X Commissione - Resoconto di giovedý 6 luglio 2006


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 6 luglio 2006. - Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE.

La seduta comincia alle 9.

DL 181/06 Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri.
C. 1287 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ricorda che la Commissione attività produttive è chiamata ad esprimere un parere alla I Commissione affari costituzionali in merito al disegno di legge di conversione del decreto legge n. 181 del 18 maggio 2006 recante «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri», approvato, con modificazioni, dal Senato della Repubblica.
Per quanto riguarda i profili di competenza della Commissione il decreto legge in esame opera molteplici innovazioni. In primo luogo il provvedimento in esame istituisce il Ministero dello sviluppo economico che assorbe gran parte delle competenze del Ministero delle attività produttive; il nuovo Ministero, comunque, acquisisce alcune nuove funzioni e, nel contempo, ne cede altre.
Per quanto concerne le nuove funzioni acquisite:
ai sensi dell'articolo 1, comma 2, primo periodo dell'articolo 1 del decreto-legge, il Ministero dello sviluppo economico acquisisce, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, le funzioni in materia di politiche di sviluppo e di coesione, attribuite dall'articolo 24, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, al Ministero dell'economia e delle finanze, fatta eccezione per le funzioni di programmazione economica e finanziaria non ricomprese nelle politiche di coesione, e per le funzioni della segreteria del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che viene trasferita alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Sono dunque trasferite al Ministero dello sviluppo economico le competenza in materia di coordinamento e verifica degli interventi per lo sviluppo economico territoriale e settoriale e delle politiche di coesione, con particolare riferimento alle


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aree depresse, incluse le funzioni in materia di strumenti di programmazione negoziata e di programmazione dell'utilizzo dei fondi strutturali comunitari.
In base alle modifiche approvate dal Senato, viene trasferita al Ministero dello sviluppo economico anche la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate.
Conseguentemente, gli interventi a favore delle aree sottoutilizzate sono inseriti tra le finalità del Ministero dello sviluppo economico, attraverso la novella dell'articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 300/99 prevista dal nuovo comma 2-ter.
Le funzioni di sviluppo e coesione, divenute di competenza del Ministero dello sviluppo economico, sono state finora svolte dal Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione del Ministero dell'economia e delle finanze, che aveva appunto competenza nel settore della programmazione economica e finanziaria degli interventi per lo sviluppo economico territoriale e settoriale, con particolare riferimento alle aree sottoutilizzate del Paese, e delle politiche di coesione. In particolare, esso operava:
per il coordinamento dell'attuazione in Italia del Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006, strumento attraverso il quale vengono utilizzate le risorse comunitarie dei fondi strutturali;
per la promozione della programmazione degli investimenti pubblici e degli incentivi finanziati con i Fondi per le aree sottoutilizzate e la loro attuazione attraverso le Intese Istituzionali di programma sottoscritte tra stato e regioni e gli Accordi di Programma Quadro in cui queste si articolano;
istruendo gli aspetti tecnici e organizzativi preparatori alle riunioni del CIPE;
svolgendo analisi e valutazioni degli investimenti di Amministrazioni e soggetti che operano con finanziamenti pubblici e verificandone l'attuazione;
disegnando e promuovendo progetti di modernizzazione e di rafforzamento della capacità istituzionale delle amministrazioni che gestiscono la spesa in conto capitale;
producendo analisi delle tendenze economiche territoriali e dei flussi finanziari per lo sviluppo, contribuendo all'elaborazione dei documenti economici e programmatici del Governo;
gestendo gemellaggi istituzionali e progetti di assistenza tecnica ai Paesi candidati all'adesione all'Unione europea.

Per quanto riguarda le funzioni originariamente assegnate alla competenza del Ministero delle attività produttive e trasferite con il provvedimento in esame ad altri Ministeri segnalo che:
le competenze in materia di commercio internazionale vengono assegnate al Ministero del commercio internazionale (articolo 1, comma 3);
le competenza in materia di imprenditoria femminile passano alla Presidenza del Consiglio dei ministri (articolo 1, comma 19, lettera g);
le competenza sui generi alimentari trasformati industrialmente vengono attribuite esclusivamente al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (articolo1, comma 9).

