Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto di giovedý 28 febbraio 2008


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Giovedì 28 febbraio 2008. - Presidenza del presidente Mario LANDOLFI. - Interviene il vicedirettore di Rai Parlamento, Gianni Scipione Rossi.

La seduta comincia alle 10.10.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità della seduta sarà assicurata anche per mezzo della trasmissione con il sistema audiovisivo a circuito chiuso.

Seguito dell'esame di un provvedimento in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti ed informazione dell'emittenza pubblica per le elezioni politiche del 2008 nella fase successiva alla presentazione delle candidature, nonché per la tornata amministrativa della primavera del 2008 e per le elezioni regionali in Sicilia, nel Friuli-Venezia Giulia e nella Valle d'Aosta (Rel. Landolfi).
(Seguito dell'esame e conclusione).

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, ricorda che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale sul provvedimento in titolo. Quanto alle proposte di modifica presentate nella seduta di ieri, esprime parere favorevole sulle proposte nn. 3.3, 5.1, 7.1, 11.1, 11.2, 11.4 e 12.1. Esprime parere contrario sulle proposte 3.1, 3.2, 9.1, 10.1, 10.3, nonché sugli articoli aggiuntivi introdotti dalle modifiche nn. 11.01, 11.02 - dei quali sottolinea inoltre alcuni profili di ammissibilità - e 11.03. Invita il presentatore della proposta di modifica n. 3.4 a riformularla, preannunciando, diversamente, parere contrario; invita altresì alla riformulazione delle proposte nn. 8.1 e 10.2. Invita i presentatori delle proposte nn. 2.2 e 9.2 a


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ritirarle preannunciando, diversamente, parere contrario. Si rimette infine alla Commissione per quanto concerne le proposte di modifica nn. 2.1, 9.2 e 11.3.
Rispondendo quindi specificamente a quesiti posti dal senatore Francesco STORACE (Misto-LD), chiarisce che l'articolo aggiuntivo 11.01 deve considerarsi inammissibile per indeterminatezza del criterio riconducibile alla consistenza dei gruppi parlamentari uscenti, poiché non è chiaro a quali fini il criterio stesso debba essere considerato. Esso appare inoltre arbitrario, ed in contrasto con le previsioni della legge n. 28 del 2000. Quanto all'articolo aggiuntivo n. 11.02, chiarisce che i profili di inammissibilità concernono il comma 3, che prevede un trattamento differenziato per i candidati premier oggettivamente riconducibili a gruppi costituiti in entrambi i rami del Parlamento, con la conseguente violazione della parità di condizioni prescritta dalla medesima legge n. 28 del 2000 nei confronti degli altri candidati. Ritiene peraltro, prima di formalizzare la valutazione di inammissibilità, di invitare i rispettivi presentatori a ritirare le relative proposte.

Dopo che la Commissione ha approvato la proposta di modifica n. 2.1, il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, constata l'assenza del deputato Pedrini, presentatore della proposta n. 2.2, nonché del deputato De Laurentiis e del senatore Buttiglione, presentatori delle proposte nn. 3.1 e 3.2, alle quali pertanto si intende abbiano rinunciato.

La Commissione approva quindi la proposta n. 3.3, e delibera di accantonare l'esame della proposta n. 3.4. Approva quindi le proposte nn. 5.1, 7.1, accantona l'esame della proposta n. 8.1 e respinge la proposta n. 9.1.

Dopo che il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U) ha chiesto di conoscere le motivazioni del parere contrario espresso dal relatore sulla sua proposta n. 9.2, il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, chiarisce che la formulazione adottata sembrerebbe intendersi nel senso di voler imporre anche ai candidati l'equilibrio di genere tra le presenze nelle liste, laddove invece la Commissione può legittimamente impegnare esclusivamente la società concessionaria del servizio radiotelevisivo pubblico.

Dopo che il senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE) ha fatto presente che la proposta interviene nel contesto di un dato ormai istituzionalizzato, specie dopo la riforma dell'articolo 51 della Costituzione, che promuove le pari opportunità tra donne e uomini, il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ritiene che la Commissione effettivamente non possa rivolgersi se non alla RAI, e il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U), ricordando che il richiamo alle pari opportunità è riportato anche nella premessa del provvedimento in esame, si dichiara disponibile a riformulare la sua proposta.

