Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto di mercoledý 20 febbraio 2008


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Mercoledì 20 febbraio 2008. - Presidenza del presidente Mario LANDOLFI. - Intervengono il Direttore di RAI Parlamento, dottoressa Giuliana Del Bufalo, e il Vicedirettore, dottor Gianni Scipione Rossi.

La seduta comincia alle 14.10.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità della seduta sarà assicurata anche per mezzo della trasmissione con il sistema audiovisivo a circuito chiuso.

Seguito dell'esame di un provvedimento in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti ed informazione dell'emittenza pubblica, nonché Tribune elettorali, per le elezioni politiche del 2008 (relatore Beltrandi).
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, iniziato nella seduta del 13 febbraio e proseguito in quelle del 14 e 19 febbraio 2008.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ha presentato una riformulazione della sua precedente proposta, interamente sostitutiva di quest'ultima. La Commissione ha altresì convenuto che in riferimento alla riformulazione potessero essere apportate nuove proposte di modifica: nel termine stabilito sono pervenute 42 nuove proposte di modifica (vedi allegato 1). Le precedenti proposte di modifica, che erano state presentate in riferimento al vecchio testo, risultano tutte non procedibili, perché già votate dalla Commissione, ovvero perché recepite nella riformulazione e pertanto in essa assorbite, ovvero perché da essa precluse, ovvero perché comunque coincidenti con le proposte pervenute oggi. Queste ultime, per chiarezza, sono state numerate proseguendo la numerazione riferita alle vecchie proposte, anziché iniziare


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una numerazione nuova. Invita quindi il relatore ad esprimersi sulle nuove proposte di modifica.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD), intervenendo sull'ordine dei lavori, nota che sembra profilarsi in Commissione un accordo tra le forze politiche maggiormente rappresentate in Parlamento, forse propedeutico a più ampi accordi da concludere in altra sede. La circostanza è grave: la Commissione dovrebbe in primo luogo preoccuparsi di applicare una legge che garantisce parità di accesso al mezzo radiotelevisivo nei confronti di tutte le formazioni politiche, piuttosto che violare nella sostanza, ridimensionandolo, il dettato legislativo. Rileva infine l'insufficienza, nella proposta di delibera, delle disposizioni riferite alle prossime campagne elettorali amministrative.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, rileva che le varie proposte di modifica oggi presentate non sembrano presentare profili di inammissibilità in riferimento alle disposizioni di legge. Quanto alla disciplina della campagna elettorale amministrativa, essa sarà oggetto di un prossimo, autonomo provvedimento della Commissione.

Il deputato Paolo ROMANI (FI) a sua volta ricorda che in altre occasioni i provvedimenti di disciplina delle campagne elettorali amministrative furono assunti con atti autonomi, e ribadisce la necessità di applicare il criterio di proporzionalità nel riparto dei tempi tra le forze politiche, almeno nel periodo antecedente la presentazione delle candidature.

Dopo che il senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE) ha rilevato che la disciplina delle campagne elettorali amministrative richiederà regole diverse, il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) fa presente che quello che può apparire un intento dei Gruppi maggiori di escludere le forze politiche più piccole in realtà non è tale, ma costituisce semplicemente un tentativo di risolvere i problemi connessi alla presenza di molti soggetti aventi titolo.

