IX Commissione - Resoconto di marted́ 17 aprile 2007


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UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Martedì 17 aprile 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 11 alle 11.20.

SEDE REFERENTE

Martedì 17 aprile 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Intervengono il viceministro per i trasporti, Cesare De Piccoli ed il sottosegretario per i trasporti, Andrea Annunziata.

La seduta comincia alle 11.20.

Disposizioni in materia di autotrasporto merci e di circolazione stradale.
C. 2840 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Michele Pompeo META, presidente e relatore, comunica che a seguito della riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, testé conclusasi, si è unanimemente convenuto di organizzare i tempi di esame del provvedimento in titolo in modo tale da consentire alla Commissione di licenziarlo entro la settimana in corso. A tale fine, si è altresì convenuto di non fissare un termine per la presentazione degli emendamenti in sede referente, nel presupposto di rinviare la discussione in ordine alle eventuali modifiche da apportare al disegno di legge alla fase di esame da parte dell'Assemblea. Comunica altresì che in Ufficio di presidenza si è altresì convenuto di predisporre una mozione sull'argomento che veda il consenso unanime di tutti i gruppi parlamentari e che possa essere anch'essa iscritta nel calendario dei lavori dell'Assemblea in concomitanza con la «Settimana mondiale della sicurezza stradale».
Passa quindi ad esaminare i contenuti del provvedimento, premettendo che il medesimo si iscrive in un più ampio gruppo di iniziative volte a ridurre l'incidentalità sulle strade italiane e il conseguente


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numero di morti e feriti ove, purtroppo, l'Italia continua a detenere un triste primato. Si tratta di un obiettivo che vede concordi tutte le forze politiche e i gruppi parlamentari come è stato recentemente dimostrato dalle numerose mozioni discusse in Commissione e in Aula, dall'unanime decisione della IX Commissione di deliberare una indagine conoscitiva sulla sicurezza stradale nonché dalla sincera preoccupazione per il tragico bollettino settimanale sul numero dei morti e feriti, come si è recentemente verificato. Sulla sicurezza stradale, già nel 2005 la Camera dei deputati aveva approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 184 che, soltanto per motivi tecnici e di tempistica non riuscì ad essere convertito in tempo utile dal Senato. Richiama quindi l'istituzione da parte delle Nazioni Unite, nell'ottobre 2005, della già menzionata «Settimana mondiale della sicurezza stradale», finalizzata al miglioramento della sicurezza stradale nei paesi ONU. Settimana che quest'anno decorre dal 23 al 29 aprile 2007 e, nell'intenzioni delle Nazioni Unite, potrà rappresentare l'occasione per portare all'attenzione dei cittadini di tutti i paesi il tema delle lesioni da incidentalità stradale. La Settimana sarà infatti focalizzata sui giovani utenti della strada e ci si attende che nel corso di essa si attuino in tutto il mondo centinaia di iniziative a livello locale, nazionale e continentale. Anche il Parlamento italiano può contribuire con l'approvazione del presente disegno di legge ed è per questo che ringrazia tutti i gruppi di opposizione e di maggioranza che nell'Ufficio di presidenza testé riunitosi hanno convenuto su un'organizzazione molto celere dei lavori in sede referente, che potrebbe consentire alla Conferenza dei presidenti di gruppo di prevedere lo svolgimento della discussione sulle linee generali già nella seduta di lunedì 23 aprile, in concomitanza con l'iniziativa ONU.
Come premesso nella relazione governativa di accompagnamento al provvedimento in esame, la principale finalità di tale iniziativa normativa consiste nell'intervenire su uno dei fattori determinanti in materia di sicurezza stradale, vale a dire le violazioni del codice della strada da parte dei conducenti dei veicoli. L'articolo 1 introduce il nuovo comma 2-bis all'articolo 117 del codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, prevedendo per i cosiddetti «neo-patentati», qualificati come i titolari di patente di guida di categoria B, rilasciata a far data dal 1o giugno 2007, il divieto di condurre, per i primi tre anni dal rilascio della patente, autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 60 kW/t. In secondo luogo, nel presupposto che le sanzioni già previste dall'articolo 142 del codice della strada non rappresentino efficaci deterrenti nei confronti della violazione dei limiti di velocità, l'articolo 2 reca una rimodulazione da 3 a 4 delle fasce di eccesso di velocità e un contestuale incremento delle relative sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie. In particolare, fermi restando gli importi delle diverse ammende attualmente previste per la mancata osservanza dei limiti di velocità, rispettivamente di non oltre i 10 km/h, tra i 10 e i 40 km/h e di oltre i 40 km/h, la modifica del comma 9 dell'articolo 142 che viene proposta si traduce nell'incremento - fino ad un massimo di sei mesi - della durata della sospensione della patente conseguente al superamento dei limiti di velocità tra 40 e 60 km/h. Allo stesso modo, il nuovo comma 9-bis, nell'introdurre, quale nuova fattispecie di eccesso di velocità, il superamento dei limiti di oltre 60 km/h, prevede, come sanzione pecuniaria, un'ammenda di importo variabile tra 1.754 e 7.018 euro e, come sanzione accessoria, la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Nella sospensione della patente per un periodo più lungo, variabile da otto a diciotto mesi, incorre invece il conducente al quale, nell'arco di un biennio, viene contestato un ulteriore superamento dei limiti di velocità tra 40 e 60 km/h, mentre una doppia infrazione del limite di velocità di oltre 60 km/h, sempre nell'ambito dei due anni, comporta la revoca della patente, a norma della modifica apportata al comma 12 dello stesso articolo 142.


