IX Commissione - Resoconto di marted́ 2 ottobre 2007


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ATTI DEL GOVERNO

Martedì 2 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META, indi del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il viceministro per le infrastrutture, Angelo Capodicasa.

La seduta comincia alle 13.10.

Schema di contratto di programma 2007-2011 tra il Ministero delle infrastrutture e Rete ferroviaria italiana spa.
Atto n. 149.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dello schema di contratto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 26 settembre 2007.

Michele Pompeo META, presidente, ricorda che nella precedente seduta è stata svolta la relazione introduttiva e che, nell'ambito della discussione, il deputato Tassone aveva richiesto chiarimenti al Governo in ordine alla competenza del Ministero delle infrastrutture sul contratto di programma tra lo Stato e Rete ferroviaria italiana a seguito dello «spacchettamento» dell'ex dicastero delle infrastrutture e dei trasporti. Invita pertanto il rappresentante del Governo a fornire i richiesti elementi di chiarimento.

Il Viceministro Angelo CAPODICASA, rispondendo alla richiesta di chiarimenti avanzata dal deputato Tassone, fa presente che la fonte normativa di riferimento è da individuare nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 luglio 2006, recante la ricognizione, in via amministrativa, delle strutture trasferite del Ministro delle infrastrutture e del Ministero dei trasporti, come da ultimo modificato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2007. Richiama, in particolare, l'articolo 1, comma 1, lettera d), laddove si precisa che al Ministero delle infrastrutture sono trasferiti, tra gli altri, i compiti spettanti allo Stato in materia di contratto di programma per la realizzazione di infrastrutture ferroviarie. Peraltro, l'articolo 2, comma 1, lettera b) riconduce all'ambito competenziale del Ministero dei trasporti il concerto sullo stesso contratto di programma. Fa presente, infine, che con note nn. 10695 e 10696, datate 1o agosto 2007, sia il dicastero


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dei trasporti che il Ministero dell'economia e delle finanze hanno espresso l'avviso favorevole sullo schema di contratto di programma per gli anni 2007-2011.

Mario TASSONE (UDC), pur ringraziando il presidente della Commissione per la sollecitudine con la quale ha invitato il Governo a dare seguito alla richiesta da lui avanzata nella precedente seduta, nonché il Viceministro Capodicasa per la risposta testé fornita, non può esimersi dal rilevare che le sue perplessità non erano tanto riferite al dato normativo, che era peraltro già a sua conoscenza, quanto invece alla congruità della ripartizione tra i due dicasteri delle competenze in materia ferroviaria. Nel caso di specie, peraltro, l'attribuzione al Ministro dei trasporti soltanto di un mero concerto sullo schema di contratto di programma con Rete ferroviaria italiana, atto che viene invece predisposto dal Ministero delle infrastrutture, si configura come un vero e proprio vulnus, in quanto, unitamente ad altre disposizioni che ne hanno compresso le attribuzioni, non mette il Ministro dei trasporti nelle condizioni di effettuare alcuna programmazione in materia di politica dei trasporti. In tale ambito, infatti, l'ordinamento vigente finisce per configurare il Ministro delle infrastrutture come il vero dominus in materia e, nello stesso tempo, estende eccessivamente l'ambito di autonomia di Ferrovie dello Stato spa, azienda che, pur controllata interamente dallo Stato, non appare di fatto soggetta ad un chiaro indirizzo politico governativo e, conseguentemente, al doveroso controllo da parte del Parlamento.

Valter ZANETTA (FI) intende in primo luogo evidenziare che, al di là dei preannunciati interventi di riforma in materia di programmazione infrastrutturale e di adozione di un piano generale della mobilità, dalla lettura dei contenuti dello schema di contratto di programma appare evidente che l'attuale esecutivo non ha potuto fare a meno di seguire, salvo alcune eccezioni, le medesime priorità programmatiche individuate nella scorsa legislatura dal Governo Berlusconi, da perseguire, peraltro, facendo ricorso alle stesse risorse già allora individuate. Ciò si traduce in un implicito riconoscimento dell'effettiva valenza della cosiddetta «legge-obiettivo», tanto vituperata, ma solo a parole, da settori dell'attuale maggioranza. Entrando nel merito delle opere infrastrutturali, ritiene opportuno, anche in vista dell'audizione di domani del presidente e dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, segnalare talune questioni di rilievo. Si riferisce, in primo luogo, alla necessità di un chiarimento circa lo stato di avanzamento dei progetti e le risorse da destinare al collegamento ferroviario con l'aeroporto di Malpensa. Evidenzia poi che le risorse previste in favore della Torino-Lione appaiono assolutamente sproporzionate rispetto ai reali costi dell'opera, quasi a significare che, di fatto, il Governo non abbia ancora fatto passi avanti nella predisposizione del preannunciato percorso alternativo. Ritiene altresì opportuno che sia chiarito se l'imprevista presenza di finanziamenti per il ponte sullo stretto di Messina stia a significare che il Governo e la maggioranza hanno mutato atteggiamento rispetto alla realizzazione dell'opera, destituendo quindi di fondamento la notizia dell'imminente scioglimento della società Stretto di Messina. Da ultimo intende segnalare l'esigenza che siano destinate adeguate risorse alla linea del Sempione, che sarà interessata, negli anni a venire, da crescenti volumi di traffico.

