Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto di mercoledý 18 luglio 2007


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Mercoledì 18 luglio 2007. - Presidenza del presidente Mario LANDOLFI, indi del vicepresidente Giorgio MERLO.

La seduta comincia alle 14.40.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del regolamento della Commissione, la pubblicità della seduta sarà assicurata anche per mezzo della trasmissione con il sistema audiovisivo a circuito chiuso.

Seguito dell'esame di una risoluzione relativa alla comunicazione politica, ai messaggi autogestiti ed alla informazione nei periodi non interessati da campagne elettorali o referendarie (rel. Morri).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, iniziato nella seduta del 4 luglio 2007.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ricorda che nella seduta del 12 luglio scorso ha avuto luogo l'audizione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, riferita anche alla consultazione, tra l'Autorità stessa e la Commissione sul provvedimento in titolo, prevista dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28. In esito a tale audizione, ed in riferimento ai suggerimenti emersi nel precedente dibattito, il relatore si è riservato di riformulare la propria proposta.

Il deputato Fabrizio MORRI (Ulivo), relatore, conferma che la proposta originaria risulterà riformulata in vari punti, che illustra riservandosi la prossima presentazione di un testo coordinato. Egli anzitutto ritiene di sopprimere l'articolo 8 del testo originario, che si riferiva specificamente alla presenza di personaggi politici nelle trasmissioni di intrattenimento ed intrattenimento informativo, la cui disciplina potrebbe trovare una collocazione più propria in altro provvedimento. Il riferimento alle trasmissioni di approfondimento informativo è peraltro contenuto anche nell'articolo 7, che egli ha modificato nel senso di attenuarne quelle che


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potevano apparire rigidità: una simile disposizione, peraltro, risulta contenuta in tutti i precedenti provvedimenti approvati dalla Commissione in attuazione della legge n. 28/2000, ed il testo da lui proposto è basato sui principi consolidati che ne derivano.
Ha inoltre provveduto a modificare l'articolo 2, comma 2, nel senso di sottrarre ai CORECOM una discrezionalità incondizionata nell'individuazione dei soggetti politici rilevanti sul piano regionale: i CORECOM conservano un'ampia facoltà normativa (in particolare, possono individuare soggetti politici aggiuntivi ai sensi del successivo comma 3), ma dovranno comunque comprendere nel novero dei soggetti politici rilevanti le coalizioni riferite al Governo regionale, le forze politiche che costituiscono un Gruppo nel consiglio regionale, e quelle eventuali che, non rappresentate in tale consesso, siano tuttavia rappresentate col medesimo simbolo in tanti consigli comunali o provinciali da corrispondere al quarto della popolazione residente.
La delega attribuita alla RAI per la predisposizione del calendario delle trasmissioni, di cui all'articolo 3, comma 2, non è una delega generica, ma prevede che la RAI applichi le indicazioni contenute nel medesimo articolo: tra queste sottolinea quella, già contenuta nel precedente testo, che individua le tipologie specifiche della conferenza stampa, dei dibattiti a due, e delle tavole rotonde tematiche. Quanto al criterio proporzionale di ripartizione dei tempi, previsto per le Tribune tematiche [articolo 3, comma 7, lettere b) e c)], esso è ora attenuato da varie cautele. In primo luogo, è prescritto che la proporzionalità non deve condurre all'attribuzione di tempi disuguali nell'ambito della stessa trasmissione, ma solo all'attribuzione, nell'intero ciclo di più Tribune, di turni di presenza più frequenti in favore dei soggetti di maggiore consistenza. Inoltre, il criterio di proporzionalità è descritto come un criterio orientativo, che non richiede un computo rigido: al riguardo, la RAI può redigere i calendari (che dovranno poi essere sottoposti alla Commissione) prevedendo arrotondamenti, unità temporali minime, e criteri specifici di ponderazione. In sostanza, ritiene, il criterio proporzionale di riparto dei tempi verrà così a ridursi ad una sorta di criterio sussidiario.
Dopo aver ricordato la soppressione della disciplina transitoria di cui all'articolo 11, che stabiliva l'argomento dei due primi cicli di Tribune, ritorna sul disposto di cui all'articolo 7, facendo presente che la relativa formulazione è stata modificata sia nel senso di eliminare la necessità che i programmi di contenuto informativo siano ricondotti alla responsabilità di un direttore di testata, sia nel senso di recepire, per quanto riguarda i principi di correttezza e completezza dell'informazione, la formulazione adottata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella sua delibera n. 22/06/CSP. Parimenti, il comma 2 del medesimo articolo 7 è modificato nel senso di eliminare il riferimento ai direttori di testata, e di alleggerire la disposizione circa l'equilibrata rappresentanza delle diverse posizioni politiche. Anche il comma 3, che concerne i criteri di comportamento per i direttori, i conduttori ed i registi, è a sua volta modificato.
Si riserva di illustrare ulteriori modifiche di dettaglio nel seguito dell'esame.