Dopo un ulteriore intervento del deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), il deputato Marco BELTRANDI, relatore, esprime parere contrario sulle proposte nn. 2.3, 2.4, 2.6, 2.7, 2.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.13, 3.15, 3.16, 3.17, 4.6, 4.7, 4.8, 4.9, 4.11, 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 5.1, 6.1, 7.3, 7.4, 7.8. Esprime parere favorevole sulle proposte di modifica nn. 5.2, 7.5, 7.6, 7.7, 7.9, 7.10, 7.11, 7.12, 8.6, 8.7, 8.8. Quanto alla proposta di modifica n. 2.5, ne propone la votazione per parti separate, esprimendo parere contrario sulla lettera a) del testo, e parere favorevole sulla lettera b). Si rimette alla Commissione per quanto riguarda la proposta n. 3.12. Invita il presentatore della proposta n. 3.14 a ritirarla, preannunciando, diversamente, parere contrario; si riserva infine di suggerire una riformulazione della proposta n. 4.10.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ricorda che, in simili occasioni, la Commissione ha sempre avuto la capacità di approvare i propri provvedimenti a grandissima maggioranza, quando non all'unanimità. Ciò sarebbe necessario anche oggi, in presenza di una campagna elettorale sostanzialmente già iniziata, nella quale la RAI sembra priva di regole di comportamento, e consente, in più trasmissioni, la partecipazione dei candidati a premier ancor prima che le relative candidature siano formalizzate.

Il senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE) a sua volta stigmatizza l'atteggiamento della RAI, che risulta alla sua parte politica assai più evidente che in passato. Si assiste ad un tentativo di trasformare di fatto l'attuale assetto politico in un sistema forzatamente bipolare, col predominio dei due partiti maggiori: ciò costituisce uno scempio di democrazia, perpetrato in una condizione di assenza di regole. Ritiene peraltro opportuna la decisione di disciplinare


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in due distinti provvedimenti le due fasi della campagna elettorale.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) illustra la propria proposta di modifica 2.3, che ha il solo scopo di ulteriormente precisare l'estensione normativa del provvedimento.

Il senatore Gianfranco ROTONDI (DCA-PRI-MPA) nel dichiararsi favorevole alla proposta n. 2.3, si associa alla denuncia dell'arbitrio cui si assiste nella programmazione radiotelevisiva, che sembra già orientata su candidature non ancora formalizzate.

Dopo che il senatore Alessio BUTTI (AN) si è a sua volta dichiarato favorevole alla proposta di modifica n. 2.3, il deputato Marco BELTRANDI, relatore, ribadisce il parere contrario già espresso, motivato dal contrasto formale della modifica proposta rispetto alle restanti disposizioni. Si associa, peraltro, alla denuncia di criticità ed abusi formulata da più colleghi.

La Commissione approva la proposta n. 2.3.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) illustra la propria proposta n. 2.4.

Dopo che il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ha invitato il presentatore della proposta n. 2.4 a ritirarla, il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) la ritira.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) illustra la propria proposta n. 2.5, e la riformula nel senso di ritirarne la prima parte, corrispondente alla lettera a).

Il deputato Egidio Enrico PEDRINI (IdV) si dichiara contrario alla proposta, pur riformulata. Essa non risolve il problema (per il quale egli ha a sua volta suggerito ulteriori modifiche), consistente nell'arbitrio con il quale la RAI provvede a ricondurre alla responsabilità dei Direttori di testata alcune trasmissioni che abitualmente ricadono nella responsabilità dei Direttori di rete.

La Commissione approva quindi la proposta n. 2.5, come riformulata dal presentatore.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, in riferimento alla proposta n. 2.6, sulla quale ha già espresso parere contrario, si domanda se essa non possa essere considerata inoltre inammissibile, per contrasto con le disposizioni di cui all'articolo 2 della legge n. 28/2000.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) non condivide la valutazione di inammissibilità ipotizzata dal relatore: l'indicazione della legge non preclude che la Commissione, in sede meramente applicativa, suggerisca specifiche interpretazioni.

Dopo che il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ha ritenuto invece fondata la valutazione di inammissibilità, ribadendo la necessità che, conformemente alle previsioni di legge, la Commissione tuteli gli interessi di tutte le forze politiche, il senatore Paolo BRUTTI (SDSE) auspica che la proposta n. 2.6 sia ritirata.

Dopo che il deputato Giorgio LAINATI (FI) ha rapprentato i problemi di coordinamento formale cui potrebbe dar luogo la proposta n. 2.6, ove approvata, e dopo che il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ha suggerito di accantonarla, il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) ritira la proposta n. 2.6.

