Giovedì 6 luglio 2006.
Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Il Comitato dei nove si è riunito dalle 8.50 alle 8.55 e dalle 10.30 alle 10.35.
Giovedì 6 luglio 2006. - Presidenza del vicepresidente Mauro CHIANALE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, Gianni Piatti.
La seduta comincia alle 14.15.
Mauro CHIANALE, presidente, comunica che, come concordato nell'ambito dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, le interrogazioni a risposta immediata hanno ad oggetto questioni relative alla protezione dell'ambiente e alla tutela del territorio.
5-00052 Mereu: Oneri a carico dei consorzi di riciclaggio dei rifiuti agricoli.
Antonio MEREU (UDC) rinuncia a illustrare l'interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Gianni PIATTI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Considerato infine che è stata sospesa l'efficacia dei decreti attuativi del decreto legislativo n. 152 del 2006 e che è stato recentemente approvato dal Consiglio dei ministri uno schema di decreto legislativo correttivo del decreto legislativo medesimo, che sarà sottoposto alle commissioni parlamentari competenti per l'espressione del parere, fa presente che la questione evidenziata dall'interrogante potrà essere oggetto di successivi interventi, al fine di introdurre elementi di semplificazione e per un migliore controllo sulle corrette modalità di gestione dei rifiuti.
Antonio MEREU (UDC), nel ringraziare il rappresentante del Governo, si dichiara soddisfatto della risposta nell'attesa che vengano approvate le modifiche normative prospettate.
5-00051 Rampelli: Contributi ai territori interessati dalla presenza di siti nucleari.
Tommaso FOTI (AN), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, nell'illustrarne il contenuto, invita il Governo a fornire elementi di informazione in ordine alle ragioni per le quali i territori interessati dalla presenza di siti nucleari non hanno a tutt'oggi ricevuto i contributi ad essi spettanti, nonostante le rassicurazioni del Governo in occasione della risposta a taluni atti di sindacato ispettivo aventi il medesimo oggetto, presentati nella precedente legislatura.
Il sottosegretario Gianni PIATTI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Tommaso FOTI (AN), nel prendere atto della risposta del rappresentante del Governo, che ringrazia, fa presente che la fine di una legislatura non dovrebbe interrompere l'iter di procedure, che dovrebbero essere garantite per il principio di continuità amministrativa. Si augura, quindi, che sia fatto il possibile per concludere una vicenda che si trascina ormai da due anni e che ha generato aspettative negli enti locali, nonché una seria questione in termini di definizione dei relativi bilanci.
Mauro CHIANALE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni in titolo.
La seduta termina alle 14.25.
Giovedì 6 luglio 2006. - Presidenza del vicepresidente Mauro CHIANALE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, Gianni Piatti.
La seduta comincia alle 14.25.
7-00009 Acerbo: Stato degli affidamenti e proroga dei termini di scadenza degli ATO.
La Commissione inizia la discussione.
Maurizio ACERBO (RC-SE) illustra la risoluzione in titolo, osservando che è intervenuta nel frattempo una importante novità normativa, in quanto l'articolo 15 del decreto-legge n. 223 del 2006 proroga di dodici mesi, dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2007, il termine per l'adeguamento degli affidamenti in essere alla legislazione vigente, il che si traduce in un sostanziale accoglimento del secondo paragrafo del dispositivo della risoluzione. Nel sottolineare che circa il quaranta per cento degli ambiti territoriali ottimali non ha concluso le procedure di affidamento per la gestione in house, rileva inoltre l'opportunità che il Governo fornisca un quadro aggiornato del reale stato degli affidamenti nei diversi ambiti territoriali ottimali sul territorio nazionale.
