V Commissione - Resoconto di mercoledý 24 gennaio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 24 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.

La seduta comincia alle 9.

DL 300/2006: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
C. 2114-A Governo
(Parere all'Assemblea).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione - Parere su emendamenti).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 23 gennaio 2007.

Il sottosegretario Antonangelo CASULA, con riferimento alle richieste di chiarimento avanzate dal relatore nella seduta di ieri per quanto concerne le proposte emendative, conferma i profili problematici rilevati dal relatore con riferimento agli emendamenti 1.11. 1.12, 1.317, 1.302, 2.9. Conferma anche che l'emendamento 3.303 e l'articolo aggiuntivo 3-bis.010 risultano carenti di copertura. Rileva poi che gli emendamenti 6.37, 6.319 e 6.320 non pongono profili problematici di carattere finanziario. Osserva invece che l'emendamento 5.7 non comporta oneri aggiuntivi rispetto alla formulazione contenuta nella legge finanziaria per il 2007 in quanto l'emendamento se da una parte estende il bonus rottamazione anche alle autovetture, dall'altra restringe il campo applicativo del beneficio ai soli soggetti che non procedono all'acquisto di un veicolo nuovo, Esprime la propria contrarietà


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anche sugli emendamenti 6.309 e 6.38. Conferma la contrarietà per carenza di compensazione anche sugli emendamenti 6.39, 6.307 e 6.333, sull'emendamento 6.300, sull'emendamento 6.303. Con riferimento poi alla proposte emendative per le quali sono stati richiesti chiarimenti rileva che non derivano effetti finanziari negativi dall'emendamento 1.504. Per quanto concerne l'emendamento 1.503 rileva che la proroga dei comandi del personale dell'Istituto poligrafico e zecca dello Stato per l'anno 2007 interessa sedici unità di personale per una spesa annua lorda pari a 700.000 euro. Osserva che tale onere trova copertura mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al Fondo per gli interventi strutturali di politica economica che presenta le necessarie disponibilità. Rileva poi che l'emendamento 2.500 non presenta profili problematici di carattere finanziario. Esprime poi la propria contrarietà sugli emendamenti 2.13, 3.3, 4.501, 6.16, 6.330, 6.15 e 6.331. Per quanto concerne l'emendamento 6.503 del Governo deve, sia pure con imbarazzo, esprimere la propria contrarietà in quanto tale proposta determina una deroga legislativa al divieto di mantenimento in bilancio delle somme non impegnate, in coerenza con la contrarietà espressa sul comma 8-septies dell'articolo 6. Inoltre, l'iscrizione in conto residui degli anni successivi di somme non impegnate, altrimenti destinate ad andare in economia, determina un conseguente aggravio della spesa nel corso degli anni successivi in evidente disallineamento rispetto agli obiettivi ed alla dinamica temporale fissati dalle richiamate normative originarie. Sulle restanti proposte emendative si rimette alle valutazioni della Commissione.

Lino DUILIO, presidente, chiede al rappresentante del Governo di esporre le motivazioni che hanno indotto ad esprimere un parere di nulla osta sugli emendamenti 6.37, 6.319 e 6.320.

Il sottosegretario Antonangelo CASULA rileva che la soppressione della disposizione della legge finanziaria per il 2007 prevista dagli emendamenti 6.37, 6.319 e 6.320 non comporta effetti sul saldo complessivo degli enti locali, ma si caratterizza per essere solamente uno strumento ad adiuvandum.

Salvatore RAITI (IdV) ricorda che la misura contenuta negli emendamenti sopra richiamati recepisce un ordine del giorno presentato in occasione del disegno di legge finanziaria.

Lello DI GIOIA (RosanelPugno) chiede chiarimenti sulle ragioni della contrarietà espressa dal rappresentante del Governo sul proprio emendamento 6.307.

