Giovedì 8 marzo 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Raffaele Gentile.
La seduta comincia alle 14.05.
Paolo UGGÈ (FI) intende denunciare una situazione che non esita a definire quanto meno paradossale e che concerne l'obbligo di installazione delle strisce retroriflettenti su particolari categorie di veicoli, di cui all'articolo 72, comma 2-bis, del decreto legislativo n. 285 del 1992, recante il codice della strada. Fa presente in proposito che il predetto obbligo è entrato in vigore il 1o gennaio 2007, nonostante, nel corso dei mesi precedenti, i rappresentanti del Ministero dei trasporti, anche rispondendo ad atti di sindacato ispettivo presentati presso questa Commissione, avessero assicurato che il Governo aveva l'intenzione di differire l'entrata in vigore del predetto obbligo, in attesa dell'eventuale adozione di una disciplina uniforme a livello europeo. Tale orientamento è tuttavia improvvisamente mutato, tanto che lo stesso Ministro dei trasporti ha dichiarato che, per questioni connesse alla sicurezza nella circolazione stradale, l'obbligo di installazione delle strisce retroriflettenti non poteva essere differito. Da ultimo, il Governo ha presentato al Parlamento il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 14 del 2007, recante un solo articolo, volto a sospendere, fino al 30 aprile 2007, l'efficacia del sopra menzionato obbligo. Come se tale atteggiamento ondivago non fosse sufficiente a disorientare gli operatori del settore, il Governo, in occasione della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 6 marzo scorso, non ha richiesto l'iscrizione del predetto provvedimento di urgenza nel calendario dei lavori dell'Assemblea per il
mese di marzo 2007. Ciò deve fare presumere l'intenzione del Governo stesso di non insistere per la conversione del provvedimento, atteso che il relativo termine scade il 21 aprile 2007. Tale modo di procedere rende inutile l'avvio dell'esame del provvedimento in Commissione, con il risultato di non consentire al Parlamento di chiarire le questioni conseguenti alla sospensione di un obbligo legislativo già entrato in vigore, con particolare riferimento alle sanzioni già comminate e ai danni causati a coloro che, in mancanza delle strisce retroriflettenti, non hanno potuto procedere alla revisione dei loro veicoli. Segnala infine che è ormai prossima la scadenza del termine per l'adozione dei decreti legislativi correttivi in materia di riforma dell'autotrasporto, senza che siano state assunte iniziative per la loro predisposizione o, in alternativa, per la proroga del relativo termine.
Michele Pompeo META, presidente, non può che prendere atto delle osservazioni critiche formulate dal deputato Uggé, con riferimento alle quali invita il rappresentante del Governo a fornire chiarimenti, anche in occasione della prossima seduta.
Schema di contratto di servizio tra il Ministero dei trasporti e Trenitalia SpA per il periodo 2004-2006.
Atto n. 68.
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 7 marzo 2007.
Ezio LOCATELLI (RC-SE) ritiene condivisibili i contenuti della relazione svolta nella seduta di ieri dal relatore, anche con riferimento alle preannunciate osservazioni da introdurre nella proposta di parere. Fa presente che se nello schema di contratto di servizio viene posto l'accento sugli obiettivi del miglioramento del servizio di trasporto merci e del riequilibrio modale, nella realtà occorre riconoscere che l'Italia si trova in forte ritardo rispetto ai principali paesi europei. Peraltro non emerge in modo sufficientemente chiaro che il tema principale è rappresentato dalle questioni connesse alla sostenibilità ambientale, laddove, invece, continua a prevalere una logica tendente ad enfatizzare profili di ordine esclusivamente economico-finanziario. Ritiene poi che lo schema in esame manchi di una prospettiva volta al rilancio, anche qualitativo, del servizio di trasporto merci, che è assolutamente necessario, ove si tenga conto che il livello di fornitura di tale servizio pubblico ha fatto registrare, negli ultimi anni, un calo preoccupante.