Il sottosegretario Gianni PIATTI sottolinea la complessità delle questioni oggetto della risoluzione, come emerge anche dai dati del suo Ministero dai quali si evince la situazione degli affidamenti nei diversi ambiti territoriali ottimali ubicati sul territorio nazionale. Da tali dati emerge che novantuno ambiti territoriali ottimali sono gestiti dalle regioni, mentre quarantotto ambiti non hanno ancora concluso le procedure per gli affidamenti. Nel ricordare che i decreti attuativi del decreto legislativo n. 152 del 2006 avevano previsto un termine più breve rispetto a quello contenuto nella legge finanziaria per il 2004, fa presente che la questione oggetto della risoluzione sarà ovviamente al centro dell'esame parlamentare, che interesserà, per un verso, il decreto-legge n. 223 del 2006 e, per l'altro, lo schema di decreto legislativo correttivo del decreto legislativo n. 152 del 2006 recentemente approvato dal Consiglio dei ministri.
Salvatore MARGIOTTA (Ulivo) osserva che la risoluzione sottopone all'attenzione della Commissione un tema attuale, che va ad incrociare la discussione sul decreto legislativo n. 152 del 2006 e sulle relative disposizioni correttive, nonché sul decreto-legge n. 223 del 2006. Osserva che la questione degli ambiti territoriali ottimali necessita di una riflessione approfondita, posto che si tratta di una situazione particolare, che investe la titolarità pubblica della gestione del servizio idrico integrato.
Tommaso FOTI (AN) reputa superflua la discussione sulla risoluzione in titolo, atteso che la seconda parte del dispositivo della risoluzione è un impegno che il Governo ha sostanzialmente assunto con l'emeanazione del decreto-legge n. 223 del 2006, che è operativo, mentre la prima parte è stata soddisfatta dall'odierno intervento del rappresentante del Ministero competente. Pur rispettando le valutazioni dei firmatari della risoluzione, che esprimono opinioni politiche note, osserva che la finalità della norma di cui all'articolo 15 del decreto-legge n. 223 del 2006 sembrerebbe contrastare con gli obiettivi di liberalizzazione, che il Governo si è prefisso con l'approvazione di tale decreto, il che sta a dimostrare che di liberalizzazioni effettivamente non si tratta. Segnala, peraltro, che, pur trattandosi di servizi pubblici locali, non sembra che siano state consultate le regioni sul provvedimento e che, ciononostante, le regioni non hanno protestato per il mancato coinvolgimento.
Gianpiero BOCCI (Ulivo), nel giudicare meritevoli di approfondimento le considerazioni del deputato Foti, ritiene che allo stato la gestione del servizio idrico integrato sia di fatto un «sistema a metà». Considerato che sono attualmente in corso esperienze di gestione tra loro differenti, sostiene che occorre non perdere di vista l'obiettivo della salvaguardia del bene pubblico e di una corretta politica delle tariffe. A tale ultimo riguardo, appare opportuno che il Governo chiarisca alla Commissione, in altra sede, quali sono le ricadute degli investimenti realizzati dalle società di gestione sulle tariffe e se vi siano effetti tariffari rilevanti in quella realtà in cui la gestione è affidata al privato.
Mauro CHIANALE, presidente, precisa che una delle finalità della risoluzione è proprio quella di disporre di uno strumento grazie al quale si rende noto lo stato degli affidamenti, al fine di verificare la costituzione degli ambiti territoriali ottimali.
Angelo Maria Rosario LOMAGLIO (Ulivo) fa presente che dai dati forniti dal Governo si evince la mancata effettuazione di taluni affidamenti e non quella degli ambiti territoriali ottimali.
Maurizio ACERBO (RC-SE) precisa che allo stato si registrano situazioni diverse sul territorio nazionale, in quanto in alcuni casi non sono stati individuati i gestori unici, mentre in altri casi esiste un problema di cessione delle reti dal vecchio gestore all'ambito territoriale ottimale. Rimarca, quindi, che la risoluzione non intende affrontare il problema della gestione pubblica o privata delle reti, ma ha l'obiettivo di superare i problemi tecnici sollevati dall'adeguamento degli affidamenti alle modalità di gestione previste dalla disciplina vigente. Osservato che il programma della maggioranza propende nettamente per la titolarità pubblica della proprietà e della gestione delle reti, avverte che la Commissione potrà discutere in altra sede le questioni sollevate nel dibattito odierno, con riferimento altresì all'esigenza di garantire l'efficienza nella gestione delle reti del servizio idrico.
