VIII Commissione - Resoconto di mercoledý 11 luglio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 11 luglio 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Intervengono il Ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, il viceministro delle infrastrutture, Angelo Capodicasa, e il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Laura Marchetti.

La seduta comincia alle 8.35.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 10 luglio 2007.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che il serrato dibattito di ieri si è concentrato su taluni importanti aspetti di


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merito, relativi in particolare al contenuto e alle modalità di definizione dell'Allegato sulle infrastrutture, in ordine ai quali è emersa l'esigenza di acquisire i necessari chiarimenti da parte del Ministro delle infrastrutture.

Il Ministro Antonio DI PIETRO fa presente che l'Allegato sulle infrastrutture presentato quest'anno si basa su due blocchi, relativi rispettivamente agli investimenti da realizzare nel prossimo quinquennio e della ricostruzione dell'attuale stato delle infrastrutture e delle relative prospettive di sviluppo. Ricorda, inoltre, che il CIPE e lo stesso Consiglio dei ministri hanno approvato il documento, condividendo anche l'ampliamento del suo contenuto alle misure per le città ed alle politiche abitative.
Rileva, quindi, che il Governo ha inteso porre in cima alle priorità gli interventi sul profilo metropolitano, nonché gli investimenti ferroviari e stradali, richiamando a tal fine, tra gli altri, il nodo di Palermo e il completamento della metropolitana di Roma. Fa presente, inoltre, che l'Allegato parte dalla priorità di garantire le infrastrutture necessarie a collegare l'Italia all'Europa; in tal senso, conferma che entro il 19 luglio saranno depositate le proposte di cofinanziamento a livello comunitario dei progetti relativi alle reti TEN, tra i quali cita l'asse del Brennero, il cosiddetto «Terzo valico» e il collegamento Torino-Lione.
Precisato che gli indirizzi del Governo si sono attestati su una linea di continuità rispetto alla precedente legislatura, intende precisare che il DPEF e il relativo Allegato hanno indicato precisi fabbisogni, mentre toccherà alla prossima legge finanziaria il compito di disporre gli eventuali finanziamenti aggiuntivi. Al riguardo, peraltro, osserva che lo stesso Allegato sulle infrastrutture divide le opere a seconda che esse siano incluse nel piano della «legge obiettivo» o siano inserite in altri strumenti di programmazione, quali ad esempio i contratti di programma ANAS e RFI, dei quali preannuncia, peraltro, la trasmissione in via informale alla stessa Commissione.
Sottolinea che, a seguito della ricognizione svolta nell'ultimo anno, il suo dicastero è riuscito a produrre un Allegato sulle infrastrutture coerente, che suddivide le opere per stati di avanzamento e fonti di finanziamento. Richiama, quindi, il contenuto delle pagine iniziali dello stesso Allegato, in cui sono elencate le opere incluse nel programma della «legge obiettivo» già ultimate e quelle in corso, per ciascuna delle quali è indicata la copertura finanziaria; sono poi indicate le opere da completare reperendo ulteriori finanziamenti, nonché le opere da avviare entro il prossimo quinquennio, in quanto necessarie per completare la rete infrastrutturale italiana. Fa presente, quindi, che su tali ultime opere si registra un fabbisogno di circa 19 miliardi di euro e che esistono ulteriori opere, non inserite nel programma di infrastrutture strategiche, ma che devono comunque essere realizzate, quali ad esempio l'Alta Velocità Napoli-Bari, il raddoppio della ferrovia Matera-Altamura e le «complanari» alla A24 sul tratto urbano di Roma.
Richiamato lo sforzo finanziario compiuto dal Governo per dotare l'ANAS di nuove risorse che consentano la prosecuzione dei lavori sui cantieri, ricorda infine che occorre considerare aggiuntivi e non sostitutivi gli stanziamenti previsti da fonti finanziarie diverse dalla «legge obiettivo» e incoraggiare, per converso, forme di «federalismo infrastrutturale», che possono instaurare meccanismi di collaborazione tra lo Stato e le autonomie territoriali.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), relatore, nel ringraziare il Ministro per la disponibilità manifestata ad intervenire in Commissione, intende porre una preliminare questione di metodo, che si riferisce all'assenza di dialogo del Governo con il Parlamento nel corso dell'ultimo anno e che non riguarda il ruolo svolto dalle regioni, con le quali lo stesso Ministro ha realizzato un importante lavoro di concertazione,


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applicando un principio negoziale sostanzialmente condivisibile. Intende, tuttavia, sottolineare che il piano di infrastrutture inserito nel DPEF è un piano di rilevanza nazionale, alla cui definizione non può non concorrere anche il Parlamento, se è vero che il programma di ammodernamento della rete infrastrutturale italiana deve essere guidato da una «idea di Paese» che non può essere la semplice sommatoria delle richieste delle singole regioni.
Rileva, quindi, che la Commissione si attendeva, dal DPEF e dal relativo Allegato, un maggior coraggio nell'operare una scelta selettiva delle priorità infrastrutturali, non perché non sia stato apprezzato il lavoro di concertazione svolto con le singole regioni, ma perché il Governo sembra aver preso prevalentemente atto dello stato di avanzamento progettuale e finanziario delle opere, nonché della valutazione di priorità effettuata dalle regioni. Richiama, inoltre, l'esigenza di comprendere in che modo le priorità indicate nell'Allegato si conformino agli indirizzi di carattere generale enunciati nel testo (quali - ad esempio - la sostenibilità ambientale, l'intermodalità, la riduzione del trasporto su gomma e l'incentivazione di quello su rotaia, il collegato trasferimento di merci e passeggeri dalla strada alle ferrovie e al mare), facendo in modo che il risultato finale dell'elenco di opere sia inquadrabile in una reale logica di sistema.
Fa presente, inoltre, che - scorrendo le voci dell'Allegato - si scopre che l'Italia avrebbe bisogno di oltre 1.700 chilometri di nuove autostrade e che le opere più urgenti sono proprio le autostrade del Nord, mentre sarebbero limitati i programmi relativi ai collegamenti ferroviari e al potenziamento del trasporto pubblico urbano; in tal senso, pur prendendo atto delle importanti precisazioni fornite dal Ministro delle infrastrutture, ritiene fondamentale chiarire se è nell'intenzione del Governo puntare concretamente al riequilibrio modale, pur nella consapevolezza della difficoltà a passare ad investimenti adeguati per il futuro.
Sottolineata l'esigenza di riorientare le scelte sui grandi valichi alpini, che dovrebbero rappresentare la «chiave di volta» dei collegamenti con il resto dell'Europa se non si vuole marginalizzare il Paese, giudica necessari ulteriori chiarimenti circa i costi totali previsti per la realizzazione del programma di infrastrutture strategiche, considerato che - in base alla consistenza del fabbisogno complessivo finale indicato nell'Allegato - risulterebbe una sottostima del dato totale rispetto a quello risultante dalle singole voci. Ricorda, altresì, che taluni deputati hanno sollevato il problema delle effettive disponibilità di cassa, e cioè il dubbio che il Ministero dell'economia e delle finanze non abbia, in realtà, assicurato la prescritta copertura finanziaria al fabbisogno indicato nel DPEF e nell'Allegato. Segnala, infine, che - poiché la «legge obiettivo» prevede che almeno un terzo delle risorse del programma di infrastrutture sia destinato a investimenti per il Mezzogiorno, e considerato che non rientrano più nel programma il Ponte sullo Stretto e gli schemi idrici - la quota di investimenti per il Sud rischia di andare sotto la soglia fissata dalla legge, con qualche problema di congruità con la normativa vigente.

