VI Commissione - Resoconto di marted́ 15 gennaio 2008


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 15 gennaio 2008. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 12.45.

Decreto-legge 248/2007: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria.
C. 3324.
(Parere alle Commissioni riunite I e V).
(Esame, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis del regolamento, e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Francesco TOLOTTI (PD-U), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, alle Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) sul disegno di legge C. 3324, di conversione in legge del decreto-legge n. 248 del 2007, recante proroga di termini e disposizioni urgenti in materia finanziaria.
Il decreto-legge n. 248 si compone di 52 articoli, e reca norme piuttosto eterogenee relative a diversi ambiti materiali.


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L'articolo 1 dispone, al comma 1, la proroga al 31 gennaio 2008 dell'autorizzazione di spesa per la prosecuzione delle missioni internazionali di cui al decreto-legge n. 4 del 2007, nonché al decreto-legge n. 81 del 2007. Le amministrazioni competenti sono autorizzate a sostenere una spesa mensile nel limite di un dodicesimo dello stanziamento operato nel 2007, e comunque entro un limite di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace istituito dal comma 1240 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007. Il comma 2, per consentire la necessaria flessibilità nell'utilizzo delle risorse previste dal citato articolo 1, comma 1240, istituisce nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa il programma «Missioni militari di pace», sul cui Fondo confluiscono le autorizzazioni di spesa correlate alla prosecuzione delle missioni internazionali di pace.
L'articolo 2 proroga i termini relativi all'applicazione di talune disposizioni transitorie in materia di personale militare. Il comma 1 è volto a consentire il completamento delle procedure per il transito nel ruolo tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri di ufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, prorogando di un anno, fino al 2008, l'autorizzazione al citato transito. Il comma 2 differisce al 2012 le disposizioni transitorie previste, fino all'anno 2007, dall'articolo 31, comma 14, del decreto legislativo n. 298 del 2000, ai sensi delle quali è consentito modificare, con decreto del Ministro della difesa, il numero delle promozioni al grado superiore ed altri parametri, al fine di garantire l'armonico sviluppo dei ruoli degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri. Il comma 3 proroga fino all'anno 2012 l'applicazione delle disposizioni transitorie previste dall'articolo 60-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 490 del 1997, concernenti l'avanzamento degli ufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica. Il comma 4 proroga al 31 dicembre 2009 il termine entro cui le unità produttive e industriali della difesa, gestite unitariamente dall'Agenzia industrie difesa, devono raggiungere gli obiettivi di economica gestione propri dell'Agenzia stessa.
L'articolo 3 dispone la proroga al 30 giugno 2008 del termine fissato dal decreto-legge n. 300 del 2006 per il completamento degli adempimenti riguardanti la messa a norma delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, applicandola alle sole imprese che abbiano presentato al Comando provinciale dei Vigili del fuoco il progetto di adeguamento entro il 30 giugno 2005.
L'articolo 4 proroga al 31 dicembre 2008 il termine entro il quale i gestori di attività commerciali devono provvedere all'eliminazione delle barriere architettoniche al fine di beneficiare dei contributi previsti dalla legge finanziaria per il 2007.
L'articolo 5, comma 1, dispone la proroga al 31 dicembre 2008 della durata degli organi di gestione delle Fondazioni vigilate dal Ministero per i beni e le attività culturali, in scadenza nel corso dell'anno. Il comma 2 dispone la proroga dal 28 febbraio al 30 aprile 2008 del termine per l'affidamento in concessione, secondo il nuovo metodo integrato su scala regionale, dei servizi aggiuntivi presso i musei e gli istituti di cultura.
Il comma 1 dell'articolo 6 proroga il termine di scadenza dei Presidenti e dei Consigli di indirizzo e vigilanza dell'INPS, dell'INAIL, dell'INPDAP e dell'IPSEMA fino alla scadenza dei Consigli di amministrazione dei rispettivi Istituti, ferma restando la possibilità di procedere al loro rinnovo in base alle norme vigenti. Il comma 2 fissa al 31 dicembre 2008 il termine per l'adozione dei progetti di unificazione tra la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti e la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali.
Il comma 2 dell'articolo 7 proroga al 30 settembre 2008 il termine per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro irregolari in base alla specifica disciplina di cui all'articolo 1, commi da 1192 a 1201, della legge finanziaria per il 2007, previsto originariamente


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per il 30 settembre 2007 dalla medesima legge finanziaria. Il comma 3 dispone il trasferimento, a decorrere dal 1o febbraio 2008, delle funzioni del Comitato per l'emersione del lavoro non regolare di cui all'articolo 78 della legge n. 448 del 1998, con le relative risorse finanziarie, alla Cabina di regia nazionale di coordinamento di cui all'articolo 1, comma 1156, lettera a), della legge finanziaria per il 2007. Infine, il comma 4 prevede, fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative di cui alla legge n. 142 del 2001, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, l'obbligo, per le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell'ambito di applicazione degli stessi contratti di categoria, di applicare ai propri soci lavoratori trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria.
L'articolo 8 reca disposizioni finalizzate all'integrazione della normativa vigente in materia di tariffe delle prestazioni sanitarie, con particolare riferimento ai limiti di remunerazione che devono essere individuati dagli accordi con le strutture erogatrici di prestazioni sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale e alle modalità di aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni assistenziali.
L'articolo 9 proroga gli effetti di alcune disposizioni previste dalla legge finanziaria per il 2007 in materia di sospensione della riduzione del prezzo dei farmaci (cosiddetto pay-back) dispensati o impiegati dal Servizio sanitario nazionale, e introduce una specifica disciplina per assicurare un'adeguata conoscenza delle dinamiche del mercato farmaceutico da parte delle competenti autorità amministrative.
L'articolo 10 è diretto a consentire la prosecuzione delle attività di cura, formazione e ricerca sulle malattie ematiche svolte dalla Fondazione Istituto mediterraneo di ematologia (IME), mediante una nuova autorizzazione di spesa di sei milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 della quale viene contestualmente disposta la copertura finanziaria.
L'articolo 11 trasforma, con decorrenza 15 gennaio 2008, l'«Autorità nazionale per la sicurezza alimentare», di cui all'articolo 2, comma 356, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), in «Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare», con sede in Foggia.
L'articolo 12, comma 1, proroga, fino all'adozione del piano programmatico per l'efficienza del sistema universitario, previsto dalla legge finanziaria per il 2008, la norma in base alla quale nel calcolo del limite del 90 per cento quale livello massimo di spesa delle università per il personale sul totale dei trasferimenti statali disposti annualmente attraverso il Fondo di finanziamento ordinario (FFO) non si computano gli incrementi stipendiali annuali e un terzo della spesa per il personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Il comma 2 dispone che, in attesa della definizione e attuazione della disciplina delle procedure di reclutamento dei professori universitari di prima e seconda fascia, continua ad applicarsi fino al 31 dicembre 2008 la normativa previgente in materia e le università possono bandire i relativi concorsi entro il 30 giugno 2008. Il comma 3 stabilisce che nelle facoltà di agraria e veterinaria e negli orti botanici è consentita per l'anno 2008 l'assunzione di personale operaio secondo le norme previste dal contratto nazionale agricolo e dai contratti integrativi provinciali.
L'articolo 13 stabilisce che ai ricercatori incaricati presso la Scuola superiore dell'economia e delle finanze, in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, si applica il termine dei tre anni per il giudizio di conferma a cui sono soggetti i ricercatori universitari, con la facoltà per gli stessi di partecipare alle ordinarie procedure di trasferimento bandite dalle università per la relativa qualifica.
L'articolo 14 riconferma nelle funzioni, fino al 30 giugno 2008, i giudici onorari di tribunale e i viceprocuratori onorari in


