VII Commissione - Resoconto di mercoledý 28 giugno 2006


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COMITATO DEI NOVE

Mercoledì 28 giugno 2006.

DL 210/2006: Disposizioni finanziarie urgenti in materia di pubblica istruzione.
C. 1092 Governo.

Il Comitato si è riunito dalle 9 alle 9.15.

AUDIZIONI

Mercoledì 28 giugno 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli.

La seduta comincia alle 14.10.

Seguito dell'audizione del ministro per i beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, sulle linee programmatiche del suo dicastero.
(Seguito dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e rinvio).

Pietro FOLENA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che mediante impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce quindi i temi oggetto del seguito dell'audizione.

Intervengono i deputati Nicola TRANFAGLIA (Com.It) e Paola GOISIS (LNP) la quale rileva innanzitutto l'esigenza che i parlamentari siano chiamati con il loro nome anagrafico e non con il nome d'arte.


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Interviene quindi per alcune precisazioni il presidente Pietro FOLENA, facendo presente in particolare alla deputata Goisis che la questione sollevata non è di competenza della presidenza della Commissione ed è comunque già stata risolta dal Presidente della Camera.

Intervengono, per formulare domande e osservazioni, i deputati Paola GOISIS (LNP), Vito LI CAUSI (Pop-Udeur), Gian Franco SCHIETROMA (RosanelPugno), Guglielmo ROSITANI (AN), Fabio GARAGNANI (FI), Manuela GHIZZONI (Ulivo), Fulvio TESSITORE (Ulivo), Antonio PALMIERI (FI), il presidente Pietro FOLENA, nonché i deputati Emilia Grazia DE BIASI (Ulivo), Giuseppe GIULIETTI (Ulivo), Nicola BONO (AN), Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE) e, nuovamente, il presidente Pietro FOLENA.

Dopo che il presidente Pietro FOLENA ha ricordato che l'audizione potrà proseguire fino a che non abbiano inizio le votazioni in Assemblea, il Ministro Francesco RUTELLI risponde, fornendo ulteriori elementi di valutazione.

Il presidente Pietro FOLENA, quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, ringrazia il Ministro Rutelli e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 17.30.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 28 giugno 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca Nando Dalla Chiesa.

La seduta comincia alle 17.30.

Legge comunitaria 2006.
C. 1042 Governo.

(Relazione alla XIV Commissione).

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2005.
Doc. LXXXVII, n. 1.

(Parere alla XIV Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dei provvedimenti.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che, secondo quanto previsto dall'articolo 126-ter del regolamento, la Commissione avvierà nella seduta odierna la discussione di carattere generale congiunta del disegno di legge comunitaria e della relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Una volta concluso l'esame preliminare, i due procedimenti proseguiranno in forma disgiunta. Per quanto riguarda il disegno di legge comunitaria, ricorda che la Commissione è chiamata ad esaminare esclusivamente le parti di propria competenza; l'esame si dovrà concludere con l'approvazione di una relazione e con la nomina di un relatore che potrà partecipare, per riferirvi, alle sedute della Commissione politiche dell'Unione europea. Ricorda, inoltre, che potranno essere presentati e votati emendamenti alle parti del disegno di legge di competenza della VII Commissione. Da quindi conto dei criteri di ammissibilità degli emendamenti, ricordando che sono da considerare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all'oggetto proprio della legge comunitaria, come definito dalla legislazione vigente, ed in particolare dall'articolo 9 della legge n. 11 del 2005. Avverte, infine, che, dopo la conclusione dell'esame del disegno di legge comunitaria, la Commissione proseguirà l'esame della relazione annuale, che si dovrà concludere con l'approvazione di un parere. Ricorda che la Commissione dovrà concludere i propri lavori entro mercoledì 5 luglio 2006.


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Invita pertanto il relatore ad illustrare, rispettivamente, i contenuti del disegno di legge comunitaria per il 2006 e della relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2005.