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L'articolo 3 è invece finalizzato ad aumentare la sanzione pecuniaria irrogabile a chi viola il divieto di fare uso, durante la marcia del veicolo, di apparecchi radiotelefonici o di cuffie sonore. La nuova formulazione del comma 3 dell'articolo 173 del codice della strada prevede inoltre, quale sanzione amministrativa accessoria, la sospensione della patente da uno a tre mesi o da due a sei mesi nel caso di ulteriore violazione nell'arco di un biennio. Con i commi 1 e 3 dell'articolo 4 si intendono sanzionare in misura maggiore sotto il profilo pecuniario taluni comportamenti ascrivibili ai conducenti degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone e cose e dei veicoli per trasporti professionali non muniti di cronotachigrafo che possono risultare molto pericolosi in termini di sicurezza stradale. Si fa riferimento, in particolare, al mancato rispetto dei tempi di riposo e di guida e alla mancanza o non corretta conservazione dei documenti relativi agli orari di servizio. A tale fine sono previste talune novelle agli articoli 174 e 178 del codice della strada, nell'ambito delle quali si dispone anche l'estensione dell'ambito di applicazione delle sanzioni ai casi di alterazione dei predetti documenti di servizio. Il comma 2 del medesimo articolo 4 è invece volto a prevedere sanzioni accessorie più gravi a carico di chi, sulle autostrade e sulle strade extraurbane, effettua l'inversione del senso di marcia ovvero l'attraversamento dello spartitraffico o, ancora, percorre la carreggiata in senso opposto a quello consentito. In particolare, attraverso la novella del comma 22 dell'articolo 176 del codice della strada, alla sanzione pecuniaria e al fermo amministrativo del veicolo per tre mesi non si accompagnerebbe più la sospensione della patente da sei a ventiquattro mesi, ma la sua revoca. Sempre con riferimento all'articolo 4, il comma 4 reca modificazioni alla tabella annessa all'articolo 126-bis del codice della strada, prevedendo un incremento dei punti decurtati a seguito di talune violazioni. In particolare, il superamento dei limiti di velocità tra 10 e 40 km/h, oggi sanzionato con la perdita di 2 punti dalla patente di guida, comporterebbe la sottrazione di 5 punti, al pari della mancanza, incompletezza o alterazione dei documenti di servizio dei conducenti di autoveicoli adibiti al trasporto di persone o cose e dei veicoli per trasporti professionali non muniti di cronotachigrafo, per i quali il codice della strada prevede attualmente la decurtazione di un solo punto. Con riferimento ai medesimi conducenti, aumenterebbero da 2 a 10 i punti da sottrarre in caso di superamento dei periodi massimi di guida e di mancata osservanza dei prescritti periodi di riposo. Vi sarebbe inoltre un incremento da 5 a 8 dei punti decurtabili per le ipotesi di mancata concessione della precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali o ad invalidi e di mancata prevenzione di comportamenti maldestri di bambini o anziani, mentre il non avere consentito ai pedoni di completare l'attraversamento della strada anche in mancanza di strisce pedonali comporterebbe la decurtazione di 4 invece che di 2 punti. L'articolo 5 modifica gli articoli 186 e 187 del codice della strada, rispettivamente in materia di guida sotto l'influenza dell'alcool e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. In proposito la relazione governativa di accompagnamento parte dalla considerazione che l'impianto sanzionatorio per tali reati non risulta più adeguato alla reale gravità dei fenomeni e che, pertanto, non svolge più un'efficace azione deterrente. Conseguentemente, viene in primo luogo elevato, da un mese fino a tre mesi, il periodo di arresto previsto per la guida in stato di ebbrezza, che risulta ulteriormente incrementato, da due a sei mesi, se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale. Anche la sanzione pecuniaria subisce un incremento, giungendo fino ad un importo massimo pari di 4000 euro, che sale fino a 12.000 in caso di incidente provocato. L'inasprimento riguarda anche le sanzioni accessorie, atteso che il periodo di sospensione della patente si amplia fino ad un massimo di due anni e che viene prevista l'ulteriore fattispecie del fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni. Inoltre, la revoca della patente,


