XII Commissione - Resoconto di giovedý 8 novembre 2007


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 8 novembre 2007. - Presidenza del presidente Mimmo LUCÀ. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Serafino Zucchelli.

La seduta comincia alle 9.10.

DL 159/2007: Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale.
C. 3194.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 6 novembre 2007.

Fiorella CECCACCI RUBINO (FI) osserva che l'articolo 33 intende dirimere le controversie in essere tra il Ministero della salute e gli emotrasfusi (emofilici, talassemici, trasfusi occasionali) le cui azioni giudiziarie, secondo un censimento effettuato dallo stesso Ministero ammontavano, alla data del 26 luglio 2007, a circa 1.500 casi. Con l'importo di 150 milioni di euro per il 2007, da corrispondere a ciascuno degli interessati per somme non inferiori a quelle stabilite con il decreto del Ministero della salute del 3 novembre 2003, verrebbero accontentati soltanto 375 soggetti attraverso il pagamento a ciascuno di essi della somma media di 400.000 euro, mentre nulla si dispone per gli altri 1.225 attualmente in causa.
Lamentata l'inadeguata copertura economica del provvedimento, riterrebbe più opportuno che si estendessero i benefici della legge n. 229 del 2005 anche a tutti gli emotrasfusi, così come richiesto da tutte le associazioni di danneggiati da emotrasfusioni e vaccinazioni. Rammenta che la legge n. 229 del 2005 ha aumentato ai soli danneggiati da vaccino sia l'assegno mensile che gli arretrati, condizionando l'erogazione del beneficio alla chiusura delle liti pendenti. Ciò ha comportato la giusta reazione degli emotrasfusi che pur avendo instaurato numerose


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azioni di risarcimento dei danni, sono stati esclusi dai benefici della medesima legge.
Estendendo i benefici della suddetta legge, secondo un calcolo delle associazioni dei danneggiati, si potrebbero erogare ben 5.496 indennizzi, procurando il doppio vantaggio, da un lato di accontentare oltre 5.000 famiglie, che dovranno rinunciare, come condizione, alla prosecuzione delle liti pendenti o ad intraprenderne di nuove, e, dall'altro, di liberare lo Stato e il Ministero della salute delle migliaia di contenziosi in essere.
Visto che l'importo per queste 5.496 famiglie corrisponderebbe a 27.288 euro, si potrebbe fissare il termine di quindici anni per il pagamento del risarcimento, in analogia con la durata della reversibilità del beneficio erogato previsto dalla legge n. 210 del 1992 e applicando i criteri stabiliti dal Ministro della salute nel suo decreto attuativo della legge n. 229 del 2005 emanato il 6 ottobre 2006, così erogando ad ognuno un totale di 409.320 euro, che corrisponde esattamente a quanto già pagato in un solo anno dal Ministero della salute ai 711 aventi diritto. In base a questi semplici calcoli, occorrerebbe rivedere i criteri di assegnazione oppure stanziare un importo decisamente più ampio.
Rammenta poi che alcuni giorni fa al Senato un emendamento alla finanziaria per il 2008, unanimemente presentato dai membri della Commissione igiene e sanità, che ricalca in parte le modifiche apportate a questo collegato, e che disponeva a favore dei soggetti danneggiati in ambito sanitario una spesa di 180 milioni annui per 10 anni (dal 2008 al 2017), non è stato accettato dal Governo. Gli stessi senatori ripresenteranno lo stesso emendamento in Aula, significando che su questa importante questione di giustizia sociale si è verificata una netta spaccatura fra il Governo e la sua stessa maggioranza.
La richiesta più importante avanzata al tavolo tecnico che il Ministero della salute ha istituito con le associazioni dei danneggiati da emotrasfusioni e vaccinazioni riguarda la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di indennizzo ai sensi della legge n. 210 del 1992. A questo proposito rammenta di aver presentato, in data 7 febbraio 2007, una interrogazione a risposta scritta al ministro Turco, a cui a tutt'oggi non è ancora pervenuta risposta. Rileva altresì che il ministro Turco si rifiuta di riaprire i termini per i danneggiati da vaccinazione, asserendo di non conoscere il numero dei possibili aventi diritto, e pone come condizione per il riavvio dell'iter legislativo l'individuazione dei numero dei possibili beneficiari ai fini di una corretta quantificazione delle risorse finanziarie necessarie per garantire la copertura economica del provvedimento. In realtà, ai danneggiati da vaccinazione, viene negato l'indennizzo della legge n. 210 del 1992 per aver presentato la domanda amministrativa fuori dai termini triennali, in quanto il rigetto delle domande per decadenza è disposto con decreto ad personam dal sottosegretario alla salute; pertanto è impossibile che non si abbia contezza del numero delle domande. La realtà è che i provvedimenti di rigetto della domanda da parte delle ASL o delle regioni sono impugnabili con ricorsi gerarchici, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 210 del 1992, e vengono definiti tutti con decreto del ministro della salute nella persona del sottosegretario all'uopo delegato, in questo caso il sottosegretario Antonio Gaglione. In proposito, rammenta che il presidente dell'associazione malati emotrasfusi e vaccinati (AMEV), l'Avv. Marcello Stanca, ha scritto direttamente al segretario generale della Presidenza della Repubblica, lamentando proprio la pretestuosità del rifiuto del Ministero e sollecitando un intervento legislativo urgente, così come richiesto nella sua interrogazione.
Alla luce di ciò, ritiene necessario che il ministro Turco venga a riferire in Commissione per spiegare come sia possibile chiedere un nuovo finanziamento al Ministero del tesoro per la copertura dei maggiori oneri della legge n. 229 del 2005 per pagare gli arretrati decennali a chi già


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percepisce il mensile, mentre nulla è stato chiesto per sanare le posizioni di chi è già in possesso del riconoscimento del nesso casuale della malattia.
Fa presente infine che il Ministero ha addirittura proposto la riapertura dei termini riservata ai soli deceduti che a causa di vaccinazione siano venuti a mancare prima dell'entrata in vigore della legge. Infatti, il comma 5 dell'articolo 33 estende temporalmente il beneficio dell'assegno una tantum agli eredi di coloro che siano deceduti prima dell'entrata in vigore della legge n. 229 del 2005, se già titolari del beneficio previsto dalla legge n. 210 del 1992 (ma se un cittadino leso da vaccino è deceduto prima di diventare titolare dell'indennizzo previsto dalla legge n. 210 del 1992 nulla spetta agli eredi).
Auspica infine che il Governo si attivi a favore di queste famiglie che continuano a subire questa ingiustizia sociale, per non aggiungere al danno subito la beffa.

Elisabetta RAMPI (PD-U) desidera ringraziare il relatore per la chiara e dettagliata esposizione delle norme di competenza della XII Commissione contenute nel disegno di legge in esame. Si tratta di importanti interventi di restituzioni fiscali, come sottolineato dal Ministro dell'economia, e di sostegno alla spesa per investimenti strettamente legati alla logica complessiva della manovra finanziaria. Per questi interventi vengono utilizzate le maggiori risorse accertate con l'assestamento di bilancio e viene mantenuta la promessa di restituzione di parte delle maggiori entrate in favore delle categorie sociali svantaggiate. Dunque, si tratta di una manovra caratterizzata da un forte impegno di sostegno ai ceti sociali più deboli con un rafforzamento del sistema di protezione sociale. Misure coerenti con le tre direttrici che hanno caratterizzato l'azione di governo già dal primo DPEF e dalle conseguenti manovre finanziarie: equità, risanamento, sviluppo. Le misure in esame consentono investimenti con risorse già preventivate, ma consentono anche di far fronte ad emergenze sociali, andando avanti nel percorso di risanamento finanziario. Contemporaneamente all'attenzione per la crescita del Paese viene posta altrettanta attenzione al sociale. Non si può ignorare, a questo proposito, l'importanza dell'articolo 44 che destina risorse nei confronti dei soggetti economicamente più disagiati (i cosiddetti incapienti). Si tratta di un segnale forte di questo Governo, al di là delle modifiche intervenute in Senato.
Fa presente che si sta lavorando per verificare ogni tipo di compatibilità e di copertura finanziaria nella piena consapevolezza che è aumentato esponenzialmente il divario tra gli strati sociali. Ritiene infatti che ogni atto che inverte la tendenza all'impoverimento è da sostenere quale segno di civiltà e molti sono i campi di intervento finora affrontati: dalle misure di contrasto alla precarietà del lavoro, al miglioramento dei trattamenti pensionistici più bassi; dalle misure a sostegno delle famiglie, alle politiche per i giovani e per le donne. Questa attenzione da sempre accompagna l'azione di Governo in quanto la solidarietà è un valore che ha bisogno di essere alimentato con azioni concrete in campo politico e, naturalmente, economico. La solidarietà è un dovere e il legislatore non può prescindere dal dare risposta concreta ai bisogni dei cittadini, a partire dai più svantaggiati. E a questo proposito assume grande rilevo il riavvio del piano case. La casa è un bene primario che sta alla base della piramide dei bisogni dell'individuo ed i cittadini individuano l'abitazione quale fonte di sicurezza, in testa alle classifiche dei bisogni con la salute e il lavoro. Finalmente viene attivato un piano case con stanziamenti di risorse per l'edilizia residenziale pubblica. L'articolo 21 attiva infatti un programma straordinario triennale di edilizia residenziale pubblica con uno stanziamento di 550 milioni per l'anno 2007. Viene posta molta attenzione al reddito privilegiando le persone ultrasessantacinquenni o con gravi patologie, nonché le giovani coppie.