Domenico VOLPINI (Ulivo), relatore, osserva che il disegno di legge comunitaria per il 2006 contiene al capo I, come di consueto, le disposizioni che conferiscono al governo la delega legislativa per l'attuazione di direttive che richiedono l'introduzione di normative organiche e complesse, elencate negli allegati A e B, mentre l'allegato C reca le direttive per le quali il Governo è autorizzato all'emanazione di regolamenti. Viene inoltre conferita al Governo la delega per l'adozione di decreti legislativi recanti sanzioni penali e amministrative di competenza statale per l'adempimento di obblighi derivanti dall'ordinamento comunitario.
Segnala che il disegno di legge comunitaria individua, altresì, i principi fondamentali in base ai quali le regioni e le province autonome esercitano l'attività normativa nelle materie di competenza concorrente, ai sensi del terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione. Sono poi previste norme dirette a modificare o abrogare disposizioni statali vigenti in contrasto con l'ordinamento comunitario. Rileva che l'articolato del disegno di legge non comprende materie di diretta competenza della Commissione. Segnala, peraltro, che tra le direttive comprese nell'Allegato A del disegno di legge riveste interesse per la Commissione la direttiva 2005/71/CE, che reca misure volte a favorire l'ammissione e la mobilità dei ricercatori di Paesi terzi nel territorio dell'Unione. La direttiva, il cui termine di recepimento è fissato al 12 ottobre 2007, si applica in particolare ai cittadini stranieri già selezionati da un istituto di ricerca degli Stati membri per svolgere un progetto specifico che richieda un soggiorno superiore a tre mesi. Aggiunge che la medesima direttiva muove dal presupposto che - nella prospettiva di realizzare un Spazio europeo della ricerca e di conseguire entro il 2010 l'obiettivo di investire il 3 per cento del PIL nella ricerca, fissato dal Consiglio europeo di Barcellona (marzo 2002) - occorre esercitare maggiore richiamo nei confronti dei ricercatori agevolandone l'ingresso e la permanenza nei Paesi comunitari per tutto il periodo necessario alla loro attività; si intende pertanto evitare il rilascio di un permesso di lavoro oltre il permesso di soggiorno.
Si riserva quindi di presentare una proposta di relazione sul provvedimento nel prosieguo dell'esame.
Per quanto riguarda poi la relazione annuale sulla partecipazione italiana all'Unione europea nel 2005, segnala che, in riferimento al settore della cultura, si registrano alcune azioni finalizzate all'attuazione delle decisioni del Consiglio europeo del marzo 2005 sul rilancio della strategia di Lisbona. In primo luogo, ricorda che il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 14 ottobre 2005, il Piano per l'innovazione, la crescita e lo sviluppo (PICO). Il Piano prevede, per quanto di interesse della Commissione, investimenti in ricerca e innovazione così come in istruzione e formazione. A tal fine, secondo quanto emerge dalla relazione governativa, risultano stanziati, a legislazione vigente, 34 miliardi di euro per il periodo 2005-2008, mentre per la realizzazione del Piano sarebbero necessari ulteriori 13 miliardi di euro; tale stanziamento non è stato peraltro possibile in considerazione del piano di rientro economico che il governo italiano ha concordato con la Commissione europea. Tra i principali interventi, il Piano individua la piena valorizzazione del capitale umano, attraverso una più efficace organizzazione del sistema di istruzione di base e superiore e della formazione professionale per stimolare, tra l'altro, l'attività di ricerca scientifica e, attraverso essa, l'innovazione tecnologica nei processi produttivi; particolare attenzione viene inoltre rivolta allo sviluppo del turismo. Sottolinea inoltre che la legge n. 25 gennaio 2006, n. 29, legge comunitaria 2005, ha previsto il recepimento della direttiva 2005/36/CE, approvata nell'ambito


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della politica del Consiglio europeo tesa ad eliminare gli ostacoli regolamentari e amministrativi non necessari al riconoscimento delle qualifiche professionali e alla libera circolazione dei servizi. A tal fine, la direttiva 2005/36/CE consolida in un unico testo e semplifica le direttive settoriali relative a varie professioni e le direttive relative al sistema generale di riconoscimento delle qualifiche professionali. Nell'ambito delle politiche del settore delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione (TIC), segnala l'iniziativa «2010 - Una società europea dell'informazione per la crescita e l'occupazione», già progetto eEurope scaduto a fine 2005, volta al completamento dello spazio unico europeo dell'informazione, le azioni per la transizione delle trasmissioni televisive dall'analogico al digitale, nonché la proposta di direttiva che modifica la normativa «TV senza frontiere» del 1989; quest'ultima, in particolare, oltre ad affermare il principio di neutralità tecnologica, prevede la sostituzione delle normative nazionali sulla tutela dei minori con un'unica normativa di base, applicabile in tutta l'UE.
In materia di politiche educative, formazione e attività di ricerca, ricorda ancora il nuovo programma integrato per l'istruzione e la formazione durante l'intero arco della vita, che sostituirà a partire dal 2007 i programmi Socrate e Leonardo da Vinci, per riunire in un unico programma l'insieme dei programmi europei esistenti nel settore dell'istruzione e della formazione. Evidenzia, inoltre, il Programma operativo nazionale «La scuola per lo sviluppo» rivolto alle scuole del mezzogiorno, per il periodo 2000/2006, volto a migliorare la qualità del sistema scolastico e realizzare azioni che garantiscano l'acquisizione o il consolidamento delle competenze di base per favorire il passaggio dalla scuola alla vita attiva. Segnala quindi il progetto di formazione per i docenti e dirigenti delle scuole di formazione sul tema della cittadinanza europea. Nell'ambito delle proposte di programmi specifici di ricerca per il periodo 2007/2012, infine, particolare attenzione è stata dedicata al tema della salvaguardia dei beni culturali nonché allo sviluppo del settore delle telecomunicazioni. Fa presente poi che l'Italia ha avanzato la propria candidatura alla presidenza Eureka per il 2006-2008 (Eureka è un'iniziativa internazionale di promozione e sostegno alla ricerca scientifica e industriale cui partecipano 35 Paesi e la Commissione europea).
Si riserva, anche in riferimento alla relazione illustrata, di presentare una proposta di relazione nel prosieguo dell'esame.

