IX Commissione - Resoconto di mercoledì 17 ottobre 2007


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ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 17 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture, Tommaso Casillo.

La seduta comincia alle 9.30.

Schema di contratto di programma 2007-2011 tra il Ministero delle infrastrutture e Rete ferroviaria italiana spa.
Atto n. 149.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).


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La Commissione prosegue l'esame dello schema di contratto in titolo, rinviato nella seduta del 4 ottobre 2007.

Marco BELTRANDI, presidente, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere nella seduta odierna il parere sullo schema di decreto in titolo, in quanto il termine legislativo all'uopo previsto è decorso il 10 ottobre 2007. Peraltro, la stessa presenza del rappresentante del Governo nell'odierna seduta non può che essere intesa come assunzione, da parte dell'esecutivo, dell'impegno ad attendere comunque l'odierno parere della Commissione prima di procedere all'adozione definitiva del provvedimento.

Mario LOVELLI (Ulivo), relatore, fa presente che, ai fini dell'esame dello schema di contratto di programma in titolo, la Commissione ha avuto l'opportunità di audire entrambe le parti contraenti, e quindi sia Rete ferroviaria italiana, in un'audizione informale alla quale hanno partecipato anche il presidente e l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, e sia il Ministro delle infrastrutture, in un'audizione congiunta con il Ministro dei trasporti. Sulla base di quanto emerso in tali attività conoscitive e tenuto conto delle indicazioni rappresentate dai deputati nel corso del dibattito, che in alcuni casi hanno riportato anche talune segnalazioni delle regioni in materia, ha predisposto una proposta di parere favorevole con dieci osservazioni (vedi allegato n. 1), che passa quindi ad illustrare.
In particolare, l'osservazione di cui alla lettera a) è volta ad esprimere l'esigenza che sia ridefinito l'elenco delle «opere in corso», recato dalla tabella A, allegata allo schema di contratto di programma 2007-2011, al fine di tenere conto delle ulteriori risorse finanziare all'uopo stanziate dagli articoli 2, commi 1 e 3, e 6, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159, la cui procedura parlamentare di conversione è ancora in itinere.
L'osservazione di cui alla lettera b) richiede l'integrazione dell'elenco dei progetti recato dagli allegati allo schema di contratto di programma, al fine di ricomprendervi sia la progettazione definitiva del raddoppio dell'intero tracciato della linea ferroviaria Parma-La Spezia (Pontremolese), già finanziata dall'articolo 1, comma 965, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (legge finanziaria 2007), che la progettazione delle opere per la permeabilità della linea storica Torino-Genova, nell'ambito dei protocolli d'intesa con gli enti locali, già ricompresa nell'addendum n. 4 al contratto di programma 2001-2005, nonché le opere a quest'ultima correlate nell'ambito della linea storica Genova-Milano, e quindi il raddoppio delle tratte Novi Ligure-Tortona e il quadruplicamento della tratta Tortona-Voghera).
Conseguentemente, con l'osservazione di cui alla lettera c) si propone di inserire le opere oggetto di progettazione di cui alla precedente lettera b) nell'ambito dell'elenco delle «opere prioritarie da avviare» di cui alla tabella B, allegata allo schema di contratto di programma 2007-2011.
L'osservazione di cui alla lettera d) è invece finalizzata all'espunzione dall'elenco delle «opere previste a completamento del piano», recato dalla tabella D, degli interventi relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, atteso che le risorse finanziarie all'uopo previste sono state già destinate ad altri interventi infrastrutturali, ai sensi dell'articolo 2, commi 92 e 93, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, e successive modificazioni.
In termini più generali, l'osservazione di cui alla lettera e) evidenzia l'esigenza che sia rivista la programmazione delle opere di cui alle tabelle B, C e D, al fine di renderla coerente con gli indirizzi espressi in sede parlamentare in occasione dell'esame del documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2010, con particolare riferimento al riequilibrio tra infrastrutture autostradali e ferroviarie, tra rete ferroviaria tradizionale e rete ad alta velocità e alta capacità e tra la dotazione infrastrutturale del nord e del sud del Paese, e che sia altresì precisata la programmazione degli investimenti sugli impianti merci in relazione ai progetti nel


