VI Commissione - Resoconto di mercoledý 13 dicembre 2006


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RISOLUZIONI

Mercoledì 13 dicembre 2006.- Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il viceministro per l'economia e le finanze Roberto Pinza.

La seduta comincia alle 8.45.

7-00074 Crisci: Operatività della «Fondazione per il Sud».
(Seguito discussione e conclusione - Approvazione di un nuovo testo).

La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata nella seduta del 5 dicembre.

Nicola CRISCI (Ulivo) ricorda come nel corso della precedente seduta siano state avanzate richieste, provenienti sia da deputati della maggioranza sia da deputati dell'opposizione, di riformulare il testo della risoluzione in modo tale da impegnare il Governo a sollecitare e sensibilizzare i vertici della Fondazione per il Sud affinché l'operatività dell'ente sia estesa a tutte le regioni del Mezzogiorno. Ritenendo del tutto condivisibile la predetta richiesta e le motivazioni che ne costituiscono il fondamento, riformula conseguentemente il testo della propria risoluzione, inserendovi un esplicito riferimento alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna (vedi allegato 1).

Il Vice Ministro Roberto PINZA, nell'evidenziare la rilevanza ed il pregio dell'iniziativa che ha condotto alla costituzione della Fondazione per il Sud, sottolinea come il relativo progetto sia stato realizzato per autonoma iniziativa delle fondazioni bancarie e del volontariato.
A tale riguardo, ricorda come la Fondazione per il Sud sia un soggetto privato, che ha per scopo la promozione e il sostegno dello sviluppo economico e sociale del Sud d'Italia, con particolare attenzione alle Regioni che rientrano nell'obiettivo prioritario 1, ai sensi del Regolamento CE n. 1260 del 21 giugno 1999.
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro della Solidarietà sociale, con decreto interministeriale dell'11 settembre 2006, ha provveduto a destinare gli accantonamenti delle Fondazioni bancarie ai fondi speciali, di cui alla legge n. 266 del 1991, relativi agli esercizi 2003 e 2004, al conferimento a patrimonio della costituenda Fondazione.
Per quanto riguarda i programmi di intervento, gli stessi rientrano nell'autonomia statutaria della Fondazione.
Evidenzia quindi come, nel rispetto degli scopi e dell'autonomia statutaria della stessa, l'atto di indirizzo sia stato portato a conoscenza dell'Associazione fra le Casse di risparmio italiane, in rappresentanza delle Fondazioni di origine bancaria fondatrici, affinché possa essere oggetto di valutazione da parte della «Fondazione per il Sud».
Esprime quindi l'impegno del Governo ad informare i vertici della Fondazione circa il contenuto della risoluzione, sottolineando l'importanza di tale iniziativa parlamentare, non potendo tuttavia assicurare il raggiungimento dei risultati sperati, data la natura privatistica della Fondazione e l'assenza di una partecipazione dello Stato nel capitale della stessa.

Francesco AMENDOLA (Ulivo) dichiara di sottoscrivere il testo della risoluzione, come riformulato.


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Antonio PEPE (AN) preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sulla risoluzione, come riformulata, pur sottolineando la necessità di mantenere sempre ferma la distinzione tra pubblico e privato nella gestione delle fondazioni bancarie.

La Commissione approva la risoluzione, come riformulata, che assume il n. 8-00024 (vedi allegato 1).

La seduta termina alle 9.

AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 13 dicembre 2006.

Audizione dei rappresentanti della Confedilizia, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 1762, recante delega per il riordino della normativa sulla tassazione di redditi di capitale, sulla riscossione e accertamento dei tributi erariali, sul sistema estimativo del catasto e per la redazione di testi unici delle disposizioni sui tributi statali.

L'audizione informale è stata svolta dalle 9 alle 9,30.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 13 dicembre 2006. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Mario Lettieri.

La seduta comincia alle 13.45.

Paolo DEL MESE, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-00489 Leo e Germontani: Problematiche attinenti al regime tributario dei contributi pubblici erogati in favore delle imprese ubicate a Casale Monferrato danneggiate dall'alluvione del 2000.

