IV Commissione - Resoconto di marted́ 10 luglio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 10 luglio 2007. - Presidenza del presidente Roberta PINOTTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Emidio Casula.

La seduta comincia alle 14.05.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Giovanni CREMA (RosanelPugno), relatore, osserva che il DPEF è composto da due parti: la prima concernente il quadro macroeconomico e di finanza pubblica, sia tendenziale che programmatico, definito alla luce dell'andamento dell'economia internazionale; la seconda riguardante le politiche che il Governo intende realizzare nei diversi settori di spesa per raggiungere gli obiettivi programmati.
Per quanto riguarda il quadro macroeconomico tendenziale, il DPEF evidenzia che, nel primo trimestre 2007, l'attività economica ha continuato ad espandersi, anche se in misura più modesta rispetto alla forte accelerazione verificatasi negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Alla luce di tale miglioramento, quindi, il DPEF, da un lato, porta il tasso di crescita del PIL per l'anno 2007 dall'1,2 per cento (previsto dal precedente DPEF) al 2 per cento, e, dall'altro lato, prevede una crescita del 1,9 per cento per il 2008, che viene assestata mediamente intorno all'1,7 per cento per gli anni successivi.


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Per quanto concerne il quadro di finanza pubblica tendenziale, nello scorso mese di marzo, la Relazione Unificata per l'Economia e la Finanza pubblica (RUEF) - tenuto conto delle prospettive di crescita significativamente più favorevoli e del sostanziale miglioramento dei conti pubblici rispetto alle indicazioni del precedente DPEF - ha aggiornato le previsioni relative all'anno 2007 sull'indebitamento netto (dal 2,6 al 2,3 per cento del PIL) e quelle sull'avanzo primario (dal 2,1 al 2,3 per cento del PIL) il DPEF, invece, sulla base dei più recenti dati sulle entrate e sulle spese, ridefinisce il quadro di finanza pubblica in senso leggermente più favorevole rispetto a quello indicato nella RUEF.
Il DPEF sottolinea come il Governo, pur nel rispetto del percorso di risanamento dei conti pubblici, intenda utilizzare parte di questo miglioramento per finanziare interventi di carattere continuativo finalizzati al sostegno delle categorie più deboli, tramite l'adeguamento delle pensioni più basse, e interventi a carattere non permanente volti a favorire lo sviluppo, quali ad esempio il potenziamento della ricerca, le infrastrutture ferroviarie, stradali, autostradali, la scuola, la sicurezza, eccetera. A tal fine, il Governo ha adottato, contestualmente al presente Documento, il decreto-legge n. 81 del 2007, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, per effetto del quale l'indebitamento netto per l'anno in corso si colloca al 2,5 per cento del PIL, per scendere successivamente, nell'anno 2008, al 2,2 per cento.
Per quanto riguarda il quadro macroeconomico programmatico, cioè comprensivo degli effetti della manovra di finanza pubblica che il Governo intende realizzare nel 2008, osserva, che esso non presenta sostanziali scostamenti rispetto al quadro tendenziale, anche perché le attuali tecniche previsionali non considerano pienamente i potenziali vantaggi derivanti dal programma di riforme da attuare.
Per quanto riguarda il quadro di finanza pubblica programmatico, il Governo, intende confermare sia l'obiettivo del pareggio di bilancio e della riduzione del debito pubblico al di sotto del 100 per cento del PIL entro il 2011, sia quello di un indebitamento netto pari al 2,2 per cento del PIL nell'anno 2008, come indicato nell'aggiornamento del Programma di stabilità del dicembre 2006. Per realizzare tali obiettivi, il Governo, tenuto conto dell'andamento tendenziale dei conti a legislazione vigente - che include anche gli effetti del bilancio di assestamento, presentato al Senato, e del citato decreto-legge n. 81 del 2007 - ritiene non necessario compiere una manovra netta aggiuntiva per il 2008. Gli interventi che il Governo disporrà con la legge finanziaria 2008, per far fronte agli impegni ancora in corso di formazione non computati nella legislazione vigente, quali ad esempio quelli relativi ai contratti del pubblico impiego, consisteranno quindi in una riprogrammazione della spesa, con aumenti in alcuni settori che saranno compensati da riduzioni in altri settori, al fine di non aumentare la pressione fiscale.
La seconda parte del DPEF dedicato alle politiche di settore dà conto invece delle politiche che sono state intraprese e dell'azione che resta da realizzare seguendo le linee di intervento tracciate nel DPEF dello scorso anno, ispirate a principi di crescita, equità e risanamento finanziario, coerenti con le scelte strategiche e le politiche settoriali dell'Unione europea derivanti dal cosiddetto «processo di Lisbona».
In questo quadro, per quanto riguarda le politiche per la crescita sostenibile, un'apposita sezione del DPEF è dedicata alla Difesa, in cui, da un lato, si evidenzia il necessario legame che deve sussistere tra le funzioni istituzionali affidate alle Forze armate e le risorse ad esse assegnate e, dall'altro lato, si individuano le principali linee strategiche che il Governo intende seguire affinché tale legame risulti coerente, anche alla luce dell'evoluzione del quadro normativo.
Per quanto riguarda il legame tra funzioni istituzionali e risorse, il DPEF afferma che «l'approntamento delle capacità operative necessarie a svolgere le funzioni assegnate alle Forze Armate richiede