Il deputato Egidio Enrico PEDRINI (IdV) illustra la propria proposta n. 2.7, la quale intende ridimensionare il problema, già citato, della «riconduzione» alle testate di talune trasmissioni, con il mezzo di individuare specifiche materie per le quali la disciplina vincolistica sia applicata con minor rigore. Diversamente, si perverrebbe alla conclusione assurda per la quale un sindaco non potrebbe fare, in


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televisione, un appello per ragioni di pubblica necessità.

Dopo che il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ha fatto presente che la soluzione suggerita dal deputato Pedrini risulta eccessivamente limitata, e dopo che il deputato Marco BELTRANDI, relatore, ha ricordato che il divieto di presenza in video dei candidati è stabilito, in determinate circostanze, da una norma di legge, la Commissione respinge la proposta di modifica n. 2.7.

Il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U) illustra la propria proposta n. 2.8, la quale risponde allo scopo di non limitare eccessivamente gli argomenti che possono essere trattati nella programmazione radiotelevisiva per la difficoltà di definire normativamente la nozione di politica; come potrebbe avvenire, ad esempio, per trasmissioni di interesse storico o relative ai diritti umani.

Dopo che il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ha rilevato che nelle trasmissioni esemplificativamente citate dal deputato De Biasi non si parla, abitualmente, di politica, il deputato Marco BELTRANDI, relatore, ribadisce il proprio parere contrario, motivato dalle medesime difficoltà definitorie della nozione di politica cui ha fatto riferimento la presentatrice. La formula da lui adoprata nel testo che si vorrebbe modificare, del resto, è abitualmente adottata in tutti i provvedimenti del genere, e non ha mai dato luogo a difficoltà applicative.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) a sua volta ricorda che la formulazione che si vorrebbe modificare era contenuta, in particolare, nella delibera che disciplinò la campagna elettorale del 2006, ed invita la presentatrice della proposta n. 2.8 a ritirarla.

Dopo che il deputato Giorgio MERLO (PD-U) si è dichiarato favorevole alla proposta n. 2.8, la Commissione la approva.

Dopo che il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) ha illustrato la propria proposta n. 3.9, e dopo ulteriori interventi del deputato Fabrizio MORRI (PD-U) e del deputato Marco BELTRANDI, relatore, la Commissione la respinge, respingendo successivamente anche la proposta n. 3.10.

Dopo che il deputato Marco BELTRANDI, relatore, ha ribadito il proprio parere contrario alla proposta n. 3.11, ricordando che la legge prevederebbe la rappresentanza di tutte le forze presenti in Parlamento, senza alcun limite minimo di consistenza, la Commissione respinge la proposta n. 3.11.

Dopo che il deputato Egidio Enrico PEDRINI (IdV) ha illustrato la propria proposta n. 3.12, la Commissione la respinge.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) illustra la propria proposta n. 3.13, che applica, nel riparto dei tempi tra le forze politiche, il criterio di proporzionalità. Essa è la conseguenza logica, e per certi versi normativa, dell'evoluzione dell'assetto delle forze politiche e del sistema di rappresentanza politico.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) fa presente che il criterio sotteso a tale proposta non può considerarsi errato, e ricorda che un precedente pressoché identico si riscontra nel provvedimento che disciplinò la campagna per le elezioni politiche del 2001. Peraltro, per agevolare il conseguimento di un accordo ed il dialogo in Commissione, invita il presentatore a ritirarla.

Il deputato Paolo ROMANI (FI) ricorda che, nel periodo anteriore alla presentazione delle candidature, la ripartizione dei tempi è sempre stata attuata con criteri di proporzionalità, e tale scelta assume anche una valenza correttiva degli eccessi cui è pervenuta la legge n. 28 del 2000. Per tale ragione, non ritiene appropriato l'invito al ritiro della proposta stessa.