5-00490 Leddi Maiola: Questioni relative al regime tributario dei contributi pubblici erogati in favore delle imprese colpite dall'alluvione che nel 2000 interessò le province di Alessandria, Asti e Vercelli.

Paolo DEL MESE, presidente, avverte che le interrogazioni 5-00489 e 5-00490, in quanto vertenti sulla medesima materia, saranno svolte congiuntamente.

Maria Ida GERMONTANI (AN) illustra brevemente l'interrogazione, di cui è cofirmataria, la quale concerne la vicenda relativa ai contributi pubblici stanziati in favore delle imprese colpite dall'alluvione del 2000, i quali, mentre in un primo momento, in base all'interpretazione prevalente della relativa che ad essi si riferisce, sono stati considerati del tutto esenti da tassazione, successivamente, in virtù di una circolare ministeriale del 2003, sono stati dichiarati esenti solo dall'IRPEF e dall'IRES, ma non dall'IRAP.
Evidenzia quindi come, in base a tale discutibile indirizzo interpretativo, l'Amministrazione finanziaria stia effettuando verifiche generalizzate nei confronti delle imprese interessate, richiedendo il versamento delle imposte arretrate relative ai predetti contributi, con conseguente insorgenza di un esteso contenzioso che viene a gravare pesantemente ed in modo ingiustificato proprio sulle imprese medesime già penalizzate dai citati eventi alluvionali.
Chiede pertanto al Governo di chiarire definitivamente che la normativa istitutiva delle misure agevolative in favore delle imprese colpite dall'alluvione del 2000 siano esenti anche dall'IRAP.

Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) illustra la propria interrogazione, la quale riguarda la medesima materia affrontata dall'interrogazione appena illustrata dal deputato Germontani, relativa all'incresciosa vicenda della tassazione delle agevolazioni


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previste in favore delle imprese situate nelle zone colpite dall'alluvione del 2000.
Rileva, in particolare, come la vicenda prospettata appaia particolarmente inaccettabile anche in considerazione del comportamento contraddittorio degli apparati statali, i quali, da un lato hanno concesso agevolazioni a talune imprese in particolari situazioni di difficoltà dovute ad eventi naturali e, dall'altro, pretendono, dopo alcuni anni, di recuperare a tassazione i contributi erogati.
Dal momento che l'Amministrazione finanziaria sembra avere avviato procedure di verifica nei confronti della maggior parte delle imprese interessate, le quali sono ubicate prevalentemente nelle provincie di Alessandria, Asti e Vercelli, ritiene assolutamente necessario che il Governo fornisca ogni chiarimento in merito.

Il Sottosegretario Mario LETTIERI risponde alle interrogazioni nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Sottolinea quindi come, nonostante il problema sollevato dagli interroganti sia reale ed oggettivo, l'Amministrazione abbia agito in modo assolutamente legittimo, ovvero conformemente ad una specifica norma di legge. Sussiste, infatti una situazione di conflitto fra norme che il Parlamento, oltre al Governo, deve farsi carico di risolvere.

Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo) nell'evidenziare come dal tenore della risposta fornita emerga la disponibilità del Governo a valutare possibili soluzioni, chiede che siano fornite quanto prima delucidazioni sulle modalità con le quali si intende concretamente procedere per risolvere una situazione tanto incresciosa ed inaccettabile.

Maria Ida GERMONTANI (AN) pur apprezzando l'apertura manifestata dal sottosegretario, si dichiara insoddisfatta della risposta fornita, e preannuncia ulteriori iniziative del proprio gruppo volte al affrontare e risolvere la problematica affrontata dall'interrogazione.

Franco STRADELLA (FI) esprime il proprio vivo disappunto per il comportamento dell'Amministrazione finanziaria, la quale sta procedendo in modo indiscriminato ad emettere cartelle esattoriali nei confronti delle imprese colpite dall'alluvione del 2000, richiedendo il versamento delle imposte arretrate relative ai predetti contributi.

5-00491 Reina ed altri: Problematiche relative alla qualificazione ai fini IVA delle cessioni intracomunitarie di beni.

