V Commissione - Resoconto di mercoledý 3 ottobre 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 3 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Pier Paolo Cento.

La seduta comincia alle 9.10.

Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori.
Nuovo testo C. 2221.
(Parere alla VII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.


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Francesco PIRO (Ulivo), relatore, per quanto concerne i profili finanziari, osserva che il testo in esame pur presentando una funzione essenzialmente ricognitiva delle attribuzioni della SIAE, così come risultanti dalla normativa vigente, non ripropone tuttavia la norma (articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 419 del 1999) in base alla quale l'ente è tenuto ad assicurare la separazione contabile e a perseguire l'equilibrio finanziario delle gestioni relative alla tutela del diritto d'autore e agli altri servizi. Tale norma risulterebbe soppressa a seguito dell'abrogazione dell'intero articolo 7 di cui fa parte. Andrebbe quindi acquisito un chiarimento in ordine alle possibili conseguenze finanziarie della mancata riproposizione del vincolo dell'equilibrio delle gestioni, la quale potrebbe determinare - in connessione con le funzioni pubbliche esercitate dall'ente - effetti onerosi, sia pure di carattere eventuale, per il bilancio dello Stato. Con riferimento alla disposizione contenuta nell'articolo 1, comma 3, ricorda poi che i requisiti per la classificazione delle operazioni finanziarie nell'ambito del conto economico consolidato della PA (e, quindi, per la loro possibile incidenza sul saldo di indebitamento) sono stabiliti in base al sistema di contabilità europea (SEC 95). In particolare, l'elenco delle amministrazioni pubbliche sottoposte a tale sistema di verifica dei conti è predisposto dall'Istituto statistico sulla base di attività essenzialmente ricognitive, in quanto volte ad accertare, tenuto conto delle caratteristiche strutturali e gestionali degli enti, l'effettiva rispondenza degli stessi ai requisiti prescritti dal SEC 95 per l'appartenenza al settore delle pubbliche amministrazioni. Tali requisiti, come previsto dai regolamenti comunitari, vanno acclarati in base a criteri metodologici e a convenzioni consolidati a livello europeo. Di conseguenza, le condizioni in base alle quali i flussi finanziari di un determinato ente debbano considerarsi ininfluenti ai fini del saldo di indebitamento non sembrano suscettibili di modifiche sulla base di determinazioni assunte in via legislativa. Analogamente, per quanto attiene ai saldi di fabbisogno, i relativi criteri di definizione sono stabiliti sulla base della normativa contabile vigente ai fini della redazione del conto consolidato di cassa. Sul punto ritiene pertanto necessario acquisire l'avviso del Governo. In ordine all'articolo 1, commi 1 e 5, andrebbe chiarito se l'abrogazione dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 419 del 1999 comporti il superamento del sistema di pubblicità delle opere protette da effettuarsi tramite registri (la cui tenuta è affidata dal predetto articolo 7 alla stessa SIAE) oppure determini la necessità di attribuire le funzioni di tenuta dei registri medesimi ad altro organismo. In tal caso - qualora quest'ultimo fosse di natura pubblica - andrebbero precisate le eventuali esigenze finanziarie connesse a tale adempimento. Chiede pertanto di acquisire un chiarimento circa i possibili effetti finanziari connessi alla previsione (articolo 1, comma 1) di attività di studio e di incentivazione - promosse dalla SIAE - volte a favorire la creatività degli autori e ad agevolare la fruizione pubblica delle opere dell'ingegno diffuse attraverso reti telematiche. Con riferimento infine all'articolo 1-bis, che consente la pubblicazione libera in rete di immagini e musiche a bassa risoluzione, andrebbe chiarito se tale previsione possa determinare effetti di riduzione del gettito fiscale connessi alla diminuzione dei proventi dei diritti d'autore, o se possa comunque incidere sugli equilibri di gestione dell'ente con possibili effetti indiretti di segno negativo per la finanza pubblica (tenuto conto, come detto, delle funzioni di rilevanza pubblica svolte dall'ente medesimo). In proposito, ricorda comunque che attualmente le opere disponibili in rete non sono in alcun modo soggette a diritto d'autore e quindi non vi dovrebbe essere una perdita di gettito. Sul punto chiede una conferma del rappresentante del Governo.

Lino DUILIO, presidente, osserva che risulta particolarmente rilevante accertare se, in base ai criteri SEC95, la SIAE possa essere ricompressa all'interno dell'aggregato delle amministrazioni pubbliche.


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Il sottosegretario Pier Paolo CENTO rilevata la necessità di compiere un approfondimento sul testo del provvedimento, dichiara che in questa fase il Governo non è in grado di fornire chiarimenti. Si riserva pertanto di sottoporli alla Commissione nella prima occasione utile.

Ratifica Accordo Italia-Etiopia sulla mutua assistenza amministrativa per la repressione delle infrazioni doganali.
C. 2927 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Nulla osta).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 19 settembre 2007.

Il sottosegretario Pier Paolo CENTO osserva che gli oneri relativi all'articolo 15, quantificati nella Relazione tecnica, per il rimborso delle spese di missione per i funzionari della Parte contraente, convocati, in tal caso, dalle Autorità etiopi, risultano correttamente imputati per lo scopo; così come risulta corretta l'interpretazione dell'articolo 18, secondo comma, secondo il quale, limitatamente agli esperti, testimoni ed interpreti, che non siano funzionari governativi, le spese relative saranno sostenute dall'Amministrazione richiedente. In tal senso rileva che non esiste alcuna contraddizione con l'articolo 15 che nella fattispecie ha quantificato spese per soli «funzionari governativi» e non anche per esperti, testimoni e interpreti che, ove convocati, sarebbero a carico dell'Autorità etiope. Con riferimento all'articolo 7, lettera b), rileva che in generale sono contemplati i casi di assistenza tecnica che le due amministrazioni possono fornirsi reciprocamente. In particolare, l'amministrazione doganale italiana ha individuato in maniera concreta, fra i vari casi di assistenza tecnica, ritenendola prioritaria e basilare, quella discendente dalla formazione ed assistenza nello sviluppo delle capacità specialistiche dei funzionari doganali, ipotizzando in tal senso gli oneri indicati specificamente nella relazione tecnica. Mentre ha ritenuto secondario, e quindi del tutto eventuale, che gli scambi dei funzionari doganali avvengano solo qualora siano di reciproco beneficio. Con riferimento all'articolo 19, paragrafo, circa la frequenza delle riunioni della Commissione mista, precisa che nonostante sia previsto nell'Accordo che la Commissione si riunisca nei casi in cui se ne ravvisi la necessità, l'ipotesi descritta in relazione tecnica, corrispondente ad una frequenza annuale delle riunioni è basata sulle esigenze tecniche manifestate dalle rispettive autorità competenti che hanno ravvisato la necessità di riunirsi di regola una volta l'anno.

