Comitato per la legislazione - Resoconto di mercoledý 13 dicembre 2006


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ESAME AI SENSI DELL'ARTICOLO 16-BIS, COMMA 6-BIS, DEL REGOLAMENTO

Mercoledì 13 dicembre 2006. - Presidenza del presidente Franco RUSSO.

La seduta comincia alle 9.20.

Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università.
C. 1961, approvato dal Senato - Governo.

(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione. - Parere con condizione e osservazioni).

Il Comitato inizia l'esame del disegno di legge in titolo, adottato come testo base dalla Commissione competente.

Antonio Giuseppe Maria VERRO, relatore, ricordando i contenuti del disegno di legge in esame, illustra la seguente proposta di parere:
«Il Comitato per la legislazione,
esaminato il disegno di legge n. 1961 e rilevato che:
esso reca una delega legislativa al Governo in materia di percorsi di orientamento, di accesso ai corsi di istruzione post-secondaria e di valorizzazione di risultati di eccellenza;
interviene a novellare alcune disposizioni della legge n. 425 del 1997 che l'articolo 1 della medesima legge individuava come norme generali per la disciplina - con lo strumento del regolamento di delegificazione - degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delle materie ad essi connesse; tale circostanza, da cui deriva l'esigenza di intervenire successivamente sul medesimo regolamento di delegificazione, non appare pienamente conforme alle esigenze di semplificazione dell'ordinamento in quanto potenzialmente idoneo determinare parziali rilegificazioni nonché sovrapposizioni, nella disciplina in oggetto, di fonti normative di diverso rango;
affida compiti all'INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), che è anche oggetto di apposite disposizioni contenute nel disegno di legge finanziaria, attualmente all'esame del Senato, che definiscono ulteriori competenze dell'istituto;
è corredato della relazione sull'analisi tecnico-normativa (ATN);


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è corredato della relazione sull'analisi di impatto della regolamentazione (AIR);
ritiene che, per la conformità ai parametri stabiliti dall'articolo 16-bis del Regolamento, debba essere rispettata la seguente condizione:
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:
all'articolo 1 - ove si novella, in particolare, l'articolo 2, comma 5 della legge n. 425 del 1997, prevedendo le modalità di determinazione del credito scolastico dei candidati esterni da parte dei consigli di classe - si coordini la disposizione, con la diversa previsione contenuta nel comma 4 dell'articolo 5 della citata legge n. 425, non modificata dal provvedimento in esame, che affida lo stesso compito alla commissione d'esame, eventualmente disponendone l'abrogazione espressa;

Il Comitato osserva altresì quanto segue:
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:
all'articolo 1 - ove si novella, in particolare, l'articolo 4, comma 1, della citata legge n. 425 al fine di prevedere che «la commissione di esame sia composta da non più di sei commissari, dei quali il 50 per cento interni ed il restante 50 per cento esterni all'istituto, più il presidente, esterno» e che essa è «nominata dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale, sulla base di criteri determinati a livello nazionale» - dovrebbe valutarsi l'opportunità di precisare la forma e le modalità di adozione dei suddetti criteri, anche atteso che il disegno di legge in esame dispone l'abrogazione dell'articolo 22, comma 7, della legge finanziaria per il 2002 (n. 448 del 2001), nella parte in cui prevede che «con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si provvede alla determinazione del numero dei componenti la commissione di esame»;
sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formulazione:
all'articolo 3, comma 3 - ove si dispone l'abrogazione delle disposizioni incompatibili con le innovazioni introdotte dal provvedimento, tra le quali l'articolo 22, comma 7, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 ad eccezione dell'ultimo periodo, contenente l'autorizzazione di spesa - dovrebbe valutarsi l'opportunità di abrogare l'intero comma 7, trasferendo altresì nella citata legge n. 425 l'autorizzazione di spesa, così da tener conto degli aggiornamenti apportati, da ultimo, con modifica non testuale, dall'articolo 1 del decreto-legge 12 giugno 2006, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 235».

Roberto ZACCARIA condivide le indicazioni del relatore, sottolineando come la novella dell'articolo 4 della legge n. 425 del 1997 abbia chiaramente determinato un'abrogazione della disposizione contenuta nel successivo articolo 5 del medesimo testo legislativo, che però sarebbe certamente opportuno esplicitare. Al fine di assicurare la massima efficacia alle indicazioni rese nel parere del Comitato, invita i colleghi a valutare se la presentazione di un apposito ordine del giorno possa essere ritenuto strumento idoneo a porre rimedio a tale formale antinomia.

Gaspare GIUDICE concorda con la proposta del collega Zaccaria, anche rilevata la difficoltà di tradurre il rilievo contenuto in termini di condizione nel parere del Comitato in una modifica espressa al provvedimento, atteso che risulta esservi la volontà di procedere alla sua approvazione nel testo trasmesso dal Senato.

Antonio Giuseppe Maria VERRO, relatore, ritiene che, ferma restando la formulazione della sua proposta di parere, l'iniziativa di presentare un ordine del giorno potrebbe risultare particolarmente


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incisiva nel caso concreto. Infatti, si potrebbe impegnare il Governo ad esplicitare l'avvenuta abrogazione del comma 4 dell'articolo 5 della citata legge n. 425, in sede di adeguamento del regolamento di delegificazione previsto all'articolo 1 della suddetta legge.

Franco RUSSO, presidente, nell'invitare il relatore a formulare nei termini stabiliti l'ordine del giorno, propone che il testo sia portato a conoscenza dei colleghi, affinché ciascuno possa sottoscriverlo. Ritiene, inoltre, che, alla luce delle indicazioni fornite dal relatore, si possa pervenire all'obiettivo di evitare un apparente contrasto tra due disposizioni della medesima legge, che comunque non porrebbe problemi applicativi dovendosi chiaramente intendersi abrogata implicitamente la disposizione contenuta nell'articolo 5.

Il Comitato approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 9.30.