento. Quanto alle assunzioni nella scuola, ritiene che dovrebbero essere ampliate, quanto meno per coprire il turn over previsto, mentre non dovrebbero essere ridotti gli insegnanti di sostegno, eventualmente prelevando le risorse necessarie da quelle destinate alle scuole private. Per l'università, pur essendo egli fautore della meritocrazia, osserva che è prevista la stabilizzazione di una quota ridottissima degli attuali precari, che sarebbe pertanto opportuno ampliare significativamente.
Precisa quindi come, a suo avviso, non risulti affatto necessaria una riforma delle pensioni, considerato che la cosiddetta riforma Dini del 1995 sta producendo risultati migliori del previsto e che i problemi finanziari dell'INPS sono dovuti non alla previdenza ma all'assistenza (che andrebbero opportunamente distinte). Ribadisce quindi come negli ultimi anni si sia registrata una perversa redistribuzione della ricchezza a favore del capitale ed a scapito dei redditi di lavoro, che è opportuno correggere, come si fa soltanto in parte con la manovra in esame, osservando infine che riduzioni della spesa pubblica potrebbero riguardare numerosi ambiti, quali ad esempio l'utilizzazione di software open source nella pubblica amministrazione e la riduzione degli stanziamenti per la difesa, che non sono apprezzati da un popolo fortunatamente ampiamente pacifista.

Gianni PAGLIARINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire dichiara concluso l'esame preliminare dei disegni di legge in titolo.
Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.