Gian Luigi PEGOLO (RC-SE), alla luce dei chiarimenti forniti dal Governo, propone di esprimere un parere di nulla osta sul provvedimento.

La seduta termina alle 9.20.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 3 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Pier Paolo Cento.

La seduta comincia alle 9.20.

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero del commercio internazionale.
Atto n. 156.
(Rilievi alla I Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dello schema di regolamento.

Gian Luigi PEGOLO (RC-SE), relatore, con riferimento ai profili finanziari del


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provvedimento, osserva che l'incremento del numero delle Direzioni generali disposto dallo schema di regolamento in esame non sembrerebbe in linea con l'esigenza di garantire l'invarianza della spesa, come prevista dall'articolo 1, comma 23, del decreto-legge n. 181 del 2006. La norma stabilisce infatti che siano definiti gli assetti organizzativi e il numero massimo delle strutture di primo livello, in modo da assicurare che, al termine del processo di riorganizzazione, non sia superato dalle nuove strutture il limite di spesa previsto per i Ministeri di origine e si resti altresì entro il limite complessivo della spesa sostenuta, alla data di entrata in vigore del decreto n. 181 del 2006, per la totalità delle strutture. L'incremento di una unità delle strutture, prevista dal provvedimento in esame, appare potenzialmente idonea a determinata il superamento del predetto vincolo di invarianza in mancanza di ulteriori elementi - non forniti dalla relazione tecnica - che dimostrino, sulla base del complessivo processo di riorganizzazione, la compensatività di tale potenziale onere rispetto a risparmi realizzati anche a valere su altre strutture. Sul punto ritiene pertanto necessario acquisire chiarimenti. Osserva inoltre che la relazione tecnica fornisce alcuni elementi quantitativi per prefigurare un risparmio potenziale derivante dalla nuova dotazione organica. Va peraltro considerato che tali risparmi sono definiti in base ad elementi teorici, senza indicare i relativi elementi di fatto (stato attuale di copertura effettiva delle posizioni organiche) che potrebbero fornire indicazioni sui risparmi effettivamente conseguibili. Riguardo alla mancata applicazione della riduzione del 10 per cento del numero dei dirigenti di prima fascia, previsto dall'articolo 1, comma 404, lettera a) della legge n. 296 del 2006, tenuto conto che a tale disposizione erano ascritti risparmi ai fini dei saldi di finanza pubblica, andrebbe precisato come si intenda comunque assicurare l'acquisizione integrale dei medesimi risparmi. Osserva che la norma non è stata applicata in quanto la riduzione del 10 per cento corrispondeva a 0,4 posizioni. Peraltro i risparmi sono stati considerati dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge finanziaria considerando il numero complessivo dei dirigenti di prima fascia dell'intero comparti Ministeri. Ritiene inoltre necessario che il Governo confermi che le attuali dotazioni organiche di fatto delle singole Direzioni generali operative, come rideterminate anche al fine di consentire la costituzione della nuova Direzione generale degli affari generali, siano sufficienti allo svolgimento dei compiti istituzionali che, peraltro, risultano, in base al tenore letterale degli articoli da 3 a 6, notevolmente ampliati con possibili effetti di aggravio dei connessi costi, anche di personale o, in alternativa, con possibili difficoltà nell'espletamento dell'ordinaria attività amministrativa. A tal proposito evidenzia che la relazione tecnica prefigura espressamente l'adozione, da parte del Ministero, di iniziative volte ad ottenere una deroga, finalizzata all'indizione di idonee procedure concorsuali per l'assunzione di nuovo personale. Con riferimento alle rideterminazione delle dotazioni organiche di diritto rileva che, pur in presenza di un teorico modesto risparmio di spesa e di una riduzione delle consistenze complessive, risulta notevolmente ampliata la dotazione organica dell'area funzionale C. La conseguente cospicua presenza di posizioni di alto profilo non coperte potrebbe costituire la premessa di richieste di riqualificazione professionale, e di successiva promozione, del personale in servizio. Dal realizzarsi di tale ipotesi deriverebbe un incremento del costo medio del personale in servizio, peraltro già riscontrabile nella dotazione di diritto, con conseguente maggiore difficoltà a garantire nel tempo,l'invarianza complessiva dell'onere rispetto a quello connesso all'attuale configurazione organica. Sul punto ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo. Ricorda poi che l'articolo 9, comma 2, prevede che l'attuazione del presente regolamento non comporta, in ogni caso, nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Al riguardo, segnala


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l'opportunità di acquisire l'avviso del Governo in ordine alla necessità di riformulare la clausola di invarianza in modo da prevedere, in conformità alla prassi consolidata, che dall'attuazione del presente provvedimento non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Il sottosegretario Mauro AGOSTINI, ricorda, per quanto concerne l'istituzione di una quarta direzione generale, si tratta di un atto dovuto in quanto, essendo in precedenza le competenze del Ministero del commercio internazionale, assorbite dal Ministero delle attività produttive, non esisteva una divisione affari generali e personale. Riguardo alla dotazione organica di fascia C, rileva che in ogni caso rimarrà confermato il vincolo esterno della procedura autorizzatoria. Deposita quindi la documentazione predisposta sul provvedimento dal Ministero del commercio internazionale (vedi allegato).

Il sottosegretario Pier Paolo CENTO si riserva di fornire elementi di risposta sulle richieste di chiarimento avanzate sul provvedimento. Chiede pertanto un rinvio dell'esame.

Lino DUILIO, presidente, preso atto dell'esigenza manifestata dal rappresentante del Ministero dell'economia, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani.

La seduta termina alle 9.40.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 3 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Pier Paolo Cento.

La seduta comincia alle 9.40.

Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2-bis Governo.
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame della Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.

Michele VENTURA (Ulivo), relatore, osserva preliminarmente che la Nota di aggiornamento al DPEF 2008-2011 rivede le previsioni macroeconomiche di crescita, riformulando il quadro tendenziale e programmatico di finanza pubblica in relazione alle modifiche intervenute successivamente alla presentazione del DPEF. Per quanto concerne la crescita, il DPEF presentato dal Governo nel giugno scorso stimava per l'anno in corso - in linea con la previsione fornita nel marzo scorso nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica (RUEF) - una crescita del PIL, in termini reali, pari al 2 per cento, a fronte dell'1,9 per cento registrato nel 2006. La Nota di aggiornamento al DPEF 2008-2011, rivede lievemente al ribasso la stima di crescita del PIL reale per il 2007, indicandola all'1,9 per cento. Analogamente, la Nota indica una revisione al ribasso anche delle stime di crescita del PIL per il 2008 e gli anni successivi. In particolare, nel 2008 la crescita del PIL dovrebbe attestarsi al 1,5 per cento, rispetto ad una previsione del 1,9 per cento indicata nel DPEF di giugno, mentre negli anni successivi il PIL è previsto crescere mediamente attorno all'1,7 per centro e all'1,8 per cento a fine periodo, con una leggera flessione rispetto a quanto previsto nel DPEF di giugno. Tali revisioni - sostanzialmente in linea con le previsioni formulate dai principali organismi internazionali - sono in gran parte ascrivibili alle persistenti incertezze in ordine all'ampiezza e alla durata degli effetti delle forti turbolenze sui mercati finanziari internazionali