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Il deputato Antonio SATTA (Pop-Udeur) a sua volta invita al ritiro della proposta n. 3.13, ma per ragioni differenti da quelle che ha ascoltato: in realtà, «ubi voluit lex dixit», e nel testo della legge n. 28 nessuna disposizione lascia spazio al criterio della proporzionalità.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) comprende che il Gruppo di Forza Italia si adopri per tutelare i propri interessi politici, ma l'introduzione del criterio di proporzionalità è un atto insensato, perché conduce alla scomparsa delle formazioni politiche minori e, costituendo la negazione del diritto di parola, costituisce un vero scandalo.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) ritiene appropriato il riferimento al precedente della deliberazione relativa alla campagna elettorale del 2006, condotta nella vigenza della medesima legge elettorale applicata oggi. È peraltro fondamentale difendere il valore del pluralismo: sollecita i colleghi, pertanto, a pervenire ad una formulazione che contemperi il criterio proporzionale della proposta di modifica in esame con quelli suggeriti dalle proposte successive.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, rileva che, se è per un verso corretto differenziare la fase anteriore alla presentazione delle candidature rispetto a quella posteriore, si deve pure tener conto che l'articolo 2 della legge n. 28/2000 prescrive indubitabilmente la parità di condizioni. A tale disposizione si era attenuta, in particolare, la deliberazione che disciplinò la campagna per le elezioni europee del 2004, la quale, implicitamente ma chiaramente, ha valutato come erronea la scelta proporzionalistica della citata delibera del 2001.

La Commissione respinge, dopo controprova, la proposta n. 3.13.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) si domanda quali conseguenze anche procedurali debba avere la reiezione della proposta n. 3.13, che ha indiscutibilmente rigettato il criterio di proporzionalità. A suo avviso, sarebbe opportuno accantonare le quattro successive proposte di modifica, che sono riferite al medesimo argomento, eventualmente incaricando un gruppo di lavoro di redigere una formulazione mediana.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) rileva che la reiezione della proposta n. 3.13 ha solo rifiutato il principio di un riferimento pieno ed intero al criterio della proporzionalità, e non ne preclude l'utilizzazione parziale.

Il senatore Paolo BRUTTI (SDSE), illustrando la propria proposta di modifica n. 3.14, ne propone la riformulazione.

Dopo che il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) si è associato alla proposta di accantonare le proposte di modifica nn. 3.14, 3.15, 3.16 e 3.17, e dopo che il deputato Giorgio LAINATI (FI) si è dichiarato in proposito contrario, il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ricorda che la Commissione ha sempre cercato intese pressoché unanimi, e rileva che la riformulazione suggerita dal collega Brutti rende ancora più opportuna la costituzione di un gruppo di lavoro.

Dopo che il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) ha fatto presente che le proposte successive presentano caratteristiche sulle quali si può pervenire ad una mediazione, il deputato Antonio SATTA (Pop-Udeur) si dichiara favorevole al loro accantonamento, e il deputato Egidio Enrico PEDRINI (IdV) si associa a tale valutazione.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, pone in votazione la proposta di accantonare le proposte di modifica nn. 3.14, 3.15, 3.16 e 3.17, la quale risulta respinta.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) insiste sull'opportunità di riformulare comunque le quattro proposte di modifica, ritenendo ingiusto che il criterio


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proporzionale debba prevalere sul criterio paritario di ripartizione dei tempi.

Il senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE), dopo aver a sua volta auspicato che la Commissione possa pervenire ad una decisione unanime, manifesta favore per la riformulazione proposta dal collega Brutti, che risulta equilibrata nel contemperare il criterio paritario con quello proporzionale.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, si dichiara favorevole alla riformulazione proposta dal senatore Brutti, malgrado che essa si collochi al limite del contrasto con le disposizioni della legge n. 28 del 2000. Ugualmente, la soluzione proposta può costituire una mediazione finalizzata a pervenire all'approvazione della delibera in esame, la quale costituisce un atto dovuto che la Commissione avrebbe già dovuto approvare.

