V Commissione - Resoconto di mercoledý 28 marzo 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 28 marzo 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 9.10.

DL 10/2007: Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali.
C. 2374 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite VI e XIII).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Lino DUILIO, presidente, richiama i profili problematici del provvedimento su cui nella seduta di ieri sono stati richiesti chiarimenti al rappresentante del Governo. Ricorda in particolare l'esigenza di acquisire elementi di risposta per quanto concerne l'articolo 1, che disciplina il recupero delle imposte non corrisposte dalle società di servizi pubblici locali in forza di disposizioni poi dichiarate incompatibili con il diritto comunitario, con particolare riferimento all'idoneità delle risorse recuperate a far fronte agli oneri di cui all'articolo 3, che interviene in materia di regime fiscale dei pagamenti di interessi e canoni fra società consociate di Stati membri. Ricorda poi l'articolo 2-bis, che interviene in materia di risorse fitogenetiche in agricoltura, l'articolo 4-bis, recante norme per la compensazione degli aiuti comunitari con i contributi previdenziali,


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l'articolo 5-bis, che attua il regolamento CE n. 1907 del 2006 in materia di sostanze chimiche.

Il sottosegretario Alfiero GRANDI rileva, con riferimento all'articolo 1, che la quantificazione delle entrate recuperate con tale disposizione in 60 milioni di euro, recata dalla relazione tecnica, risulta ispirata a criteri di estrema prudenzialità, per cui tali risorse risulteranno idonee a far fronte agli oneri derivanti dall'articolo 3, pari a 26 milioni di euro. Anche la platea delle società interessate alla procedura di recupero e la percentuale attesa di adesione spontanea conferma la congruità della copertura. Sottolinea poi che l'istituzione del registro delle varietà vegetali non comporta alcun onere aggiuntivo rientrando tale attività nelle competenze della Commissione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 1065 del 1973 ed essendo già presenti quindi le procedure informatiche ed amministrative occorrenti per il registro nonché il personale ministeriale formato. Osserva che è stato previsto un limitato onere di trentamila euro annui a carico della tabella A del Ministero delle politiche agricole al fine di considerare un aumento delle spese di materiale di consumo informatico, d'ufficio e di manutenzione software derivante dalla nuova sezione del registro delle varietà da conservazione. Esclude inoltre che possano derivare effetti finanziari negativi per gli enti locali dal riconoscimento del diritto di vendita diretta delle varietà da conservazione, essendo all'opposto, una misura volta ad incrementare la commercializzazione di tali prodotti, in linea con le finalità del decreto-legge. Osserva poi che la disposizione di cui all'articolo 4-bis risulta diretta ad assicurare la riscossione da parte dell'INPS dei contributi previdenziali agricoli scaduti e non pagati, attraverso la loro compensazione con i pagamenti degli aiuti comunitari da effettuarsi da parte di AGEA, che pertanto avverranno in favore non dell'agricoltore moroso ma dell'INPS. Pertanto la disposizione è destinata ad aumentare gli introiti e quindi i flussi di cassa dell'istituto previdenziale. Conferma infine, con riferimento all'articolo 5-bis, la sussistenza, nell'ambito del fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie, di sufficienti risorse per far fronte all'onere previsto.

Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, formula la seguente proposta di parere:
«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
premesso che l'utilizzo di maggiori entrate per finalità di copertura, quale si prefigura all'articolo 3, risulta compatibile con la vigente disciplina contabile a condizione che l'effettiva disponibilità di tali maggiori entrate sia certa e avvenga in termini temporali coerenti con le esigenze di copertura. Nel caso specifico, tale certezza presuppone che si realizzino le ipotesi assunte per quanto concerne la platea delle società interessate alla procedura di recupero degli aiuti fruiti e la percentuale di adesione spontanea;
preso atto dei chiarimenti del Governo per cui:
l'istituzione del registro nazionale delle varietà vegetali, prevista dall'articolo 2-bis, non comporta alcun onere aggiuntivo potendosi ricondurre alle attività già di competenza dell'amministrazione interessata;
l'autorizzazione di spesa di 30.000 euro annui prevista dal medesimo articolo 2-bis è finalizzata esclusivamente a far fronte alle spese connesse all'utilizzo di materiali informatici e alla manutenzione del sistema software;
le disposizioni di cui all'articolo 4-bis possono considerarsi neutrali sotto il profilo finanziario nel presupposto che la comunicazione da parte dell'istituto previdenziale all'AGEA ai fini della compensazione prevista riguardi l'intera esposizione debitoria dell'azienda, comprensiva, oltre che dei contributi previdenziali omessi, anche di quanto complessivamente dovuto per accessori;


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il Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge n. 183 del 1987 dispone delle risorse necessarie per far fronte agli oneri di cui all'articolo 5-bis;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

nel presupposto che dall'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1 derivi un maggior gettito di entità almeno pari all'importo di cui si prevede l'utilizzo per la copertura degli oneri di cui all'articolo 3».