Karl ZELLER (Misto-Min.ling) illustra l'interrogazione, di cui è cofirmatario, con la quale si richiedono chiarimenti al Governo in ordine all'interpretazione delle norme tributarie concernenti le cessioni intracomunitarie di beni.
In particolare, l'atto di sindacato ispettivo chiede di chiarire se le cessioni effettuate direttamente da una società non residente in Italia a cessionari italiani debbano essere in ogni caso considerate, ai fini IVA, quali cessioni intracomunitarie, anche nel caso in cui sia configurabile una stabile organizzazione del cedente nel territorio italiano, in assenza di passaggio materiale di beni dalla società-casa madre non residente alla propria stabile organizzazione nel territorio nazionale.

Il Sottosegretario Mario LETTIERI risponde all'interrogazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Karl ZELLER (Misto-Min.ling) si dichiara soddisfatto della risposta, la quale contribuisce a chiarire che, se la cessione è effettuata direttamente dalla società non residente ad un cessionario residente, senza l'intermediazione di una stabile organizzazione nel territorio nazionale, l'operazione è qualificabile, ai fini IVA, come semplice cessione intracomunitaria e non quale cessione intracomunitaria assimilata.


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5-00492 Fugatti: Questioni relative all'interpretazione dell'articolo 35, comma 7, del decreto-legge n. 223 del 2006, recante nuove disposizioni in materia di reati tributari.

Maurizio FUGATTI (LNP) illustra la propria interrogazione, con la quale si evidenzia come il decreto-legge n. 223 del 2006 abbia introdotto, all'articolo 35, comma 7, nuove disposizioni in materia di reati tributari, estendendo le disposizioni dell'articolo 10-bis del decreto legislativo n. 74 del 2000, in materia di omesso versamento di ritenute certificate ai dipendenti, alle fattispecie dell'omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto risultante dalla dichiarazione annuale, se di importo superiore a 50.000 euro, nonché al caso di mancato versamento di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, se superiore all'importo citato, utilizzando in compensazione crediti erariali non spettanti o inesistenti.
Ricorda, quindi, come il citato articolo 10-bis disponga la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque non versi, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta, ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 50.000 euro per ciascun periodo d'imposta.
Rileva, inoltre, come l'articolo 37, comma 10, lettera d), del decreto-legge n. 223 del 2006, anticipi al 31 marzo di ogni anno il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta, sottolineando come tale nuovo termine renda decisamente meno evitabile il realizzarsi della fattispecie penale tributaria disposta dal predetto articolo 10-bis, riducendo drasticamente il periodo nel quale è possibile una eventuale regolarizzazione.
Evidenzia quindi come l'articolo 10-quater del decreto legislativo n. 74 del 2000 appaia estendere il reato tributario previsto dall'articolo 10-bis al mancato versamento di somme a debito dovuto all'errata compensazione di crediti erariali, o all'utilizzo di crediti inesistenti, se commesso e non regolarizzato entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta, ossia il 31 marzo di ogni anno, rilevando come la ratio di tale norma risulti eccessivamente penalizzante nei confronti del contribuente.
Inoltre, non risulta chiaramente comprensibile se l'errata compensazione o l'utilizzo di crediti inesistenti relativi ad una specifica imposta, quale, ad esempio, l'IRAP, al fine dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 10-bis del decreto legislativo n. 74 del 2000, debba prendere come riferimento il termine della presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta, oppure quella della dichiarazione IRAP o di altri tributi utilizzati erroneamente per la compensazione.
In tale contesto l'interrogazione chiede al Governo di fornire chiarimenti in ordine all'esatta interpretazione del citato articolo 35, comma 7, del decreto-legge n. 223 del 2006.

Il Sottosegretario Mario LETTIERI risponde all'interrogazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Maurizio FUGATTI (LNP) ritiene che la risposta fornita contribuisca a chiarire i dubbi interpretativi posti dall'interrogazione.

5-00493 Borghesi: Problematiche relative al regime fiscale dell'attività dei pittori-ritrattisti.

Antonio BORGHESI (IdV) illustra la propria interrogazione, la quale concerne il regime fiscale applicabile ai pittori-ritrattisti che dipingono, espongono e vendono direttamente su suolo pubblico, i loro quadri, sottolineando come a tali soggetti sia generalmente attribuito il codice attività 9231E, con conseguente inquadramento nella categoria del lavoro autonomo professionale e, pertanto, obbligo di tenuta delle scritture contabili di emissione di fattura.
Evidenzia quindi come il predetto regime fiscale sia eccessivamente gravoso e del tutto inadeguato al tipo di attività


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svolta dai pittori-ritrattisti, anche in considerazione dell'indebita assimilazione a maestri della pittura, che adottano il medesimo codice-attività, pur svolgendo un'attività sostanzialmente difforme, consistente nell'esposizione e vendita attraverso gallerie d'arte, su commissione ovvero attraverso altri canali, rivolta ad un tipo di clientela del tutto diversa.
Sottolinea, quindi, come ulteriori gravosi adempimenti vengano richiesti ai pittori-ritrattisti anche dalle norme, introdotte dal decreto-legge n. 223 del 2006, relative alla tracciabilità dei compensi, che appaiono assolutamente sproporzionate in confronto alle dimensioni dell'attività.
Chiede quindi al Governo se non ritenga necessaria l'adozione di misure, anche di carattere normativo, che definiscano un regime fiscale compatibile con le concrete modalità di svolgimento dell'attività dei pittori-ritrattisti.

Il Sottosegretario Mario LETTIERI risponde all'interrogazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

Antonio BORGHESI (IdV) si dichiara non pienamente soddisfatto della risposta fornita, ribadendo come sia del tutto inappropriato applicare ai pittori-ritrattisti il regime fiscale del lavoro autonomo professionale, anche poiché, in tal modo, costoro vengono impropriamente equiparati ai maestri d'arte.

Paolo DEL MESE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

La seduta termina alle 14.10.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 13 dicembre 2006. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Mario Lettieri.

La seduta comincia alle 14.10.

Riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali.
C. 1955 Governo.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Elias VACCA (Com.It), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere alla VIII Commissione Ambiente, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, sul disegno di legge C. 1955, recante interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali, come modificato nel corso dell'esame presso la Commissione Ambiente.
Passando all'esame del contenuto della proposta di legge, che si compone di 7 articoli, evidenzia come l'articolo 1 disponga, al comma 1, la sospensione, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge e per un periodo di otto mesi, delle esecuzioni dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo, nei confronti di conduttori con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza.
La norma precisa altresì che la sospensione si applica, alle stesse condizioni, anche ai conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico.
La previsione è esplicitamente finalizzata a contenere il disagio abitativo e favorire il passaggio da casa a casa per particolari categorie sociali, soggette a procedure esecutive di sfratto e residenti nei comuni capoluoghi di provincia, nei comuni confinanti con oltre 10.000 abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa.


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Secondo quanto indicato nella relazione illustrativa, la previsione, che riprende sostanzialmente il contenuto dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 23 del 2006, è finalizzata a porre rimedio agli effetti derivanti dalla scadenza, il 3 agosto scorso, del termine di proroga degli sfratti disposto del predetto decreto-legge per le città di Roma, Milano e Napoli.
Ai sensi del comma 3, il termine di sospensione è esteso a diciotto mesi in favore dei conduttori di immobili appartenenti al patrimonio di grandi proprietà immobiliari; si tratta, in particolare, degli enti previdenziali pubblici, delle amministrazioni pubbliche (esclusi gli IACP), della CONSAP, delle società pubbliche privatizzate nelle quali la partecipazione pubblica sia uguale o superiore al 30 per cento, delle casse professionali e previdenziali, delle compagnie di assicurazione, degli istituti bancari, delle società possedute dai soggetti citati, ovvero da società che, per conto dei medesimi, svolgono anche indirettamente l'attività di gestione dei relativi patrimoni immobiliari.
Il comma 2 prevede che i requisiti per la sospensione della procedura di sfratto siano autocertificati dai soggetti interessati e comunicati al locatore. La sussistenza di tali requisiti può essere contestata dal locatore, ricorrendo al giudice dell'esecuzione, che procede nelle forme indicate dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 122 del 2002.
La disposizione specifica che, in caso di accesso all'abitazione, l'ufficiale giudiziario deve tenere conto dei termini di sospensione disposti dal provvedimento, ai fini della fissazione di una nuova data per l'accesso medesimo.
Il comma 4 prevede che, durante il periodo di sospensione dell'esecuzione, il conduttore corrisponda al locatore un canone di locazione maggiorato, determinato, ai sensi dell'articolo 6, comma 6, della legge n. 431 del 1998, in una somma mensile pari all'ammontare del canone dovuto al momento della cessazione del contratto, aggiornato in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo, e maggiorato del venti per cento.
In base al comma 5, il conduttore decade dal beneficio della sospensione della esecuzione se non provvede al pagamento del canone entro 20 giorni dalla scadenza, salvo il caso che la morosità del conduttore sia sanata in sede giudiziale, mediante versamento di tutti i canoni scaduti e degli oneri accessori maturati, maggiorato degli interessi legali e delle spese processuali, ai sensi dell'articolo 55 della legge n. 392 del 1978.
La decadenza si verifica anche nell'ipotesi in cui il comune di residenza del conduttore non provveda alla redazione del piano straordinario pluriennale previsto dall'articolo 3, comma 1.
Secondo il comma 6 la sospensione non opera nei confronti dei locatori i quali dimostrino di trovarsi nelle stesse condizioni richieste al conduttore per ottenere la sospensione stessa o i quali dimostrino di avere necessità di disporre dell'abitazione.
La disposizione specifica inoltre che a tutte le procedure esecutive per finita locazione attivate in relazione a contratti stipulati ai sensi della legge n. 431 del 1998 (contratti di durata non inferiore a quattro anni, contratti agevolati, contratti di natura transitoria, contratti per studenti universitari), e nei confronti dei conduttori di cui all'articolo 1, commi 1 e 3 della proposta di legge, si applica la previsione, di cui all'articolo 6, comma 4, della medesima legge n. 431, in base alla quale il conduttore può, per una sola volta, presentare istanza volta a chiedere che il giorno dell'esecuzione sia posticipato entro un termine di sei mesi.
Per quanto riguarda gli ambiti di competenza della Commissione Finanze, si segnala l'articolo 2, il quale prevede che, per i proprietari degli immobili locati ai conduttori individuati nell'articolo 1, commi 1 e 3, che usufruiscano della sospensione degli sfratti per un periodo, rispettivamente, di otto e diciotto mesi, si applichi, durante il periodo di sospensione della procedura esecutiva, il beneficio fiscale