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indotte dalla recente crisi dei mutui sub-prime statunitensi e, più in generale, alle conseguenze del rallentamento statunitense sull'economia mondiale e, di riflesso, su quella italiana. La Nota di aggiornamento, nonché la Relazione previsionale e programmatica per il 2008, non recano, peraltro, alcun approfondimento in ordine ai possibili effetti sulla crescita che potrebbero derivare da un prolungato e sensibile apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro, quale quello registrato nell'ultimo periodo.
Segnala poi che la Nota di aggiornamento rivede le stime dei saldi di finanza pubblica, tenendo conto sia della più recente evoluzione delle entrate e delle spese, sia degli effetti delle misure adottate con decretazione d'urgenza sull'andamento tendenziale dei conti pubblici. In particolare, la stima dell'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche per l'anno in corso viene rideterminata al 2,4 per cento del PIL, a fronte del 2,5 per cento indicato nel DPEF di giugno e contenuto nell'aggiornamento annuale del Programma di stabilità (dicembre 2006). Tale stima incorpora anche gli effetti del decreto legge recante disposizioni urgenti in materia finanziaria adottato contestualmente alla Nota di aggiornamento. Alla luce degli andamenti di finanza pubblica, che si sono rivelati migliori rispetto alle previsioni, a causa sia del favorevole andamento del gettito tributario, sia di una crescita più contenuta della spesa primaria corrente rispetto a quella stimata in precedenza, il Governo ha ritenuto di adottare, contestualmente alla presentazione della Nota di Aggiornamento, un manovra di carattere espansivo che comporta un incremento dell'indebitamento netto rispetto al valore tendenziale pari allo 0,5 per cento del PIL. Il quadro a legislazione vigente indica, infatti, un indebitamento netto tendenziale del 1,9 per cento, inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni del DPEF di giugno ante decreto legge n. 81 del 2007. Al netto degli effetti delle nuove misure adottate con decretazione d'urgenza, l'indebitamento netto per il 2007 avrebbe pertanto registrato un miglioramento di 0,6 punti percentuali di PIL rispetto alla previsione contenuta nel DPEF, che già incorporava gli effetti del decreto legge n. 81 adottato lo scorso giugno; al netto delle due manovre espansive adottate in corso d'anno con decretazione d'urgenza, l'indebitamento netto si sarebbe attestato all'1, 5 per cento del PIL. Analogamente, la previsione del saldo primario per il 2007 si sarebbe attestata ad un valore del 2,9 per cento del PIL, a fronte del 2,5 per cento indicato nella Nota di aggiornamento, che incorpora gli effetti del decreto legge di ottobre.
L'adozione di nuovi ulteriori interventi di spesa a valere sull'esercizio in corso ad opera del citato decreto legge è stato reso possibile dall'andamento particolarmente virtuoso delle entrate tributarie erariali, che hanno manifestato anche nella seconda parte del 2007 una accentuazione del trend positivo superiore a quanto già registrato nella stima delle entrate formulata in sede di predisposizione del DPEF di giugno. L'ulteriore rafforzamento della dinamica positiva delle entrate ha portato a valutare un maggior gettito tributario, in termini di contabilità nazionale, di circa 6 miliardi di euro rispetto a quanto previsto nel DPEF di giugno. In presenza di un ritocco verso il baso delle aspettative di crescita del PIL, il miglioramento della dinamica delle entrate conferma la tendenza emersa già lo scorso anno di un allargamento della base imponibile, imputabile anche all'efficacia degli interventi adottati in tema di recupero dell'evasione fiscale. L'utilizzo delle maggiori disponibilità emerse ha comportato una ricomposizione del conto delle Amministrazioni pubbliche, mediante una revisione delle previsioni tendenziali delle entrate e delle spese, che tuttavia non ha determinato un rallentamento nel conseguimento degli obiettivi di risanamento della finanza pubblica concordati in sede comunitaria per il biennio 2006-2007. Il saldo strutturale, corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum viene a collocarsi a -2,3 per cento del PIL. Per ciò che attiene al rapporto debito pubblico/PIL, la previsione


