XIII Commissione - Resoconto di giovedý 5 luglio 2007


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Giovedì 5 luglio 2007. - Presidenza del presidente Marco LION. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali Guido Tampieri.

La seduta comincia alle 14.

Marco LION, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-01223 Maderloni: Competitività della filiera della frutta in guscio.

Claudio MADERLONI (SDpSE) illustra brevemente l'illustrazione in titolo, evidenziando la situazione di difficoltà nella quale si trova la filiera della frutta in guscio.

Il sottosegretario Guido TAMPIERI riconosce che si tratta di un problema rilevante, che colpisce tipicamente un


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comparto caratterizzato da una limitata dimensione produttiva. Il problema deriva essenzialmente dall'esclusione dal mercato dell'endosulfan, per la quale è previsto un termine perentorio, non negoziabile del 31 dicembre 2007. Rileva in proposito che già da tempo era nota la decisione comunitaria, per cui la questione avrebbe dovuto essere affrontata in modo più tempestivo, adottando iniziative adeguate a sollecitare la predisposizione di sostanze sostitutive. Rientra nelle competenze del Ministero della salute verificare se vi sia la possibilità, a livello nazionale, di prevedere proroghe di carattere temporaneo della commercializzazione delle sostanze esistenti in commercio. In ogni caso ritiene che una soluzione definitiva possa derivare soltanto dall'impegno dell'industria chimica per individuare principi attivi alternativi e, sotto questo profilo, la limitata dimensione del comparto rappresenta senz'altro un elemento di ostacolo. Per quanto riguarda le competenze del Ministero per le politiche agricole, segnala che da tempo tale Ministero si è interessato al problema della carenza di sostanza attive da impiegare nella lotta contro particolari fitofagi; a tal fine è stata sviluppata una collaborazione con gli istituti competenti del C.R.A., con il Ministero della salute e con i servizi fitosanitari regionali, nell'ambito di un programma interregionale per il miglioramento qualitativo delle produzioni agricole, che si è tradotta nella predisposizione di un apposito studio dedicato alle colture minori e, in particolare, alla frutta a guscio. All'interno di un gruppo di lavoro della Commissione consultiva per i prodotti fitosanitari è stato di recente espresso un parere favorevole sull'estensione dell'impiego di una specifica sostanza attiva alle cimici del nocciolo. In ogni caso ritiene che le questioni evidenziate nelle interrogazioni potranno trovare una risposta soddisfacente soltanto grazie ad un impegno specifico dell'industria chimica nell'individuare e diffondere principi attivi sostitutivi rispetto a quelli tradizionali, che comunque sono stati esclusi dal mercato per ragioni prioritarie di tutela della salute.

Claudio MADERLONI (SDpSE) ringrazia il sottosegretario Tampieri per la risposta assai articolata. Ribadisce l'importanza di dedicare adeguata attenzione anche a questi comparti minori, sottolineando la stretta connessione, all'interno della filiera, tra la produzione della frutta a guscio e l'industria dolciaria. Ritiene pertanto che la Commissione agricoltura, con le opportune modalità, dovrebbe trovare lo spazio per un confronto con gli operatori di questa specifica filiera.

5-01224 Mellano: Finanziamento dei progetti dell'Associazione di Irrigazione Ovest Sesia di Vercelli.

Bruno MELLANO (RosanelPugno) osserva che l'interrogazione in titolo deriva da una più ampia interrogazione a risposta scritta. Nel riprendere i temi più volte affrontati della gestione del piano irriguo nazionale e dell'uso delle risorse idriche in agricoltura, l'interrogazione da lui presentata segnala l'esclusione dal finanziamento dei progetti presentati dall'Associazione di irrigazione Ovest Sesia. Ricorda la tradizione storica di questa associazione, che risale alle opere irrigue volute da Cavour. Chiede pertanto al Ministero quale tipo di interventi intenda adottare.

Il sottosegretario Guido TAMPIERI osserva che la richiesta di finanziamento relativa ai progetti dell'Associazione di irrigazione Ovest Sesia non è pervenuta nei tempi e con le modalità previste dalla legge. Si è ritenuto infatti che tali progetti non presentassero i requisiti che sono adottati per l'individuazione delle opere destinatarie dei finanziamenti sulla base delle delibere CIPE, nella definizione delle quali è stata attribuita priorità ai progetti cantierabili. Nella situazione attuale risulta difficile recuperare finanziamenti per la realizzazione di tali progetti. Osserva peraltro che è in fase di avvio una attività di riprogrammazione delle opere irrigue, nell'ambito della quale potranno essere considerati anche i progetti ai quali l'interrogazione fa riferimento.