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che attualmente può colpire solo i conducenti di autobus o di veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellata, diventa applicabile anche a qualsiasi altro soggetto al quale sia contestata la guida in stato di ebbrezza più di una volta nel corso di un biennio. In proposito, se da un lato viene confermato che, in termini generali, si considera in stato di ebbrezza il conducente per il quale risulti un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro, ai sensi del comma 6 dell'articolo 186, con l'introduzione del comma 2-bis al medesimo articolo vengono previste sanzioni più dure nel caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. In tal caso, l'organo di polizia accertatore dispone il sequestro del veicolo e, a seguito della sentenza di condanna del trasgressore, si procede alla confisca ovvero al fermo amministrativo nell'ipotesi in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato. Nell'ambito del nuovo comma 7 dell'articolo 186 viene disposta la depenalizzazione del rifiuto di sottoporsi agli accertamenti del tasso alcolemico, cui conseguono solo sanzioni amministrative pecuniarie (ammenda fino a 24.000 euro in caso di incidente stradale in cui il conducente è rimasto coinvolto) e accessorie (sospensione della patente fino a due anni, fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni e revoca della patente in caso di più violazioni in un biennio). Il medesimo inasprimento di sanzioni previsto per la guida in stato di ebbrezza viene esteso anche alla guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, punita dall'articolo 187 del codice della strada. Inoltre è stato introdotto il nuovo comma 5-bis, al fine di contemplare l'ipotesi di una non immediata disponibilità degli esiti dell'accertamento da parte delle strutture sanitarie preposte. In tale caso, ove la verifica iniziale della polizia stradale sia stata positiva e ricorrano fondati motivi per ritenere che il conducenti si trovi in stato di alterazione psico-fisica dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, può essere disposto il ritiro della patente di guida fino all'esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a 10 giorni. L'articolo 6 dispone che, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante il regolamento di attuazione del codice della strada, siano apportate le modificazioni necessarie per assicurare l'esecuzione degli articoli 186 e 187, come modificati dal predetto articolo 5. Inoltre, con il medesimo regolamento può essere anche prevista la costituzione, con decreto del Ministro dei trasporti, di un comitato consultivo tecnico-scientifico per lo studio, l'individuazione e il periodico aggiornamento delle caratteristiche tecnico-operative dei test da utilizzare per la rilevazione dello stato di idoneità alla guida di veicoli in conseguenza dell'assunzione di sostanze alcoliche, stupefacenti o psicotrope, nonché dei parametri di riferimento da porre a base di tale rilevazione. Con l'articolo 7, il cui comma 1 introduce il nuovo articolo 218-bis nel codice della strada, si prevede un'inasprimento della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per violazioni commesse nei primi tre anni successivi alla data di conseguimento della patente di guida (i cosiddetti «neo-patentati»). In particolare, la durata della sospensione è aumentata di un terzo alla prima violazione ed è raddoppiata per le violazioni successive. È possibile estendere l'applicazione di tali misure anche fino ai cinque anni successivi al conseguimento della patente, ove la violazione commessa nel primo triennio comporti la sospensione della patente per almeno un mese. Soggetti alle predette norme sono anche i conducenti titolari di patente di categoria A, qualora non abbiano conseguito la patente B. Ove invece i titolari di patente A abbiano successivamente ottenuto anche la B è dalla data del conseguimento di quest'ultima che divengono applicabili le predette norme sull'estensione della durata della sospensione della patente. Il comma 2 dello stesso articolo 7 interviene invece in materia di revisione della patente di guida. In proposito il comma 1 dell'articolo 128 del codice della strada prevede che gli uffici del Dipartimento per i trasporti


