VIII Commissione - Resoconto di mercoledý 13 giugno 2007


Pag. 215


AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 13 giugno 2007.

Audizione di rappresentanti di Confindustria nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo concernente ulteriori modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.
Atto n. 96.

L'audizione informale si è svolta dalle 9 alle 10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 13 giugno 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.50 alle 14.

RISOLUZIONI

Mercoledì 13 giugno 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 14.

Sull'ordine dei lavori.

Ermete REALACCI, presidente, al fine di organizzare al meglio i lavori dell'odierna seduta della Commissione, propone di procedere ad un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di svolgere immediatamente la discussione della


Pag. 216

risoluzione n. 7-00197, per poi passare al previsto esame degli atti del Governo.

La Commissione concorda.

7-00197 Realacci: Legge della Regione Lombardia in materia di riduzione delle emissioni e tutela dell'ambiente.
(Discussione e approvazione).

La Commissione inizia la discussione.

Ermete REALACCI, presidente, illustra sinteticamente il contenuto della risoluzione in titolo, che intende sostenere il perseguimento di una soluzione condivisa del confronto tra Stato e Regione Lombardia in materia di legislazione regionale per la riduzione delle emissioni in atmosfera, sulla scorta dell'impegno assunto, di fronte alla Commissione, dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali di fare salva una normativa regionale che nei contenuti è più avanzata e più rigorosa di quella nazionale.

Il sottosegretario Gianni PIATTI comunica che la questione della possibile composizione della vertenza fra Regione Lombardia e Governo, relativa alla legge regionale per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente, è tuttora aperta, essendo in corso incontri tra amministrazioni statali e regionali, l'ultimo dei quali si è svolto nella giornata di ieri. Al riguardo, fa infatti presente che non sono state assunte decisioni finali, per cui occorre ancora attendere per capire se vi siano le condizioni per superare le problematiche che hanno portato il Governo a promuovere un ricorso di fronte alla Corte costituzionale.
Con riferimento al richiamato contenuto della legislazione della Regione Lombardia, peraltro, segnala che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si è espresso complessivamente in termini positivi, non avendo mancato, comunque, di sottoporre alla Regione l'esigenza di una maggiore coerenza del testo normativo regionale con le disposizioni del decreto legislativo n. 152 del 2006 e, soprattutto, la necessità che la stessa Regione predisponga i piani di azione concreti, senza i quali è difficile rivendicare prerogative che la normativa europea riconosce solo in conseguenza dell'attivazione di tali piani di azione.
Rileva, peraltro, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare condivide gli impegni contenuti nella risoluzione in discussione, considerate soprattutto le finalità di tutela e salvaguardia ambientale per le quali la stessa Regione Lombardia ha stabilito di adottare il provvedimento normativo in questione. Per tali motivi, osserva che il suo dicastero, che continuerà ad impegnarsi - per quanto di propria competenza - per esperire ogni utile tentativo diretto a pervenire ad una composizione bonaria del ricorso, manifesta un orientamento favorevole rispetto alla risoluzione in titolo.

Daniele MARANTELLI (Ulivo), nel preannunciare il proprio voto favorevole sulla risoluzione in discussione, sottolinea l'esigenza che il Governo tenga costantemente informata la Commissione sugli sviluppi della situazione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la risoluzione in titolo.

La seduta termina alle 14.10.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 13 giugno 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 14.10.


Pag. 217

Schema di ripartizione dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per l'anno 2007, relativo a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi.
Atto n. 99.