Egidio Enrico PEDRINI (IdV), relatore, presenta una proposta di parere favorevole con osservazioni, alcune delle quali già anticipate nella sua relazione ed altre emerse nel corso del dibattito di ieri. In primo luogo intende richiamare l'esigenza che, per il futuro, lo schema di contratto di servizio tra il Ministero dei trasporti e Trenitalia sia trasmesso al Parlamento in tempi solleciti e quindi tali da consentire alle Commissioni parlamentari competenti di potersi più utilmente esprimere su un atto riferito ad un periodo non ancora trascorso. Ritiene al contempo opportuno segnalare l'opportunità che il Governo assuma apposite iniziative, anche normative, volte a semplificare le procedure amministrative e i tempi per la conclusione dell'iter di approvazione dei contratti di servizio con Trenitalia, anche al fine di consentire la contestuale presentazione al Parlamento dello schema relativo al trasporto merci e di quello riferito al trasporto passeggeri. Inoltre va richiamata l'esigenza che il Governo prenda in considerazione la possibilità di procedere all'erogazione delle risorse finanziarie a Trenitalia con modalità temporali tendenzialmente corrispondenti al periodo per il quale la società è tenuta a fornire i relativi servizi, senza dovere necessariamente attendere la conclusione del complesso iter di approvazione del contratto di servizio. Intende poi raccomandare, con particolare riferimento all'articolo 6 dello schema di
contratto, che si proceda ad una migliore specificazione dei criteri e dei parametri con riferimento ai quali Trenitalia è tenuta a relazionare al Ministero vigilante in ordine ai profili connessi alla puntualità dei treni, all'affidabilità del servizio e al giudizio della clientela. Sottolinea altresì l'opportunità che il Ministro dei trasporti, anche in relazione a quanto già previsto dall'articolo 1 della legge 14 luglio 1993, n. 238 con riferimento ai contratti di programma, provveda a riferire alle Camere, con cadenza semestrale, sullo stato di attuazione del contratto di servizio con Trenitalia, con particolare riguardo ai livelli quantitativi e qualitativi dei servizi di trasporto. Da ultimo ritiene opportuno che si tenga conto, anche ai fini della predisposizione del più complessivo piano industriale di Ferrovie dello Stato, del rischio che un aumento del costo dei servizi di trasporto merci per ferrovia può determinare in termini di perdita di competitività di tale modalità di trasporto rispetto a quella su strada, anche sotto il profilo del conseguente maggiore impatto ambientale.
Valter ZANETTA (FI), pur apprezzando l'impegno profuso dal relatore e pur condividendo buona parte delle osservazioni recate dalla sua proposta di parere, dichiara che i deputati del gruppo Forza Italia si asterranno al momento della votazione, proprio al fine di stigmatizzare il ritardo con il quale il Governo ha presentato lo schema di contratto in titolo all'esame del Parlamento. Si rammarica infine per il fatto che non sia stato esplicitamente confermato dal rappresentante del Governo, come da lui invece richiesto nella seduta di ieri, che Trenitalia, con riferimento ai servizi resi nel periodo 2004-2006 in relazione allo schema di contratto in titolo, non abbia effettivamente percepito alcun corrispettivo finanziario.
Ezio LOCATELLI (RC-SE) dichiara il voto favorevole dei deputati del gruppo Rifondazione comunista sulla proposta di parere del relatore, apprezzando, tra le altre, l'osservazione che sottolinea l'opportunità che il Ministro dei trasporti provveda a riferire alle Camere, con cadenza semestrale, sullo stato di attuazione del contratto di servizio con Trenitalia, con particolare riguardo ai livelli quantitativi e qualitativi dei servizi di trasporto.
Mario BARBI (Ulivo), nel dichiarare che i deputati del gruppo l'Ulivo voteranno favorevolmente sulla proposta di parere del relatore, si rammarica che anche l'opposizione non abbia deciso di fare altrettanto, se non altro riconoscendo che il periodo temporale cui si riferisce lo schema di contratto in esame è in buona parte ascrivibile alla precedente legislatura.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato).
La seduta termina alle 14.30.
Giovedì 8 marzo 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META, indi del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Raffaele Gentile.
La seduta comincia alle 14.30.
7-00126 Attili: Iniziative in materia di sicurezza del trasporto aereo.
(Discussione e rinvio).
