Giovedì 26 luglio 2007. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il viceministro per i trasporti, Cesare De Piccoli.
La seduta comincia alle 9.50.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie.
Atto n. 116.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, iniziato nella seduta del 25 luglio 2007.
Valter ZANETTA (FI) osserva che la relazione del deputato Attili contiene, per molti aspetti, le medesime osservazioni che anche la sua parte politica intende sottolineare con riferimento al provvedimento in esame. È in primo luogo da evidenziare il ritardo con il quale si sta dando attuazione alla direttiva comunitaria 2004/49/CE, al punto che la Commissione europea ha dato avvio ad un'apposita procedura di infrazione nei confronti del nostro paese. Nel merito, l'istituzione di un'Agenzia di sicurezza ferroviaria è necessaria per eliminare l'attuale incongruenza del sistema, che vede occuparsi di sicurezza e di incidenti ferroviari la stessa azienda Ferrovie dello Stato che, al di là della recente liberalizzazione, ha una posizione assolutamente preminente nel mercato. Quanto poi alle disposizioni dello schema di decreto che attengono alla copertura degli oneri finanziari connessi alle attività dell'istituenda Agenzia, fa presente che la Conferenza Stato-Regioni ha sollevato delle forti perplessità circa l'incremento del canone di utilizzo della rete nella misura dell'1 per cento. La questione andrebbe pertanto affrontata nella proposta
di parere, come peraltro già preannunciato dal relatore, al quale comunque intende segnalare l'esigenza di un richiamo alla necessità di assicurare che la costituenda Agenzia possa disporre di personale di elevata competenza e professionalità, tenuto conto dei continui miglioramenti tecnologici nei sistemi e nel materiale rotabile. Conclusivamente esprime il suo generale apprezzamento per la relazione e le osservazioni preannunciate dal relatore.
Mario LOVELLI (Ulivo) intende in primo luogo precisare che la materia della sicurezza ferroviaria non è l'unico comparto in cui l'Italia si trova in ritardo ai fini del recepimento della normativa comunitaria; ritardo peraltro dovuto, in termini generali, ad una procedura legislativa forse eccessivamente articolata. Nel merito dello schema di decreto in esame, nel riconoscere al deputato Attili di averne dato un'ampia e dettagliata esposizione in occasione dello svolgimento della sua relazione, ritiene importante fare presente che l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria si inserisce in un contesto normativo in divenire, caratterizzato dalla presentazione di un disegno di legge del Governo, attualmente all'esame del Senato, volto a istituire una Authority dei trasporti, e soprattutto dalla recente approvazione dell'articolo 13 della cosiddetta «legge Bersani», con il quale si accelera la liberalizzazione dei servizi ferroviari nel nostro paese. Si è peraltro di fronte ad un processo di riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato, su cui si è diffuso l'amministratore delegato di tale azienda in occasione di una sua recente audizione presso la IX Commissione. Alla luce di tali cambiamenti istituzionali e gestionali, ritiene assolutamente necessaria la tempestiva istituzione dell'Agenzia, atteso che alla liberalizzazione del mercato ferroviario deve necessariamente corrispondere, sul piano della garanzia della sicurezza, un organismo effettivamente indipendente dalle società che operano sul mercato stesso. Per tali ragioni, il suo gruppo è favorevole all'impianto dello schema di decreto in esame, nonché alle osservazioni migliorative preannunciate dal relatore.
Sergio OLIVIERI (RC-SE), nell'affermare che anche la sua parte politica condivide l'esigenza di istituire un'Agenzia per la sicurezza nelle ferrovie, non può tuttavia non esprimere perplessità in ordine alla mancata chiarezza circa le più complessive scelte che il Governo intende adottare ai fini del potenziamento del trasporto ferroviario pubblico e dell'incremento dei livelli di sicurezza. Sotto quest'ultimo profilo, in particolare, molti dubbi sollevano le più recenti decisioni di procedere verso un'ampia liberalizzazione della prestazione di servizi ferroviari, atteso che, statisticamente, nei paesi in cui è già stato sperimentato questo modello di offerta si è registrata una parallela diminuzione del tasso di sicurezza del trasporto ferroviario.