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Raffaella MARIANI (Ulivo), relatore, fa presente che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in attuazione della normativa vigente, ha inviato alle Camere la proposta di riparto dei fondi di competenza del suo dicastero per l'anno 2007, ai fini dell'espressione del parere della VIII Commissione. Osserva che l'atto del Governo in esame è composto da un prospetto riassuntivo relativo all'assegnazione complessiva delle risorse del capitolo 1551 del bilancio del Ministero, trasmesso in data 30 maggio, e dalla relazione descrittiva in merito ai criteri adottati per il riparto degli stanziamenti, trasmessa in data 4 maggio.
Fa presente, peraltro, che lo schema di riparto - come avvenuto anche negli anni precedenti - non è accompagnato dai rendiconti annuali degli enti ammessi al finanziamento, secondo quanto previsto, invece, dal comma 40 dell'articolo 1 della legge n. 549 del 1995. Segnala, tuttavia, che - come richiesto nel parere della VIII Commissione sullo schema di riparto per il 2006 - in un apposito allegato alla relazione descrittiva sono stati chiaramente indicati i criteri adottati per il riparto degli stanziamenti a favore degli Enti parco. Come indicato nella relazione descrittiva, a valere sul capitolo 1551 della tabella n. 9 del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 (legge n. 298 del 2006), è indicato un importo complessivo pari ad 72.487.000 di euro. Nell'ambito dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, la tabella C della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) reca - con riferimento ai contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (capitolo 1551 U.P.B. Protezione della natura) - una dotazione di 69,587 milioni di euro per l'anno 2007. Lo stanziamento complessivo per il 2007 risulta, pertanto, notevolmente incrementato, di circa 19,6 milioni di euro, rispetto alla legislazione vigente (+39 per cento), invertendo così la tendenza negativa che aveva caratterizzato gli ultimi anni.
Fa presente, al riguardo, che la particolarità che caratterizza lo stanziamento indicato per il 2007 è che esso dovrebbe essere sottoposto - salvo che non si disponga una apposita variazione - all'accantonamento previsto dall'articolo 1, comma 507, della legge n. 296 del 2006, di importo pari a 6,283 milioni di euro. Nella relazione illustrativa viene, infatti, evidenziato che l'applicazione del citato comma 507, risultando ancora incerta, rende non definitive le elaborazioni seguenti, che prendono in considerazione due diverse ipotesi, a seconda che si consideri come certo (ipotesi 1) o meno (ipotesi 2) l'accantonamento indicato. Tale incertezza deriva probabilmente dal fatto che, ad oggi, non è ancora stato emanato il decreto ministeriale previsto dal comma 507 per consentire eventuali variazioni negli accantonamenti. Al riguardo, sottolinea peraltro che nello schema di decreto trasmesso alle Camere per il parere (atto n. 91), attualmente all'esame della V Commissione, non figurano variazioni rispetto all'accantonamento riferito al capitolo 1551, per cui sembrerebbe avverarsi la possibilità di un «taglio lineare» sul capitolo stesso, dovendosi dunque considerare più probabile l'ipotesi 1, ossia quella che prevede una riduzione dello stanziamento complessivo.
Passando alle misure finanziarie che ispirano lo schema in esame, ricorda che la ripartizione riguarda non solo i parchi nazionali (ai quali, tuttavia, viene assegnata la gran parte dell'intera dotazione: 51,504 milioni di euro su 63,304 nell'ipotesi 1 o su 69,587 nell'ipotesi 2), ma anche: le riserve naturali dello Stato; l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM); il Parco tecnologico e archeologico delle colline metallifere grossetane; il Parco museo


Pag. 218

delle miniere dell'Amiata; il Parco museo minerario delle miniere di zolfo delle Marche; alcune convenzioni internazionali; le azioni di rilevanza nazionale.
Osserva che, comparando con il riparto per l'anno 2006 la ripartizione della dotazione complessiva per l'anno in corso, pari a 63.304.194 euro (nella prima ipotesi) ovvero a 69.587.000 (nella seconda ipotesi), la quota riservata ai parchi nazionali risulta notevolmente incrementata rispetto all'anno precedente, con un aumento del 26,6 per cento. Sono state inoltre incrementate, rispetto al precedente anno finanziario, anche le risorse da destinare all'ICRAM e alle riserve naturali dello Stato, mentre è stato mantenuto un identico stanziamento per l'attuazione delle Convenzioni internazionali di Bonn e di Rio de Janeiro sulla biodiversità, nonché per la CITES (Convenzione sul commercio internazionale di specie di fauna e flora minacciate d'estinzione). È stato infine raddoppiato lo stanziamento a favore del Parco delle Colline metallifere grossetane e del Parco delle Miniere dell'Amiata, al fine di garantirne il funzionamento, ed è stato destinato uno specifico contributo al Parco museo minerario delle miniere di zolfo delle Marche al fine di consentirne l'avvio. Nella prima ipotesi (di accantonamento in applicazione dell'articolo 1, comma 507, della legge finanziaria 2007), pertanto, l'unica voce che subirebbe una consistente decurtazione è quella relativa alle azioni nazionali, mentre nella seconda ipotesi tale voce verrebbe notevolmente incrementata.
Sottolinea che, per quanto concerne i criteri seguiti per la definizione della proposta di riparto, come indicato nella relazione descrittiva, sono stati confermati «i parametri già precedentemente adottati e valutati in linea di principio favorevolmente dalle Commissioni Ambiente di Camera e Senato». È stata, altresì, presa in considerazione la voce «danni da fauna», ove sono incluse le spese sostenute per indennizzi pagati dagli Enti parco nazionali per i danni provocati dalla fauna selvatica, prendendo come riferimento il valore medio delle spese sostenute dai medesimi Enti nel triennio 2004-2006. Nella ripartizione del contributo ordinario a ciascun Ente parco nazionale - oltre ai costi fissi elencati - si è tenuto conto anche di alcuni nuovi parametri, che sono stati articolati in tre macro aree relative alla complessità territoriale, alla complessità amministrativa ed alla efficienza gestionale. Tali criteri sono precisati nell'allegato alla relazione, coerentemente con il già richiamato parere della VIII Commissione, che conteneva l'osservazione che fossero indicati più chiaramente i criteri seguiti dal Ministro competente per garantire il riparto dei fondi in favore degli Enti parco nazionali esistenti sul territorio.
Segnala, da ultimo, che la relazione si sofferma anche sulla problematica delle risorse economiche che risultano impegnate dagli Enti e non ancora spese, che si ripropone anche per quest'anno: al riguardo, viene sottolineato nella proposta di riparto come la legge finanziaria 2007 (articolo 1, comma 931) abbia disposto che le spese relative a progetti cofinanziati dall'Unione Europea, ivi comprese le quote di parte nazionale, non concorrono alla determinazione del limite di spesa degli enti pubblici previsto dal comma 57, dell'articolo 1, della legge n. 311 del 2004. Conseguentemente, gli Enti sono stati sollecitati a fornire elementi informativi volti ad effettuare un monitoraggio dei fondi provenienti da fonti diverse da quelle statali. Per le altre risorse già oggetto di impegno ed attualmente in giacenza di cassa presso la Tesoreria dello Stato, il Ministero ha altresì sollecitato tutti gli Enti ad intervenire affinché le risorse destinate ad azioni non avviate siano riprogrammate e finalizzate a nuovi interventi. A tale ultimo proposito, la relazione rileva che «permane il limite di prelevamenti di cassa di conti della Tesoreria statale di cui al comma 18, dell'articolo 1, della legge finanziaria 2005. Limite che, all'evidenza, non consente la riduzione delle rilevanti giacenze di cassa dei medesimi Enti».
Al riguardo, segnala tuttavia che nella seduta delle Commissioni riunite V e VIII dello scorso 31 maggio è stata approvata una risoluzione che impegna il Governo ad adottare ogni possibile iniziativa volta ad