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Bruno MELLANO (RosanelPugno) si dichiara soddisfatto della risposta, pur precisando che, insieme ad eventuali inadempienze, vi è stato anche qualche equivoco, dal momento che successivamente la regione Piemonte ha inviato una nota nella quale si affermava che i progetti in questione possedevano il requisito della cantierabilità. Ribadisce l'importanza del finanziamento per tali progetti, non soltanto in considerazione del prestigio della tradizione storica, ma anche per l'effettiva rilevanza delle opere che dovrebbero essere realizzate, in primo luogo sotto il profilo ambientale. Ritiene opportuna una riprogrammazione che permetta di verificare l'ordine delle priorità, tenendo conto dell'utilità e dell'urgenza delle singole opere per le quali sono stati richiesti i finanziamenti.

5-01225 Ruvolo: Diffusione del parassita «peronospora della vite» e crisi del settore agricolo in Sicilia.

Giuseppe RUVOLO (UDC), nell'illustrare brevemente l'interrogazione di cui è primo firmatario, evidenzia la drammatica situazione che attraversa il settore agricolo nelle province di Trapani e Agrigento. Segnala inoltre che il Ministro De Castro è stato di recente in visita in quelle zone. Riguardo a tale episodio, oltre a rammaricarsi del fatto che i due membri della Commissione Agricoltura del territorio non siano stati neppure invitati, ritiene essenziale rilevare che le promesse del Ministro non hanno trovato finora alcun riscontro. Chiede pertanto se il Governo abbia la consapevolezza della gravità della situazione che si è creata per l'agricoltura delle due province siciliane.

Il sottosegretario Guido TAMPIERI osserva che si tratta di una situazione particolare, che non trova riconoscimento né negli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale, né nelle misure della legislazione nazionale relative all'attivazione del Fondo di solidarietà nazionale. Si tratta infatti di una patologia che può essere prevenuta mediante il ricorso a pratiche agronomiche ben conosciute. In questa situazione la sola strada percorribile è rappresentata da una specifica istanza per un intervento di sostegno da trasmettere alle autorità comunitarie, come è stato fatto in passato nel caso della diffusione di patologie che per la prima volta si presentavano sul territorio nazionale. Sottolinea come sia in ogni caso necessaria la presentazione di una proposta da parte della regione Sicilia, che deve essere corredata da un'attestazione scientifica idonea a giustificare l'esigenza di un intervento specifico.

Giuseppe RUVOLO (UDC) ritiene assai grave l'atteggiamento del Governo che non dimostra alcun interesse per la drammatica crisi che colpisce l'agricoltura delle province di Trapani e Agrigento e, in particolare, la viticoltura del trapanese. A suo avviso sussistono le condizioni necessarie per giustificare la dichiarazione di calamità naturale sulla base del decreto legislativo n. 102 del 2004. Osserva infatti che la prossima vendemmia sarà interamente compromessa e che il danno risulta tanto più grave, in considerazione dell'entità della produzione e dell'estensione della viticoltura nella provincia di Trapani.

5-01226 Lombardi: Indebitamento delle aziende agricole della Sardegna.

Angela LOMBARDI (RC-SE), illustrando la propria interrogazione, sottolinea che si è svolta nell'aprile scorso una manifestazione molto partecipata di agricoltori della Sardegna, che ha attestato la grave condizione di indebitamento in cui versano numerose aziende agricole dell'isola. Tale situazione è aggravata dalla posizione assunta dal Banco di Sardegna, che detiene gran parte dei crediti concessi. Le aziende in sofferenza si concentrano in zone che sono destinate a divenire in breve tempo edificabili e ciò ha portato alla vendita all'asta di intere aziende agricole, che sono cadute nelle mani di soggetti estranei al mondo agricolo. In una situazione così grave, il Protocollo di intesa


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sottoscritto dalla regione Sardegna, dagli istituti di credito e dalle organizzazioni professionali agricole è rimasto inattuato per l'ostruzionismo operato dal sistema bancario. Chiede pertanto al Governo quali interventi intenda intraprendere, almeno per rispondere alla finalità immediata di bloccare le procedure esecutive e le vendite all'asta.