Antonio ATTILI (Ulivo), illustra la risoluzione in titolo, di cui è primo firmatario, facendo preliminarmente presente che il settore del trasporto aereo è al centro dell'attenzione del Governo, che ha presentato al Senato il disegno di legge recante una delega in materia e ha presentato alla Camera il disegno di legge n. 2161, nel cui ambito è contenuta una delega in materia di sanzioni a carico dei gestori di servizi aeroportuali. Rileva peraltro
che, a prescindere dall'iter dei predetti provvedimenti, non è stata ancora affrontata la questione della sicurezza del trasporto aereo. La risoluzione si propone pertanto, a partire dalle criticità rilevate dall'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO), che ha svolto un approfondito audit nel nostro paese, di impegnare il Governo ad adottare iniziative, anche normative, nel comparto aereo, con particolare riferimento alla carenza di risorse umane, al miglioramento dei processi formativi del personale, all'indipendenza dell'investigazione tecnica e all'individuazione delle responsabilità nel soccorso in caso di incidenti aerei. Per la verità, la legge finanziaria per il 2007 ha già fornito alcune importanti risposte, di fatto riconoscendo finalmente il ruolo dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) nell'ambito della sicurezza aerea, questione sempre disattesa nel corso della precedente legislatura. Maggiori risorse sono state assicurate anche all'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), anche se sono necessarie ulteriori iniziative per migliorare l'operatività di tale ente. Quanto alla formazione del personale, ritiene che sia venuto il momento di porre in essere un intervento strutturale, che consenta di superare la tradizionale prassi dell'acquisizione di professionalità dalle altre amministrazioni pubbliche. A tale fine il Governo viene impegnato a promuovere la costituzione di una scuola superiore per l'aviazione civile, eventualmente, ma si tratta solo di un'ipotesi di lavoro, a Forlì dove già opera, con successo, la Scuola nazionale di formazione per l'assistenza e il controllo del traffico aereo dell'ENAV. L'avvio di una tale iniziativa potrà assicurare all'Italia la formazione di quelle professionalità necessarie per consentire anche al nostro paese di essere presente nei luoghi istituzionali internazionali dove vengono adottate le decisioni strategiche di settore. L'atto di indirizzo intende inoltre impegnare il Governo ad adottare un'apposita iniziativa normativa finalizzata a garantire l'indipendenza dell'investigazione tecnica degli incidenti rispetto allo svolgimento delle indagini di competenza della magistratura, onde evitare che vi siano sovrapposizioni e problemi di coordinamento. Appaiono poi necessari il recepimento dell'annesso 12 della convenzione di Chicago relativa i ruoli e alle responsabilità nella ricerca e soccorso sul territorio nazionale in caso di incidente aeronautico e l'emanazione dei decreti inteministeriali previsti dalla legge n. 265 del 2004 per il trasferimento all'ENAC di personale esperto in materia di assistenza al volo attualmente inquadrato presso l'Aeronautica militare e l'Enav. Di grande importanza appare poi l'impegno rivolto al Governo ai fini dell'istituzione di un organismo, che potrebbe essere coordinato dall'ENAC, e che, con l'intervento di tutti i soggetti interessati, costituirebbe una sorta di unità di crisi, ad operatività H24, rispetto all'eventualità di atti terroristici nell'ambito del trasporto aereo. È poi opportuno che sia avviato un progetto per l'elaborazione di programmi di ricerca tecnologica nel comparto aereo, in collaborazione con i soggetti operanti nel settore. Segnala, infine, la necessità di stabilire meccanismi sanzionatori nei confronti di vettori, gestori aeroportuali e operatori aeroportuali che violino le norme di sicurezza, nonché l'opportunità dell'istituzione di una scuola superiore per la sicurezza e, da ultimo, l'impegno a favorire lo sviluppo e la qualificazione del settore delle manutenzioni aeree.
Il Sottosegretario Raffaele GENTILE intende premettere che il settore del trasporto aereo è in grande evoluzione e che, ai fini dell'assunzione di iniziative in materia di sicurezza, occorre anche tenere conto del crescente processo di liberalizzazione. Fa quindi presente che il settore del trasporto aereo attraversa una nuova fase densa di difficoltà che, ancora una volta, nel nostro Paese assumono maggiore evidenza. Le difficoltà riguardano il comparto della sicurezza ma, a differenza del passato, oggi le cause hanno origine maggiormente endogena. Gli incidenti dell'estate 2005 e, forse, ancora più le cause che li hanno determinati, hanno generato un clima di insicurezza