Il sottosegretario Gianni PIATTI, nel ribadire l'orientamento favorevole del Governo sulla risoluzione in discussione, evidenzia che gli ambiti territoriali ottimali sono stati tutti costituiti, fatta eccezione per la regione Trentino Alto-Adige, a motivo di una sentenza della Corte costituzionale che ha esentato la regione dall'obbligo. Ritiene che la proroga disposta dall'articolo 15 del decreto-legge n. 223 del 2006 sia opportuna, per dare alle regioni un lasso di tempo maggiore per completare lo stato degli affidamenti e la completa cessione delle reti. In ogni caso, fa presente che la Commissione avrà occasione di discutere approfonditamente di tali tematiche nel corso dell'esame del predetto decreto-legge e del decreto correttivo del decreto legislativo n. 152 del 2006.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva quindi la risoluzione in titolo.
La seduta termina alle 14.45.
Giovedì 6 luglio 2006. - Presidenza del vicepresidente Mauro CHIANALE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, Gianni Piatti.
La seduta comincia alle 14.45.
DL 181/06 Riordino delle attribuzioni dei ministeri.
La Commissione inizia l'esame.
Gianpiero BOCCI (Ulivo), relatore, rileva preliminarmente che il disegno di legge in esame, già approvato dal Senato, dispone la conversione in legge del decreto-legge n. 181 del 2006, recante il riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri nonché la delega al Governo per il coordinamento delle disposizioni in materia di funzioni e organizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri.
1 del decreto-legge prevedono rispettivamente l'istituzione del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dei trasporti, le cui competenze sono state finora esercitate da un unico Ministero. Rileva che la concentrazione delle funzioni in unico dicastero ha provocato di fatto che l'esercizio di talune competenze fosse sostanzialmente trascurato; per tale ragione, ritiene che la costituzione di due diversi ministeri possa consentire l'esercizio più coerente di talune attribuzioni.
Franco STRADELLA (FI) rileva che il cosiddetto riordino delle competenze delle funzioni dei ministeri sta creando una certa confusione nell'esercizio delle attribuzioni del Ministero delle infrastrutture, anche con riguardo ai compiti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. A suo avviso, pertanto, il provvedimento non sortirà alcun effetto migliorativo né renderà più efficienti l'esercizio delle competenze: l'unica ragione alla base della sua adozione resta, infatti, quella di rendere disponibili ulteriori posti nell'ambito del Governo.
Tommaso FOTI (AN), nel ricordare che all'inizio della legislatura precedente venne stigmatizzata l'istituzione del Ministero della salute e che era stata ravvisata l'esigenza di accorpare altri dicasteri, pur ritenendo condivisibili le considerazioni
del relatore a proposito del fatto che la concentrazione delle funzioni nel Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha talvolta comportato che l'esercizio di talune funzioni fosse trascurato, ritiene che il provvedimento in esame traduce solo il progetto di moltiplicare gli incarichi di governo, al fine di accontentare tutti i gruppi di maggioranza. Ciò è confermato dal fatto che il numero dei sottosegretari e dei viceministri è aumentato anziché diminuire. A suo avviso, sarebbe stato, quindi, molto più coerente giustificare il provvedimento in esame con ragioni politiche, piuttosto che cercare motivazioni di altro tipo, che non hanno alcun appiglio reale. In ogni caso, si augura che i Ministri sappiano interagire tra di loro, atteso che allo stato non sono chiaramente delimitate le competenze che dovrà esercitare il Ministro dei trasporti.
Lello DI GIOIA (RosanelPugno) ricorda che nella precedente legislatura la IX Commissione ha discusso in più occasioni la carenza di indirizzo e di prospettive del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in materia di ferrovie e porti. Ritiene che tale discussione abbia conseguentemente evidenziato l'opportunità di separare le competenze concentrate in un unico ministero, al fine di migliorare l'esercizio delle competenze. Per tale ragione, giudica appropriate le considerazioni del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 15.05.