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per il 2007 passa dal 105,1 per cento del DPEF di giugno, al 105,0 per cento, mentre la stima della spesa per interessi rimane invariata.
Osserva che il quadro tendenziale di finanza pubblica, registrando la favorevole dinamica dei conti pubblici, prospetta, per il 2008, un indebitamento netto pari all'1,8 per cento del PIL, con un miglioramento rispetto alla previsione indicata nel DPEF di 0,4 punti percentuali di PIL. Sulla base degli andamenti tendenziali delle entrate e delle spese, l'indebitamento netto continuerebbe a diminuire negli anni successivi al 2008 (di 0,2 punti percentuali nel 2009, di 0,4 punti nel 2010 e di 0,2 punti nel 2011), fino a giungere all'1 per cento nel 2011 (contro l'1,3 per cento indicato dal DPEF). A fronte del miglioramento degli andamenti tendenziali, la Nota di aggiornamento conferma sostanzialmente il quadro programmatico di finanza pubblica per gli anni 2008 e seguenti indicato nel DPEF di giugno. Per il 2008, la Nota di aggiornamento mantiene l'obiettivo di indebitamento netto del conto economico delle amministrazioni pubbliche fissato al 2,2 per cento dal DPEF, indicando in circa 10,9 miliardi di euro l'entità delle risorse necessarie a fronteggiare gli impegni già sottoscritti, le prassi consolidate e le eventuali nuove iniziative indicate nel DPEF. La manovra finanziaria per il 2008 comporterà pertanto un peggioramento dei saldi di finanza pubblica rispetto al loro andamento tendenziale. Il saldo di bilancio registra, infatti, un incremento rispetto al valore tendenziale di quattro decimi di punto nel 2008, di tre decimi in ciascuno degli anni 2009 e 2010, e di due decimi nel 2011. Sono confermate le stime per la spesa per interessi (4,9 per cento) e dell'indebitamento netto corretto per il ciclo (2,1 per cento). È altresì confermato il percorso di crescita dell'avanzo primario, che nel 2008 dovrebbe attestarsi al 2,6 per cento del PIL, mentre si registra un live rallentamento della discesa del rapporto debito PIL, che dovrebbe attestarsi al 103,5 per cento, a fronte del 103,2 previsto dal DPEF. Sempre per il 2008, le stime provvisorie fornite dalla Nota prevedono il mantenimento al medesimo livello raggiunto nell'anno in corso della pressione fiscale (43 per cento del PIL), mentre la spesa corrente primaria si dovrebbe attestare al 40 per cento del PIL, con un aumento di due decimi di punto percentuale rispetto al 2007 (39,8 per cento del PIL). Per gli anni successivi al 2008, la Nota di aggiornamento conferma per il 2009 un indebitamento netto programmatico dell'1,5 per cento del PIL e per il 2010 dello 0,7 per cento del PIL, fino ad arrivare al pareggio di bilancio nel 2011 (a fronte dello 0,1 per cento di accreditamento netto indicato nel DPEF). Sono inoltre confermate le previsioni del DPEF in ordine all'avanzo primario, che dovrebbe aumentare progressivamente fino a raggiungere il 4,9 per cento nel 2011. Una lieve flessione si registra invece nel percorso di discesa del rapporto debito PIL, che risulterebbe pari al 101, 5 per cento nel 2009 (a fronte del 101,2 per cento indicato nel DPEF), al 98,5 per cento nel 2010, (a fronte del 98,3 per cento indicato nel DPEF) e al 95,1 per cento nel 2011 (a fronte del 95 per cento indicato nel DPEF). Ai fini del conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica negli anni 2009-2011 occorrerà pertanto una manovra correttiva annua di almeno lo 0,4 per cento del PIL. Tali risorse dovranno essere reperite senza aggravi della pressione fiscale, ma agendo sul fronte della spesa, in continuità con le azioni intraprese nell'anno in corso ai fini dell'attuazione di un programma di riqualificazione della spesa pubblica. Coerentemente a tale impostazione, è previsto che la pressione fiscale diminuisca dal 42,8 per cento del PIL nel 2009 al 42,5 per cento nel 2011; analogamente, la spesa corrente primaria dovrebbe passare dal 39, 3 per cento del PIL nel 2009 al 38,6 per cento nel 2011.
Osserva poi che, per quanto concerne gli strumenti con i quali sarà realizzata la manovra di finanza pubblica, la Nota di aggiornamento richiama la nuova cornice generale della decisione di bilancio, che si caratterizzerà quest'anno dalla nuova articolazione in missioni (34) e programmi (169) del bilancio dello Stato, con riflessi


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anche nel disegno di legge finanziaria. Oltre agli strumenti ordinari del disegno di legge di bilancio a legislazione vigente e del disegno di legge finanziaria, la Nota richiama il decreto-legge in materia finanziaria adottato contestualmente alla Nota, che inciderà peraltro esclusivamente sui saldi di finanza pubblica dell'anno 2007. Il decreto legge e il disegno di legge finanziaria comportano, rispettivamente, aumenti di spese e riduzioni fiscali per circa 7,5 miliardi l'uno e 11 miliardi l'altro. Le maggiori entrate fiscali garantiranno la copertura per circa 6 miliardi di euro (con riferimento al 2007) nel caso del decreto legge e per circa 6,3 miliardi (con riferimento al 2008) per la legge finanziaria, la quale prevede altresì minori spese per circa 4,6 miliardi.
La Nota di aggiornamento quantifica in 10,9 miliardi di euro l'entità delle risorse necessarie a fronteggiare gli impegni già sottoscritti, le prassi consolidate e le eventuali nuove iniziative indicate nel DPEF. Constata, al riguardo, che nel DPEF di giugno le risorse da reperire con la manovra di finanza pubblica per il 2008 per attuare l'insieme di tali misure erano risultate complessivamente pari a circa 21,3 miliardi di euro per il 2008 e a 19,4 miliardi per il 2009 ed il 2010, a cui sarebbero dovute aggiungersi le risorse per i prossimi rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
La Nota di aggiornamento reca, inoltre, l'elenco dei provvedimenti normativi, in corso di preparazione, che il Governo dichiara collegati alla manovra: il disegno di legge volto a tradurre in atto l'accordo con le Organizzazioni sindacali e le parti sociali in materia di Welfare, del 23 luglio scorso; il disegno di legge che interviene sui costi della politica e sulla razionalizzazione della Pubblica Amministrazione; il disegno di legge in materia di sostegno ai non autosufficienti e nel campo delle politiche sociali e della famiglia; il disegno di legge recante interventi per la razionalizzazione e ammodernamento del sistema sanitario nazionale; il disegno di legge recante misure organizzative e procedurali in materia di infrastrutture, ambiente e mobilità sul territorio. Rileva che i predetti disegni di legge saranno presentati alle Camere entro il 15 novembre, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 1, lettera c), della legge n. 468/1978 e successive modificazioni, salvo il disegno di legge in materia di Welfare, che sarà presentato entro il mese di ottobre.
Da ultimo, rileva che la Nota di aggiornamento reca una sensibile rideterminazione del livello del saldo netto da finanziare per l'anno 2008, elevandolo a 34 miliardi di euro a fronte dei 24 miliardi di euro indicati dal DPEF di giugno. Tale rideterminazione, effettuata sulla base dei dati del bilancio a legislazione vigente 2008 e degli effetti di ricomposizione quantitativa e qualitativa della spesa recati dalla manovra di finanza pubblica per il 2008, non comporta, secondo quanto affermato dalla Nota, una modifica degli obiettivi in termini di indebitamento netto del conto della pubblica amministrazione. La correzione degli obiettivi di saldo netto da finanziare si è resa necessaria per far fronte a nuove esigenze. Da un parte, ridurre gli oneri per interessi passivi delle Regioni, prevedendo l'assegnazione di liquidità a carico del Bilancio dello Stato a favore delle stesse per l'estinzione di rapporti debitori con il sistema bancario e di debiti commerciali, per un importo pari a 9,1 miliardi di euro; dall'altra, adeguare alcuni stanziamenti connessi ad impegni internazionali già sottoscritti per un importo di circa 4 miliardi di euro. La Tavola n. 7 allegata alla Nota di aggiornamento, recante il quadro programmatico del bilancio dello Stato, provvede altresì a rideterminare il saldo netto da finanziare per gli anni successivi al 2008, fissandolo ad un livello sensibilmente inferiore rispetto a quanto previsto dal DPEF di giugno (16 miliardi di euro per il 2009, a fronte di 21,5 miliardi indicati dal DPEF, e 8 miliardi per il 2010, a fronte di 18 miliardi indicati dal DPEF). Sul punto chiede un chiarimento al rappresentante del Governo.

Il sottosegretario Nicola SARTOR si riserva di intervenire in sede di replica.


