XIII Commissione - Resoconto di giovedý 26 luglio 2007


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COMITATO RISTRETTO

Giovedì 26 luglio 2007.

Agricoltura biologica.
C. 1629 Lion, C. 1695 Bellotti, C. 2545 Lombardi e C. 2604 Governo.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 12.10 alle 12.45.

Disposizioni in materia di agroenergie.
C. 289 Bellotti, C. 1385 Dozzo, C. 1603 Lion C. 1751 Servodio, C. 2301 Misuraca e C. 2749 D'Ulizia.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 12.45 alle 12.55.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Giovedì 26 luglio 2007. - Presidenza del vicepresidente Giuseppina SERVODIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali Stefano Boco.

La seduta comincia alle 12.55.

Giuseppina SERVODIO, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata


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anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-01354 Fundarò: Produzione dell'aceto balsamico di Modena.

Massimo Saverio Ennio FUNDARÒ (Verdi) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, ricordando gli sviluppi della disciplina concernente il nome e la produzione dell'aceto balsamico di Modena. Segnala in particolare che la Corte di Cassazione, con una sentenza del 2002, emessa a seguito di un ricorso presentato da un'impresa campana, denominata «Acetificio De Nigris», ha dichiarato la non territorialità dell'aceto balsamico di Modena. Il Ministero delle politiche agricole non ha peraltro tenuto conto di questa indicazione. Addirittura il 6 luglio scorso è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee la richiesta di registrazione della IGP «aceto balsamico di Modena», che prevede un disciplinare in cui vengono individuati, come mosti da utilizzare per la realizzazione del prodotto, sette specifici vitigni. Questa individuazione, da un lato, risulta priva di motivazione, dal momento che né le specie varietali dei vitigni né la loro origine geografica sono indice di differenziazione qualitativa dei mosti. Dall'altro determina l'effetto di escludere dalla produzione dell'aceto balsamico di Modena i mosti provenienti dalla regione Sicilia e di costringere l'impresa campana sopra richiamata a cessare la propria produzione di aceto balsamico. L'interrogazione è pertanto rivolta a conoscere quali provvedimenti il Ministero intenda assumere per porre rimedio alle conseguenze negative di una scelta priva di fondate giustificazioni.

Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Massimo Saverio Ennio FUNDARÒ (Verdi), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta. Osserva che la richiesta di riconoscimento della IGP, nei termini previsti dal relativo disciplinare, comporta di fatto l'impossibilità per alcuni soggetti produttivi di proseguire in un'attività che si svolge da decenni, dal momento che vengono introdotte, con modi non privi di irregolarità, limitazioni ingiustificate.

5-01295 Mellano: Istituzione da parte della Croazia di una zona ecologicamente protetta nell'Adriatico.

Bruno MELLANO (RosanelPugno) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, segnalando che dall'inizio del 2008 la Croazia renderà esecutiva una zona ecologicamente protetta nell'Adriatico. Rispetto a questa decisione si è registrata una reazione da parte del Ministro De Castro che, a suo avviso, risulta eccessiva, in quanto prefigura che tale decisione potrà determinare un ostacolo nel processo di adesione della Croazia. Con l'interrogazione in titolo intende, al contrario, sottoporre alla valutazione del Governo l'opportunità di sostenere una rapida adesione della Croazia, anche al fine di definire con questo Paese, nell'ambito dell'Unione europea, linee di azione rivolte a salvaguardare il patrimonio naturalistico dell'Adriatico.

Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), aggiungendo che intende seguire di persona la questione. Ritiene infatti che vi sia la possibilità di favorire sviluppi positivi della situazione che si è creata, nella prospettiva di rafforzare la protezione di un'area ecologicamente significativa.

Bruno MELLANO (RosanelPugno), replicando, ringrazia il sottosegretario per l'impegno che ha assunto. Ritiene infatti che i termini dell'intervento del Ministro De Castro fossero discutibili, in quanto da un'iniziativa comunque rivolta a perseguire finalità di tutela ecologica sicuramente apprezzabili facevano discendere


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ritardi e ostacoli nel compimento del processo di adesione. Giudica, al contrario, che una rapida adesione della Croazia possa facilitare politiche comuni di protezione dell'Adriatico.

La seduta, sospesa alle 13.10, riprende alle 13.15.

5-01297 Fiorio: Rapporti di lavoro per le attività di vendemmia.

Massimo FIORIO (Ulivo) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, segnalando l'opportunità di estendere forme e rapporti di lavoro accessorio alle attività di vendemmia. Evidenzia che tali attività sono in gran parte svolte da aziende agricole di piccole dimensioni, che hanno carattere familiare o ricorrono alle prestazioni del vicinato. L'estensione dello strumento dei «buoni vendemmia» permetterebbe alle aziende di operare in condizione di regolarità, favorendo, tra l'altro, la lotta al lavoro sommerso. Dal momento che l'ipotesi di ricorrere a questo strumento è già stata configurata, chiede al rappresentante del Governo con quali tempi si possa pervenire alla sua adozione.

Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3), evidenziando che l'esigenza segnalata con l'interrogazione potrà tempestivamente essere soddisfatta.