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un'attenta gestione delle risorse disponibili ed una conseguente costante evoluzione dell'organizzazione dello strumento militare, come dell'intero Dicastero della Difesa». In questa prospettiva, si sta procedendo ad un realistico approfondimento circa la sostenibilità dell'attuale «Modello di Difesa» - che prevede 190 mila unità oltre agli effettivi dell'Arma dei Carabinieri - in rapporto agli impegni connessi ai dettati della Costituzione, agli accordi internazionali ed alle risorse disponibili.
Osserva che tale approfondimento, anche in sede parlamentare, si guarda con grande interesse, come dimostra il fatto che la Commissione Difesa è da tempo impegnata in un'attività conoscitiva sui modelli di difesa adottati dagli Stati membri dell'Unione europea, anche al fine di acquisire elementi di valutazione in ordine al modello di difesa nazionale.
Per quanto concerne l'evoluzione del quadro normativo, il Documento rileva che, dopo la sospensione della leva, prosegue decisamente l'attuazione del «modello professionale» delle Forze Armate, mediante una rimodulazione degli organici del personale, la promozione del benessere di quest'ultimo, con particolare riferimento ai settori previdenziali e abitativi, valorizzando il contributo della rappresentanza militare, nonché attraverso il completamento progressivo dell'inserimento delle donne, nei vari gradi, in tutte le Unità e senza limitazioni di incarichi. Si vedano in proposito, le proposte di legge nn. 506, 599 e 1596, in materia abitativa, e le proposte di legge nn. 74, 428 e 652, concernenti la valorizzazione della rappresentanza militare, che la Commissione difesa del Senato sta esaminando in sede referente.
Inoltre, il Documento sottolinea che è in corso di elaborazione un piano per la revisione complessiva delle servitù militari, in previsione di una prossima Conferenza nazionale dedicata alla materia, al fine di armonizzare la presenza e l'attività addestrativa delle Forze Armate sul territorio, garantendo al tempo stesso il mantenimento in efficienza dello strumento militare ed i legittimi interessi delle comunità locali. Rammenta che su questo tema la Commissione ha avviato il 1o agosto 2006, un'indagine conoscitiva, nell'ambito della quale è stato previsto un rilevante programma di audizioni, che si dovrebbe concludere il prossimo martedì con l'audizione del Ministro della difesa che dovrebbe condurre all'elaborazione di un documento conclusivo che potrebbe rappresentare un valido supporto all'attività della citata Conferenza nazionale.
Il DPEF rileva altresì che l'adeguamento costante della Difesa al mutare delle esigenze si manifesta anche nell'azione di aggiornamento e semplificazione della codicistica e della normativa militare avviata, con particolare riguardo al personale militare e civile, soprattutto in materia di sicurezza e protezione sanitaria.
A questo riguardo, rammenta che la Commissione Difesa ha già da tempo avviato l'esame, in sede referente, delle proposte di legge nn. 2689 e 1978 recanti, disposizioni in materia di assistenza sanitaria e medico-legale del personale militare e che giovedì prossimo, congiuntamente con la Commissione Affari esteri e comunitari, avvierà, sempre in sede referente, l'esame della legge quadro sulla partecipazione italiana a missioni umanitarie e internazionali, che dovrebbe fornire un quadro normativo stabile per il personale militare che partecipa a tali missioni.
Infine, ritiene di particolare rilevanza l'impegno del Governo - che emerge, sia nella sezione dedicata alla difesa, sia in quella relativa alla giustizia, legalità e sicurezza - a salvaguardare i livelli di efficienza e funzionalità dei mezzi, sistemi ed infrastrutture oggetto di capitalizzazione destinati alla Difesa e Sicurezza nazionale.
Il settore di spesa relativo al mantenimento dello strumento militare, infatti, negli ultimi anni ha subìto pesanti penalizzazioni, in parte mitigate dalla legge finanziaria 2007, in quanto, per risanare i conti pubblici si è dato luogo a tagli generalizzati che, trascurando l'analisi


