I Commissione - Resoconto di mercoledý 6 dicembre 2006


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 6 dicembre 2006. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Enrico Micheli.

La seduta comincia alle 14.50.

Sistema informativo per la sicurezza e segreto di Stato.
C. 445 Ascierto, C. 1401 Naccarato, C. 1566 Mattarella e C. 1822 Ascierto.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 dicembre 2006.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, comunica che il Presidente della Camera, investito della questione di competenza in merito alle proposte di legge C. 445, C. 1401 e C. 1566, da parte della IV Commissione Difesa, che ne richiedeva, con lettera del presidente della Commissione medesima, l'assegnazione alle Commissioni riunite I e IV, ha confermato, con lettera in data odierna, l'assegnazione di tali proposte alla I Commissione, prevedendo che al parere della IV Commissione siano riconosciuti gli effetti di cui all'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento.

Il sottosegretario Enrico MICHELI, come già dichiarato in occasione di una sua recente audizione da parte del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza e sul segreto di Stato, fa presente che il Governo, ritenendo maturi i tempi per addivenire alla definizione di una riforma della disciplina normativa del settore, sta elaborando un disegno di legge, che si riserva di presentare alla Camera in tempi brevi, auspicando che si possa pervenire alla approvazione di una riforma largamente condivisa, trattandosi di materia che richiede il consenso di entrambi gli schieramenti politici.
Dopo aver precisato, pertanto, che interviene a titolo personale, al fine di non anticipare le linee che dovranno essere


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approvate in sede di Consiglio dei Ministri, si sofferma in particolare sulle considerazioni conclusive della esauriente relazione svolta dal presidente Violante, con riferimento alle linee di fondo che dovrebbero informare la riforma, dichiarando di condividerne sostanzialmente i contenuti. In proposito ritiene condivisibile il mantenimento di un sistema binario, che si fonda sulla presenza di due distinti servizi, con competenze separate, come previsto nel modello attuale, definito con la legge n. 801 del 1977, apportando ad esso solo le modifiche che si considerano necessarie. In particolare ritiene opportuno modificare le competenze di coordinamento del CESIS, attribuendo ad esso un ruolo maggiormente dinamico rispetto a quello attualmente svolto, soprattutto nei rapporti con la Presidenza del Consiglio. Osserva in proposito che la relazione svolta dal presidente e le proposte di legge in titolo sembrano delineare una preferenza verso il modello binario, fondato su una dipendenza funzionale dei servizi dalla Presidenza del Consiglio, più che dai singoli dicasteri, in proposito ritiene che debba essere il Parlamento ad assumere una decisione definitiva in merito.
Ritiene inoltre importante evitare il sorgere di sovrapposizioni di competenza tra le diverse strutture, condividendo al riguardo quanto evidenziato nella relazione del presidente Violante, che suggerisce una rigorosa distinzione di competenze con riferimento ai compiti di sicurezza interna ed esterna, fatti salvi i necessari momenti di coordinamento.
Si sofferma inoltre sulla necessità di prevedere idonee forme di garanzie funzionali, volte a tutelare l'attività degli agenti dei servizi di sicurezza, ferma restando la necessità di salvaguardare i valori democratici e i diritti e le libertà fondamentali.
Con riferimento al tema del segreto di Stato, osserva che la definizione della sua disciplina produce significative ripercussioni sulla credibilità dei servizi di sicurezza italiani nei suoi rapporti con quelli degli altri Stati. Al riguardo dichiara di condividere l'ipotesi di prevedere la temporaneità del segreto, come accade in altri paesi democratici.
Conclude ribadendo il proprio auspicio in ordine alla opportunità di trovare una sostanziale condivisione tra il Parlamento ed il Governo e tra maggioranza e opposizione sulle linee di riforma della disciplina in esame.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, ringrazia il Sottosegretario Micheli per il contributo offerto ai lavori della Commissione, facendo quindi presente che, in attesa della presentazione del disegno di legge del Governo, l'esame in sede referente delle proposte di legge in titolo, proseguirà comunque nel corso delle prossime sedute.