Dopo che il deputato Paolo ROMANI (FI) ha suggerito di utilizzare i criteri della riformulazione del senatore Brutti nel più semplice schema normativo della proposta n. 3.15, il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) valuta positivamente la ricerca di un accordo, e il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), nell'associarsi all'auspicio in tal modo formulato, ammonisce che la mediazione non deve essere considerata una sorta di regalia da parte dei Gruppi maggiori.

Dopo che il senatore Paolo BRUTTI (SDSE) ha illustrato alcuni profili della sua riformulazione, e dopo ulteriori interventi del deputato Paolo ROMANI (FI) e del senatore Francesco STORACE (Misto-LD), il deputato Mario LANDOLFI, presidente, sospende la seduta, per consentire la messa a punto di un testo definitivo della riformulazione.

La seduta, sospesa alle 16.35, è ripresa alle 16.40.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, chiarisce che la riformulazione del senatore Brutti consiste nel sostituire, al comma 3 dell'articolo 3 della proposta di delibera, le parole da «i tempi sono ripartiti per l'80 per cento» sino alle parole «lettere d) ed e)» con le parole «i tempi sono ripartiti per il 50 per cento e in modo paritario tra i soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere a), b) e c), e per il 50 per cento tra i soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere a), b), c) ed e)».

Dopo ulteriori interventi del deputato Antonio SATTA (Pop-Udeur), e del deputato Giorgio LAINATI (FI), che si dichiara contrario alla riformulazione, la Commissione approva la proposta di modifica n. 3.14, nella riformulazione illustrata. Risultano precluse le successive proposte nn. 3.15, 3.16 e 3.17.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, constata l'assenza del deputato Pedrini, presentatore della proposta di modifica n. 4.6, alla quale si intende pertanto abbia rinunciato.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, ribadisce il proprio parere contrario sulle identiche proposte di modifica nn. 4.7 e 4.8, che introdurrebbero un elemento in contrasto non solo con le disposizioni di legge, ma anche con l'interpretazione che ne risulta in base alla deliberazione assunta dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il 13 febbraio scorso. Il concetto di «parità di accesso» non si esaurisce infatti in una nozione di carattere puramente matematico.

Il deputato Paolo ROMANI (FI) contesta la fondatezza del riferimento alla «parità di accesso» contenuto all'articolo 4, comma 2, del provvedimento in esame.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, rileva che il concetto di «parità di trattamento» è estremamente ampio e può comprendere, in via interpretativa, anche quello di «parità di accesso». Invita pertanto ad evitare, nel testo del provvedimento, inutili duplicazioni o ridondanze.


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Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) osserva che, a suo giudizio, i concetti di «parità di trattamento» e «parità di accesso» non sono pienamente coincidenti.

La Commissione approva quindi le identiche proposte di modifica nn. 4.7 e 4.8.

Il deputato Paolo ROMANI (FI) ritira la propria proposta di modifica 4.9.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, avverte che alla Camera stanno per avere luogo votazioni. Sospende quindi la seduta fino al termine dei lavori pomeridiani dell'Assemblea.

La seduta, sospesa alle 17, è ripresa alle 20.40.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, intervenendo sulla proposta di modifica n. 4.10, ne propone la riformulazione consistente nell'inserire, dopo la parola «equilibrata», le parole «presenza e», e nella soppressione dell'ultima parola «concorrenti».

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) è grato al relatore per l'attenzione dimostrata alla sua proposta di modifica, che però continua a ritenere preferibile alla riformulazione.

Dopo che il deputato Antonio SATTA (Pop-Udeur) ha proposto di esplicitare il riferimento a tutti i soggetti politici, il deputato Paolo ROMANI (FI) rileva che la disposizione in esame costituisce un tentativo di ricondurre l'informazione alla categoria della comunicazione politica, di fatto «sovietizzandola». È pertanto contrario anche alla riformulazione.