La Commissione approva la proposta di parere.

Istituzione del Fondo di finanziamento del Fondo globale per la lotta all'AIDS, la tubercolosi e la malaria.
C. 1194.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Michele VENTURA (Ulivo), relatore, ricorda che il provvedimento dispongono l'istituzione, a decorrere dall'esercizio finanziario 2006, presso lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri del Fondo di finanziamento del Fondo globale per la lotta all'AIDS, la tubercolosi e la malaria (articolo 1); la determinazione delle disponibilità del Fondo in 50 milioni nel 2006, 130 milioni nel 2007 e 200 milioni nel 2008 e il rinvio, per gli anni successivi, alla legge finanziaria (articolo 2) ed, infine, la presentazione al Parlamento da parte del Ministro degli affari esteri di una relazione annuale sullo stato di attuazione del provvedimento in esame. In proposito, ricorda preliminarmente che il Presidente del Consiglio, nella seduta del 27 febbraio del Senato, nel corso del dibattito sulla politica estera del Governo ha riferito che l'Italia ha versato al Fondo globale una somma pari a 260 milioni di euro relativa agli anni 2005, 2006 e 2007. Ciò testimonia il forte impegno assunto dall'Italia in questo fondo. Per quanto concerne i profili di copertura finanziaria, ricorda che l'articolo 2 prevede, al comma 1, che la dotazione del Fondo sia determinata in 50 milioni di euro per l'anno 2006, in 130 milioni di euro per l'anno 2007 e in 200 milioni di euro per l'anno 2008. A decorrere dal 2009, come previsto dal comma 2, il suddetto Fondo sarà rifinanziato ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d) della legge 5 agosto 1978, n. 468, vale a dire nell'ambito della Tabella C allegata alla legge finanziaria. Il comma 3, dell'articolo in commento, pone l'onere derivante dall'istituzione del Fondo, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2006, a 130 milioni di euro per l'anno 2007 e a 200 milioni di euro per l'anno 2008 a carico del Fondo speciale di parte capitale di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze. Al riguardo, segnala preliminarmente la necessità di aggiornare all'anno in corso la decorrenza dell'istituzione del Fondo e al triennio finanziario 2007-2009 la relativa clausola di copertura. In tal caso, si porrebbe tuttavia il problema di modificare la clausola di copertura, posto che l'accantonamento di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze di cui si prevede l'utilizzo non presenta, limitatamente all'anno 2009, le necessarie disponibilità. In proposito ricorda che l'onere di 200 milioni di euro indicato per il terzo anno del triennio è quello che consentirebbe all'Italia di essere inserito nella fascia dei maggiori contribuenti al Fondo, obiettivo sul quale si è registrata un'ampia convergenza nella Commissione di merito. Ritiene inoltre opportuno acquisire alcune informazioni da parte del Governo per quanto concerne l'esistenza o meno di un obbligo giuridico che impegni l'Italia a concorrere al finanziamento del Fondo globale. Inoltre, in caso affermativo, occorrerebbe conoscere la misura del contributo annuale stabilito a carico dell'Italia. Si dovrebbe in altri termini chiarire se il finanziamento del Fondo sia tale da prefigurare un


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vincolo continuativo a carico del bilancio dello Stato ovvero se si tratti di una elargizione non riconducibile ad un obbligo.
Quanto al rifinanziamento del Fondo per gli anni successivi al 2009, ritiene inoltre opportuna una conferma da parte del Governo circa la possibilità di ricondurre l'autorizzazione di spesa in oggetto tra quelle per cui è consentito il ricorso al finanziamento nell'ambito della tabella C allegata alla legge finanziaria. Considerato anche gli importi, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sulla circostanza che tale modalità di finanziamento possa determinare un fattore di rigidità della Tabella C allegata alla legge finanziaria, soprattutto ove il contributo italiano costituisse l'adempimento di un obbligo. Quanto alla natura degli oneri, giudica, infine, opportuno che il Governo chiarisca se si tratti di una spesa di conto capitale. Al riguardo, ricorda che già precedentemente l'articolo 5 del decreto legge n. 2 del 2005, convertito con modificazioni dalla legge 10 marzo 2005, aveva autorizzato la spesa di 180.000.000 euro per l'anno 2005 per il finanziamento del contributo dell'Italia del Fondo globale ponendo il relativo onere a carico del fondo speciale di conto capitale di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze. Ricorda che, durante l'esame del provvedimento in Commissione bilancio, nella seduta del 16 febbraio 2005, il rappresentante del Governo aveva confermato la natura degli oneri di parte capitale essendo tali risorse destinate prevalentemente alla realizzazione di strutture sanitarie.