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della spesa in essere, hanno penalizzato alcune categorie di spesa, presenti nel bilancio del Ministero della difesa (consumi intermedi e investimenti fissi lordi), in misura più accentuata rispetto ad altri ministeri.
L'impegno del Governo a salvaguardare i livelli di efficienza e funzionalità dei mezzi, sistemi ed infrastrutture, quindi, va valutato positivamente, anche perché affiancato da un impegno diverso che, tuttavia, appare funzionale alla realizzazione del primo, ossia quello di riformare il bilancio dello Stato, la cui struttura dovrebbe essere articolata per missioni e per programmi, in modo da consentire il ridimensionamento dell'incidenza dei fattori inerziali della spesa pubblica. Ciò permetterebbe di superare il criterio delle previsioni di bilancio fondate sulla spesa storica e di recuperare margini di manovra per una diversa allocazione delle risorse.
Proprio nella prospettiva di una riallocazione delle risorse, ritiene utile segnalare come tra le misure da adottare in relazione alla sospensione della chiamata alla leva, dovrebbe essere indicata anche la drastica riduzione del numero di tribunali militari, il cui carico di lavoro, proprio per effetto della citata sospensione ha subìto una rilevante diminuzione. La decurtazione dei tribunali militari potrebbe infatti condurre a rilevanti risparmi di spesa, grazie alla riduzione delle dotazioni organiche dei magistrati militari e del personale di cancelleria e segreteria, con il contestuale transito delle unità eccedenti nei corrispondenti ruoli della magistratura ordinaria e del Ministero della giustizia. Segnala per altro che tale riordino, originariamente previsto nell'ambito del progetto di legge di iniziativa governativa n. 1447, recante riforma dell'ordinamento giudiziario, presentato al Senato, sia stato successivamente stralciato dalla Commissione giustizia del Senato.
Ferma restando tale considerazione, quindi, nell'esprimere un giudizio complessivamente favorevole sul DPEF 2008-2011 per le parti di competenza della Commissione difesa, si riserva di formulare una proposta di parere, anche sulla base delle ulteriori indicazioni che emergeranno nel corso della discussione.

Il sottosegretario Emidio CASULA, nel dichiarare la sua soddisfazione per la relazione svolta dal relatore, sottolinea come per la prima volta, nel DPEF, vi sia un apposito paragrafo dedicato alla Difesa, segno dell'attenzione del Governo per i temi della difesa nazionale. Inoltre, nel concordare con le osservazioni del relatore in merito all'esigenza di riformare i tribunali militari, esprime il suo rammarico per il fatto che al Senato la disposizione che tendeva a realizzare tale obiettivo è stata stralciata dal progetto di legge del Governo sull'ordinamento giudiziario.