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servizio alla data di entrata in vigore del decreto-legge, ed il cui mandato sarebbe dovuto scadere entro il 31 dicembre 2007.
L'articolo 15 differisce al 1o luglio 2008 l'applicabilità delle disposizioni recanti il divieto di arbitrato per i contratti pubblici, contenute nell'articolo 3, commi da 19 a 22, della legge finanziaria 2008, al fine di consentire la devoluzione delle competenze alle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale.
L'articolo 16 apporta alcune limitate modifiche all'articolo 30 del decreto-legge n. 159 del 2007, che ha previsto il commissariamento e la liquidazione della Fondazione Ordine Mauriziano, stabilendo un termine certo di centottanta giorni per la predisposizione del piano di liquidazione dei beni, nonché le modalità per la determinazione dei compensi da attribuire al commissario liquidatore, ai componenti del comitato di vigilanza e ai rappresentanti dei creditori.
L'articolo 17, comma 1, proroga al 31 dicembre 2008 il termine finale - in precedenza fissato al 30 giugno 2006 - per l'emanazione del decreto del Ministro dei trasporti che stabilisce il canone dovuto per l'accesso all'infrastruttura ferroviaria nazionale. Il comma 2 proroga al 15 dicembre 2008 il termine - inizialmente fissato al 1o febbraio 2008 - per la conclusione dell'indagine conoscitiva del Ministero dei trasporti sul trasporto ferroviario di viaggiatori e merci sulla media e lunga percorrenza, prevista dall'articolo 2, comma 253, della legge finanziaria per il 2008.
L'articolo 18 modifica l'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 96 del 2005, estendendo alle ipotesi di delocalizzazione funzionale la deroga ivi contemplata alla disciplina delle concessioni aeroportuali, di cui all'articolo 704 del codice della navigazione, limitatamente alle concessioni già rilasciate e a quelle in itinere da rilasciare entro il 23 giugno 2006, e prorogando al 31 dicembre 2008 il suddetto termine del 23 giugno 2006, relativo ai procedimenti già avviati alla data del 23 giugno 2005.
L'articolo 19, differisce al 1o luglio 2008 l'applicazione dell'articolo 256, comma 4, del codice dei contratti pubblici, garantendo in tal modo l'applicabilità sino a tale data delle disposizioni di cui agli articoli da 351 a 355 della legge n. 2248 del 1865, allegato F, relative in particolare ai limiti alla possibilità di sequestro a favore dei creditori dell'esecutore di opere pubbliche delle somme dovute dalla stazione appaltante.
L'articolo 20 estende l'applicazione della disciplina transitoria prevista per l'applicazione delle norme tecniche in materia di costruzioni dall'articolo 5, comma 2-bis, del decreto-legge n. 136 del 2004 alle revisioni generali delle medesime norme tecniche, con esclusione delle verifiche tecniche e degli interventi relativi agli edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali, la cui funzionalità durante gli eventi sismici assuma rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile e di quelli relativi agli edifici ed alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso.
L'articolo 21 autorizza l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) ad utilizzare le risorse di parte corrente derivanti da trasferimenti statali relativi all'anno 2007, disponibili in bilancio, allo scopo di finanziare spese di investimento per la sicurezza delle infrastrutture aeroportuali.
L'articolo 22 proroga al 1o luglio 2008 il termine previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 117 del 2007, il quale sancisce che le limitazioni alla guida previste per i neopatentati dal comma 2-bis dell'articolo 117 del Codice della strada, si applicano ai titolari di patente di guida di categoria B rilasciata a far data dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge e, pertanto, a decorrere dal 30 gennaio 2008.
L'articolo 23 differisce al 1o gennaio 2009 l'applicabilità delle modificazioni all'articolo 21-bis del decreto-legge n. 159 del 2007, relativo al rifinanziamento del programma «Contratti di quartiere II», successive al 1o dicembre 2007.


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L'articolo 24, commi 1 e 2, dispone la proroga fino al 31 dicembre 2010 dei contratti di assunzione di personale a tempo determinato da parte del Ministero del commercio internazionale, utilizzando per la copertura dell'onere che ne deriva l'autorizzazione di spesa per il Fondo per interventi strutturali di politica economica e il contributo annuale destinato al funzionamento dell'ICE. Il comma 3 proroga, fino al 31 dicembre 2009, il rapporto di lavoro del personale medico assunto a tempo determinato ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge n. 494 del 1999 (recante disposizioni temporanee per agevolare gli interventi ed i servizi di accoglienza del Grande Giubileo dell'anno 2000), già oggetto di successive proroghe ad opera di diversi interventi normativi.
L'articolo 25 proroga al 31 dicembre 2008 l'applicazione del comma 132 della legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria per il 2005), il quale vieta, salvo diversa determinazione del Dipartimento della funzione pubblica, per il triennio 2005-2007, a tutte le pubbliche amministrazioni di adottare provvedimenti di estensione di decisioni giurisdizionali in materia di personale con forza di giudicato o comunque divenute esecutive.
Il comma 1 dell'articolo 26 proroga dal 31 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008 il termine per la chiusura delle liquidazioni coatte amministrative dei consorzi agrari; stabilisce che, in mancanza della presentazione e approvazione della proposta di concordato, l'autorizzazione all'esercizio provvisorio venga revocata dall'autorità amministrativa preposta alla vigilanza, ovvero dal Ministro dello sviluppo economico di concerto con quello delle politiche agricole; proroga dal 30 aprile 2008 al 31 dicembre 2008 il termine per l'adeguamento degli Statuti dei consorzi agrari alle norme che il codice civile detta per le società cooperative. Il comma 2 proroga dal 31 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008 il termine per la conservazione del Fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura. Il comma 3 proroga dal 31 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008 il termine per l'esercizio delle funzioni attribuite al Commissario straordinario per le emergenze zootecniche e provvede alla copertura dei relativi oneri. Il comma 4 riapre il termine entro il quale i soci di cooperative agricole in accertato stato di insolvenza potevano presentare domanda per l'accollo da parte dello Stato delle garanzie da loro rilasciate in favore delle cooperative stesse. Il comma 5 riapre, con effetto retroattivo e sino alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame (31 dicembre 2007) il termine, scaduto il 29 settembre 2006, entro il quale il personale dei Consorzi agrari avrebbe dovuto essere posto in mobilità collettiva per potere essere inquadrato presso le regioni e gli enti locali. Il comma 6 differisce dal 30 novembre 2007 al 30 aprile 2008 il termine per la definizione del piano di rientro finanziario previsto nell'ambito delle procedure amministrative finalizzate al risanamento dell'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (EIPLI), prevedendo inoltre una procedura volta al recupero di risorse finanziarie da destinare alla erogazione di un contributo straordinario al medesimo Ente. Il comma 7 autorizza il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ad utilizzare, nel limite di 2 milioni di euro per il 2008, le disponibilità del Fondo per le crisi di mercato per la prosecuzione del servizio di somministrazione di lavoro presso l'amministrazione centrale del Ministero, al fine di assicurare la continuità di funzionamento dell'amministrazione stessa.
L'articolo 27 modifica implicitamente le disposizioni relative al riordino o alla soppressione dei Consorzi di bonifica e miglioramento fondiario, introdotte dall'articolo 2, commi da 35 a 37, della legge finanziaria per il 2008. In particolare, rispetto a quanto previsto da tale legge, viene meno ogni riferimento all'ipotesi di soppressione dei consorzi; è anticipato al 30 giugno 2008 (anziché il 1o gennaio 2009) il termine per l'adozione dei provvedimenti di riordino da parte delle regioni; si precisa che l'intesa in sede di