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Maria Teresa ARMOSINO (FI), rilevando preliminarmente la necessità di compiere ulteriori approfondimenti sul contenuto della nota di aggiornamento, osserva che la stessa contraddice palesemente la destinazione delle eventuali maggiori entrate fiscali definita dalla legge finanziaria per il 2007. Rileva infatti che in quella legge le maggiori entrate sono destinate in primo luogo alla riduzione del debito ed in secondo luogo ad esigenze di equità sociale. Invece l'estragettito è stato destinato in primo luogo agli interventi di spesa previsti dal decreto-legge di luglio e quindi, con il disegno di legge di assestamento in discussione al Senato, sono destinati in quota consistente per le regolazioni debitorie e per oneri delle regioni. Osserva peraltro che in occasione della discussione del decreto-legge di luglio era stato richiesto al Governo di precisare i criteri alla base della stima di aumento di gettito e se gli stessi risultavano prudenziali soprattutto con riferimento all'andamento dell'autotassazione e degli studi di settore. Ricorda poi che l'aumento dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni da parte delle istituzioni comunitarie e che lo stesso Governatore della Banca d'Italia ha definito il tesoretto «illusorio».
A fronte del peggioramento dell'indebitamento, esterna il timore che si sia di fronte ad una manovra elettorale, con il rischio di rovesciare sul governo successivo una situazione di finanza pubblica dissestata.

Andrea RICCI (RC-SE) nel condividere l'impianto della relazione del collega Ventura e limitandosi a considerazioni di carattere generale, rinviando all'esame del disegno di legge finanziaria, le considerazioni ulteriori. Dichiara quindi di condividere l'impianto espansivo della manovra economica e constata con soddisfazione il buon andamento del gettito tributario. Rimane l'interrogativo se già lo scorso anno non si poteva porre mano ad interventi espansivi, rinunciando a dare un contenuto esclusivamente di risanamento della finanza pubblica a quella manovra. Osserva pertanto che se il risanamento è sulla strada giusta, molta strada deve essere ancora fatta per l'equità sociale e lo sviluppo economico.

Gaspare GIUDICE (FI) ringrazia il collega Ventura per la puntuale introduzione. Limitandosi a compiere alcune considerazioni metodologiche, rileva che rispetto alle dichiarazioni rilasciate nell'ultima audizione del ministro Padoa Schioppa, che annunciava un solo disegno di legge collegato, quello sul welfare, la nota di aggiornamento afferma che ci saranno sei nuovi disegni di legge collegati. In proposito, richiamando l'esperienza dello scorso anno, quando tutti i provvedimenti annunciati come collegati sono stati successivamente «scollegati» e nessuno è divenuto legge, rileva l'esigenza di evitare che dal dibattito sulla legge finanziaria vengano espunti alcuni temi, con la motivazione che degli stessi si parlerà nel corso dell'esame di un disegno di legge collegato, quando invece, in concreto, l'esame di tali disegni di legge non prenderà mai avvio. Osserva poi che gli scenari tendono a cambiare con eccessiva rapidità. Ad esempio, se per Prodi qualche giorno fa il protocollo sulle parti sociali con Prodi risultava intoccabile, ora invece è divenuto modificabile, a detta dello stesso Presidente del Consiglio. Se alcuni giorni fa, il decreto-legge doveva essere destinato solo alla distribuzione dell'extragettito, oggi le spese recate da quel provvedimento si rivelano superiori e finanziate anche mediante una riduzione del Fondo per le aree sottoutilizzate.

Antonio MISIANI (Ulivo) osserva in primo luogo che la nota di aggiornamento conferma, anche a fronte di un rallentamento della crescita mondiale, il quadro positivo della finanza pubblica, il che dovrebbe rassicurare quanti in occasione dell'esame del decreto-legge n. 81 del 2007 avevano annunciato distastri imminenti. Rileva che anche la crescita della spesa pubblica risulta sotto controllo, tranne per quel che concerne la spesa sanitaria. In secondo luogo ritiene condivisibile che nel


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decreto-legge siano state incorporate unicamente spese una tantum in quanto ciò dimostra che si procede a nuovi interventi di spesa unicamente quando si manifestano risorse aggiuntive prima non disponibili.

Massimo GARAVAGLIA (LNP) constata che ragionando per percentuali si dimenticano i valori assoluti. Infatti se si osservano le cifre, si scopre che tutte le maggiori entrate di 17 miliardi sono stati assorbiti da maggiori spese per 17 miliardi. Rileva che anche il disegno di legge finanziaria prevede ulteriori spese, in quanto dei sette miliardi di risorse disponibili solo poco più di tre sono destinati a miglioramento dell'indebitamento. Osserva pertanto che se il prossimo anno la crescita del PIL sarà dell'1,3 per cento o dell'1 per cento invece che dell'1,5 per cento si determineranno problemi seri per la finanza pubblica.

Lino DUILIO, presidente, annuncia che è pervenuto il parere della VI Commissione finanze sulla nota di aggiornamento.

Il sottosegretario Nicola SARTOR, intervenendo in sede di replica, rileva, con riferimento alla spesa sanitaria, che la nota di aggiornamento parla impropriamente di una iniezione di liquidità, mentre si tratta più opportunamente di una ristrutturazione del debito. Ricorda infatti che alcune regioni avevano cartolarizzato debiti con tassi di interesse elevati. Ora tali operazioni vengono convertiti in titoli trentennali contratti dallo Stato, fermo restando che il servizio del debito viene integralmente imputato alle regioni. Ricorda poi che i meccanismi di monitoraggio delle regioni sono stati potenziati dal decreto-legge collegato alla legge finanziaria, prospettando anche l'eventualità del commissariamento delle regioni.

Massimo GARAVAGLIA (LNP) rileva che lo stesso sistema potrebbe essere impiegato da altre regioni per il finanziamento di importanti infrastrutture.

Il sottosegretario Nicola SARTOR ricorda che è comunque contemplate per gli enti locali di indebitarsi ponendo le rate del mutuo a carico dello Stato, attraverso meccanismi dei limiti di impegno. In risposta alla richiesta di chiarimento avanzata, osserva poi che in base al sistema di contabilità nazionale i contributi per i paesi in via di sviluppo di cui si prevede il pagamento dovranno essere comunque imputati all'anno a cui si riferivano. Constata inoltre che le grandezze di finanza pubblica risultano coerenti con il percorso avviato mentre insistere a perseguire ulteriori miglioramenti di mezzo punto percentuale avrebbe significato operare una sorta di «accanimento terapeutico», conducendo l'indebitamento all'1,4 per cento il prossimo anno. In risposta all'onorevole Ricci, conferma l'impegno del Governo per uno sviluppo che sia sostenibile non solo finanziariamente ma anche socialmente ed ambientalmente. Conferma poi anche l'impegno di lungo periodo per la riduzione della spesa, mentre all'onorevole Garavaglia replica che si è comunque operata una riqualificazione della spesa in quanto le maggiori spese cui ha fatto riferimento sono per lo più di conto capitale e quindi per investimenti, e non di parte corrente.