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settore logistico e portuale delineati nel piano industriale di Ferrovie dello Stato, con particolare riferimento al porto di Genova e agli scali ferroviari del Basso Piemonte.
Con l'osservazione di cui alla lettera f), anche sulla base di specifiche indicazioni delle regioni, si chiede di prevedere adeguate risorse per il collegamento ferroviario dell'aeroporto di Malpensa, per il potenziamento delle linee ferroviarie del Sempione e Jonica, per il raddoppio della tratta Pistoia-Montecatini Terme e per il rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie di connessione dell'interporto di Guasticce. In secondo luogo, si propongono alcuni spostamenti nell'ambito delle tabelle allegate allo schema di contratto di programma: in particolare, la ricollocazione nell'ambito della tabella A degli interventi relativi all'adeguamento della galleria di Cattolica e il raddoppio della linea Orte-Falconara nel tratto Castelplanio-Montecarotto, nonché la ricollocazione nell'ambito della tabella B dell'intervento relativo al nodo di Falconara.
L'osservazione di cui alla lettera g) sottolinea poi la necessità che sia data piena attuazione a quanto disposto dall'articolo 3, comma 2, dello schema di contratto di programma, aggiornando e/o modificando i contenuti delle tabelle e delle tavole allegate, in base alle risorse stanziate annualmente dalla legge finanziaria, a cominciare dal gennaio 2008, anche sulla base di indirizzi previamente da concordare con le competenti Commissioni parlamentari.
Inoltre, al fine di assicurare, per il periodo 2007-2011, la continuità nell'attività di manutenzione straordinaria sulla rete tradizionale dell'infrastruttura ferroviaria, l'osservazione di cui alla lettera h) richiede che una parte delle risorse stanziate dall'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159 sia specificamente destinata ad interventi volti all'adeguamento degli impianti alle normative di sicurezza, con particolare riferimento al decreto legislativo n. 626 del 1994.
L'osservazione di cui alla lettera i), riprendendo una specifica previsione contenuta nel parere reso dal Comitato interministeriale per la programmazione economica sullo schema di contratto, invita il Governo a destinare, sempre a fini di manutenzione straordinaria, una quota parte delle risorse riservate nelle prossime leggi finanziarie e, comunque, a riscrivere in tabella A, non appena disponibili le relative coperture, le poste relative agli anni 2009, 2010 e 2011 che, in quanto prive di copertura finanziaria in relazione alla portata triennale della legge finanziaria, risultano allo stato iscritte in tabella B.
Da ultimo, con l'osservazione di cui alla lettera j) si propone di valutare l'opportunità di introdurre nello schema di contratto di programma un'apposita clausola di salvaguardia per i casi in cui la mancata realizzazione di investimenti dipenda da scelte del Governo e/o del Parlamento o da carenze di finanziamenti pubblici, in accoglimento di quanto evidenziato sia dal CIPE nel parere testé richiamato e sia dall'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, in occasione della sua audizione informale svolta presso la IX Commissione.

Il sottosegretario Tommaso CASILLO ritiene che la proposta di parere del relatore sia ben articolata e argomentata, recando osservazioni che appaiono compatibili con l'impianto complessivo dello schema di contratto di programma.

Antonio ATTILI (SDpSE), pur esprimendo apprezzamento per lo sforzo notevole compiuto dal relatore, deve segnalare che su taluni importanti nodi problematici la proposta di parere, che pure vi si sofferma, non appare pienamente incisiva. Fa riferimento, in primo luogo, al gap infrastrutturale tra nord e sud del Paese che, alla luce della destinazione delle risorse finanziarie previste dallo schema di contratto, tenderebbe ad ampliarsi. In proposito, sarebbe necessario procedere ad un riequilibrio, perlomeno prevedendo adeguate risorse per l'ammodernamento di


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talune linee storiche del Mezzogiorno, anche se sarebbe opportuno che il Governo chiarisse, anche in termini più generali, se si intende attuare una politica di effettivo rilancio del sud. Nella proposta di parere non è poi sufficientemente evidenziato che ove davvero Ferrovie dello Stato, come parrebbe emergere dalla lettura del piano industriale dell'azienda, avesse intenzione di concentrare in futuro la sua attività solo sulle tratte più remunerative, sarebbe allora necessario ottenere assicurazioni in ordine alla continuità e capillarità del servizio universale, anche in vista della liberalizzazione ferroviaria recata dal disegno di legge Bersani, attualmente all'esame del Senato. Preannuncia comunque il suo voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, invitando comunque quest'ultimo a valutare l'opportunità di fare riferimento, nell'ambito delle osservazioni, anche all'accelerazione dei lavori per il raddoppio della linea Roma-Pescara, almeno per la tratta fino a Tivoli, e al sollecito completamento dei piani di investimento per la linea dorsale sarda.

Valter ZANETTA (FI), nell'apprezzare anch'egli il lavoro compiuto dal relatore, non può non evidenziare che il numero e il tenore delle osservazioni che accompagnano la sua proposta di parere comporterebbero, ove accolte dal Governo e da Rete ferroviaria italiana, una drastica revisione dello schema di contratto. Nel caso ciò avesse a verificarsi, ritiene che la Commissione dovrebbe essere posta nella condizione di potere esprimere un nuovo parere. Pur ritenendo utile l'approfondimento svolto con l'audizione dei Ministri competenti, fa presente che in quella occasione il Ministro delle infrastrutture non ha per nulla nascosto i suoi diversi orientamenti rispetto al programma infrastrutturale inizialmente presentato da RFI, pur precisando, comunque, che è stato il suo stesso dicastero, al termine del confronto, ad avere apportato le modifiche ritenute opportune. Riconosce poi al deputato Attili di avere sollevato una questione indubbiamente rilevante, che nasce dalla necessità di assicurare la fornitura di un servizio veramente universale anche a fronte della futura entrata in vigore delle nuove disposizioni sulle liberalizzazioni in ambito ferroviario contenute nel cosiddetto «pacchetto Bersani». Fa presente quindi che nella proposta di parere manca qualsiasi riferimento diretto al terzo valico del Giovi, con riguardo al quale alcuni quotidiani hanno anticipato le decisioni di definanziamento da parte dell'Unione europea. La mancanza di tale riferimento era peraltro scontata, atteso che affrontare un tema di tale delicatezza nella proposta di parere avrebbe certamente fatto emergere l'incapacità del Governo nel sostenere adeguatamente gli interessi italiani in sede europea. Invita infine il relatore a dare maggiore enfasi, nell'ambito delle osservazioni recate dalla proposta di parere, alla necessità di passare ad una più avanzata fase di progettazione per la galleria del Sempione, nonché a riferire a tutta la regione Piemonte la richiesta di una più chiara programmazione degli investimenti sugli impianti merci in relazione ai progetti nel settore logistico e portuale delineati nel piano industriale di Ferrovie dello Stato.

