VII Commissione - Resoconto di mercoledý 6 giugno 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 6 giugno 2007. - Presidenza del vicepresidente Emerenzio BARBIERI, indi del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 9.

Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN).
C. 2271 Governo.

(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Antonio RAZZI (IdV), relatore, sottolinea che il CERN è oggi il più grande laboratorio al mondo per la ricerca in Fisica subnucleare, con 20 stati membri europei e circa altrettanti paesi non membri partecipanti alle attività di ricerca. Ricorda che è stato fondato ufficialmente con la firma della convenzione internazionale a Parigi nel luglio 1953, su iniziativa di fisici lungimiranti quali Edoardo Amaldi, Pierre Auger e Isidor, Isaac Rabi. In un'Europa distrutta dalla seconda guerra mondiale si intendeva mettere a disposizione di scienziati europei le grandi attrezzature necessarie allo sviluppo della fisica nucleare e delle particelle elementari, in modo da arginare il massiccio esodo o « fuga di cervelli», che ha colpito


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soprattutto l'Italia, ma anche altri paesi europei nel dopoguerra; l'altro scopo è stato, ed è tuttora, quello di riavvicinare i popoli, di far lavorare insieme scienziati di diversi paesi, con l'unico obiettivo di far progredire la conoscenza senza vincoli di segretezza e in pieno spirito di collaborazione. Gli Stati Uniti hanno avallato e tecnicamente aiutato lo sviluppo del CERN, accettando uno spirito di competizione amichevole in campo scientifico. Oggi, a più di 50 anni di distanza dalla sua fondazione, si può dire che il CERN abbia centrato in pieno i suoi obiettivi, che rimangono sempre attuali, anche se in un ambito diverso e più ampio. Da un punto di vista scientifico, per citare due soli traguardi importanti, tre premi Nobel sono stati attribuiti a scienziati del CERN, tra cui uno italiano a Carlo Rubbia, ed anche altri scienziati che hanno ricevuto un premio Nobel sono stati attratti da questo centro internazionale per continuare la loro ricerca.
Rileva altresì che il protocollo WWW che ha reso utilizzabile internet per lo scambio di informazioni è nato al CERN, proprio con l'intento di superare le barriere derivanti dai vari standard allora in uso nei diversi paesi. Inoltre, per la seconda volta nella sua storia, il CERN avrà presto il record dell'energia di accelerazione delle particelle ed è diventato il polo di attrazione di scienziati di ogni paese al mondo dalla Russia, alla Cina, all'India, agli Stati Uniti, all'America Latina, all'Australia. Ben 800 scienziati che hanno utilizzato le apparecchiature del CERN nel 2006 provenivano dagli USA, e altrettanti dalla Russia. Questo è indice del successo avuto dal centro di ricerca, che non solo ha arginato la fuga di cervelli dall'Europa, ma è parte attiva in uno scambio di persone e culture che ha portato e porterà risultati entusiasmanti. Il CERN è diventato, quindi, il modello per una collaborazione veramente internazionale e non soltanto al livello di Unione europea.
Osserva che molti paesi del ex blocco orientale hanno aderito al CERN molto prima che all'Unione europea e che la stessa Iugoslavia fu uno dei membri fondatori del CERN. Vi sono Paesi dell'Unione europea che non sono membri del CERN - Repubblica d'Irlanda, Lettonia, Estonia, Lituania, Slovenia -, mentre altri membri del CERN non sono tra gli Stati membri dell'Unione europea, tra cui Svizzera e Norvegia. In questo ambito è, quindi, assolutamente giustificato che il suo status di organizzazione internazionale rimanga indipendente dagli organismi dell'Unione europea. È altresì necessario che siano riconosciute dai singoli Stati membri, tra cui l'Italia, e non solo dai Paesi ospitanti, cioè Svizzera e Francia, tutte le prerogative da ciò derivanti.
Ritiene che, per il futuro, le risorse scientifiche e culturali che ora sono concentrate al CERN possano essere a disposizione della collettività italiana ed europea in qualunque caso di emergenza. Inoltre, il CERN può, e dovrebbe, essere modello per lo sviluppo di altre iniziative con ricadute non solo culturali ma anche pratiche, in ambiti scientifici e tecnologici. Richiama, a tale proposito, progetti internazionali quali, ad esempio, la fusione controllata - cosiddetto progetto ITER - IIFEO -, ma anche nuovi progetti di ricerca su ogni altro tipo di energia alternativa che sono in corso di definizione, cui l'Italia deve poter partecipare da protagonista.
Propone di esprimere quindi parere favorevole.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.

Ratifica Accordo Italia-Polonia in materia di cooperazione culturale e di istruzione.
C. 2375 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Rosalba BENZONI (Ulivo), relatore, ricorda che il disegno di legge in esame è stato approvato dal Senato della Repubblica


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il 14 marzo 2007, sottolineando che si compone di quattro articoli: il primo contiene l'autorizzazione al Presidente della Repubblica a ratificare l'accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica di Polonia in materia di cooperazione culturale e di istruzione, fatto a Roma il 12 luglio 2005; il secondo indica il termine di decorrenza della esecutività, come previsto dall'articolo 14 dell'accordo stesso; il terzo definisce la copertura finanziaria della spesa quantificata in 386 mila 350 euro per l'anno 2007, 380 mila 850 euro per il 2008, 386 mila 350 euro a decorrere dal 2009; il quarto dispone l'entrata in vigore.
Rileva che l'Accordo intende realizzare un nuovo quadro normativo di riferimento mettere a punto diverse forme di cooperazione culturale tra Italia e Polonia attualmente disciplinate dall'accordo firmato a Varsavia il 25 marzo 1965. Esistono tra i due paesi relazioni di cooperazione solide e di lunga data, che si sono rafforzate e intensificate anche a seguito dell'ingresso della Polonia nell'Unione europea e sulla base di molteplici accordi bilaterali. Ricorda, in particolare, che nel 1999 venne firmato un programma esecutivo di collaborazione culturale che prevedeva, tra l'altro, lo scambio annuale reciproco di dodici docenti universitari per visite di dieci giorni e il conferimento di 202 mensilità di borse di studio per parte. Attualmente sono presenti in Polonia gli istituti italiani di cultura di Varsavia e Cracovia e sono attivi sette lettorati di ruolo. È, inoltre, aumentata la domanda di lingua e cultura italiana. Nel triennio 2001-2003 sono stati finanziati numerosi accordi interuniversitari.
Ritiene, pertanto, opportuna l'iniziativa di stipulare un nuovo accordo, in sostituzione di quello del 1965, che risponda alle esigenze di un sempre più competitivo quadro di relazioni internazionali e in grado di rispondere ai rapidi mutamenti del panorama culturale attuale. Sottolinea che il testo dell'Accordo si compone di 16 articoli. Il primo afferma la volontà di favorire programmi e attività comuni, atti a sviluppare la collaborazione bilaterale culturale ed educativa, anche nell'ambito dei programmi dell'Unione europea. L'articolo 2 indica i settori di attività, con particolare riferimento alla cultura e all'istruzione; al settore bibliotecario, librario e archivistico; allo scambio di artisti, esperti, studiosi, docenti universitari, studenti; ai contatti tra Enti televisivi e radiofonici. L'articolo 3 individua gli interventi di collaborazione nel settore dell'istruzione: insegnamento della lingua, letteratura, cultura dei due paesi; formazione di docenti di lingua e scambio di informazioni e pubblicazioni scientifiche e pedagogiche attinenti; cooperazione in materia di metodi didattici; borse di studio a studenti di corsi universitari, dottorati di ricerca e post laurea; scambi tra istituti scolastici e organismi universitari.
Aggiunge che l'articolo 4 è dedicato al campo degli scambi culturali ed artistici e prevede l'organizzazione di manifestazioni e la cooperazione diretta tra istituzioni, associazioni, nonché la traduzione ed edizione di opere letterarie e scientifiche. Il successivo articolo 5 contiene il comune impegno a contrastare il traffico illecito di opere d'arte, beni culturali, reperti archeologici, documenti, nel quadro della legislazione nazionale ed europea, nel rispetto anche della Convenzione Unesco del 1970. Le parti contraenti si impegnano altresì, secondo il disposto dell'articolo 6, ad incoraggiare attività nell'ambito del rispetto dei diritti umani e della promozione della parità tra uomini e donne. Gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 contengono rispettivamente gli impegni relativi alla difesa dei diritti d'autore, al sostegno alla attività dei reciproci istituti di cultura, agli scambi giovanili e nel settore dello sport, a scambi e collaborazioni tra enti territoriali e regioni dei due Paesi, alla collaborazione in ambito Unesco e tra comitati nazionali Unesco. Ricorda inoltre che l'articolo 13 stabilisce la costituzione di una Commissione mista bilaterale per l'attuazione dell'accordo


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e per l'elaborazione dei programmi esecutivi. Rileva, infine, che gli ultimi tre articoli definiscono le modalità e i termini per l'entrata in vigore, per la risoluzione delle controversie e l'interpretazione dell'Accordo, per la validità e la denuncia dell'Accordo.
Propone di esprimere quindi parere favorevole.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.