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Conferenza Stato-regioni dovrà essere definita con riferimento ai criteri per l'adozione dei medesimi provvedimenti.
L'articolo 28 differisce al 30 giugno 2008 il termine per l'attuazione del piano di riordino e di dismissione relativamente alle società regionali dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. (ex Sviluppo Italia S.p.A), al fine di consentire il completamento delle attività connesse alla loro cessione alle regioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico sono definite le modalità, i termini e le procedure per il graduale subentro delle regioni nelle funzioni svolte in materia di autoimpiego e autoimprenditorialità, che dovrà completarsi entro il 31 dicembre 2010.
Il comma 1 dell'articolo 30 demanda ad un decreto interministeriale, da adottare entro il 28 febbraio 2008, l'individuazione di specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ritirati da parte dei distributori e fissa la decorrenza dell'obbligo di ritiro da parte dei distributori nel trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore di tale decreto ministeriale. Il comma 2 proroga al 31 dicembre 2008 l'entrata in vigore delle disposizioni disciplinanti le modalità di finanziamento della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2005, sia con riferimento ai rifiuti domestici sia a quelli professionali.
L'articolo 31 proroga fino al 30 settembre 2008 l'attività della Commissione di esperti sulla subsidenza, istituita in relazione ai progetti e alle attività di coltivazione di giacimenti di idrocarburi liquidi o gassosi nel sottosuolo del Golfo di Venezia, precisando che i divieti di prospezione, ricerca e coltivazione in essere restano fermi, sempre che la prevista valutazione di compatibilità ambientale non escluda fenomeni di subsidenza.
L'articolo 32 proroga di due anni, fino al 29 aprile 2011, il termine previsto dall'articolo 281, comma 2, del codice ambientale, relativo all'adeguamento alle norme della Parte quinta del medesimo codice delle emissioni degli impianti e delle attività in esercizio al 29 aprile 2006 ricadenti nel campo di applicazione del titolo I della Parte quinta e che non ricadevano nel campo di applicazione dell'abrogato decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988, attuativo di direttive comunitarie in materia di qualità dell'aria.
L'articolo 34 proroga due termini previsti dal decreto-legge n. 144 del 2005 in materia di contrasto al terrorismo internazionale: la lettera a) del comma 1 proroga dal 31 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008 la sospensione di efficacia delle disposizioni che prescrivono o consentono la cancellazione dei dati di traffico telefonico o telematico, mantenendo pertanto l'obbligo per gli operatori di continuare a conservare i dati relativi a tale traffico; la lettera b) proroga dal 31 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008 l'efficacia delle disposizioni in base alle quali l'apertura di pubblici esercizi o circoli privati che mettano a disposizione apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche sia subordinata ad una licenza rilasciata dal questore.
L'articolo 35 proroga al 31 dicembre 2008 il termine, fissato dal Codice dell'amministrazione digitale al 31 dicembre 2007, a decorrere dal quale è consentito l'accesso ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni unicamente tramite la carta d'identità elettronica e la carta nazionale dei servizi, restando precluso l'accesso a detti servizi attraverso modalità diverse. Alla medesima data è prorogato anche il termine relativo alla procedura di accertamento preventivo del possesso della Carta di identità elettronica ai fini del rilascio della Carta nazionale dei servizi.
Il comma 1 dell'articolo 39 proroga la fornitura dei servizi radiotelevisivi da parte della RAI alla Repubblica di San Marino fino alla stipula di un nuovo accordo fra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino in materia di collaborazione in campo radiotelevisivo e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2008. Il comma 2 proroga per l'anno 2008 la


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concessione dei contributi previsti dall'articolo 1, comma 1247, secondo periodo, della legge 296 del 2006, spettanti ai canali tematici satellitari.
Il comma 1 dell'articolo 40 dispone un rinvio al 31 dicembre 2008 del termine per l'effettuazione dei pagamenti di debiti da parte dei comuni che abbiano deliberato lo stato di dissesto successivamente al 31 dicembre 2002, a favore dei quali l'articolo 24 del decreto-legge n. 159 del 2007 ha previsto il trasferimento di una somma di 150 milioni di euro. Il comma 2 dispone il rinvio al 31 dicembre 2008 del termine, previsto dal comma 3 dell'articolo 24 del citato decreto-legge n. 159, entro il quale devono essere liquidate le risorse finanziarie messe a disposizione dal comune che si avvale del sostegno straordinario, nel caso di adozione della procedura semplificata per l'accertamento e liquidazione dei debiti, ai sensi dell'articolo 258 del Testo unico degli enti locali. Il comma 3 fa salvo il termine del 31 dicembre 2007 stabilito dall'articolo 24 del decreto-egge n. 159 per i pagamenti da parte dei suddetti comuni in relazione a transazioni effettuate entro il 31 dicembre 2007. Il comma 4 dispone l'erogazione di 10 milioni di euro, a valere sulle risorse previste per il sostegno straordinario, per consentire il definitivo risanamento degli enti che si avvalgono della procedura straordinaria per la chiusura anticipata e semplificata della procedura di dissesto, prevista all'articolo 268-bis del Testo unico degli enti locali.
Il comma 1 dell'articolo 42 prevede che le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 39, della legge finanziaria per il 2008, concernenti il Conto disponibilità del Tesoro per il servizio di tesoreria presso la Banca d'Italia, trovino applicazione solo successivamente all'espressione del parere da parte della Banca centrale europea.
L'articolo 43 dispone, in deroga alla normativa sulla contabilità generale dello Stato, che le quote che risultano accantonate al 31 dicembre 2007 ai sensi dell'articolo 1, comma 758, della legge finanziaria per il 2007 (Fondo TFR), sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
L'articolo 44 interviene sulle violazioni dell'obbligo di fornire i dati richiesti per lo svolgimento delle rilevazioni statistiche ufficiali, disponendo la sanzionabilità, sino a tutto il 2008 ed anche per le violazioni accertate anteriormente all'entrata in vigore del decreto-legge, esclusivamente del formale rifiuto di fornire i dati richiesti.
L'articolo 46 reca misure in favore dei soggetti inabili, prevedendo che l'attività svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso le cooperative sociali o presso datori di lavoro che assumono i predetti soggetti con convenzioni di integrazione lavorativa, non preclude il conseguimento dei trattamenti pensionistici ai superstiti. Si prevede inoltre che l'importo del trattamento economico corrisposto dai datori di lavoro ai soggetti in questione non possa essere inferiore al trattamento minimo delle pensioni incrementato del 30 per cento.
Il comma 1 dell'articolo 47 novella il comma 24 dell'articolo 3 della legge finanziaria per il 2008, disponendo il differimento dal 1o gennaio al 1o aprile 2008 del termine di abrogazione dei commi 28 e 29 della legge finanziaria per il 2005, i quali prevedono la concessione di contributi statali per il finanziamento di interventi per la tutela dell'ambiente e per i beni culturali; conseguentemente, si prevede la corresponsione dei soli contributi per i quali, entro il 31 marzo 2008, siano stati assunti i relativi impegni di spesa da parte dei soggetti pubblici beneficiari ovvero siano state adottate le dichiarazioni di assunzione di responsabilità da parte dei soggetti beneficiari non di diritto pubblico. Il comma 2 sopprime il secondo periodo del citato articolo 3, comma 24, che prevedeva il riversamento all'entrata del bilancio dello Stato delle somme non impegnate, relative ai suddetti contributi statali, mentre il comma 3 reca la clausola di copertura finanziaria degli oneri recati dall'articolo, pari a 10 milioni di euro per il 2008 e a 7 milioni per il 2009.


