Giovedì 25 gennaio 2007. - Presidenza del vicepresidente Piero TESTONI, indi del presidente Michele Pompeo META. - Intervengono il sottosegretario per le comunicazioni Giorgio Calò ed il viceministro dei trasporti, Cesare De Piccoli.
La seduta comincia alle 14.35.
5-00574 Galeazzi: Attuazione del progetto per il numero unico europeo di emergenza 112.
Il sottosegretario Giorgio CALÒ risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Renato GALEAZZI (Ulivo), replicando si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, atteso che appaiono superate le problematiche organizzative e tecniche che avevano, di fatto, bloccato l'attuazione del progetto del numero unico europeo di emergenza 112. A tale proposito, nel prendere atto favorevolmente dell'impegno ad avviare, entro la fine del 2007, la fase operativa del predetto progetto, auspica che le riunioni del tavolo tecnico costituito dal Ministero delle comunicazioni possano effettivamente consentire la celere attivazione del servizio su tutto il territorio nazionale.
5-00578 Raisi: Disservizi verificatisi presso il Centro meccanizzato di Poste italiane di Bologna.
Il sottosegretario Giorgio CALÒ risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Enzo RAISI (AN), replicando si dichiara, oltre che profondamente insoddisfatto, anche indignato, perché dalla risposta fornita dal rappresentante del Governo non si evince che un mero riassunto dei fatti oggetto della sua interrogazione. Pur consapevole della circostanza che il Ministero delle comunicazioni non può intervenire nel merito delle questioni che ineriscono alla gestione di Poste Italiane, intende comunque sottolineare che la stipulazione di un contratto di programma dovrebbe indurre lo stesso dicastero a svolgere comunque una effettiva vigilanza sulle modalità di espletamento del servizio universale affidato all'azienda, tenuto anche conto che le spedizioni, una volta partite, sono cominciate ad arrivare solo dal 10 gennaio 2007. Fa presente comunque di avere già provveduto a presentare un'apposita denuncia nei confronti dei responsabili del disservizio subito dal gruppo consiliare di Alleanza Nazionale del comune di Bologna, sottolineando peraltro come i comuni cittadini, di fronte al mancato funzionamento dei servizi postali, non abbiano alcuno strumento di rivalsa.
5-00515 Velo: Chiusura di due uffici postali siti nel comune di Portoferraio.
Il sottosegretario Giorgio CALÒ risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Silvia VELO (Ulivo), pur prendendo atto che a seguito della trasformazione dell'ente Poste italiane in società per azioni il Governo non ha il potere di sindacare gli aspetti organizzativi riguardanti la gestione aziendale, auspica comunque che in sede di predisposizione del nuovo contratto di programma possa essere sottolineata l'esigenza che la riorganizzazione degli uffici di Poste Italiane deve essere coerente con gli obblighi di servizio universale assunti dalla stessa azienda. Quanto poi all'accorpamento di tre uffici postali di Portoferraio presso la nuova sede di Via Manganaro, intende precisare che tale ubicazione non è facilmente raggiungibile e che la stessa previsione di un presidio postale all'interno del nucleo storico della città si è finora tradotta nella messa a disposizione di un camper. Fa presente, peraltro, che tale riorganizzazione degli uffici postali non sembra tenere conto dell'eccezionale aumento di popolazione che si registra nei mesi estivi sull'isola d'Elba e a Portoferraio in particolare. Auspica, infine, che Poste Italiane adotti un atteggiamento più costruttivo nell'affrontare la questione, mostrandosi maggiormente disponibile a ricercare soluzioni in collaborazione con l'amministrazione comunale.
5-00575 Beltrandi: Nuova normativa in materia di confisca di motocicli e ciclomotori.
Il Viceministro Cesare DE PICCOLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Donatella PORETTI (RosanelPugno), replicando in quanto cofirmataria dell'interrogazione, si dichiara soddisfatta, atteso che nella risposta del rappresentante del Governo vi è il riconoscimento che le disposizioni contenute nel decreto-legge n. 262 del 2006 in ordine alla confisca dei motocicli e dei ciclomotori non recano alcuna disciplina transitoria per le confische effettuate ai sensi della normativa previgente. Apprezza in particolare l'impegno del Governo ad adottare in merito apposite iniziative normative, nell'ambito della futura revisione del codice della strada. Auspica in proposito che ciò possa effettivamente tradursi nell'adozione di una norma transitoria che conduca al venire meno di tutte le confische di motocicli e ciclomotori intervenute sulla base della precedente disciplina.
Michele Pompeo META, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 15.05.
Giovedì 25 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Interviene il sottosegretario per le comunicazioni Giorgio Calò.
La seduta comincia alle 15.05.
Schema di decreto interministeriale recante il riparto di contributi agli enti operanti nel settore della navigazione aerea.
Atto n. 65.