Per quanto riguarda la materia del turismo il decreto-legge in esame attribuisce alla Presidenza del Consiglio dei ministri le funzioni di competenza statale in materia di turismo precedentemente attribuite al Ministero delle attività produttive (articolo 1, comma 19-bis). Lo stesso comma 19-bis prevede, comunque, che il Ministro per lo sviluppo economico e il Presidente del Consiglio concertino l'individuazione e l'utilizzazione delle risorse finanziarie da destinare al turismo, comprese quelle incluse nel Fondo per le aree sottoutilizzate, la cui gestione, come sopra ricordato, è stata assegnata al Ministero dello sviluppo economico.
La lettera c) del comma 19-ter del provvedimento in esame prevede l'istituzione


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presso il Ministero per i beni e le attività culturali di un nuovo dipartimento per il turismo, conseguente al trasferimento a tale Ministero delle dotazioni finanziarie, strumentali e di personale della direzione generale del turismo già del Ministero delle attività produttive disposta dal successivo comma 19-quater e conseguentemente soppressa.
Per quanto concerne l'organizzazione del Ministero, il comma 8-bis aggiunto in corso d'esame presso il Senato, e riguardante vari dicasteri, prevede l'articolazione del Ministero dello sviluppo economico in dipartimenti.
Al riguardo ricordo che il decreto del Presidente della Repubblica 175/2001, attuativo del decreto legislativo n.300 del 1999, aveva previsto una struttura del dicastero articolata in quattro dipartimenti, ridotti a tre a seguito della ricostituzione del Ministero delle comunicazioni.
Tale struttura è stata successivamente superata con l'adozione del citato decreto legislativo n. 34 del 2004 che ha ridefinito le funzioni e la struttura organizzativa del Ministero delle attività produttive.
In particolare l'articolo 29 ha fissato il nuovo ordinamento del Ministero delle attività produttive, prevedendo un numero di Direzioni generali non superiore a 11.
Successivamente sono state costituite le seguenti direzioni generali:
1) direzione generale per gli enti cooperativi;
2) direzione generale per i servizi interni;
3) direzione generale per il commercio, le assicurazioni e i servizi;
4) direzione generale per il coordinamento degli incentivi alle imprese;
5) direzione generale per il turismo;
6) direzione generale per l'armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori;
7) direzione generale per l'energia e le risorse minerarie;
8) direzione generale per la politica commerciale;
9) direzione generale per la promozione degli scambi;
10) direzione generale per le politiche di internazionalizzazione;
11) direzione generale per lo sviluppo produttivo e competitività.

Delle summenzionate direzioni generali, quelle per la politica commerciale, per la promozione degli scambi e per le politiche di internazionalizzazione sono quelle che potrebbero essere considerate particolarmente coinvolte - a seguito del decreto-legge in esame - nell'organizzazione del nuovo Ministero del commercio internazionale.
La direzione generale per il turismo, come già ricordato, è espressamente soppressa dal comma 19-quater del provvedimento in esame a seguito del passaggio delle competenze in materia di turismo al Presidente del consiglio dei ministri e l'istituzione presso il Ministero per i beni e le attività culturali di un nuovo dipartimento per il turismo.
Occorre da ultimo rilevare che il comma 12 dell' articolo 1 del decreto-legge sostituisce ad ogni effetto e ovunque ricorra la denominazione «Ministero delle attività produttive», con «Ministero dello sviluppo economico» in relazione sia alle funzioni già conferite a tale dicastero, sia a quelle previste dal precedente comma 2, ad eccezione di quanto stabilito dai commi 13, 19 e 19-bis in riferimento, rispettivamente, al Ministero del commercio internazionale e alle competenze della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di imprenditoria femminile e di turismo.
La denominazione «Ministero dello sviluppo economico» si applica anche per le nuove funzioni (di sviluppo e di coesione) acquisite dal nuovo dicastero in base al citato comma 2.
Questo è il quadro che emerge dalle disposizioni del decreto in esame; preannuncia la predisposizione di un parere favorevole, con le eventuali osservazioni che emergeranno dal dibattito.


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AndreaLULLI (ULIVO) esprime parere favorevole sul provvedimento in questione, riservandosi di formulare ulteriori considerazioni nella prossima seduta dedicata all'esame del provvedimento stesso.

Enzo RAISI (AN) si riserva di esprimere le proprie valutazioni sul provvedimento dopo un congruo approfondimento e la consultazione della documentazione fornita dagli uffici.

Pietro FRANZOSO (FI) ritiene che il provvedimento non chiarisce sufficientemente quali siano le competenze del Ministero per lo sviluppo economico, e preannuncia il voto contrario del proprio gruppo. Considera inoltre importante chiarire se la nuova distribuzione delle competenze già del Ministero delle attività produttive possa avere ripercussioni sulle competenze della Commissione attività produttive.

Daniele CAPEZZONE, presedente e relatore, sottolinea che il provvedimento in questione incide sulla distribuzione delle competenze dei Ministeri e non incide su quelle della Commissione, che mantiene quindi inalterate le competenze al momento esercitate. Rinvia quindi il dibattito ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.20.