Giuseppe COSSIGA (FI) rileva che il paragrafo del DPEF dedicato alla Difesa, pur rappresentando una innovazione rispetto al passato, risulta vuota di contenuti, dal momento che in esso non si precisa se le risorse destinate alla Difesa subiranno variazioni in aumento o in diminuzione nei prossimi anni, ma ci si limita a preannunciare una revisione del modello di Difesa a 190.000 uomini, senza che peraltro il Ministro della difesa abbia espressamente manifestato una volontà in tal senso in sede parlamentare. Giudica per altro improprio il preannuncio di tale revisione nel DPEF, in quanto tale Documento, avendo carattere economico-finanziario, dovrebbe riguardare esclusivamente i profili di competenza del Ministro dell'economia e delle finanze. Per queste ragioni, nell'esprimere un giudizio sostanzialmente negativo sulle parti del DPEF relative alla Difesa, ritiene che sarebbe stato preferibile, come negli scorsi anni, non indicare alcunché nel DPEF in materia di Difesa.

Andrea PAPINI (Ulivo), nel replicare alle osservazioni del deputato Cossiga, esprime invece apprezzamento per il fatto che, proprio nel DPEF, cioè nel documento che esprime le linee programmatiche del Governo nella sua collegialità, sia stata evidenziata l'intenzione dell'Esecutivo di


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approfondire il tema del modello di Difesa. Si tratta infatti, a suo avviso, di un atto di assoluta trasparenza che risponde ad una esigenza di analisi del modello di Difesa, manifestata nel corso della presente legislatura sia dalla Commissione Difesa sia dallo stesso deputato Cossiga.

Roberta PINOTTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

DL 81/2007: Disposizioni urgenti in materia finanziaria.
C. 2852 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Roberta PINOTTI, presidente e relatore, prima di passare all'esame del provvedimento ritiene opportuno svolgere una breve introduzione relativa al quadro finanziario in cui si inserisce il decreto-legge.
In proposito, ricorda che gli andamenti tendenziali di finanza pubblica si stanno rivelando migliori rispetto alle previsioni di fine 2006, grazie alla crescita economica superiore alle stime e al favorevole andamento del gettito tributario. Proprio alla luce di questo andamento positivo, il Governo ha ritenuto di realizzare, contestualmente alla presentazione del DPEF 2008-2011, una manovra di carattere espansivo, con il decreto-legge in esame e con il disegno di legge di assestamento presentato al Senato.
In particolare, il decreto-legge in esame dispone l'utilizzo delle maggiori entrate nette rispetto alle previsioni di bilancio 2007, al fine di fare fronte ad alcune urgenti situazioni di sofferenza sul lato della spesa, suscettibili di generare difficoltà operative per le amministrazioni centrali e gli enti locali, di garantire la partecipazione dell'Italia ad alcune missioni internazionali di pace e di aiuto umanitario e di intervenire a sostegno di diversi settori dell'economia.
Per quanto riguarda le competenze della Commissione Difesa, si segnalano gli articoli 6, comma 4, 9, 10 e 13.
L'articolo 6, comma 4, autorizza un contributo straordinario di 5 milioni di euro per l'anno finanziario 2007 a favore dell'INSEAN (Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale). Il contributo previsto ha come finalità quella di provvedere alle esigenze dell'Istituto, nella prospettiva della riorganizzazione prevista dalla legge finanziaria 2007, da realizzare anche attraverso fusione ed accorpamento con altri enti pubblici di ricerca.
L'articolo 9, tra l'altro, autorizza dal 1o luglio al 31 dicembre 2007, le spese relative alla partecipazione italiana ad alcune missioni internazionali, disciplinando conseguentemente l'indennità di missione e l'indennità di impiego operativo del personale militare italiano in esse impiegato.
Il comma 1 autorizza la spesa di 16.987.333 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata ALTHEA ed alla missione IPU (Integrated Police Unit) che opera nell'ambito della stessa. Ricorda, che la partecipazione alla missione Althea era stata prorogata al 30 giugno 2007 dal decreto-legge n. 4 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 38 del 2007. La relazione illustrativa al disegno di legge di conversione motivava tale limite con il fatto che l'Unione europea stava valutando un possibile ridimensionamento dell'operazione. Successivamente, l'Unione europea ha deciso il 27 febbraio 2007 di avviare una fase di transizione della missione ALTHEA e di confermare una riduzione dei contingenti alla luce del miglioramento delle condizioni di sicurezza nel Paese.
Il comma 2 dispone la partecipazione di personale militare alla missione dell'Unione europea di consulenza e di assistenza per la riforma del settore della sicurezza nella Repubblica democratica