Lello DI GIOIA (RosanelPugno) chiede un chiarimento su quanto affermato dal sottosegretario Sartor sulla spesa sanitaria.

Nicola CRISCI (Ulivo) ritiene che, per quanto concerne la spesa sanitaria, lo Stato contragga il mutuo, le regioni debbano rimborsare e se non rimborsano le stesse saranno commissariate. Chiede al rappresentante del Governo di confermare questa interpretazione.

Luana ZANELLA (Verdi) chiede le ragioni del mancato rifinanziamento, nell'ambito della manovra finanziaria, degli interventi previsti per l'applicazione generale della legge per la salvaguardia di Venezia, mentre si prevede il solo rifinanziamento della realizzazione del progetto Mose.


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Lino DUILIO, presidente, si associa alla richiesta di più puntuali chiarimenti sulla possibilità delle misure previste di concorrere effettivamente a comportamenti più virtuosi da parte delle regioni che hanno registrato consistenti disavanzi sanitari.

Il sottosegretario Nicola SARTOR precisa che alcune regioni hanno effettuato in passato operazioni di cartolarizzazione con tassi elevati per cui si constata la difficoltà delle stesse a onorare i debiti contratti.

Lello DI GIOIA (RosanelPugno) chiede se la misura riguarda unicamente le cinque regioni che hanno registrato consistenti deficit.

Il sottosegretario Nicola SARTOR assicura che non ci sono maggiori oneri a carico dello Stato. Si consente solo la rinegoziazione di prestiti concessi a tassi eccessivamente onerosi e ad intervenire è lo Stato perché lo Stato ha maggiori possibilità rispetto alle regioni di collocare titoli trentennali.

Lello DI GIOIA (RosanelPugno) chiede se non si verifichi un aumento del debito pubblico.

Il sottosegretario Nicola SARTOR constata che in termini di indebitamento netto a fronte di un minore indebitamento netto delle regioni si registra un aumento dell'indebitamento imputato formalmente allo Stato e quindi il risultato è neutrale.

Nicola CRISCI (Ulivo), rilevato che a contrarre il mutuo è lo Stato, chiede quale sia la sanzione per il mancato pagamento del servizio del debito da parte delle regioni.

Il sottosegretario Nicola SARTOR segnala che per la gestione ordinaria della spesa sanitaria da parte delle regioni il decreto-legge prevede un rafforzamento dei controlli prefigurando anche il commissariamento.

Francesco PIRO (Ulivo) rileva che si tratta di misure già contenute nel decreto-legge per il ripiano dei debiti sanitari discusso dal Parlamento la scorsa primavera.

Maria Teresa ARMOSINO (FI) ricorda che molte regioni hanno contratto mutui con interessi alti e la vicenda merita un approfondimento in quanto, se è condivisibile che a rinegoziare il mutuo intervenga lo Stato che può ottenere sul mercato condizioni migliori, deve essere assicurato che i costi siano comunque a carico delle regioni.

Lino DUILIO, presidente, rileva che si dovrebbero anche prevedere meccanismi di responsabilità per gli amministratori che hanno determinato la formazione di disavanzi sanitari, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame della nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2008-2011. Pone quindi in votazione la proposta di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sulla nota medesima.

La Commissione delibera quindi, di conferire al deputato Ventura il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2008-2011. Deliberà altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

La seduta termina alle 11.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 11 alle 11.10.


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 3 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Pier Paolo Cento.

La seduta comincia alle 14.20.

Disposizioni urgenti in materia di pubblica istruzione.
Nuovo testo C. 2272-ter Governo.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, rileva che il provvedimento, recante disposizioni urgenti in materia di pubblica istruzione, è già stato esaminato dalla Commissione bilancio, nella seduta del 24 luglio 2007. In quella occasione la Commissione ha espresso parere favorevole, formulando una serie di condizioni, alcune delle quali motivate ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Nella seduta del 27 luglio 2007, la Commissione di merito, ha concluso l'esame del provvedimento apportando alcune modifiche al testo, volte anche a recepire, integralmente, le condizioni formulate dalla Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, ed una delle condizioni, non motivate ai sensi del suddetto articolo della Costituzione. Tale condizione prevedeva la soppressione dell'ultimo periodo dell'articolo 2, relativo al Fondo di perequazione. Tuttavia, l'attuale formulazione dell'articolo 2 non appare presentare profili problematici dal punto di vista finanziario. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo. Segnala, infine, che larga parte del testo del provvedimento è confluito nel disegno di legge Atto Camera n. 3025 di conversione del decreto-legge 7 settembre 2007, recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008 ed in materia di concorsi per ricercatori universitari. Osserva che il testo all'esame dell'Assemblea non sembra, quindi, presentare profili problematici dal punto di vista finanziario
Con riferimento agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, segnala che le seguenti proposte emendative presentanto evidenti profili problematici:
1.82 Aprea, che sopprime il comma 6 dell'articolo 1, che reca la copertura finanziaria delle disposizioni di cui al numero 2 della lettera b) del comma 5, del predetto articolo 1.
1.48 Aprea, che dispone l'istituzione del docente coordinatore all'interno del collegio dei docenti, al quale è attribuito un riconoscimento giuridico ed economico della professionalità maturata.
1.101 Aprea, 1.53 Aprea e 1.54, che prevedono il conferimento ai dirigenti di II fascia con incarico biennale di dirigente di I fascia non confermati, dell'incarico di dirigente di prima fascia anche in soprannumero ed il reintegro nell'incarico per coloro che nel 2006 svolgevano le funzioni di dirigente di seconda fascia e che non sono stati confermati nell'incarico.
1.112 Porfidia, che prevede che il personale che abbia partecipato al corso-concorso selettivo di formazione per il reclutamento dei dirigenti scolastici collocato nella graduatoria stilata dopo l'esame di ammissione e che abbia sostenuto la prova scritta debba essere chiamato ad ultimare l'iter concorsuale entro il 15 novembre 2007.
1.125 De Simone, che dispone che le scuole non siano più tenute a corrispondere ai comuni il corrispettivo per lo smaltimento dei rifiuti, stabilendo altresì che il Ministro della pubblica istruzione corrisponda annualmente ai comuni la cifra di 38,734 milioni di euro, quale importo forfetario per lo svolgimento del servizio di smaltimento, a tal fine richiamando gli accordi stipulati nel 2001. Al relativo onere, si provvede a valere del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche.


