Martedì 17 luglio 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META, indi del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Andrea Annunziata.
La seduta comincia alle 12.20.
Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 12 luglio 2007.
Mario LOVELLI (Ulivo), relatore, fa presente di avere predisposto una proposta di parere con diverse osservazioni (vedi allegato 1), nella stesura delle quali ha cercato di fare proprie numerose indicazioni emerse nel corso del dibattito. In particolare, per quanto concerne i profili delle politiche per la mobilità e le infrastrutture, le osservazioni di cui alle lettere a) e b) sono volte a segnalare l'esigenza che si determini una effettiva coerenza fra le politiche della mobilità, dei passeggeri e delle merci, le linee guida del Piano generale della mobilità e gli obiettivi del riequilibrio modale del sistema dei trasporti, a vantaggio del mare e della ferrovia, anche attraverso una programmazione più coordinata fra i due ministeri competenti, delle infrastrutture e dei trasporti. A tal fine, si richiede di avviare un processo di riequilibrio nella ripartizione dei finanziamenti per investimenti tra le diverse modalità di trasporto, al fine di incrementare la percentuale di risorse da destinare alle infrastrutture ferroviarie e
portuali, al trasporto pubblico locale e ai servizi per i pendolari, questi ultimi da incentivare anche con misure di defiscalizzazione del costo degli abbonamenti, alla mobilità urbana, alla sicurezza stradale, alla logistica e all'intermodalità, anche al fine di favorire lo sviluppo di un sistema di trasporti sostenibile, in coerenza con i preannunciati obiettivi del Piano generale della mobilità. A tale proposito si rappresenta l'esigenza che il Governo presenti tempestivamente la relativa proposta di Piano al Parlamento, al fine di consentirne l'approfondimento da parte delle Commissioni competenti. Ai punti 1) e 2) della lettera b), si sottolinea in particolare la necessità di rifinanziare in modo significativo il fondo triennale per la mobilità sostenibile ed il fondo per i mezzi destinati al trasporto dei pendolari, assicurando nel contempo consistenti risorse per la realizzazione di reti tranviarie e metropolitane per il trasporto collettivo, nonché di dare attuazione alle autostrade del mare e avviare concrete politiche di sostegno alla portualità, attuando le nuove misure fiscali già previste dalla legge finanziaria per il 2007, sia per quanto riguarda i porti di transhipment, sia con riferimento al sistema degli scali finali, individuando soluzioni adeguate, in particolare attraverso la modalità ferroviaria, al transito delle merci in entrata e in uscita dai porti che investe le città portuali. I punti 3) e 4) della medesima lettera b) sono quindi volti a sottolineare l'esigenza, da un lato, di prevedere misure di sostegno del trasporto combinato, per garantire risorse concrete di supporto all'intermodalità e, dall'altro, di mettere a punto un sistema coerente di governance della sicurezza stradale, vera priorità nazionale su cui interviene con misure immediate il disegno di legge n. 2480, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati. A tale scopo, si suggerisce di provvedere al finanziamento del Piano nazionale della sicurezza stradale con uno stanziamento adeguato per il prossimo triennio, da destinare alla prevenzione, all'implementazione dei controlli sulle strade e al supporto di interventi infrastrutturali «prioritari» per questa finalità e da individuare come tali nell'allegato infrastrutture. L'osservazione recata dalla lettera c) richiede invece che, ai fini della valutazione e selezione delle opere prioritarie indicate nel predetto allegato, si vada oltre il criterio dello stato di avanzamento di progetti e cantieri, per corrispondere, invece, agli obiettivi di riequilibrio delle modalità di trasporto ed agli impegni ed obiettivi per la riduzione delle emissioni del gas serra nel comparto