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del Congo, denominata EUSEC RD Congo, autorizzando la spesa di 86.659 euro.
Il comma 3 autorizza la spesa di 88.813 euro per la partecipazione di personale militare alla missione AMISOM dell'Unione africana in Somalia, autorizzata con la risoluzione ONU 1744 del 20 febbraio 2007. Nell'ambito della missione è previsto il dispiegamento di circa 8.000 soldati. L'Unione europea su richiesta dell'Unione Africana ha previsto l'inserimento di una componente militare di sostegno che fornisce assistenza alla missione AMISOM.
Il comma 4 autorizza la spesa di 3.755.241 euro per la partecipazione di personale dell'Arma dei carabinieri alle missioni PESD dell'Unione europea in Afghanistan e in Kosovo. La prima è stata decisa in ambito europeo il 30 maggio 2007, con lo scopo di contribuire all'istituzione di un dispositivo di polizia civile sostenibile ed efficace sotto direzione afgana. La seconda, ossia la missione denominata EUPT (European Union Planing Team), invece è finalizzata ad avviare la pianificazione di un'operazione che garantisca la transizione fra determinati compiti di UNMIK (United Nations Mission in Kosovo) - ossia l'amministrazione civile provvisoria guidata dalle Nazioni unite per favorire un progressivo recupero di autonomia nella provincia del Kosovo - e una possibile operazione dell'Unione europea di gestione delle crisi nel settore dello stato di diritto e in altri settori individuati dal Consiglio europeo.
Il comma 5 autorizza la spesa di 314.251 euro per la partecipazione di personale della Guardia di finanza alla citata missione PESD dell'Unione europea in Afghanistan.
Il comma 6 autorizza la spesa di euro 102.215 per la partecipazione di personale della Guardia di finanza alla missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata EUBAM Rafah (European Union Border Assistance Mission in Rafah), volta ad assistere le Autorità Palestinesi nella gestione del valico di Rafah con l'Egitto, chiuso all'atto del disimpegno israeliano dall'area.
Il comma 7 autorizza l'ulteriore spesa di 459.472 euro per la partecipazione di personale della Guardia di finanza alla missione FIU (Financial Investigation Unit), nell'ambito della missione denominata UNMIK (United Nations Mission in Kosovo).
Il comma 8 autorizza l'ulteriore spesa di 1.265.885 euro per la partecipazione del personale della Guardia di finanza alla missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. La relazione illustrativa sottolinea che il personale in questione svolge, attraverso corsi tenuti a Herat, un'attività didattica e addestrativa finalizzata al contrasto e alla repressione delle violazioni doganali, e precisa che l'integrazione del finanziamento è intesa ad assicurare il necessario ulteriore supporto logistico nei settori dell'informatica, della motorizzazione e delle telecomunicazioni.
Il comma 9 autorizza la spesa di 177.897 euro per la partecipazione di magistrati e personale amministrativo del Ministero della giustizia alla missione PESD dell'Unione europea in Kosovo. I magistrati collocati fuori ruolo per la partecipazione alla missione non rientrano nell'ambito dei 200 posti del ruolo organico destinabili a funzioni non giudiziarie.
Il comma 10 autorizza, fino al dicembre 2007, la spesa di 200.000 euro per la partecipazione italiana al Fondo fiduciario della NATO destinato all'attuazione dei programmi per l'eliminazione di munizioni obsolete e la bonifica di ordigni inesplosi in Giordania.
Il comma 11 autorizza il Ministero della difesa, dal 1o luglio al 31 dicembre 2007, a cedere a titolo gratuito, alle Forze armate libanesi mezzi, equipaggiamenti e materiali, escluso il materiale d'armamento, per una spesa di 3.400.000 euro.
Il comma 12, al fine di correggere un errore materiale compiuto in occasione della redazione del decreto-legge n. 4 del 2007, recante proroga della partecipazione italiana a missioni umanitarie e internazionali,