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terrestri o il prefetto possono disporre che un titolare di patente di guida sia sottoposto a visita medica o ad un esame di idoneità qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti. I nuovi commi 1-bis e 1-ter rendono invece obbligatoria la revisione della patente quando il conducente è stato coinvolto in un incidente stradale e gli è stata sospesa la patente per almeno due mesi ovvero ha meno di 18 anni ed è autore materiale di una violazione di norme del codice della strada che comporta la sospensione della patente. La mancata sottoposizione agli accertamenti previsti per la revisione della patente è sanzionata, ai sensi del nuovo comma 2-bis dello stesso articolo 128, con la sospensione della patente a tempo indeterminato, fino al superamento, con esito favorevole, degli accertamenti stessi. Resta ferma comunque l'ammenda fino a 296 euro a carico di chi circola senza essersi sottoposto ai predetti accertamenti. L'articolo 8, che introduce nel codice l'articolo 224-ter, reca disposizioni volte a consentire l'applicazione del sequestro e del fermo amministrativo dei veicoli in conseguenza di reati. Il comma 1 del nuovo articolo 224-ter prevede che, nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione accessoria della confisca del veicolo, l'agente accertatore della violazione proceda al sequestro stesso secondo le norme dettate dall'articolo 213, in quanto compatibili. Il comma 2 dispone che, entro quindici giorni dalla data in cui la sentenza (o il decreto) sia divenuta irrevocabile, ne venga trasmessa copia al prefetto, il quale provvede a disporre la confisca, anche in questo caso applicando le norme previste dall'articolo 213. Con riguardo alle ipotesi di reato che prevedono la sanzione accessoria del fermo amministrativo, il comma 3 prevede che l'agente accertatore della violazione disponga il fermo per la durata di trenta giorni, applicando, ove compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 214. Il comma 4 prevede, per le ipotesi richiamate al comma 3, una procedura analoga a quella stabilita. Il comma 5, con riferimento ai provvedimenti di sequestro e di fermo, prevede la possibilità di proporre opposizione, ai sensi dell'articolo 205 del codice della strada. Con il comma 6 vengono dettate le norme procedurali per i casi di estinzione del reato, mentre il comma 7 disciplina, con riguardo alle sanzioni accessorie in esame, l'ipotesi in cui i procedimenti penali si concludano con provvedimento di proscioglimento, prevedendo la restituzione del veicolo al proprietario. L'articolo 9 introduce, nei riguardi di quanti debbano scontare una pena detentiva per i reati di cui agli articoli 186 e 187 del codice della strada (guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti), la possibilità di chiedere l'applicazione di una misura alternativa, consistente nell'affidamento ai servizi sociali, con preferenza per strutture che prestano attività a sostegno di vittime di incidenti stradali o loro familiari. Per la specifica individuazione dei servizi sociali idonei a tale finalità, la norma fa rinvio ad un decreto del Ministero della salute, da emanarsi di concerto con i Ministri della giustizia, delle politiche giovanili e della solidarietà sociale. L'articolo 10 introduce obblighi nei confronti degli enti proprietari e concessionari delle strade, con la finalità di elevare i livelli di sicurezza della circolazione, e con specifico riferimento alle strade ove si registrano i più alti tassi di incidentalità, che dovranno essere individuate con decreto dei Ministri dell'interno e delle infrastrutture. Tali enti dovranno realizzare - nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie - tutti gli interventi ritenuti utili a migliorare la condizione delle strade, ed a ridurre i rischi per i veicoli impegnati nella percorrenza di tali strade. L'articolo 11 reca una disposizione che consente il recupero dei ciclomotori e dei motocicli che siano stati confiscati in seguito ad alcune violazioni amministrative (in particolare violazione delle norme comportamentali relative al trasporto di persone animali ed oggetti sui veicoli a motore e sull'uso protettivo del casco sui veicoli a due ruote), secondo quanto prevedeva il decreto legge n. 115 del 2005. Con la legge n. 286 del 2006, di conversione


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del decreto legge n. 262 del 2006, la sanzione accessoria della confisca per le violazioni amministrative è stata soppressa. La disposizione in esame, quindi, reca una sanatoria per le confische di ciclomotori e motoveicoli avvenute prima dell'entrata in vigore della citata legge n. 286 del 2006, consentendo la restituzione dei mezzi ai proprietari, previo pagamento delle spese di recupero, di trasporto e di custodia. L'articolo 12 dispone infine l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Essendo imminenti votazioni in Assemblea, sospende la seduta che riprenderà nel pomeriggio.