Pietro FOLENA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 17.40.

INTERROGAZIONI

Mercoledì 28 giugno 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca Nando Dalla Chiesa.

La seduta comincia alle 17.40.

5-00012 Benvenuto: attività dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova.

Il sottosegretario Nando DALLA CHIESA risponde all'interrogazione in titolo, ricordando preliminarmente che il precedente Governo ha dato corso alla istituzione di nuovi enti di ricerca, tra i quali l'Istituto di tecnologia, finalizzato, in applicazione dell'articolo 4 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge n. 326 del 2003, a promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione in ambito scientifico favorendo così lo sviluppo del sistema produttivo nazionale. Nell'intenzione del legislatore dunque, l'obiettivo dell'istituto è quello di


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divenire un ente di riferimento internazionale per la ricerca e la formazione scientifica, capace di attrarre ricercatori provenienti da ogni parte del mondo e di interagire con il mondo dell'industria.
Osserva che, già nel corso della precedente legislatura, l'ente ha fornito notizie sulle iniziative assunte durante il periodo di avvio dell'attività della Fondazione, che ai sensi della legge istitutiva ha una durata di due anni, ed ha precisato di aver svolto uno approfondito lavoro di analisi e di confronto, che avrebbe dovuto consentire l'elaborazione dello statuto, nonché di aver iniziato la stesura dei piani organizzativi per il funzionamento, definendo il proprio piano scientifico.
Nel precisare che la fase di avvio dell'attività è terminata lo scorso ottobre, sottolinea che, dopo tale scadenza, essendo decaduti il commissario unico e gli altri organi incaricati della gestione di tale fase, sono stati nominati i membri del consiglio dell'istituto che, ai sensi dello statuto, è l'organo cui è affidato il compito di definire gli indirizzi e il coordinamento delle attività. Segnala che il presidente dell'istituto ha fornito ulteriori elementi ed ha comunicato che sono già stati conclusi i contratti con quattro scienziati di fama internazionale che saranno a capo di alcune unità di ricerca e che sono in corso trattative con altri scienziati selezionati per il ruolo di direzione di altre unità. È stata poi definita la struttura organizzativa dell'istituto presso il quale è stata prevista la presenza di un laboratorio centrale principale, cui saranno collegati i laboratori eccellenti già presenti sul territorio nazionale per svolgere attività in sinergia con il laboratorio centrale. Fa presente che, grazie a tale rete,1'istituto potrà realizzare il programma scientifico prefissato avvalendosi di competenze di altissimo livello. È stato, infine, siglato un accordo per l'attivazione di una struttura che costituirà la sede del laboratorio centrale di ricerca, già a fine mese sarà consentito l'utilizzo di una parte dell'edificio, mentre il funzionamento dei primi laboratori è previsto per il 2007.
Per quanto riguarda il programma di formazione, finalizzato alla creazione di figure tipiche di ricercatore e delle competenze specifiche da impiegare nella attività di ricerca, rileva che sono state stipulate convenzioni con università e istituti di eccellenza, per definire programmi congiunti di dottorato di ricerca ed attivate trentacinque borse di dottorato, destinate a superare le cinquanta unità entro il 2006.
Precisa che da quanto si evince dagli elementi di informazione trasmessi dall'istituto effettivamente risulterebbe che l'attività dell'IIT è stata regolarmente avviata. Osserva, peraltro, che il ministero non ha ricevuto direttamente segnalazione da parte di soggetti istituzionali in merito a quanto rappresentato nella trasmissione televisiva citata nell'atto di sindacato ispettivo. Rileva, poi, che i riscontri sulle attività dell'istituto e su eventuali ritardi ad esso ascrivibili potranno essere effettuati nell'esercizio del potere di indirizzo e di coordinamento assegnato al ministero dalla legge n. 168 del 9 maggio 1989 e in applicazione di quanto previsto dallo statuto dell'ente medesimo. Nel rilevare l'importanza indubbia di piani di ricerca orientati al futuro, fa presente che l'istituto ha fornito molte informazioni circa le sue attività in prospettiva. Osservato che non può escludersi che l'attività dell'istituto susciti critiche in altri ambienti scientifici, ritiene che si debba fare il possibile per far sì che l'istituto sia essere messo nelle condizioni di investire nella ricerca, al fine di valorizzarne la missione. In tale senso, deve intendersi, a suo avviso, il senso dell'incontro, che si è svolto recentemente tra il Ministro dell'università e della ricerca e i rappresentanti dell'istituto.

Romolo BENVENUTO (Ulivo), nel ringraziare il rappresentante del Governo, si dichiara soddisfatto della risposta testé fornita. Giudica importante che l'istituto italiano abbia avviato attività di ricerca


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decentrate e confida che tale attività possa stemperare le tensioni con altri istituti di ricerca. In conclusione, si augura che l'istituto possa al più presto dimostrare la sua funzione rilevante nel mondo della ricerca scientifica.

Pietro FOLENA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 17.50.