Il deputato Giorgio MERLO (Ulivo), presidente, ringrazia il relatore per l'impegno profuso anche nella riformulazione del testo, che appare profondamente modificato in relazione agli esiti del precedente dibattito, e sollecita il relatore a formalizzare il testo definitivo della riformulazione.

Il deputato Marco BELTRANDI (RosanelPugno) a sua volta ringrazia il relatore per la riformulazione proposta, che presenta contenuti di originalità derivanti da una elaborazione non banale. Il provvedimento riveste un'importanza assai rilevante, poiché interviene sul tema della comunicazione politica, e deve perseguire l'intento di valorizzare in maniera specifica le trasmissioni che danno attuazione a


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questa tipologia. Al riguardo, ritiene che un ruolo specifico possa essere rivestito dalle conferenze stampa, già contenute nella proposta originaria del relatore e previste anche dal precedente provvedimento approvato dalla Commissione nel 2002: tuttavia, la pur ampia discrezionalità rimessa alla RAI nella predisposizione dei calendari non sembra sinora essere riuscita a valorizzare pienamente tale tipologia. In relazione a ciò, e ad altre questioni che si riserva di approfondire, ritiene utile che la Commissione ascolti, prima di pervenire ad una deliberazione definitiva, i dirigenti della RAI maggiormente interessati a questa materia: e pertanto, in primo luogo, il Direttore di Rai Parlamento, nonché il Direttore generale per i profili della collocazione nel palinsesto di queste trasmissioni, che dovrebbe essere orientata alla loro valorizzazione. Sul complesso dei temi sottesi alla delibera, inoltre, potrebbe essere utile anche l'audizione dei Direttori di rete.
Venendo ad alcuni contenuti specifici della proposta, rileva che il riferimento ai soli referendum dai quali conseguano effetti obbligatori, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), potrebbe restringere eccessivamente la fase «protetta» della relativa programmazione in sede regionale, poiché in quella sede sono frequenti referendum aventi portata esclusivamente consultiva. Quanto alla individuazione delle persone che, per ciascun soggetto politico, dovranno intervenire nelle Tribune, ritiene che la formulazione di cui all'articolo 3, commi 6 ed 8, attribuisca un ruolo eccessivo ai parlamentari in carica, ove le forze politiche dovrebbero piuttosto essere libere di designare chi più ritengano opportuno. In riferimento al medesimo articolo 3, ritiene che il comma 7 dovrebbe prevedere un'unità minima di tempo anche per le Tribune tematiche. Quanto alla disciplina dell'informazione, di cui all'articolo 7, apprezza il lavoro di modifica compiuto dal relatore, ma continua a ritenere che tale disposizione potrebbe più utilmente essere stralciata dalla presente proposta di delibera, per essere trattata nel quadro di un più organico provvedimento che disciplini l'informazione ed i programmi di intrattenimento informativo ed insieme definisca i criteri attraverso i quali dare attuazione al diritto di replica e di rettifica.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, condivide la richiesta di ascoltare il Direttore generale della RAI ed il Direttore di Rai Parlamento.