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In proposito, ricorda che in parte il testo dell'emendamento coincide con il contenuto dell'articolo 1, comma 26, del disegno di legge originario del quale la Commissione bilancio aveva già richiesto la soppressione con una condizione formulata ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.
1.126 Folena, che prevede che le spese effettuate dalle istituzioni scolastiche per il funzionamento amministrativo e didattico siano esenti dall'IVA, disponendo che al relativo onere, determinato in 25 milioni di euro, si provveda mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 634, della legge finanziaria per il 2007.
In proposito, ricorda che in parte il testo dell'emendamento coincide con il contenuto dell'articolo 1, comma 27, del disegno di legge originario del quale la Commissione bilancio aveva già richiesto la soppressione con una condizione formulata ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, sulla base della quantificazione dell'onere fornita dal Governo che risultava pari a 125 milioni di euro.
1.60 Porfidia, che prevede l'inquadramento dei direttori dei servizi generali e amministrativi delle istituzioni scolastiche nelle posizioni stipendiali previste dal CCNL del comparto scuola con il riconoscimento delle anzianità maturate al 31 agosto 2000. I relativi oneri determinati ovvero stimati in 8 milioni di euro, sono posti a carico dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente 2007-2009, allo scopo utilizzando, per l'anno 2007, l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze e per l'anno 2008 l'accantonamento relativo al Ministero della solidarietà sociale.
Al riguardo, segnala che la norma non appare coerente con la vigente disciplina contabile in quanto, da un lato, non indica la decorrenza dell'onere e, dall'altro lato, a fronte di oneri aventi carattere permanente, la relativa copertura è limitata agli anni 2007 e 2008.
1.61 Raiti, che prevede la possibilità per i dirigenti scolastici che ne facciano richiesta di rimanere in servizio fino al 70o anno di età.
1.02 Aprea, che prevede, tra le altre cose, l'articolazione della professione docente in tre distinti livelli di docente iniziale, docente ordinario e docente esperto, cui corrisponde un distinto riconoscimento giuridico e economico della professionalità maturata; il conferimento di incarichi ulteriori rispetto all'insegnamento da remunerare con specifiche retribuzioni aggiuntive rispetto allo stipendio maturato, nell'ambito delle risorse iscritte in un apposito fondo di istituto; una apposita commissione di valutazione per la verifica periodica dell'attività del personale docente; apposite commissione per l'effettuazione della selezione per soli titoli ai fini dell'avanzamento nei livelli di docenza.
2.2 Pedrini, che prevede la rideterminazione della retribuzione individuale di anzianità per tutti i dirigenti per i servizi tecnici del Ministero della pubblica istruzione. Al relativo onere, peraltro non quantificato, si provvede mediante utilizzo dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente relativo al Ministero della pubblica istruzione. Al riguardo, rileva che la clausola di copertura non appare coerente con la vigente disciplina contabile in quanto, da un lato, non indica l'entità e il profilo temporale degli oneri, e dall'altro lato, non indica il triennio di riferimento dei fondi speciali da utilizzare. Rileva inoltre che la disponibilità dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente per il triennio 2007-2009 di competenza del Ministero della pubblica istruzione è limitata a 3 mila euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.
Chiede inoltre chiarimenti in ordine alle possibili conseguenze finanziarie derivanti dai seguenti emendamenti:
1.70 Aprea, il quale, tra le altre cose, fissa l'orario annuale delle lezioni della scuola primaria in 891 ore, l'organizzazione da parte delle scuole, sulla base delle richieste prevalenti delle famiglie, ulteriori attività e insegnamenti per ulteriori 99 ore e l'istituzione dell'organico di istituto.


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1.35 Aprea, il quale sopprime la previsione in base alla quale il modello didattico del tempo pieno deve essere realizzato secondo quanto previsto dalle norme previgenti al decreto legislativo n. 59 del 2004.
1.69 Aprea, il quale prevede che il numero dei posti attivati per l'anno scolastico 2007-2008 per il tempo pieno sia pari a quello previsto per l'anno 2006-2007 e che per gli anni successivi possano essere attivati ulteriori incrementi di posti nell'ambito della consistenza dell'organico complessivo del personale docente.
1.71 Goisis, il quale prevede che i percorsi triennali di istruzione e formazione realizzata da strutture accreditate siano stabilizzati;
1.104 Goisis, che rimette ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'individuazione delle risorse da porre a carico del Fondo per l'istruzione e la formazione tecnica superiore, ai fini della continuità ed integrazione con i sistemi di formazione tecnico-superiore.
1.72 Goisis, che prevede che il Ministro della pubblica istruzione concordi in sede di conferenza unificata progetti e percorsi coerenti con gli obiettivi di apprendimento previsti nei primi due anni di istruzione secondaria, prevedendo il concorso delle strutture di formazione professionale accreditate a livello regionale, stabilendo le modalità di riparto delle risorse finanziarie per l'attuazione dei relativi percorsi e progetti di istruzione e formazione.
1.38 Aprea, che prevede, per i cadetti dell'Accademia italiana della Marina mercantile, che il periodo di imbarco obbligatorio per il conseguimento del titolo di ufficiale di navigazione e ufficiale di macchina venga portato a 12 mesi secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 5 ottobre 2000.
1.75 Goisis, che prevede che con proprio regolamento il Ministro della pubblica istruzione delinei le caratteristiche della nuova offerta formativa, tra cui la configurazione degli istituti tecnici superiori, nonchè i loro rapporti con i Poli tecnico-professionali, attraverso una regolare quantificazione delle strutture che si intendono aggregare, nonchè delle risorse umane appositamente formate per il nuovo livello di formazione, individuando le risorse finanziarie occorrenti.
1.89 Aprea, che dispone in maniera più stringente la permanenza dei docenti nella sede di titolarità almeno per il tempo corrispondente al primo e al secondo ciclo.
1.92 Goisis, che prevede che, al fine di ottenere il riconoscimento del carattere di servizio pubblico delle iniziative di istruzione e formazione promosse da enti pubblici e privati, nonché da istituzioni e associazioni private aventi personalità giuridica, tali soggetti possono chiedere la parità, anche se non riconosciuti, purché siano dotati di statuti dai quali emergano ordinamenti coerenti con le finalità nazionali del sistema educativo e di formazione.
1.120 Schietroma, che prevede la corresponsione di un indennizzo pari a 10 volte lo stipendio annuo nel caso in cui i dipendenti siano successivamente assolte dai fatti che hanno determinato la sospensione dall'incarico.
1.107 Goisis, che prevede che, nell'ambito delle esistenti disponibilità di bilancio, il Ministro dell'istruzione provveda ad attivare specifiche iniziative volte a formare in servizio i dirigenti e indire nuove procedure concorsuali per il reclutamento di personale ispettivo.
1.97 Mereu, che prevede la conferma in servizio con incarico a tempo indeterminato dei dirigenti scolastici che sono stati riammessi in servizio a seguito di ordinanze dei giudici territoriali. La proposta emendativa prevede inoltre che gli ex presidi di ruolo già riammessi in servizio a seguito di ordinanza dei giudici, che hanno acquisito la qualifica di dirigente scolastico possono rivolgere istanza per essere reintegrati in servizio a tempo indeterminato compatibilmente con la disponibilità del posto nella dotazione organica regionale.
1.98 Mereu, che prevede la conferma nell'organico regionale dei dirigenti scolastici preposti a capo di una istituzione scolastica degli ex presidi di ruolo che