Silvano MOFFA (AN) ritiene che la Commissione non sia nelle condizioni più idonee per esprimere il parere sullo schema di contratto in titolo, in quanto in occasione delle audizioni dei vertici di Ferrovie dello Stato e dei Ministri competenti in materia sono emerse evidenti contraddizioni tra il piano industriale dell'azienda e il documento oggi in esame. Di tale difficoltà appare consapevole lo stesso relatore che, infatti, nell'osservazione di cui alla lettera e) ha manifestato l'esigenza che sia rivista la programmazione delle opere di cui alle tabelle B, C e D, al fine di renderla coerente con gli indirizzi espressi in sede parlamentare in occasione dell'esame del documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2010, con particolare riferimento al riequilibrio tra infrastrutture autostradali e ferroviarie, tra rete ferroviaria tradizionale e rete ad alta velocità e alta capacità e tra la dotazione infrastrutturale del nord e del


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sud del Paese. Poiché se tale indicazione ricevesse davvero attuazione non potrebbe che tradursi in una vera e propria riscrittura dell'intero schema di contratto, sarebbe stato allora più logico predisporre una proposta di parere contrario rispetto al documento. Del resto, una volta evidenziate tali incongruenze, non appare neppure dignitoso per la Commissione prodigarsi affinché vengano comunque inserite nelle tabelle allegate una serie di opere infrastrutturali, soprattutto di ambito locale, anche perché, a rigore, andrebbero comunque portati anzitutto a conclusione gli interventi già avviati. Cita, a titolo esemplificativo, il nodo Guidonia-Tivoli, su cui si è già soffermato il deputato Attili, con riferimento al quale si registra un blocco dei lavori a dispetto dei finanziamenti pregressi, delle progettazioni effettuate e delle valutazioni di impatto ambientale già ottenute. Ed anche sul mancato riequilibrio infrastrutturale tra le aree meridionali e settentrionali del Paese non può non condividere le preoccupazioni del deputato Attili. Ne trae tuttavia conclusioni diverse, atteso che, pur riconoscendo che con lo schema di contratto di programma per gli anni 2007-2011 si è compiuto un passo in avanti nella direzione di una migliore rappresentazione dei contenuti del relativo programma infrastrutturale, il voto della sua parte politica sulla proposta di parere del relatore sarà contrario.

Mario RICCI (RC-SE) ritiene che la parte più significativa della proposta di parere del relatore vada ricercata nella chiara richiesta al Governo di procedere ad un riallineamento dello schema di contratto di programma rispetto agli orientamenti espressi in materia infrastrutturale dalla Commissione nella legislatura in corso, soprattutto in occasione dell'esame del DPEF per gli anni 2008-2010. Rivolgendosi quindi al rappresentante del Governo, fa presente che la Commissione si attende comunque che le prescrizioni e le indicazioni recate dal parere trovino attuazione nei documenti finanziari che l'esecutivo sarà chiamato a predisporre nei prossimi anni e nell'attività concreta di Ferrovie dello Stato, nonché nei reciproci rapporti tra Governo e Rete ferroviaria italiana, pena una perdita di autorevolezza per la stessa IX Commissione. Ove ciò non dovesse avvenire, ritiene che dovrebbe essere responsabilità dell'esecutivo presentarsi davanti alla Commissione al fine di chiarire perché le sue iniziative in materia infrastrutturale si siano discostate da quanto indicato in sede parlamentare. Passando poi ad approfondire singole tematiche, ritiene importante che un flusso considerevole di risorse siano destinate all'ammodernamento e all'adeguamento della rete ferroviaria tradizionale e che la futura liberalizzazione del servizio consenta comunque di garantire adeguate prestazioni per il servizio universale. Richiama poi l'esigenza che la Sicilia e la Sardegna non continuino ad essere marginalizzate nelle decisioni di allocazione delle risorse per infrastrutture trasportistiche e chiede al Governo di vigilare affinché siano effettivamente impegnati i 24 milioni di euro stanziati dalla legge finanziaria 2007 per la progettazione definitiva del raddoppio della ferrovia Pontremolese. Dichiara infine il voto favorevole della sua parte politica alla proposta di parere del relatore.