Graziella MASCIA (RC-SE) condivide la necessità che sulla riforma dei servizi di sicurezza si raggiunga una sostanziale condivisione tra le diverse forze politiche presenti in Parlamento. Al riguardo fa presente che, da parte del proprio gruppo, è in corso di presentazione una proposta di legge, sui cui contenuti essenziali intende soffermarsi. Ritiene opportuno evidenziare preliminarmente il proprio convincimento per cui l'efficienza dei servizi di sicurezza debba essere funzionale a garantire innanzitutto il rispetto dei diritti fondamentali. Al riguardo reputa essenziale individuare con rigorosa precisione le singole responsabilità in capo agli operatori dei servizi, assicurando al contempo un sostanziale ed effettivo potere di controllo democratico, che potrebbe essere assolto dall'apposito comitato parlamentare.

Il sottosegretario Enrico MICHELI dichiara di condividere la necessità di assicurare idonee forme di controllo sull'operato dei Servizi di sicurezza anche in sede parlamentare.

Graziella MASCIA (RC-SE), riprendendo il proprio intervento, sottolinea l'opportunità di riconsiderare la ripartizione delle competenze tra i diversi Servizi, superando così il modello binario, fondato sull'esistenza di due distinte strutture.


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In particolare ritiene superato e, conseguentemente, superfluo il ruolo svolto dal CESIS, che non risponde più alle esigenze attuali. Ricorda che, nel corso dell'esame della riforma dei servizi di sicurezza svolto nella passata legislatura, si era ritenuto che il modello binario costituisse una efficace garanzia di controllo reciproco tra le due strutture, ma l'esperienza recente ha evidenziato l'infondatezza di tale convincimento. Fa presente che il modello suggerito nella proposta di legge del proprio gruppo prevede la presenza di una direzione generale di un servizio unico, con attribuzioni sia su un'area di competenza interna che su una estera, dipendente da un apposito ministro. A definire gli indirizzi di fondo è previsto un consiglio nazionale, di cui fanno parte i ministri dell'interno, della difesa e degli affari esteri.
Ribadisce quindi il proprio convincimento in ordine alla necessità di individuare rigorosamente le sfere di responsabilità, attribuendo all'apposito comitato parlamentare funzioni di controllo complessivo sull'attività dei servizi, anche sotto il profilo della verifica delle spese da questi effettuate. Ritiene inoltre che le Camere possano attribuire al comitato i poteri che l'articolo 82 della Costituzione riconosce alle Commissioni d'inchiesta. I membri del comitato devono essere tenuti al segreto delle informazioni in loro possesso, prevedendo, in caso di violazione, la loro decadenza dalla carica ed una situazione di incompatibilità per la legislatura successiva.
Per quanto concerne la selezione del personale, reputa opportuno che essa avvenga non solo all'interno della pubblica amministrazione, ma anche al suo esterno, purché effettuata in maniera ragionevole e trasparente.
Si sofferma infine sulle garanzie funzionali, che ritiene debbano riguardare esclusivamente le azioni intraprese dal personale addetto ai servizi nell'esercizio delle loro funzioni. In proposito ritiene debbano prevedersi cause di non punibilità con l'indicazione delle condotte in ogni caso vietate, come, ad esempio, l'aggressione alla vita, all'integrità fisica e alla salute oltre a varie forme di libertà, in primo luogo quella politica e quella di stampa. Tali esclusioni della punibilità devono essere previamente autorizzate dal direttore generale del servizio di sicurezza unico, con un parere motivato espresso da un comitato di garanzia formato da un prefetto, un ambasciatore ed un magistrato, nominati dai ministri dell'interno, degli affari esteri e della giustizia.
Si sofferma quindi sul segreto di Stato, del quale propone la declassificazione automatica dopo trenta o quindici anni, fatte salve alcun espresse eccezioni per fatti di particolari rilievo.

Marco BOATO (Verdi) dopo aver ringraziato il sottosegretario Micheli per l'intervento svolto, auspica che il Consiglio dei ministri licenzi rapidamente il disegno di legge di cui ha preannunciato la presentazione. Ritiene opportuno che sul progetto di riforma dei servizi di sicurezza si pervenga ad una sostanziale condivisione tra le diverse forze politiche ed il Governo, che auspica maturi su di esso una posizione uniforme. In proposito ricorda che, nel corso della passata legislatura, durante l'esame di un provvedimento di contenuto analogo a quello in esame, era stata svolta un'attività conoscitiva che aveva evidenziato la mancanza di una posizione comune all'interno dell'Esecutivo, e dei vertici dei servizi, sui contenuti della riforma in discussione.
In considerazione del fatto che il relatore potrebbe riservarsi di elaborare una proposta di testo unificato, giudica al riguardo opportuno che la presentazione delle varie proposte di legge che sono state preannunciate avvenga in tempi rapidi per consentire al relatore di esaminarle compiutamente.