Sergio OLIVIERI (RC-SE) preannuncia che la sua parte politica esprime riserve sui contenuti dello schema di contratto di programma in titolo, in quanto reca scelte in materia di infrastrutturazione ferroviaria che non appaiono coerenti con la finalità di rendere il trasporto ferroviario più sicuro, efficiente, moderno e puntuale e, allo stesso tempo, con l'obiettivo di favorirne un incremento, sia qualitativo che quantitativo, funzionale alla riduzione della congestione della rete stradale. Il programma di investimenti previsto, invece,


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appare carente soprattutto per la mancanza di risorse significative ai fini dell'adeguamento degli impianti alle normative di sicurezza, con particolare riferimento al decreto legislativo n. 626 del 1994, concernente la sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché per la modernizzazione degli impianti della rete tradizionale, con riferimento sia al trasporto passeggeri che a quello merci. In proposito richiede che sia fatta chiarezza anche sull'eventuale necessità di aggiornare lo schema di contratto di programma in esame alla luce dei contenuti del disegno di legge finanziaria per il 2008, nel cui ambito risulterebbe infatti previsto lo stanziamento di risorse aggiuntive per gli interventi sulla rete tradizionale. Più in generale, comunque, non appare condivisibile la scelta di fondo che si evince dallo schema di contratto di programma, in cui le risorse finanziarie destinate all'alta velocità sono molto superiori a quelle invece previste per gli interventi sulla rete tradizionale. La priorità in tal modo accordata all'alta velocità rende peraltro necessario un chiarimento da parte del Governo sui costi per chilometro di strada ferrata della TAV, che, come già denunciato in precedenti occasioni, appaiono assolutamente fuori linea rispetto ai corrispondenti dati di altri paesi europei. Da ultimo intende segnalare la mancanza di risorse per il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, ritenendo preoccupante e incongrua tale situazione, soprattutto a seguito dello stanziamento previsto dalla legge finanziaria 2007 per il completamento della progettazione definitiva dell'opera.

Mario TASSONE (UDC), intervenendo nel merito dello schema di contratto di programma, intende in primo luogo segnalare la preoccupazione della sua parte politica per il rischio che l'Italia perda i fondi comunitari ad essa spettanti per la realizzazione della Torino-Lione ove non presenti, in tempo utile, il relativo progetto alla Commissione europea, con il risultato di vanificare i grandi sforzi che, in sede di pianificazione del Corridoio V, avevano condotto a prevederne il passaggio anche al di sotto delle Alpi. Nel concordare poi con la richiesta di chiarimento formulata dal deputato Zanetta sulle risorse destinate al ponte sullo stretto di Messina, intende ottenere spiegazioni anche sull'annosa questione del mancato prolungamento dell'alta velocità nelle altre regioni meridionali. Evidenzia quindi la necessità di prevedere adeguate risorse per l'infrastrutturazione dei collegamenti da e per il porto di Gioia Tauro, così come per la linea ferroviaria jonica. Sul piano metodologico, manifesta infine riserve circa la previa audizione dei vertici di Ferrovie dello Stato rispetto allo svolgimento di un'attività conoscitiva che avrebbe dovuto prioritariamente prevedere l'audizione di Ministri dei trasporti, delle infrastrutture e dell'economia.

Marco BELTRANDI, presidente, prende atto delle perplessità testé formulate dal deputato Tassone, assicurando che si farà carico di portarle a conoscenza del presidente Meta. Coglie peraltro l'occasione per far presente che l'organizzazione dell'attività istruttoria della Commissione sul provvedimento in titolo non potrà non tenere conto della scadenza del termine per l'espressione del parere, prevista per mercoledì 10 ottobre. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Sull'ordine dei lavori.

Paolo UGGÈ (FI), approfittando della presenza in Commissione del Viceministro Capodicasa, intende segnalare che questa mattina il CIIS «Viaggiare informati» ha dato notizia dell'imminente avvio di lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, all'altezza di Bagnara, che potrebbero comportare un forte rallentamento dei veicoli da e verso la Sicilia. Le locali associazioni dell'autotrasporto, che denunciano di non essere state informate dell'iniziativa, avevano in un primo momento preannunciato di procedere ad un blocco della circolazione per protesta. Successivamente sono state indotte a soprassedere, in attesa di verificare


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il reale impatto dei lavori sulla circolazione. Con riferimento a tale questione, chiede al Governo di farsi parte attiva affinché l'Anas, che è responsabile dell'assegnazione dei lavori, adotti queste iniziative in accordo con le organizzazioni locali dell'autotrasporto, anche al fine di garantire un congruo preavviso.

Il Viceministro Angelo CAPODICASA, premesso che le associazioni di categoria sono state coinvolte nelle decisioni da adottare in materia di chiusura di corsie autostradali per lo svolgimento dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, fa presente che non è stata ancora trovata una soluzione che consenta di conciliare la necessità di procedere speditamente ai predetti lavori con le esigenze del traffico veicolare nell'area. La notizia del CIIS fa seguito all'iniziativa dell'Anas che, avendo già assegnato i lavori, incorrerebbe nel pagamento di penali in caso di ritardato avvio degli stessi, mentre il Ministro delle infrastrutture, anche in occasione di un'interrogazione a risposta immediata svolta la scorsa settimana, aveva preannunciato la sua contrarietà all'avvio dei lavori in assenza di una soluzione congrua. Fa presente, infine, che il tema, per la sua delicatezza, dovrebbe essere affrontato dal Presidente del Consiglio in una imminente riunione.

La seduta termina alle 14.05.