Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto di mercoledý 13 febbraio 2008


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Mercoledì 13 febbraio 2008. - Presidenza del vicepresidente Giorgio MERLO. - Interviene l'avvocato Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

La seduta comincia alle 15.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il deputato Giorgio MERLO, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità della seduta sarà assicurata anche per mezzo della trasmissione con il sistema audiovisivo a circuito chiuso.
Avverte altresì che della seduta, che concerne un'audizione, sarà redatto e pubblicato il resoconto stenografico.

Audizione del Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti ed informazione, nonché Tribune elettorali, per le elezioni politiche del 2008.
(Svolgimento dell'audizione e conclusione).

Il deputato Giorgio MERLO, presidente, dà il benvenuto al Presidente Corrado Calabrò, e agli altri componenti dell'Autorità. Dichiara quindi aperta l'audizione in titolo.

Interviene sull'ordine dei lavori il deputato Egidio Enrico PEDRINI (IdV), al quale replica il deputato Giorgio MERLO, presidente.

Il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado CALABRÒ, svolge una relazione.


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Intervengono, ponendo quesiti e svolgendo considerazioni, il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP), il deputato Giorgio LAINATI (FI), il deputato Egidio Enrico PEDRINI (IdV), il deputato Fabrizio MORRI (PD-U), la senatrice Franca RAME (Misto), il deputato Gennaro MIGLIORE (RC-SE), il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), il deputato Antonio SATTA (Pop-Udeur), il senatore Claudio MICHELONI (PD-Ulivo).

Il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado CALABRÒ, replica con singoli interventi a ciascuno degli intervenuti.

Il deputato Giorgio MERLO, presidente, dichiara quindi conclusa l'audizione in titolo.

La seduta termina alle 16.55.

N.B.: Il resoconto stenografico dell'audizione è pubblicato in un fascicolo a parte.

Mercoledì 13 febbraio 2008. - Presidenza del vicepresidente Giorgio MERLO.

La seduta comincia alle 17.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il deputato Giorgio MERLO, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità della seduta sarà assicurata anche per mezzo della trasmissione con il sistema audiovisivo a circuito chiuso.

Esame di un provvedimento in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti ed informazione dell'emittenza pubblica, nonché Tribune elettorali, per le elezioni politiche del 2008 (relatore Beltrandi).
(Esame e rinvio).

Il deputato Giorgio MERLO, presidente, ricorda che la Commissione è convocata per l'esame della proposta di deliberazione che disciplinerà la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche, ai sensi della legge 22 febbraio 2000, n. 28 nonché dell'articolo 1, comma 1, della legge n. 515 del 1993, e, relativamente alle Tribune, dell'articolo 4 della legge n. 103 del 1975. Il relatore, onorevole Marco Beltrandi, ha predisposto al riguardo uno schema di delibera (vedi allegato), che tiene conto della consultazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, appena conclusasi. Come unanimemente convenuto nell'ultima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, l'esame della proposta di delibera avrà inizio oggi, con l'illustrazione da parte del relatore e la discussione sulle linee generali, e proseguirà nella seduta già convocata per domani, giovedì 14 febbraio, alle 15. Al testo potranno essere apportate proposte di modifica, le quali dovranno pervenire alla segreteria della Commissione entro le ore 12 di domani.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, fa anzitutto presente che, come opportunamente convenuto nella sede dell'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, l'attuale provvedimento disciplinerà esclusivamente la prima fase della campagna elettorale, e cioè quella anteriore alla presentazione delle candidature: la fase successiva sarà oggetto di un successivo provvedimento della Commissione. Tale scelta è dovuta alla necessità di esaminare in maniera approfondita la collocazione delle forze politiche che si candideranno alle elezioni, la quale, rispetto all'assetto riferito alle consultazioni politiche del 2006, risulta certamente caratterizzata da una meno intensa connotazione bipolare.
Quanto alla individuazione dei soggetti politici legittimati ad accedere alle trasmissioni, fa presente che la legge 28 del 2000 individua all'uopo, nell'attuale fase, le forze politiche rappresentate nel Parlamento nazionale ed in quello europeo. A tale criterio si è attenuta la delibera approvata


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dalla Commissione in occasione delle elezioni politiche del 2006, ed al medesimo criterio egli intende a sua volta attenersi, ampliandolo con un riferimento alle forze politiche presentatesi con proprio simbolo, alle precedenti elezioni, in tanti ambiti territoriali da interessare almeno un quarto dei votanti.
La proposta di delibera definisce inoltre i programmi di informazione e di quelli di approfondimento informativo, anche al fine di non assimilare totalmente a questi ultimi i programmi di comunicazione politica. Si tratta di una proposta relativamente innovativa, realizzata mediante affinamenti delle definizioni precedenti. È altresì previsto un ciclo di conferenze-stampa a beneficio dei vari soggetti politici, in relazione al quale si intendono costituire le condizioni per realizzare trasmissioni agili, programmate in una buona fascia di ascolto. Anche in questo caso, si tratta di una sperimentazione mai attuata in questa fase della campagna elettorale.