Francesco PIRO (Ulivo), relatore, ricorda che l'Assemblea ha trasmesso il fascicolo n. 2 degli emendamenti, che contiene alcune proposte emendative non presenti nel fascicolo n. 1. Con riferimento a tali proposte emendative, rileva la necessità di approfondire l'emendamento 1.319 Boato, il quale prevede la possibilità per i direttori delle strutture complesse del Servizio di presentare domanda per rimanere in servizio fino al raggiungimento del settantesimo anno di età, qualora sussistano ragioni di carattere organizzativo, scientifico o didattico. In proposito, ricorda che la proposta emendativa è identica all'emendamento 1.309 Martella sulla quale la Commissione ha richiesto, nella seduta di ieri, chiarimenti al Governo sulle eventuali conseguenze finanziarie. Rileva tuttavia, a tale proposito, che gli emendamenti 1.309 ed 1.319 potrebbero anche comportare risparmi di spesa consentendo il mantenimento in servizio dei responsabili di strutture sanitarie ed evitando il ricorso ad assunzioni esterne per coprire i medesimi posti. Chiede l'avviso del Governo anche in ordine all'emendamento 6.601 della Commissione, il quale esclude le province autonome di Trento e di Bolzano dalla proroga delle concessioni idroelettriche disposta dall'articolo 1, comma 485, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per il 2006), conferma che le concessioni rilasciate all'Enel Spa ai sensi


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dell'articolo 1-bis, comma 15, del decreto del Presidente della Repubblica n. 235 del 1977 scadono il 31 dicembre 2010, come già previsto dalla disposizione richiamata, e che le concessioni diverse da queste scadono alla data risultante dai rispettivi provvedimenti di concessioni, come già previsto dal comma 15-bis dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 235 del 1977; in proposito chiede di acquisire l'avviso del Governo in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie dell'emendamento anche in considerazione dell'eventualità di dover procedere all'effettuazione di gare per le concessioni idroelettriche nelle province autonome di Trento e Bolzano. Ricorda poi che è stato riformulato l'emendamento 6.325 Zanetta nel senso di prevedere un finanziamento di 5.000.000 di euro, anziché di 50.000.000 di euro come originariamente previsto, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per interventi a sostegno dell'economia turistica dello sport della neve nelle zone colpite da situazioni di eccezionale siccità invernale. Al relativo onere si provvede a valere degli accantonamenti del fondo speciale di parte corrente del Ministero dell'economia, per quanto concerne l'anno 2007, e del Ministero della solidarietà sociale per gli anni 2008 e 2009, che recano la necessaria disponibilità; rileva che conseguentemente risultano superati i profili problematici evidenziati con riferimento alla precedente formulazione dell'emendamento. Ricorda infine che le restanti ulteriori proposte emendative contenute nel fascicolo n. 2 non sembrano presentare profili problematici di carattere finanziario.

Gaspare GIUDICE (FI) ricorda che la prassi della Commissione è quella di chiedere al rappresentante del Governo chiarimenti sulle conseguenze finanziarie delle proposte emendative per le quali non vengano rilevati evidenti profili problematici di carattere finanziario e che in assenza di puntuali risposte da parte del rappresentante del Governo non è possibile procedere all'espressione del parere. Rileva quindi che la posizione espressa dal rappresentante del Governo, che per numerosi emendamenti si è rimesso alla Commissione non consenta alla Commissione di concludere l'esame.

Marco CALGARO (Ulivo) esprime la propria contrarietà sugli emendamenti 1.309 ed 1.319, non solo con riferimento ai profili finanziari, ma anche per quanto concerne il merito, posto che gli stessi introducono elementi di notevole rigidità nella gestione delle strutture sanitarie.

Francesco PIRO (Ulivo), relatore, ribadisce che, a suo giudizio, gli emendamenti 1.309 ed 1.319 potrebbero consentire risparmi di spesa, in quanto evitano alle strutture sanitarie di ricorrere per incarichi apicali a nuove assunzioni esterne.

Lino DUILIO, presidente, ricorda che, in caso di cessazione degli incarichi non è inevitabile ricorrere a nuove assunzioni esterne in quanto si potrebbe procedere a promozioni interne.

Luana ZANELLA (Verdi) concorda con le osservazioni del collega Piro e ritiene che non vi siano ragioni per esprimere un parere contrario sugli emendamenti 1.309 ed 1.319.