Pag. 219

evitare l'applicazione alle aree naturali protette del vincolo ai prelevamenti dai conti di tesoreria statale di cui all'articolo 1, comma 18, della legge n. 311 del 2004. In tal modo, auspica che si possa definitivamente avviare a soluzione anche tale ultima problematica, considerata la chiarissima volontà del legislatore di escludere tali Enti dai vincoli di cassa, per consentire loro di non accumulare ingenti quantità di residui passivi e di aumentare la capacità di spesa.
In linea generale, senza entrare nel merito del piano di riparto per i singoli enti e preannunciando un orientamento favorevole in ordine al provvedimento in esame, che risulta peraltro indispensabile per garantire il funzionamento dei parchi nazionali, ritiene opportuno riconoscere che il Governo ha favorito - con le proposte presentate al Parlamento - un incremento percentuale delle risorse destinate agli enti di competenza del Ministero e, in particolare, agli Enti parco nazionali. Il provvedimento, inoltre, sembra dare risposte positive a tutte le sollecitazioni che la Commissione aveva rivolto al Governo in occasione dell'esame del precedente schema di riparto.
Inoltre, giudica importante cogliere l'occasione dello schema di riparto per svolgere una riflessione più complessiva sulle modalità di nomina dei responsabili degli Enti parco nazionali, che, dopo un periodo di difficoltà segnato da una prassi introdotta nella scorsa legislatura, sembra stiano tornando ad essere caratterizzate da un sistema basato sulle intese con le realtà regionali e sul coinvolgimento degli enti locali sul territorio, anche se sarebbe opportuno rafforzare la fase di confronto preventivo con il Parlamento, piuttosto che rimettere le proposte di nomina dei presidenti alle Commissioni competenti soltanto dopo la conclusione dell'intero iter formativo delle candidature.
In conclusione, preannuncia l'intenzione di presentare una proposta di parere nel seguito dell'esame, valutando l'eventuale segnalazione di rilievi che tengano conto delle questioni evidenziate - con particolare riferimento al realizzarsi dell'accantonamento di cui alla legge finanziaria - e dei contributi che deriveranno dal dibattito.

Il sottosegretario Gianni PIATTI dichiara di condividere la relazione testé svolta, sottolineando come essa riconosca un forte impegno del Governo per l'incremento delle risorse ordinarie in favore del sistema dei parchi nell'anno in corso, che peraltro si accompagna ad un processo di progressivo ritorno alla normalità nella gestione di tali enti, con l'ormai avviata transizione dalla fase dei commissariamenti a quella delle nomine dei relativi presidenti.

Bruno MELLANO (RosanelPugno) intende cogliere l'occasione dell'avvio dell'esame del provvedimento in titolo, per segnalare una questione che giudica estremamente grave, quale è quella delle difficoltà finanziarie in cui versa l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS). In proposito, osserva che, anche per effetto di un vicendevole rimpallo di responsabilità fra dicasteri, l'Istituto si trova in una drammatica situazione, causata dalla mancanza non tanto dei fondi straordinari - pure necessari per finanziare i numerosi progetti in programma - ma dei fondi ordinari, indispensabili per il funzionamento quotidiano delle strutture e per lo stesso pagamento degli stipendi al personale. Per tali motivi, anche qualora non fosse possibile inserire l'Istituto fra i beneficiari del provvedimento in esame, auspica comunque che, nel parere che la Commissione si appresta a rendere, possa trovare spazio la questione del reperimento delle risorse finanziarie, quantificabili in circa tre milioni di euro, indispensabili per l'ordinario funzionamento di un organismo fondamentale per una corretta gestione e tutela della fauna selvatica.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che la questione sollevata dal deputato Mellano sia meritevole di considerazione; anche se, a suo giudizio, non sembrerebbe tecnicamente possibile far rientrare l'INFS tra i beneficiari del provvedimento in esame, reputa opportuno che tale argomento sia comunque segnalato nel parere che la Commissione dovrà esprimere.


Pag. 220

Il sottosegretario Gianni PIATTI, intervenendo per una precisazione, riconosce come il problema sollevato dal deputato Mellano sia reale; informa, infatti, la Commissione di avere già fissato un incontro con il direttore dell'Istituto, passato sotto la vigilanza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per effetto dell'ultima legge finanziaria, proprio per cercare di individuare una idonea soluzione ad una situazione che presenta effettivamente profili di particolare complessità.