C. 17-39-51-397-472-A.
Ricorda altresì che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del Regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto, l'attivazione.
(Discussione e approvazione).
In conclusione, dichiara un orientamento favorevole sulla risoluzione in titolo.
Rileva più in generale che l'acqua è un bene pubblico, ma ciò non significa che la sua gestione non possa essere affidata ai privati. In tal senso, deve intendersi lo spirito della disciplina prevista nel decreto-legge n. 269 del 2003 e nella legge n. 350 del 2003, al fine di offrire migliori servizi a minori tariffe. Ricordato che, nella tredicesima legislatura, si è svolta presso la Commissione una discussione concernente la gestione pubblica inefficiente dell'Acquedotto pugliese, rileva che se si intende individuare un'alternativa agli affidamenti della gestione del servizio idrico integrato in house è necessario far sì che il soggetto pubblico abbia la capacità di garantire una corretta gestione con le necessarie capacità di controllo. Ritiene, infine, che occorra piuttosto concentrarsi sulle problematiche derivanti dalla mancata operatività gestionale di taluni ambiti territoriali ottimali.
In conclusione, ritiene che vi siano le condizioni affinché la Commissione proceda all'approvazione della risoluzione in discussione.
C. 1287 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).
Con riferimento alle disposizioni di competenza della VIII Commissione, talune delle quali inserite all'interno del decreto-legge mediante un «maxi-emendamento» approvato al Senato, osserva in primo luogo che i commi 4 e 5 dell'articolo
Segnala che il comma 4 dell'articolo 1 istituisce il Ministero delle infrastrutture trasferendo, nel contempo, a tale Ministero le funzioni attribuite al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dall'articolo 42, comma 1, lettere a), b), d-ter) e d-quater) del decreto legislativo n. 300 del 1999 concernenti rispettivamente la programmazione, il finanziamento, la realizzazione e la gestione delle reti infrastrutturali di interesse nazionale, la qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, le costruzioni nelle zone sismiche, l'edilizia residenziale nelle aree urbane, la pianificazione delle reti, della logistica e dei nodi infrastrutturali di interesse nazionale, nonché la realizzazione delle opere corrispondenti e la valutazione dei relativi interventi, le politiche dell'edilizia concernenti anche il sistema delle città e delle aree metropolitane. Al Ministero delle infrastrutture vengono, altresì, attribuite le funzioni relative alla sicurezza e alla regolazione tecnica, che vengono condivise con il Ministero dei trasporti. Rispetto al testo originario del decreto, il testo trasmesso dal Senato, al comma 5, prevede inoltre il concerto del Ministero delle infrastrutture in relazione alla proposta da parte del Ministero dei trasporti del piano generale dei trasporti e della logistica e dei piani di settore per i trasporti, compresi i piani urbani di mobilità.
Segnala che il comma 5 dell'articolo 1 del decreto-legge, invece, dispone l'istituzione del Ministero dei trasporti al quale viene trasferita una parte delle funzioni attribuite - secondo il precedente assetto organizzativo dei Ministeri - al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Si tratta, in particolare, delle attribuzioni concernenti: la navigazione e il trasporto marittimo; la vigilanza sui porti; il demanio marittimo; la sicurezza della navigazione e il trasporto nelle acque interne; la programmazione, previa intesa con le regioni interessate, del sistema idroviario padano-veneto; l'aviazione civile e il trasporto aereo; il trasporto terrestre, la circolazione dei veicoli e la sicurezza dei trasporti terrestri.
Fa presente, inoltre, che verrà emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale si procederà alla ripartizione delle competenze tra il Ministero delle Infrastrutture ed il Ministero dei Trasporti.
Per quanto attiene il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, rileva che il decreto-legge si limita, al comma 13-bis dell'articolo 1 del decreto-legge, a modificare la denominazione «Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio», aggiungendo un riferimento alla tutela del mare.
In conclusione, non ravvisando profili problematici per quanto concerne le competenze della Commissione, propone di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame.