VII Commissione - Resoconto di giovedý 25 gennaio 2007


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RISOLUZIONI

Giovedì 25 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione Letizia De Torre.

La seduta comincia alle 9.10.

7-00104 Ghizzoni: Iniziative a sostegno della «Giornata della memoria».
(Discussione e conclusione - Approvazione di un nuovo testo)

Manuela GHIZZONI (Ulivo) illustra alcune modifiche apportate alla risoluzione di cui è prima firmataria, volte essenzialmente a meglio precisare il tema relativo


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alla possibile presentazione di un provvedimento legislativo che prevede il reato di negazione della Shoah che ha sollevato in questi giorni un vivace dibattito pubblico sollecitato dagli storici; una più adeguata formulazione in premessa ai cittadini di origine ebraica, precisando in modo specifico ed esplicito che nascono e si diffondono nuove forme di intolleranza razziale verso i Rom e i Sinti ed inedite azioni di esclusione nei confronti dei migranti e dello straniero in generale; nonché la precisazione che la conoscenza degli eventi del Novecento sia in grado di fornire strumento di analisi per comprendere il presente attraverso lo studio del passato.
Esprime, in particolare, apprezzamento per gli spettacoli inclusi nella rassegna «Liberi di ricordare», promossa dal Ministero dei beni e attività culturali, che consentono di far rivivere la tragedia della Shoah attraverso l'immediatezza della musica e della recitazione, contribuendo a costruire un senso comune di rifiuto e condanna dell'antisemitismo e della intolleranza razziale.

Paola FRASSINETTI (AN) rileva che la risoluzione in discussione manifesta in realtà la paura e il timore, peraltro infondato, che non si possa ricordare la triste vicenda della Shoah. Ritiene opportuno, in particolare, che non vi sia ossessione nel ricordo di quegli eventi, ma la giusta percezione storica e memoria di quei tragici accadimenti. Rappresenta quindi perplessità per la previsione dell'adozione di un provvedimento legislativo che preveda come reati condotte di questo tipo. Aggiunge, peraltro, che il tema in discussione è identico a quello che fra pochi giorni verrà affrontato in riferimento al dramma delle Foibe. Preannuncia in questo senso la presentazione di una risoluzione, che auspica possa essere condivisa da tutte le parti politiche, sulla celebrazione il 10 febbraio 2007 del Giorno del Ricordo, affinché non vi siano letture diverse di analoghi eventi.

Fabio GARAGNANI (FI) preannuncia innanzitutto che la risoluzione in discussione, pur condivisibile nelle premesse, non lo è negli impegni al Governo, tanto che, ove fosse possibile, potrebbe ipotizzarsi una votazione delle premesse, su cui ribadisce è favorevole, ed una degli impegni al Governo, sui quali invece è assolutamente contrario.

Pietro FOLENA, presidente, ricorda che affinché s'intenda votare parti diverse della risoluzione è opportuno che vi sia una chiara previsione di impegni condivisi al Governo.

Fabio GARAGNANI (FI) propone, quindi, alla deputata Ghizzoni di sostituire tutti gli impegni al Governo previsti dalla risoluzione in discussione, con la previsione di un unico impegno all'Esecutivo a favorire ad ogni livello istituzionale ed in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado la diffusione degli ideali di democrazia e tolleranza, di rispetto della dignità della persona come tale, a prescindere dall'appartenenza a razze o etnie diverse. Intende sottolineare, poi, che nella risoluzione in discussione non vi è alcun riferimento invece a quanto realizzato da papa Pio XII e dalla Chiesa cattolica in difesa degli ebrei nello stesso periodo storico. Aggiunge che è una imperfezione la previsione di un parallelismo tra nazismo e fascismo, poiché da parte di quest'ultimo regime vi è stata soltanto una collaborazione passiva alla politica antisemita del regime nazista. È contrario, quindi, a confondere i piani del ricordo della Giornata della memoria della Shoah, con il richiamo a forme di condanna di razzismo nei confronti dello straniero in generale, che appaiono soltanto infondate, immotivate e strumentali. Rileva, quindi, che un impegno opportuno al Governo, sarebbe piuttosto quello di richiamare alcuni insegnanti di storia a rispettare i programmi ministeriali, senza dare letture parziali e faziose degli eventi accaduti, soprattutto quando interpretazioni di questo tipo sono utilizzate politicamente e in modo pregiudiziale.