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L'articolo 48 prevede che le somme derivanti da sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato e assegnate ad un apposito Fondo per iniziative a vantaggio dei consumatori, possano essere riassegnate al suddetto Fondo anche nel esercizio successivo a quello del versamento.
L'articolo 49 anticipa l'entrata in vigore delle disposizioni contenute nella legge n. 246 del 2007, recante Partecipazione italiana alla ricostituzione delle risorse di Fondi e Banche internazionali, al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge stessa (28 dicembre 2007), consentendo in tal modo di utilizzare gli accantonamenti relativi all'anno 2006 e slittati all'anno 2007.
L'articolo 50, ai commi 1 e 2, autorizza la spesa di 2 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009 a favore di interventi per la salvaguardia del patrimonio culturale ebraico in Italia, e prevede la relativa copertura finanziaria. I commi da 3 a 7 dispongono che, a decorrere dal 15 settembre 2007, ai fini del riconoscimento dell'assegno sociale e della pensione sociale, non rilevino, per la determinazione dei relativi limiti di reddito, gli assegni vitalizi previsti per i perseguitati politici e razziali dall'articolo 1 della legge n. 791 del 1980 e dall'articolo 1 della legge n. 96 del 1955.
L'articolo 51 prevede che le risorse di cui all'articolo 1, comma 758, della legge finanziaria 2007, relative al Fondo per l'erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto, destinate al finanziamento degli interventi previsti all'elenco 1 della medesima legge, siano versate dall'INPS all'apposito capitolo n. 3331 dell'entrata del bilancio dello Stato.
L'articolo 52 dispone in ordine all'immediata entrata in vigore del decreto-legge.
Per quanto riguarda gli ambiti di competenza della Commissione Finanze, il comma 1 dell'articolo 7 dispone la proroga al 30 giugno 2008 del termine per la notifica dei provvedimenti sanzionatori amministrativi di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 12 del 2002, previsti per il caso di impiego, da parte di società cooperative, di personale non risultante dalle scritture o dai documenti obbligatori, relativi alle violazioni constatate fino al 31 dicembre 2002.
Il comma è motivato dalla necessità di attribuire un congruo lasso di tempo all'Agenzia delle entrate per irrogare le predette sanzioni amministrative pecuniarie, evitando che tali procedimenti possano in alcuni casi non concludersi per il maturare della decadenza.
Infatti, ai sensi del combinato disposto dei commi 54 e 94 dell'articolo 1 della legge n. 247 del 2007, a decorrere dal 1o gennaio 2008, gli uffici dell'Agenzia devono procedere all'irrogazione delle sanzioni in questione, anche con riferimento alle violazioni constatate nell'anno 2002, entro il termine (previsto a pena di decadenza) del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione. Pertanto, in base a tale disciplina, per le violazioni constatate nell'anno 2002, i relativi provvedimenti sanzionatori avrebbero dovuto essere notificati entro il 31 dicembre 2007.
L'articolo 29 proroga o estende gli incentivi per l'acquisto di autoveicoli nuovi a ridotte emissione con contestuale rottamazione di veicoli usati.
In particolare, il comma 1 proroga fino al 31 dicembre 2008 l'applicazione delle agevolazioni stabilite dai commi 224 e 225 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007) per la rottamazione di veicoli immatricolati come euro 0 o euro 1. Le agevolazioni sono incrementate nell'ammontare ed estese alla rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come euro 2 prima del 1o gennaio 1999.
Le predette agevolazioni consistono nella concessione di un contributo di 150 euro per i costi di rottamazione dei veicoli, nel totale rimborso, per tre anni, dei costi dell'abbonamento al trasporto pubblico locale, ovvero nella corresponsione di un contributo di 800 euro per aderire alla fruizione del servizio di car sharing. Il


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comma 2 proroga inoltre fino al 31 dicembre 2008 le agevolazioni per l'acquisto di motoveicoli nuovi di categoria euro 3, a fronte della rottamazione di motoveicoli immatricolati come euro 0.
In questo caso le agevolazioni consistono nell'accollo da parte dello Stato dei costi di rottamazione e nell'esenzione dalle tasse automobilistiche per cinque anni dall'acquisto.
Il comma 3 prevede nuovi agevolazioni per la rottamazione di autovetture o autoveicoli di categoria euro 0, euro 1 o euro 2 immatricolati prima del 1o gennaio 1997, sostituiti con l'acquisto di autovetture o autoveicoli di categoria euro 4 o euro 5.
Le agevolazioni consistono in un contributo di 700 euro, aumentato di 100 euro se le autovetture nuove euro 4 o euro 5 acquistate in sostituzione emettono non oltre 120 grammi di CO2, e di 500 euro se la demolizione riguarda due autoveicoli di familiari conviventi, nonché nell'esenzione dalle tasse automobilistiche per un anno dall'acquisto, estesa a tre anni se il veicolo rottamato è euro 0.
Il comma 4 proroga fino al 31 dicembre 2008 le agevolazioni per la rottamazione di autocarri, autoveicoli a trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici e ad uso speciale ed autocaravan, di massa fino a 3.500 Kg e di categoria euro 0 o euro 1, immatricolati entro il 1o gennaio 1999, sostituiti con l'acquisto di autocarri di categoria euro 4. In particolare, si prevede un contributo di 1.500 euro se il veicolo ha massa inferiore a 3.000 Kg, ed un contributo di 2.500 euro se il veicolo ha una massa compresa tra 3.000 e 3.500 Kg.
Il comma 5 prevede l'applicabilità delle agevolazioni di cui ai commi 2, 3 e 4 ai veicoli nuovi acquistati con contratto stipulato entro il 31 dicembre 2008 ed immatricolati entro il 31 marzo 2009, mentre il comma 6 rinvia alle modalità di applicazione ed agli obblighi documentali stabiliti dai commi da 230 a 234 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006.
Ai sensi del comma 7, ai contributi previsti o prorogati dall'articolo 29 non si applica il limite annuale di utilizzo dei crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, stabilito in 250.000 euro dal comma 53 dell'articolo 1 della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008).
Il comma 8 raddoppia a 100 milioni di euro per il 2009 gli stanziamenti per incentivare l'installazione su autoveicoli immatricolati come euro 0 o euro 1 di impianti a GPL o a metano per autotrazione, mentre il comma 9 stabilisce che il contributo ammonta a 350 euro per le installazioni di impianti a GPL ed a 500 euro per le installazioni di impianti a metano.
Il comma 10 modifica inoltre il comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 324 del 1997, prevedendo che le agevolazioni per l'installazione di impianti di alimentazione a metano o a GPL possono essere concessi anche quando l'installazione avvenga dopo tre anni dalla data di immatricolazione dell'autoveicolo.
Il comma 11 riduce di 90,5 milioni di euro per il 2008 le disponibilità del Fondo per la competività e lo sviluppo, incrementandole in pari misura per il 2009.
L'articolo 33 proroga dal 1o gennaio al 31 dicembre 2008 il termine entro il quale i comuni della regione Campania assicurano che, per un periodo di cinque anni, ai fini della determinazione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e della tariffa igiene ambientale (TIA) siano applicate misure tariffarie tali da garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti.
L'articolo 36 interviene su taluni aspetti della riscossione coattiva dei tributi.
In particolare, il comma 1 sopprime, a decorrere dal 2007, l'obbligo, stabilito dal comma 1 dell'articolo 9 del decreto-legge n. 79 del 1997, in base al quale i concessionari della riscossione, entro il 30 dicembre di ogni anno, versano a titolo di acconto sulle riscossioni dell'anno successivo, il 33,6 per cento delle somme riscosse nell'anno precedente per effetto delle modifiche alla disciplina in materia di servizi autonomi di cassa degli uffici finanziari recate dal decreto legislativo n. 237 del 1997.


