VIII Commissione - Resoconto di mercoledý 13 settembre 2006


Pag. 98

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 13 settembre 2006.

Predisposizione del programma dei lavori per il periodo settembre-ottobre 2006.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14 alle 14.30.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 13 settembre 2006. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI.

La seduta comincia alle 14.30.

DL 253/06 Partecipazione italiana missione in Libano.
C. 1608 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite III e IV).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame.

Giuliano PEDULLI (Ulivo), relatore, fa presente che il provvedimento in esame è finalizzato ad assicurare il rafforzamento del contingente militare italiano nella missione UNIFIL, come ridefinita dalla risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dell'11 agosto 2006, che ha avviato, su iniziativa determinante del Governo italiano, un processo multilaterale di pacificazione in Libano, a seguito dei recenti eventi bellici occorsi in quella regione. Il decreto-legge, peraltro, reca anche interventi di cooperazione allo sviluppo nelle aree interessate dal conflitto.
Nel rilevare che il provvedimento, di cui sottolinea l'importanza politica, si inserisce in un positivo contesto delle relazioni internazionali determinato dal rilancio del ruolo dell'Unione europea e delle stesse Nazioni unite, ritiene opportuno limitare la relazione ai soli aspetti di stretta competenza della Commissione. In proposito, osserva che il disegno di legge reca disposizioni già contenute in analoghi provvedimenti emanati precedentemente in materia di missioni internazionali. Segnala, in particolare, l'articolo 1, comma 2,


Pag. 99

con cui si stabilisce che per il soccorso alla popolazione restano fermi gli interventi di protezione civile previsti all'articolo 4, comma 2, del decreto-legge n. 90 del 2005, che salvaguarda le iniziative di emergenza intraprese o da intraprendere sulla base della dichiarazione dello stato di criticità nel territorio libanese. L'articolo 6, inoltre, rinvia, tra le altre, ad alcune norme che autorizzano gli ispettorati di Forza armata e il Ministero della difesa a disporre l'attivazione delle procedure d'urgenza per l'acquisizione di beni e servizi nonché il ricorso ad acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato. Il medesimo articolo 6 fa, altresì, rinvio all'articolo 2, comma 29, della legge n. 247 del 2006, che estende le disposizioni precedentemente citate alle acquisizioni di materiali d'armamento, e equipaggiamenti individuali e materiali informatici.
Considerato, infine, che sono ormai da tempo noti i danni ambientali di guerra, come testimoniano autorevoli studi a livello internazionale, ritiene opportuno che la partecipazione italiana alla missione libanese possa contribuire anche allo svolgimento di attività di sostegno e di protezione civile volte ad alleviare le situazioni di inquinamento ambientale, che spesso producono danni di considerevole rilevanza alla salute delle popolazioni civili. Al riguardo, ricorda che lo stesso Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha illustrato al Consiglio dei ministri, nella riunione dello scorso 8 settembre, le iniziative concernenti lo sviluppo della missione italiana per il ripristino dell'ecosistema ambientale in Libano, iniziative che hanno già previsto l'invio di un gruppo di specialisti italiani per un primo monitoraggio della situazione ambientale sul territorio.
In conclusione, alla luce delle limitate disposizioni di competenza della Commissione, propone di esprimere un parere favorevole sul provvedimento in esame, contenente una specifica osservazione nel senso testé indicato (vedi allegato 1).

Ermete REALACCI, presidente, nel prendere atto che la proposta di parere è limitata agli aspetti di competenza della Commissione, sottolinea positivamente l'attenzione che il relatore ha inteso riservare ai profili ambientali, invitando il Governo a sviluppare, accanto alle altre politiche di cooperazione, anche una azione di sostegno ambientale alle popolazioni uscite dagli eventi bellici.

Aurelio Salvatore MISITI (IdV), pur valutando in termini positivi la proposta di parere del relatore, evidenzia l'opportunità di rendere più concreta l'osservazione in essa contenuta, precisando - in particolare - che l'attività di cooperazione in campo ambientale deve mirare al ripristino immediato dei servizi primari, quali, ad esempio, la disponibilità delle risorse idriche e il disinquinamento delle aree ad alto rischio.

Angelo PICANO (Pop-Udeur) osserva che, essendo gli obiettivi della proposta di parere già indicati - di fatto - all'interno dell'articolo 1 del decreto-legge, potrebbe risultare più opportuno, per la Commissione, non formulare rilievi troppo specifici, in modo da lasciare alla discrezionalità delle forze in campo il compito di individuare le scelte sulle modalità di intervento.

Paolo CACCIARI (RC-SE) esprime talune perplessità sull'ipotesi di enfatizzare, nel parere della Commissione, l'obiettivo del ripristino dei servizi primari, che potrebbe rischiare, in qualche misura, di spostare sin d'ora l'attenzione sulla fase di ricostruzione. Al riguardo, ritiene che il provvedimento, occupandosi esclusivamente degli interventi di emergenza nelle aree colpite dal conflitto, debba limitarsi ad affrontare i problemi di pronto intervento. In tal senso, ritiene che la proposta di parere debba sottolineare l'esigenza di mettere a disposizione del monitoraggio ambientale le più adeguate strutture tecnologiche.

Ermete REALACCI, presidente, osserva che, alla luce degli interventi sinora svolti,


Pag. 100

la proposta di parere del relatore potrebbe specificamente prevedere che il Governo, tra gli interventi di cooperazione, promuova iniziative finalizzate a monitorare e fronteggiare i danni ambientali prodotti dagli eventi bellici, con particolare attenzione all'esigenza di garantire i servizi primari, al fine di migliorare da subito le condizioni delle popolazioni civili interessate.

Grazia FRANCESCATO (Verdi) giudica particolarmente significativo indicare l'esigenza di procedere al monitoraggio ambientale delle aree interessate dagli eventi bellici, anche in ragione della circostanza che i primi interventi del Governo, in questo ambito, sono già stati avviati.

Giuliano PEDULLI (Ulivo), relatore, sulla base degli elementi emersi nel corso del dibattito, presenta una nuova versione della proposta di parere favorevole con osservazione (vedi allegato 2).

La Commissione approva, quindi, la nuova versione della proposta di parere formulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.50.