Emerenzio BARBIERI (UDC) riterrebbe opportuno innanzitutto semplificare l'ambito


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di riferimento della risoluzione in discussione, che appare troppo eterogeneo. In questo senso, sarebbe necessario non far riferimento nella prima premessa all'inciso «anche in campi e schieramenti diversi», nonché al richiamo al fatto che in Italia vi sarebbe un sostegno ed un radicamento del revisionismo storiografico, non corrispondendo tali affermazioni a verità. Aggiunge, anzi, che ciò potrebbe determinare il rischio di una sorta di emulazione o di induzione a determinati comportamenti, per esempio anche laddove si afferma che l'antisemitismo ed il razzismo rappresentano ancora oggi in Italia e in Europa un fenomeno non marginale. Rileva, quindi, che è un errore l'eventuale previsione di un reato di negazione della Shoah, di cui quindi non condivide il riferimento. Ribadisce infine un dissenso radicale in riferimento ad un impegno al Governo a sostenere finanziariamente le realtà che sul territorio nazionale sono impegnate nella conservazione e nella trasmissione della memoria della deportazione dall'Italia, in quanto i musei locali dovrebbero essere sostenuti dagli stessi enti locali, nell'ambito della cui area territoriale sono collocati e non dallo Stato. Aggiunge che l'atto fondante della storia repubblicana non è stata la lotta al nazifascismo, ma l'approvazione della Carta costituzionale. Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, che il voto sulla risoluzione sarà favorevole solo ove la stessa sia riformulata coerentemente alle correzioni indicate.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE) ringrazia la collega Ghizzoni per aver presentato una risoluzione che condivide e sottoscrive. Tiene a precisare che vi sono studi storiografici che hanno esattamente ricostruito, proprio in riferimento alla condotta di papa Pio XII, il rapporto della Chiesa con il nazifascismo, che non corrispondono peraltro alle opinioni espresse dal deputato Garagnani. D'altra parte, lo stesso papa Giovanni Paolo II, nel suo libro «Memoria e identità», ha avuto modo di ben inquadrare e condannare il regime nazifascista usando parole forti e nette. Condivide inoltre il riferimento nella risoluzione al dramma vissuto anche dagli omosessuali nei campi di sterminio. Se è vero che il fascismo in Italia non ha portato alla creazione di veri e propri campi di concentramento è però altrettanto vero che le discriminazioni nei campi di confino, quando, non addirittura la materiale eliminazione delle persone senso state perpetrate dal regime fascista. Ricorda a tal proposito che il questore Molina a Catania portava nel 1939 gli omosessuali nelle cosiddette celle celtiche allo scopo di fare ispezioni corporali, ritenendosi allora che alcuni caratteri somatici, o la presenza di particolari caratteristiche naturali, come le lentiggini, fossero sintomatiche della tendenza omosessuale. Gli stessi omosessuali erano poi deportati nelle isole Tremiti, a San Domino e non a San Nicola - dove erano confinati i detenuti politici - proprio per avere un regime detentivo più severo nei confronti dei diversi. Auspica, infine, che vi sia in tempi brevi la previsione di monumenti che ricordino nella capitale d'Italia la tragedia degli omosessuali sterminati dai nazifascisti, come previsto per esempio già in altri comuni, tra cui proprio la risiera di San Saba in Trieste.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che sono imminenti votazioni in Assemblea, sospende quindi la seduta.

La seduta, sospesa alle 9.55, è ripresa alle 10.30.

Fulvio TESSITORE (Ulivo) premette che la storiografia è di per sé revisione critica di giudizi già formulati su eventi conosciuti e non può essere confusa con attività giornalistiche. Ritiene che vi è grande interesse e passione nell'affrontare un argomento di così elevata delicatezza, soprattutto da parte di chi, come lui, è uno storico. È necessario affrontare quindi con idoneo spirito politico la commemorazione della Giornata della Memoria per rispettare quel principio di contemporaneità della storia, preservando la possibilità che,


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a distanza di anni, il ricordo indelebile di quegli eventi non venga cancellato. Dichiara quindi di condividere la risoluzione presentata dall'onorevole Ghizzoni che coglie il senso di tali riflessioni.

Domenico VOLPINI (Ulivo) si dichiara favorevole alla risoluzione presentata dalla deputata Ghizzoni ed altri colleghi della maggioranza. Pur condividendo l'esigenza di semplificazione rappresentata dal collega Barbieri ritiene che alcune considerazioni di altri colleghi della minoranza non appaiono condivisibili. In questo senso, per esempio, il richiamo al tema dei rapporti della Chiesa cattolica con quei regimi e alla difesa degli ebrei da parte del papa Pio XII, non sembrerebbero essere appropriati nell'ambito di una risoluzione che intende solo richiamare la necessità di una giusta celebrazione della Giornata della Memoria della Shoah. Ritiene inoltre che sia fondato il richiamo alla Resistenza come fondamento della Repubblica italiana perché i valori di quella lotta contro il nazifascismo sono stati poi il presupposto delle fondazione delle Repubblica e quindi della Costituzione. Non è d'accordo peraltro a sancire una condanna del revisionismo che impedirebbe la diffusione e l'approfondimento della scienza storiografica. Aggiunge che non condivide il richiamo a come scrivere libri scolastici privilegiando l'una o l'altra teoria, secondo quanto richiamato dal collega Garagnani. Circa infine l'esigenza di reperire adeguate risorse per lo svolgimento delle celebrazioni, riterrebbe opportuno che si procedesse all'approvazione di una legge quadro, lasciando all'Esecutivo la gestione delle somme da destinare ai diversi interventi.

Emilia Grazia DE BIASI (Ulivo) ritiene che la risoluzione in discussione di cui è cofirmataria evidenzi innanzitutto l'esigenza di non poter misurare la responsabilità politica e morale del fascismo in base al numero di persone deportate nei campi di concentramento. Non è possibile procedere a semplificazioni che non corrispondono alla reale dimensione e portata della tragedia della Shoah in nome di una convenienza o di uno schieramento politico. È vero invece che purtroppo l'antisemitismo fa parte ancora in modo profondo della cultura dell'Occidente ed è ancora presente in modo più o meno esplicito in molte manifestazioni sociali. Basti pensare per esempio a quello che accade ogni domenica sui campi di calcio, con l'affissione di manifesti o l'intonazione di cori razziali. Aggiunge che è altrettanto vero che permane ancora oggi la paura dello straniero, in molte componenti della società, compresa quella italiana, che è alla base di comportamenti di intolleranza e aggressività che più recenti fatti di cronaca riportano all'attenzione di tutti. Ritiene quindi che la risoluzione in discussione rappresenti anche un punto di partenza per recuperare la capacità al dialogo tra tutte le componenti sociali, in modo da superare nel ricordo di quel 27 gennaio ogni forma di intolleranza, razzismo, discriminazione.

Nicola BONO (AN) ritiene che la discussione così accesa sulla risoluzione in oggetto nasca dal modo in cui la stessa è stata formulata. Fermo e condiviso il rispetto per chi ha vissuto il dramma della Shoah, che va onorato e commemorato, è necessario evitare di mettere cappelli ideologici, rispettando piuttosto il contesto del dato storico. Non è vero per esempio che la Repubblica italiana sia nata dalla Resistenza, visto che prima della Costituzione fu votato un referendum popolare istituzionale per scegliere tra la Repubblica e la Monarchia, cui fece seguito l'attività dell'Assemblea costituente che portò poi all'approvazione della Costituzione. Manifesta, quindi, forti riserve sull'enfasi assegnata alla Resistenza in relazione alla celebrazione del Giorno della Memoria, ribadendo che su tali argomenti sarebbe necessario non dividersi, per non strumentalizzare per altri fini la commemorazione di quel tragico evento. Preannuncia quindi, in caso di rigetto delle proposte di riformulazione, il voto di astensione.

Il sottosegretario Letizia DE TORRE condivide la risoluzione in discussione che


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si richiama a molte iniziative sullo stesso tema avviate dal Governo ed in particolare dal Ministero dei beni e delle attività culturali come ha ricordato la deputata Ghizzoni. Si tratta di un lavoro utile che consente di condividere un percorso istituzionale su un tema così importante.

Manuela GHIZZONI (Ulivo) illustra una nuova formulazione della risoluzione da lei presentata, sulla base di alcune indicazioni emerse nel corso della discussione (vedi allegato 1).

Antonio RAZZI (IdV) concorda con le riformulazioni proposte dalla collega Ghizzoni.

Emerenzio BARBIERI (UDC), prendendo atto che le indicazioni da lui formulate non sono state accolte, esprime rammarico per l'impossibilità di non poter arrivare all'approvazione di una risoluzione condivisa. Preannuncia, pertanto, il voto di astensione.

La Commissione approva quindi la risoluzione Ghizzoni ed altri n. 7-00104, nel testo riformulato, che assume il numero 8-00032 (vedi allegato 1).

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 25 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 14.40.

Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pubblicità degli atti di indagine.
Nuovo testo base C. 1638 Governo.
(Parere alla II Commissione).
(Esame conclusione - Parere favorevole con condizioni).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Pietro FOLENA, presidente e relatore, avverte che è pervenuta nella mattinata odierna la richiesta di parere da parte della Commissione Giustizia sul provvedimento in esame. Ricorda che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi ne ha previsto nella riunione di ieri infatti l'inizio dell'esame in Assemblea a partire da lunedì 29 gennaio. Vi è quindi l'esigenza di dover procedere nella seduta odierna all'espressione di un parere, in modo tale da lasciare, anche se in tempi così ristretti, la posizione della Commissione. Come più volte emerso in precedenti occasioni ritiene opportuno che l'esame di provvedimenti così importanti sia svolto in tempi adeguati e non eccessivamente ristretti.
Ricorda quindi che il provvedimento in esame reca disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pubblicità degli atti di indagine che rilevano sotto alcuni profili su materie di competenza della Commissione cultura. Rileva, in particolare, che l'articolo 1 reca modifiche all'articolo 114 del codice di procedura penale, prevedendo che è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare. Si prevede altresì che è vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati relativi al traffico telefonico, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare.
Si tratta di una norma eccessivamente rigorosa che di fatto potrebbe penalizzare il diritto di cronaca visto che amplia il divieto di pubblicazione anche se gli atti non sono più coperti dal segreto istruttorio anche perché è vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, dei provvedimenti emessi in materia di misure cautelari, ma di tali provvedimenti


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è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini ovvero il suo difensore ne abbiano avuto conoscenza. Sarebbe quindi opportuno provvedere ad una maggiore omogeneità delle previsioni contenute all'articolo 1.
Appare invece condivisibile la previsione del nuovo articolo 240-bis in base al quale i documenti che contengono dati inerenti a conversazioni e comunicazioni, telefoniche o telematiche, illecitamente formati o acquisiti ed i documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni non possono essere acquisiti né in alcun modo utilizzati, tranne che come corpo del reato.
Si ritiene invece non condivisibile la previsione di cui all'articolo 13, comma 1, lettera a) che introduce l'articolo 164-bis in materia di illeciti per finalità giornalistiche al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Si prevederebbe infatti che, in caso di diffusione o comunicazione di dati per le finalità di cui all'articolo 136 del medesimo codice, effettuati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 11 e 137 ovvero del codice di deontologia adottato ai sensi dell'articolo 139, comma 1, è applicata la sanzione amministrativa della pubblicazione, in uno o più giornali, dell'ordinanza che accerta l'illecito. La pubblicazione è effettuata, secondo le modalità indicate nell'ordinanza, a spese dei responsabili della violazione. Si stabilisce inoltre che il Consiglio nazionale e il competente consiglio dell'Ordine dei giornalisti, nonché, ove lo ritengano, le associazioni rappresentative di editori, possono far pervenire documenti e la richiesta di essere sentiti ai sensi dell'articolo 18, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, in materia di illecito amministrativo.È stabilito inoltre che il Garante trasmetta al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti l'ordinanza di cui al comma 1, per l'applicazione di eventuali sanzioni disciplinari. Si tratta infatti di una norma che appare eccessivamente rigorosa e non corrisponde ad una vera esigenza di riparazione dell'illecito, che è già accertato e che rischia di prevedere una sanzione non proporzionata al medesimo.
Propone quindi di esprimere parere favorevole con condizioni (vedi allegato 2).

Emerenzio BARBIERI (UDC) ritiene condivisibili in linea di principio le indicazioni di merito riferite dal Presidente Folena, pur intendendo protestare in modo vibrato per una metodologia di lavoro che umilia la Commissione Cultura. Come evidenziato dal relatore, già in altre occasioni è stata stigmatizzata l'attitudine a procedere in modo da non mettere in condizione i componenti della Commissione di esaminare adeguatamente i provvedimenti assegnati. Invita quindi il Presidente ad adottare le iniziative che riterrà opportune per rappresentare un malessere che ritiene condiviso da molti componenti anche della maggioranza. Preannuncia quindi che non parteciperà alla votazione della proposta di parere del relatore.

Paola GOISIS (LNP) concorda con le considerazioni espresse dal collega Barbieri, preannunciando che non parteciperà alla votazione della proposta di parere del relatore.

Pietro FOLENA, presidente, prende atto delle considerazioni espresse dai colleghi Barbieri e Goisis, ribadendo che l'esigenza di esprimere nella seduta odierna il parere sul provvedimento in esame deriva dalla decisione assunta dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi nella riunione di ieri. Si riserva in ogni caso di assumere le idonee iniziative al riguardo.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole con condizioni del relatore (vedi allegato 2).

La seduta termina alle 14.55.


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INTERROGAZIONI

Giovedì 25 gennaio 2007 - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Intervengono il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Danielle Mazzonis e il sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione Letizia De Torre.

La seduta comincia alle 14.55.

5-00398 Mario Ricci: Salvaguardia e valorizzazione dei resti archeologici del centro storico di Fiesole.

Il sottosegretario Danielle MAZZONIS risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Mario RICCI (RC-SE) si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, pur evidenziando la necessità di pervenire in tempi brevi a verificare la compatibilità del progetto edilizio con le aree indicate. È vero che la seconda porzione di intervento destinata alla costruzione di alloggi non è interessata dagli scavi, ma che è pure opportuno verificare la compatibilità con la conservazione dei reperti rilevati. Aggiunge, inoltre, che le Sovrintendenze competenti hanno posto vincoli che non sembrano in realtà essere rispettati, per cui appare opportuno monitorare la situazione.

5-00414 Fava: Salvaguardia del patrimonio artistico di Sabbioneta (Mantova).

Il sottosegretario Danielle MAZZONIS risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Giovanni FAVA (LNP) si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, rilevando peraltro l'opportunità che l'Esecutivo vigili con serietà ed attenzione sulla realizzazione del progetto di Sabbioneta.

5-00485 Garagnani: Impossibilità del Vescovo di Padova di portare il proprio saluto agli alunni della scuola S. Domenico Savio di Vigodarzere (Padova).

Il sottosegretario Letizia DE TORRE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

Fabio GARAGNANI (FI) prende atto della risposta del Governo della quale si dichiara totalmente insoddisfatto perché non vi sono le indicazioni necessarie che il Governo intende assumere e di cui si faceva richiesta nell'interrogazione. Aggiunge che il rispetto di culture che non sono proprie del Paese porta a penalizzare di fatto la storia e la tradizione culturale italiana presente invece da duemila anni. Si tratta di episodi molto più diffusi di quanto appaia, come emerge da un dossier che sta predisponendo e che si riserva di trasmettere al Governo non appena completato. Vi sono palesi inadempienze di questo Esecutivo che in nome di falsi principi di tolleranza consente l'annientamento di secoli di storia e cultura italiana proprio nelle scuole del Paese.

5-00534 Francescato: Salvaguardia del patrimonio artistico delle città di Caltagirone, Ragusa, Noto e Modica, a difesa dalle trivellazioni per l'estrazione di idrocarburi.

Il sottosegretario Danielle MAZZONIS risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

Grazia FRANCESCATO (Verdi) si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo che è puntuale, pur evidenziando che vi sono molti titolari dei siti dell'UNESCO che in alcuni casi non si adeguano alle disposizioni previste, pur di non cercare di apparire tra i siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale inseriti nella lista del patrimonio mondiale. Aggiunge che sarebbe auspicabile procedere convintamente sulla strada dello sviluppo delle fonti rinnovabili, mantenendo alta la


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vigilanza su attività che possono essere lesive di tali aree.

5-00547 Villari: Affidamento in concessione di alcuni siti archeologici della Campania alla società SCABEC.

Il sottosegretario Danielle MAZZONIS risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 7).

Riccardo VILLARI (Ulivo) si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta interlocutoria del rappresentante del Governo, rilevando che appare opportuno procedere ad ulteriori accertamenti, soprattutto in relazione ai parametri fissati dal decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali. Si riserva quindi di monitorare la situazione, allo scopo di chiamare nuovamente il Governo a riferire sull'evoluzione degli eventi.

Pietro FOLENA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.30.