Ratifica ed esecuzione Accordo Italia-Bulgaria di cooperazione culturale scientifica e tecnologica. C. 2510 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

Rosalba BENZONI (Ulivo), relatore, ricorda che il disegno di legge C. 2510 è stato approvato dal Senato della Repubblica l'11 aprile 2007. Si compone di 4 articoli: il primo riguarda l'autorizzazione al Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo di cooperazione culturale, scientifica, tecnologica tra Governo italiano e Governo bulgaro, fatto a Sofia il 13 aprile 2005; il secondo stabilisce la data di esecutività ai sensi dell'articolo 13 dell'Accordo stesso; il terzo prevede la quantificazione e la copertura finanziaria della spesa di 396 mila 975 euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 402 mila 945 euro a decorrere dal 2009; il quarto è relativo all'entrata in vigore.
Rileva che l'Accordo, di cui il disegno di legge prevede la ratifica, risponde all'esigenza di creare un quadro di riferimento giuridico aggiornato per le iniziative di cooperazione culturale e scientifica tra Italia e Bulgaria. La cooperazione tra i due paesi è regolata attualmente dagli accordi stipulati nel 1963 e nel 1970; la recente adesione della all'Unione europea, ha intensificato i rapporti con i Paesi europei tra cui l'Italia, rendendo necessario l'adeguamento degli strumenti per l'attuazione di una politica di relazioni che risponda allo scopo di migliorare la conoscenza e la comprensione tra i due Paesi attraverso lo scambio di esperienze e di competenze, nonché di rispondere alla forte richiesta di lingua e cultura italiana in Bulgaria.
Sottolinea altresì che, nel testo dell'Accordo, all'articolo 1, le parti enunciano la volontà di realizzare programmi e attività comuni, atti a rafforzare la collaborazione in campo educativo, culturale, scientifico e tecnologico, anche nel quadro dei programmi dell'Unione europea, dell'Unesco e del Consiglio d'Europa, al fine di favorire la partecipazione ai programmi stessi. L'articolo 2 individua i settori di collaborazione: cooperazione nell'ambito di cultura, istruzione, scienza, tecnologia; attività bilaterale per la protezione del diritto d'autore; cooperazione nel campo bibliotecario, librario, archivistico; scambi di artisti, universitari, scienziati, esperti, studiosi; cooperazione tra istituzioni culturali, universitarie, di istruzione, di ricerca scientifica. Aggiunge che gli articoli 3, 4, 6, 7, 8 e 10 individuano le forme con cui dare attuazione alle iniziative di cooperazione previste dall'articolo 2. Sottolinea, in particolare, il rilievo dato alle attività di insegnamento della lingua, letteratura, cultura dei Paesi contraenti; ai progetti in campo educativo, pedagogico, metodologico, di scambio e di sviluppo delle conoscenze dei diversi sistemi di istruzione; all'organizzazione di manifestazioni culturali ed artistiche, nonché alla traduzione di opere letterarie; alla cooperazione nel campo della tutela del patrimonio culturale e naturalistico; al sostegno alla attività degli istituti di cultura esistenti e all'impulso all'apertura di nuovi istituti; all'informatizzazione del patrimonio bibliotecario e allo sviluppo di competenze nel settore; alla partecipazione congiunta a programmi scientifici, di ricerca e di sviluppo tecnologico dell'Unione europea; a