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riammessi in servizio con sentenza del giudice non definitiva, hanno acquisito la qualifica di dirigente scolastico.
1.01 Aprea, che prevede, tra le altre cose, percorsi di formazione iniziale dei docenti del sistema educativo nazionale e l'iscrizione di coloro che hanno conseguito la laurea magistrale o il diploma accademico di secondo livello e l'abilitazione all'insegnamento in un apposito albo regionale istituito presso l'ufficio scolastico regionale tenuto dagli organismi tecnici rappresentativi regionali. L'articolo aggiuntivo prevede inoltre che i concorsi per docenti siano banditi dalle istituzioni scolastiche statali con cadenza almeno triennale.
1.03 Aprea, che prevede l'istituzione di una area contrattuale della professione docente come articolazione autonoma del comparto scuola.
1.010 Barbieri, che dispone in materia di corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione o idoneità all'insegnamento, prevedendo che le università erogatrici dei medesimi debbano fissare la data di fine dei corsi medesimi qualora questi non siano stati ancora conclusi. Qualora le università non siano in grado di garantire il rispetto dei termini di chiusura, queste perdono il diritto a organizzare i corsi e sono tenute all'immediato rimborso delle quote di iscrizione. L'articolo aggiuntivo pone inoltre una serie di adempimenti a carico degli uffici scolastici regionali e provinciali.
1.012 Cordoni, che prevede, al fine di accelerare le procedure per la definizione delle domande di riscatto, la possibilità di presentare una dichiarazione sostitutiva delle informazioni contenute nelle predette istanze. Al relativo onere valutato in 5 milioni di euro si provvede a carico dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 634 della legge finanziaria per il 2007.
In proposito, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alla quantificazione dell'onere e all'effettiva sussistenza delle risorse utilizzate a copertura.
1.013 De Simone, che prevede l'applicazione delle procedure di cui all'articolo 397 del decreto legislativo n. 297 del 1994 per il riconoscimento dei titoli di studio in possesso dei cittadini stranieri anche ai cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti. La proposta prevede, inoltre, una specifica clausola di invarianza finanziaria.
Avverte poi che in data 3 ottobre 2007, l'Assemblea ha trasmesso degli ulteriori emendamenti della Commissione volti a sopprimere le disposizioni del progetto di legge, già contenute nell'Atto Camera n. 3035, recante il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 147 del 2007. In particolare la soppressione riguarda l'articolo 1, commi 1,4, 6, 7, 9, 10, 14, 15, 16 e 24, e l'articolo 3. Al riguardo, segnala che alcune di queste disposizioni recavano effetti finanziari, sembra, quindi, opportuno, che ne sia stata prevista la soppressione al fine di evitare la duplicazione di norme già contenute nell'atto Camera n. 3025. Ritiene opportuno, in proposito, acquisire l'avviso del Governo.

Il sottosegretario Pier Paolo CENTO conferma che il testo non presenta profili problematici di carattere finanziario. Esprime poi parere contrario su tutti gli emendamenti richiamati dal relatore, fatta eccezione per l'emendamento 1.70, 1.69, 1.71, 1.104, 1.38, 1.89, 1.92, 1.107, ed 1.013, per i quali, in assenza di elementi di approfondimento in ordine alla valutazione delle conseguenze finanziarie, si rimette al presidente.

Lino DUILIO, presidente, rileva che in assenza dei pur necessari elementi di risposta dal Governo, ragioni di prudenzialità dovrebbero indurre ad esprimere parere contrario su tutti gli emendamenti da ultimo richiamati dal relatore, fatta eccezione per l'emendamento 1.38, per il quale non sono effettivamente riscontrabili diretti effetti finanziari.

Gaspare GIUDICE (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, osserva che il presidente


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sta contraddicendo il parere espresso dal rappresentante del Governo, il quale, rimettendosi per alcuni emendamenti al presidente medesimo ha inteso affermare che sugli stessi non sono stati riscontrati effetti finanziari.

Lino DUILIO, presidente, rileva che, rimettendosi alla Commissione, il rappresentante del Governo, non ha inteso affatto escludere effetti finanziari negativi.

Il sottosegretario Pier Paolo CENTO rileva che rimettendosi alla Commissione per alcune proposte emendative ha inteso unicamente manifestare rispetto per il lavoro svolto dalla stessa, in assenza degli elementi di risposta alle richieste di chiarimento avanzate e in considerazione dell'esigenza di esprimere il parere all'Assemblea.

Guido CROSETTO (FI) ricorda che il compito del rappresentante del Governo che interviene alle sedute della Commissione bilancio è quello di fornire puntuali elementi di risposta alla richieste di chiarimento avanzate con riferimento alle eventuali conseguenze finanziarie dei provvedimenti sottoposti al suo esame ovvero delle proposte emendative trasmesse dall'Assemblea.

Andrea RICCI (RC-SE), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.013, rileva che la clausola di invarianza, in considerazione della disciplina attualmente vigente e di quella che la proposta emendativa propone di applicare al riconoscimento dei titoli di studio dei cittadini extracomunitari, dovrebbe essere sufficiente ad evitare l'emersione di maggiori oneri.

Lino DUILIO, presidente, rileva che effettivamente in assenza di puntuali elementi di risposta da parte del Governo la Commissione non è nelle condizioni di esprimere il parere di competenza. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

INDAGINE CONOSCITIVA

Mercoledì 3 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO.

La seduta comincia alle 15.

Indagine conoscitiva sul patrimonio pubblico.
Audizione di rappresentanti di Fincantieri.

(Svolgimento e conclusione).

Lino DUILIO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori è assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Introduce, quindi, l'audizione.

Giuseppe BONO, amministratore delegato di Fincantieri, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono quindi per porre domande e richieste di chiarimento Bruno TABACCI (UDC), Andrea RICCI (RC-SE), Guido CROSETTO (FI), Michele VENTURA (Ulivo), Roberto MENIA (AN), Francesco PIRO (Ulivo), Daniela GARNERO SANTANCHÈ (AN), Ivano STRIZZOLO (Ulivo) ed il presidente Lino DUILIO, ai quali replica l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe BONO.

Lino DUILIO, presidente, ringrazia gli intervenuti e dichiara quindi conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 16.45.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.


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AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (esame atto n. 157 - Rel. Raiti).

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero dell'università e della ricerca (esame atto n. 158 - Rel. Andrea Ricci).

Schema di decreto legislativo concernente modifiche al decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, recante attuazione della direttiva 2001/83/CE e successive direttive di modifica, relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE (esame atto n. 155 - Rel. Pegolo).