Il sottosegretario Guido TAMPIERI rileva che in tutto il Paese è possibile riscontrare situazioni di difficoltà delle imprese agricole. Tali difficoltà appaiono particolarmente marcate in Sardegna, a causa di una esposizione debitoria nei confronti delle banche assai più elevata del livello medio nazionale. Pur osservando che si tratta di materie che rientrano nelle competenze regionali, dichiara il pieno impegno del Governo ad individuare, in accordo con le parti interessate, soluzioni praticabili per superare una situazione che risulta oggettivamente grave.

Angela LOMBARDI (RC-SE) si dichiara soddisfatta per l'impegno assunto dal rappresentante del Governo a considerare le possibili soluzioni per alleviare le difficoltà finanziarie nelle quali si trovano numerose aziende agricole sarde.

5-01227 Misuraca: Profili di interesse del settore agricolo in merito al decreto ministeriale recante criteri minimi uniformi per la disciplina delle zone di protezione speciale e di altre aree protette.

Filippo MISURACA (FI), illustrando l'interrogazione in titolo, evidenzia che il decreto del Ministro dell'ambiente relativo alla fissazione dei criteri minimi uniformi per le aree protette non è stato ancora emanato per la contrarietà espressa sulla bozza di decreto dalle regioni. Ritiene che da questa situazione possano derivare anche rischi per il mondo agricolo di penalizzazioni sui finanziamenti relativi allo sviluppo rurale, come già era stato segnalato in occasione dell'esame del decreto legge n. 251 del 2006, che successivamente non è stato convertito. Con l'interrogazione pertanto si richiede se il Ministero delle politiche agricole è a conoscenza della bozza predisposta dal Ministro dell'ambiente, quali ritiene che possano esserne gli effetti, sia per quanto concerne il mondo agricolo, sia per quanto concerne il mondo della caccia, e se non ritenga opportuna una concertazione con i rappresentanti delle organizzazioni agricole e delle associazioni venatorie, che hanno lamentato di non essere state finora sentite.

Il sottosegretario Guido TAMPIERI osserva che sulla base della legislazione attualmente vigente il Ministero delle politiche agricole si trova in una posizione più defilata rispetto a quella che rivestiva al momento dell'adozione del decreto legge n. 251 del 2006, per effetto dell'attribuzione delle competenze sulla materia al Ministero dell'ambiente, disposta dalla legge finanziaria per il 2007. Il Ministero delle politiche agricole è intervenuto mediante una concertazione tecnica su un testo che è ancora aperto, recando un contributo per i profili che interessano più direttamente le questioni agricole e, in particolare, il rispetto dei parametri di condizionalità. Sono previste ulteriori riunioni nell'ambito di tale concertazione tecnica. Al tempo stesso è stato dato mandato al Comitato tecnico faunistico previsto dalla legge n. 157 del 1992 di raccogliere le istanze del mondo venatorio e di inoltrarle al Ministero dell'ambiente. Si sono svolte finora due riunioni del Comitato, l'ultima delle quali si è tenuta il 3 luglio scorso. Anche con gli assessori regionali è in corso un confronto, in sede di comitato tecnico amministrativo. Il punto essenziale, come indicato nella stessa interrogazione, è individuare quali siano le regole in base alle quali la caccia possa considerarsi razionalmente gestita. Sotto il profilo giuridico osserva che, nelle more dell'adozione del decreto del Ministero dell'ambiente, le regioni possono comunque dotarsi di una propria normativa che introduca le misure di conservazione previste a livello comunitario. Riconosce che è giuridicamente controverso che un


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decreto ministeriale sia uno strumento idoneo per il recepimento delle direttive in questione. In ogni caso ritiene che i criteri minimi uniformi debbano definire una normativa omogenea di carattere minimo, la quale, proprio per questo, non può risultare invasiva delle competenze regionali.