trasportistico assunti in sede internazionale dal Governo, oltre che di rafforzamento delle esigenze infrastrutturali e delle vocazioni delle diverse aree del Paese. In proposito, il punto 1) della lettera c) fa esplicitamente riferimento allo sviluppo di filiere logistiche che siano effettivamente in grado di agevolare il trasferimento delle merci dai centri di produzione a quelli di consumo, per contribuire all'incremento della competitività delle imprese italiane, assumendo come riferimento il Piano generale dei trasporti e della logistica del 2001 e l'aggiornamento del 2006 in attesa del nuovo Piano generale della mobilità, tenuto conto che in questo contesto assumono particolare rilievo le piattaforme strategiche territoriali individuate nel DPEF, per il cui sviluppo devono essere previste adeguate risorse. Il successivo punto 2) auspica il superamento delle carenze infrastrutturali delle regioni meridionali, puntando a recuperare il gap accumulato e recentemente evidenziato dal rapporto SVIMEZ, specificando che la prevista quota del 30 per cento di investimenti al sud sia computata al netto di fondi di provenienza comunitaria, nonché al rafforzamento del fondamentale ruolo dei corridoi di traffico delle regioni settentrionali, data l'importanza fondamentale che rivestono nella rete dei trasporti transnazionali. Quanto alle osservazioni di cui alle lettere d) e e), si tratta di segnalare l'urgenza di procedere alla riforma della legge-obiettivo, al fine di ripristinare la corretta programmazione delle opere e di reintrodurre il ricorso alle procedure di valutazione di impatto ambientale dei progetti, ritienendo nel contempo meritevole
di approfondimento la proposta contenuta nel DPEF di estendere il «federalismo infrastrutturale», con l'obiettivo tuttavia di ricondurre tale procedura in un quadro legislativo certo e nell'ambito di una pianificazione sostenibile e territorialmente integrata del sistema dei trasporti e delle infrastrutture. Per quanto concerne poi i nuovi assetti del capitale sociale delle aziende partecipate dallo Stato, con l'osservazione di cui alla lettera f) si ribadisce che il prospettato collocamento in borsa del 49 per cento del capitale azionario di Fincantieri deve essere condotta di concerto con le parti sociali, mentre l'osservazione riportata alla lettera g) fa riferimento alla ipotizzata cessione di quote di partecipazioni di Poste Italiane detenute direttamente dal Ministero dell'economia e delle finanze, affermando la necessità di procedere ad un approfondimento, attesa la mancanza di un piano industriale e anche in ragione del fatto che, sul punto, il DPEF rinvia troppo genericamente «al verificarsi di determinate condizioni». Sempre con riferimento a Poste Italiane, l'osservazione di cui alla lettera h) fa presente la necessità di procedere ad un complessivo processo di riorganizzazione aziendale che, anche in base alle conclusioni che saranno raggiunte nell'ambito del tavolo di concertazione all'uopo già attivato dal Governo e agli indirizzi contenuti nella risoluzione approvata dalla IX Commissione il 28 novembre 2006, consenta di rendere comunque certi i meccanismi di finanziamento del servizio universale, anche in vista del probabile differimento dell'avvio del processo di completa liberalizzazione dei servizi postali in ambito comunitario. Da ultimo, per quanto riguarda le reti di telecomunicazione e la digitalizzazione, l'osservazione di cui alla lettera i) è volta a rappresentare l'esigenza che le risorse finanziarie che si intendono investire ai fini del superamento del digital divide siano effettivamente finalizzate a garantire una copertura della banda larga anche nei piccoli centri dell'intero territorio nazionale e a promuovere il rafforzamento tecnologico necessario per sostenere la transizione del sistema televisivo dall'analogico al digitale, nonché a valorizzare a tal fine l'infrastruttura fisica e tecnologica della rete postale universale.