La seduta, sospesa alle 11.40, è ripresa alle 14.15.

Silvia VELO (Ulivo) fa presente che l'argomento dell'incidentalità stradale è molto sentito non soltanto nel paese ma anche nel Parlamento, atteso che presso l'Assemblea della Camera è stata avviata la discussione, tra le altre, della mozione Meta ed altri n. 1-00118, con la quale si impegna il Governo, oltre che ad adottare iniziative di natura più strutturale per il raggiungimento dell'obiettivo di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime della strada, a partire dagli interventi sulle strade a maggior rischio, anche a promuovere una serie di azioni ad efficacia rapida. Sotto questo secondo profilo ritiene che il disegno di legge all'esame della Commissione costituisca una risposta adeguata, in quanto interviene sul piano del rafforzamento delle azioni di contrasto dei comportamenti di guida ad alto rischio ed è volto a dettare specifiche disposizioni mirate ai neopatentati e alla messa in sicurezza della mobilità sulle due ruote. Di particolare significato sono poi le disposizioni relative all'inasprimento delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza e sotto l'influenza di sostanze psicotrope.

Paolo UGGÈ (FI), premettendo che la sua parte politica condivide la finalità generale del provvedimento, che consiste nel tentativo di introdurre nuove disposizioni che si traducano auspicabilmente in una riduzione della mortalità stradale, ricorda che, in materia, ha già dato ottimi risultati l'introduzione della patente a punti da parte del precedente esecutivo. Deve comunque evidenziare, in termini generali, che, a fronte di molteplici dichiarazioni di principio in ordine all'esigenza di procedere nella direzione di un generale riequilibrio modale del trasporto, il Governo in carica non ha ancora dato attuazione alla normativa per il trasporto combinato strada-mare ed ha espresso parere contrario sugli emendamenti miranti al rifinanziamento del trasporto combinato su ferrovia. Tornando al provvedimento in titolo, nel reputare singolare che la finalità di salvaguardare l'incolumità di tante persone non abbia convinto l'esecutivo ad approvare un decreto-legge, ritiene comunque che le disposizioni recate dal provvedimento in esame siano eccessivamente fondate sull'inasprimento delle sanzioni di natura pecuniaria e sull'individuazione di ulteriori e irragionevoli casi di responsabilità oggettiva, laddove invece il vero deterrente sarebbe costituito dall'adozione di norme miranti a colpire in modo più concreto i conducenti personalmente responsabili delle violazioni del codice della strada, attraverso misure maggiormente incentrate sulla sottrazione dei punti dalla patente di guida , nonché sull'ampliamento delle ipotesi in cui se ne prevede la revoca. Intende poi fare presente un aspetto contraddittorio connesso all'innalzamento delle sanzioni a carico dei conducenti dei mezzi pesanti che superano i limiti di velocità. Si riferisce, in particolare, alla circostanza che la percentuale di tali mezzi che risultano statisticamente coinvolti in incidenti mortali è inferiore a quella invece afferente ai mezzi da 1,5 a 3,5 tonnellate, con riguardo ai quali, tuttavia, il medesimo inasprimento delle sanzioni non viene operato. Quanto poi alle maggiori sanzioni per i casi di guida in stato di ebbrezza, ritiene che affrontare in modo serio il problema richieda l'assunzione di decisioni più forti, quasi a prefigurare una sorta di «tolleranza


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zero», con la quale si impedisca la guida a chiunque abbia assunto alcool in qualsiasi quantità. Anche riguardo al superamento dei tempi massimi di guida e al mancato rispetto dei tempi di riposo, andrebbe a suo avviso seguito l'esempio di altri paesi europei, nei quali è previsto il ritiro della patente e dei documenti del veicolo e il viaggio può essere ripreso solo dopo che è trascorso il prescritto tempo di riposo. Con riferimento poi alla mozione in materia di sicurezza stradale, riterrebbe opportuno che in essa fosse menzionata l'esigenza di evitare che i comuni siano indotti a ridurre eccessivamente i limiti di velocità, anche laddove non necessario, solo per necessità di cassa, nonché la necessità che siano aumentati i controlli della polizia stradale sui mezzi pesanti, ad esempio nell'ordine di 10 controlli al giorno per provincia. Ritiene infine che sarebbe utile che la Commissione, parallelamente al percorso del provvedimento in Assemblea, proseguisse anche lo svolgimento dell'indagine conoscitiva sulla sicurezza stradale e segnala, infine, l'incongruenza del titolo del disegno di legge che reca, senza alcun motivo, anche la locuzione «autotrasporto merci».