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inserisce nel testo del decreto stesso, tra le missioni svolte in Kosovo, le missioni CIU (Criminal Intelligence Unit) ed EUPT (European Union Team), del personale dell'Arma dei carabinieri.
Il comma 13 dispone che alle missioni di cui al presente articolo si applichino una serie di disposizioni dettate in occasione della proroga della partecipazione italiana a missioni umanitarie e internazionali, relative alla disapplicazione della riduzione del 20 per cento delle indennità al personale impiegato in tali missioni, all'avanzamento degli ufficiali delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri, ai richiami in servizio degli ufficiali delle forze di completamento e della riserva, al trattamento pensionistico e assicurativo del personale medesimo, alla disciplina penale e alla disciplina contabile riferibile alle missioni.
Riguardo alla citata riduzione del 20 per cento, ricorda che l'articolo 28, comma 1, del decreto-legge n. 223 del 2006 ne ha stabilito l'applicazione alle diarie per missioni all'estero, di cui alla tabella B allegata al decreto del Ministro del tesoro del bilancio e della programmazione economica del 27 agosto 1998, da corrispondere al personale delle pubbliche amministrazioni, a meno che non vi siano disposizioni speciali che dispongano diversamente.
In tale ambito, sono state considerate speciali le disposizioni in materia di trattamento economico del personale diplomatico del Ministero degli affari esteri, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 e del personale destinato agli uffici degli addetti militari, di cui alla legge n. 838 del 1973, che svolgendo all'estero un sevizio con carattere di continuità sopportano consistenti oneri. Tuttavia, tale esclusione non è stata disposta in relazione al personale dell'amministrazione dello Stato incaricato di missione all'estero di cui alla legge n. 642 del 1926 che, pur trovandosi nella medesima situazione del personale dianzi citato, viene assoggettato alla predetta decurtazione per il solo fatto che l'assegno di lungo servizio ad essi corrisposto è ragguagliato a 30 indennità di missione intere, la cui misura è stabilita dal citato decreto del Ministro del tesoro a cui si riferisce l'articolo 28, comma 1, del decreto-legge n. 223 del 2006. Al fine di porre rimedio a questa disparità di trattamento, si potrebbe quindi disporre che la riduzione del 20 per cento non si applica al trattamento economico del personale di cui alla legge n. 642 del 1926.
Inoltre, ritiene opportuno segnalare che lo svolgimento delle missioni internazionali sta sottoponendo lo strumento militare ad una pressione consistente, a fronte della quale sarebbe necessaria la liberazione di adeguate risorse di bilancio. In questa prospettiva, si potrebbe prevedere, analogamente a quanto disposto dall'articolo 7, comma 2, per altri Ministeri che, anche al Ministero della Difesa, sia riconosciuta la possibilità di liberare parte delle risorse accantonate ai sensi dell'articolo 1, comma 507, della legge finanziaria 2007.
In proposito, sottolinea che tali misure potrebbero essere assunte nel pieno rispetto degli equilibri di finanza pubblica, dando corso a quelle misure di razionalizzazione e di riorganizzazione dei tribunali militari che sono state in precedenza indicate dal relatore in occasione dell'avvio della discussione sul DPEF.
L'articolo 10, per gli anni dal 2007 al 2015, è volto a ridurre all'8 per cento dell'organico del grado di tenente colonnello del ruolo naviganti normale dell'Aeronautica militare le promozioni al grado di colonnello del medesimo ruolo.
Secondo quanto risulta dalla relazione illustrativa, la proroga del regime transitorio che prevede l'inserimento dei tenenti colonnelli in un'unica aliquota di valutazione per l'avanzamento al grado di colonnello, disposta dalla legge n. 299 del 2004, e l'eccezionale riduzione della consistenza dei tenenti colonnelli dovuto all'esodo degli ufficiali piloti dell'Aeronautica militare verso l'impiego in compagnie aeree civili, comporterà, da quest'anno e per alcuni anni successivi, un numero consistente di promozioni al grado di colonnello e l'impossibilità di operare una scelta secondo il criterio meritocratico. Per