Antonio ATTILI (SDpSE) ringrazia preliminarmente il relatore per avere predisposto una proposta di parere che, effettivamente, affronta in modo costruttivo molte delle criticità emerse nel dibattito, contribuendo all'approfondimento dei contenuti di un documento che la sua parte politica ritiene nel complesso condivisibile. Invita tuttavia lo stesso relatore a tenere conto dell'esigenza di integrare l'osservazione di cui alla lettera a) con un riferimento anche alla modalità del trasporto aereo, nonché di riformulare le osservazioni di cui ai punti 2) e 3) della lettera b), al fine di sottolineare, da un lato, la necessità di dare attuazione alle disposizioni previste dalle leggi di settore per la portualità e, dall'altro, l'esigenza di potenziare il programma di interconnessione fra gli aeroporti e la rete logistica nazionale. Invita inoltre il relatore ad integrare l'osservazione di cui al punto 4) della medesima lettera b), al fine di chiarire che l'esigenza di miglioramento della sicurezza non si pone solo con riguardo ai trasporti su strada ma investe anche tutte le altre modalità di trasporto, anche alla luce dell'approvazione da parte della IX Commissione, nella seduta del 27 marzo 2007, di una risoluzione sulla sicurezza nel trasporto aereo e del prossimo avvio dell'esame dello schema di decreto legislativo di recepimento della normativa comunitaria in materia di sicurezza ferroviaria.
Angelo Maria SANZA (FI), pur ribadendo l'orientamento fortemente critico espresso dal suo gruppo sul DPEF 2008-2011 in occasione del dibattito di carattere generale, non può non riconoscere al relatore di essere riuscito a cogliere e a sottolineare diversi punti problematici contenuti nel documento, al punto che, ove fosse coerente con tale impostazione critica, il parere dovrebbe essere contrario. È per questo che, nell'invitare il relatore
a riflettere attentamente su tale paradosso, preannuncia il voto contrario del gruppo di Forza Italia sulla proposta di parere.
Mario TASSONE (UDC) intende anzitutto svolgere una riflessione di carattere generale, a fronte di un DPEF che, negli ultimi anni, è diventato un astratto documento di indirizzo, senza alcuna rispondenza con le scelte concrete di attribuzione di risorse poi compiute con la legge finanziaria, come evidenziatosi in modo palese in occasione della precedente manovra finanziaria. Il DPEF, insomma, rischia di essere derubricato al rango di un mero ordine del giorno, recante interessanti propositi che, però, non si traducono mai in effettive scelte legislative. Concorda con l'osservazione del deputato Sanza circa la mancata corrispondenza tra le numerose osservazioni critiche contenute nel documento predisposto dal relatore e la sua proposta di parere favorevole. In proposito, meglio farebbe la maggioranza a trarre le debite conseguenze da tale contraddizione e ad astenersi al momento del voto. Entrando nel merito dei singoli temi affrontati nella proposta di parere, ritiene non effettivamente perseguibile il coordinamento tra i ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, attese le conseguenze negative provocate dal cosiddetto «spacchettamento» e la continua sovrapposizione di competenze altrui di cui sono quotidianamente protagonisti i titolari dei due dicasteri. Vi sono poi, nel DPEF, accenni ai rilevanti temi della mobilità urbana, della logistica e dell'intermodalità, sui quali, tuttavia, il Governo non ha saputo assumere alcuna decisione concreta fino a questo momento, mostrando, se del caso, un orientamento involuto rispetto alle iniziative adottate nella precedente legislatura. All'osservazione di cui al punto 1) della lettera b), si fa giustamente riferimento all'opportunità di rifinanziare il fondo triennale per la mobilità sostenibile e il fondo per i mezzi destinati al trasporto dei pendolari, senza però evidenziare l'esigenza, soprattutto in materia di trasporto pubblico locale, di concertare la politica infrastrutturale del Governo con la programmazione e le risorse a disposizione delle amministrazioni regionali e dei comuni. Quanto al richiamo agli interventi sulla sicurezza stradale, intende cogliere l'occasione per riconoscere al Ministro dei trasporti il merito di avere seguito, in prima persona, l'esame