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Il comma 2 ribadisce che la riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate degli enti locali può essere effettuata o con la procedura di ingiunzione di cui al regio decreto n. 639 del 1910, se la riscossione è svolta direttamente dall'ente o da terzi affidatari (società di servizi pubblici locali a capitale prevalentemente pubblico ovvero società miste), ovvero con la procedura dell'iscrizione a ruolo, qualora l'attività di riscossione sia svolta da Equitalia.
Il comma 3 interviene ulteriormente sulla disciplina della rateizzazione dei debiti tributari, già oggetto di una modifica ad opera del comma 144 dell'articolo 1 della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), prevedendo che, per i debiti tributari superiori a 5.000 euro e fino a 50.000 euro, la rateizzazione possa avvenire in 8 rate trimestrali di pari importo.
In sostanza, dunque, alla luce di tale modifica, le somme comprese tra 2.000 e 5.000 euro sono rateizzabili in 6 rate trimestrali, quelle superiori a 5.000 euro e fino a 50.000 euro sono rateizzabili in 8 rate trimestrali, mentre quelle superiori a 50.000 euro sono rateizzabili in 20 rate trimestrali.
Il comma 4 interviene anch'esso sulla disciplina della rateizzazione dei debiti tributari, modificando il primo periodo dell'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973. Nella specie viene eliminata la previsione secondo la quale gli uffici finanziari possono concedere al contribuente che lo richieda la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di 60 rate mensili, ovvero la sospensione della riscossione per un anno. Conseguentemente, il numero massimo di rate mensili viene ridotto a 48.
Tale modifica, oltre a connettersi con le modifiche operate alla disciplina della rateazione dei tributi dal nuovo articolo 3-bis del decreto legislativo n. 462 del 1997, introdotto dal già citato comma 144 dell'articolo 1 della legge n. 244 del 2007, che hanno introdotto un nuovo sistema per la rateizzazione dei debiti tributari, è finalizzata, secondo la relazione illustrativa, ad escludere la possibilità di sospensione del pagamento, al fine di assicurare all'Erario il primo pagamento dell'importo oggetto della rateizzazione.
L'articolo 37, comma 1, abolisce la tassa sui contratti di borsa di cui al regio decreto n. 3278 del 1923, al fine di rendere conforme il sistema tributario italiano alla direttiva 2004/39/CE sui mercati degli strumenti finanziari (cosiddetta direttiva MIFID). Infatti, ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 435 del 1997, la predetta tassa era già stata esclusa per i contratti di borsa conclusi sui mercati regolamentati, categoria questa che risulta ormai superata alla luce del disposto della predetta direttiva: pertanto, al fine di eliminare la disposizione provvede ad eliminare del tutto tale tributo.
In connessione con tale abolizione, il comma 4 abroga il regio decreto n. 3278 del 1923 ed il decreto legislativo n. 435 del 1997, nonché l'articolo 34, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 601 del 1973, il quale prevede che per gli atti con i quali sono conclusi i contratti di borsa nonché per le lettere, i telegrammi ed ogni altro scritto rilasciato dalle parti in relazione ai medesimi contratti, le imposte di bollo e registro sono comprese nelle tasse sui contratti di borsa.
Il comma 2 reca alcune modifiche alla tabella allegata al testo unico sull'imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986, nella quale sono indicati gli atti per i quali non vi è obbligo di chiedere la registrazione.
In particolare, nell'articolo 8 della tabella sono inseriti i titoli di Stato o garantiti; gli atti, documenti e registri relativi al movimento, a qualunque titolo, e alla compravendita degli stessi titoli e dei valori in moneta o verghe, fermo restando che agli atti pubblici ed alle scritture private, aventi per oggetto la negoziazione dei predetti titoli, l'imposta di registro si applica, ai sensi dell'articolo 11 della Tariffa, parte prima, e dell'articolo 2, parte seconda, della Tariffa, nella misura fissa di 168 euro.
Inoltre, nell'articolo 9 della stessa tabella è eliminato il riferimento alle scritture