Francesco PIRO (Ulivo), relatore, rileva il proprio imbarazzo per la posizione assunta dal rappresentante del Governo che, non esprimendosi chiaramente su tutti gli emendamenti, lascia la Commissione nell'incertezza sulla posizione da assumere con riferimento a tali proposte. Ritiene comunque che sull'emendamento 6.601 da ultimo richiamato non si possa escludere l'insorgenza di nuovi o maggiori oneri. Avanza la stessa considerazione per quanto concerne gli emendamenti 6.39, 6.307 e 6.333

Massimo GARAVAGLIA (LNP), con riferimento al comma 8-septies dell'articolo 6 e all'emendamento 6.503, ritiene inopportuno un atteggiamento eccessivamente rigido in ordine a disposizioni che consentono la conservazione in conto residui


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di risorse non impegnate, in deroga al principio di annualità del bilancio, posto che si tratta in molti casi, e sicuramente in questa circostanza, facendosi riferimento a somme stanziate per l'istituzione delle nuove province di Monza, di Fermo e di Adria-Terni-Barletta di risorse indispensabili per il completamento di iniziative già avviate e che tale rigidità induce gli enti locali a prassi discutibili come quella di effettuare a fine anno impegni fittizi nei bilanci, al fine di evitare la perenzione delle somme.

Lello DI GIOIA (Rosanelpugno) con riferimento al proprio emendamento 6.307, rileva che, al fine di superare i profili problematici di carattere finanziario si potrebbe ipotizzarne una riformulazione, ovvero la Commissione potrebbe esprimere sull'emendamento un parere favorevole subordinatamente all'accoglimento di una condizione che provveda alla sua riformulazione.

Gaspare GIUDICE (FI) ricorda che eventuali nuove proposte emendative, che eventualmente recepiscono il contenuto di proposte emendative già presentate, superandone però alcuni profili problematici, possono essere esclusivamente presentate dalla Commissione di merito. Risulta comunque ipotizzabile un parere favorevole condizionato su proposte emendative. Dichiara infine di comprendere il disagio e l'imbarazzo del relatore, che evidentemente è condiviso dalla intera Commissione.

Massimo VANNUCCI (Ulivo) ricorda che i commissari prefettizi preposti all'istituzione delle nuove province hanno ritardato nella registrazione degli impegni di spesa a causa di indicazioni contraddittorie giunte dal Ministero dell'interno. Propone pertanto, qualora vengano confermati i profili problematici di carattere finanziario evidenziati per quanto concerne il comma 8-septies dell'articolo 6, di sopprimere tale disposizione a condizione però che venga poi approvato l'emendamento 6.503 del Governo che in maniera analoga consente la conservazione in conto residui delle risorse stanziate per le province di nuova istituzione.

Andrea RICCI (RC-SE) rileva che non rientra tra i compiti della Commissione esprimere valutazioni che attengano al merito dell'istituzione delle nuove province, dovendosi invece la stessa interessare dei profili finanziari dei provvedimenti sottoposti al suo esame.

Lino DUILIO, presidente, rileva che la Commissione si trova a dover esprimere il parere pur dovendosi giudicare insufficienti gli elementi di chiarimento forniti dal Governo sulle proposte emendative in quanto l'Assemblea sta per iniziare le votazioni su questo provvedimento. Sospende quindi la seduta per cinque minuti al fine di consentire al relatore di ultimare la predisposizione della proposta di parere per quanto concerne gli emendamenti, qualora lo stesso ritenga che vi siano le condizioni per procedere.

La seduta, sospesa alle 10.15, è ripresa alle 10.20.