del disegno di legge n. 2480, recentemente approvato dalla Camera dei deputati. Si cita poi la necessità di superare il gap infrastrutturale del Mezzogiorno, senza tuttavia indicare delle concrete linee di intervento. Molte perplessità non sono ancora state fugate sul nuovo tracciato della linea ad alta velocità e alta capacità tra Torino e Lione e, più in generale, sul destino delle cosiddette «grandi opere». Cita a tale proposito un recente intervento svolto dal presidente dei deputati dell'Ulivo, Franceschini, in una recente visita in Calabria, in occasione della quale egli non ha escluso completamente la possibilità di realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. È pertanto sorpreso di non scorgere, tra le diverse osservazioni predisposte dal relatore, che appartiene al medesimo gruppo del deputato Franceschini, un'indicazione in tal senso. Peraltro, non appre neppure chiara l'effettiva destinazione dei fondi Fintecna che erano stati destinati alla realizzazione del ponte stesso. Sulle società di trasporti partecipate dallo Stato non può non ribadire la sensazione che, soprattutto Ferrovie dello Stato, stia assumendo orientamenti che pongono problemi di natura istituzionale, sotto il profilo dei rapporti con il Parlamento e il Governo. Dichiara, da ultimo, di condividere le motivazioni alla base delle richieste di integrazione della proposta di parere formulate dal deputato Attili e preannuncia il voto contrario del suo gruppo.
Mario RICCI (RC-SE) ritiene che il parere predisposto dal relatore si apprezzabile sul piano del metodo suggerito per la programmazione delle infrastrutture di trasporto, in quanto mira ad assegnare una nuova centralità al ruolo programmatico spettante al Ministero dei trasporti
rispetto alla fase realizzativa di competenza del Ministero delle infrastrutture. Quanto al merito, accoglie con favore l'osservazione relativa all'esigenza di superare lo strumento della legge obiettivo, in quanto ciò consentirà di introdurre una nuova procedura di programmazione degli interventi maggiormente rispettosa delle esigenze degli enti locali. È altresì favorevole all'esigenza di destinare adeguati investimenti al riequilibrio tra le modalità di trasporto, al fine di favorire i trasporti marittimi, ferroviari e aerei. Meno convincenti sono invece le osservazioni concernenti le preannunciate dismissioni del capitale sociale di alcune società pubbliche di trasporto. Fa riferimento, in primis, al collocamento in borsa del 49 per cento di Fincantieri che è oggetto dell'osservazione di cui alla lettera f), che invita il relatore a riformulare al fine di segnalare al Governo l'esigenza che a tale scelta non si pervenga prima di avere portato a conclusione la trattativa in corso con le parti sociali.
Cesare CAMPA (FI) fa presente al relatore che il riferimento ad una programmazione degli interventi più coordinata tra i due dicasteri delle infrastrutture e dei trasporti rappresenta non più che un mero auspicio, attesa la diversità e contradditorietà delle scelte adottate dai rispettivi titolari dei due dicasteri. Ma ancora più evidente è la spaccatura esistente all'interno della maggioranza sulla questione Fincantieri, sul cui collocamento in borsa, che consentirebbe all'azienda di avere a disposizione maggiori risorse per investimenti, vi è un'evidente pregiudiziale ideologica. Più in generale, il DPEF non reca soluzioni ai problemi di mobilità del paese, anzi, risultano addirittura private dei finanziamenti precedentemente previsti opere importanti, quali la metropolitana di superficie di Venezia e il sistema sub-lagunare, mentre subisce una sottrazione di risorse anche il MOSE. Mancano poi indicazioni concrete circa l'attuazione delle autostrade del mare e la previsione di interventi a favore dei pendolari, mentre in materia di governance della sicurezza stradale, al di là delle novità contenute nel disegno di riforma del codice della strada, recentemente approvato dalla Camera, appare opportuna l'istituzione di una vera e propria agenzia per la sicurezza dei trasporti, argomento che sarà oggetto di una apposita proposta di legge di cui preannuncia la presentazione. Dichiara infine il suo voto contrario sulla proposta di parere del relatore.