e di diffidenza che unito all'esplosione del prezzo dei carburanti, alla fragilità dei nostri vettori e al precario equilibrio delle relazioni industriali, crea una situazione che non può essere sottovalutata. Se aeroporti, vettori e controllo dei traffico aereo, sono efficienti il trasporto aereo è sicuro. Da questa considerazione deriva un corollario: nel trasporto aereo una qualunque falla, per banale che sia, può mettere in crisi la filiera dell'intero sistema. Da qui l'ovvia conseguenza che quanto più i controlli sono efficienti e rigorosi tanto più il sistema si efficienta, minimizzando il rischio. La liberalizzazione del mercato ha determinato un consistente incremento dell'offerta di trasporto aereo in termini di vettori e di passeggeri attratti anche dalla forte contrazione del costo dei biglietti aerei. Le strutture aeroportuali del nostro Paese sono cresciute notevolmente in cifre assolute e in efficienza operativa. L'Enac, sta completando la complessa operazione di rilascio delle relative certificazioni, nell'ottica di dare sempre più stabilità alle gestioni. L'incremento di velivoli che operano nei nostri cieli, spesso in crescenti difficoltà finanziarie indotte dall'eccesso di capacità che si è determinata, merita di essere affrontato con crescenti e penetranti «controlli da parte dell'Enac». È sul piano della capacità di esercitare un reale e capillare controllo che si misura, infatti, l'efficacia della risposta di sicurezza che cresce con il crescere del numero dei vettori che si affacciano sul mercato. Si ritiene che su questi temi, appena sommariamente enunciati, occorra una volta di più soffermare l'attenzione, al fine di individuare gli strumenti e le strategie più appropriate per compiere un nuovo decisivo passo in avanti, in un settore - quello della sicurezza - nel quale sono state investite cospicue risorse e per il quale vi è l'obbligo di intervenire per innalzarne il livello. L'obiettivo, dunque, di mantenere un elevato ed uniforme livello di sicurezza dell'aviazione civile, ha determinato la necessità di fornire all'ENAC -come unica Autorità di regolazione tecnica, di coordinamento e di vigilanza nel settore dell'aviazione civile, così come individuata dal decreto legislativo 96/2005, un indirizzo concreto e di immediata applicazione. per intensificare i controlli sugli aeromobili in partenza dagli scali aeroportuali nazionali. La Conferenza europea delle aviazioni civili (ECAC) ha proposto l'effettuazione di ispezioni presso gli aeroporti comunitari, allo scopo di verificare la documentazione degli aeromobili, dei vettori, degli equipaggi nonché le condizioni degli aeromobili stessi. Su iniziativa del predetto organismo è stato adottato un programma ispettivo denominato SAFA (Safety Assessment Foreign Aircraft), avente lo scopo di evidenziare eventuali carenze degli aeromobili e dei vettori rispetto agli standard ICAO. Secondo tale programma, di seguito alle ispezioni che si svolgono all'esterno dell'aeromobile, durante il breve tempo di transito, viene compilato un rapporto in cui si evidenziano eventuali rilievi che, nei casi gravi, possono comportare (non potendosi eliminare le deficienze prima della partenza dell'aeromobile), la non autorizzazione al decollo o l'avvio di procedure per il rifiuto di successivi atterraggi nel territorio dello Stato che ha effettuato l'ispezione. È di tutta evidenza che, un incremento consistente degli aeromobili controllati in partenza, con l'auspicabile traguardo di avere presso gli aeroporti team ispettivi che possano effettuare sistematicamente controlli su tutti i velivoli, determina, senza dubbio, un enorme impulso per la sicurezza del trasporto aereo. Accanto a tale capillare verifica sugli aeromobili è apparso necessario porre particolare attenzione alla vigilanza che l'ENAC deve operare sulla capacità di traffico di ciascun aeroporto in relazione ai periodi critici dell'anno, ove maggiore è la congestione e conseguente il rischio per la sicurezza. A tal fine, l'ENAC sta adottando misure più incisive atte a fronteggiare dette situazioni, operando un puntuale e continuo controllo sui gestori aeroportuali, sui vettori e sugli handlers affinché gli stessi garantiscano, con continuità,
la piena efficacia delle misure di sicurezza nella più ampia accezione di safety e security. In tale ottica non può non essere considerata la necessità di porre particolare attenzione anche alla movimentazione degli aeromobili che stazionano sulla pista ed alle autorizzazioni rilasciate al decollo dai controllori di volo, il tutto nella più puntuale e rispettosa «invarianza» dei tempi di attesa fra un decollo e l'altro. Accanto alle problematiche sopra accennate, un altro aspetto che interessa la sicurezza del trasporto aereo riguarda la manutenzione degli aeromobili sotto l'aspetto dell'efficienza e della qualità dei ricambi destinati alla sostituzione di parti diverse degli aeromobili. Occorre, quindi, che sia esercitato un costante controllo delle ditte che effettuano la manutenzione dei velivoli e sulle relative certificazioni. A tal fine, uno dei primi provvedimenti assunti dal Ministro