Maurizio GASPARRI (AN), fa presente di aver presentato, con altri deputati del suo gruppo, una proposta di legge vertente sulla medesima materia delle proposte di legge in titolo, che è in corso di stampa. Osserva inoltre che il rappresentante del Governo ha preannunciato la presentazione


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di un disegno di legge organico, che tuttavia non ritiene indispensabile ai fini della prosecuzione dell'iter dei progetti di legge dei quali la Commissione ha già avviato l'esame, ben potendo l'Esecutivo decidere di presentare propri emendamenti al testo che sarà adottato come testo base da parte della Commissione. Rileva altresì che, come è stato già ricordato, il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato ha avviato una discussione di ordine politico su questa materia, che potrebbe anche sfociare nella presentazione di proposte di legge da parte dei componenti del Comitato medesimo. Al riguardo, precisa come il lavoro parlamentare sulla riforma dei servizi debba muovere, a suo avviso, da un giudizio molto positivo sull'operato dei Servizi nel corso degli ultimi anni: è anche grazie al loro operato che l'Italia non ha subito attentati terroristici, come invece è avvenuto in numerosi altri Paesi in Europa e al di fuori della stessa. Ritiene particolarmente importante ribadire tale giudizio positivo a fronte della notizia, diffusa proprio in questi giorni, delle richieste di rinvio a giudizio di alcuni esponenti dei servizi, e ricordare come l'esigenza di una riforma in materia fosse avvertita anche in passato, come confermano le proposte di legge presentate ed esaminate nel corso della precedente legislatura. Nel merito della proposta di legge di cui è firmatario, sottolinea che essa si propone, in primo luogo, di fare chiarezza sul problema delle garanzie funzionali per gli agenti dei servizi, muovendo dal riconoscimento del fatto che nessuno all'interno del nostro ordinamento possa considerarsi legibus solutus, ma anche cercando di rimediare a gravi episodi, verificatisi anche nel recente passato, di divulgazione di intercettazioni, complete di nomi e cognomi, disposte nei confronti di personale dei servizi. La proposta di legge prevede altresì una centralizzazione dei servizi in un'unica struttura, alla quale facciano capo tre agenzie, competenti rispettivamente in materia di terrorismo internazionale, criminalità organizzata e controspionaggio. In proposito, osserva come sia attualmente preferibile una ripartizione dei compiti sulla base delle materie, anziché su base territoriale, avendo progressivamente perso di significato la distinzione tra fenomeni internazionali e fenomeni nazionali, specie in tema di terrorismo. Dichiara altresì la disponibilità del suo gruppo a valutare diverse soluzioni organizzative, sempre a partire, tuttavia, dalla consapevolezza che il CESIS, nella sua attuale conformazione, risulta superato, in quanto scarsamente incisivo nello svolgimento del suo ruolo di coordinamento. Evidenzia quindi che tale proposta di legge tende ad eliminare duplicazioni di spesa e ad evitare sovrapposizioni di competenze, con l'obiettivo di esaltare un'efficienza dei servizi che, a suo avviso, non è comunque mai venuta meno in anni recenti. Osserva che la proposta di legge risponde altresì all'esigenza di fare chiarezza sui rapporti tra l'autorità politica e l'autorità giudiziaria, consentendo alla prima di valutare le iniziative dei servizi e di assumersene fino in fondo la responsabilità. Richiama poi la perdurante necessità di coniugare libertà e sicurezza e, in particolare, ritiene che si debba essere disponibili a sacrificare una quota di libertà al fine di meglio rispondere alle esigenze della sicurezza. In particolare, per quanto riguarda il giusto e doveroso rispetto della libertà religiosa, osserva come esso non debba portare a smarrire la consapevolezza del fatto che, spesso, ad esempio, moschee e scuole coraniche servono di copertura per altre finalità. Ricorda quindi che la proposta di legge prevede l'istituzione di un ministro per l'informazione e la sicurezza, senza che, con ciò, si intenda invadere le competenze di altri dicasteri e, in particolare, dei Ministeri dell'interno e della difesa. Rileva altresì che la proposta di legge affida all'autorità politica il compito di valutare e autorizzare le operazioni dei servizi. Auspica che si pervenga all'approvazione di una riforma che rafforzi l'attività di informazione e sicurezza e offra le necessarie certezze agli operatori dei servizi. Auspica altresì che, in materia, si realizzino intese tra maggioranza e opposizione,


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senza nulla togliere, naturalmente, alla necessaria dialettica politica, e che sia fatta chiarezza sulle sedi di discussione della riforma dei servizi. Al riguardo, giudica positivamente che questo ramo del Parlamento abbia avviato l'attività legislativa in materia nella sede a ciò deputata, ovvero in questa Commissione, anche se reputa del tutto normale che, contemporaneamente, il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato svolga una riflessione politica sull'argomento. Dopo aver rilevato che potrebbe a suo avviso non essere necessario procedere alla costituzione di un Comitato ristretto, potendo la Commissione dare incarico al relatore di elaborare una proposta di testo unificato, ribadisce l'esigenza del rispetto delle leggi vigenti da parte di tutti gli operatori dei servizi, ma anche la necessità di aggiornare la legislazione in materia alla luce della mutata situazione internazionale, e richiama infine la necessità di coniugare esigenze di trasparenza e di riservatezza nell'ambito di una riforma che miri a garantire e promuovere l'efficienza dei servizi.

Alessandro NACCARATO (Ulivo) osserva come episodi recenti abbiano evidenziato elementi di criticità nel funzionamento dei servizi e ritiene sia giusto riconoscere che proprio tali elementi di criticità hanno determinato il vivo interesse che si registra attualmente su questa materia. Rileva infatti come, non a caso, molte delle proposte di legge sulla riforma dei servizi si pongano proprio l'obiettivo di accrescerne l'efficienza. Ritiene altresì che gli stessi recenti episodi abbiano evidenziato la necessità di ripensare i criteri di reclutamento e l'organizzazione del personale dei servizi, al fine di promuoverne la trasparenza e l'affidabilità, a fronte di meccanismi che, oggi, sono forse improntati a un'eccessiva discrezionalità. Dichiara quindi di condividere, in particolare, le previsioni contenute nella proposta di legge C. 1566 in ordine alla limitazione temporale degli incarichi affidati a soggetti esterni ai servizi e di un limite numerico complessivo degli stessi. Giudica altresì positivamente, nell'ambito della medesima proposta di legge, il riferimento alle procedure concorsuali per l'assunzione di personale e la precisazione delle cause di incompatibilità, con riferimento anche al periodo successivo al termine dell'attività per conto dei servizi. Per quanto attiene poi alla disciplina del segreto di Stato, su cui verte in particolare la sua proposta di legge C. 1401, sottolinea la necessità di intervenire sui seguenti aspetti: introdurre maggiori e più stringenti limiti all'opponibilità del segreto di Stato, escludendola ad esempio con riferimento ai reati di strage, criminalità mafiosa, traffico di stupefacenti; limitare per quanto possibile il contrasto tra l'azione della magistratura e l'esercizio della prerogativa governativa di opporre il segreto, che rischia di trasmettere ai cittadini l'immagine di istituzioni divise e votate al perseguimento di obiettivi contrapposti; esclusione della possibilità di opposizione del segreto nei confronti della Corte Costituzionale; limitazione temporale determinata per legge della durata del segreto, coerentemente con quanto previsto in altri ordinamenti; deposito dei documenti non più sottoposti al segreto presso l'Archivio di Stato e, dunque, accessibilità degli stessi da parte del pubblico; riordino del sistema sanzionatorio per gli abusi nell'apposizione della classifica di segretezza.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire, osserva che nella seduta di martedì 12 dicembre 2006, potranno avere luogo gli interventi dei deputati che intendono ancora intervenire nell'ambito dell'esame preliminare e rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Difensore civico delle persone private della libertà personale.
C. 626 Mazzoni, C. 1090 Mascia e C. 1441 Boato.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, l'8 novembre 2006.