Mario BARBI (Ulivo), oltre ad esprimere un apprezzamento non formale per il lavoro di approfondimento effettuato dal relatore, intende evidenziare che, nell'esame del presente schema di contratto, la Commissione tutta è riuscita a svolgere un vero approfondimento, confrontandosi sia con i vertici dell'azienda che con la sua controparte ministeriale. Ritiene che, data l'importanza del tema da affrontare, si sia trattato della procedura più adatta, che auspica possa essere seguita anche in occasioni future. Si sofferma quindi sulla proposta di parere, che a suo avviso costituisce il giusto epilogo di tale impegno profuso dalla Commissione, anche alla luce delle dichiarazioni rese nella seduta odierna dal rappresentante del Governo, che ha considerato le dieci osservazioni


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pienamente compatibili con l'impianto complessivo dello schema di contratto di programma. Nell'esprimere quindi il voto favorevole dei deputati dell'Ulivo sulla proposta di parere del relatore, intende comunque evidenziare a chi li ha giudicati tra loro in contrasto che il contratto di programma di RFI e il piano industriale di FS sono strumenti che hanno finalità diverse e che l'azienda definisce, rispettivamente, con il Ministero delle infrastrutture e con il Ministero dell'economia e delle finanze. Peraltro interventi in favore dei pendolari sono altresì previsti nel disegno di legge finanziaria 2008, attualmente all'esame del Senato, laddove si prevedono benefici fiscali per gli abbonamenti ai mezzi di trasporto. Quanto poi alla ripartizione di risorse tra rete tradizionale e alta velocità/alta capacità, può anche darsi che si tratti di un elemento da riequilibrare, ferma restando, comunque, l'esigenza per il Paese di completare i lavori per la tratte di alta velocità già avviate. Vanno comunque garantite adeguate risorse per la rete tradizionale e deve essere soprattutto assicurata l'intermodalità tra le diverse infrastrutture di trasporto. Con riferimento invece al processo di liberalizzazione, ritiene che ci si debba muovere con cautela, onde evitare di concedere ai privati la gestione delle tratte ferroviarie più redditizie, senza avere previamente verificato che ciò non si traduca in una sottrazione di risorse per il sistema ferroviario, soprattutto con riguardo all'assicurazione di adeguati livelli di servizio universale. Comunque, dopo l'esame dei disegni di legge finanziaria 2008 e del disegno di legge di bilancio la Commissione dovrà farsi parte attiva per verificare che agli impegni recati nella proposta di parere venga dato effettivo seguito dal Governo e da RFI. Da ultimo intende chiedere al deputato Zanetta se l'orientamento di voto dei deputati di Forza Italia potrebbe diventare favorevole ove il relatore accogliesse la sua richiesta di integrare in più punti la proposta di parere.

Valter ZANETTA (FI), rispondendo alla richiesta di chiarimenti del deputato Barbi, precisa che i deputati di Forza Italia, per le ragioni che ritiene di avere già ampliamente esplicitato nel suo precedente intervento, voteranno contro la proposta di parere del relatore anche laddove questi decidesse di accogliere talune delle richieste di integrazione da lui avanzate.

Mario TASSONE (UDC) dichiara il voto contrario della sua parte politica sulla proposta di parere del relatore, in quanto le audizioni svolte non sono state sufficienti a dare risposta al quesito da lui posto all'inizio dell'esame del provvedimento. Aveva infatti chiesto di conoscere, anche alla luce della sovrapposizione delle competenze amministrative dei due nuovi dicasteri delle infrastrutture e dei trasporti, quale fosse la politica in materia di trasporti del Governo in carica. Fermo restando che nel corso dell'audizione congiunta del 10 ottobre 2007 il Ministro dei trasporti si è limitato a ricordare che sul contratto di programma con RFI detiene solo un mero concerto, nella stessa occasione il Ministro delle infrastrutture si è intrattenuto lungamente sull'elenco delle opere contenute negli allegati, senza tuttavia delineare quale sia, e se vi sia, una più complessiva strategia in materia di infrastrutture di trasporto. Nel merito ritiene poi inaccettabile la sottrazione di risorse per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, risorse che poi sono state destinate ad altre opere nel mezzogiorno, ma che, come è evidente, non sono affatto aggiuntive ma solo sostitutive di altri interventi. Da ultimo, anche alla luce della dichiarazione favorevole espressa dal rappresentante del Governo sulle osservazioni recate dalla proposta di parere, ritiene che sarebbe opportuno che la Commissione, prima di esprimere il parere, potesse conoscere dal Governo stesso quali saranno le modalità attraverso le quali si intende dare seguito alle osservazioni stesse.

Sergio OLIVIERI (RC-SE), dopo avere precisato al deputato Tassone che il Parlamento


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ha già deciso di non procedere alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina, condivide comunque l'esigenza che la Commissione possa avere la possibilità, in futuro, di procedere ad un più ampio confronto con il Governo per conoscere in maggiore dettaglio la strategia complessiva dell'esecutivo in materia di infrastrutture e mobilità. Si limita poi a ribadire nuovamente la necessità di procedere finalmente alla fase della progettazione definitiva per il raddoppio della Pontremolese e ad evidenziare l'esigenza che sia approfondito il tema degli elevati costi dell'alta velocità ferroviaria.

Mario LOVELLI (Ulivo), relatore, alla luce degli interventi svolti, riformula la propria proposta di parere, al fine di sostituire, all'osservazione di cui alla lettera e), alle parole: «Basso Piemonte» la parola: «Piemonte» e di introdurre, all'osservazione di cui alla lettera f), numero 1), il riferimento anche al potenziamento della linea dorsale sarda e il raddoppio della Roma-Pescara, almeno nella tratta fino a Tivoli. Infine, all'osservazione di cui alla lettera g), si prevede anche un richiamo all'esigenza di garantire il servizio universale, soprattutto a favore dei pendolari. Intende infine precisare che la sua proposta di parere, come testé riformulata, reca molte rilevanti indicazioni al Governo, che sarà chiamato a farsene carico.

Mario TASSONE (UDC) ribadisce il voto contrario dei deputati dell'UDC anche con riferimento alla nuova formulazione della proposta di parere, sia perché il relatore non ha inteso accogliere le poche indicazioni che si era limitato a proporre e sia perché alla sua richiesta di un ulteriore confronto con il Governo non è stato dato alcun seguito.

Carlo CICCIOLI (AN) ribadisce il voto contrario dei deputati di Alleanza Nazionale anche con riferimento alla nuova formulazione della proposta di parere, precisando che la motivazione deve essere fatta discendere dalle stesse osservazioni ivi recate, dalle quali si evince l'intento di modificare fortemente l'impianto stesso dello schema di contratto di programma.

Valter ZANETTA (FI) ribadisce il voto contrario dei deputati di Forza Italia anche con riferimento alla nuova formulazione della proposta di parere, pur apprezzando l'ulteriore sforzo compiuto dal relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la nuova formulazione della proposta di parere del relatore (vedi allegato n. 2).

La seduta termina alle 11.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 17 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Piero TESTONI. - Interviene il viceministro dei trasporti, Cesare De Piccoli.

La seduta comincia alle 15.35.

Disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale nonché delega al Governo per la riforma del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
C. 2480-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 10 ottobre 2007.

Paolo UGGÈ (FI) ritiene assolutamente necessario che il Parlamento proceda con sollecitudine all'approvazione del disegno di legge in titolo, impegno che si era assunto lo stesso Ministro dei trasporti in occasione della conversione del decreto-legge n. 117 del 2007 e che il gruppo di Forza Italia ritiene doveroso rispettare in tempi celeri. Il legislatore non deve comunque farsi condizionare nelle sue valutazioni


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dall'effetto emotivo generato nell'opinione pubblica dalle notizie che i media riportano ormai quotidianamente sui gravi incidenti stradali verificatisi, soprattutto provocati dalla guida in stato di ebbrezza. Avendo infatti a mente che l'obiettivo principale dell'iniziativa normativa è il contribuire a salvaguardare il più possibile la vita umana, occorre essere consapevoli che un tale risultato non si raggiunge certamente con il divieto di vendita di alcolici negli esercizi pubblici dopo le 2 della notte, disposizione peraltro asimmetrica, atteso che colpisce chi vende ma non chi consuma. Parimenti inutile ritiene che sia un ulteriore inasprimento delle sanzioni pecuniarie, mentre più adeguato appare un incremento delle sanzioni accessorie, che incidono sulla patente e, quindi, sulla possibilità stessa di mettersi alla guida. In alternativa, potrebbe essere adottato un provvedimento che, ispirato ai principi della cosiddetta «tolleranza zero», inibisca la guida a chiunque consumi sostanze alcoliche o faccia uso di sostanze stupefacenti, indipendentemente dal livello di assunzione delle medesime. La sua parte politica sarebbe addirittura disposta a sostenere una tale iniziativa, se questa fosse ritenuta l'unica strada per ottenere un vero cambiamento nei comportamenti alla guida. Tuttavia, appare più coerente intervenire sul terreno della gradualità delle sanzioni, ma dovrebbe trattarsi di una gradualità virtuosa, che non penalizza chi, pur avendo un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l, non provoca comunque danni ad altri, mentre punisce severamente, attraverso la revoca della patente, chi è causa di incidenti e, soprattutto, di morti e feriti. Preannuncia pertanto appositi emendamenti volti a tradurre in disposizioni legislative tale impostazione di principio. La sua parte politica proporrà inoltre di reintrodurre i controlli sugli autisti di mezzi pesanti che provocano incidenti, norma inizialmente inserita nel provvedimento e poi espunta. Va poi superata la tesi secondo cui comportamenti molto gravi, come la guida senza avere mai conseguito la patente, la guida senza patente perché revocata o l'utilizzo del telefono cellulare durante la guida, sono puniti pesantemente solo in caso di reiterazione del reato.

Silvia VELO (Ulivo), dopo avere ripercorso l'iter di esame del provvedimento da parte della Camera in prima lettura, evidenziando come, in quella occasione, si era realizzata una condivisione di obiettivi tra forze politiche anche di opposto schieramento e ne era scaturito un risultato normativo sicuramente equilibrato, rileva come la rottura di quel clima di collaborazione sia avvenuta in sede di conversione del decreto-legge n. 117 del 2007, soprattutto perché i gruppi di opposizione, anche andando contro a convinzioni precedentemente manifestate, hanno dapprima contribuito all'approvazione di un emendamento, peraltro non particolarmente significativo, presentato da un gruppo della maggioranza e, successivamente, hanno consentito l'approvazione del provvedimento di urgenza entro i termini costituzionalmente previsti solo previa contrattazione su talune loro proposte emendative. È questo peraltro il contesto in cui è stato proposto e approvato l'emendamento sul divieto di vendita di alcolici dopo le 2 di notte. Ritiene che la situazione sia quindi stata strumentalizzata e, invece di fare gli interessi del Paese, il Parlamento abbia dato il peggio di sé, utilizzando il decreto-legge per una mera contrapposizione tra le forze politiche. Si tratta ora di recuperare maggiore serenità e rispetto nei rapporti tra maggioranza e opposizione, per riprendere il filo del ragionamento comune che aveva condotto, nel giugno di quest'anno, ad approvare un provvedimento soddisfacente, poi peggiorato dal Senato. Nel merito, ritiene che debba essere espunto il predetto divieto di vendita di alcolici, soprattutto perché, a fronte del danno economico che arreca ai gestori dei locali, è comunque inefficace nel garantire una minore incidentalità notturna. In secondo luogo, va riconsiderato l'istituto della cosiddetta «guida anticipata», a torto denominata «patente a 16 anni» dai media, che hanno in tal modo creato una grande confusione nell'opinione


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pubblica. In conclusione, poi, pur se tutti convengono sull'importanza di un incremento dei controlli stradali, occorre prendere atto che non è questo lo strumento normativo per intervenire in tal senso, dovendo in proposito assumere l'iniziativa il Ministro dell'interno nell'ambito della gestione delle attività della polizia stradale.