Filippo MISURACA (FI) ritiene che il Ministero delle politiche agricole debba esprimere con forza una propria posizione sul tema dei criteri da adottare nelle aree protette, reagendo all'invadenza del Ministero dell'ambiente. Sottolinea che le disposizioni dettate da una legge dello Stato, quale è la legge n. 157 del 1992, che disciplina il prelievo venatorio, non possono essere modificate da un decreto ministeriale. Ritiene importante il confronto avviato con le associazioni venatorie nell'ambito del Comitato tecnico faunistico. Ribadisce peraltro che la bozza di decreto del Ministero dell'ambiente ha suscitato la netta contrarietà delle regioni. Osserva inoltre che tale bozza reca anche disposizioni che avranno effetti molto pesanti sulla pesca, anche in aperto contrasto con la normativa comunitaria. Ripete dunque l'invito al Ministero delle politiche agricole e, in modo particolare, al sottosegretario Tampieri a seguire con grande attenzione e con fermezza la definizione del decreto del Ministero dell'ambiente.

Marco LION, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 14.35.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 5 luglio 2007. - Presidenza del presidente Marco LION. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali Guido Tampieri.

La seduta comincia alle 14.35.

DL 81/2007: Disposizioni urgenti in materia finanziaria.
C. 2852 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del disegno di legge in titolo.

Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo), relatore, rileva che il decreto-legge in esame contiene numerose misure di carattere finanziario che si fondano sul dato evidenziato nel primo comma dell'articolo 1, in base al quale nell'anno in corso si sono registrate maggiori entrate tributarie per un importo pari a 7,4 miliardi di euro; di conseguenza anche le previsioni di gettito per gli anni successivi possono essere riviste in aumento di 10 miliardi di euro per il 2008 e di 10,7 miliardi di euro a decorrere dal 2009.
Ritiene che si tratti di un risultato di grande rilievo, che può essere ricondotto a due cause fondamentali. Per un verso, si assiste ad una netta ripresa dell'economia italiana, dopo anni in cui si erano registrati tassi di crescita prossimi allo zero. Ricorda in proposito che per il 2007 si prevede adesso un tasso di crescita del PIL reale del 2 per cento, mentre, nel luglio scorso, si prevedeva una crescita soltanto dell'1,2 per cento. Per altro verso, il Governo in carica e l'attuale maggioranza hanno saputo condurre una corretta politica fiscale, che ha permesso un significativo recupero di consistenti fasce di evasione ed elusione.
Segnala che i buoni risultati sotto il profilo del gettito vengono destinati, come specificato nel medesimo comma 1 dell'articolo 1, agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica. Rileva in proposito che per il 2007 il DPEF appena presentato prevede un deficit pari al 2,1 per cento del PIL, quando, nel 2006, si è registrato un deficit del 4,4 per cento e ancora nel dicembre scorso, in sede di definizione della manovra finanziaria per il 2007, si riteneva che sarebbe stato un risultato di grande valore pervenire alla fine dell'anno in corso ad un deficit del 2,8 per cento.