Mario TASSONE (UDC) dopo aver ringraziato il deputato Attili per avere svolto una analisi davvero approfondita sullo schema di decreto, fa presente preliminarmente di non condividere l'impostazione sottesa al provvedimento. Il tema della sicurezza dei trasporti è infatti di una complessità tale da non potere essere affrontato per singoli comparti. È invece evidente l'esigenza di istituire un unico organismo cui affidare tutte le competenze in materia, anche al fine di evitare inutili sovrapposizioni e il proliferare di agenzia per la sicurezza di ogni modalità di trasporto. Di tale esigenza si è peraltro fatto carico lui stesso, presentando la proposta di legge n. 1977, con la quale si prevede, in un approccio intermodale, l'istituzione dell'Agenzia nazionale dei trasporti terrestri che, nell'ambito delle sue attribuzioni, si dovrebbe occupare anche della sicurezza dei sistemi di trasporto ferroviario e ad impianti fissi, ai sensi dell'articolo 1, comma 4, lettera g). Coglie peraltro l'occasione per esprimere il suo dissenso anche nei confronti della già menzionata Authority dei trasporti, la cui istituzione è prevista da un disegno di legge del Governo
che è all'esame del Senato. Invita pertanto il rappresentante del Governo a riflettere su questa diversa impostazione, che intende affrontare la questione della sicurezza con riferimento all'intera gamma dei mezzi di trasporto, facendo peraltro presente che un tale orientamento, ove condiviso, potrebbe anche essere negoziato con l'Unione europea affinché sia compatibile con gli obblighi di recepimento della normativa comunitaria in materia.
Silvano MOFFA (AN), dopo essersi soffermato sulla natura giuridica dei due istituendi organi ed avere riconosciuto che la scelta di collocare l'organismo investigativo all'interno della struttura del Ministero nasce soprattutto da considerazioni di tipo economico, intende fare proprie buona parte delle osservazioni testé espresse dal deputato Tassone. Paventa infatti che l'intervento per singoli comparti trasportistici renda difficile l'acquisizione di una vera cultura dell'intermodalità di trasporto, che ha la sua ragione d'essere anche per i profili connessi alla sicurezza. Del resto, anche sotto un profilo strettamente connesso alla disponibilità di risorse, l'eventuale proliferazione di ulteriori agenzie, non sarebbe congrua sotto il profilo finanziario. Quanto allo strumento normativo prescelto, riterrebbe più opportuno che il Parlamento potesse affrontare tali questioni nell'ambito più ampio consentito dalle procedure di esame dei disegni di legge e non soltanto mediante l'espressione di un parere su uno schema di decreto legislativo. Solleva poi forti perplessità circa la previsione che il personale dell'Agenzia non sia selezionato con procedura pubblica, ma sia trasferito ad essa per iniziativa discrezionale delle Ferrovie dello Stato. Tale situazione, come è evidente, non può non far sorgere dubbi circa l'effettivo rispetto del principio di autonomia dell'istituenda Agenzia dalla principale azienda ferroviaria italiana. Per altro verso, poi, il trasferimento di risorse umane particolarmente qualificate rischierebbe di depotenziare la stessa struttura di Ferrovie dello Stato. Quanto agli altri profili problematici, riconosce al deputato Attili di avere preannunciato osservazioni che lo trovano sostanzialmente favorevole, ritenendo tuttavia che la decisione di non costituire un'unica Agenzia per la sicurezza dei trasporti rappresenti un grave passo falso del Governo in carica.
Il viceministro Cesare DE PICCOLI, dopo avere ringraziato il relatore per aver svolto una pregevole relazione ed avere preannunciato osservazioni di grande rilievo, intende fare talune precisazioni in merito agli interventi con i quali, molto puntualmente, sono state sollevate alcune questioni problematiche. Intende in primo luogo chiarire che il Governo, nell'emanazione del presente schema di decreto legislativo, ha dovuto comunque rispettare i principi e i criteri direttivi recati dalla norma di delega, contenuta nella legge comunitaria per il 2005. Quanto poi al ritardo accumulato ai fini del recepimento della direttiva comunitaria in oggetto, non può non evidenziare che, quanto meno per una quota-parte, tale ritardo è addebitabile anche all'esecutivo in carica nella precedente legislatura. Quanto alle perplessità sull'impostazione settoriale del provvedimento, fa presente che, attualmente, l'Italia gode di un buon sistema di sicurezza nei comparti ferroviario, aereo e marittimo, mentre maggiori difficoltà sono relative alla sicurezza nei trasporti su gomma. Ciò serve a precisare che l'intervento del Governo non intende in alcun modo modificare la struttura istituzionale della sicurezza ferroviaria perché questa non è ritenuta soddisfacente, ma il provvedimento si rende necessario esclusivamente per armonizzare l'ordinamento interno alle prescrizioni comunitarie, che impongono l'autonomia dell'organo che si occupa di sicurezza ferroviaria delle aziende di gestione. Non esclude peraltro che ad un approccio unitario della questione sicurezza nei trasporti si potrà in un secondo momento giungere; resta tuttavia prioritario rafforzare, uno per uno, ciascuno degli organi ai quali è affidata la sicurezza nei singoli comparti trasportistici. Quanto al modello istituzionale prescelto,