Gianpiero BOCCI (Ulivo) richiama l'attenzione della Commissione sulla delicatezza della questione relativa al funzionamento dell'INFS, che non può essere ricondotta semplicemente ad un problema di riparto delle competenze fra ministeri, poiché investe, più in generale, la questione del rapporto fra l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e gli enti territoriali - aventi in particolare funzioni di vigilanza e monitoraggio - sorti e sviluppatisi, soprattutto negli ultimi anni, a seguito dell'adozione di apposite leggi regionali in materia di tutela della fauna selvatica e disciplina dell'attività venatoria. In proposito, pertanto, invita la Commissione a considerare le difficoltà sorte, negli ultimi periodi, tra l'Istituto e le citate strutture regionali, non ritenendo sufficiente, di conseguenza, la trattazione della questione all'interno di un parere parlamentare, nel cui ambito, peraltro, non sembra trovare idonea collocazione la vicenda sollevata dal deputato Mellano. Al contrario, auspica che tale argomento possa essere approfondito in maniera più specifica in altre sedi, anche valutando nel merito le diverse questioni sul tappeto.

Gino SPERANDIO (RC-SE) riconosce che in questi anni è molto cresciuto il ruolo degli osservatori regionali, ma rileva che, proprio per questo e alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione, appare oggi urgente un intervento di coordinamento a livello nazionale, che ponga le basi per un riequilibrio delle competenze nel settore. Ricorda, peraltro, che lo scorso anno si era tentato di intervenire in questa direzione con un decreto-legge, il cui iter non si è, tuttavia, concluso positivamente. Alla luce di questo negativo precedente, auspica che venga accantonata l'idea - di recente prospettata da alcuni - di un nuovo intervento con lo strumento della decretazione di urgenza, ritenendo necessario, invece, operare per costruire le condizioni politiche di un percorso legislativo condiviso di iniziativa parlamentare.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che nella materia della tutela della fauna selvatica sia lo Stato che le Regioni si muovono lungo una direttrice tracciata dalla normativa europea che, tuttavia, ha sicuramente bisogno di interventi normativi che garantiscano un coordinamento con la legislazione nazionale e regionale. Ritiene, inoltre, che la proposta di una discussione specifica sulla materia vada attentamente valutata, auspicando che tale iniziativa possa essere assunta dalla Commissione congiuntamente alla XIII Commissione, per poter più efficacemente affrontare la complessiva vicenda dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, al di là del mutamento operato dall'ultima legge finanziaria in ordine alla sua collocazione istituzionale.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Proposta di nomina del dottor Gaetano Benedetto a presidente dell'Ente parco nazionale del Circeo.
Nomina n. 37.
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 6 giugno 2007.

Ermete REALACCI, presidente relatore, ricorda che, nella precedente seduta, ha formulato una proposta di parere favorevole sulla nomina in titolo, chiedendo, peraltro, al rappresentante del Governo di fornire rassicurazioni circa il possibile superamento, in tempi ragionevoli, della potenziale sovrapposizione di incarichi da parte del candidato.


Pag. 221

Il sottosegretario Gianni PIATTI conferma che il suo dicastero intende definire con lo stesso candidato alla presidenza del parco un percorso condiviso che, in tempi ragionevoli, lo porti ad assumere in via esclusiva l'incarico di gestione dell'Ente.

Ermete REALACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, indice, quindi, la votazione sulla proposta di parere favorevole.

La Commissione procede alla votazione per scrutinio segreto sulla proposta di parere favorevole del relatore.

Ermete REALACCI, presidente, comunica il risultato della votazione:

Presenti 25
Votanti 24
Astenuti 1
Maggioranza 13
Hanno votato 23
Hanno votato no 1

La Commissione approva.

Ermete REALACCI, presidente, avverte che comunicherà il parere favorevole testé espresso alla Presidenza della Camera, ai fini della trasmissione al Governo.

Hanno preso parte alla votazione i deputati:
Acerbo, Amendola in sostituzione di Iannuzzi, Astore in sostituzione di Misiti, Balducci in sostituzione di Camillo Piazza, Baratella in sostituzione di Lomaglio, Betta in sostituzione di Benvenuto, Bocci, Chianale, Fasciani, Fasolino, Francescato, Frigato in sostituzione di Vichi, Galeazzi, Gentili, Longhi, Marantelli, Margiotta, Mariani, Mellano in sostituzione di Di Gioia, Ottone in sostituzione di Pedulli, Perugia, Realacci, Sperandio in sostituzione di Cacciari, Viola.

Si è astenuto il deputato Adolfo.

La seduta termina alle 14.45.