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altro, l'attribuzione di un numero di promozioni in più rispetto al passato, determinando eccedenze rispetto agli organici del grado, comporterà, altresì, il collocamento in aspettativa per riduzione quadri di un numero corrispondente di colonnelli di età compresa tra i cinquantadue e i cinquantacinque anni.
L'articolo in esame quindi consente di superare le criticità prospettate, introducendo una disposizione transitoria che riduce, per gli anni dal 2007 al 2015, il numero di promozioni annuali al grado di colonnello del ruolo dei piloti dell'Aeronautica militare.
A questo riguardo, segnala che, dal punto di vista temporale, la disposizione presenta alcuni profili problematici, che andrebbero chiariti dal Governo. Infatti, considerato che le promozioni del quadro di avanzamento 2007 avranno decorrenza dal 1o luglio e che la disposizione in esame è entrata in vigore il 2 luglio 2007, cioè alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto-legge in esame, gli avanzamenti dovrebbero essere ridotti con effetto retroattivo, incidendo su posizioni giuridiche già maturate.
L'articolo 13 prevede la concessione di anticipazioni di tesoreria nella misura del 30 per cento delle autorizzazioni di spesa previste dall'elenco 1 di cui all'articolo 1, comma 758, della legge finanziaria 2007, finanziate con le risorse del cosiddetto Fondo TFR. Tali risorse, infatti, non sono ancora disponibili, in quanto risultano in corso le procedure relative all'accertamento dei contributi previdenziali sul trattamento di fine rapporto. Al fine di avviare immediatamente la realizzazione degli interventi correlati alle diverse autorizzazioni di spesa, nelle more della definizione delle citate procedure, la norma in esame consente, quindi, di attingere ad anticipazioni di tesoreria.
Ricorda che tra le autorizzazioni di spesa indicate nel predetto elenco 1 vi è anche quella relativa al Fondo per le spese di funzionamento della Difesa per un ammontare pari a 160 milioni di euro nell'anno 2007. Per effetto della disposizione in esame, quindi, la quota anticipabile dalla tesoreria in relazione al Fondo risulterebbe pari a 48 milioni di euro.
In conclusione, si riserva di formulare una proposta di parere, alla luce dei chiarimenti del Governo e degli ulteriori elementi di valutazione che emergeranno nel corso del dibattito.

Il sottosegretario Emidio CASULA, nel concordare con le osservazioni del relatore, si riserva di svolgere un approfondimento in merito ai profili problematici segnalati dallo stesso relatore con riferimento all'applicazione delle disposizioni previste dall'articolo 10.

Giuseppe COSSIGA (FI), nel ricordare che la questione dell'ulteriore proroga della missione ALTHEA era stata ampiamente sottolineata dalle Commissioni riunite Esteri Difesa nel corso dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2007, chiede al relatore quali siano gli effetti finanziari derivanti dall'applicazione delle nuove disposizioni in materia di avanzamento al grado di colonnello e se, alla luce di tali disposizioni, siano da considerare ammissibili eventuali emendamenti al decreto-legge relativi al trattamento del personale militare.

Roberta PINOTTI, presidente e relatore, nel rispondere alle richieste di chiarimento del deputato Cossiga, osserva che la relazione di accompagnamento al disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame stima in 4.541.570 euro, per nove anni, i risparmi di spesa derivanti dalle citate disposizioni sull'avanzamento al grado di colonnello e che, per effetto di tali disposizioni, dovrebbero essere considerati ammissibili tutti gli emendamenti sul personale militare che risultino strettamente attinenti alle disposizioni di cui all'articolo 10.

Roberta PINOTTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.50.