Francesco PIRO (Ulivo), relatore, osserva che le difficoltà che la Commissione ha incontrato nell'esame del provvedimento confermano la necessità di valutare se non sia possibile consentire alla Commissione bilancio di pronunciarsi successivamente alla dichiarazione di ammissibilità delle proposte emendative in modo da concentrare l'esame su quelle ammissibili. Resta ovviamente ferma la necessità di una accurata istruttoria delle proposte da parte del Governo. Formula quindi la seguente proposta di parere sul testo del provvedimento e sugli emendamenti:
«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo per cui:
le previsioni del comma 1 dell'articolo 1 non sono suscettibili di determinare conseguenze negative per la finanza pubblica;


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le disposizioni di cui al comma 6-bis dell'articolo 1 rivestono carattere prevalentemente procedurale e non determinano conseguenze finanziarie negative per gli istituti previdenziali;
con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 3, ai versamenti dei debiti contributivi continuerà ad applicarsi l'interesse del 2,5 per cento;
l'ampliamento delle funzioni della figura del commissario straordinario di cui all'articolo 2, comma 4, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, in quanto i compensi del commissario sono determinati in misura fissa, a prescindere dalle funzioni assegnate;
l'onere indicato al medesimo articolo è limitato all'anno 2007, per cui la relativa autorizzazione di spesa deve essere riformulata trattandosi di spese che non sono a regime;
le disposizioni di cui all'articolo 3, comma 3, sono specificamente volte ad evitare l'emersione di maggiori spese a carico del bilancio dello Stato;
non risultano disponibili le risorse indicate a copertura degli oneri di cui all'articolo 3-bis, in quanto già interamente utilizzate;
le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 1, non determinano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato in quanto restano ferme le previsioni del comma 5 dell'articolo 29, del decreto legge n. 223 del 2006;
dal rinnovo degli accordi di cui all'articolo 6, comma 2, non derivano conseguenze finanziarie negative a carico della finanza pubblica, posto che risultano già allocate a bilancio le risorse necessarie per farvi fronte;
all'attuazione dei programmi di cui all'articolo 6, comma 4, si farà fronte nei limiti delle risorse disponibili, non prefigurandosi a favore dei potenziali beneficiari l'attribuzione di diritti soggettivi;
l'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 6 è suscettibile di determinare minori economie;
rilevato che le disposizioni di cui al comma 8-septies dell'articolo 6 sembrano prefigurare una deroga al principio di annualità del bilancio, peraltro analoga a precedenti deroghe per le quali non si è provveduto a predisporre una puntuale compensazione;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni, volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
All'articolo 2, comma 4, sostituire le parole: «pari a 150.000 euro a decorrere dall'anno 2007» con le seguenti: «pari a 150.000 euro per l'anno 2007»;
Sopprimere l'articolo 3-bis;
All'articolo 6, comma 5, sopprimere l'ultimo periodo.
e con la seguente ulteriore condizione:
All'articolo 6, sopprimere il comma 8-septies.
sugli emendamenti trasmessi dall'Assemblea,
esprime

PARERE CONTRARIO

sugli emendamenti 1.300, 1.309, 1.319, 1.312, 1.11, 1.12, 1.317, 1.313, 1.314, 1.302, 2.9, 2.308, 2.300, 2.302, 2.309, 2.307, 2.17, 2.312, 2.313, 2.314, 3.304, 3.306, 3.3, 3.303, 4.301, 4.302, 5.7, 5.304, 5.300, 6.4, 6.315, 6.317, 6.44, 6.310, 6.15, 6.309, 6.503, 6.34, 6.38, 6.332, 6.39, 6.307, 6.333, 6.300, 6.303, 6.40, 6.306, 6.43, 6.323, 6.324, 6.334, e sugli articoli aggiuntivi 2.010, 2.011, 3-bis.010, 6.0501, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;


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NULLA OSTA

sui restanti emendamenti contenuti nel fascicolo n. 2.»

Lino DUILIO, presidente, non può che rilevare che la situazione verificatesi nel corso dell'esame del provvedimento investe la dignità del lavoro istituzionale che la Commissione è chiamata a svolgere. Infatti la Commissione giunge all'espressione del parere con numerose difficoltà a causa di un insufficiente lavoro istruttorio da parte del Governo. Preannuncia comunque che interverrà in Assemblea per rappresentare la situazione determinatasi.

Francesco NAPOLETANO (Com.It), intervenendo in sede di dichiarazione di voto, dichiara il proprio voto contrario sulla proposta di parere.