dei trasporti, ad appena due mesi dal suo insediamento, è stato l'Atto d'indirizzo del 17 luglio del 2006, che ha recepito le iniziative individuate dal gruppo di lavoro costituito nel 2005, a seguito dell'incidente aereo dell'ATR 72, ammarato nelle acque antistanti la città di Palermo, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore, volte al miglioramento degli standard di sicurezza dei trasporto aereo. Altri aspetti salienti dell'atto di indirizzo predetto riguardano: la previsione che almeno un membro del personale navigante, per i voli di vettori comunitari e non comunitari destinati al bacino di utenza originante dall'Italia, sia in grado di parlare la lingua italiana; la necessità che le «Raccomandazioni» emanate dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (A.N.S.V.) anche a seguito di incidenti aerei, trovino puntuale applicazione; l'istituzione dì un gruppo di lavoro interministeriale con la presenza di personale dell'ENAC per disciplinare gli ambiti operativi dei tour operator del settore del trasporto aereo, che garantisca all'utenza l'offerta di vettori affidabili in termini di qualità e sicurezza. Se è vero che il mercato di un prodotto fondamentale, quale quello dei trasporto aereo, deve poter beneficiare del dinamismo che solo il sistema concorrenziale può imprimere, è parimenti prioritaria la necessità che la competizione si svolga secondo regole che ne garantiscano la lealtà e frenino «spregiudicate» iniziative. Le esigenze di sviluppo economico e di salvaguardia dell'utenza privata devono, necessariamente, contemperarsi con altrettante regole che garantiscano la safety e la security. Rimane, infatti, compito imprescindibile dello Stato garantire la sicurezza che, considerata in entrambe le accezioni, rimane uno degli aspetti più delicati del sistema del trasporto aereo. Le tematiche affrontate nella risoluzione sono del tutto condivisibili e ne è prova l'attività svolta dal Governo che, fin dal suo insediamento, ha mostrato la massima attenzione nei confronti del trasporto aereo e, in particolare per gli aspetti afferenti alla sicurezza. A tal fine, è doveroso ricordare l'Atto di indirizzo del Presidente del Consiglio dei ministri. del 12 dicembre 2006 ed il successivo disegno di legge di delega al Governo per la revisione del settore de quo, deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 22 dicembre 2006 e presentato alla fine del mese di gennaio 2007 in Senato, con il quale sono stati concretizzati i maggiori intendimenti ed interventi nel settore del trasporto aereo, quali la revisione ed integrazione del sistema sanzionatorio e la ridefinizione di ruoli, funzioni e competenze dei soggetti interagenti nel settore aeronautico. In ultimo, la finanziaria 2007 ha autorizzato l'assunzione da parte dell'Enac di ulteriore personale.
Angelo Maria SANZA (FI), in ragione della complessità e dell'importanza delle tematiche oggetto della risoluzione, propone di rinviare il relativo dibattito ad altra seduta, al fine di potere meglio approfondire i contenuti dell'atto di indirizzo, anche alla luce dell'illustrazione svolta dal primo firmatario e dell'intervento del rappresentante del Governo.
Silvano MOFFA (AN) concorda con la proposta del deputato Sanza e, nel contempo,
propone di svolgere l'audizione informale di rappresentanti dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) e della Società nazionale per l'assistenza al volo (ENAV spa), che potrebbe essere utile anche al fine di valutare l'opportunità di adottare iniziative legislative di natura parlamentare in materia di sicurezza del trasporto aereo.
Mario BARBI (Ulivo) condivide sia la proposta di rinvio del seguito del dibattito ad altra seduta, avanzata dal deputato Sanza, che quella di procedere ad audizioni informali, formulata dal deputato Moffa.
Il Sottosegretario Raffaele GENTILE suggerisce che, in materia di sicurezza del trasporto aereo, la Commissione prenda in considerazione anche i profili connessi allo stato di vetustà dei mezzi, manifestando più in generale la disponibilità del Governo per qualsiasi ulteriore approfondimento istruttorio.
Michele Pompeo META, presidente, si dichiara favorevole allo svolgimento dell'attività conoscitiva proposta dal deputato Moffa e avverte che la questione formerà oggetto della riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, già convocato per l'odierna seduta.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.10.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.10 alle 15.20.
I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:
DL 14/07: Disposizioni urgenti in materia di installazione su particolari veicoli di strisce retroriflettenti.
C. 2280 Governo.
Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per l'anno 2007 e programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea presentato dalle Presidenze tedesca, portoghese e slovena.
COM(2006) 629 def.-17079/06.