Maurizio Enzo LUPI (FI) ringrazia il relatore per avere dato correttamente conto delle osservazioni critiche svolte nella seduta di ieri e richiama, sul piano del metodo, l'esigenza che il confronto con il Ministro delle infrastrutture garantisca l'assoluta chiarezza nel rispondere alle due questioni essenziali che i gruppi di opposizione considerano alla stregua di pregiudiziali: la prima, relativa alla mancanza nel DPEF dello specifico dato, prescritto dalla «legge obiettivo», attestante la copertura finanziaria, per competenza e per cassa, delle opere elencate nell'Allegato per le infrastrutture (essendo insufficiente, a suo avviso, l'aver inserito il fabbisogno nel solo Allegato); la seconda questione relativa, invece, al mancato rispetto del vincolo, anch'esso posto esplicitamente dalla legge, di destinazione di almeno il 30 per cento delle risorse finanziarie


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alla realizzazione delle infrastrutture nel Mezzogiorno.

Aurelio Salvatore MISITI (IdV) ringrazia il Ministro per i chiarimenti forniti e ritiene che in materia di programmazione della dotazione infrastrutturale del Paese sia oggettivamente difficile parlare di repentini «cambi di direzione», per i quali servono decenni. Peraltro, nel condividere la necessità di impostare una nuova politica delle infrastrutture fondata sulla sostenibilità ambientale delle opere, sul riequilibrio modale, sul rafforzamento del trasporto su ferro rispetto a quello su gomma, sul rispetto delle nuove politiche climatiche, ritiene che tale cambio di direzione richieda la collaborazione fattiva fra tutti i livelli istituzionali. Al riguardo, nel ritenere fondamentale il ruolo del Parlamento per delineare le grandi scelte strategiche, cita l'esempio positivo del contributo che un atto di indirizzo parlamentare potrebbe portare per affermare pienamente la scelta del completamento, fino a Palermo, di un moderno sistema ferroviario; al tempo stesso, mette in guardia dal rischio che il Parlamento assuma compiti impropri nel sindacare l'opportunità di singole opere, la cui valutazione è forse bene lasciare al rapporto e al confronto fra Governo e regioni. Inoltre, nel richiamare le pesanti eredità del passato sul gap infrastrutturale fra Nord e Sud del Paese, che non possono certe essere colmate in un solo anno, ritiene che sia necessario uno sforzo finanziario ulteriore rispetto ai circa 6,7 miliardi di euro stanziati per le infrastrutture nel Mezzogiorno, fino a raggiungere la citata quota del 30 per cento di risorse messe a disposizione per l'ammodernamento della dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno.

Grazia FRANCESCATO (Verdi), nell'auspicare un più stretto e continuativo rapporto fra la Commissione e il Ministro delle infrastrutture, giudica apprezzabile la sola impostazione generale dell'Allegato per le infrastrutture presentato al Parlamento, che tiene insieme - per la prima volta - i grandi temi della mobilità, delle aree urbane e della casa. Ritiene, tuttavia, che il documento in questione manchi di audacia e di una «visione» complessiva delle politiche infrastrutturali, ad esempio quando sembra privilegiare la concertazione con le regioni - e la connessa preponderanza degli interessi territoriali - all'individuazione delle priorità nazionali e dei criteri strategici per la selezione delle infrastrutture; analoghe considerazioni vanno rivolte in riferimento al fatto che il documento tiene al centro della programmazione infrastrutturale una continuità con le scelte effettuate dal precedente Governo, rispetto alle quali c'è invece bisogno di una netta discontinuità, non per motivi ideologici, ma per rimediare agli errori commessi e per affrontare le nuove sfide che i cambiamenti climatici pongono con rinnovata urgenza. Conclude, esprimendo perplessità per il mancato riconoscimento del ruolo fondamentale del criterio della sostenibilità ambientale nella scelta delle opere contenute nell'Allegato per le infrastrutture e per il ritardo con cui la maggioranza procede in direzione della revisione della «legge obiettivo».

Paolo CACCIARI (RC-SE), nel richiamare le osservazioni critiche svolte nella seduta di ieri sul contenuto dell'Allegato per le infrastrutture, sottolinea in particolare le incoerenze fra gli enunciati positivi contenuti nel paragrafo introduttivo del DPEF e il contenuto delle schede tecniche relative alle singole infrastrutture elencate nel documento in esame. Nel ribadire, inoltre, le forti perplessità del suo gruppo su quella che sembra essere una netta prevalenza di una logica inerziale - che basa le scelte odierne sul dato degli stati di avanzamento delle singole opere -, richiama l'attenzione sul fatto che questa stessa logica rischia di trasformarsi, anche per il peso ed il potere di condizionamento delle grandi società concessionarie, in una perversa logica incrementale degli errori del passato, privilegiando ad esempio la scelta in favore del sistema del trasporto su gomma a scapito di tutti gli altri sistemi.


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Richiamati, infine, i tre principi che il Ministro delle infrastrutture ha dichiarato di avere tenuto in considerazione per definire l'elenco delle opere infrastrutturali (grado di condivisione fra tutti i livelli istituzionali, coerenza con gli strumenti settoriali di programmazione nazionale e stato di avanzamento dei lavori), annuncia che il suo gruppo chiederà che siano eliminate dall'Allegato per le infrastrutture almeno le opere che non rispondano ai richiamati principi.

Salvatore MARGIOTTA (Ulivo), nell'esprimere apprezzamento per il lavoro svolto dal relatore, ritiene che la questione del rispetto della quota minima del 30 per cento delle risorse complessive da destinare all'infrastrutturazione del Mezzogiorno - meritoriamente posta anche dal deputato Lupi - abbia un rilievo particolare. Al riguardo, pur precisando che i cosiddetti schemi idrici non sono stati cancellati dall'Allegato per le infrastrutture ma più semplicemente ripartiti diffusamente nelle varie schede regionali, manifesta una forte preoccupazione - avvalorata anche dai dati forniti dagli uffici - che la quota di risorse per il Mezzogiorno si attesti molto al di sotto della richiamata quota del 30 per cento fissata dalla legge e ritiene che non sarebbe corretto, ai fini del suo raggiungimento, sommare le risorse dei fondi comunitari a quelle statali. Considera, invece, molto positivamente la scelta del Governo di destinare all'ammodernamento della autostrada Salerno Reggio Calabria tutte le risorse reperibili, utilizzando anche altri strumenti finanziari esistenti.

Franco STRADELLA (FI) illustra sinteticamente quelle che ritiene le più macroscopiche incongruenze fra le dichiarazioni rese dal Ministro delle infrastrutture e gli atti concretamente posti in essere, con particolare riferimento al «Terzo valico», per il quale il Ministro ha proceduto alla revoca delle concessioni determinando un grave allungamento dei tempi di realizzazione, nonché agli interventi sui nodi urbani, per i quali non viene prospettata alcuna soluzione effettivamente praticabile. Quanto al problema casa, osserva che nell'Allegato per le infrastrutture sono solo enunciate mere finalità, mentre servirebbe un vero e proprio piano nazionale. Ribadisce, inoltre, che, sulle due questioni poste dal deputato Lupi, i gruppi di opposizione giudicano indispensabile che il Ministro delle infrastrutture dia risposte chiare ed esaustive.