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di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 23 del 2006, in base al quale il reddito da fabbricati derivante dalla locazione dei predetti immobili non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF ed IRES.
Inoltre l'articolo 2, secondo periodo, contempla la facoltà dei comuni di prevedere esenzioni o riduzioni dell'imposta comunale sugli immobili in favore dei medesimi proprietari.
L'articolo 3, comma 1, dispone che, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i comuni individuati nell'articolo 1 predispongono, d'intesa con la regione, sulla base del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica, con particolare riferimento alle categorie di cui al medesimo articolo 1 già presenti nelle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, un piano straordinario pluriennale da inviare ai Ministeri delle infrastrutture e della solidarietà sociale e al Ministro delle politiche per la famiglia.
Inoltre, ai sensi del comma 2, nei medesimi comuni possono essere istituite commissioni, con durata di diciotto mesi, per l'eventuale graduazione, fatte salve le competenze dell'Autorità giudiziaria ordinaria, delle azioni di rilascio, finalizzate a favorire il passaggio da casa a casa per i soggetti di cui all'articolo 1, nonché per le famiglie collocate utilmente nelle graduatorie comunali di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il funzionamento e la composizione delle predette commissioni è definito dalle locali prefetture, garantendo la presenza, oltre che del sindaco del comune interessato all'esecuzione di rilascio e del questore, o di loro delegati, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali degli inquilini e dei rappresentanti delle associazioni della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, individuate ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge n. 431 del 1998, e della convenzione nazionale sottoscritta ai sensi della predetta disposizione l'8 febbraio 1999, nonché di un rappresentante del locale istituto autonomo case popolari.
L'articolo 4 prevede, al comma 1, che entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministero delle infrastrutture convochi un tavolo di concertazione generale sulle politiche abitative, a cui partecipano rappresentanti dei Ministeri della solidarietà sociale e dell'economia e delle finanze, dei Ministri per le politiche giovanili e le attività sportive e delle politiche per la famiglia, delle regioni, dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), della Federcasa, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli inquilini, delle associazioni della proprietà edilizia e delle associazioni dei costruttori edili e delle cooperative di abitazione.
Per quanto riguarda ulteriori aspetti di competenza della Commissione Finanze, si segnala il comma 2, il quale prevede che, sulla base delle indicazioni emerse dal predetto tavolo, che deve concludersi entro un mese, il Ministro delle infrastrutture, di concerto con i Ministri della solidarietà sociale, dell'economia e delle finanze, per le politiche giovanili e le attività sportive e delle politiche per la famiglia, d'intesa con la Conferenza unificata, predispone, entro ulteriori due mesi, un programma nazionale contenente gli obiettivi e gli indirizzi di carattere generale per la programmazione regionale di edilizia residenziale pubblica, e definisce proposte normative in materia fiscale e per la normalizzazione del mercato immobiliare.
Il comma 3 stabilisce che il programma nazionale di cui al comma 2 è trasmesso alle Camera per l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari, da rendere entro trenta giorni dalla data di assegnazione.
L'articolo 5 chiarisce che le disposizioni recate dal provvedimento sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione.
L'articolo 6 dispone che agli oneri finanziari recati dal provvedimento, quantificati dalla relazione tecnica in circa 10 milioni di euro nel 2007 ed in circa 52


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milioni nel 2008, si faccia fronte mediante mantenimento in bilancio e successivo utilizzo della quota non impegnata di 63 milioni per il 2006, dello stanziamento previsto dall'articolo 2 del decreto-legge n. 106 del 2005 ai fini dell'erogazione del premio in favore delle imprese risultanti da processi di concentrazione ovvero di aggregazione.
L'articolo 7 regola l'entrata in vigore dell'intervento legislativo.
Formula una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato 6).

Antonio PEPE (AN), sebbene ritenga che le agevolazioni previste dal provvedimento in favore dei proprietari degli immobili non siano idonee a compensare integralmente la compressione del diritto di proprietà di tali soggetti, determinata dalla sospensione dei termini di esecuzione degli sfratti, alla quale fa riferimento lo stesso relatore nella sua proposta di parere, ritiene comunque positive tali misure, preannunciando quindi il voto favorevole del proprio gruppo sulla proposta di parere del relatore.

Gianfranco CONTE (FI) si associa alle considerazioni svolte dal deputato Antonio Pepe e preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sulla proposta di parere.

La Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.25.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 13 dicembre 2006. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Mario Lettieri.

La seduta comincia alle 14.25.

Sull'ordine dei lavori.

Paolo DEL MESE, presidente, propone, concorde la Commissione, di passare all'esame dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2003/96/CE, in materia di tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità, e, quindi, allo svolgimento delle audizioni informali dei rappresentanti dell'ABI e della società Riscossione SpA, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 1762.

Schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2003/96/CE, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità.
Atto n. 38.
(Seguito esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 dicembre.

Paolo DEL MESE, presidente, ricorda come, nel corso della seduta di ieri, si fosse convenuto che nella seduta odierna il relatore avrebbe presentato alla Commissione una proposta di parere sullo schema di decreto legislativo in esame, la quale sarebbe stata posta in votazione nella medesima seduta.

Ivano STRIZZOLO (Ulivo), relatore, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 7).

La Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.30.


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AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 13 dicembre 2006.

Audizione dei rappresentanti dell'Associazione bancaria italiana (ABI) e della società Riscossione SpA, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 1762, recante delega per il riordino della normativa sulla tassazione di redditi di capitale, sulla riscossione e accertamento dei tributi erariali, sul sistema estimativo del catasto e per la redazione di testi unici delle disposizioni sui tributi statali.

Le audizioni informali sono state svolte dalle 14.40 alle 16.30.