Il deputato Giuseppe GIULIETTI (Ulivo), richiamandosi all'intervento da lui svolto sull'ordine dei lavori nella seduta di ieri, ringrazia il Presidente della Commissione per aver condiviso la segnalazione relativa all'ipotizzato programma di tutela dei cittadini vittime di truffe, che sembrava essere proposto da persona indiziata proprio in quel reato, ed informa che al riguardo la RAI ha formulato una sia pur tardiva smentita. Sempre in riferimento agli argomenti trattati ieri, ribadisce la necessità di conoscere il seguito delle sollecitazioni rivolte alla RAI in relazione ad essi, ai quali aggiunge l'attuazione del provvedimento approvato dalla Commissione circa la prevenzione degli infortuni sul lavoro. È auspicabile che la RAI non offra occasione, a causa delle sue inadempienze, ad iniziative clamorose quali l'occupazione della sua sede che ebbe luogo tempo addietro. Auspica infine l'assunzione di adeguate iniziative in occasione del sessantesimo anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione italiana, e della dichiarazione dell'ONU sui diritti umani.
Quanto alla proposta di risoluzione in titolo, ringrazia il relatore per l'opera densa di difficoltà che egli affronta, e ritiene che nella presente fase il dibattito debba fornire suggerimenti, piuttosto che proporre veri e propri emendamenti. Non condivide, in linea di principio, il criterio proporzionale suggerito per la ripartizione dei tempi, anche tenendo conto che, di fatto, l'intera programmazione della RAI sembra a volte rapportata alla consistenza delle forze politiche. Condivide, per altro verso, l'opinione di chi riserverebbe la disciplina dell'informazione ad un provvedimento


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apposito, che stabilisca regole certe anche per il diritto di replica e di rettifica (le norme legislative che lo regolano non sembrano al momento essere applicate se non dietro azioni giudiziarie specifiche): per tali ragioni conviene con la proposta di stralciare l'attuale articolo 7. Ancora, suggerirebbe al relatore di introdurre un obbligo per la RAI di riferire periodicamente alla Commissione (ad esempio, con cadenza semestrale) circa la programmazione delle Tribune.
La questione probabilmente più rilevante consiste tuttavia nella collocazione oraria e di palinsesto di queste trasmissioni: a volte risultati che sarebbero eccellenti, per la adeguata tipologia prescelta e per l'impegno profuso dai giornalisti, sono vanificati dalla collocazione dei programmi in orari variabili, o che garantiscono un ascolto minimo. Anche in riferimento a ciò, condivide la richiesta di audizioni avanzata dal collega Beltrandi: all'elenco proposto aggiungerebbe l'audizione dei precedenti direttori delle Tribune, nonché, per i profili che riguardano la categoria dei giornalisti professionisti, di rappresentanti dell'Ordine dei giornalisti, della Federazione nazionale della stampa e di rappresentanti sindacali.