Silvia VELO (Ulivo) dichiara, a nome del gruppo dell'Ulivo, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, che ha avuto il merito di avere raccolto, nelle sue osservazioni, gli orientamenti emersi nel corso del dibattito, proponendo alla Commissione di indicare al Governo dei chiari indirizzi da seguire su importanti aspetti in materia di infrastrutture e di trasporti. Con particolare riferimento alla questione dell'alta velocità tra Torino e Lione, fa presente che la stessa è ormai avviata a conclusione, anche in virtù del recentissimo accordo raggiunto tra i governi italiano e francese. Tiene peraltro a precisare che il Governo, nella redazione del DPEF, ha dovuto fare i conti con molti problemi già preesistenti al suo insediamento, trovandosi, sin da subito, nella necessità di finanziare i cantieri di ANAS e FS e di fronte all'esigenza di ristabilire un ordine di priorità tra gli innumerevoli interventi previsti in modo disorganico dalla legge obiettivo varata dal precedente esecutivo. Quanto alla vicenda Fincantieri, alla quale la IX Commissione ha dedicato numerosi approfondimenti conoscitivi, intende precisare che il gruppo dell'Ulivo non ha posizioni preconcette circa il collocamento o meno in borsa di parte del suo capitale sociale, ma ritiene comunque importante garantire all'azienda la possibilità di svolgere la sua attività di investimento sulla base di risorse adeguate. In proposito, ritiene accoglibile la proposta del deputato Ricci, che ha invitato il relatore a segnalare l'esigenza che la decisione sul collocamento in borsa sia assunta solo una volta concluse le trattative attualmente in corso. Intende peraltro
precisare che, in ultima istanza, è il Governo che deve effettuare tale scelta.
Egidio Enrico PEDRINI (IdV) intende concentrare la sua attenzione in primo luogo sulle privatizzazioni in corso o preannunciate nel DPEF. In proposito fa presente che la procedura scelta per l'alienazione del capitale pubblico di Alitalia è sui generis, non rientrando né nella categoria delle gare pubbliche né in quella delle aste. Peraltro mancano informazioni rilevanti in ordine al piano industriale dell'azienda e, soprattutto, agli introiti che il Ministero dell'economia e delle finanze prevede di incassare dall'operazione. Sottolinea infine la gravità del problema degli esuberi, che potrebbero essere molto superiori a quelli paventati. Com'è evidente, la sua contrarietà non è nei confronti della privatizzazione, ma rispetto alle modalità con le quali il Governo sta procedendo in tale operazione. Alla luce di tali considerazioni, ritiene che vada altresì approfondita la preannunciata privatizzazione di Poste Italiane, tenuto conto che va effettuata una specifica analisi dei costi aziendali, considerato che a fronte della chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni, alcuni manager ricevono stipendi eccessivi. Passando poi alla questione del collocamento in borsa di parte del capitale sociale di Fincantieri, fa presente al deputato Ricci che, sull'opportunità di una tale scelta, il Parlamento e il Governo non possono rimettersi esclusivamente all'orientamento delle parti sociali, laddove è invece necessario fare chiarezza su quante risorse si ritiene ragionevole reperire sul mercato borsistico a seguito dell'operazione e, soprattutto, sul loro successivo impiego. Quanto, infine, alle infrastrutture, intende segnalare l'esigenza che la loro realizzazione non arrechi danni all'ambiente e al territorio, come invece accaduto per la Parma-Mare.