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Giudica pertanto che gli obiettivi di risanamento della finanza pubblica risultano ampiamente assicurati. Osserva che, al tempo stesso, nel rispetto di tali obiettivi, il Governo ha recuperato le risorse finanziarie necessarie per realizzare anche rilevanti misure di sviluppo ed equità sociale, quali quelle contenute nel decreto in esame. Cita in proposito l'aumento dei trattamenti pensionistici più bassi e le risorse destinate ad agevolare, a vantaggio dei giovani, il riscatto a fini pensionistici degli anni del corso di laurea e la totalizzazione dei periodi contributivi maturati in diversi regimi pensionistici.
Si sofferma quindi in modo più dettagliato sulle misure contenute nel decreto-legge, che interessano direttamente il settore dell'agricoltura e della pesca.
Il comma 1 dell'articolo 15 prevede un finanziamento aggiuntivo di 7 milioni di euro, destinato alle misure di accompagnamento sociale collegate al fermo dell'attività di pesca. Si tratta di contributi a favore di marittimi imbarcati a bordo di pescherecci operanti in aree di mare per le quali è prevista la sospensione obbligatoria dell'attività, che sono indispensabili per garantire la retribuzione minima prevista dal contratto collettivo di lavoro e il versamento degli oneri previdenziali e assistenziali. Osserva che si tratta quindi di un aiuto non soltanto al personale dipendente, ma anche alle imprese ittiche che sono obbligate al fermo. Rileva altresì che la forma dell'aiuto risulta pienamente compatibile con la normativa comunitaria.
Segnala che al medesimo comma 1 viene incrementata di 5 milioni di euro per l'anno 2007 la dotazione del piano triennale della pesca destinata ad interventi relativi alle medesime misure di accompagnamento.
Ricorda che più volte, in diverse sedi, nella Commissione Agricoltura sono state evidenziate le difficoltà che incontra il settore della pesca, in relazione, innanzitutto, all'incremento dei costi dell'attività. Ritiene che le misure contenute nel citato comma 1 costituiscano una prima risposta concreta alle richieste del settore, alla quale potranno fare seguito ulteriori interventi.
Osserva che i commi 2 e 3 del medesimo articolo 15 riguardano la vicenda assai complessa della procedura di revisione degli estimi catastali, disciplinata dal decreto-legge n. 262 del 2006 e, successivamente, dalla legge finanziaria per il 2007. Ricorda che, come è noto, l'attuazione di questa procedura ha determinato notevoli difficoltà, dovute ai disallineamenti che si sono registrati tra i nuovi redditi attribuiti e le colture effettivamente praticate. La questione è stata discussa in modo approfondito dalla Commissione Agricoltura, insieme alla Commissione Finanze, sulla base di una risoluzione presentata dal collega Misuraca e di una successiva risoluzione del collega Zucchi.
I commi 2 e 3 dell'articolo 15 del decreto-legge in esame danno attuazione a quello che veniva richiesto nel testo unificato delle risoluzioni, approvato all'unanimità dalle due Commissioni, e nella discussione che ha accompagnato tale approvazione. Con un provvedimento d'urgenza, che entra immediatamente in vigore, viene infatti prevista la possibilità per i contribuenti di utilizzare fino al 30 novembre 2007, senza applicazioni di sanzioni, lo strumento del ravvedimento operoso. Contestualmente, con il comma 3, viene prorogato al 30 settembre il termine di presentazione dei ricorsi presso le competenti commissioni tributarie.
Il complesso di queste due disposizioni è, a suo giudizio, idoneo a garantire a numerose imprese agricole la certezza del diritto e la tranquillità. Richiamando in proposito quanto è stato più volte evidenziato nel corso del dibattito sulle citate risoluzioni, ritiene che queste misure mirino non tanto a pregiudicare una rideterminazione dei redditi ispirata alla ricerca di una maggiore equità fiscale, quanto ad assicurare, come si legge nel testo unificato della risoluzione approvata, che le modalità e i tempi di applicazione della procedura non comportino un ingiustificato


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aggravio del carico fiscale di numerose aziende agricole che operano nel rispetto della legalità.
Segnala che, oltre agli interventi sulla pesca e sulla procedura di revisione degli estimi catastali, il decreto-legge in esame contiene altre disposizioni di carattere finanziario generale, le quali, tuttavia, comportano significativi effetti per il settore agricolo.
Evidenzia, in particolare, la previsione del comma 1 dell'articolo 7, che rende disponibili le somme accantonate su numerose voci del bilancio dello Stato ai sensi del comma 507 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007. Il disaccantonamento interessa anche alcune importanti voci dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole, che vengono rese disponibili per l'intera somma accantonata in base alla legge finanziaria. Si tratta dello stanziamento del fondo di solidarietà nazionale per gli incentivi assicurativi, sul quale viene reso disponibile un importo pari a 23,8 milioni di euro; dei contributi da assegnare al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (disaccantonamento di 11,6 milioni di euro); delle somme destinate all'avvio della realizzazione delle opere previste dal Piano irriguo nazionale (disaccantonamento di 5,7 milioni di euro) e, infine, dello stanziamento destinato alle esigenze operative del Corpo forestale dello Stato, per le attività di contrasto agli incendi boschivi, in relazione al quale viene reso disponibile un importo pari a 1,25 milioni di euro.
Per la piena funzionalità del Corpo forestale dello Stato assume a suo parere notevole importanza anche la disposizione contenuta nel comma 1 dell'articolo 4, la quale, con riferimento all'esercizio 2007, prevede che non si applichino i limiti alla riassegnazione di entrate alla spesa stabiliti dalla legge finanziaria per il 2005 e da quella per il 2006. La deroga a tali limiti permetterà infatti di assegnare al Corpo forestale dello Stato le somme che le regioni versano al bilancio statale come rimborso delle attività di lotta agli incendi svolte dal Corpo medesimo.
Anche con riferimento alle disposizioni relative ai disaccantonamenti e alla riassegnazione di entrate, per quanto concerne in modo specifico il Corpo forestale dello Stato, ricorda l'impegno dimostrato unanimemente da tutta la Commissione su questo tema, attestato dalla risoluzione approvata martedì scorso insieme con la Commissione bilancio. Anche in questo caso ritiene che si possa affermare, da un lato, che la Commissione ha saputo sollecitare in modo efficace alcune misure di notevole rilevanza per il settore di competenza; dall'altro, che il Governo ha raccolto in modo tempestivo, non appena le condizioni della finanza pubblica lo hanno permesso, le sollecitazioni ad esso pervenute.
Esprime pertanto un giudizio sicuramente favorevole sul decreto-legge in esame, senza per questo escludere l'inserimento, ove vi siano le condizioni per farlo, di ulteriori interventi particolarmente significativi per l'agricoltura e la pesca del paese.