Il senatore Dario GALLI (LNP), tra i tanti argomenti sottesi alla proposta di delibera in titolo, si sofferma su quello relativo al riparto dei tempi tra i soggetti aventi diritto. Il criterio proporzionale che si propone, sia pure in linea di massima, di applicare, dovrebbe tener conto, per coerenza, di un'esigenza di proporzionalità dei tempi nelle altre trasmissioni, nonché di riparto delle risorse umane e materiali, e delle coloriture politiche che caratterizzano i vari programmi, in riferimento all'intera attività della RAI. E pertanto, la ripartizione ad esempio dei giornalisti nelle varie sedi regionali dovrebbe essere in proporzione alla popolazione, ovvero a parametri oggettivi quale il tasso di evasione del canone radiotelevisivo. La coloritura politica di specifiche trasmissioni, tra le quali non può fare a meno di menzionare quella condotta dal giornalista Michele Santoro, dovrebbe parimenti costituire un elemento di ponderazione e di compensazione per le altre scelte.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) a sua volta si compiace dell'ottimo lavoro compiuto dal relatore, il quale, pur intervenendo su una materia assai nota, ha saputo trovare soluzioni adeguate per questioni tradizionalmente controverse, quale è ad esempio quella del riparto proporzionale dei tempi, per il quale sono ora proposte modalità che rendono tale criterio non aggressivo. Conviene, parimenti, con la necessità di disciplinare le questioni relative all'informazione contestualmente ai temi posti dall'attuazione del diritto di replica e di rettifica. Non può però esimersi dal rilevare che le buone proposte di oggi provengono da un rappresentante della medesima forza politica che sette anni orsono volle imporre la disciplina della par condicio al Paese.
Nel corso del dibattito ha ascoltato considerazioni importanti e conviene con molte di esse. Conviene, in particolare, con la richiesta di interloquire con i vertici della RAI, incluso il Direttore generale, per le questioni concernenti la collocazione delle Tribune nel palinsesto. Al riguardo nota che l'esigenza di valorizzare tali trasmissioni deve essere coniugata con la necessità che la RAI offra un prodotto commerciale idoneo a battere la concorrenza. Anche la tipologia delle conferenze stampa, che potrebbero assicurare buoni risultati in termini di comunicazione, è esposta alla maggiore o minore capacità comunicativa di ciascuno dei leader politici che sarebbero di volta in volta chiamati a parteciparvi.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) a sua volta ringrazia il relatore per l'apertura e per il garbo istituzionale con i quali il nuovo testo affronta attentamente argomenti difficili. Conviene con le richieste prima formulate di ascoltare almeno il Direttore generale ed il Direttore di Rai Parlamento, e rappresenta la necessità che la Commissione tenga conto, nel proprio lavoro, anche delle scelte consolidate,


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nella prassi e nella normativa, in base alle proprie deliberazioni precedenti.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, riassumendo i termini del dibattito sinora svoltosi, nota che la Commissione è concorde nel sollecitare l'audizione per lo meno del Direttore generale della RAI e del Direttore di Rai Parlamento: se dopo tali audizioni residuassero questioni da chiarire, potrebbero essere chiamati a riferire in Commissione anche i Direttori di rete. Si renderà poi probabilmente opportuna, una volta che la Commissione sia pervenuta ad un orientamento consolidato, anche una seconda audizione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tutto ciò, ritiene, è necessario in riferimento ad una materia che costituisce il nucleo fondamentale delle competenze della Commissione: è necessario fare in modo che la comunicazione politica, ed in particolare quella riferita ai temi parlamentari, esca da quella sorta di esilio nel quale appare a volte confinata, e sia resa pienamente fruibile agli utenti del servizio radiotelevisivo pubblico.

Il deputato Emilia Grazia DE BIASI (Ulivo) ritiene che al programma di audizioni suggerito debba essere aggiunta anche l'audizione dei sindacati dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa, come già ha suggerito il collega Giulietti.

Il deputato Fabrizio MORRI (Ulivo), relatore, non disconosce l'utilità delle audizioni da ultimo suggerite, ma mette in guardia dal rischio che esse comportino una eccessiva dilatazione dei tempi per l'approvazione del provvedimento, che la Commissione non può rinviare oltre un certo limite: un evidente ritardo lo indurrebbe a rinunziare all'incarico di relatore. Sarebbe piuttosto disposto a stralciare dal provvedimento anche l'articolo 7, e con esso ogni riferimento all'informazione, se ciò giovasse alla celerità dell'esame, benché la materia, assieme alla disciplina del diritto di replica e di rettifica, meriti a sua volta l'attenzione tempestiva della Commissione.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, nel convenire con le considerazioni del relatore circa l'urgenza del provvedimento, ne ribadisce peraltro l'importanza sistematica, la quale impone di procedere per lo meno alle audizioni che egli ha prima suggerito. L'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, stabilirà il calendario dei relativi adempimenti, ed avrà altresì cura di programmare l'esame di un distinto provvedimento che definisca i temi dell'informazione, dell'intrattenimento informativo e del diritto di replica e di rettifica, anche eventualmente aggiornando l'atto di indirizzo approvato dalla Commissione l'11 marzo 2003.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) a sua volta conviene con le considerazioni da ultimo espresse.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, rinvia quindi ad altra seduta il seguito dell'esame in titolo.

La seduta termina alle 15.35.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è riunito dalle 15.35 alle 15.40.