Dante D'ELPIDIO (POP-UDEUR), intervenendo in sede di dichiarazione di voto, dichiara di astenersi nel voto sulla proposta di parere.

Lino DUILIO, presidente, pone quindi in votazione la proposta di parere.

La Commissione approva la proposta di parere.

Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani e garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
C. 626-A/R.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Salvatore RAITI (IdV), relatore, ricorda che la Commissione ha già esaminato il provvedimento da ultimo nella seduta del 17 gennaio 2007. In quella occasione la Commissione aveva espresso un parere contrario. Il parere contrario era motivato dall'utilizzo a fini di copertura dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente del Ministero degli esteri, che risulta in contrasto con la vigente disciplina contabile, che, all'articolo 11-ter, comma 1, lettera a) della legge n. 468 del 1978, preclude l'utilizzo di tale accantonamento per finalità difformi dall'adempimento di obblighi internazionali. Con riferimento alle proposte emendative trasmesse dall'Assemblea, rileva che alcune di esse presentano evidenti profili problematici per quel che attiene la copertura ovvero la quantificazione degli oneri. Ricorda gli emendamenti 1.14 e 1.65 che sopprimono il comma 6 che reca la determinazione della dotazione finanziaria complessiva destinata alle indennità dei componenti la Commissione; l'emendamento 7.6 che sopprime il comma 3 che reca l'autorizzazione di spesa concernente gli oneri relativi ai componenti dell'ufficio della Commissione; l'emendamento 7.8, che sopprime i commi 4 e 5 dell'articolo 7 che stanziano le risorse necessarie al funzionamento degli uffici della Commissione; l'emendamento 7.9, che sopprime il comma 5 che reca l'autorizzazione di spesa concernente le spese di funzionamento dell'ufficio della Commissione; l'emendamento 11.15, che sopprime il comma 5 che reca l'autorizzazione di spesa concernente l'esercizio delle funzioni e dei poteri del Garante; l'emendamento 18.1, che sopprime le disposizioni relative alla copertura finanziaria; gli emendamenti 18.60, 18.9 e 18.3, che modificano la clausola di copertura finanziaria riducendone l'ammontare in termini non coerenti con le autorizzazioni di spesa di cui agli articoli 1,7,8 e 11 ovvero determinando un disallineamento temporale con le medesime autorizzazioni; l'emendamento 18.10, che pone gli oneri del provvedimento a carico dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente del Ministero della giustizia che non reca le necessarie disponibilità.
Chiede poi chiarimenti in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie di altre proposte emendative. Ricorda l'emendamento 1.5, che sopprime la disposizione che fissa il numero massimo dei componenti


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della Commissione; gli emendamenti 1.15, 7.7, 7.11, 11.16 che differiscono al 2008 la decorrenza degli oneri relativi agli interventi di cui agli articoli 1, 7 e 11; l'emendamento 1.13 che sopprime la disposizione in base alla quale i componenti della Commissione, all'atto dell'accettazione, sono collocati fuori ruolo ovvero in aspettativa senza assegni; l'emendamento 1.66, che sostituisce il comma 6 dell'articolo 1 disponendo che ai membri della Commissione non sia corrisposta alcuna indennità, ma esclusivamente un gettone di presenza, senza tuttavia prevederne l'entità; gli emendamenti 1.67, 1.68, 1.17, 7.66, 7.17, 7.67, 7.68, 7.70, 7.69, 7.18, 7.71, 11.60, 11.38 e 11.61, che riducono l'ammontare delle autorizzazioni di spesa di cui al comma 6 dell'articolo 1 , ai commi 3 e 5 dell'articolo 7, al comma 5 dell'articolo 11; l'emendamento 7.3, che sopprime la disposizione che fissa in una misura non superiore a cento unità la consistenza e lo status giuridico dei dipendenti assegnati all'ufficio posto alle dipendenze della Commissione; gli emendamenti 7.61 e 7.62, che prevedono che la Commissione si avvalga non solo di personale fuori ruolo proveniente dalla P.A., ma anche di personale di ruolo il cui reclutamento deve avvenire mediante concorso pubblico; l'emendamento 18.7, che dispone la soppressione della clausola di salvaguardia di cui al comma 2.