che vede l'istituzione dell'Agenzia come ente pubblico non economico e quella dell'organismo investigativo nell'ambito del Ministero dei trasporti, fa presente che si tratta di un assetto pienamente conforme alle disposizioni della direttiva comunitaria, che è stato peraltro già fatto proprio dalla Francia. Ricollegandosi poi ai principi e criteri direttivi contenuti nella norma di delega, rileva come l'obiettivo del funzionamento dell'Agenzia senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato ha condotto ad un ripensamento anche nella dotazione di personale dell'istituendo organismo, con un sostanziale dimezzamento delle unità da trasferirvi nella fase di prima applicazione. Si sofferma poi sulle risorse all'uopo a disposizione, facendo presente che l'eventuale riduzione allo 0,85 del canone per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria, prefigurata dal relatore in una delle sue preannunciate osservazioni, appare ragionevole, anche per venire incontro ad una specifica richiesta formulata in tal senso dalla Conferenza Stato- Regioni. Per quanto concerne, invece, il reperimento del personale, non si può fare a meno di constatare che il know how professionale in materia è posseduto solo da chi, fino ad oggi ha svolto in Italia tale attività di controllo, e quindi dall'apposito personale di RFI. Pertanto, nella fase di prima applicazione non paiono esservi effettive alternative, fermo restando che la questione potrà essere affrontata nel momento in cui, a regime, comincerà ad andare in quiescenza il personale inizialmente trasferito all'Agenzia. Intende da ultimo precisare, sempre con riferimento al personale, che anche l'ipotesi formulata dal relatore circa l'opportunità che il personale di ruolo dell'Agenzia sia inquadrato nell'ambito contrattuale collettivo dei lavoratori delle aziende ferroviarie appare praticabile, anche alla luce dell'evoluzione della trattativa sindacale in corso.
Silvano MOFFA (AN) ringrazia il viceministro per le precisazioni rese su alcuni dei quesiti posti, pur ribadendo di ritenere effettivamente problematico che l'istituzione di un'Agenzia sulla base di una sorta di trasferimento di ramo di azienda di RFI, possa garantire l'autonomia dell'azienda stessa proprio da RFI.
Il viceministro Cesare DE PICCOLI, pur essendo consapevole della rilevanza problematica della questione posta, fa presente che in Ferrovie dello Stato vi è già stata la separazione societaria tra RFI e Trenitalia, per cui, ad esempio, sulla certificazione della sicurezza delle aziende che competono sul mercato con Trenitalia, non vi è alcun conflitto di interessi di Trenitalia stessa, atteso che tali funzioni sono attualmente affidate a CESIFER, che è ramo di RFI. Intende infine fare presente che l'impostazione del provvedimento va anche incontro all'esigenze di riduzione dei cosiddetti «costi della politica», essendo previsto solo un direttore e un comitato direttivo, in luogo di un consiglio di amministrazione, un presidente e un amministratore delegato.
Mario TASSONE (UDC) pur apprezzando gli interventi del rappresentante del Governo, mantiene intatte tutte le sue perplessità sulla reale autonomia dell'istituenda Agenzia da Ferrovie dello Stato.
Antonio ATTILI (SDpSE), relatore, ringrazia tutti gli intervenuti nel dibattito, prendendo atto che, al di là di una questione generale connessa alla scelta di istituire o meno un'unica agenzia per la sicurezza dei trasporti, che è argomento di portata molto più ampia di quello attualmente all'esame della Commissione, è stata espressa una sostanziale condivisione degli elementi e delle osservazioni contenuti nella sua relazione introduttiva. Intende comunque procedere ad alcune precisazioni, in primo luogo con riferimento al personale, chiarendo che, a regime, sono previste, prove selettive per l'assunzione di personale dell'Agenzia e ciò potrà, in un secondo momento, contribuire a risolvere la questione posta dai deputati Moffa e Tassone. Ricorda peraltro che un caso analogo si verificò nel comparto aereo, al momento in cui l'ENAC assunse il compito di certificare ENAV. Anche in
quella occasione si riscontrò l'impossibilità di reperire in Italia personale in grado di svolgere tali mansioni al di fuori dell'ENAV stessa, per cui si optò per il trasferimento di tale personale presso ENAC. Quanto poi alle perplessità connesse alla riduzione di sicurezza in connessione con l'aumento del grado di liberalizzazione del settore, ritiene che effettivamente in qualche paese ciò può essere davvero avvenuto ed è proprio per questo che la scelta italiana è molto chiara e consiste nel mantenere le funzioni di sicurezza ferroviaria sotto il controllo pubblico. Nel condividere che la prolificazione di agenzie riferite ai diversi comparti trasportistici non sia sostenibile dal punto di vista economico e del coordinamento, fa comunque presente che, su questo punto, è necessario che il Governo affronti complessivamente e più compiutamente la questione, anche riguardo alla proposta di istituzione dell'Authority dei trasporti che giace al Senato. Ritiene poi giusta la sottolineatura del deputato Zanetta circa l'esigenza che il personale dell'istituenda Agenzia sia dotato di elevata professionalità. Nel fare presente che, comunque, al Parlamento non è preclusa l'adozione di alcuno degli strumenti di controllo che sono a sua disposizione per verificare la concreta attuazione del presente schema di decreto, invita infine il deputato Tassone a rivedere la sua posizione critica nei confronti del provvedimento, tenuto conto che le sue osservazioni generali, in larga parte condivisibili, potranno formare oggetto di ulteriori approfondimenti.