Massimo FIORIO (Ulivo), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo e sottolinea l'esigenza che si posa procedere alla adozione di forme di lavoro occasionale di tipo accessorio già nella vendemmia dell'anno in corso. Invita pertanto il Ministero a porre in essere le iniziative necessarie per giungere a tale risultato, almeno nella forma di una sperimentazione relativa a determinate aree.

5-01296 Ruvolo: Ritardo nel pagamento dei contributi per i produttori viticoli.

Giuseppe RUVOLO (UDC) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, ricordando che con il decreto-legge n. 182 del 2005 erano state introdotte disposizioni per fronteggiare la crisi di mercato che colpiva la produzione dell'uva. L'interrogazione da lui presentata mette in evidenza che, a distanza di due anni, i produttori viticoli, nonostante abbiano completato tutti gli adempimenti burocratici richiesti, non hanno ancora ricevuto i contributi previsti dal decreto-legge. Intende pertanto richiedere al Governo quali misure intende adottare per provvedere a un tempestivo pagamento dei contributi. Al tempo stesso segnala le gravi difficoltà che il comparto si trova ancora ad affrontare; per questo sollecita il Governo a valutare l'opportunità di proporre di nuovo le misure contenute nel decreto-legge n. 182.

Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4). Per quanto concerne la richiesta di riproporre anche per l'anno in corso le misure già previste al decreto-legge n. 182, si impegna a verificare la sussistenza delle condizioni necessarie per poter adottare di nuovo tali misure.

Giuseppe RUVOLO (UDC) replicando, prende atto della risposta del rappresentante del Governo, in particolare per quanto concerne la quantificazione dell'ammontare complessivo delle domande di contributo, che risulta notevolmente inferiore a quello indicato nell'interrogazione. Ribadisce in ogni caso l'esigenza che le misure già adottate nel 2005 a sostengo dei produttori di uva siano riproposte anche nell'anno in corso, al fine di aiutare tali aziende a fronteggiare una situazione che già si preannuncia molto difficile.


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5-01355 Alessandri: Etichettatura dei prodotti avicoli.

Angelo ALESSANDRI (LNP) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, evidenziando la gravità della contestazione avanzata dalla Commissione europea nei confronti della misura che prevedeva l'indicazione del paese di origine nell'etichetta delle carni avicole. Osserva che tale indicazione costituisce una garanzia essenziale a difesa dei produttori italiani nel settore. Chiede pertanto al Governo italiano se intenda impegnarsi seriamente per difendere la misura in questione.

Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5), ribadendo che il Governo proseguirà la battaglia per difendere l'indicazione dell'origine delle carni di pollame, in quanto si tratta di una battaglia giusta, a tutela dei produttori e dei consumatori.

Maurizio FUGATTI (LNP), replicando a titolo di cofirmatario dell'interrogazione, auspica che le dichiarazioni del sottosegretario Boco trovino effettivo seguito nell'azione del Governo italiano, in modo che si impedisca l'eliminazione dell'indicazione del paese di origine nell'etichetta delle carni avicole. Ricorda in proposito come la televisione e gli altri mezzi di comunicazione di massa abbiano creato, intorno alla presunta pandemia dei volatili, una situazione di panico, del tutto ingiustificata rispetto all'entità effettiva dei rischi. Ritiene che questa situazione possa facilmente presentarsi di nuovo. Pertanto l'indicazione in etichetta dell'origine delle carni di pollame non è una misura che ha esaurito la sua utilità, ma è uno strumento ancora necessario per tutelare sia i produttori sia i consumatori. Evidenzia in particolare che l'indicazione dell'origine italiana del prodotto rappresenta una garanzia in primo luogo per il consumatore, che ben conosce che le produzioni italiane sono soggette a norme assai più rigorose rispetto a quelle di altri paesi, anche europei. Ritiene pertanto che le considerazioni della Commissione europea non siano in alcun modo condivisibili e che il Governo italiano debba percorrere tutte le strade utili per mantenere in vigore una misura che corrisponde sicuramente all'interesse generale.

5-01356 Adenti e Satta: Irrigazione delle coltivazioni agricole nelle province di Pavia, Novara e Vercelli.

Francesco ADENTI (Pop-Udeur) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, rilevando che essa ha per oggetto le modalità di utilizzo delle acque del Lago Maggiore mediante sbarramenti mobili. Ritiene che, di fronte alle conseguenze provocate dai cambiamenti climatici, dovrebbe essere valutata l'opportunità di modificare i limiti delle variazioni di livello che determinano il deflusso o la trattenuta delle acque. Tale intervento riveste particolare importanza per l'irrigazione delle colture nelle province di Pavia, Novara e Vercelli, che si trovano a dover fronteggiare pesanti situazioni di siccità.

Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

Francesco ADENTI (Pop-Udeur), replicando, prende atto della risposta del rappresentante del Governo, in particolare per quanto concerne l'individuazione dei soggetti competenti a intervenire e l'indicazione della possibilità di temporanee modificazioni all'uso delle derivazioni.

Giuseppina SERVODIO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 13.35.