Valter ZANETTA (FI) ritiene assurdo che nella proposta di parere del relatore si giunga a prefigurare l'abolizione della legge obiettivo, tenuto conto che il DPEF 2008-2011 e soprattutto il suo allegato infrastrutture non sono altro che l'attuazione di tale strumento normativo. Peraltro se questa fosse stata l'intenzione del Governo, vi sarebbe stato tempo sufficiente per procedere a tale modifica dell'ordinamento, anche se non può sottacere che lo stesso Ministro delle infrastrutture, in più occasioni, ha espresso il suo personale apprezzamento per la legge obiettivo, rendendosi evidentemente conto che essa rappresenta l'unico concreto strumento che può consentire all'esecutivo di pianificare e realizzare opere infrastrutturali. Esprime poi forti perplessità riguardo al più volte richiamato Piano generale della mobilità, facendo presente che di tale documento non vi è, fino ad oggi, alcuna traccia, nonostante fosse la priorità segnalata dal Ministro dei trasporti alla IX Commissione fin dal 2006, immediatamente dopo il suo insediamento. Condivide infine le critiche formulate dal deputato Tassone in ordine alle modalità di gestione delle Ferrovie dello Stato, soprattutto nei rapporti con le istituzioni, e dichiara il suo voto contrario sulla proposta di parere del relatore.
Costantino BOFFA (Ulivo) invita il relatore a riformulare l'osservazione di cui al punto 2) della lettera c), al fine di precisare che la quota del 30 per cento delle risorse da destinare al sud si riferisce alla sola legge obiettivo, laddove invece deve essere pari al 45 per cento la quota della spesa ordinaria di investimenti da destinare alle regioni meridionali e che, in entrambi i casi, il relativo computo deve essere effettuato al netto dei fondi di provenienza comunitaria.
Carlo CICCIOLI (AN) fa presente che in un odierno convegno il presidente dell'ANCE ha rilevato il preoccupante trend di aumento delle spese correnti rispetto a quelle di investimento, con il risultato che si contraggono sempre più le risorse finanziarie a disposizione per la realizzazione di infrastrutture trasportistiche. A fronte di tale situazione, si sarebbe aspettato che nella proposta di parere del relatore emergesse con chiarezza una
presa di posizione della IX Commissione, con la quale indicare almeno una priorità da perseguire assolutamente in uno dei comparti di interesse della Commissione stessa. Del resto su alcune questioni non marginali è carente lo stesso DPEF che, ad esempio, non chiarisce l'effettiva situazione in cui versa la procedura di alienazione di Alitalia, oltre a non esplicitare quale sarà il destino della compagnia di bandiera in caso di fallimento di tale operazione. Conclusivamente, a fronte di una proposta di parere che pare fatta apposta per non arrecare disturbo ad alcuno e che non avanza chiare e forti esigenze in materia trasportistica, non può che dichiarare il suo voto contrario.
Silvano MOFFA (AN) condivide anch'egli la critica sollevata da più parti circa i buoni propositi contenuti nel DPEF, che non sono tuttavia accompagnati dalla previsione delle conseguenti scelte attuative. La contrarietà del suo gruppo è quindi duplice: al documento di programmazione economica in quanto tale e nei confronti della proposta di parere del relatore. Con tale proposta infatti la Commissione rinuncia, di fatto, ad esprimere chiari indirizzi di priorità al Governo, limitandosi ad attendere il fantomatico Piano generale della mobilità, da tempo preannunciato dal Ministro dei trasporti. Non ci sono poi nel documenti riferimenti veramente significativi al tema della logistica, così come mancano gli indirizzi per la soluzione della questione connessa al terzo scalo aeroportuale della regione Lazio. Per queste ragioni dichiara il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Mario LOVELLI (Ulivo), relatore, ringrazia tutti gli intervenuti per avergli offerto un notevole contributo di suggerimenti volti a perfezionare la proposta di parere da lui predisposta. Intende anzitutto precisare che sulla natura giuridica della finalità del DPEF il discorso meriterebbe effettivamente un approfondimento che, evidentemente, non compete a questa Commissione. Fa presente poi al deputato Tassone che, contrariamente a quanto da lui affermato, il DPEF indica con chiarezza la locazione delle risorse di FINTECNA, originariamente destinate alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Fa quindi presente di avere riformulato la sua proposta di parere, al fine di accogliere le proposte di modifica avanzate dai deputati Attili e Boffa. Quanto all'osservazione di cui alla lettera f), concernente il previsto collocamento in borsa del 49 per cento del capitale sociale di Fincantieri, ritiene che la relativa proposta di riformulazione del deputato Ricci sia accoglibile, nel senso di sostituire alle parole: «tale operazione deve essere condotta di concerto con le parti sociali» con le seguenti: «la decisione conclusiva deve essere presa previa verifica del piano industriale e a seguito di una compiuta concertazione con le parti sociali».