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private anche unilaterali, comprese le lettere ed i telegrammi, aventi per oggetto contratti soggetti alla tassa sui contratti di borsa, soppressa dal comma 1 del medesimo articolo 37.
Il comma 3 modifica la Tabella dell'allegato B di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 1972, inserendo tra gli atti esenti dall'imposta di bollo i titoli garantiti dallo Stato, gli atti necessari per la compravendita di azioni, titoli di quote sociali, obbligazioni ed altri titoli negoziabili emessi in serie, nonché gli atti, documenti e registri relativi al movimento, a qualsiasi titolo, e alla compravendita di valute e di valori in moneta o verghe.
Anche le modifiche di cui ai commi 2 e 3 appaiono connesse con l'abolizione della tassa sui contratti di borsa.
L'articolo 38 proroga fino al 31 dicembre 2008 la riduzione del 40 per cento sull'accisa sul gas metano in favore degli utilizzatori industriali, termoelettrici esclusi, con consumi superiori a 1.200.000 metri cubi per anno, già prorogata fino al 31 dicembre 2007 dalla legge finanziaria per il 2007.
L'articolo 41 integra la disciplina relativa alla sanatoria delle irregolarità formali compiute dai concessionari della riscossione, istituita dal comma 426 dell'articolo 1 della legge n. 311 del 2004.
In particolare viene circoscritta la causa di esclusione dalla predetta sanatoria, introdotta dall'articolo 35, comma 26-quater, lettera b), del decreto-legge n. 223 del 2006, con riferimento all'ipotesi in cui le irregolarità consistano in falsità di atti redatti dai dipendenti dei concessionari, definitivamente dichiarata in sede penale, stabilendo che la predetta esclusione dalla sanatoria non si applica nel caso in cui i dipendenti che hanno redatto gli atti dichiarati falsi fossero soggetti alla specifica sorveglianza dell'amministrazione finanziaria prevista dall'articolo 100, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 43 del 1988.
Ricorda come la disciplina in materia sia stata recentemente oggetto di modifica ad opera dell'articolo 1, comma 138, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), il quale ha esteso l'applicabilità della sanatoria anche alle società titolari di precedenti concessioni subprovinciali partecipanti al capitale sociale delle nuove società titolari di concessioni del servizio nazionale di riscossione in ambito provinciale.
L'articolo 42, comma 2, integra il contenuto del comma 45 dell'articolo 3 della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), il quale prevede che la legge di riforma della Banca d'Italia e delle altre autorità indipendenti disciplini i modi di finanziamento ed i controlli sulla spesa: in tale ambito il comma 2 dell'articolo 42 specifica che tale disciplina deve rispettare gli adempimenti previsti dalla disciplina comunitaria in materia.
L'articolo 45 consente anche per il 2008 di ammettere al riparto della quota del 5 per mille dell'IRPEF le associazioni sportive dilettantistiche n possesso del riconoscimento a fini sportivi rilasciato dal CONI a norma di legge, previsto per i soli anni 2006 e 2007 dall'articolo 20 del decreto-legge n. 159 del 2007.
Segnala come la previsione corrisponda sostanzialmente al contenuto della risoluzione n. 7-00248 Fluvi, approvata dalla Commissione Finanze in un nuovo testo (n. 8-00077) nella seduta del 26 luglio 2007. Essa coincide inoltre con il contenuto dell'osservazione di cui alla lettera t) della relazione approvata dalla Commissione Finanze sulla tabella 1 del disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria per il 2008.

Gioacchino ALFANO (FI) esprime preoccupazione per il fatto che la Commissione sia costretta, per l'ennesima volta, ad esprimere in tempi brevissimi il proprio parere su un provvedimento di ampia portata, che investe numerosi aspetti rilevanti sotto il profilo tributario. Ritiene inoltre inaccettabile che, a pochi giorni dall'approvazione della legge finanziaria, il Governo abbia adottato un ulteriore decreto-legge che interviene sulla


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disciplina tributaria, in aperta violazione dei principi sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente.
Con riferimento a taluni aspetti specifici del decreto-legge, esprime una valutazione negativa sull'articolo 33, non ritenendo condivisibile costringere i comuni della regione Campania ad incrementare in misura massima l'ammontare della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e della tariffa di igiene ambientale, anche nell'ipotesi in cui gli enti locali dispongano delle risorse finanziarie necessarie per finanziare il servizio di raccolta dei rifiuti senza ricorrere a tale incremento.

Maurizio LEO (AN) ritiene che, nel caso di specie, il ricorso allo strumento della decretazione d'urgenza risulti sotto molti aspetti improprio, in quanto molte delle disposizioni contenute nel provvedimento in esame non risultano caratterizzate dalla straordinarietà ed urgenza, ed avrebbero pertanto dovuto trovare collocazione nella legge finanziaria recentemente approvata.
Con riferimento all'articolo 33, esprime anch'egli notevoli perplessità in merito a tale disposizione, rilevando come, per risolvere i gravi problemi relativi allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania sarebbe necessario adottare misure ben più incisive, in grado di rispondere alle reali esigenze dei cittadini di quelle aree. Rileva, inoltre, come la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, ponendosi tecnicamente come il corrispettivo per la prestazione di un servizio pubblico, non sarebbe dovuta nel caso in cui tale servizio non venga effettivamente prestato.

Antonio BORGHESI (IdV) rileva come rientrino pienamente negli ambiti di competenza della Commissione Finanze, anche le disposizioni di cui all'articolo 27, relative al riordino dei Consorzi di bonifica e miglioramento fondiario, i quali, riscuotendo contributi aventi sostanzialmente natura tributaria, presentano profili di attinenza con gli ambiti di interesse della Commissione stessa. A tale proposito suggerisce al relatore l'opportunità di inserire, nel parere che sarà espresso sul provvedimento, un'osservazione volta a specificare che rimane comunque salva la possibilità, per le regioni, di sopprimere tali Consorzi ove lo ritengano opportuno.

Gianfranco CONTE (FI) esprime innanzitutto perplessità sulla previsione di cui all'articolo 7, comma 1, il quale proroga al 30 giugno 2008 il termine per la notifica dei provvedimenti sanzionatori amministrativi previsti in caso di violazione degli obblighi relativi all'impiego di personale da parte di società cooperative. Tale disposizione determina, infatti, in modo del tutto ingiustificato, l'allungamento del termine di prescrizione delle predette sanzioni, che sarebbe invece spirato il 31 dicembre 2007, ponendosi, inoltre, a suo giudizio, in contrasto con i principi stabiliti dallo Statuto dei diritti del contribuente. Chiede quindi al relatore di inserire nella sua proposta di parere un rilievo volto alla soppressione di tale disposizione, la quale non comporterebbe, tra l'altro, alcun effetto finanziario.
Per quanto riguarda l'articolo 36, comma 1, il quale sopprime l'obbligo, per i concessionari della riscossione, di versare a titolo di acconto il 33,6 per cento delle somme riscosse nell'anno precedente, sottolinea come tale soppressione costituisca un artificio con il quale il Governo realizza in sostanza l'obiettivo di peggiorare i saldi di finanza pubblica per il 2007, allo scopo di occultare l'eventuale negativo andamento dei conti pubblici nel 2008. Sul piano della formulazione tecnica della disposizione rileva, tuttavia, come il versamento di tale acconto avrebbe dovuto avvenire entro il 30 dicembre 2007, e come pertanto la soppressione dell'obbligo, intervenuta a decorrere dal 31 dicembre 2007 rischi di risultare sostanzialmente priva di effetti: ritiene quindi necessario che il Governo intervenga con una modifica normativa per colmare questa lacuna.
Per ciò che concerne invece le tematiche relative ai consorzi di bonifica, affrontate dall'articolo 27 del decreto-legge, ritiene che la previsione generalizzata di


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una loro soppressione possa risultare in alcuni casi eccessivamente drastica, pur concordando con l'esigenza di eliminare tutti quei consorzi che non svolgano attività concrete, quali ad esempio i cosiddetti consorzi di secondo livello, che si limitano a riscuotere contributi finalizzati a finanziare gli organi dei medesimi consorzi.

Ermanno VICHI (PD-U) in riferimento alle considerazioni svolte dal deputato Gianfranco Conte in merito alla tematica dei consorzi di bonifica, rileva come alcuni consorzi di secondo grado, consistenti in consorzi a loro volta costituiti da consorzi, svolgano spesso funzioni essenziali.