Dopo che il deputato Giorgio LAINATI (FI) si è chiesto se non sia opportuno sospendere nuovamente la seduta, il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ritiene più appropriato proseguirla, facendo presente che la Commissione deve pervenire all'approvazione di un testo, ancorchè non perfetto.

Dopo che il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) si è dichiarato favorevole alla riformulazione suggerita dal relatore, e dopo che il deputato Giorgio LAINATI (FI) ha preannunciato il voto contrario del suo gruppo, la Commissione approva la proposta di modifica n. 4.10, come riformulata. Risulta preclusa la proposta di modifica n. 4.11.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, intervenendo sulle identiche proposte di modifica n. 4.12 e 4.13, fa presente che il testo originario da lui predisposto consente di acquisire una maggiore quantità di dati relativi alla presenza dei soggetti politici nell'informazione. Ciò risulta di fondamentale importanza nel corso delle campagne elettorali.

Dopo che il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ha sottolineato il rischio che il testo originario risulti invasivo nei confronti dell'autonomia giornalistica, il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) conviene con tale considerazione, ma fa presente che restano non disciplinate le conseguenze di eventuali violazioni di norme o di criteri professionali da parte delle testate. Se il testo originariamente messo a punto dal relatore può risultare ridondante, esso fornisce tuttavia maggiori garanzie al riguardo.

Dopo che il deputato Paolo ROMANI (FI) ha fatto presente che nell'ambito degli stessi notiziari sussistono diverse modalità di proposizione delle notizie, e che le relative differenze sono colte anche dai dati dell'Osservatorio di Pavia, il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) insiste sulla necessità che la Commissione possa disporre di una messe completa di dati: anche nel passato l'argomento è stato oggetto dell'attenzione dell'organismo parlamentare, e le sollecitazioni nei confronti della RAI hanno condotto ad ottenere dati,


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quali quelli relativi all'informazione regionale, di sicuro interesse, benché incompleti.

Dopo un intervento del senatore Claudio MICHELONI (PD-Ulivo), il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) suggerisce la riformulazione consistente nell'aggiungere al testo della proposta di modifica le parole «ed informa altresì sui tempi garantiti a ciascuna forza politica nei notiziari della settimana precedente».

Dopo che il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) si è dichiarato favorevole alla riformulazione, il deputato Giorgio LAINATI (FI) rappresenta l'opportunità che la Commissione approvi, separatamente, il testo originario della proposta di modifica e, successivamente, il testo della riformulazione, che rispetto alla prima risulta meramente aggiuntiva.

La Commissione approva dapprima le identiche proposte di modifica nn. 4.12 e 4.13, e quindi la riformulazione aggiuntiva ad essa riferita.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, rileva che la proposta n. 4.14, soppressiva del comma 7 dell'articolo 4, eliminerebbe una disposizione che disciplina la diffusione dei sondaggi, e che conta svariati precedenti.

Il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U) ritiene debba essere adeguatamente considerata la circostanza che la multimedialità garantisce molti canali di informazione, rispetto ai quali la televisione generalista del servizio pubblico radiotelevisivo non risulta più il centro mediatico dell'informazione e della comunicazione politica. Per altro verso, rileva che i sondaggi non rappresentano soltanto una modalità di conoscenza di dati che descrivono la realtà, ma costituiscono a loro volta uno strumento di orientamento delle opinioni politiche. Nella prima fase della campagna elettorale, pertanto, essi potrebbero risultare riferiti a forze politiche che non saranno candidate alle elezioni, ovvero, viceversa, non considerare nuovi soggetti che lo saranno: è concreto quindi il rischio che i sondaggi contribuiscano alla scorretta rappresentazione di una situazione che può non esistere.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) è convinto delle ragioni enunciate dalla collega De Biasi, ma rileva che i rischi da lei paventati non sono scongiurati approvando la proposta di modifica n. 4.14.