Il deputato Antonio SATTA (Pop-Udeur) manifesta apprezzamento per la proposta redatta dal collega Beltrandi, la quale, a suo avviso, non richiede alcuna modifica.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) a sua volta apprezza il lavoro compiuto dal relatore, del quale sono evidenti ed espliciti i principi e gli obiettivi. Di questi colpisce, in particolare, il richiamo al buon senso nel definire situazioni differenti rispetto al passato. Si riserva tuttavia di proporre modifiche all'articolo 3, laddove esso definisce il novero dei soggetti politici ammessi alla programmazione. Il testo proposto, infatti, che evidentemente risente dell'assetto politico passato, lascia spazio ad un numero di soggetti estremamente rilevante, e condizionerebbe fortemente la fruibilità delle trasmissioni. Al riguardo, sarebbe più opportuno considerare solo i Gruppi parlamentari e le forze rappresentate nel Parlamento europeo, riservando ad altra fase l'accesso alle trasmissioni da parte di componenti numericamente meno consistenti, come non sembra precluso dal tenore testuale della legge n. 28 del 2000. La medesima logica consiglierebbe poi di adottare, per il riparto dei tempi, un criterio che contenga elementi di proporzionalità.
Manifesta infine perplessità sulla definizione dei comportamenti cui si è tenuti nei programmi di approfondimento informativo di cui all'articolo 4, comma 4, ove si adotta una formula che risulterebbe per un verso invasiva e per altro verso difficilmente applicabile.

Il senatore Willer BORDON (Misto) ricorda le occasioni nelle quali, in passato, si schierò al fianco del Partito Radicale, affinché fosse garantito il più ampio accesso possibile a forze politiche anche scarsamente rappresentate; tra queste - all'epoca - la Lega Nord. È sempre opportuno non limitare l'accesso alla programmazione dei soggetti politici, e considerare, in particolare, le componenti del Gruppo Misto: in qualche occasione esse possono rivestire (è il caso de «La Destra», pur assai lontana dal suo sentire politico) un ruolo che richiede obiettivamente la loro rappresentanza. Del resto, le piccole formazioni politiche rischiano oggi di risultare penalizzate anche sotto altri profili: alcune notizie di stampa lascerebbero intendere l'imminenza di un ridimensionamento delle formalità necessarie a presentare le candidature (in particolare, la raccolta delle firme), dal quale sarebbero escluse proprio le componenti politiche minori.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) dissente dall'impostazione del collega Beltrandi, del quale, pure, ha in passato condiviso molte volte le opinioni. È infatti necessario non dilatare eccessivamente il novero dei soggetti politici che avranno accesso alla programmazione, specie in questa fase della campagna elettorale. Altre scelte della proposta di delibera lasciano poi perplessi: le conferenze-stampa previste dall'articolo 7 rischiano di divenire una sorta di «rullo», sul quale si avvicenderà velocemente una miriade di


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soggetti politici, tanto più numerosi quanto più saranno larghi i criteri di ammissione. Ciò potrebbe accentuare la disaffezione dell'elettorato ai temi della politica, già colta in più sedi, ed oggi sottolineata in particolare dalla senatrice Rame, nel corso dell'audizione appena svoltasi. Non è il caso di riempire la programmazione con una congerie di sigle politiche in gran parte destinate a sparire subito di scena.

Il senatore Claudio MICHELONI (PD-U) conviene con le considerazioni espresse, in particolare, dai colleghi Morri e Lainati: la proposta del relatore non potrebbe essere attuata se non, inevitabilmente, programmando ogni sera oltre un'ora di trasmissione con un numero elevatissimo di sigle politiche. Ciò equivarrebbe ad una sorta di suicidio mediatico, a fronte della temperie che sembra pervadere il Paese e l'elettorato, anche all'estero.
È poi opportuno modificare, in particolare, l'articolo 8, che disciplina le trasmissioni per la circoscrizione «estero». È necessario sopprimere il comma 5, ed è comunque indispensabile un'attuazione seria e concreta delle restanti disposizioni, che tenga conto delle realtà peculiari degli italiani all'estero (ad esempio, della necessità che i programmi siano trasmessi in orari consoni alle esigenze delle varie parti del mondo), e che si eviti di incorrere negli inconvenienti verificatisi in occasione della precedente campagna elettorale, quando furono fornite indicazioni erronee sulle modalità di voto e di presentazione delle liste.

Il deputato Giorgio MERLO, presidente, dichiara quindi conclusa la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame della proposta in titolo alla seduta già convocata per domani, giovedì 14 febbraio, alle 15.

La seduta termina alle 17.55.