Mario RICCI (RC-SE), pur comprendendo l'esigenza che ha condotto l'Ufficio di presidenza della Commissione a organizzare i lavori in modo molto celere, segnala che un provvedimento di questo tipo avrebbe meritato comunque un maggiore approfondimento istruttorio in Commissione. In particolare, ritiene che dovrebbe essere fatta una riflessione di ordine generale sul gran numero di incidenti mortali che non sono riconducibili alle cosiddette «stragi del sabato sera» e che, in ultima analisi, possono essere in qualche modo connessi ad un modello di mobilità assolutamente squilibrato, che registra ancora l'85 per cento degli spostamenti su gomma. Su tale questione occorre davvero superare le ormai ripetitive affermazioni di principio e lanciare segnali forti, che portino ad un effettivo sviluppo del trasporto su rotaia e delle autostrade del mare. Condivide poi la necessità di non limitare l'intervento sanzionatorio in oggetto ad un mero innalzamento delle ammende pecuniarie, attesa l'esigenza di colpire in modo più concreto i conducenti personalmente responsabili delle violazioni del codice della strada, soprattutto con la revoca della patente di guida. È altresì necessario promuovere un'adeguata campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e sul valore della vita e affrontare anche i problemi di natura sociale e psicologica che possono essere anche alla base di comportamenti estremi al volante delle automobili. Nel preannunciare la presentazione di emendamenti in Assemblea, segnala l'esigenza di prevedere mezzi di trasporto pubblici di tipo collettivo in favore dei giovani per i trasferimenti nelle discoteche, nonché la costituzione di un ente sulla sicurezza stradale, al quale affidare funzioni di monitoraggio sugli incidenti e sulla manutenzione stradale.

Davide CAPARINI (LNP) intende sottolineare l'eccessiva severità di talune disposizioni del provvedimento in esame, con particolare riferimento alle norme che elevano le sanzioni per il mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo dei conducenti dei mezzi pesanti. In proposito, non può non sottolineare come spesso alla base di tali comportamenti non vi sia altro che uno stato di necessità che viene esasperato dalle condizioni di estrema concorrenzialità nel settore dell'autotrasporto. Condivide poi le disposizioni che puniscono con maggiore rigore la guida in stato di ebbrezza, che però possono avere un effetto deterrente solo se sono accompagnate da un aumento dei controlli stradali, sia in termini di quantità che di qualità. Preannuncia comunque la presentazione di emendamenti in Assemblea, nei quali intende tenere conto del fatto che spesso sono taluni modelli di vita che inducono i giovani ad abusare dell'alcool e a guidare in modo spregiudicato. Condivide poi le proposte relative al varo di campagne informative preventive, nonché le ipotesi di una corresponsabilizzazione delle comunità locali circa l'adozione di trasporti pubblici collettivi di giovani verso i luoghi di divertimento. Quanto al testo della


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mozione da presentare unitariamente, rinvia alla risoluzione n. 7-00040, di cui è primo firmatario, auspicando che possa costituire un'utile base di partenza.

Ezio LOCATELLI (RC-SE) ricorda che il provvedimento in titolo affronta solo uno degli aspetti che contribuiscono all'incidentalità stradale, ovvero i comportamenti scorretti dei conducenti dei veicoli. Rileva pertanto la necessità di procedere anche all'adozione di misure di carattere strutturale, a partire dalla considerazione che l'Italia detiene il triste primato della più elevata densità automobilistica mondiale. Ciò significa che i problemi di mobilità del nostro paese non possono vedere soluzione attraverso un aumento del numero delle strade, ma piuttosto mediante un più complessivo riequilibrio modale del trasporto. A fronte poi della triplicazione, nella regione Lombardia, del numero delle patenti ritirate negli ultimi sette anni per guida in stato di ebbrezza, ritiene che il fenomeno sia difficilmente arginabile, avendo radici di natura prettamente sociale che richiedono risposte in termini di prevenzione più che sotto forma di repressione.

Michele Pompeo META, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Sui lavori della Commissione.

Michele Pompeo META, presidente, avverte che per l'indisponibilità del Governo ad intervenire, le interrogazioni n. 5-00791 Mario Ricci, n. 5-00844 Floresta e n. 5-00926 Fallica, il cui svolgimento era previsto per domani, mercoledì 18 aprile 2007, saranno rinviate ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.55.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

RISOLUZIONI

7-00154 Meta: Sistema aeroportuale romano.