Dopo che il deputato Giorgio LAINATI (FI) si è dichiarato favorevole, a nome del proprio gruppo, alla proposta n. 4.14, e conseguentemente alla soppressione della disciplina dei sondaggi, il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) conviene con le opinioni della collega De Biasi, ma ritiene probabilmente inopportuno che debba essere la Commissione a disciplinare tale materia.

Il senatore Paolo BRUTTI (SDSE) coglie tutte le criticità sottese alla divulgazione di sondaggi incompleti, ma reputa, per altro verso, che i sondaggi abbiano una loro indiscutibile utilità.

Dopo un ulteriore intervento del deputato Marco BELTRANDI, relatore, la Commissione approva la proposta di modifica n. 4.14. Risultano precluse le successive proposte nn. 4.15 e 4.16.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, conferma il proprio parere contrario sulla proposta di modifica n. 5.1, in ragione dell'urgenza del relativo adempimento. Ciò non sarà di pregiudizio alla RAI qualora il termine risulti non rispettato per cause non attribuibili all'azienda.

Il Vicedirettore di RAI Parlamento, Gianni Scipione ROSSI, fa presente che la RAI ha già predisposto i relativi spot, e resta tuttora in attesa del parere richiesto, sui loro contenuti, al Ministero dell'interno. Auspica quindi che l'eventuale mantenimento del ristretto termine di tre giorni per la loro programmazione sia


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inteso come una esortazione, e non esponga l'azienda a conseguenze pregiudizievoli per un ritardo ad essa non addebitabile.

La Commissione approva la proposta di modifica n. 5.1 nonché, dopo un intervento del deputato Marco BELTRANDI, relatore, la successiva proposta n. 5.2.

Il deputato Giorgio MERLO (PD-U) illustra la propria proposta n. 6.1, che introduce la possibilità di elementi di ponderazione nei sorteggi relativi all'attuazione della delibera, sottolineando l'esigenza di rispondere ad un criterio di buon senso.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) reputa invece inopportuna la proposta: eventuali criteri di ponderazione possono condurre a riferirsi a coalizioni che oggi ancora non esistono.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, ricorda che le disposizioni circa i criteri di ponderazione, quando inserite nel testo di precedenti delibere, non hanno quasi mai trovato applicazione.

Il Vicedirettore di RAI Parlamento, Gianni Scipione ROSSI, non intende entrare nel merito politico della questione, ma sottolinea l'utilità tecnica che a volte possono rivestire i criteri di ponderazione: specie in situazioni, quale è quella sottesa all'applicazione della presente delibera, nelle quali i soggetti non beneficiano tutti del medesimo tempo.

La Commissione approva quindi la proposta di modifica n. 6.1.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI), riferendosi alla propria proposta n. 7.3, interamente soppressiva dell'articolo 7, rileva che la riformulazione dell'intera delibera proposta dal relatore non ha condotto a significative variazioni, se si eccettua la riduzione dei tempi delle conferenze-stampa, ore trasformate in interviste. Peraltro, il dibattito in corso, e le ulteriori proposte di modifica presentate a questa disposizione, lo inducono a ritirare la sua proposta n. 7.3.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) ritira la propria proposta n. 7.4.

Il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U), illustrando la propria proposta di modifica n. 7.5 rileva che essa intende reintrodurre, tra i beneficiari delle interviste, anche le forze riconducibili alle minoranze linguistiche, incomprensibilmente da esse escluse.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ritiene che l'estensione proposta possa concernere anche le ulteriori forze politiche rappresentate nel Gruppo misto della Camera e del Senato, e propone che la modifica sia riformulata in tal senso.

La Commissione approva la proposta di modifica n. 7.5, come riformulata. Dopo un ulteriore intervento del deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U) approva altresì la proposta di modifica n. 7.6: risultano assorbite le successive proposte nn. 7.7, 7.9 e 7.10, nonché preclusa la proposta n. 7.8.