Dopo che il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) ha auspicato una riformulazione, ritenendo valide le ragioni addotte dal Presidente, ed il senatore Claudio MICHELONI (PD-Ulivo) ha convenuto con tale opinione, il senatore Alessio BUTTI (AN) rappresenta l'opportunità che nel testo della delibera della Commissione non figurino richiami espressi all'articolo 51 della Costituzione.

Il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U) non comprende il motivo di quest'ultima considerazione, ma riformula ugualmente la propria proposta, nel senso di aggiungere al comma 1 dell'articolo 9 del provvedimento, dopo le parole «rappresentanti di coalizioni diverse», le parole «raccomandando l'attenzione all'equilibrio di genere tra le presenze».

Dopo un ulteriore intervento del deputato Paolo ROMANI (FI), la Commissione approva la proposta n. 9.2, come riformulata, ed esamina la proposta n. 3.4, in precedenza accantonata.

Il deputato Gennaro MIGLIORE (RC-SE), dopo avere manifestato la più


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ampia disponibilità a riformulare la propria proposta, anche in relazione ad un refuso che caratterizza la penultima parola del testo, fa presente che essa intende garantire il principio del confronto tra i candidati premier senza giungere alla formula del «Faccia a faccia» tra ciascuno degli aventi diritto, che condurrebbe alla necessità di programmare un numero elevato di trasmissioni.

Il deputato Nicola TRANFAGLIA (Com.It) condivide l'intento cui è sottesa la proposta del collega Migliore, ma mette in guardia dal rischio che, alla data prevista per la presentazione delle candidature, si riscontri l'esistenza di un numero di candidati così elevato da rendere la proposta stessa concretamente poco attuabile.

Dopo che il deputato Paolo BONAIUTI (FI) ha ritenuto che nel dibattito odierno le forze del centro-sinistra realizzino una sconfessione del criterio della par condicio cui la sinistra stessa si aggrappava sino a poco tempo fa, col pretesto di difendere proprio le forze politiche più piccole, il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) manifesta consenso con la proposta di modifica in esame, che salvaguarda il criterio della parità effettiva di trattamento e risulta assai somigliante all'articolo aggiuntivo n. 11.03, che egli stesso ha proposto di introdurre.

Il deputato Gloria BUFFO (SDpSE) ritiene che il dibattito odierno debba essere orientato alla duplice esigenza di salvaguardare il principio del confronto tra i candidati premier, e di evitare una differenziazione tra forze politiche titolate ed altre ritenute meno titolate, quasi si trattasse di patrizi e di plebei. In relazione a tali fini la proposta di modifica in esame è sicuramente utile ed interessante, malgrado il rischio insito nell'incertezza sul numero dei futuri candidati.

Il deputato Gennaro MIGLIORE (RC-SE), apprezzando gli argomenti a favore della proposta testé espressi dai colleghi, rileva che il quasi identico articolo aggiuntivo predisposto dal collega Beltrandi appare dotato di maggiore flessibilità. Per tale ragione riformula la proposta n. 3.4, nel senso di uniformarla al tenore testuale dell'articolo aggiuntivo proposto dal collega Beltrandi, e chiede che l'insieme costituito dalle due proposte, così rese identiche, sia esaminato con priorità rispetto alle altre proposte di modifica.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, dispone quindi, consentendovi la Commissione, il passaggio all'esame delle identiche proposte di modifica nn. 3.4 e 11.03, consistenti nell'introduzione dell'articolo aggiuntivo 11-bis, ed il conseguente accantonamento delle altre proposte di modifica che precedono queste ultime.