Mario RICCI (RC-SE) deve purtroppo prendere atto che i numerosissimi incidenti mortali che si stanno verificando dimostrano che, nonostante l'entrata in vigore del decreto-legge n. 117 del 2007, non sono stati ancora dissuasi comportamenti gravemente lesivi del codice della strada. In tale situazione, non può essere negato che è necessario uno straordinario sforzo di ordine finanziario affinché i controlli stradali siano portati a livelli paragonabili a quelli dei grandi paesi europei. Condivide poi il giudizio critico sulla norma che vieta la vendita di alcolici a partire dalle 2 di notte, laddove sarebbe preferibile incentivare iniziative che inducano i giovani ad autoregolarsi, scegliendo, di volta in volta, uno fra loro che assuma, per quella specifica sera, l'impegno a non consumare alcolici e quindi a farsi carico di guidare e riportare a casa anche gli altri. Quanto al metodo da seguire per l'esame del provvedimento, non può non condividere l'auspicio al ritorno ad una mediazione alta tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione, fermo restando, comunque, che il Governo deve giocare un ruolo determinante nel coordinamento informale da avviare con il Senato affinché, dopo le modifiche che saranno apportate dalla Camera, il provvedimento non venga ulteriormente novellato da quel ramo del Parlamento.

Sergio PIZZOLANTE (FI) condivide le critiche circa l'andamento dell'iter di conversione del decreto-legge n. 117 del 2007, facendo tuttavia presente che le condizioni poste dai gruppi di opposizione per consentire l'approvazione del provvedimento entro i termini costituzionalmente previsti sono state comunque accolte dalla maggioranza e dal Governo che, dunque, sono perlomeno corresponsabili di quel modo di procedere. Fatta questa precisazione, dichiara la disponibilità del gruppo Forza Italia a riavviare un clima di positiva collaborazione, soprattutto laddove ciò conduca all'abrogazione del divieto di vendita di alcolici dopo le 2 di notte, norma che produce distorsioni al mercato e che, nei paesi dove è applicata, ha dato risultati negativi. Un altro terreno di convergenza potrebbe poi essere la destinazione di una quota delle risorse derivanti dall'applicazione di sanzioni pecuniarie per violazioni del codice della strada ad iniziative di educazione stradale.

Antonio ATTILI (SDpSE) intende in primo luogo precisare al deputato Pizzolante che è inaccettabile il tentativo di scaricare sulla maggioranza e sul Governo, che hanno mirato soltanto alla conversione del decreto-legge n. 177 del 2007 nei termini costituzionalmente previsti, la contrattazione avvenuta in sede di conversione sugli emendamenti proposti dai gruppi di opposizione, tra i quali, ritiene opportuno precisarlo, era ricompresa anche quella famosa disposizione, oggi richiamata da tutti gli intervenuti, in forza della quale è stato introdotto il divieto di vendita di alcolici dopo le 2 di notte negli esercizi commerciali. In quella occasione, l'opposizione, al solo fine, peraltro fallito, di sfruttare una diversità di opinioni in seno alla maggioranza, ha violato gli accordi precedentemente sottoscritti. Se questa fosse, anche in questo caso, l'intenzione dei gruppi di opposizione, allora ricercare una previa collaborazione sarebbe inutile e alla maggioranza converrebbe decidere da sola. Quello che auspica è invece un chiaro impegno, da rispettare fino in fondo, al di là di contingenti convenienze politiche dell'una o dell'altra parte, e finalizzato a condurre all'approvazione di un provvedimento che affronti seriamente il problema dell'incidentalità stradale. Peraltro ritiene che la possibilità di intervenire solo sulle modifiche apportate dal Senato rispetto al testo licenziato dalla Camera possa ridurre l'ambito del


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confronto, che potrà quindi concentrarsi solo sulle questioni di maggiore rilievo. È consapevole che, a fronte delle notizie che circolano sui media circa i gravissimi incidenti stradali degli ultimi giorni, l'opinione pubblica si attende decisioni normative improntate ad un forte rigore; fa tuttavia presente che il legislatore, soprattutto in una materia delicata come questa, in cui sarà probabilmente necessario chiarire, soprattutto in caso di incidenti mortali, se la violazione del codice della strada è avvenuta con colpa o addirittura con dolo, non può esimersi dal ricercare il miglior punto di equilibrio possibile tra l'introduzione di sanzioni adeguate ai comportamenti illeciti posti in essere e il principio irrinunciabile della libertà dei cittadini. Da ultimo auspica che il Governo, una volta autorizzato dalla delega contenuta nel provvedimento in esame, provveda a riformare organicamente il codice della strada, anche perché il Parlamento tende, inevitabilmente, in sede legislativa, a concentrarsi su singoli istituti del codice stesso, senza riuscire ad avere una prospettiva più complessiva di intervento.