Il sottosegretario Guido TAMPIERI si riserva di intervenire in sede di replica.

Marco LION, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.45.

RISOLUZIONI

Giovedì 5 luglio 2007. - Presidenza del presidente Marco LION. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali Guido Tampieri.

La seduta comincia alle 14.45.

7-00203 Misuraca: interventi a sostegno della pioppicoltura.
(Discussione e rinvio).

Filippo MISURACA (FI) evidenzia la profonda crisi che attraversa la coltivazione


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della pioppicoltura, che registra in Italia una forte riduzione delle superfici coltivate. Ritiene che tale andamento sia particolarmente grave, da un lato perché la produzione italiana di legno di pioppo è sempre stata caratterizzata da una elevata qualità e, dall'altro, perché la contrazione dell'offerta interna ha indotto l'industria dei pannelli a rivolgersi a fonti di approvvigionamento estere, tanto che l'Italia risulta uno dei principali paesi importatori di legno di pioppo. Ciò ha comportato ricadute negative sui prezzi e l'industria di trasformazione del legno di pioppo, pur continuando a recare un apporto positivo alla bilancia commerciale italiana, si trova a fronteggiare una crisi che è conseguenza delle difficoltà della pioppicoltura nazionale. In questo scenario la risoluzione da lui presentata insieme con la collega Carlucci stimola il Governo ad assumere iniziative efficaci per aumentare le superfici destinate alla pioppicoltura, anche in considerazione dei significativi benefici ambientali che possono derivarne, in primo luogo in termini di assorbimento dell'anidride carbonica. In particolare dovrebbero essere adottati sia interventi di natura economica e finanziaria, volti a sostenere i costi di impianto, a favorire le cure colturali, a incentivare il recupero degli assortimenti legnosi non utilizzati o meno pregiati, a promuovere l'utilizzo per la pioppicoltura di ampie superfici agricole attualmente in fase di riconversione. In ogni caso il complesso delle misure che dovrebbero costituire una politica coerente e articolata a sostegno della pioppicoltura dovrebbe essere definito attraverso un serio confronto e una stretta collaborazione con le associazioni del settore.

Angelo Alberto ZUCCHI (Ulivo) osserva che la risoluzione presentata dal collega Misuraca affronta una questione impegnativa e importante, in particolare per alcune aree settentrionali del paese. Ritiene pertanto che sarebbe utile chiarire la situazione del settore e valutare gli strumenti per efficaci iniziative volte a sostenere la pioppicoltura nazionale attraverso un confronto della Commissione con gli operatori della filiera.

Filippo MISURACA (FI) condivide la proposta del collega Zucchi, osservando che il confronto con gli operatori della pioppicoltura può permettere alla Commissione di conoscere in modo più approfondito un comparto che usualmente non è oggetto di una specifica attenzione.

Marco LION, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad una successiva seduta.

La seduta termina alle 14.55.

AUDIZIONI INFORMALI

Giovedì 5 luglio 2007.

Audizione informale del Sindacato nazionale agenzie ippiche (ASSOSNAI) e di SAGI Sport, sulla situazione del settore ippico in Italia.

L'audizione informale è stata svolta dalle 15 alle 16.10.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

RISOLUZIONI

7-00153 Mellano: autolimitazione della quota relativa alla pesca del tonno assegnata all'Italia e comunicazione da parte delle regioni delle informazioni sugli allevamenti di tonno.
7-00206 Fundarò: crisi del comparto vitivinicolo della provincia di Trapani.
7-00216 Misuraca: crisi del comparto vitivinicolo della provincia di Trapani.