IX Commissione - Resoconto di marted́ 11 luglio 2006


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 11 luglio 2006. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture, Raffaele Gentile.

La seduta comincia alle 10.15

DL 181/06: Riordino delle attribuzioni dei Ministeri.
C. 1287 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 6 luglio scorso.

Angelo Maria SANZA (FI), premette la netta contrarietà del gruppo di Forza Italia in ordine al provvedimento in titolo, peraltro già manifestata nel corso dell'esame presso il Senato e, da lui medesimo, anche in occasione delle audizioni sulle linee programmatiche dei rispettivi dicasteri del Ministro delle infrastrutture e del Ministro dei trasporti. A motivo di tale giudizio negativo osserva come l'iniziativa legislativa del governo manifesti una contraddittoria e preoccupante revisione dell'orientamento invece assunto nel corso della XIII legislatura dall'allora esecutivo, avente una connotazione analoga a quello attualmente in carica. In quella occasione, infatti, con l'approvazione del decreto legislativo n. 300 del 1999, venne sancita l'unificazione dei dicasteri dei trasporti e dei lavori pubblici nel nuovo ministero delle infrastrutture e dei trasporti, laddove invece, con il provvedimento all'esame della Commissione, si ritorna alla situazione precedente, con la suddivisione delle competenze afferenti a tale dicastero tra il nuovo Ministero delle infrastrutture e il nuovo Ministero dei trasporti. In proposito, ritiene che la ratio dell'intera riorganizzazione dei Ministeri, che interessa più dicasteri e dipartimenti della Presidenza del Consiglio, sia da ricercare nell'esigenza tutta politica di fare a fronte alle pressanti richieste manifestate in merito dai partiti membri della coalizione che sostiene il governo. Non può peraltro non rilevare come tale operazione politica sia in assoluta controtendenza rispetto al percorso avviato da anni e volto a connotare sempre più l'ordinamento italiano di elementi tendenti ad una progressiva semplificazione delle amministrazioni centrali del potere


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esecutivo. Con particolare riferimento ai comparti delle infrastrutture e dei trasporti, paventa che il venire meno dell'unità di direzione precedentemente individuata nel Ministro delle infrastrutture e dei trasporti possa comportare serio nocumento sotto il profilo del coordinamento tra le due nuove strutture dicasteriali in materia di sicurezza, concordando con quanto già denunciato in proposito dal deputato Tassone nella precedente seduta. La suddivisione delle competenze rappresenta poi un vulnus anche ove si consideri il rapporto di organicità e complementarietà che sussiste tra i due settori delle infrastrutture e dei trasporti, nel presupposto che un'adeguata politica dei trasporti non può prescindere dall'allestimento di infrastrutture sul territorio che risultino adeguate rispetto agli obiettivi di mobilità perseguiti. Intende in proposito sottolineare come, nella scorsa legislatura, il medesimo approccio di complementarietà tra i comparti delle infrastrutture e dei trasporti fu fatto proprio, in occasione di diversi dibattiti svoltisi in Commissione, anche da esponenti dell'attuale maggioranza. Del resto, della potenziale contradditorietà insita nella suddivisione delle competenze tra i due nuovi dicasteri la Commissione ha potuto avere contezza anche in sede di audizioni sulle linee programmatiche dei Ministri Di Pietro e Bianchi. In particolare, la necessità di un continuo confronto e concerto tra i due dicasteri su tutte le decisioni afferenti la dotazione infrastrutturale e la logistica, con il rischio che emergano posizioni anche non conciliabili, non riuscirà, a suo avviso, a garantire al paese quella capacità decisionale che è assolutamente necessaria per rispondere alle domande di mobilità che provengono dagli utenti. Ritiene che la questione sia di estrema gravità, atteso che la voce «trasporto» incide ormai per più del 20 per cento sui costi di produzione delle merci, relegando l'Italia in una posizione competitiva molto difficile, nonostante i risultati positivi ottenuti in proposito dal governo Berlusconi, al quale si deve l'apertura di numerosi cantieri per la costruzione di nuove opere infrastrutturali, come pubblicamente, riconosciuto dallo stesso Ministro Di Pietro. Alla luce delle considerazioni espresse, preannuncia quindi il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole preannunciata dal relatore nella precedente seduta.

Mario LOVELLI (Ulivo), relatore, pur apprezzando lo sforzo profuso dai deputati dell'opposizione nel segnalare quelli che, a loro avviso, rappresentano elementi di criticità del provvedimento, ritiene tuttavia che una risposta chiara alle perplessità in tal modo avanzate sia già stata fornita dal Ministro delle infrastrutture e dal Ministro dei trasporti in sede di esposizione delle linee programmatiche dei rispettivi dicasteri. Rispondendo poi al deputato Sanza, intende precisare che all'apertura dei cantieri nell'ultima fase del governo Berlusconi ha comunque fatto seguito un trasferimento in capo all'attuale esecutivo di notevoli problemi in ordine alla carenza di risorse finanziarie per il completamento dei progetti avviati e alla scala di priorità conseguentemente da stilare. Rifacendosi quindi alle considerazioni già espresse in occasione dello svolgimento della sua relazione introduttiva, propone di esprimere un parere favorevole con due osservazioni, con le quali segnalare alla Commissione di merito l'opportunità di chiarire a chi spetti la titolarità della competenza in materia di «integrazione modale fra i sistemi di trasporto», atteso che, a seguito delle modifiche introdotte dal Senato, tale locuzione è stata espunta dall'articolo 42, comma 1, lettera a), che enumera le aree funzionali ora ricondotte in capo al Ministero delle infrastrutture, senza essere conseguentemente ricompresa nell'ambito delle aree funzionali invece rientranti, a norma delle lettere c) e d) del medesimo articolo 42, nella competenza del Ministero dei trasporti, nonché di precisare, con riguardo al comma 5 dell'articolo 1, quale sia la relazione intercorrente tra il potere di proposta spettante al Ministero dei trasporti, di concerto con il Ministero delle infrastrutture, in materia di piani urbani


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di mobilità e l'obbligo di adozione dei medesimi piani che, ai sensi dell'articolo 22, comma 1, della legge n. 340 del 2000 grava in capo a determinati comuni. Auspica, infine, che la Commissione possa svolgere un monitoraggio costante in ordine allo stato di avanzamento dell'attività di governo nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, anche al fine di verificare se, come è lecito attendersi, i due nuovi dicasteri saranno in grado di fornire risultati positivi in termini sia di efficacia che di efficienza.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con due osservazioni del relatore (vedi allegato).

La seduta termina alle 10.30