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ricerche comuni su progetti di reciproco interesse; a scambi di ricercatori, specialisti, esperti.
Ricorda inoltre che l'articolo 5 del disegno di legge di ratifica prevede in comune impegno nel contrasto al traffico illecito di beni culturali e alla protezione del patrimonio culturale sommerso, sulla base dei principi e degli obblighi delle convenzioni internazionali dell'Unesco del 1970 e del 2001. L'articolo 9 prevede invece una specifica attenzione al settore degli scambi nell'ambito giovanile, mentre l'articolo 11 contiene l'impegno a favorire scambi e collaborazioni tra enti territoriali e regioni dei due Paesi. L'articolo 12 prevede inoltre l'istituzione di una commissione mista incaricata di esaminare il progresso nelle attività di cooperazione e di concretizzare i programmi esecutivi pluriennali. Rileva, infine, che gli articoli 13, 14 e 15 definiscono i termini per l'entrata in vigore, abrogando i precedenti accordi, e stabiliscono la durata - illimitata - e le modalità di eventuale denuncia e di modifica.
Alla luce delle considerazioni esposte propone di esprimere parere favorevole.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 9.25.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 6 giugno 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA, indi del vicepresidente Alba SASSO. - Intervengono il sottosegretario per l'università e la ricerca Nando Dalla Chiesa, il viceministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico e il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Andrea Marcucci.

La seduta comincia alle 14.30.

Norme a tutela dei diritti costituzionali dei professori incaricati esterni.
Nuovo testo C. 1743 Adenti.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, il 31 maggio 2007.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti alla proposta di legge in esame (vedi allegato).

Domenico VOLPINI (Ulivo), relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti presentati.

Il sottosegretario Nando DALLA CHIESA concorda con il parere espresso dal relatore.

Si passa all'esame dell'articolo 1 e degli emendamenti ad esso riferiti.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Filipponio Tatarella 1.1 e 1.2.

Domenico VOLPINI (Ulivo), relatore, alla luce del largo consenso registrato sul provvedimento in esame, ne riterrebbe opportuno il trasferimento dell'esame in sede legislativa.

Il sottosegretario Nando DALLA CHIESA si dichiara favorevole al trasferimento in sede legislativa del provvedimento in esame.

Francesco ADENTI (Pop-Udeur) ringrazia i colleghi e il relatore per il positivo risultato raggiunto nella soluzione di un annoso problema relativo ai professori incaricati esterni.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che il nuovo testo della proposta di legge C. 1473, come modificato dagli emendamenti approvati, sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione dei pareri di competenza.


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Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Norme generali sul sistema educativo di istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d'infanzia.
C. 1278 Garagnani, C. 1299 Diliberto e C. 1600 di iniziativa popolare.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dei progetti di legge all'ordine del giorno, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 giugno 2007.

Emerenzio BARBIERI (UDC) prospetta l'opportunità di procedere ad una indagine conoscitiva sulla materia oggetto delle proposte di legge in esame, piuttosto che alla costituzione di un Comitato ristretto nell'ambito del quale prevedere un ciclo di audizioni.

Pietro FOLENA, presidente, sottolinea che la proposta del deputato Barbieri potrà essere valutata nella prossima riunione dell'ufficio di presidenza, intergrato dai rappresentanti dei gruppi.

Fabio GARAGNANI (FI) stigmatizza il comportamento scorretto di alcuni deputati della maggioranza e dell'opposizione che propongono strumentalmente di procedere ad un'indagine conoscitiva per rinviare sine die l'esame dei provvedimenti in titolo. Non condivide quindi la proposta del collega Barbieri.

Titti DE SIMONE (RC-SE), relatore, riterrebbe opportuno approfondire l'esame delle proposte di legge in titolo, anche in relazione a quanto già evidenziato in relazione al disegno di legge C. 2272-ter in corso di esame da parte della Commissione, ribadendo l'esigenza di costituire un Comitato ristretto nell'ambito del quale svolgere un ciclo di audizioni.

Nicola BONO (AN) dichiara di non essere aprioristicamente contrario ad un'indagine conoscitiva, pur ritenendo opportuno che il rappresentante del Governo chiarisca la sua posizione sulle proposte di legge in esame, con particolare riferimento al tema delle risorse che possono essere destinate alla loro attuazione.

Alba SASSO (SDpSE) ritiene che la proposta del relatore risponda alla necessità di tenere conto delle esigenze reali rappresentate dai soggetti interessati dai provvedimenti in esame.

Pietro FOLENA, presidente, osserva che il Governo potrebbe comunque chiarire la sua posizione sul merito dei provvedimenti in titolo, anche in sede di Comitato ristretto.