Gianfranco CONTE (FI) comprende l'osservazione espressa dal deputato Vichi, rilevando, peraltro, come le scelte in merito alla soppressione di tali organismi siano rimesse alle regioni territorialmente competenti.
Passando quindi alle disposizioni in materia di riscossione, recate dall'articolo 36, commi 3 e 4, del decreto-legge, rileva come le stesse intervengano su una materia già oggetto di modifiche da parte della legge finanziaria per il 2008. Sul piano del merito, contesta il contenuto del comma 4 del medesimo articolo 36, che riduce da 60 a 48 il numero massimo di rate nelle quali possono essere ripartiti i tributi, evidenziando come tale modifica rischi di pregiudicare gli stessi interessi dell'Erario, in quanto, rendendo meno favorevole, per i contribuenti, la rateizzazione dei propri debiti tributari, si finisce per frapporre un ulteriore ostacolo all'efficacia dell'attività di riscossione.
Per quanto riguarda invece il comma 3 del medesimo articolo 36, il quale prevede che i debiti tributari compresi tra 5.000 e 50.000 euro possono essere rateizzati in un numero massimo di otto rate trimestrali, laddove invece le somme superiori a 50.000 euro sono ripartibili in 20 rate, ritiene che l'intervallo di valore introdotto risulti eccessivamente ampio, pregiudicando i contribuenti che risultino debitori di somme vicine a 50.000 euro, ma che non possono avvalersi della rateizzazione in 20 rate. Suggerisce quindi al relatore di introdurre nella proposta di parere un'osservazione volta a sopprimere i commi 3 e 4 dell'articolo 36.
Esprime altresì alcune considerazioni in merito all'articolo 42, comma 2, che interviene sulla disciplina relativa ai controlli sulla spesa della Banca d'Italia e le altre autorità indipendenti, rilevando la necessità di intervenire in termini più complessivi sulla disciplina di tali soggetti, evitando che essi siano assolutamente svincolati da ogni controllo, e sfuggano all'applicazione delle regole generali valevoli per tutte le pubbliche amministrazioni.

Il sottosegretario Alfiero GRANDI concorda con l'opportunità di intervenire sulla formulazione del comma 1 dell'articolo 36, al fine di tenere conto del fatto che il versamento di acconto cui erano tenuti i concessionari della riscossione avrebbe dovuto essere effettuato entro il 30 dicembre 2007, auspicando a tale riguardo la presentazione di un emendamento in tal senso condiviso da tutta la Commissione.

Francesco TOLOTTI (PD-U), relatore, anche alla luce degli elementi emersi nel corso del dibattito, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1).

La Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

Scioglimento del Corpo della Guardia di Finanza e istituzione della Polizia economica e finanziaria.
C. 2846.
(Parere alla IV Commissione).
(Deliberazione di un conflitto di competenza).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Paolo DEL MESE, presidente, ricorda che, nella riunione del 18 dicembre 2007


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dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione, si è preso atto della circostanza che la proposta di legge C. 2846 Deiana, recante «Scioglimento del Corpo della guardia di finanza, istituzione della Polizia economica e finanziaria e delega al Governo per l'organizzazione della medesima», assegnato alla IV Commissione Difesa, in sede referente, investe direttamente taluni aspetti di rilievo centrale per le competenze della Commissione Finanze, in particolare laddove esso prevede l'istituzione di una nuova Polizia economica e finanziaria, alla quale sarebbero attribuite le competenze in materia di polizia tributaria, ora assegnate alla Guardia di Finanza, le quali rientrano, come è noto, negli ambiti di competenza della VI Commissione.
Propone pertanto di deliberare, ai sensi dell'articolo 72, comma 4, del Regolamento, l'elevazione di un conflitto di competenza affinché la proposta di legge n. 2846 sia assegnata, in sede referente, alle Commissioni riunite IV e VI.

La Commissione approva la proposta del Presidente.

Regolamentazione del rapporto di lavoro dei collaboratori parlamentari.
Nuovo testo C. 2933, approvata dal Senato, e abb.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis del regolamento, e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Alberto FLUVI (PD-U), relatore, rileva come la Commissione Lavoro abbia trasmesso un nuovo testo della proposta di legge C. 2933, approvata in sede legislativa dalla 11a Commissione Lavoro del Senato, recante regolamentazione del rapporto di lavoro dei collaboratori parlamentari, già all'esame della Commissione Finanze per l'espressione del parere, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria.
Rispetto al testo precedentemente trasmesso la XI Commissione di merito ha soppresso il comma 8, il quale rendeva applicabili i princìpi della legge anche ai rapporti di lavoro instaurati dai Gruppi parlamentari.
Per quanto riguarda gli ambiti di competenza della Commissione Finanze, ricorda che il comma 3, il quale reca una modifica all'articolo 23, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, in materia di ritenute a titolo di acconto per redditi di lavoro dipendente, inserisce «, i senatori e i deputati» nell'elenco dei sostituti d'imposta contenuto nel richiamato comma 1 dell'articolo 23, vale a dire tra i soggetti tenuti ad operare la ritenuta del venti per cento, a titolo di acconto IRPEF, sulle somme da questi corrisposte a terzi a titolo di reddito di lavoro dipendente.
Ribadendo le considerazioni già espresse in occasione dell'esame della precedente versione del provvedimento, rileva l'opportunità di rivedere la formulazione della disposizione, la quale suscita perplessità anche sul piano tecnico, riservandosi di formulare in una successiva seduta una proposta di parere.

Gianfranco CONTE (FI) ritiene opportuno approfondire ulteriormente le problematiche affrontate dal provvedimento, rilevando come, qualora non si intendano attribuire gli obblighi spettanti ai sostituti di imposta ai parlamentari che intrattengano rapporti di lavoro con collaboratori parlamentari, occorrerebbe che tali obblighi fossero svolti dai competenti uffici dell'amministrazione della Camera o del Senato.

Antonio BORGHESI (IdV) ritiene che, se le norme già attualmente vigenti fossero state integralmente rispettate, non sarebbe stato necessario intervenire ulteriormente a disciplinare i rapporti di lavoro tra i parlamentari ed i propri collaboratori: in tale contesto non ritiene comunque opportuno prevedere che il singolo parlamentare sia chiamato a svolgere le funzioni


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di sostituto di imposta in relazione a tali tipologie di rapporto lavorativo.

Maurizio LEO (AN) condivide le perplessità già espresse in precedenza dal relatore sul comma 3 della proposta di legge, rilevando come le norme relative ai sostituti di imposta siano state formulate dal legislatore tributario pensando a soggetti strutturati, ai quali sono imposti obblighi contabili complessi e per i quali si prevede uno specifico regime di responsabilità, anche penale. Alla luce di tali considerazioni non ritiene pertanto opportuno estendere tali obblighi ai singoli parlamentari, auspicando la modifica del dettato del provvedimento in esame.

Paolo DEL MESE, presidente, alla luce delle considerazioni svolte dal relatore, e nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia ad altra seduta il seguito dell'esame.