Dopo che il senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE) ha sottolineato le contraddittorietà dell'intervento svolto dal deputato Bonaiuti, il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) auspica un'ampia convergenza sulla proposta n. 11.03. L'accorpamento della proposta a quella n. 3.4, e la loro collocazione, nel testo della delibera, a ridosso dell'articolo 11, può agevolare l'interpretazione secondo la quale i confronti tra candidati premier possono essere estesi anche alle consultazioni amministrative, realizzando, in particolare, confronti in rete locale tra i candidati alla carica di Presidente delle Regioni interessate al voto e tra i candidati alla carica di sindaco delle principali città.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) conviene che la convergenza sul testo dei colleghi Beltrandi e Migliore rappresenti una soluzione del nodo consistente nella volontà di prevedere, oppure non consentire, confronti tra i candidati premier.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) ricorda gli sforzi già prodigati nella seduta di ieri per agevolare una soluzione condivisa delle questioni controverse, ed in questa logica non comprende quali effettive ragioni inducano il relatore a censurare


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di inammissibilità la sua proposta n. 11.01. In realtà, la legge n. 28 del 2000 non preclude incontrovertibilmente l'utilizzo del criterio da lui proposto, ed in assenza di un divieto espresso la sua proposta dovrebbe essere valutata nel merito. Essa risponde all'intento di conferire alle relative trasmissioni maggiore agilità e idoneità comunicativa: se tale scopo non può essere perseguito, varrebbe allora la pena di realizzare incontri a due, con la formula del «Faccia a Faccia», tra ciascun candidato, senza arrovellarsi su altre soluzioni intermedie.

Il deputato Giuseppe GIULIETTI (PD-U) ribadisce che la legge n. 28 del 2000 ha rappresentato una soluzione, auspicabilmente temporanea, al problema costituito dal conflitto di interessi in capo al proprietario della più importante emittente privata, che permane irrisolto. Il vero problema, la vera anomalia del sistema radiotelevisivo nazionale è costituita da questo. Nel dichiararsi favorevole alla ricerca di qualsiasi mediazione, preannuncia però che non esprimerà voto favorevole se non su un provvedimento che preveda incontri «Faccia a faccia».

Il senatore Willer BORDON (Misto-UD-Consum) non può fare a meno di rilevare che le disposizioni della legge della par condicio sono sottoposte ad una interpretazione alquanto elastica. La parità di condizioni tra i competitori elettorali esclude di per sé, logicamente, qualunque riferimento ai parametri della rappresentanza ad essi relativa nelle Assemblee da rinnovare: al riguardo, ricorda l'atteggiamento preclusivo in passato nutrito da molte forze politiche nei confronti di formazioni politiche - ad esempio, la Lega Nord - che, facenti dapprima capo ad un solo parlamentare, hanno poi acquisito una significativa rilevanza nel panorama politico nazionale. Pertanto, considerazioni di opportunità politica, ed insieme di legittimità, lo inducono a condividere la valutazione di inammissibilità di alcune proposte di modifica formulata dal Presidente, e la validità della soluzione proposta dai colleghi Beltrandi e Migliore.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, condivide le considerazioni del senatore Bordon, e si riconosce in esse, ribadendo le ragioni che lo inducono a rilevare l'inammissibilità delle proposte nn. 11.01 e - parzialmente - 11.02. Aggiunge che il richiamo a possibili criteri di ponderazione, che avrebbe una sua logica se riferito alle Tribune riservate alle liste, appare del tutto incongruo se riferito ai candidati premier.

Il deputato Renzo LUSETTI (PD-U) è sorpreso dalla strenua difesa della legge della par condicio posta in essere, in particolare, dal gruppo di Forza Italia, che l'aveva in passato fortemente contrastata. È altresì perplesso sulla valutazione di inammissibilità testé effettuata dal Presidente, e, nel merito delle scelte cui si ispira la delibera, ritiene impropria una campagna elettorale che risulti priva di confronti diretti tra i candidati. Auspica peraltro una sospensione della seduta, allo scopo di mettere a punto un'eventuale riformulazione dell'articolo aggiuntivo n. 11.01.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) a sua volta fa presente che non esprimerebbe voto favorevole su un provvedimento che fosse privo di trasmissioni di confronto tra candidati, ed invita la Commissione a considerare la validità, anche di mediazione, del testo da lui proposto, cui ha aderito anche il collega Migliore. Di tale soluzione riconosce gli elementi imperfetti, ma sottolinea la validità insita nel salvaguardare il principio della parità di trattamento tra i candidati. A quest'ultimo proposito, condivide la valutazione di inammissibilità delle altre proposte e si riconosce nella conseguente lettura - che definisce integerrima - data dal Presidente alla legge n. 28 del 2000.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) a sua volta fa presente di non essere disposto al voto favorevole su un provvedimento che non preveda, se non dei veri e propri «Faccia a faccia» tra i candidati, almeno alcuni elementi di confronto:


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e ritiene che debba con chiarezza emergere l'identità delle forze politiche che temono tale confronto. Non ritiene, infatti, che tali forze possano risultare prevalenti nella Commissione, la quale si adopra invece, nella sua grande maggioranza, per pervenire ad una soluzione condivisa del problema. Anche in tale prospettiva, non condivide la valutazione di inammissibilità che il Presidente ha inteso dare alla sua proposta n. 11.02.

Il deputato Nicola TRANFAGLIA (Com.It) ritiene si debba prendere atto che l'assetto politico del Paese non risulta più essere bipolare, e che i provvedimenti della Commissione debbano tenere conto di tale realtà. È altresì necessario mettere a punto una delibera che garantisca anche l'efficacia mediatica delle trasmissioni in essa previste, ed assieme le esigenze del confronto tra i candidati: ritiene opportuna una sospensione della seduta, finalizzata alla messa a punto di un nuovo testo.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ritiene a sua volta impossibile lo svolgimento di una campagna elettorale priva di elementi di confronto, anche in riferimento alle consultazioni amministrative.

Il deputato Giorgio MERLO (PD-U), a sua volta apprezzando la consistenza del problema che determina un impasse in Commissione, auspica una soluzione condivisa e dignitosa, e ritiene opportuna la sospensione della seduta, al fine di promuoverla.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, sulla richiesta di sospensione avanzata da più commissari, darà la parola ad un oratore che intenda pronunciarsi a favore e ad uno che intenda pronunciarsi contro.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP), parlando a favore, ritiene che valga la pena di realizzare un ulteriore tentativo finalizzato ad una soluzione condivisa.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI), parlando contro, non ritiene possibile pervenire ad una soluzione, in un assetto politico che preannuncia un numero di candidati premier superiore ai dieci.

La Commissione respinge la proposta di sospendere la seduta.

Il deputato Emilia Grazia DE BIASI (PD-U) ritiene che la Commissione abbia perso l'occasione per giungere ad una soluzione condivisa; peraltro, anche la proposta dei colleghi Beltrandi e Migliore non appare del tutto idonea, dal momento che non prevede alcun tipo di confronto a due, e per tale ragione non la voterà.

Il deputato Gennaro MIGLIORE (RC-SE) invita ad essere realisti, ed auspica un'intesa su un testo che, pur perfettibile, garantisce lo svolgimento di un confronto, quale è quello del collega Beltrandi, cui egli ha aderito.

Il senatore Paolo BRUTTI (SDSE) si associa alle considerazioni del collega Migliore. Anche il testo Beltrandi, attuato mediante il sorteggio dei candidati che parteciperanno a ciascuna trasmissione, garantisce una probabilità aritmetica di realizzare un confronto tra i candidati premier delle due forze politiche più rilevanti pari a circa una possibilità su tre.

Il deputato Renzo LUSETTI (PD-U) è contrario all'articolo aggiuntivo n. 11.03, e si rammarica che la Commissione non abbia proseguito i propri lavori in una sede informale.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) si associa al rammarico del collega Lusetti e constata che il dibattito all'interno dell'organo parlamentare somiglia oggi a una sorta di comizio elettorale, anche per volontà delle forze riconducibili alla «Sinistra Arcobaleno».


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Dopo che il deputato Gloria BUFFO (SDpSE) ha preannunciato il proprio voto favorevole alla proposta n. 11.03, il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) ribadisce il suo dissenso rispetto alla valutazione di inammissibilità parziale data dal Presidente alla sua proposta n. 11.02, e chiede di conoscere se l'ordinamento parlamentare preveda forme di ricorso ad una autorità superiore, quale i Presidenti delle Camere, per definire la questione in punto di diritto.

Dopo un ulteriore intervento del senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE), il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) propone di votare l'articolo aggiuntivo n. 11.03 per parti separate, deliberando separatamente sul primo comma, e quindi sui successivi tre.

Dopo che il senatore Giovanni RUSSO SPENA (RC-SE) ed il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP), presentatore dell'articolo aggiuntivo n. 11.03, hanno convenuto con la proposta di porlo in votazione per parti separate, e dopo che il deputato Giuseppe GIULIETTI (PD-U) ha preannunciato la propria astensione, la Commissione approva la parte coincidente con il comma 1 dell'articolo aggiuntivo.

Il deputato Gennaro MIGLIORE (RC-SE) chiede una sospensione della seduta, per valutare la situazione determinatasi a seguito della approvazione di tale testo.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, sospende quindi la seduta.

La seduta, sospesa alle 11.55, è ripresa alle 12.20.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede se i contatti tra i gruppi intercorsi durante la sospensione della seduta abbiano consentito di ipotizzare una soluzione condivisa, facendo presente che, peraltro, anche l'approvazione del solo comma 1 dell'articolo aggiuntivo 11.03 autorizza la RAI a disporre - utilizzando un'ampia discrezionalità, in assenza di più puntuali disposizioni - la programmazione di confronti tra i candidati premier.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, informa che i contatti tra i gruppi non hanno condotto ad alcun esito concreto, e che alla Commissione non resta pertanto che votare la seconda parte dell'articolo aggiuntivo n. 11.03, pur in presenza del rischio che la sua eventuale reiezione privi il provvedimento in esame delle opportune precisazioni in ordine alla programmazione dei confronti.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) ritiene che, se i successivi tre commi dell'articolo aggiuntivo saranno respinti, la RAI dovrà predisporre una trasmissione unica, nella quale contestualmente intervengano tutti i candidati premier. Poiché tale trasmissione risulterebbe con grande probabilità eccessivamente pletorica, invita i colleghi ad approvare anche la seconda parte dell'articolo aggiuntivo da lui predisposto.

Il deputato Giuseppe GIULIETTI (PD-U) preannuncia la propria astensione nella votazione sui restanti commi dell'articolo aggiuntivo 11.03.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) non può esimersi dal considerare che le due forze politiche di maggiore consistenza, decidendo di presentarsi alle prossime elezioni da soli, o quasi, hanno determinato con tale atteggiamento la fine del bipolarismo, perché alle forze politiche minori non è restato altro da fare se non presentarsi individualmente alle elezioni. Le stesse forze politiche maggiori, tuttavia, fanno di tutto per sottrarsi al confronto con i candidati che sono espressione di forze più piccole, e per conseguire tale abnorme risultato precludono il diritto dei cittadini ad ottenere un'informazione corretta, ed agevole da comprendere, sui rispettivi temi e programmi elettorali. Non dovrebbe essere sottovalutato, però, l'effetto negativo che può determinarsi sull'opinione


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pubblica in conseguenza di tale atteggiamento, anche in riferimento al dibattito odierno in Commissione.
Propone, al riguardo, che la seduta della Commissione sia nuovamente sospesa, per tentare di realizzare una ulteriore intesa tra i gruppi.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, darà la parola, sulla proposta di sospendere la seduta, ad un oratore favorevole ed uno contrario.

Intervengono il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP), favorevole alla nuova proposta di sospensione, ed il senatore Alessio BUTTI (AN), ad essa contrario.

La Commissione respinge la proposta di sospensione, e respinge successivamente, dopo controprova, i commi 2, 3 e 4 dell'articolo aggiuntivo n. 11.03, passando quindi all'esame della proposta di modifica 10.1, in precedenza accantonata.

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) chiede di conoscere la ragioni del parere negativo del relatore su tale proposta.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, ricorda che, in base a quanto si può presumere, alle prossime elezioni politiche si presenteranno almeno otto distinte formazioni, ciascuna relativa a un candidato premier, delle quali solo due risulterebbero dall'accorpamento di più liste. In questa situazione, la proposta emendativa in esame conferirebbe alle coalizioni un'artificiosa sovraesposizione.

Il deputato Paolo ROMANI (FI) ritiene che le ragioni espresse dal relatore siano valide nell'ipotesi in cui la proposta fosse interpretata nel senso di prevedere spazi aggiuntivi per le coalizioni in quanto tali.