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ATTI DEL GOVERNO

Martedì 10 luglio 2007. - Presidenza del presidente Roberta PINOTTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Emidio Casula.

La seduta comincia alle 14.50.

Schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l'anno 2007, relativo a contributi da erogare ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, ai sensi dell'articolo 32, comma 2 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
Atto n. 112.
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

Mauro BETTA (Ulivo), relatore, dopo aver svolto una breve illustrazione della disciplina normativa vigente in materia di erogazione di contributi a carico del bilancio statale in favore di enti e organismi vigilati, osserva che lo schema di decreto ministeriale all'esame della Commissione riguarda sia la ripartizione dei contributi di cui all'articolo 32, comma 2, della legge n. 448 del 2001, rifinanziati dalla tabella C della legge finanziaria destinati agli enti vigilati dal Ministero della difesa, sia quelli previsti dall'articolo 1 della legge n. 92 del 2006, per la parte destinata a 16 associazioni combattentistiche vigilate dal medesimo Ministero della difesa.
I contributi da ripartire tra tali associazioni combattentistiche ammontano complessivamente a 2.220.000 euro. Il riparto previsto dallo schema di decreto, rispetto a quello dello scorso anno, comporta una variazione negativa degli stanziamenti destinati alla Federazione Italiana Volontari della Libertà (-20 mila euro) ed al Gruppo Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia (-5 mila euro) ed un corrispondente incremento di 25 mila euro del finanziamento relativo all'Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate.
Per quanto riguarda i contributi di cui all'articolo 32, comma 2, della legge n. 448 del 2001, osserva che l'ammontare da ripartire nell'anno 2007 è pari a 679.446 euro, con una riduzione 13,3 per cento rispetto allo stanziamento del 2006.
Lo schema di riparto per il 2007 evidenzia, innanzitutto, che gli enti, gli istituti, le fondazioni e altri organismi che beneficiano del contributo per l'anno 2007 sono 38, contro i 43 indicati nel decreto ministeriale relativo all'anno precedente. La relazione illustrativa infatti segnala che, alla luce delle osservazioni espresse dalle Commissioni parlamentari negli anni precedenti e dei contenuti dell'ordine del giorno 0/6277/IV/1 - accolto dal Governo nel corso dell'esame, in sede legislativa, del progetto di legge C. 6277 e abbinate - sono stati esclusi dalla ripartizione 5 enti: l'Istituto Affari Internazionali (IAI), l'Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa (ISTRID), il Comitato Atlantico, l'Associazione per la Normazione e Certificazione del Settore Aerospaziale, nonché il Circolo Ufficiali delle Forze Armate d'Italia. Per i primi quattro, la relazione ricorda come si tratti di istituti di ricerca che svolgono le loro attività in modo autonomo e sostanzialmente indipendente rispetto al Ministero e si avvalgono del sostegno economico di committenti o sponsor privati. Per quanto riguarda il Circolo Ufficiali la relazione ricorda che esso è stato compreso nell'ambito degli uffici di organizzazione del Ministero, in base all'articolo 32 della legge n. 3 del 2003, recante disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione. Tra i 38 soggetti tra i quali viene ripartito lo stanziamento, 21 soggetti percepiscono uno stanziamento identico a quello del 2006, 17 soggetti subiscono invece un decremento del contributo che varia tra il 5,3 e il 6,6 per cento.
Nel sottolineare che sarebbe opportuno, sia un impegno del Governo per incrementare nel prossimo anno le risorse


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destinate agli enti vigilati, sia una forte iniziativa da parte degli enti stessi, per provvedere ad una loro aggregazione che eviti la dispersione in molti rivoli delle risorse assegnate, formula una proposta di parere favorevole.

Il sottosegretario Emidio CASULA, nel concordare con la proposta di parere favorevole del relatore, osserva che eventuali iniziative per incrementare le risorse da ripartire nel prossimo anno dovranno essere necessariamente concertate con il Ministero dell'economia e delle finanze.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 14.55.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 201 del 5 luglio 2007, a pagina 68, prima colonna, dodicesima riga, sostituire la cifra «993» con la seguente «223».