Marco BELTRANDI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 11.
Giovedì 26 luglio 2007. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Andrea Annunziata.
La seduta comincia alle 11.05.
5-01188 Attili: Mancato trasferimento di risorse per interventi negli aeroporti della Sardegna.
Il sottosegretario Andrea ANNUNZIATA, dopo avere precisato di intervenire in sostituzione del rappresentante del Ministero delle infrastrutture, risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Antonio ATTILI (SDpSE), replicando, si dichiara profondamente insoddisfatto della risposta, nella quale il Governo si è limitato a riportare una mera cronologia dei fatti accaduti che, peraltro, era già contenuta nel suo atto di sindacato ispettivo. L'unico elemento di novità è rappresentato dalla notizia che in data 7 maggio 2007 il Ministero delle infrastrutture ha inoltrato la richiesta di istituzione del nuovo capitolo di spesa «Somme da trasferire all'Ente nazionale aviazione civile». Già questa informazione desta molta preoccupazione, in quanto appare assolutamente eccessivo il ritardo con cui tale semplice adempimento è stato posto in essere, senza alcun rispetto della situazione di estrema difficoltà in cui versano tre società di gestione degli scali aeroportuali della Sardegna e le imprese che hanno effettuato i lavori autorizzati e non pagati. Si tratta infatti di una somma considerevole, superiore a 42 milioni di euro, il cui mancato trasferimento non consente neppure il pagamento degli stipendi al personale delle aziende che ne sarebbero destinatarie. È peraltro paradossale la circostanza che, nello stesso arco di tempo, quegli stessi lavori, per la professionalità con cui sono stati svolti, abbiano meritato il conseguimento della premialità all'uopo prevista dall'Unione europea. Più in generale, intende stigmatizzare la forte disattenzione che emerge nella risposta fornita alla sua interrogazione dal Ministero delle infrastrutture, invitando a tale proposito lo stesso Ministro a dare la priorità alle attività istituzionali previste nell'ambito del dicastero,
anche al fine di evitare che si abbiano a ripetere casi come quello odierno in cui ad una serie di quesiti chiari e di estrema importanza si ritiene di poter rispondere con una nota puramente burocratica, che non affronta affatto le questioni poste.
5-00814 Gentili: Questioni sanitarie e ambientali connesse all'incremento dei voli presso l'aeroporto di Ciampino.
Il sottosegretario Andrea ANNUNZIATA, risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Sergio GENTILI (Ulivo), pur ringraziando il rappresentante del Governo per la risposta fornita, nella quale vi è perlomeno l'annuncio di una serie di iniziative che si stanno adottando per risolvere il problema costituito dall'abnorme espansione del volume di traffico dell'aeroporto di Ciampino, non può comunque dichiararsi soddisfatto. Le forti perplessità sono relative, in primo luogo, alla circostanza che la riduzione del 30 per cento dei voli sarà operativa non prima del mese di novembre; in secondo luogo, non appare adeguatamente affrontata la questione dei voli notturni, non rappresentando a tale fine una soluzione idonea l'aver anticipato la chiusura dello scalo dalle ore 24 alle ore 23.30. Più in generale, tuttavia, lamenta la mancanza di criteri davvero oggettivi e tali da fornire una cornice istituzionale e politica adeguata alle decisioni da adottare, atteso che il problema dello scalo aeroportuale di Ciampino, che insiste peraltro in un'area a forte densità abitativa, coinvolge competenze che fanno capo, oltre che al Ministero dei trasporti, anche ai dicasteri delle infrastrutture, dell'ambiente e della salute.
Marco BELTRANDI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 11.20.
I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:
Disposizioni in materia di continuità territoriale per l'Isola d'Elba.
C. 1640.