Mario RICCI (RC-SE), pur apprezzando lo sforzo compiuto sul punto dal relatore, fa presente che la sua parte politica non ritiene che la riformulazione dell'osservazione di cui alla lettera f) sia rispondente alle esigenze manifestate dalla sua parte politica. Per questo dichiara che i deputati del suo gruppo si asterranno sulla proposta di parere del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore, come da ultimo riformulata (vedi allegato 2).
La seduta termina alle 13.50.
Martedì 17 luglio 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Andrea Annunziata.
La seduta comincia alle 13.50.
Proposta di nomina di prof. Paolo Fadda a presidente dell'Autorità portuale di Cagliari.
Nomina n. 40.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia la proposta di nomina all'ordine del giorno.
Massimo ZUNINO (Ulivo), relatore, ricorda che il 30 aprile 2007 è scaduto il mandato del precedente presidente dell'Autorità portuale di Cagliari, dott. Antonio Granara. Conseguentemente, il Ministro dei trasporti, in data 17 gennaio 2007, ha avviato il procedimento per il rinnovo della carica, richiedendo agli enti interessati di procedere alle designazioni di loro competenza, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 84 del 1994. Sulla base delle designazioni trasmesse dal comune di Cagliari, dalla provincia di Cagliari e dalla Camera di commercio di Cagliari, il Ministro ha quindi sottoposto alla prescritta intesa della regione Sardegna il nominativo del prof. Paolo Fadda. La regione Sardegna ha espresso il proprio assenso in data 25 maggio 2007 e sul medesimo nominativo è stato altresì acquisito, in data 7 giugno 2007, il concerto del Ministro delle infrastrutture. Quanto al curriculum del prof. Paolo Fadda, fa presente che la sua attività professionale ha avuto prevalentemente ad oggetto piani e progetti di sistemi e infrastrutture di trasporto. Il prof. Fadda è dal 2003 membro italiano della Commissione di cooperazione internazionale sui trasporti marittimi dell'International navigation association. Ha altresì ricoperto numerosi incarichi di insegnamento a livello universitario nelle materie di tecnica ed economia dei trasporti e di progettazione di sistemi di infrastrutture di trasporto. Ha inoltre al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere specialistico, anche in materia marittima, navale e portuale. Nell'ambito dell'attività svolta in qualità di progettista o di consulente, tra il 1988 e il 1991 ha avuto incarichi concernenti studi o progetti relativi ai porti di Olbia e Cagliari e alle strutture interportuali del nord Sardegna. Sulla base di tale considerazioni, ritiene condivisibile l'indicazione del prof. Paolo Fadda quale presidente dell'Autorità portuale di Cagliari e formula pertanto una proposta di parere favorevole sulla relativa proposta di nomina.
Mario RICCI (RC-SE) preannuncia che, analogamente a quanto già avvenuto in occasione dell'esame della proposta di nomina del presidente dell'autorità portuale di Civitavecchia, i deputati del gruppo di Rifondazione Comunista non intendono partecipare alla votazione, al fine di segnalare il disagio per il mancato chiarimento politico nell'ambito della maggioranza circa le decisioni da assumere in materia di nomine.
La seduta termina alle 14.
I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:
Sulla sicurezza nella circolazione stradale: deliberazione di una ulteriore proroga del termine.
Norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
C. 2849 Governo, approvato dal Senato e abb.