Nicola BONO (AN), intervenendo sul merito del provvedimento, ribadisce che le proposte di legge C. 1999 Diliberto e C. 1600 di iniziativa popolare sono del tutto inconciliabili con la proposta C. 1278 Garagnani, aggiungendo che la relazione svolta dalla collega De Simone non dimostra in alcun modo come le stesse possano essere ricondotte ad unità. Ritiene inoltre che, prima ancora di nominare un Comitato ristretto, il Governo debba esprimere la sua posizione riguardo ai progetti di legge in esame, rischiandosi altrimenti di perdere tempo in esercitazioni dialettiche del tutto prive di effetti. Sottolinea, altresì, che la proposta di legge C. 1600 risulta astrattamente vasta, onerosa e radicalmente innovativa rispetto all'attuale assetto normativo in materia di istruzione secondaria; la sua attuazione, ammesso che il suo impianto sia condiviso dalle forze di maggioranza, comporterebbe un enorme stanziamento di risorse finanziarie. Si dichiara quindi nettamente contrario al fine che persegue la proposta di legge di iniziativa popolare che è, in ultima analisi, la demolizione della cosiddetta riforma Moratti, pur condividendone alcuni aspetti, quali la riduzione degli alunni per classe, il rafforzamento degli organici


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e dell'apparato educativo sin dalle scuole dell'infanzia.
Per quanto riguarda la proposta di legge C. 1299 Diliberto, ritiene inaccettabile la copertura finanziaria in essa prevista che fa ricorso ad un aumento dell'imposizione fiscale. Ritiene in questo senso più condivisibile la proposta di legge C. 1278 che rappresenta un virtuoso completamento della riforma Moratti, puntando ad ampliarne i contenuti attraverso opportuni interventi, quali il diritto allo studio garantito dalla Costituzione che viene coniugato con la libertà di scelta dei cittadini tra il sistema pubblico-statale e quello pubblico-parificato.
Lamenta, infine, che il più grande insuccesso della scuola italiana, costantemente vilipesa da oltre trent'anni, consiste nella sua incapacità di consentire ai cittadini italiani la possibilità di cambiare la classe sociale di provenienza e che tale aspetto appare peggiore del fatto che il livello di istruzione dei ragazzi italiani risulta tra i più bassi a livello europeo. Ribadisce, infine, la necessità di conoscere la posizione del Governo sulle proposte di legge in titolo, aggiungendo che sul disegno di legge C. 2272-ter sarebbe stato opportuno nominare un Comitato ristretto, piuttosto che adottare un testo base privo di contenuti reali.

Domenico VOLPINI (Ulivo) sottolinea che la proposta C. 1600 di iniziativa popolare è ispirata a un'impostazione precedente non solo alla cosiddetta riforma Moratti, ma anche a quella Berlinguer e non può registrare in alcun modo il consenso di tutte le forze della maggioranza, una parte della quale non condivide né la lettera, né lo spirito del provvedimento. Ritiene, altresì, che non sia perseguibile la proposta di procedere alla nomina di un Comitato ristretto e che il Governo dovrebbe presentare un suo testo sulle norme generali del sistema educativo.

Rosalba BENZONI (Ulivo) osserva che la proposta di legge C. 1600 ha il merito di rimettere in campo una riflessione complessiva sul sistema scolastico, ma identifica in maniera del tutto incongrua la scuola pubblica con la scuola statale facendo arretrare l'istruzione di base e superiore ad uno stadio precedente alle importanti riforme che hanno interessato il settore nell'ultimo decennio. Rileva quindi la difficoltà di confrontare progetti di legge con impostazioni così diverse, ritenendo opportuno che il Governo esprima la sua posizione al riguardo.

Il viceministro Mariangela BASTICO sottolinea che la Commissione ha già compiuto la scelta di calendarizzare tre proposte di legge sulle norme generali in materia di istruzione che non sono di iniziativa governativa. Precisa in ogni caso che il Governo non ha alcuna intenzione di presentare un disegno di legge di riforma generale dell'ordinamento scolastico, evidenziando che il disegno di legge C. 2272-ter, attualmente all'esame della Commissione, reca alcune specifiche norme di funzionamento del sistema scolastico che andrebbero valutate opportunamente.

Nicola BONO (AN), nel prendere atto delle dichiarazioni del viceministro Bastico, sottolinea che il rappresentante del Governo non ha comunque chiarito i profili relativi alla copertura finanziaria dei provvedimenti in titolo.