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Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che le Commissioni IV, XI, XII e la Commissione parlamentare per le questioni regionali hanno espresso parere favorevole sul testo approvato dalla Commissione. Avverte altresì che la II Commissione ha espresso parere favorevole con condizione e osservazioni e che la V Commissione ha espresso parere favorevole con condizione.

Graziella MASCIA (RC-SE), relatore, esprime apprezzamento per le osservazioni contenute nel parere reso dalla Commissione Giustizia, mentre si dichiara perplessa sulla condizione ivi contenuta, in quanto l'obiettivo del testo approvato dalla Commissione consisteva proprio nella sostituzione del Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale al magistrato di sorveglianza con riferimento all'esame dei reclami dei detenuti. L'accoglimento della condizione posta dalla II Commissione rischia invece, a suo avviso, di ingenerare confusione e sovrapposizione di ruoli e competenze e ritiene pertanto che essa non possa essere accolta.

Luciano VIOLANTE, presidente, precisa che il punto problematico, evidenziato nel parere della II Commissione, sembra consistere nell'impossibilità di sollevare eccezione di costituzionalità nel corso del procedimento innanzi al Garante. Osserva tuttavia come tale obiezione appaia superabile in considerazione del fatto che il testo approvato dalla Commissione fa comunque salva la possibilità del ricorso giurisdizionale al tribunale di sorveglianza.

Gabriele BOSCETTO (FI) ritiene che il parere reso dalla Commissione Giustizia tenda a migliorare un testo rispetto al quale il suo gruppo esprimerà voto contrario, ritenendo che esso abbia assunto una portata eccessivamente ampia. Ricorda altresì come anche un emendamento dell'opposizione proponesse di affiancare il ruolo del Garante a quello svolto dal magistrato di sorveglianza. Considera quindi condivisibili i rilievi critici contenuti in detto parere e ritiene che sarebbe opportuno conformarsi alla condizione ivi contenuta. Pur riconoscendo la rilevanza di quanto osservato dal presidente con riferimento alla proponibilità del ricorso giurisdizionale, osserva infatti che tale rimedio interverrebbe solo in un momento successivo. Auspica infine che tutti i rilievi contenuti nel parere della Commissione Giustizia siano accolti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) chiede di sapere come si intenda procedere per quanto riguarda la possibilità di far confluire nel provvedimento in esame l'istituzione di una autorità indipendente per la tutela dei diritti umani, di cui si è discusso nella seduta di ieri.

Luciano VIOLANTE, presidente, fa presente che, essendo il provvedimento in esame iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea a partire dalla giornata di martedì 12 dicembre 2006, questo aspetto dovrà essere affrontato nel corso dell'esame in Assemblea.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN), dopo aver ringraziato il presidente per la precisazione, sottolinea la rilevanza del parere espresso dalla Commissione Giustizia, evidentemente con il sostegno degli stessi deputati di maggioranza: si tratta infatti, a suo avviso, di un parere sostanzialmente contrario, come si evince in modo particolare dalle premesse. Del resto, fa notare come, anche formalmente, esso debba considerarsi contrario, ove la Commissione decida di non conformarsi alla condizione ivi contenuta. Sottolinea quindi come il testo approvato dalla Commissione sollevi problemi a suo avviso non superabili: in particolare, fa presente come, nel caso di successivo ricorso giurisdizionale, non smetterebbe di avere rilievo tutta la vicenda precedente e come, dunque, l'assenza di idonee garanzie per il detenuto nella precedente fase innanzi al Garante finirebbe per inficiare anche l'eventuale procedimento giurisdizionale successivo. Sottolinea inoltre come, nella proposta di legge, svanisca del tutto la funzione dell'avvocato difensore, che pure


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presidia un diritto costituzionale e che dovrebbe accompagnare tutte le fasi del procedimento. Rileva ancora come il testo approvato dalla Commissione risulti problematico sotto il profilo del rispetto della privacy e come esso ponga problemi di interferenza dell'attività del Garante con i compiti non sopprimibili affidati dall'ordinamento alla magistratura di sorveglianza. Dopo aver sottolineato la particolare rilevanza di un parere reso dalla Commissione Giustizia su tale materia, auspica che i profili problematici segnalati siano risolti nel prosieguo dei lavori.

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che il relatore ha presentato l'emendamento 15.1, volto a recepire il contenuto della condizione contenuta nel parere della Commissione Bilancio (vedi allegato).