Lino DUILIO, presidente, ricorda l'alta valenza etico-politica del provvedimento, che non può che sollecitare la Commissione a compiere ogni sforzo per individuare una soluzione finanziariamente sostenibile.

Il sottosegretario Alfiero GRANDI, nel condividere la valutazione del presidente e nel ricordare che, a suo giudizio, sarebbe stato meglio affrontare la questione nell'ambito dell'esame del disegno di legge finanziaria, sottolinea l'esigenza di trovare una soluzione praticabile. In particolare, ritiene che, rispetto all'eventualità di bloccare l'iter del provvedimento, nella ricerca di una copertura integrale anche per il terzo anno del triennio, sia preferibile modificare il provvedimento in modo da garantire comunque l'erogazione delle risorse ora disponibili. Rileva infatti che, al di là della configurabilità o meno del quantum del contributo come obbligo giuridico internazionale, l'erogazione del contributo costituisce un impegno politico forte del Governo italiano. Conferma poi la natura degli oneri di conto capitale del provvedimento. Ritiene comunque necessario un approfondimento su tutti i profili problematici del provvedimento, per cui giudica opportuno un rinvio dell'esame.

Lino DUILIO, presidente, nel prendere atto dell'esigenza manifestata dal rappresentante del Governo e nel confermare l'impegno della Commissione a trovare una soluzione ai profili problematici del provvedimento, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.50.

ATTI COMUNITARI

Mercoledì 28 marzo 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 9.50.

Programma legislativo e di lavoro alla Commissione europea per l'anno 2007 e programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea, presentato dalle Presidenze tedesca, portoghese e slovena.
COM(2006)629 def.-17079/06).
(Relazione alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Relazione favorevole con osservazione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto rinviato nella seduta di ieri.


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Francesco PIRO (Ulivo), relatore, alla luce dell'esame svolto nella seduta di ieri, formula la seguente proposta:
«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione;
esaminato il Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2007 e il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea;
rilevato che la formulazione dei documenti non sembra rispondere alla funzione strategica che gli stessi potrebbero svolgere per la individuazione delle linee di azione dell'attività dell'Unione nel periodo di riferimento;
tale limite costituisce un grave difetto in quanto svilisce l'utilità di uno strumento che potenzialmente potrebbe innescare, anche attraverso l'attivo coinvolgimento dei Parlamenti nazionali, una discussione ampia sulle prospettive e sulle priorità da perseguire;
in particolare, per quanto concerne i profili economico-finanziari, se per un verso il programma della Commissione correttamente richiama l'esigenza di un miglioramento della competitività dei sistemi economici europei, per altro verso non sembra tuttavia prefigurare ipotesi e soluzioni specifiche che risultino idonee a rafforzare le potenzialità di sviluppo. In particolare, non può ritenersi che la sola strategia di Lisbona risponda a tali requisiti, stante la frammentarietà degli interventi che la stessa prefigura e l'indisponibilità di consistenti risorse da destinare allo scopo. Né si evidenzia una adeguata attenzione alla realizzazione dell'area di libero scambio nel Mediterraneo prefigurata dalla Dichiarazione di Barcellona del 1995 e da realizzare a partire dal 2010;
per quanto concerne il Programma del Consiglio, che pure pone l'accento su alcune esigenze fondamentali quali il miglior coordinamento della politica economica; la prosecuzione del processo di risanamento della finanza pubblica, anche mediante l'avvio di un dibattito sulla qualità della spesa pubblica; la realizzazione di una politica energetica a livello europeo, si rileva che soltanto in alcuni casi, tuttavia, viene delineato un percorso praticabile per la realizzazione concreta degli obiettivi indicati
delibera di riferire favorevolmente

con la seguente osservazione:
Si valuti l'opportunità di assumere le iniziative idonee a promuovere una maggiore attenzione da parte delle competenti istituzioni comunitarie nella redazione dei programmi in modo da consentire agli stessi di svolgere effettivamente la funzione strategica di individuazione delle linee di indirizzo e delle priorità da perseguire nel periodo di riferimento. Tali considerazioni valgono in particolare per quanto concerne i profili economico-finanziari posto che l'attuale assetto della governance europea al riguardo e le politiche perseguite non appaiono sufficienti a promuovere un rafforzamento dei tassi di sviluppo dei sistemi economici europei».