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Con l'articolo 41 vengono stanziati 100 milioni di euro per valorizzare il patrimonio del demanio ed incentivare, come illustrato dal relatore, il mercato della locazione. Secondo le previsioni del Governo ogni anno potranno essere messi a disposizione almeno 8.000 alloggi con particolare riguardo all'edilizia abitativa a canone sostenibile nei comuni soggetti a fenomeni di disagio abitativo e alta tensione abitativa.
Si tratta di misure capaci di incidenza nella vita quotidiana delle persone alle quali, finalmente, si danno risposte, dopo anni di stallo. A proposito delle politiche per la casa ed in relazione alla non autosufficienza, desidera sottolineare l'importanza di poter accedere a sconti e agevolazioni per l'abitazione e per interventi strutturali.
Altre misure importanti, degne di nota, nel disegno di legge in discussione riguardano l'articolo 20, che integra di 150 milioni di euro per il 2007 l'autorizzazione di spesa relativa al 5 per mille da destinare al volontariato e alla ricerca. Si aumenta la dotazione del fondo includendo tra i soggetti ammessi al riparto delle relative quote le associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi. I cittadini hanno da subito accolto favorevolmente le possibilità di scegliere dove destinare la quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito (IRE): una tassa che i contribuenti pagano volentieri condividendone le finalità e sentendola vicina ai propri bisogni, alla propria idealità, avendo la chiara percezione di dove va a finire, a cose serve e come viene usata.
Includere le associazioni sportive dilettantistiche è un bel segnale che la politica può dare alla gente, soprattutto nelle piccole realtà dove queste associazioni agiscono, con le stesse modalità del volontariato, per la promozione delle discipline sportive, fungendo da importanti centri di aggregazione. Ricorda che le piccole società sportive non ricevono finanziamenti, ma vivono sui tesseramenti che vengono pagati dalle famiglie.
Questo aiuta i giovani ad una crescita sana e armonica, prevenendo forme di esclusione sociale. Com'è noto lo sport unisce ed è uno straordinario vincolo per abbattere ogni tipo di barriera. Tuttavia, poiché nulla è previsto per il 2008, auspica che nella proposta di parere sia segnalata tale anomalia.
Sempre in tema di giovani, le disposizioni sull'agenzia nazionale per i giovani, di cui all'articolo 28, commi 4-bis, 4-ter, 4-quater, sviluppano e potenziano gli stanziamenti per favorire la cooperazione nell'ambito dell'UE e dispongono il pieno utilizzo delle risorse del programma comunitario «gioventù in azione».
Infine, vengono stanziati ulteriori 25 milioni per il piano straordinario per i servizi socio educativi e 25 milioni aggiuntivi per il fondo per le politiche sociali. Sono atti che parlano da soli, a dimostrazione di quanto il governo sia impegnato per le costruzioni di un nuovo concetto di cittadinanza sociale, che si evince da tutti i provvedimenti adottati. Perché un paese fermo e ingessato è senza prospettive. Allora bisogna guardare al futuro con fiducia, far crescere il paese, non lasciare indietro nessuno, investire sui giovani e sulle donne guardando all'Europa. E lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio educativi per la prima infanzia rappresenta una tappa importante anche per il conseguimento degli obiettivi di Lisbona, che mirano ad una copertura del territorio del 33 per cento da conseguire entro il 2010 ed al superamento degli equilibri tra le diverse aree geografiche del Paese.
In conclusione, ritiene che le misure contenute nel disegno di legge siano indirizzate nella giusta direzione di sviluppo ed equità sociale e meritino quindi di essere pienamente sostenute.

Emanuele SANNA (PD-U), riprendendo le considerazione svolte dall'onorevole Ceccacci, invita il relatore a rivedere il giudizio positivo formulato in relazione all'articolo 33, la cui ultima stesura, in


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seguito alle modifiche apportate dal Senato, risulta addirittura clamorosamente peggiore rispetto alla precedente. Ritiene altresì che ciò sia imputabile ad una altrettanto clamorosa disattenzione del Governo che non è stato conseguente rispetto agli impegni assunti in Commissione. Rammentato che la vicenda ha per oggetto malati del tutto comuni, affetti da patologie croniche, la cui condizione clinica è stata peggiorata, con conseguenze irreversibili, in seguito ad una trasfusione effettuata con sangue infetto, invita il Governo ad onorare un impegno preciso, recato da un ordine del giorno votato dall'Assemblea, autorizzando una spesa superiore ai 150 milioni di euro previsti nel provvedimento. Precisa infatti che è assolutamente necessario prevedere una spesa di 300 milioni di euro per ciascun anno per i soli malati talassemici, a cui va aggiunta quella destinata ai soggetti affetti dalle altre patologie.

Daniela DIOGUARDI (RC-SE) esprime apprezzamento per la proposta di parere formulata dal relatore, che presenta elementi di forte positività, in linea con gli indirizzi del Governo in tema di sviluppo ed equità sociale. Valuta altresì positivamente la misura di potere sostitutivo statale ipotizzata in materia sanitaria con la nomina di commissari ad acta per le regioni nelle quali si prefiguri il mancato rispetto degli adempimenti relativi ai piani di rientro. Tale misura, consentendo un risparmio ed una riorganizzazione della spesa sanitaria è in grado di evitare, ad esempio, il paventato rischio del taglio dei servizi di guardia medica in alcune regioni, essenziali per assicurare il presidio del territorio in ambiti privi di medico territoriale, come avviene in Sicilia, e di garantire livelli omogenei di prestazioni sanitarie sul territorio nazionale.
Nel concordare con quanto affermato dall'onorevole Sanna in merito al positivo ma insufficiente stanziamento previsto per i soggetti danneggiati da trasfusioni infette, auspica che il Governo riesca a mostrare maggiore attenzione e disponibilità nei confronti di questa categoria di cittadini.
Esprime poi apprezzamento sulle misure in tema di incremento del patrimonio immobiliare destinato alla locazione di edilizia abitativa contenute all'articolo 41 del provvedimento anche in riferimento al ritardo che il Paese ha accumulato nei confronti delle altre realtà europee, con appena il 25 per cento delle abitazioni in locazione contro il 39 per cento della media europea, e una percentuale del 20 per cento in locazione sociale contro il 43 per cento del resto dell'Europa.
Rammentate le croniche carenze in tema di politiche sociali, sottolinea positivamente la misura sull'ONAOSI e l'aumento della spesa per il finanziamento degli asili nido, auspicando che entro il 2010 almeno il 33 per cento dei bambini abbia la possibilità reale di frequentarne uno, al fine di contribuire a migliorare la condizione del «cittadino donna».
Ritiene quindi che il decreto-legge abbia imboccato la strada giusta di attenzione al disagio sociale e sia in grado di fornire una risposta giusta e all'altezza dei problemi.

Chiara MORONI (FI), limitando il campo del suo intervento agli articoli 5 e 5-bis del provvedimento, rileva criticamente come nei confronti del problema della spesa farmaceutica la risposta fornita dal Governo con il decreto-legge in esame sia stata di tipo sintomatico e non strutturale, attraverso la fissazione di un tetto pari al 14 per cento del finanziamento cui concorre ordinariamente lo Stato che non può essere superato a livello nazionale e in ogni singola regione, esprimendo altresì preoccupazione per l'abbassamento dal 3 al 2,4 per cento della misura percentuale del finanziamento cui concorre lo Stato per la spesa farmaceutica ospedaliera. Ritiene infatti necessario abolire il tetto alla spesa farmaceutica ospedaliera, in quanto parte integrante della spesa ospedaliera, e ritiene altrettanto necessario non far gravare l'intera manovra di ripiano sulla spesa farmaceutica, bensì su altri capitoli di bilancio. La conseguenza di questa politica infatti potrebbe rivelarsi controproducente qualora


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dovesse condurre alla scelta di ridurre la quantità di farmaci innovativi, chemioterapici o oncologici presenti negli ospedali; infatti, molti di essi, scaduti i brevetti e prodotti come generici da società indiane, pongono problemi di ordine qualitativo.
Pur condividendo l'obiettivo del contenimento delle spese - e dà atto al Governo di aver introdotto nel provvedimento aspetti che possono andare in questa direzione, anche se molto dipenderà dalle modalità applicative, visti i margini di discrezionalità - ritiene opportuno ottimizzare le risorse anche con riferimento alla politica relativa ai farmaci generici. Non condivide invece assolutamente l'idea che lo sforamento della spesa farmaceutica debba essere caricata interamente sulla filiera del farmaco, ma ritiene che essa debba essere spalmata sui soggetti che contribuiscono a generarla.
Ritenuto lecito operare una scelta strategica sulla opportunità di mantenere o meno una industria farmaceutica nazionale, sulla necessità di far crescere ciò che ne resta nel Paese, rammenta l'altissimo contenuto innovativo di gran parte della ricerca svolta nel settore farmaceutico, a suo avviso fondamentale, ed auspica l'adozione di provvedimenti di segno opposto, volti alla incentivazione della ricerca scientifica su farmaci innovativi e l'incremento delle misure esistenti, a suo avviso insufficienti.
Considerato infine tardiva l'introduzione del credito di imposta, strumento ormai superato in molti paesi europei, invita il Governo a predisporre misure relative agli oneri previdenziali, come avviene in Spagna. Ricorda altresì che altri governi europei, come quello francese, svolgono da tempo un'attività di agevolazione delle operazioni di accorpamento di grandi gruppi farmaceutici, con la creazione delle condizioni di politica industriale di sostengo di comparti e settori industriali.
Rilevato come il Governo abbia fatto prevalere un punto di vista ideologico nell'indicazione del cosiddetto budget aziendale annuale, e non sia intervenuto in merito alla questione delle difficoltà incontrate dalla aziende nella registrazione dei farmaci, che in Italia avviene attraverso l'AIFA, unico esempio al mondo di ente che fissa il prezzo dei farmaci e ne fornisce la valutazione tecnico-scientifica, ritiene che il sistema di rimborso delle spese farmaceutiche, cosiddetto pay back, sia assimilabile a sistemi dirigistici di tipo sovietico, che prescindono dalla individuazione certa dei soggetti deputati a decidere e dalla fissazione di criteri di valutazione.
Invita, in conclusione, il Governo a considerare gli ampi margini esistenti al fine di modificare il provvedimento garantendo l'equilibrio finanziario e il rispetto del mercato.

Marco CALGARO (PD-U), in merito all'articolo 30 del provvedimento che dispone il nuovo commissariamento della Fondazione Ordine Mauriziano, ritiene corretta la previsione ivi contenuta della presentazione di una relazione tecnica patrimoniale. Rammenta inoltre che recenti sentenze della Corte dei conti hanno stabilito il non coinvolgimento degli amministratori dell'Ordine nell'insorgenza del deficit, da attribuire invece alla Regione Piemonte e che, successivamente al primo commissariamento voluto dal precedente Governo, il deficit è passato da 280 milioni di euro a 500 milioni di euro. Ricordato infine che il Governo si è impegnato a comporre un tavolo con la Regione e l'Ordine Mauriziano per chiarire definitivamente le modalità del passaggio della proprietà dei beni immobili, ne sollecita la convocazione.

Domenico DI VIRGILIO (FI), con riferimento all'articolo 20 del provvedimento, rivendica all'attività del precedente Governo l'introduzione del meccanismo del riparto della quota del 5 per mille dell'IRPEF, che ha contribuito a finanziare il terzo settore e la ricerca scientifica in Italia.
Ritiene necessario che l'attuale Governo proceda finalmente alla distribuzione dei fondi del cinque per mille liberamente sottoscritti da oltre sedici milioni


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di cittadini, ad eliminare il previsto tetto, e a rendere disponibili i fondi nel più breve tempo possibile.
In relazione poi all'articolo 33 del provvedimento, contenente disposizioni a favore di soggetti danneggiati da trasfusioni infette, rileva che l'entità del finanziamento non è sufficiente a garantire il rispetto della omogeneità di trattamento nei confronti di tutti i soggetti interessati. Rammenta altresì che mentre una precedente finanziaria impegnava uno stanziamento pluriennale, l'emendamento di aumento dell'impegno di spesa che è stato presentato al Senato non è stato accettato dal Governo e dovrà essere ripresentato dal proprio gruppo alla Camera.
Invita dunque il Governo a non sottovalutare il problema e ad introdurre modifiche al provvedimento per adeguare il finanziamento previsto dall'articolo 33 per l'indennizzo dei soggetti danneggiati da trasfusioni infette, che tradisce le aspettative di migliaia di cittadini affetti da patologie del sangue.

Roberto ULIVI (AN) chiede che il Governo riveda l'impianto complessivo dell'articolo 33 del provvedimento, giudicandolo assolutamente insufficiente, anche alla luce degli impegni pluriennali presi da altri Governi, nel passato, che non possono essere semplicemente ignorati.
Per quanto riguarda poi l'articolo 5, rileva la neutralità dell'azione dei farmacisti e grossisti sul lato della spesa, non essendo essi responsabili delle prescrizioni, eseguendo le disposizioni di altri, in modo particolare dell'industria, che ha interesse a spingere la produzione e la vendita dei prodotti farmaceutici. Rivendica al contrario l'azione di contenimento della spesa svolta dalle farmacie attraverso appositi sconti sul prezzo delle specialità medicinali e la possibilità offerta di sostituzione dei farmaci con farmaci generici. Ritiene dunque che la decisione di far gravare la manovra di contenimento dei costi sui soggetti che non hanno avuto responsabilità nella loro origine sia il frutto di approssimazione e necessiti invero di una riflessione ponderata sui problemi del settore.
Esprime quindi una valutazione negativa sul provvedimento in esame.

Il sottosegretario Serafino ZUCCHELLI fa presente che, da un lato, la proposta di transazione per un miliardo e 800 milioni nei confronti della platea dei talassemici è stata respinta dal Ministero del tesoro per mancanza di copertura e, dall'altro, che vi è stato sconcerto per l'ampliamento della platea dei beneficiari visto che i trasfusi occasionali non hanno uguale titolo a percepire un indennizzo. Rammenta peraltro che il Ministero del tesoro stesso ha garantito che avrebbe affrontato nuovamente la questione trattandosi di un impegno del Parlamento che va onorato.
Per quanto riguarda i commissariamenti ad acta comunica che una prima diffida è stata inoltrata da alcuni giorni nei confronti della Regione Lazio. Ricorda poi che il Governo ha mantenuto l'impegno per un nuovo statuto dell'ONAOSI, che sarà approvato dal Consiglio di amministrazione tra alcuni giorni.
Per quanto attiene poi alla spesa farmaceutica, e a proposito di una mortificazione eccessiva che avrebbe subito l'industria farmaceutica tanto da minarne la permanenza nel Paese, rende noto che vi è stata una sostanziale accettazione delle proposte del Governo da parte del mondo dell'industria farmaceutica.
Rilevato quindi che nel provvedimento in esame non figurano disposizioni sull'educazione continua in medicina (ECM), in scadenza, preannuncia la presentazione di un emendamento del governo in materia, che auspica possa essere approvato da tutti.

Lionello COSENTINO (PD-U), relatore, alla luce del dibattito svoltosi, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1).

Mimmo LUCÀ, presidente, avverte che l'onorevole Di Virgilio ha presentato una proposta alternativa di parere (vedi allegato


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2), che verrà posta in votazione solo ove respinta la proposta di parere del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazioni del relatore, risultando pertanto preclusa la votazione sulla proposta di parere alternativa.

La seduta termina alle 10.15.

INCONTRI CON DELEGAZIONI DI PARLAMENTI STRANIERI

Giovedì 8 novembre 2007.

Incontro con una delegazione della Commissione per la Sanità del Parlamento slovacco.

L'incontro informale si è svolto dalle 10.15 alle 11.10.