Disposizioni per l'erogazione di un assegno di solidarietà ai cittadini anziani residenti all'estero.
Nuovo testo C. 3008 e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame nuovo testo, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Ivano STRIZZOLO (PD-U), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere alla XII Commissione Affari sociali, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, sul nuovo testo delle proposte di legge C. 3008 Bafile e delle abbinate proposte di legge C. 1291 Bafile, C. 1843 Angeli e C. 2473 Ricardo Antonio Merlo, recante disposizioni per l'erogazione di un assegno di solidarietà ai cittadini anziani residenti all'estero, come risultante dagli emendamenti approvati.
L'articolo 1 prevede, al comma 1, la corresponsione da parte dell'INPS, ai cittadini italiani anziani emigrati e residenti all'estero, maggiori di 65 anni, che si trovino in condizioni socio-economiche disagiate, di un assegno di solidarietà mensile di 123 euro, per dodici mensilità, non cumulabile con altri eventuali aiuti economici erogati dallo Stato italiano.
A tale riguardo rileva come la disposizione non indichi esplicitamente che l'erogazione dell'assegno è subordinata alla presentazione di una domanda.
L'importo dell'assegno è fissato in 90 euro il primo anno, in 106,5 euro il secondo anno ed in 123 euro a regime.
A tale proposito non risulta chiaro se le misure ridotte dell'assegno si applichino, in via transitoria, per i primi due anni dall'entrata in vigore della norma, ovvero per i primi due anni nei quali ciascun soggetto ha diritto alla corresponsione dell'assegno stesso.
Ai sensi dei commi 2 e 3, le condizioni socio-economiche di disagio che danno diritto all'assegno sussistono nei confronti del cittadini non coniugati il cui reddito personale annuo, dichiarato nell'anno precedente, sia inferiore a 3.000 euro, nonché nei confronti dei cittadini coniugati il cui reddito personale annuo, dichiarato nell'anno precedente, cumulato con quello del coniuge, sia inferiore a 5.000 euro. Tali limiti sono maggiorati di 1.000 euro per ogni soggetto a carico del beneficiario dell'assegno di solidarietà e con esso convivente, minore di anni diciotto o totalmente invalido e sprovvisto di reddito.
In base al comma 4 è escluso dal reddito rilevante per la determinazione dei predetti limiti il reddito derivante dalla proprietà dell'immobile adibito ad abitazione principale. Secondo il comma 6, i redditi prodotti all'estero rilevanti per la valutazione dei requisiti reddituali sono accertati sulla base di certificazioni rilasciate dalla competente autorità estera.
In merito a tali previsioni non appare chiaro in che modo debba essere determinato il reddito del beneficiario dell'assegno nei casi nei quali esso non sia


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tenuto, secondo la normativa vigente nello Stato di residenza, alla presentazione della dichiarazione dei redditi.
In linea generale, riscontra una notevole difficoltà ad accertare con sufficiente grado di attendibilità la condizione reddituale e patrimoniale del richiedente, della sua famiglia e dei soggetti conviventi eventualmente a suo carico, con la conseguenza che la misura potrebbe prestarsi ad applicazioni distorte.
Inoltre, ai sensi dei commi 5 e 6, ai fini della valutazione delle condizioni socio-economiche disagiate il reddito, deve essere parametrato all'effettivo potere d'acquisto del beneficiario nel territorio di residenza, mediante un coefficiente di conversione della parità di potere d'acquisto della moneto stabilito con decreto del Ministro degli affari esteri, di concreto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sulla base degli indici PPPs (Purchasing Power Parities) elaborati dall'Eurostat e dall'OCSE.
I commi 7, 8 e 9 recano disposizioni volte ad assicurare la copertura finanziaria degli oneri recati dal provvedimento. In particolare, per il 2008 l'assegno di solidarietà è erogato fino a concorrenza delle risorse derivanti dalle revoche dei trattamenti pensionistici erogati ai cittadini italiani residenti all'estero, conseguenti al decesso del beneficiario, le quali sono trasferite all'INPS, mentre, a decorrere dal 2009, il relativo stanziamento è determinato annualmente dalla legge finanziaria.
L'articolo 1-bis prevede, ai commi 1 e 2, la restituzione delle somme indebitamente percepite da soggetti privi dei i requisiti richiesti, i quali sono verificati dall'INPS, anche avvalendosi delle strutture degli istituti di patronato presenti all'estero.
Il comma 3 precisa che tale attività di verifica deve avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
L'articolo 2 reca una norma di copertura degli oneri dell'intervento legislativo, quantificati in 58,4 milioni di euro per il 2007, in 69,2 milioni per il 2008 ed in 80 milioni a decorrere dall'anno 2009, a valere sul Fondo speciale di parte corrente iscritto nel bilancio triennale 2007-2009, accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.
A tale riguardo, oltre a rilevare la necessità di aggiornare la clausola di copertura al nuovo bilancio 2008-2010, di prossima approvazione, evidenzia come non sia chiara la correlazione tra tale disposizione e le norme di cui ai commi 7, 8 9 dell'articolo 1, che individuano modalità di copertura diversi per i medesimi oneri.
Formula quindi una proposta di parere con osservazioni (vedi allegato 2).

Il sottosegretario Alfiero GRANDI suggerisce al relatore l'opportunità di integrare la propria proposta di parere, al fine di superare alcuni aspetti di criticità relativi alla formulazione tecnica del provvedimento.
In particolare, per quanto riguarda il limite reddituale per la fruizione dell'assegno, indicato dal comma 2 dell'articolo 1, ritiene opportuno chiarire se il reddito cui si fa riferimento sia inteso al lordo o al netto degli eventuali oneri deducibili; inoltre, in merito al comma 4 del medesimo articolo 1, il quale esclude, ai fini della determinazione del richiamato limite reddituale, il reddito derivante dalla proprietà dell'abitazione, ritiene necessario sostituire il riferimento alla prima casa di abitazione, la quale è ubicata nel Paese estero di residenza del beneficiario, con quello alla prima casa posseduta in Italia. Infine, con riferimento al comma 10 dell'articolo 1, il quale stabilisce che l'assegno non è cumulabile con altri eventuali aiuti economici erogati dallo Stato italiano, appare opportuno individuare meglio le fattispecie cui si applica il predetto divieto di cumulo.

Maurizio LEO (AN) ritiene necessario rivedere la formulazione del comma 6 dell'articolo 1, relativa all'accertamento delle condizioni reddituali dei soggetti beneficiari dell'assegno, rilevando a tale proposito come molti Paesi stranieri non assicurino un livello sufficientemente attendibile di informazioni circa l'ammontare


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dei redditi imponibili di tali soggetti: per tale motivo ritiene opportuno prevedere che l'ammontare del reddito sia certificato da un organismo pubblico italiano, quali ad esempio gli uffici consolari italiani ubicati nello Stato di residenza del beneficiario.

Gianfranco CONTE (FI) con riferimento al comma 4 dell'articolo 1, relativo alla determinazione dei redditi rilevanti ai fini dei requisiti per l'accesso all'assegno di solidarietà, rileva come, in molti casi, cittadini italiani residenti all'estero abbiano mantenuto, nominalmente, in qualità di eredi, la proprietà di immobili ubicati in Italia, spesso senza conoscere l'esistenza di tali beni, i quali sono normalmente talmente deteriorati da non produrre alcun reddito effettivo.

Ivano STRIZZOLO (PD-U), relatore, alla luce degli elementi emersi dal dibattito, riformula la propria proposta di parere (vedi allegato 3), accogliendo i rilievi espressi dal sottosegretario e dal deputato Leo.

La Commissione approva la proposta di parere, come riformulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.15.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE CONSULTIVA

Modifiche all'articolo 1 della legge 24 dicembre 1993, n. 560 in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Nuovo testo C. 2559.