La Commissione respinge quindi la proposta n. 10.1.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) riformula la propria proposta n. 10.2, nel senso di inserire, al comma 3 dell'articolo 10, dopo la parola «intervista», le parole «e viene diffusa anche sottotitolata e tradotta nella lingua dei segni». Chiarisce altresì che la nuova formulazione consentirà alla RAI di collocare i sottotitoli anche su Televideo, o di realizzare una traduzione simultanea nella lingua dei segni su internet.

La Commissione approva la proposta di modifica n. 10.2, come riformulata.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) illustra la propria proposta di modifica n. 10.3, rappresentando che la circostanza che l'attuale Presidente del Consiglio non risulti candidato, né alla carica di premier né a quella di deputato o senatore, consiglia di trasferire l'intervista a lui riservata all'inizio del relativo calendario, anziché alla fine.

Dopo che il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, ha ricordato che l'intervista al Presidente del consiglio dei ministri costituisce una antica tradizione delle Tribune, ripristinata in occasione delle elezioni politiche del 2006, il deputato Giorgio LAINATI (FI) fa presente che, in tale intervista, il Presidente del Consiglio interviene in ragione della sua attuale carica, e non in qualità di candidato. Pertanto, egli è contrario alla proposta emendativa.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) è a sua volta contrario alla proposta di modifica, ma per ragioni diverse da quelle rappresentate dal collega Lainati: in realtà, non è possibile oggi stabilire con certezza se effettivamente il Presidente del Consiglio rinunci a candidarsi.

La Commissione respinge quindi la proposta di modifica n. 10.3.

Dopo che il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, rispondendo ad un quesito del senatore Francesco STORACE


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(Misto-LD), ha illustrato la valenza tecnica della proposta di modifica n. 11.1, la Commissione la approva, approvando quindi, con separate votazioni, le successive proposte nn. 11.2 ed 11.3.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) illustra la propria proposta n. 11.4, a sua volta richiamandone il profilo tecnico, allineato ai precedenti in materia.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) ritiene preferibile il testo originario predisposto dal relatore, ma non ritiene che la scelta dell'uno o dell'altro testo rivesta importanza significativa.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) non comprende le ragioni del parere favorevole dato alla proposta dal relatore, il quale aveva predisposto un testo già sufficientemente chiaro e preciso: la proposta n. 11.4 introduce poi quel riferimento alla consistenza delle forze politiche nelle assemblee uscenti che il relatore stesso ha censurato di inammissibilità nei confronti di precedenti proposte di modifica. Invita pertanto il collega Lainati a ritirare la proposta n. 11.4.

Dopo che il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) ha a sua volta ritenuto contraddittorio il parere favorevole del relatore sulla proposta n. 11.4, a fronte della valutazione di inammissibilità resa per altre proposte, il deputato Mario LANDOLFI, presidente, chiarisce che nel caso in esame il criterio della consistenza numerica dei soggetti politici nelle assemblee parlamentari uscenti è adoprato esclusivamente per stabilire l'ordine di successione dei candidati premier nelle conferenze-stampa.

Il deputato Renzo LUSETTI (PD-U) ritiene che la proposta n. 11.4 rappresenti un tentativo surrettizio, una «furbata», di conferire maggior rilievo alla posizione del leader del Partito delle libertà, benchè sia dubbia la riconducibilità di tale forza politica ai due Gruppi di Forza Italia ed Alleanza Nazionale, tuttora distinti nell'attuale Parlamento. Invita quindi il presentatore a ritirarla, nel contempo cogliendo la singolarità dell'atteggiamento del Gruppo di Rifondazione comunista, che in occasione della votazione che sta per avere luogo si è allontanato dall'Aula.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) ritiene più appropriato stabilire per sorteggio l'ordine di successione dei candidati nelle conferenze-stampa, come prevede il testo originario del relatore. Si augura peraltro che la scelta tra l'uno e l'altro sistema non sia drammatizzata sino al punto di esigere una votazione qualificata sulla proposta di modifica n. 11.4.

Dopo un intervento del deputato Giuseppe GIULIETTI (PD-U), il deputato Giorgio LAINATI (FI) nega che la sua proposta di modifica costituisca una «furbata», e il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) chiede la verifica del numero legale sulla votazione che sta per avere luogo.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) ritiene debba risultare assolutamente chiaro, anche ai giornalisti che seguono la seduta con il mezzo del circuito audiovisivo, che il Partito democratico abbandona l'Aula della Commissione al solo scopo di impedire l'approvazione di una sua proposta.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, pone in votazione la proposta n. 11.4 e constata che la Commissione non è in numero legale. Ai sensi dell'articolo 47, comma 2, del Regolamento della Camera, sospende la seduta per un'ora.