Tino IANNUZZI (Ulivo) ritiene che sia necessario sviluppare un dialogo e un rapporto più stretti fra il Ministro e la Commissione, soprattutto nelle fasi di costruzione delle decisioni, anche per evitare di porre il Parlamento di fronte a scelte praticamente già fatte. Ritiene, inoltre, che sia fondamentale operare uno sforzo ulteriore nella individuazione delle priorità e che occorra più coraggio nel dire, ad esempio, alle Regioni, che - prima di tutte le altre - vanno realizzate le opere che servono al sistema Paese. A suo giudizio, inoltre, per tutta la legislatura si dovrà concentrare il lavoro comune fra Governo e Parlamento nella realizzazione di poche, ma essenziali ed emblematiche, opere infrastrutturali, fra le quali indica il passante di Mestre, la Salerno Reggio Calabria, le autostrade del mare e il sistema dell'AV/AC, compreso l'ammodernamento della restante rete ferroviaria. Concorda con l'opinione già espressa da altri colleghi sull'inopportunità che i fondi FAS e FERS siano conteggiati fra le risorse destinate alla infrastrutturazione del Mezzogiorno, ma giudica positivamente la scelta del Ministro delle infrastrutture di consentire l'utilizzazione di tali fondi unicamente per la realizzazione di grandi infrastrutture, scongiurando il rischio della loro polverizzazione in una miriade di piccole e piccolissime opere. Giudica, altresì, opportuno procedere con urgenza ad una esatta quantificazione di tute le risorse statali destinate alla realizzazione di infrastrutture nel Mezzogiorno, al fine di predisporre, ove necessario, gli strumenti parlamentari idonei a ripristinare la quota del 30 per cento delle risorse per il Sud. Richiama, infine, la necessità di usare con


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più forza e decisione la leva fiscale - sull'esempio positivo della detrazione del 36 per cento - per potenziare le politiche abitative soprattutto nelle grandi aree urbane.

Romolo BENVENUTO (Ulivo) esprime preoccupazione per i dati, già evidenziati da altri deputati, che registrano nell'ultimo anno un ulteriore scivolamento verso il trasporto su gomma (54 per cento) rispetto a quello su ferro (38 per cento). Nel ritenere che sia indispensabile un sforzo più deciso in direzione del riequilibrio modale, osserva - con riferimento ad alcune affermazioni del Ministro delle infrastrutture - che, pur condividendo la centralità delle politiche per la mobilità nelle grandi aree urbane, non possano e non debbano considerarsi neutre o equivalenti scelte e soluzioni fondate su parcheggi e tangenziali ovvero su metropolitane e sistemi di trasporto pubblico locale. Con riguardo alle reti TEN, assume con favore le considerazioni svolte dal Ministro e chiede se sia possibile precisare ulteriormente che tali infrastrutture sono da considerarsi non aggiuntive ma prioritarie rispetto a tutte le altre opere contenute nell'Allegato per le infrastrutture. Inoltre, chiede se sia possibile avere una quantificazione aggiornata dei loro costi ed un'indicazione chiara sui tempi e sugli strumenti di reperimento di tali risorse. Infine, sul tema della casa osserva che è necessario sviluppare da subito un serio confronto con la Commissione, per evitare incomprensioni e costruire soluzioni condivise fra Governo e Parlamento.

Giuliano PEDULLI (Ulivo), nell'apprezzare la scelta operata dal Ministro delle infrastrutture di tenere insieme i temi della mobilità, delle politiche urbane e di quelle abitative, ritiene opportuno dare continuità a questo primo momento di confronto con la Commissione. Chiede, inoltre, che sia fatta una verifica in materia di edilizia carceraria, circa l'effettiva realizzazione delle opere indicate nell'Allegato per le infrastrutture, lamentando come - nel caso di Forlì - sia al momento tutto bloccato.
Il Ministro Antonio DI PIETRO, preso atto del dibattito svolto, intende anzitutto sottolineare di non essersi mai sottratto al confronto e al dialogo con il Parlamento, al quale ha costantemente garantito una tempestiva informazione e l'invio della documentazione e degli atti prodotti dal suo dicastero, anche quando ciò non era previsto dalla legge. In proposito, richiama l'esempio del contratto di programma ANAS, nel quale sono stati peraltro affrontati nodi importanti, tra cui la separazione tra funzioni di gestione e funzioni di controllo nel settore autostradale, che intervengono in una materia oggetto anche di iniziative legislative parlamentari. Allo stesso tempo, conferma che è sua intenzione inviare alla Commissione, non appena deliberato dal Consiglio dei ministri, lo schema di regolamento di attuazione del cosiddetto «codice appalti», sebbene la normativa vigente non preveda l'espressione del parere parlamentare.
Quanto alle questioni poste con riferimento alle priorità infrastrutturali, giudica opportuno ascoltare la voce del Parlamento, ma al contempo ritiene che si debba anche arrivare ad una conclusione che consenta di indicare le opere da realizzare, unitamente a finanziamenti, progetti e condivisione delle scelte a livello istituzionale. Per un Paese che da oltre trenta anni non riesce a realizzare infrastrutture, ritiene che la «legge obiettivo» abbia avuto una funzione chiara, di grande utilità, che consente comunque di avviare una programmazione credibile delle opere necessarie. Invita, inoltre, la Commissione a comprendere l'esigenza che, per invertire la rotta sul riequilibrio modale e sulle infrastrutture nel Mezzogiorno, occorre lavorare con costanza e progressività; al riguardo, informa che, in ogni caso, il Governo si è impegnato ad avviare da subito quattro importanti opere ferroviarie, come la Caserta-Foggia, la Bari-Taranto, la Palermo-Messina e il nodo di Palermo.
Rilevato che, al di là della soppressione del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, tutte le altre infrastrutture del Sud sono state confermate, ribadisce


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che il Governo ritiene aggiuntive e non sostitutive le risorse finanziarie diverse da quelle previste dalla «legge obiettivo», ivi inclusi i fondi strutturali. Intende, inoltre, precisare che il mancato avvio degli interventi sulle strade secondarie di Calabria e Sicilia è da imputarsi all'approvazione, da parte del Parlamento, di un emendamento alla legge finanziaria 2007 privo di adeguata copertura.

Maurizio Enzo LUPI (FI), intervenendo per una precisazione, giudica inaccettabile che il Ministro ponga in questi termini la questione del finanziamento delle strade provinciali di Calabria e Sicilia.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), relatore, ricorda che sulla legge finanziaria 2007 è stato lo stesso Governo a porre la questione di fiducia; per tali ragioni, non si comprende come il Ministro possa addebitare al Parlamento determinate responsabilità.

Salvatore MARGIOTTA (Ulivo) intende precisare che l'emendamento richiamato dal Ministro, originariamente promosso da diversi parlamentari meridionali di maggioranza e di opposizione, è stato comunque sostenuto dal Governo, che ha su di esso anche convenuto di porre la questione di fiducia.

Il Ministro Antonio DI PIETRO intende precisare che l'impegno relativo alle strade secondarie di Sicilia e Calabria non si può, allo stato, realizzare, poiché il relativo fondo risulta incapiente. Tornando, inoltre, alle questioni poste nel corso del dibattito odierno, sottolinea che l'obiettivo di sostegno al Mezzogiorno fissato dal Governo è rinvenibile anche nell'impegno al completamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e all'ammodernamento della strada statale n. 106 Jonica. Ricorda, tuttavia, che esiste anche una questione settentrionale, che porterà il Governo a sottoporre, in tempi rapidi, al CIPE interventi nel settore ferroviario in Lombardia, nonché la realizzazione delle tratte italiane delle reti TEN, in ordine alle quali conferma l'assoluta priorità di indirizzo da parte del suo dicastero.
Quanto al problema del riequilibrio modale, nel ricordare che talune concessioni sono state revocate anche in ragione della mancanza di fondi, ribadisce che il Governo non ha la minima intenzione di sottovalutare il problema, tanto è vero che sono state avviate numerose opere ferroviarie e sono state indicate precise scadenze circa tali priorità. In tal senso, intende confermare che il cosiddetto «Terzo valico» si può e si deve realizzare, unitamente ad altre infrastrutture su ferro di particolare rilevanza.
Con riferimento alle politiche per la casa, fa presente che la prossima legge finanziaria si occuperà di indicare le più opportune soluzioni per l'emergenza abitativa e, in particolare, per l'annoso problema degli sfratti, che peraltro non sono di competenza prevalente del suo dicastero. Ricordata, inoltre, l'innovativa concezione di edilizia sociale contenuta nel DPEF, che a suo avviso deve sostituire la nozione di edilizia pubblica, assicura che saranno individuate idonee risorse per andare incontro alle esigenze ed ai fabbisogni esistenti.

Grazia FRANCESCATO (Verdi), intervenendo per una precisazione, intende rilevare che il Ministro non ha fornito alcuna risposta alla questione relativa all'impatto della sostenibilità ambientale rispetto alla scelta delle priorità infrastrutturali.

Il Ministro Antonio DI PIETRO segnala, in proposito, che l'Allegato al DPEF prevede che la selezione strategica degli interventi debba poter incidere positivamente nel contrasto dei cambiamenti climatici e nel superamento delle criticità della qualità dell'aria. A tal fine, assicura che i programmi degli interventi saranno attentamente valutati sotto il profilo ambientale.

Ermete REALACCI, presidente, preso atto positivamente, in primo luogo, dell'impegno del Ministro a trasmettere lo schema di regolamento attuativo del «codice


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appalti», ritiene che il relatore e la Commissione sapranno fare la loro parte circa gli orientamenti da assumere in relazione al DPEF e al relativo Allegato sulle infrastrutture. In ogni caso, giudica inutile spostare il confronto sull'elenco delle opere da eliminare o da inserire nello stesso Allegato, in quanto il Parlamento ritiene di poter efficacemente aiutare il Ministro, e il Governo nel suo complesso, a produrre una visione generale delle strategie, che contribuisca realmente ad una programmazione infrastrutturale del Paese. Giudica evidente, al riguardo, che non risulta indifferente il momento in cui le Camere vengono a conoscenza delle priorità infrastrutturali, poiché non può che essere un limite per il Parlamento conoscere le intenzioni del Governo soltanto alla fine dell'intero percorso istruttorio. Per tali motivi, auspica che in futuro il Governo sappia coinvolgere maggiormente il Parlamento nella condivisione e nella concertazione delle politiche di competenza.

Maurizio Enzo LUPI (FI), intervenendo per una ulteriore precisazione, prende atto che il Ministro continua a non dare risposta alla questione da lui ripetutamente sollevata circa la mancanza, all'interno del DPEF, degli impegni finanziari relativi alle risorse del programma della «legge obiettivo», che sono presenti esclusivamente all'interno dell'Allegato sulle infrastrutture.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che il Ministro ha già risposto a tale questione, rinviando alle indicazioni contenute nel citato Allegato sulle infrastrutture, che è anch'esso stato approvato dal Consiglio dei ministri e dal CIPE e investe, dunque, la responsabilità dell'intero Governo, al pari del DPEF. In tal senso, giudica evidente che - come sempre avvenuto in passato - le risorse finanziarie di cassa saranno indicate dalla prossima legge finanziaria.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.25.

RISOLUZIONI

Mercoledì 11 luglio 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il viceministro delle infrastrutture, Angelo Capodicasa.

La seduta comincia alle 14.10.

7-00212 Iannuzzi: Politiche di regolazione del settore autostradale.
(Seguito della discussione e rinvio).

La Commissione prosegue la discussione, rinviata il 5 luglio 2007.

Tino IANNUZZI (Ulivo) richiama gli obiettivi della risoluzione in titolo, già enunciati nella precedente seduta, in sede di illustrazione dell'atto di indirizzo. Ribadisce l'intenzione di invitare il Governo all'adozione di un metodo di lavoro condiviso, che consenta di giungere a soluzioni concordate, che pongano fine all'attuale situazione di incertezza. Sottolinea, in proposito, che i presentatori della risoluzione, in uno spirito di collaborazione istituzionale, ritengono necessario individuare un punto di mediazione tra Governo e società concessionarie, che risiede - in ultima analisi - nel conseguimento dell'interesse pubblico primario.
In tal senso, considerata l'opportunità che il Governo fornisca un contributo politico effettivo, che non si limiti ai soli aspetti di natura tecnica, prospetta l'utilità di rinviare il seguito della discussione alla prossima settimana, con l'auspicio di pervenire all'approvazione dell'atto di indirizzo in titolo.

Il viceministro Angelo CAPODICASA dichiara di condividere il percorso prospettato dal deputato Iannuzzi per il seguito della discussione della risoluzione in titolo.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che la risoluzione in discussione è stata predisposta affinché possa costituire un


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serio strumento di orientamento per il Governo nella materia della revisione delle convenzioni autostradali. Per tali motivi, invita il rappresentante del Ministero delle infrastrutture a formulare con chiarezza la propria posizione in occasione della prossima seduta.
Rinvia, quindi, il seguito della discussione ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.15.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 11 luglio 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Intervengono il viceministro delle infrastrutture, Angelo Capodicasa, e il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Laura Marchetti.

La seduta comincia alle 14.15.

DL 81/07: Disposizioni urgenti in materia finanziaria.
C. 2852 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 10 luglio 2007.

Il sottosegretario Laura MARCHETTI evidenzia che nella seduta di ieri il relatore, nella sua apprezzabile relazione sul provvedimento in esame, ha chiesto chiarimenti al Governo su due punti: lo stanziamento per il 2007 per il Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche e il rapporto tra detto Comitato e l'Osservatorio dei servizi idrici; le risorse per gli interventi connessi all'emergenza rifiuti in Campania.
In merito al primo punto, rileva che le risorse previste per l'anno 2007 sono assegnate al Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche. Tale Comitato, soppresso dal decreto legislativo n. 152 del 2006, è stato ricostituito dall'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 8 novembre 2006, n. 284; tale ricostituzione è stata ribadita dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90 che, in attuazione del decreto «Bersani», ha riordinato e individuato tutti gli organismi operanti presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. All'articolo 6 di detto regolamento è stato disciplinato il Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche, riproducendone, così come richiesto anche dal Consiglio di Stato, le norme primarie che contenevano i compiti soppressi dall'entrata in vigore del decreto legislativo 152 del 2006. L'Osservatorio dei servizi idrici, cui ha fatto riferimento il relatore, previsto dall'articolo 22 della legge n. 36 del 1994 - norma soppressa anch'essa dal decreto n. 152 del 2006 - non è stato ridisciplinato dal regolamento prima citato, in quanto detto Osservatorio già da tempo fa parte integrante dell'organizzazione del Ministero, costituendo apposita divisione della Direzione Qualità della Vita del ministero medesimo.
Quanto alla seconda richiesta, concernente le risorse previste dall'emergenza rifiuti in Campania, premesso di condividere pienamente le considerazioni e le osservazioni del relatore, fa presente che non vi sono ulteriori elementi conoscitivi, trattandosi di competenze proprie del Dipartimento della protezione civile e non del suo dicastero.

Angelo Maria Rosario LOMAGLIO (SDpSE), relatore, prende atto dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, sebbene questi non risolvano talune delle richieste di approfondimento formulate ieri in relazione alle parti di competenza del Dipartimento della protezione civile. Nel rilevare che presso la Commissione di merito lo stesso Governo ha posto in dubbio che l'integrazione del Fondo per la protezione civile riguardi, in realtà, l'emergenza rifiuti in Campania, ritiene utile provvedere ad ulteriori approfondimenti della materia.
Prospetta, pertanto, l'opportunità che la Commissione rinvii alla giornata di domani il seguito dell'esame del provvedimento,


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anche per consentire una più meditata predisposizione della sua proposta di parere.

Roberto TORTOLI (FI) fa presente che l'esistenza, all'interno del provvedimento in esame, di talune disposizioni in materia di rifiuti speciali potrebbe costituire l'occasione per segnalare alla Commissione di merito la possibile soluzione di un ulteriore problema, legato all'imminente entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario in materia di importazione di rifiuti, nel senso di suggerire l'introduzione di un periodo transitorio che scongiuri il blocco immediato dell'attività di taluni settori produttivi e, in particolare, di quelli della carta e dell'acciaio.

Angelo Maria Rosario LOMAGLIO (SDpSE), relatore, prende atto della richiesta formulata dal deputato Tortoli, in relazione alla quale si riserva di predisporre eventuali rilievi nella sua proposta di parere, pur facendo presente che - in base alle notizie assunte in via informale - il problema segnalato deriverebbe soprattutto dai ritardi delle imprese, piuttosto che da mancati adempimenti da parte delle amministrazioni competenti.

Guido DUSSIN (LNP), con riferimento alle considerazioni svolte dal relatore sull'emergenza rifiuti in Campania, auspica che risponda al vero la notizia per cui le risorse del Fondo per la protezione civile non siano destinate a tali finalità. Ritiene, infatti, che il vero problema della gestione dei rifiuti in quella regione non sia risolvibile con l'ulteriore sperpero di risorse pubbliche, bensì con un deciso intervento che promuova realmente la raccolta differenziata e, più in generale, favorisca l'adozione di comportamenti virtuosi, prendendo esempio dai risultati ottenuti in altre aree del Paese.

Il viceministro Angelo CAPODICASA, per opportuna informazione della Commissione, fa presente che il suo dicastero intende presentare due emendamenti presso la Commissione di merito. Con il primo di tali emendamenti, si dispone che, al fine della realizzazione di infrastrutture autostradali, previste dagli strumenti di programmazione vigenti, le funzioni ed i poteri di soggetto concedente ed aggiudicatore attribuiti ad ANAS Spa possono essere trasferiti, con decreto del Ministro delle infrastrutture, da ANAS Spa medesima ad un soggetto di diritto pubblico appositamente costituito in forma societaria e partecipato da ANAS Spa e dalle regioni interessate o da soggetto da esse interamente partecipato. Con il secondo emendamento, si prevede che le somme versate a titolo di risarcimento del danno o di adempimento di garanzie prestate per la realizzazione di opere pubbliche a seguito del verificarsi di eventi dannosi nella fase esecutiva o di inadempimento dell'appaltatore, ed affluite al conto entrante del bilancio dello Stato, sono riassegnate nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture per la realizzazione dei conseguenti interventi infrastrutturali.

Ermete REALACCI, presidente, ringrazia il viceministro Capodicasa per le informazioni fornite alla Commissione, che peraltro potrà intervenire solo indirettamente sugli argomenti segnalati, essendo competente soltanto per il parere sul testo del decreto-legge. Inoltre, considerato l'andamento del dibattito, ritiene che l'esame del provvedimento possa proseguire nella seduta di domani, secondo le modalità che saranno definite nella prevista riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta odierna.


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Osvaldo NAPOLI (FI) denuncia la situazione drammatica in cui versano gli enti locali dal punto di vista della disponibilità delle risorse per gli investimenti infrastrutturali di loro competenza, provocata dalle sconcertanti scelte politiche operate dal Governo in danno della finanza degli enti locali. Dopo aver ripercorso brevemente quelli che, a suo giudizio, costituiscono i provvedimenti più gravi adottati in questo primo anno di legislatura - fra cui segnala in particolare l'utilizzazione da parte del Governo degli avanzi di amministrazione dei comuni e delle province - ritiene che complessivamente gli enti locali siano stati privati di circa 10 miliardi di euro, che in gran parte sarebbero stati destinati al completamento o all'avvio di infrastrutture essenziali per rendere servizi migliori ai cittadini. Nel denunciare, inoltre, il fatto grave che ANCI e UPI non siano mai stati convocati dal Governo per discutere sul DPEF, conclude segnalando che questa negativa politica governativa ha prodotto quasi il dimezzamento degli investimenti infrastrutturali degli enti locali - per i quali si registra quest'anno un meno 42 per cento rispetto all'anno scorso - e che anche sul versante delle politiche abitative tutto ciò determinerà l'assoluta impossibilità degli enti locali di far fronte alle politiche di integrazione dell'immigrazione regolare e alle collegate richieste di asili nido, di scuole e di servizi. Annuncia, infine, la presentazione in Aula di specifiche proposte emendative volte a salvaguardare le giuste esigenze degli enti locali e formula l'auspicio che tutti i gruppi possano esprimersi favorevolmente sulle stesse.

Tino IANNUZZI (Ulivo) ritiene necessario compiere ogni sforzo per definire meglio le priorità e i criteri di individuazione delle opere strategiche, avendo piena consapevolezza che il numero delle opere comprese nell'Allegato per le infrastrutture va oggettivamente al di là di ogni effettiva possibilità realizzativa, sia sul piano tecnico che su quello delle compatibilità finanziarie. Concorda con la valutazione espressa dal Ministro delle infrastrutture circa la assoluta priorità da accordare alle opere in itinere, mentre ritiene che, pur nella validità di un serrato rapporto con le regioni, sia necessario esplicitare che è indispensabile operare a livello parlamentare un «filtro» capace di definire le opere prioritarie sulla base di un'idea del Paese che si intende concretizzare. Ribadisce, infine, che a suo avviso è necessario utilizzare l'intera legislatura per realizzare poche, ma essenziali, grandi infrastrutture, fra cui il passante di Mestre, l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, le «autostrade del mare» e il sistema dell'AV/AC - a partire dal corridoio V -, nonché l'ammodernamento della restante rete ferroviaria. Prende atto positivamente che le risorse previste per il Ponte sullo Stretto di Messina andranno tutte a beneficio della rete autostradale calabrese e delle reti ferroviaria e stradale della Sicilia e ritiene che la risoluzione sul DPEF possa offrire un utile contributo per quanto riguarda l'esigenza fondamentale della certezza delle risorse disponibili per la realizzazione del programma infrastrutturale.

Maurizio ACERBO (RC-SE) lamenta il fatto che nell'Allegato per le infrastrutture non si trovi alcuna traccia della chiara indicazione fornita dalla Regione Abruzzo circa la priorità rappresentata dal potenziamento della ferrovia Roma-Pescara. Auspica che questa lacuna non sia dettata dal prevalere di logiche fondate sul concetto di competitività a danno di quello di servizio pubblico, nel caso specifico svolto nel precipuo interesse dei cittadini abruzzesi e in particolare di migliaia di pendolari che quotidianamente si recano a Roma. Ritiene che la discussione sul documento in esame vada incentrata sul dato oggettivo dell'incapacità delle reti stradali di ovviare ai problemi di sovraffollamento delle reti stesse e di inquinamento ambientale, nonché sugli strumenti per ovviare al dato inquietante rappresentato dal fatto che in Italia un chilometro di ferrovia o di autostrade costa due volte e mezzo più che negli altri Paesi europei. Infine, raccogliendo la sfida posta dal Ministro


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delle infrastrutture, dichiara la piena disponibilità del suo gruppo ad individuare le opere che andrebbero escluse dall'Allegato, in coerenza con la necessità di operare con decisione un riequilibrio delle infrastrutture da quelle autostradali a quelle ferroviarie.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), relatore, ritiene che il dibattito fin qui svolto presenti profili di particolare interesse e complessità, che difficilmente si potrebbero raccogliere fin da domani in uno schema di parere. Giudica, pertanto, indispensabile proseguire la discussione e il comune sforzo di sintesi, impegnandosi a sottoporre appena possibile a tutti i gruppi lo schema di parere in questione, prospettando fin d'ora l'opportunità di giungere al voto all'inizio della prossima settimana. Ritiene, infine, con riferimento alla proposta avanzata dal deputato Acerbo, di dover svolgere una semplice considerazione di buon senso circa il fatto che sia molto più facile aggiungere opere dall'elenco in esame, piuttosto che eliminarle.

Ermete REALACCI, presidente, conviene sul carattere realistico delle considerazioni svolte dal relatore e ritiene opportuno sottoporre all'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, la cui riunione è già fissata al termine della seduta odierna, la questione relativa alla individuazione delle modalità per giungere alla conclusione dell'esame in sede consultiva del DPEF, con l'espressione del prescritto parere.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.55.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 11 luglio 2007 - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il viceministro delle infrastrutture, Angelo Capodicasa.

La seduta comincia alle 14.55.

Schema del piano economico-finanziario di ANAS Spa.
Atto n. 113.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Renato GALEAZZI (Ulivo), relatore, osserva che il Piano economico finanziario dell'ANAS, accompagnato dall'elenco delle opere infrastrutturali di nuova realizzazione, è stato trasmesso dal Ministero delle infrastrutture in attuazione dell'articolo 1, comma 1018, della legge finanziaria 2007. Esso si riferisce al periodo 2007-2052, sul presupposto dell'adeguamento della concessione alla nuova durata (50 anni) prevista dall'articolo 1, comma 1019, della medesima legge finanziaria. Per quanto riguarda i passaggi procedurali disciplinati dal richiamato comma 1018, tale ultima disposizione prevede prima l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, quindi l'approvazione con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministri dell'economia, dei trasporti e dell'ambiente e, in occasione di tali approvazioni, la sottoscrizione di una convenzione unica di cui il nuovo piano ed i successivi aggiornamenti costituiscono parte integrante.
Fa presente che, nel Piano all'esame della Commissione, vengono esposti i principali risultati attesi, gli obiettivi perseguiti e le linee guida strategiche adottate, sulla base di un nuovo modello di funzionamento e finanziamento, finalizzato, da un lato, a completare il processo di trasformazione dell'ANAS secondo un approccio imprenditoriale e di mercato, dall'altro, al deconsolidamento dell'ANAS dal bilancio dello Stato. Tale nuovo modello è volto a superare le attuali criticità di carattere finanziario, economico ed organizzativo, in particolare attraverso: la separazione delle responsabilità di vigilanza e controllo da quelle di sviluppo e gestione della rete stradale, il rafforzamento del ruolo di concedente (da perseguire anche attraverso nuovi modelli societari che prevedano


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il coinvolgimento delle Regioni) e il consolidamento del ruolo di concessionaria dell'ANAS; l'espansione e l'accelerazione del Piano degli Investimenti, anche attraverso il ricorso a fondi privati attivabili con opportune forme di partenariato; un nuovo modello di ricavo, caratterizzato, tra l'altro, dal possibile subentro dell'ANAS in alcune concessioni autostradali in scadenza nel breve/medio termine, nonché dalla previsione della remunerazione delle attività di gestione della rete in concessione principalmente tramite l'applicazione di un sistema di pedaggiamento, reale (a carico degli utenti) o ombra (a carico dello Stato), e in via residuale tramite l'introduzione di canoni di disponibilità (a carico dello Stato) in sostituzione degli attuali corrispettivi di servizio; il miglioramento del livello di efficienza gestionale, attraverso un'evoluzione dell'organico ed un recupero di efficienza delle strutture operative; un modello di esercizio che garantisca uniformità di azione su tutto il territorio, anche attraverso un riassetto delle strutture territoriali di compartimento, nonché ulteriori interventi in materia di innovazione tecnologica, sicurezza, qualità e di sviluppo di sistemi informativi.
Rileva che, secondo la stima contenuta nel Piano, esso, con riferimento all'intera durata della concessione, permetterebbe - a parità di volume di investimenti da realizzare - di ridurre il fabbisogno di fondi pubblici di 14 miliardi di euro rispetto al modello di funzionamento attuale, ovvero, a parità di stanziamenti da parte dello Stato e di altri enti, di destinare risorse aggiuntive alla realizzazione di ulteriori opere. Per quanto riguarda il Piano degli investimenti, esso si basa sullo sviluppo delle opere in corso, delle opere di nuova realizzazione (appaltabili nel periodo 2007-2011) finanziate da fondi ordinari e da stanziamenti già individuati relativi alla legge obiettivo, delle opere della legge obiettivo per le quali è comunque previsto un finanziamento pubblico seppur non ancora stanziato, delle opere attualmente incluse nella cd. area di inseribilità (ovvero le opere aggiuntive che l'Anas considera appaltabili e finanziabili in proprio, mediante ricorso a capitali privati nella forma di finanziamenti bancari a medio-lungo termine) nonché sulla prevedibile evoluzione degli investimenti oltre il 2011.
Ritiene, quindi, utile richiamare qualche dato di sintesi. Con riferimento al periodo 2007-2011, le opere appaltabili (sia sulla base di fondi ordinari sia sulla base dei fondi della legge obiettivo) risultano pari al 24,5 per cento del totale ovvero al 30,9 per cento, se si considerano anche le opere dell'area di inseribilità» che si prevede di iniziare ad appaltare già dal 2008 per un valore complessivo di 24,3 miliardi di euro, di cui 5,1 a carico dell'ANAS. A tale valore si aggiungono gli interventi appaltabili per la manutenzione straordinaria di strade e autostrade, per un importo di 2,6 miliardi di euro. Con riferimento al più lungo periodo, l'ANAS prevede entro il 2040 di appaltare nuove opere per circa 78,9 miliardi di euro, di cui 48,4 miliardi da finanziare a proprio carico tramite ricorso al mercato finanziario. Il valore delle opere stradali e autostradali da realizzare nell'arco temporale di riferimento del Piano raggiunge l'importo di 112,4 miliardi di euro, se si considerano le opere in corso (il cui importo è pari a 10,5 miliardi di euro) e le opere per le quali si prevede il ricorso alla tecnica della finanza di progetto (per un totale di 23,1 miliardi di euro). Gli interventi appaltabili nel periodo 2007-2011 sono stati individuati nell'ambito delle opere con uno stato di progettazione tale da garantire l'effettiva appaltabilità nel quinquennio di riferimento e sulla base di un confronto con le Regioni. Segnala che l'ordine di priorità seguito è stato il seguente: interventi di completamento; priorità infrastrutturali, identificati dal Ministero delle infrastrutture di concerto con le Regioni interessate; opere che costituissero risposte necessarie alle esigenze ed alla domanda di mobilità a livello nazionale.
Con riferimento, quindi, alla copertura del Piano, osserva che l'articolazione dello schema di finanziamento presuppone il deconsolidamento dell'ANAS dal perimetro


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della PA e la contestuale riduzione dell'impegno finanziario dello Stato. A parte la copertura sopra evidenziata della cosiddetta «area di inseribilità», il Piano ipotizza che ANAS finanzi direttamente le attività di manutenzione straordinaria e la realizzazione di tutte le nuove strade e autostrade a pedaggio per le quali non sono già state individuate le necessarie risorse finanziarie. Negli ultimi anni di durata della convenzione, l'ANAS inoltre prevede il finanziamento a, proprio carico anche delle nuove tratte non assoggettabili a pedaggiamento. Per quanto riguarda il conto economico, l'analisi dei ricavi e dei costi mostra: un periodo iniziale (2007-2011) caratterizzato da volumi ridotti di costi e di ricavi (la maggior parte dei quali deriva dai canoni di disponibilità e dal sovrapprezzo pedaggi); un periodo intermedio (approssimativamente 2012-2035) nelquale assumono una rilevanza preponderante le voci di costo e di ricavo collegate all'aumento della rete stradale e al subentro nelle sei concessioni in scadenza.; un periodo finale (approssimativamente 2036-2052), che presenta una struttura dei ricavi sostanzialmente inalterata, e, per quanto riguarda i costi, un deciso trend decrescente degli oneri finanziari per la progressiva estinzione dei prestiti contratti con il sistema bancario.
Sottolinea che, oltre all'analisi del Conto economico, il Piano fornisce una sintesi dei risultati dello Stato patrimoniale e del Rendiconto finanziario. L'analisi di quest'ultimo, in particolare, evidenzia «la capacità dell'ANAS di raggiungere, grazie al nuovo modello di business, l'equilibrio finanziario fin dal primo anno di Piano e per l'intera durata della concessione», sottolineando, tra l'altro, con riferimento ai flussi di liquidità per investimenti, che la copertura delle spese per investimenti tramite l'utilizzo dei fondi stanziati da Stato o altri Enti si riduce fortemente nel periodo 2012-2017 e passa da 5,4 miliardi di euro a meno di 0,9 miliardi per azzerarsi completamente nel 2033.
In conclusione, rinviando all'allegato al Piano per l'elenco puntuale delle opere di nuova realizzazione, intende sottolineare la necessità di una lettura integrata del Piano economico-finanziario dell'ANAS con altri due documenti all'esame della Commissione e, in particolare, l'Allegato infrastrutture al DPEF (che inserisce il Piano ANAS all'interno di un più generale disegno di programmazione delle priorità infrastrutturali, evidenziando in particolare la destinazione al Mezzogiorno di una quota pari al 35 per cento del totale delle risorse del Piano) e il decreto-legge n. 81 del 2007, che dispone l'erogazione di un contributo di circa 427 milioni di euro a titolo di apporto al capitale sociale dell'ANAS, al fine di ripianare la perdita di esercizio relativa all'anno 2006 e contestualmente prevede l'incremento del limite dei pagamenti per spese di investimento da parte dell'ANAS.

Ermete REALACCI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Schemi di convenzione unica autostradale tra ANAS Spa e concessionarie Pedemontana lombarda, Bre.Be.Mi. e Asti-Cuneo.
Atto n. 107.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 4 luglio 2007.

Ermete REALACCI, presidente, fa presente che, in relazione alle richieste di chiarimenti formulate dal relatore e da alcuni deputati nella precedente seduta, il rappresentante del Governo ha consegnato una documentazione integrativa sintetica, che è a disposizione della Commissione.

Il viceministro Angelo CAPODICASA fa presente che il materiale di sintesi fornito alla Commissione cerca di chiarire il complesso delle questioni sollevate nella precedente seduta.

Tino IANNUZZI (Ulivo) intende riconoscere l'estrema importanza delle tre opere


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autostradali da realizzare sulla base degli schemi di convenzione in esame, che ritiene di dover sostenere con determinazione, così come ha costantemente fatto - sin dalla passata legislatura - in relazione all'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Si tratta, a suo giudizio, di investimenti fondamentali per lo sviluppo del Paese, in ordine ai quali dichiara il proprio convinto orientamento favorevole. Rileva poi che gli «extra-costi» maturati sulle singole opere - in particolare sull'autostrada Bre.Be.Mi. - sono la diretta conseguenza dell'accoglimento delle prescrizioni fissate durante l'iter procedurale, non risultando indifferente, rispetto ai costi iniziali, l'esigenza di tenere conto di una serie di interventi aggiuntivi, diretti soprattutto alla mitigazione ed alla compensazione ambientale. Ricorda, peraltro, che tale investimento infrastrutturale rappresenterebbe la prima grande opera pubblica realizzata integralmente con lo strumento della finanza di progetto.

Ezio LOCATELLI (RC-SE), pur comprendendo che l'ambito di intervento della Commissione consente ridotti margini di manovra sugli schemi di convenzione in titolo, intende precisare che il suo gruppo si discosta fortemente dalle valutazioni sinora formulate dal relatore e dagli altri deputati appartenenti a gruppi di maggioranza, in particolare per quanto concerne lo schema di convenzione relativo all'autostrada Bre.Be.Mi.. Rilevato che, in generale, il complesso di interventi all'esame della Commissione si pone in netta rotta di collisione con i principi di riequilibrio modale ampiamente sostenuti dall'intero arco delle forze politiche di maggioranza, intende sottolineare che i problemi di «sotto-infrastrutturazione» richiamati dal relatore nella seduta introduttiva riguardano, in realtà, le forme alternative di trasporto e, soprattutto, le infrastrutture ferroviarie. Ritiene, infatti, che la vera questione da affrontare da parte del Governo debba essere quella della mobilità, intesa anche come strategia per fronteggiare i problemi ambientali e, in questo ambito, il problema dei cambiamenti climatici.
Ribadisce le proprie perplessità sull'autostrada Bre.Be.Mi., che rappresenta, a suo giudizio, una delle opere più insensate e inutili che il Governo possa realizzare. Ritiene che tale opera autostradale sia un'enorme speculazione, «mascherata» sotto forma di finanza di progetto, ma alla cui base vi sono fortissimi interessi privati finalizzati alla realizzazione di operazioni immobiliari che definisce «gigantesche». Chiede, pertanto, alla Commissione di valutare l'esigenza che, prima di esprimere il parere di competenza, sia realizzato un rapido ciclo di audizioni, finalizzato ad acquisire ulteriori elementi conoscitivi in materia.
Sempre con riferimento alla citata opera infrastrutturale, osserva che non vi sono spiegazioni in grado di motivare l'abnorme lievitazione dei costi rispetto al progetto originale, sottolineando come si configuri, piuttosto che un aggiornamento del piano economico-finanziario dell'opera, un vero e proprio rovesciamento, che fa sì che siano totalmente disattesi i presupposti che stavano alla base dell'iniziale proposta di realizzazione dell'investimento. Nel domandarsi se la Commissione sia consapevole che il progetto in questione persegua soltanto interessi privati, giudica irricevibile lo schema di convenzione relativo all'autostrada Bre.Be.Mi., auspicando che vi sia una approfondita riflessione politica, all'interno dei gruppi di maggioranza, su una vicenda estremamente controversa, che rischia di provocare gravi lesioni all'interesse pubblico.

Grazia FRANCESCATO (Verdi) dichiara, a nome del suo gruppo, di condividere la richiesta di approfondimento istruttorio e di svolgimento di una fase conoscitiva supplementare avanzata dal deputato Locatelli.

Maurizio Enzo LUPI (FI) richiama tutti i gruppi presenti in Commissione alla consapevolezza - di cui è stata data prova da ultimo in occasione del parere sul provvedimento correttivo del cosiddetto


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«codice ambientale» - che nel caso in questione occorre sapere anteporre gli interessi generali del Paese a quelli di parte o dettati da motivazioni ideologiche. Nel richiamare quindi le drammatiche condizioni del traffico nell'area del Paese interessata alla realizzazione delle opere infrastrutturali in discussione, osserva come ci siano tute le condizioni per consentire che la Commissione dia un chiaro segnale positivo per la rapida realizzazione delle opere stesse.

Mauro CHIANALE (Ulivo) esprime un sincero apprezzamento per la documentazione integrativa consegnata dal rappresentante del Governo, che consente di seguire un metodo costruttivo nel percorso di esame degli schemi di convenzione in titolo. Ricorda, quindi, che tali schemi sono giunti al Parlamento nella fase conclusiva del loro iter, dopo che si è già svolto un lungo e importante percorso istruttorio in sede locale, regionale e nazionale, che ha portato alla individuazione di due presupposti di base, che mirano alla tutela della utenza e alla revisione degli strumenti convenzionali. Sottolinea che le opere in questione sono da considerare assolutamente necessarie, atteso peraltro che le modifiche intervenute nelle relative convenzioni consentono di perseguire un effettivo vantaggio, attraverso un forte contenimento delle tariffe.

Daniele MARANTELLI (Ulivo), relatore, ritiene di aver ampiamente motivato l'utilità delle infrastrutture di cui agli schemi di convenzione in titolo, illustrando soprattutto la drammatica situazione della Lombardia, in cui il collasso della mobilità incide in termini tali che rischiano di determinare pesanti costi aggiuntivi per numerosi settori produttivi. Giudicato evidente che debbano essere previsti elevati parametri di qualità nella realizzazione delle opere, osserva che il Governo ha fornito una documentazione importante, che risponde a tutte le questioni sinora poste.
Ricorda, quindi, che per l'autostrada Bre.Be.Mi. si è svolta una gara europea e che i nuovi schemi di convenzione sono già passati al vaglio del CIPE e del NARS, che hanno preso atto che l'aumento dei costi è essenzialmente legato all'esigenza di rispettare le numerose prescrizioni nel frattempo intervenute. Ritiene, peraltro, che il rendimento del 4,17 per cento previsto per il concessionario risulti largamente al di sotto dell'attuale media italiana, per cui non appare comprensibile la preoccupazione per eventuali «ultra-profitti» in favore di soggetti privati.
Sottolinea, pertanto, che vi sono tutte le condizioni per esprimere un orientamento positivo sui tre schemi di convenzione in esame, rilevando come - qualora vi fossero posizioni di contrarietà pregiudiziale su una sola infrastruttura - sia giusto che ciascuno esprima le proprie opinioni, senza tuttavia giungere a determinare elementi di interdizione rispetto a un percorso ormai avviato verso la sua conclusione. In tal senso, si dichiara disponibile, se non vi sono obiezioni, a presentare sin d'ora una proposta di parere sul provvedimento.

Ermete REALACCI, presidente, ringrazia il relatore per il lavoro effettuato e dichiara di condividere le considerazioni generali che stanno alla base dell'intervento svolto dal deputato Locatelli, rilevando tuttavia che la Commissione sta esaminando opere che hanno un percorso territoriale molto differenziato e che l'autostrada Bre.Be.Mi. risulta certamente più problematica rispetto alla stessa Pedemontana lombarda. Considerato impraticabile lo svolgimento di un ciclo di audizioni sul provvedimento, invita la Commissione a valutare se sia più opportuno concludere già oggi l'esame degli schemi di convenzione ovvero rinviare le deliberazioni di competenza ad una prossima seduta, anche per consentire al Governo di fornire eventuali, ulteriori, elementi conoscitivi che vengano richiesti dai gruppi interessati.

Daniele MARANTELLI (Ulivo), relatore, considerata l'opportunità di chiarire da subito il proprio orientamento sul provvedimento


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in esame, presenta una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato), di cui illustra sinteticamente il contenuto, dichiarandosi peraltro disponibile a valutare possibili richieste di approfondimento, che siano comunque dirette a migliorare la stessa proposta di parere e non siano, invece, finalizzate soltanto a dilazionare, in modo pregiudiziale, i tempi della decisione della Commissione.

Paolo CACCIARI (RC-SE) osserva che la proposta di parere testé presentata dal relatore non tiene conto di tutti i rilievi svolti dal suo gruppo nel corso dell'esame del provvedimento. Per tale ragione, insiste per lo svolgimento di un ciclo di audizioni, che consenta quanto meno di ascoltare l'orientamento delle province e degli amministratori locali attualmente impegnati a definire le opere di mitigazione ambientale. In caso contrario, segnala comunque l'opportunità di acquisire risposte più puntuali alle diverse problematiche sollevate, prospettando la possibilità di rinviare la deliberazione della Commissione alla prossima settimana.

Ermete REALACCI, presidente, ribadisce che non sussistono le condizioni per lo svolgimento di audizioni sul provvedimento, risultando possibile esclusivamente un rinvio della deliberazione della Commissione, strettamente finalizzato all'acquisizione di ulteriori chiarimenti da parte del Governo, ove ciò fosse ritenuto realmente utile per intervenire proficuamente sulla proposta di parere del relatore.

Daniele MARANTELLI (Ulivo), relatore, fa presente di avere sempre operato con l'obiettivo di favorire la massima consapevolezza nell'assunzione delle decisioni politiche. In proposito, peraltro, osserva come vi sia una evidente contrarietà di merito da parte di taluni gruppi nei confronti di almeno una delle opere in questione, che pone un problema di sostanza politica. Per tali ragioni, si dichiara disponibile al rinvio della deliberazione di competenza della Commissione esclusivamente nel presupposto che i gruppi richiedenti intendano acquisire ulteriori elementi conoscitivi e non vogliano provocare, con intenti ostruzionistici, un differimento delle decisioni parlamentari.

Franco STRADELLA (FI) ritiene che l'ipotesi di rinviare la deliberazione della Commissione sia accoglibile solo nel presupposto che i richiesti chiarimenti possano portare alla valutazione di eventuali modifiche alla proposta di parere. In ogni caso, osserva che le gare europee svolte per l'affidamento delle concessioni hanno dato un esito chiaro e che le modifiche a tali concessioni sono state richieste esclusivamente per adeguarsi alla nuova normativa in materia voluta dal Ministro delle infrastrutture.

Ermete REALACCI, presidente, preso atto che alcuni chiarimenti possono avere natura tecnica, mentre altri sono di natura chiaramente politica, prospetta l'opportunità di rinviare la decisione finale della Commissione sul provvedimento alla prossima settimana, considerato che si è già svolto un ampio e articolato dibattito.

Tommaso FOTI (AN) ricorda che il calendario dei lavori della Commissione è concordato nell'ambito dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi e che, allo stato, la Commissione non ha programmato una prosecuzione dell'esame del provvedimento per la prossima settimana. Pur ritenendo legittime le richieste di chiarimento formulate da taluni gruppi, osserva che è compito del Governo fornire indicazioni circa i tempi necessari per formulare le relative risposte. Per tali ragioni, ritiene che l'eventuale rinvio della deliberazione della Commissione - in difformità rispetto a quanto prospettato dal Presidente - possa essere motivato solo da una precisa presa di posizione del rappresentante del Governo sulle richieste di integrazione conoscitiva formulate da taluni gruppi.

Guido DUSSIN (LNP) si associa alla richiesta testé formulata dal deputato Foti.


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Paolo CACCIARI (RC-SE) ribadisce che le richieste del suo gruppo non hanno alcun intento strumentale, essendo possibile che, anche alla luce degli eventuali chiarimenti del Governo, si possa suggerire una riformulazione della proposta di parere del relatore.

Angelo Maria Rosario LOMAGLIO (SDpSE) condivide la proposta del Presidente di rinviare la deliberazione della Commissione alla prossima settimana, in modo da consentire gli approfondimenti che possono contribuire anche a migliorare la proposta di parere del relatore.

Grazia FRANCESCATO (Verdi) si associa alle considerazioni testé svolte dal deputato Lomaglio.

Giuseppe MORRONE (Pop-Udeur) concorda con la proposta di rinvio prospettata dal Presidente, pur dichiarando di apprezzare la proposta di parere del relatore, in ordine alla quale giudica importante approfondire taluni degli elementi richiamati negli interventi finora svolti.

Il viceministro Angelo CAPODICASA fa presente che il Governo ha già fornito i chiarimenti richiesti nella precedente seduta, dichiarandosi sin d'ora disponibile ad integrare tali chiarimenti alla luce delle eventuali, nuove, questioni che i gruppi riterranno di sollevare. In tal senso, anche in considerazione delle confortanti dichiarazioni del deputato Cacciari, osserva che il Governo non si opporrebbe all'eventuale rinvio alla prossima settimana della deliberazione di competenza della Commissione.

Tommaso FOTI (AN) chiede al Presidente di porre in votazione - se effettivamente la Commissione intende differire la deliberazione di competenza - una formale proposta di rinvio alla prossima settimana del seguito dell'esame del provvedimento.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che la Commissione possa convenire di rinviare ad altra seduta il seguito dell'esame, rimettendo alle valutazioni dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, le modalità per la prosecuzione dell'iter.

Guido DUSSIN (LNP) dichiara di condividere l'ipotesi procedurale testé prospettata dal Presidente.

Tommaso FOTI (AN), preso atto che non si intende sottoporre la proposta di rinvio ad una deliberazione formale della Commissione, si riserva di formulare le proprie proposte nell'ambito dell'imminente riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

Ermete REALACCI, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 11 luglio 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.35.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo concernente modifiche al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.
Atto n. 104.