Sergio OLIVIERI (RC-SE), rispondendo all'intervento del deputato Pizzolante, fa presente che in quella occasione la maggioranza e il Governo hanno commesso un errore, in quanto, dopo l'approvazione in Assemblea dell'emendamento proposto dal deputato Beltrandi, sarebbe stato meglio far assumere fino in fondo all'opposizione la responsabilità dell'eventuale mancata conversione del decreto-legge n. 117 del 2007, piuttosto che contrattare l'introduzione di ulteriori disposizioni di carattere peggiorativo. A fronte di tale esperienza negativa, invita comunque il Governo ad evitare che la disponibilità manifestata in quella occasione rispetto agli emendamenti dell'opposizione possa essere scambiata, nell'esame del provvedimento in titolo, per acquiescenza alle richieste della stessa opposizione. Invita altresì tutti i gruppi di maggioranza a concertare previamente al loro interno le posizioni da assumere sulle singole questioni, prima di verificare quale sia l'orientamento dell'opposizione. Detto questo, nel ritenere che le modifiche apportate dal Senato siano peggiorative rispetto all'articolato licenziato dalla Camera, intende assicurare il deputato Uggé che buona parte delle osservazioni contenute nel suo intervento appaiono meritevoli di approfondimento, soprattutto con riferimento all'abrogazione del divieto di vendita di alcolici dopo le 2 di notte e alla previsione di un approccio sanzionatorio di tipo graduale e non fondato sul principio della tolleranza zero.

Il viceministro dei trasporti Cesare DE PICCOLI, nell'auspicare che il dibattito sul provvedimento registri un'ampia convergenza tra le forze politiche, che consenta di giungere ad una sua sollecita approvazione, ritiene che il Parlamento e il Governo non debbano deludere le aspettative, nel frattempo aumentate, dell'opinione pubblica, che si attende l'adozione di iniziative molto rigorose per frenare l'incidentalità stradale. Precisa poi che, pur essendo il provvedimento di iniziativa governativa, sullo stesso è ormai sovrano il Parlamento e che l'esecutivo si farà soprattutto carico di curare, informalmente, il coordinamento con l'altro ramo del Parlamento, indispensabile per scongiurare, fatta salva l'autonomia di ciascuna Assemblea, l'ipotesi di ulteriori modifiche da parte del Senato. Quanto alla revisione del codice della strada, assicura l'impegno del Governo in tal senso, auspicando, anche a fronte del nuovo codice inglese, che si possa fortemente intervenire sul piano della semplificazione. Da ultimo, in termini più generali, segnala l'esigenza di approfondire il tema della gestione della sicurezza stradale, allo stato ripartita tra più dicasteri ed enti, al fine di addivenire, ove possibile, a soluzioni di razionalizzazione di coordinamento sul modello di quanto già avvenuto in materia di trasporto aereo, marittimo e ferroviario.

Piero TESTONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.25.


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INTERROGAZIONI

Mercoledì 17 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Piero TESTONI. - Intervengono il sottosegretario di Stato per le infrastrutture, Tommaso Casillo e il viceministro dei trasporti, Cesare De Piccoli.

La seduta comincia alle 16.25.

5-01557 Rocchi: Raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara.

Il sottosegretario Tommaso CASILLO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 3).

Mario RICCI (RC-SE), replicando in qualità di cofirmatario dell'interrogazione, dichiara che la risposta del rappresentante del Governo è solo parzialmente soddisfacente e contiene dei passaggi per niente condivisibili. Il punto della risposta più critico, è dato ancora una volta dall'impossibilità, per tempi e costi, di sospendere ogni iniziativa per assumere ascolto e comunicazione rispetto alle richieste del Consiglio Comunale di Corsico e del comitato cittadini. O si risponde che il progetto di raddoppio, sulla base di dati tecnici e scientifici, non propone alcun rischio per la salubrità dei cittadini e del territorio in tema di inquinamento acustico e di alterazione morfologica, o diversamente si abbia il coraggio di rivisitare il progetto, convocando la Conferenza dei servizi, qualunque siano i costi e l'allungamento dei tempi. Occorre imparare dalle esperienze passate ed evitare di spendere molti denari pubblici, consumando al tempo stesso uno spazio temporale molto più cospicuo nella correzione necessaria di opere pubbliche inefficienti ed inefficaci.

5-01549 Caparini: Regolamentazione dell'accesso nelle ZTL di veicoli che trasportano soggetti diversamente abili.

Il viceministro Cesare DE PICCOLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 4).

Davide CAPARINI (LNP), pur a fronte dell'esaustiva risposta, ritiene che l'obbligo di segnalazione dell'ingresso nella ZTL entro le successive 48 ore rappresenti un onere aggiuntivo a carico di cittadini disabili, che hanno già espletato ogni formalità burocratica per ottenere il contrassegno per la propria vettura. Si tratta di una disposizione inaccettabile, in quanto può anche confliggere con la tutela costituzionale alla libertà individuale. A fronte delle difficoltà di ordine applicativo connesse all'installazione di adeguati strumenti sui veicoli, ritiene che si possa invece agevolmente costituire una banca dati che colleghi i contrassgni rilasciati ai disabili alle relative targhe, in modo da consentire a tutti gli enti locali ove sono presenti ZTL di verificare essi stessi i casi in cui l'autovettura transitata nella ZTL appartiene o meno ad un disabile e superando in tal modo questa sorta di inversione dell'onere della prova che invece allo stato grava sui disabili stessi. Invita infine il Governo a farsi parte attiva al fine di esplorare, in accordo con gli enti locali interessati, la praticabilità di tale iniziativa.

5-01249 Attili: Decisione della Commissione europea del 23 aprile 2007 sul regime di continuità territoriale della Sardegna.

Il viceministro Cesare DE PICCOLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 5).

Antonio ATTILI (SDpSE) fa presente che la risposta è soddisfacente, in quanto ricostruisce fedelmente quanto accaduto, dando altresì conto delle iniziative conseguentemente assunte dal Governo in materia. Auspica in particolare che la riunione della Conferenza dei servizi che è stata preannunciata in questa sede possa


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condurre a risultati positivi e coglie comunque l'occasione per sollecitare il rappresentante del Governo a verificare, eventualmente in occasione proprio della prossima Conferenza di servizi, se vi sia ancora la possibilità di impugnare la decisione della Commissione europea, che appare come una forte discriminazione ai danni dei nati in Sardegna con non sono ivi residenti.

5-00748 Attili: Inserimento di collegamenti da e per la Sardegna tra le tratte marittime incentivabili per il trasporto merci.

5-00779 Maderloni: Questioni connesse alla individuazione delle tratte marittime incentivabili per il trasporto merci.

Piero TESTONI, presidente, avverte che le interrogazioni in titolo, vertendo sulla stessa materia, saranno svolte congiuntamente.

Il viceministro Cesare DE PICCOLI, risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 6).

Antonio ATTILI (SDpSE), replicando per l'interrogazione di cui è primo firmatario, riconosce, in primo luogo, che dopo la presentazione della sua interrogazione è stato emanato il decreto ministeriale del 26 marzo 2007, che ha fornito alcune risposte alla problematica delle rotte sarde incentivabili ai fini del trasferimento modale dalla strada al mare. Tuttavia, rimane insoluta la questione più generale inerente alla supposta non comparabilità, con riguardo alle rotte della Sardegna, tra itinerari stradali e itinerari marittimi. Cita a titolo esemplificativo un eventuale trasporto merci tra Cagliari, Genova e Milano, per un percorso complessivo di 793 Km, solo 139 dei quali su strada, laddove invece, ad un percorso inverso, ma tra Milano, Civitavecchia e Cagliari, corrisponderebbe un numero di km da percorrere su strada molto maggiore. Si tratta, come è evidente, di tratte con riferimento alle quali appare chiaramente misurabile la parte terrestre. È sulla base di tali considerazioni che rappresenta l'esigenza che l'incentivazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 aprile 2006, n. 205, fosse estesa anche alle rotte Genova-Cagliari, Genova Porto Torres e Genova-Olbia. In proposito, richiede al rappresentante del Governo di procedere ad un più meditato approfondimento.

Claudio MADERLONI (SDpSE), replicando per l'interrogazione di cui è primo firmatario, si dichiara stupito che nella risposta fornita non sia stato per nulla affrontato uno dei temi oggetto della sua interrogazione, ovvero l'imposizione gravante sui porti adriatici di un diritto fisso per gli autoveicoli e i rimorchi adibiti al trasporto di cose, importati in Italia ed appartenenti a persone residenti stabilmente all'estero. Tale imposizione comporta sui traffici provenienti da Durazzo verso Ancona, un diritto fisso di 9,30 euro per tonnellata, pari a circa 270 euro a viaggio per ogni camion. Si tratta di un vero e proprio balzello, che avrebbe già dovuto essere superato a seguito dell'accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Albania in materia di autotrasporto entrato in vigore nel 2004 e che continua comunque a determinare una distorsione della concorrenza tra i porti nazionali laddove tale diritto non è preteso.

Il viceministro Cesare DE PICCOLI, intervenendo solo per una precisazione, assicura il deputato Maderloni, che provvederà al più presto a fargli pervenire le informazioni richieste.

5-01591 Fabris: Disservizi tecnici sulla linea ferroviaria Milano-Genova.

Il viceministro Cesare DE PICCOLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 7).


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Paolo AFFRONTI (Pop-Udeur), replicando in qualità di cofirmatario dell'interrogazione, si dichiara solo parzialmente soddisfatto, apprezzando, in particolare, l'impegno del Governo ad attivarsi nei confronti dei soggetti coinvolti per promuovere un confronto finalizzato ad una cooperazione e un coordinamento più stretti per la soluzione delle problematiche evidenziate. Tutto ciò è estremamente necessario, a fronte della necessità, sulla linea Milano-Genova, oltre che di interventi strutturali, anche di nuove carrozze, adeguatamente riscaldate. Si rende poi necessario anche un aumento del personale addetto, anche per lo svolgimento delle indispensabili attività di controllo, atteso che si sono recentemente registrati episodi inquietanti, con il posizionamento di oggetti ad ostruzione dei binari.

Piero TESTONI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 17.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE CONSULTIVA

Ratifica dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi.
C. 2861 Governo.