La seduta, sospesa alle 13.10, è ripresa alle 14.20.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) intervenendo sull'ordine dei lavori, propone di accantonare la proposta di modifica n. 11.4.

(La Commissione conviene).


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Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, ricorda la valutazione di inammissibilità relativa alla proposta di modifica n. 11.01, e constata l'assenza del deputato De Laurentiis, e del senatore Buttiglione, presentatori della proposta n. 11.02, alla quale pertanto si intende abbiano rinunciato.

La Commissione approva la proposta di modifica n. 12.1 e riprende l'esame della proposta n. 8.1, in precedenza accantonata.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) riformula la proposta nel senso di aggiungere, al comma 3 dell'articolo 8, dopo la parola «prevedendo» le parole «anche la diffusione con la sottotitolazione e con la traduzione nella lingua dei segni».

Dopo che il vicedirettore di RAI Parlamento, Gianni Scipione ROSSI, ha ricordato che le trasmissioni cui si riferisce la proposta di modifica sono già in onda nella programmazione RAI, la Commissione approva la proposta n. 8.1, come riformulata, e torna ad esaminare la proposta n. 11.4, in precedenza accantonata.

Il deputato Paolo ROMANI (FI) rileva che il criterio del sorteggio, giustamente previsto dal relatore in riferimento alle Tribune di cui all'articolo 9, non si attaglia altrettanto efficacemente alla fattispecie delle conferenze-stampa, e che il diverso criterio del riferimento alla consistenza dei Gruppi parlamentari trova spazio anche in altre disposizioni della delibera in esame. La proposta del collega Lainati appare quindi dotata di una sua intrinseca coerenza e ragionevolezza.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) è consapevole di tutti i limiti insiti nel criterio della casualità assoluta che derivano dall'affidare al sorteggio l'ordine di successione dei candidati premier nelle conferenze-stampa, ma ribadisce che, nella attuale situazione politica, il criterio del riferimento alla identità dei Gruppi parlamentari presenterebbe problemi non meno gravi.

Dopo che il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP) ha ribadito l'importanza assai relativa della disputa sulla quale la Commissione si sofferma, il deputato Giuseppe GIULIETTI (PD-U) ritiene a sua volta il criterio del sorteggio conforme all'impostazione complessiva del provvedimento in esame.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) rileva che le trasmissioni previste dagli articoli 11 ed 11-bis impongono alla RAI di programmare un numero assai rilevante di trasmissioni, nel medesimo periodo.

Dopo un intervento della senatrice Franca RAME (Misto), il senatore Giuseppe SCALERA (Misto) a sua volta sottolinea l'affollamento mediatico degli ultimi dieci giorni della campagna elettorale, ed il rischio, conseguentemente aumentato, che in ciascuna giornata si determinino condizioni di ascolto assai differenziate.

Il deputato Giorgio MERLO (PD-U) ritiene che la considerazione appena formulata costituisca una ragione in più per scegliere il criterio del sorteggio.

Il deputato Renzo LUSETTI (PD-U) prende atto della volontà del collega Lainati di non ritirare la proposta n. 11.4, malgrado i reiterati inviti, e ritiene opportuno che il Presidente ponga in essere ogni accorgimento idoneo a far superare alla Commissione tale impasse, inclusa la sua eventuale astensione dal voto.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI) ricorda che mai, nella presente legislatura, il Presidente della Commissione ha preso parte alle votazioni, ed è quanto meno singolare che il collega Lusetti mostri di non essersene accorto.

Dopo un ulteriore intervento del deputato Renzo LUSETTI (PD-U), il senatore


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Francesco STORACE (Misto-LD) fa presente che, malgrado i toni forti, la Commissione è in procinto di pervenire ad un risultato, e si rammarica che, a differenza di quanto in genere avviene, pervenga ad esso in condizioni non di unanimità. L'unanimità di intenti ha costituito un patrimonio della Commissione, al quale oggi le forze politiche di maggiore consistenza sembrano volere rinunciare: solo pochi giorni fa, invece, le forze politiche minori accettarono soluzioni anche per loro pregiudizievoli, pur di salvaguardarlo.