Emerenzio BARBIERI (UDC), nel constatare una frattura interna alle forze di maggioranza sulla materia scolastica, sottolinea che le proposte di legge in esame sono fra loro inconciliabili e che è, pertanto, necessario conoscere l'orientamento del Governo al riguardo. Rileva che la proposta C. 1600 identifica il sistema educativo con quello statale, mentre la legge n. 62 del 2000 stabilisce che il sistema nazionale dell'istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie e parificate. Sottolinea, altresì, che la suddetta proposta, all'articolo 25, fa riferimento a disposizioni di tipo regolamentare per stabilire le modalità del passaggio tra indirizzi ed aree diverse della scuola superiore, mentre tale materia dovrebbe essere


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definita con disposizioni di legge. Stigmatizza, in ogni caso, il fatto che nel testo di iniziativa popolare non si faccia alcun riferimento alla copertura finanziaria. Ricorda d'altra parte a questo proposito che lo stesso Ministro Fioroni, più volte audito dalla Commissione cultura, ha sempre precisato che mancano le risorse necessarie a realizzare la riforma strutturale del sistema scolastico.
Si dichiara, infine, nettamente contrario alla nomina di un Comitato ristretto che dovrebbe approfondire i tre progetti di legge, tra loro assolutamente inconciliabili.

Valentina APREA (FI) osserva che le dichiarazioni testé rese dal rappresentante del Governo costituiscono un forte deterrente a procedere ad una riforma delle norme generali del sistema di istruzione. In questo senso, ritiene si possa proseguire l'esame in Comitato ristretto al solo fine di svolgere un ciclo di audizioni.

Alba SASSO, presidente, ribadisce che la questione potrà essere affrontata nella prossima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

Nicola BONO (AN) ritiene in ogni caso opportuno delimitare preventivamente gli argomenti su cui si svolgeranno le audizioni.

Domenico VOLPINI (Ulivo) ribadisce l'esigenza che il rappresentante del Governo chiarisca se condivide la proposta di legge C. 1600 che identifica il sistema educativo con l'istruzione statale, in palese contrasto con quanto stabilito dalla legge n. 62 del 2000.

Fabio GARAGNANI (FI) tiene a precisare che la proposta di legge da lui presentata è stata aspramente contrastata nella passata legislatura dai deputati del gruppo della Margherita. Non vorrebbe che un analogo ostruzionismo preconcetto fosse perpetrato anche nel corso della legislatura in corso.

Alba SASSO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori.
C. 2221 Lusetti.
(Esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 5 giugno 2007.

Nicola BONO (AN) sottolinea che la proposta di legge in esame, di cui è cofirmatario, soddisfa l'esigenza oggettiva di disciplinare e chiarire la natura giuridica della SIAE, superando tutte le incertezze che fin ora data la specificità dell'organismo sono insorte alimentando confusioni, lentezze ed inutili complicazioni. In particolare evidenzia che ha creato rilevanti distorsioni rispetto alla concreta attività della SIAE la sua inclusione nell'ambito degli enti pubblici nazionali sulla base del disposto del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419.
Sottolinea che la distorsione è dovuta al atto che la SIAE svolge l'attività di natura imprenditoriale, disciplinata dal diritto privato e che i mezzi economici di cui l'ente dispone sono unicamente quelli che l'ente stesso consegue nello svolgimento della propria attività di impresa produttiva di servizi. Non si avvale di nessun finanziamento, sovvenzione, o contributo a carico del bilancio dello Stato o di altri enti e organismi pubblici.
Ritiene quindi necessario riformare l'attuale disciplina del decreto legislativo n. 419 del 1999 con la proposta di legge in esame che ridisegna la natura giuridica dell'organismo, prevedendone la natura di ente pubblico economico a base associativa, con conseguente applicazione della disciplina privatistica ed attribuzione della giurisdizione sulle controversie al giudice ordinario. Ritiene inoltre opportuna la semplificazione delle procedure di nomina del presidente. Concorda quindi con l'opportunità


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di limitare l'esame alla materia prevista dalla proposta di legge, dichiarando disponibile alla convocazione del comitato ristretto per lo svolgimento di eventuali audizioni e quindi, sussistendo sui presupposti, al trasferimento dell'esame in sede legislativa.

Emerenzio BARBIERI (UDC) concorda nel merito con le osservazioni del collega Bono, rilevando peraltro l'esigenza di giungere in tempi rapidi all'approvazione del testo in esame, anche in sede legislativa. Riterrebbe quindi superfluo procedere allo svolgimento di audizioni nell'ambito di un comitato ristretto, che ritarderebbe invece l'approvazione definitiva del provvedimento.

Alba SASSO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.10.