Marco BOATO (Verdi) annuncia voto favorevole sull'emendamento del relatore 15.1, nonché sul conferimento del mandato al relatore a riferire favorevolmente sul provvedimento in esame. Auspica altresì che la Commissione possa recepire, con la presentazione di propri emendamenti nel corso dell'esame in Assemblea, le osservazioni contenute nel parere della Commissione Giustizia. Ritiene altresì che, in sede di Comitato dei nove, possa essere ulteriormente approfondita la questione sollevata dalla condizione contenuta nel parere della medesima Commissione. Dopo aver ricordato come, in passato, sia più volte accaduto che altre Commissioni non si conformassero alle condizioni poste dalla I Commissione, osserva che nel corso dell'esame in Assemblea potrà altresì essere ulteriormente valutata la questione relativa all'istituzione di un'autorità indipendente per la tutela dei diritti umani.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) dichiara il proprio voto di astensione sull'emendamento del relatore 15.1.

La Commissione approva l'emendamento del relatore 15.1 e delibera quindi di conferire il mandato al relatore a riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Luciano VIOLANTE, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 16.30.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

Mercoledì 6 dicembre 2006.

La seduta comincia alle 16.30.

Sulla programmazione dei lavori della Commissione.

Luciano VIOLANTE, presidente, comunica che a seguito della riunione del 5 dicembre 2006 dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, è stato predisposto, ai sensi degli articoli 23, comma 6, terzo periodo, e 25, comma 2, del regolamento, il seguente programma dei lavori della Commissione per il periodo dicembre 2006-febbraio 2007:

PROGRAMMA DEI LAVORI PER IL PERIODO DICEMBRE 2006-FEBBRAIO 2007

Sede referente:
C. 1318 - Disposizioni in materia di incompatibilità e di conflitti di interessi dei titolari delle cariche di Governo.
C. 1566 e abb. - Disciplina dei servizi di sicurezza.
C. 24 e abb. - Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza.
C. 134 e abb. - Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi.


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C. 203 cost e abb. - Procedura per la modifica degli statuti delle regioni a statuto speciale.
C. 1359 cost. e abb. - Distacco del comune di Lamon dalla regione Veneto e sua aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige.
C. 1242 cost. - Modifica all'articolo 111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato.
C. 1043 e abb. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti a Genova in occasione del vertice G8.
C. 1729 - Norme in materia di manifestazioni musicali aperte al pubblico organizzate da privati.
C. 1667 - Rimborsi delle spese per le consultazioni elettorali svoltesi nell'anno 2006 per il rinnovo della Camera dei deputati.
C. 261, C. 620 e C. 1141 - Ratifica ed esecuzione del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992.
C. 1134, C. 1664 e C. 1679 - Scioglimento dei consigli comunali e provinciali in presenza di fenomeni di infiltrazione mafiosa.
C. 1588 - Rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini.
C. 1733 - Modifica all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, in materia di tutela delle lingue storiche regionali.
C. 1225 - Modifica dell'articolo 52 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, in materia di composizione della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
C. 1925 cost - Modifica all'articolo 53 della Costituzione in materia di legislazione tributaria e diritti del contribuente.
C. 1852 - Modifica al testo unico in materia di immigrazione sul divieto di espulsione e di respingimento.

Indagini Conoscitive:
Indagine conoscitiva sulla libertà religiosa nell'ambito dell'esame delle pdl C. 134 e abb.
Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza in Italia, sugli indirizzi della politica della sicurezza dei cittadini e sull'organizzazione e il funzionamento delle Forze di polizia.

Il presidente si riserva di inserire nel programma dei lavori ulteriori progetti di legge assegnati in sede consultiva, gli atti del Governo sui quali la Commissione sia chiamata ad esprimere un parere, i disegni di legge di conversione di decreti-legge e gli altri atti dovuti, nonché lo svolgimento di atti di sindacato ispettivo.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle 16.35.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 98 del 5 dicembre 2006, a pagina 28, seconda colonna, trentaquattresima riga, deve leggersi «potrebbe» in luogo di «potrebbero», a pagina 29, prima colonna, trentaseiesima riga, deve leggersi «martedì» in luogo di «lunedì» e a pagina 30, seconda colonna, diciassettesima riga, deve leggersi «predeterminare» in luogo di «predeterminarne».