Il deputato Paolo BONAIUTI (FI) ricorda che a volte le posizioni minoritarie si rivelano successivamente le più ragionevoli e giuste, come avvenne nel caso del contrasto politico che lo oppose al Ministro dell'Economia e delle finanze, in occasione della revoca di un consigliere di amministrazione della RAI, poi giudicata illegittima dal TAR.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, ricorda che in quella occasione la Commissione aveva però unanimemente convenuto di sollevare innanzi alla Corte Costituzionale, nei confronti del ministro, il conflitto di attribuzioni giudicato proprio ieri ammissibile dalla Corte. Quanto alla implicita richiesta di farsi promotore di un accordo sulla proposta di modifica in esame, egli ben volentieri la accoglierebbe, ma teme che non ne sussistano i margini concreti.

Dopo che il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) ha nuovamente invitato al ritiro della proposta n. 11.4, e che il deputato Giorgio LAINATI (FI) ha ritenuto di mantenerla, la Commissione la respinge per parità di voti.

Il deputato Marco BELTRANDI (SocRad-RnP), intervenendo per dichiarazione di voto finale, preannuncia il proprio voto favorevole su un provvedimento che è apparso rispettoso della parità di condizioni dei candidati sin dalla sua originaria formulazione, e che è stato integrato con la previsione - benchè non adeguatamente regolamentata - dei confronti tra i candidati premier.

Il senatore Francesco STORACE (Misto-LD) dichiara il proprio voto contrario al provvedimento. La carenza di regolamentazione dei confronti è un dato gravissimo, che porrà la RAI in seria difficoltà, determinerà una sovraesposizione mediatica negli ultimi 10 giorni della campagna elettorale, e realizzerà un affollamento pletorico di candidati, un vero e proprio caravanserraglio. Ciò è avvenuto per volontà perversa della maggioranza della Commissione, che ha mostrato di agire nella logica del «tanto peggio, tanto meglio».

Il deputato Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) preannuncia a sua volta il proprio voto contrario, perché il sacrosanto principio del confronto, infine recepito nel provvedimento, è rimasto privo di adeguata regolazione. La Commissione non ha avuto la capacità di considerare l'interesse generale dei cittadini ad un'adeguata divulgazione dei temi della campagna elettorale, per perseguire invece l'interesse particolare delle singole forze politiche. Si tratta di una battuta d'arresto, che smentisce il buon lavoro fatto dall'organismo parlamentare nella presente legislatura.

Il deputato Fabrizio MORRI (PD-U) preannuncia il proprio voto favorevole al provvedimento, manifestando la propria piena disponibilità a tute quelle deliberazioni applicative che potrebbero rendersi necessarie nella sede dell'Ufficio di Presidenza. Rileva altresì che il dibattito di oggi ha dimostrato l'assenza dell'ipotetico accordo, tra i due principali partiti, del quale avevano fantasticato gli organi di stampa.

Il deputato Giorgio LAINATI (FI), nel ringraziare il relatore per il lavoro svolto, preannuncia a sua volta voto il favorevole del suo Gruppo.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente, ringrazia a sua volta la Commissione per l'impegno profuso.


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La Commissione approva quindi, a maggioranza, il provvedimento in titolo, come modificato nel corso della discussione, ed autorizza il Presidente al coordinamento formale del testo.

Il deputato Giuseppe GIULIETTI (PD-U), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede che la Commissione assuma informazioni sull'acquisto, da parte della RAI, dei diritti delle trasmissioni relative alle prossime Olimpiadi, sulla connessa necessità che i relativi programmi siano trasmessi gratuitamente «in chiaro», e su quali passi la RAI abbia al riguardo compiuto presso il Comitato Olimpico Internazionale.

Il deputato Mario LANDOLFI, presidente e relatore, assicura che formulerà per iscritto una richiesta di informazioni al riguardo rivolta alla RAI. Dichiara quindi concluso l'esame del provvedimento in titolo.

La seduta termina alle 15.25.