Il Vicedirettore di RAI Parlamento, Gianni Scipione ROSSI, chiede di conoscere se le interviste di cui all'articolo 7 debbano essere trasmesse anche per radio, e se, considerando la loro ridotta durata, l'obbligo di dichiarare i casi in cui esse siano oggetto di trasmissioni in differita non possa essere assolto con modalità diverse dalla dichiarazione in video del conduttore.
In riferimento, poi, alla proposta di modifica n. 7.11, rappresenta l'impossibilità tecnica di procedere alla traduzione simultanea di trasmissioni quali le interviste nel linguaggio dei segni. La RAI dà corso a tale traduzione simultanea in riferimento ad alcuni notiziari, ma ciò richiede che i testi siano previamente sottoposti agli specialisti, al fine di realizzare un prodotto comprensibile. La medesima operazione non sarebbe possibile


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nel corso di una intervista caratterizzata dalla celerità e da un dialogo assai articolato.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, quanto alle prime due questioni sollevate dal rappresentante della RAI, ritiene che la delibera debba essere interpretata nel senso di prevedere la trasmissione anche radiofonica delle interviste, e che, per esse, quando la trasmissione televisiva non abbia luogo in diretta, l'onere di darne adeguata informativa ai telespettatori possa essere assolto anche ricorrendo alla sottotitolazione.
(La Commissione conviene).

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, quanto all'ultima questione sollevata dal rappresentante della RAI, ritiene che sia invece possibile procedere alla traduzione simultanea nel linguaggio dei segni anche in dialoghi caratterizzati dal rapido alternarsi di più oratori, come ha potuto personalmente sperimentare in un recente convegno, cui ha preso parte. Per altro verso, prende atto che la RAI dichiara al riguardo l'impossibilità tecnica di procedere a tale operazione. Pur rammaricandosi della grave circostanza che ciò sottrae al pubblico dei disabili una parte della programmazione elettorale, provvede tuttavia a ritirare la propria proposta di modifica n. 7.11.

Dopo un intervento del deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U), la Commissione approva la proposta di modifica n. 7.12.

Il senatore Claudio MICHELONI (PD-Ulivo) illustra la propria proposta di modifica n. 8.6, facendo presente che essa, al pari delle ulteriori proposte riferite all'articolo 8, ha una valenza prevalentemente tecnica. Le disposizioni dell'articolo 8 si riferiscono quasi tutte, del resto, alla seconda fase della campagna elettorale, come richiede la peculiare situazione dei concittadini che votano all'estero.

La Commissione approva le proposte di modifica nn. 8.6, 8.7 ed 8.8.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD), intervenendo per dichiarazione di voto finale, ricorda le critiche che ha rivolto all'indirizzo di un provvedimento penalizzante nei confronti delle forze politiche minori; ugualmente, preannuncia il proprio voto favorevole ad un provvedimento del quale la Commissione ha comunque tentato di mitigare le problematicità.

Il deputato Marco BELTRANDI, relatore, preannuncia a sua volta il proprio voto favorevole sul provvedimento che sta per essere definitivamente approvato, in considerazione della natura di atto dovuto che esso riveste, e della circostanza che, pur con le modifiche che hanno alterato lo schema da lui predisposto, esso risulta comunque più garantista di quanto non sarebbe risultata una disciplina di questa fase della campagna elettorale che risultasse affidata solo alla diretta applicazione della legge n. 28 del 2000.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ringrazia i componenti la Commissione ed il relatore per l'impegno profuso, e ritiene che solo la circostanza dello scioglimento anticipato delle Camere abbia determinato un certo ritardo nell'approvazione del testo.

La Commissione approva quindi, all'unanimità dei presenti, la proposta di deliberazione in titolo, come modificata nel corso del dibattito, ed autorizza il Presidente al coordinamento formale del testo (vedi allegato 2).

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede di conoscere come si articolerà il seguito degli impegni della Commissione.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ricorda che il calendario dei lavori


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sarà messo a punto nel corso della riunione dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, convocato al termine della seduta di oggi.Dichiara quindi concluso l'esame in titolo.

La seduta termina alle 22.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è riunito dalle 22.15 alle 22.35.