(Esame e conclusione - Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Egidio Enrico PEDRINI (IdV), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere, entro il 5 febbraio 2007, il parere sullo schema di decreto interministeriale recante il riparto dello stanziamento di cui al capitolo 2032 dello stato di previsione della spesa del Ministero dei trasporti ai fini della corresponsione dei contributi statali per il 2006 ad enti operanti nel settore della navigazione marittima ed aerea. Ricorda in proposito che a seguito della divisione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in due distinti Ministeri, operata dal decreto-legge n. 181 del 2006, lo schema di decreto è stato emanato dal Ministro dei trasporti, mentre il capitolo di spesa è allocato sullo stato di previsione dell'ex Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il parere parlamentare è stato richiesto dal Governo ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge n. 549 del 1995. In base a tale norma gli stanziamenti per i contributi dello Stato in favore dei diversi enti elencati dalla legge stessa sono iscritti, in un unico capitolo, nello stato di previsione del Ministero di riferimento. Il riparto dello stanziamento è effettuato annualmente con decreto del ministro competente per settore, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, entro trenta giorni dall'approvazione della legge di bilancio, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Ai sensi della norma citata, il Governo ha trasmesso, assieme allo schema di decreto, anche i rendiconti annuali dell'attività svolta dagli enti interessati. Per l'anno 2006, a favore di enti operanti nel settore della navigazione aerea, è stata stanziata la somma complessiva di 343.000 euro, che lo schema di decreto in esame provvede a ripartire nei seguenti termini: 275.537,00 euro alla Joint Aviation Authorities, 20.550,12 euro all'Institut du Transport Aèrien, 42.751,92 euro all'Aero club d'Italia e 4.160,96 euro all'Istituto italiano di navigazione. Rileva come, rispetto al 2005, la somma complessiva da destinare ai predetti enti si sia ridotta di poco più di 21.000 euro e che ciò si è tradotto in una minore contribuzione in favore della Joint Aviation Authorities, dell'Aero club d'Italia e dell'Istituto italiano di navigazione, mentre è stato incrementato l'importo destinato all'Institut du Transport Aèrien. Fa presente poi che, secondo quanto precisato nella nota ministeriale di accompagnamento allo schema di decreto in esame, i contributi per i due organismi internazionali - la Joint Aviation Authorities e l'Institut du transport aérien - sono pari alle quote associative dovute, che sono fisse, mentre lo stanziamento rimanente è stato ripartito tra gli altri due enti beneficiari a titolo di contributo finanziario. Quanto poi alla natura giuridica e alle attività svolte dagli enti destinatari dei predetti contributi, evidenzia che la Joint Aviation Authorities è un'associazione che, all'interno della European Civil Aviation Conference, rappresenta le autorità civili aeronautiche di alcuni Stati europei che hanno aderito al fine di collaborare allo sviluppo degli standard e delle procedure relative alla sicurezza della navigazione aerea e alla loro armonizzazione con quelli degli USA. Gli accordi di adesione sono stati siglati dagli Stati aderenti a Cipro nel 1990. Attualmente fa parte della Joint Aviation Authorities la maggior parte dei Paesi europei. In proposito, si sofferma sugli obiettivi dell'associazione, che mira ad
assicurare, attraverso la cooperazione sulla regolamentazione, alti livelli comuni sulla sicurezza aerea tra gli Stati membri, a contribuire, attraverso l'applicazione uniforme degli standard di sicurezza, ad una leale concorrenza tra gli Stati membri e, infine, a promuovere, attraverso la cooperazione internazionale, gli standard JAA per migliorare la sicurezza del trasporto aereo a livello mondiale. Con riguardo all'Aero Club d'Italia, ricorda che è stato istituito nel 1911, eretto ad ente morale con regio decreto n. 145 del 1926 e trasformato in ente pubblico con legge n. 340 del 1954. Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1977 è stato dichiarato necessario ai fini dello sviluppo del paese ed inserito tra gli enti soggetti all'applicazione della legge 20 marzo 1975, n. 70. L'ente è sottoposto alla vigilanza del Ministero dei trasporti, del Ministero della difesa, del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero dell'interno. Esso riunisce in organismo federativo nazionale associazioni ed enti italiani che si interessano allo sviluppo dell'aviazione nei suoi aspetti didattici, sportivi, turistico-promozionali, culturali, di utilità sociale e civile e attività collegate. Fa presente quindi che gli obiettivi all'Aero Club d'Italia sono riconducibili alla formazione aeronautica della gioventù, alla diffusione della cultura aeronautica e allo studio dei problemi relativi, allo sviluppo del turismo e dello sport aereo, all'organizzazione delle manifestazioni aeronautiche nazionali ed internazionali, alla sovrintendenza di ogni pubblica manifestazione aeronautica, allo svolgimento di attività didattica nei vari settori aeronautici, al patrocinio e tutela degli interessi aeronautici, all'esercizio del potere sportivo aeronautico previsto dal Codice sportivo della Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) e dal Regolamento sportivo nazionale, all'istruzione e allenamento dei piloti militari e civili e, infine, al supporto nelle attività di protezione civile e/o di tutela ambientale. Riferisce quindi dell'Institut du trasport aérien, facendo presente che è stato fondato a Parigi nel 1945 e che costituisce un'associazione internazionale che raggruppa membri di 70 Paesi dei cinque continenti (organizzazioni internazionali, direzioni dell'aviazione civile, compagnie aeree, costruttori aeronautici, aeroporti). L'Istituto ha tre obiettivi principali: stimolare il dibattito a livello internazionale, favorire la trasmissione dei dati e partecipare allo scambio di esperienze tra i soggetti interessati al trasporto aereo. Quanto, infine, all'Istituto italiano di navigazione, rileva che si tratta di un ente senza fini di lucro con personalità giuridica, costituito a Roma nel 1959 e membro dell'associazione internazionale degli istituti di navigazione, oltre che membro fondatore del gruppo europeo degli istituti di navigazione. Conclusivamente, tenuto conto che la corresponsione dei contributi ai predetti enti può consentire all'Italia di crescere sotto il profilo della cultura aeronautica, oltre a contribuire anche alla conservazione degli importanti archivi gestiti dagli stessi enti, propone di esprimere parere favorevole sullo schema di decreto interministeriale in titolo.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore (vedi allegato 5).
La seduta termina alle 15.15.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.15 alle 15.20.