La Commissione approva la proposta di parere.

La seduta termina alle 10.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 28 marzo 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Massimo Tononi.

La seduta comincia alle 15.10.

Relazione concernente l'individuazione della destinazione delle disponibilità del Fondo per i trasferimenti correnti alle imprese del Ministero dell'economia e delle finanze.
Atto n. 73.
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 20 marzo scorso.


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Il sottosegretario Massimo TONONI, con riferimento alle richieste di chiarimento avanzate nella precedente seduta, segnala che non risulterà possibile procedere entro il 31 marzo all'emanazione del decreto ministeriale che avrebbe potuto provvedere al «disaccantonamento» delle somme accantonate ai sensi del comma 507 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007, in quanto i diversi ministeri non hanno fatto pervenire le loro richieste in merito. Rileva che i tempi per la decisione sull'eventuale emanazione del decreto slitteranno presumibilmente alla fine di aprile. Ritiene quindi ragionevole, in assenza di tale elemento, ed in assenza di elementi certi in ordine all'effettivo avvio del «fondo TFR», elementi che, come ricordato nelle precedenti sedute, non perverranno prima della fine del mese di giugno, che la Commissione si esprima sull'«ipotesi di minima» di allocazione delle risorse del fondo, che appunto non considera né le somme accantonate ai sensi del comma 507 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007, né quelle accantonate in attesa delle decisioni sull'avvio del «Fondo TFR».

Lino DUILIO, presidente, ricorda che, qualora maturino le condizioni per dare attuazione all'«ipotesi di massima», vale a dire la disponibilità delle risorse accantonate ai sensi del comma 507 e di quelle attualmente accantonate in attesa delle decisioni sull'avvio del «Fondo TFR», il Governo dovrà provvedere a trasmettere una nuova relazione al Parlamento. Formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
esaminata la relazione concernente l'individuazione della destinazione delle disponibilità del Fondo per i trasferimenti correnti alle imprese del Ministero dell'economia e delle finanze (atto n. 73),

rilevato che:
vengono prospettante due distinte ipotesi di ripartizione del Fondo per i trasferimenti correnti alle imprese:
la prima, relativa alla dotazione effettivamente disponibile del Fondo, senza considerare la quota accantonata in applicazione dell'articolo 1, comma 507, della legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e le risorse legate all'effettivo avvio del Fondo per l'erogazione del trattamento di fine rapporto costituito presso l'INPS ai sensi dell'articolo 1, commi 755-762, della legge finanziaria 2007 medesima (cd. opzione 1);
la seconda, relativa alla dotazione potenziale del Fondo, che comprende l'intera quota accantonata in applicazione dell'articolo 1, comma 507, della legge finanziaria 2007 e l'intera quota legata all'effettivo avvio del Fondo TFR (cd. opzione 2);
la previsione delle due alternative non può intendersi nel senso che la relazione esaurisca il procedimento per entrambe le ipotesi, posto che non esistono allo stato elementi di conoscenza in ordine all'effettivo avvio del Fondo TFR per cui risulta opportuno che il Governo trasmetta una nuova relazione sull'eventualità che dovessero rendersi disponibili ulteriori risorse;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo per cui non si procederà, entro il 31 marzo 2007, all'adozione del decreto del Ministro dell'economia che, in base al comma 507 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007, avrebbe potuto disporre il «disaccantonamento» delle disponibilità di bilancio accantonate ai sensi del medesimo comma;
considerata l'esigenza di provvedere al rapido trasferimento alle società interessate degli importi indicati, peraltro in diversi casi inferiori alle effettive necessità,


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al fine di assicurarne la funzionalità e lo svolgimento delle attività proprie;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

nel presupposto che, allo stato, si dia attuazione alla cosiddetta «opzione 1», l'unica per la quale risultano elementi di conoscenza certi e che alla ripartizione delle eventuali ulteriori risorse che dovessero risultare disponibili si provvederà con successivo atto da trasmettere per il parere al Parlamento».

La seduta termina alle 15.20.