Il sottosegretario Antonangelo CASULA chiede un rinvio dell'esame al fine di predisporre i necessari elementi di risposta alle richieste di chiarimento avanzate con riferimento agli emendamenti.

Lino DUILIO, presidente, preso atto della richiesta formulata dal rappresentante del Governo, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, auspicando che il Governo provveda in tempo utile a compiere la necessaria istruttoria sulle proposte emendative, in modo da evitare il ripetersi di quanto avvenuto nella seduta odierna e in quella di ieri sul decreto-legge «proroga termini».

La seduta termina alle 10.25.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 24 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.

La seduta comincia alle 10.25

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 luglio 2006 relativo alla ricognizione in via amministrativa delle strutture trasferite del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dei trasporti.
Atto n. 63.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione - Nulla osta).

La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

Dante D'ELPIDIO (POP-UDEUR), relatore, ricorda che lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame reca modifiche al DPCM 5 luglio 2006 relativo alla ricognizione, in via amministrativa, delle strutture trasferite al Ministero delle infrastrutture ed al Ministero dei trasporti e provenienti dal preesistente Ministero delle infrastrutture e trasporti. Osserva che lo schema è corredato di relazione tecnica che non risulta vidimata dalla Ragioneria generale dello Stato. Ricorda che presupposto normativo di entrambi i decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è il decreto legge n. 181 del 2006 di riordino delle attribuzione dei Ministeri che ha disposto, fra l'altro, il cosiddetto «spacchettamento» di alcuni dicasteri, tra cui quello delle infrastrutture e dei trasporti. L'articolo 1, comma 10, del citato decreto legge prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri si procede all'immediata ricognizione in via amministrativa delle strutture da trasferire ed alla individuazione, in via provvisoria, del contingente


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minimo degli uffici strumentali e di diretta collaborazione, garantendo in ogni caso l'invarianza della spesa. A tal fine è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 luglio 2006, che ha definito la struttura e le competenze del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dei trasporti di nuova istituzione. Tale decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stato emanato prima della conversione in legge del decreto-legge n. 181 del 2006, il quale è stato integrato in sede parlamentare di ulteriori disposizioni al fine di rendere soggetto al controllo parlamentare il rispetto del vincolo di invarianza di cui al citato articolo 1, comma 10, del decreto legge n. 181 del 2006. Tra le disposizioni introdotte in sede di conversione del decreto, richiama l'articolo 1, comma 25-ter, che dispone che gli schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri attuativi del riordino dei Ministeri effettuati a norma del decreto legge n. 181 del 2006 (tra cui rientra lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame) siano corredati da relazione tecnica e sottoposti per il parere alle Commissioni bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati per i profili di carattere finanziario. Per quanto concerne le disposizioni dello schema in esame rileva che le stesse non sono suscettibili di determinare effetti finanziari, come del resto specificato anche dalla relazione tecnica allegata, in quanto esse si limitano a modificare le competenze o le strutture interne del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dei trasporti di nuova istituzione senza incrementare le risorse umane e finanziarie a questi destinate. Osserva che parimenti priva di effetti finanziari è la disposizione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), la quale dispone che per la determinazione del trattamento economico dei responsabili degli uffici di diretta collaborazione del Ministero delle infrastrutture si applicano le norme dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 243, in luogo di quelle recate dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 2001, n. 225. La mancanza di effetti è conseguente al fatto che per gli uffici di diretta collaborazione sono fissate dotazioni finanziarie, nell'ambito delle quali deve essere determinata la retribuzione complessiva del personale agli uffici stessi assegnato. Formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
esaminato lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 luglio 2006 relativo alla ricognizione in via amministrativa delle strutture trasferite del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dei trasporti (atto n. 63),
esprime

NULLA OSTA»

Il sottosegretario Antonangelo CASULA concorda con la proposta di parere.

La Commissione approva la proposta di parere.

La seduta termina alle 10.30.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI