Doc. IV-quater, n. 18





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una domanda di deliberazione in materia d'insindacabilità avanzata dal deputato Antonio Borghesi in relazione a un procedimento civile promosso nei suoi confronti presso il tribunale di Verona.
L'azione civile, per risarcimento dei danni, è stata intentata nell'interesse della società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova p.a. (cd. Serenissima) che ha sede legale in Verona ed ha quali rappresentanti pro tempore ed esponenti diversi amministratori locali delle predette città e province.
Nell'atto di citazione si contesta al deputato Borghesi di aver rilasciato dichiarazioni diffamatorie in tre articoli, pubblicati negli inserti Corriere di Verona e Corriere del Veneto, edizione di Vicenza, Padova e Rovigo, annessi al Corriere della Sera.
Le dichiarazioni sarebbero apparse sui predetti stampati nei giorni 28 e 29 dicembre 2006 in articoli firmati dal cronista Antonio Spadaccino.
Più in particolare, sul Corriere di Verona del 28 dicembre 2006 è apparso un articolo dal titolo «Borghesi: conti sospetti. "Ne ho già parlato con Di Pietro"». In tale articolo, sarebbe riportato il contenuto di un'interrogazione parlamentare presentata dal deputato Borghesi nonché un suo commento dal seguente tenore: «Non mi sono mai piaciuti i "furbetti del quartierino", non mi piacciono nemmeno i "furbetti delle autostrade". Se fossi rappresentante di un ente pubblico azionista della Brescia-Padova sarei molto preoccupato per questa situazione». E inoltre: «È un gruppo di persone che in maniera spavalda e arrogante cerca di ottenere qualcosa incurante delle leggi".
In altra parte del medesimo Corriere di Verona della stessa data vengono riportate due ulteriori dichiarazioni del deputato Borghesi. Nella prima egli avrebbe sostenuto che v'è «una chiara situazione di conflitto di interesse con i controllati che controllano se stessi, ma nessuno controlla il loro operato."; nell'altra il deputato Borghesi si domanda «perché erano state create queste società in paradisi fiscali?".
Da ultimo, il 29 dicembre del 2006 su entrambe le citate testate, è apparso un nuovo articolo che, dando notizia del seguito ispettivo dato dal ministro per le infrastrutture all'interrogazione del Borghesi, ne riportava un'ulteriore dichiarazione, secondo cui «bilancio alla mano, i casi sono due: o i vertici della società per azioni sono improvvisamente diventati incapaci di amministrare - e in questo caso sarebbe opportuno prendere dei seri provvedimenti - oppure è ipotizzabile che qualcosa sia finito nelle casse di qualcuna di queste società che, è doveroso sottolinearlo, a un tipo di azionariato ben diverso da quello della capogruppo».
Gli attori pertanto ritengono tale serie di dichiarazioni diffamatoria perché distorcente la realtà dei fatti e offensiva di persone non nominate ma facilmente individuabili. L'atto di citazione s'intende comunque qui riportato per intero.
Con lettera pervenuta in data 11 maggio 2007, il deputato Borghesi ha rivolto al Presidente della Camera, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge n. 140 del 2003 una domanda di deliberazione in materia di insindacabilità.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 13 giugno 2007, nella quale il Borghesi non è intervenuto ma in cui i componenti hanno potuto prendere cognizione dell'ampia documentazione da lui trasmessa.
Ad unanime avviso della Giunta la causa civile intentata dall'Autostrada BS-VR-VI-PD è infondata per molteplici profili, primo fra tutti quello evidente che il deputato Borghesi ha semplicemente esercitato il suo diritto di critica nell'ambito della normale dialettica politica in una materia di pubblico interesse, quale è quello delle infrastrutture e dei trasporti. Da questo punto di vista appare applicabile prima ancora che la disciplina delle immunità parlamentari quella dell'articolo 21 della Costituzione. È notorio ormai che tale disposizione costituzionale, come universalmente interpretata dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, consente una critica ampia ed aspra, purché essa non si riferisca a persone in sé considerate come indegne (il cosiddetto argumentum ad hominem) e purché i modi della critica non siano gratuitamente debordanti (v. da ultimo la sentenza della Corte di cassazione, V sezione penale, 4 maggio 2006, imp. Ricca, in Foro it. 2006, II, c. 593).
Sostenere che in un certo gruppo societario non siano ben distinte le funzioni della gestione da quelle del controllo e che l'azionista pubblico dovrebbe avere preoccupazioni maggiori per la gestione dell'impresa e per la struttura societaria della stessa francamente non appare esorbitante dai predetti limiti e requisiti del diritto di critica.
Ma venendo più strettamente al tema dell'insindacabilità parlamentare, in data 12 dicembre 2006 il deputato Borghesi aveva depositato l'interrogazione n. 4/01933 nella quale premetteva tra gli altri i seguenti fatti:
1) il bilancio 2005 della società autostradale era in perdita;
2) infatti per ogni 100 euro di ricavi di esercizio si erano avuti 103 euro di costi. Peraltro, secondo l'interrogazione del deputato Borghesi, tra il 1997 e il 2005 la Serenissima aveva incrementato i ricavi del 39 per cento ma aveva incrementato anche i costi del 75 per cento;
3) mentre l'utile di esercizio della capogruppo della Serenissima era a fine 2005 di più di 70 milioni di euro, l'utile consolidato di gruppo non arrivava a 39 milioni di euro, così facendo capire che le società controllate del gruppo erano in perdita;
4) il risultato d'esercizio della capogruppo, come indicato dal collegio sindacale, era in realtà dovuto a fattori straordinari quali la dismissione di partecipazioni detenute in altre società;
5) l'attuazione degli investimenti programmati da parte della società Serenissima era stata largamente insoddisfacente;
6) la Serenissima deteneva quote di maggioranza in due società, con sede rispettivamente a Rotterdam e a Lussemburgo;
7) altre ritenute stranezze e peculiarità relative alla compagine societaria e alla condotta gestionale.

Premessi tali ed altri fatti e considerazioni, il deputato Borghesi chiedeva ai ministri per le Infrastrutture e dell'Economia e delle Finanze di esercitare i loro poteri ispettivi sulla società Serenissima, quale concessionaria di un pubblico servizio, anche al fine di chiarire gli aspetti a suo avviso discutibili della situazione descritta.
È apparso quindi evidente all'unanimità dei componenti intervenuti che l'interezza delle dichiarazioni oggetto della chiamata giudiziaria per danni, avanzata nei confronti del deputato Borghesi, sia ricompresa testualmente nell'interrogazione parlamentare.
Domandarsi infatti se un azionista possa stare tranquillo rispetto a un andamento gestionale non limpido è fatto assolutamente normale, così come usare l'espressione «furbetti delle autostrade» rispetto a condotte imprenditoriali pretesamente scorrette o arroganti rientra nelle valutazioni assolutamente conseguenziali alla dettagliata esposizione fattuale contenuta nell'interrogazione.
Tanto ciò è vero che nella stessa interrogazione si afferma che il comportamento societario non era consono al principio della trasparenza; che erano state costituite società in paradisi fiscali; che probabilmente dietro queste attività si doveva celare dell'altro, mancando una chiara giustificazione delle strategie aziendali; e che tra la società capogruppo e le società da essa controllate potevano ravvisarsi pericolosi conflitti d'interesse.
Non sta evidentemente al sottoscritto presidente e relatore condividere o meno nel merito i rilievi del deputato Borghesi, le cui dichiarazioni giornalistiche tuttavia appaiono con massima chiarezza testualmente sovrapponibili o comunque di contenuto sostanzialmente corrispondente a quelle svolte in un atto tipico del mandato parlamentare, qual è l'interrogazione citata, che per maggior chiarezza si allega alla presente relazione. È dunque applicabile a questo caso la griglia dei criteri desumibili dalla costante giurisprudenza costituzionale (v. le sentenze Corte cost. nn. 10, 11, 320 e 321 del 2000, 219 e 379 del 2003 e 65 e 166 del 2007).
Per questi motivi la Giunta all'unanimità, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione e dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003, propone all'Assemblea di dichiarare che i fatti oggetto del procedimento civile in corso concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Carlo GIOVANARDI, relatore


ALLEGATO

Testo dell'interrogazione n. 4-01933

BORGHESI. - Al Ministro delle infrastrutture, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
la lettura dell'ultimo bilancio (2005) della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. (meglio conosciuta come Serenissima) evidenzia che la gestione caratteristica della stessa è di fatto in perdita;
il rapporto tra il valore di produzione (cioè i ricavi di competenza dell'anno) ed i costi correlativi, che era nel 1997 di 0,81 (cioè a dire che per 100 euro di ricavi ve ne erano 81 di costi), nel 2005 è divenuto per la prima volta superiore all'unità e precisamente di 1,03, cioè a dire che per 100 euro di ricavi ve ne sono stati 103 di costi (e che tale rapporto è andato degradando dallo 0,87 del 2002, 0,95 del 2003 sino allo 0,98 del 2004); inoltre, tra il 1997 ed il 2005 la società ha visto aumentare i ricavi del 39 per cento ed i costi crescere invece del 75 per cento;
la società Autostrada del Brennero, avente la medesima dimensione operativa dell'Autostrada Brescia-Padova ha invece mantenuto nel tempo il medesimo rapporto tra valore della produzione e costi correlativi, sempre rimasto (dal 1997 ad oggi) attorno allo 0,80;
dalla lettura contestuale del bilancio 2005 della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. e del bilancio consolidato 2005 della stessa, risulta che l'utile d'esercizio della capogruppo ammonta a 70.743.262,00 euro ed invece l'utile consolidato ammonti a 38.946.876,00 euro denotando così la forte perdita prodotta dalla miriade di società controllate e collegate segnalando altresì, che il risultato d'esercizio della capogruppo, come rimarca il collegio dei sindaci: «... è stato fortemente influenzato dalla presenza di proventi straordinari che da soli hanno determinato la formazione dell'intero utile conseguito.»;
questi proventi straordinari sono rappresentati dalla vendita di partecipazioni ritenute «non strategiche» quali ad esempio Autostrada Torino-Milano S.p.A.;
dalla lettura contestuale del bilancio 2005 della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. e del bilancio consolidato 2005 della stessa, risulta che il patrimonio netto della capogruppo ammonta a 407.776.240,00 euro e come invece, il patrimonio netto a seguito di consolidamento ammonti a 395.156.979,00 euro con la dimostrazione che il gruppo, formato oramai da circa 30 società, decrementa ed intacca il patrimonio della capogruppo;
le controllate dirette e indirette, le collegate dirette e indirette intrattengono tutte o quasi rapporti d'affari con la capogruppo fatturando prestazioni nei confronti della medesima, sovente senza che siano effettuate, sia pure in base a previsioni di legge, gare d'appalto;
dalla lettura del bilancio consolidato 2005 della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. si evidenzia l'elevato livello di esposizione bancaria del gruppo sottolineando che i debiti verso banche della capogruppo sono pari a 0,00 euro mentre i debiti verso banche successivamente al consolidamento sono pari a 117.174.556,00 euro;
dalla lettura dell'indagine relativa alle convenzioni stipulate tra l'ANAS e otto società subconcessionarie (tra cui la società Autostrada Brescia-Padova S.p.A.) prodotta dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori e forniture si rileva come «nell'arco di tempo considerato (2000-2005) lo stato di attuazione degli investimenti è risultato largamente insoddisfacente» con una distribuzione degli utili ai soci in misura assolutamente sproporzionata rispetto a quanto versano come canoni allo Stato;
dalla lettura del bilancio consolidato 2003 della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. si evidenziava che la società deteneva quote di maggioranza di due società estere, e più precisamente Unifracom B.V. con sede a Rotterdam, di cui possedeva il 70 per cento del capitale, e la Serenissima Investments S.A. con sede a Lussemburgo, di cui possedeva il 75 per cento del capitale;
appare all'interrogante invero strano che una società che abbia come oggetto sociale la gestione del servizio autostradale possegga ed abbia recentemente posseduto partecipazioni all'estero; apparentemente non vi è infatti alcun motivo, poiché si tratta di gestire servizi non soggetti ad internazionalizzazione (come invece avviene per le attività industriali);
le stranezze aumentano, sempre secondo l'interrogante quando si pensi alla natura pubblica della società (pur se di diritto privato), che a maggior ragione dovrebbe escludere il ricorso ad attività estere, per le quali manca l'obiettivo di trasparenza che dovrebbe esser requisito fondamentale della gestione di denaro pubblico;
la lettura dei compiti affidati alle due società non permette di chiarire la situazione. Infatti quanto alla Unifracom B. V. si dice che trattasi di società di diritto olandese che aveva la finalità di svolgere funzione di holding, ma che di fatto non è divenuta operativa per intervenuta costituzione della La Serenissima Investments S.A. Per quanto riguarda quest'ultima si legge che essa è stata costituita il 25 giugno 2002 con la partecipazione di ABM Venture Capital S.A. al 25 per cento, ed ha per oggetto la gestione di partecipazioni in imprese e può essere utilmente impiegata anche per iniziative operative di interesse, quali la valorizzazione delle attività svolte nell'ambito delle aree di servizio e delle aree di sosta...
a questa società straniera, dalla quale sarà di fatto impossibile ottenere informazioni dettagliate sulle operazioni svolte, sono state trasferite le azioni di Serenissima Infracom Spa (di cui è Presidente quel Gambari che ha acquistato il 20 per cento delle quote già in mano di Unicredit), società di diritto italiano, di cui l'Autostrada Serenissima è il maggior cliente;
dalla lettura del bilancio consolidato 2005 della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. emerge invece l'assenza delle relative partecipazioni a tali succitate società estere, ma si rinviene invece la partecipazione con una quota del 25,57 per cento di Acufon International LTD con sede a Londra e con una quota del 100 per cento di Woodworth Systems LTD con sede anch'essa a Londra;
appare altrettanto strano che in data 14 gennaio 2003 sia stata iscritta presso il Registro delle Imprese di Bergamo una società denominata leading Group s.r.l. (anche con sigla L.G. s.r.l.) con sede in Bergamo e capitale sociale di 15.000,0euro suddiviso fra Lepore Carlo (quota nominale di 4.500,00 euro), Crisafi Antonino (quota nominale di 4.200,00 euro), Bellesia Mario (quota nominale di 2.100,00 euro), Orlandi Flavio (quota nominale di 2.100,0 euro) e Chiari Bruno (quota nominale di 2.100,00 euro);
i soci della predetta società sono il Direttore Generale ed i massimi dirigenti della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A ed in quanto tali vincolati a non svolgere attività in concorrenza con la capogruppo e con le società controllate dal gruppo;
sembrerebbe inoltre, che la società sia ricorsa a licenziamenti senza giusta causa per liberarsi di personale non succube ai voleri del direttore generale, con frequenti fenomeni di mobbing nel tentativo di costringere i dipendenti alle dimissioni, svuotando il contenuto del loro lavoro;
il vicepresidente della società, nonché Presidente della Provincia di Padova, Vittorio Casarin, il quale si dice sia destinato ad assumere la Presidenza della società, in un'intervista, mai smentita, ad un quotidiano di Padova ha testualmente affermato parlando del Ministro Di Pietro: «Ha avuto il coraggio di bloccare il rinnovo delle concessioni... Ci ha negato il rinnovo dal 2013 al 2036. Ha fatto ricorso alla Corte Europea con i suoi scagnozzi, sostenendo la necessità di una gara europea, invece di tenersi la concessione in casa, come fanno altri paesi.» -:
il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra riportati;
se non ritenga opportuno conoscere le motivazioni e le giustificazioni che hanno portato ai risultati di bilancio sopra descritti, fra l'altro con l'evidente deficit nello stato di attuazione degli investimenti previsti nel relativo piano economico-finanziario come segnalato dall'Autorità e se ciò possa essere riconducibile a qualche deficit o insufficienza gestionale della società a cui risulterebbe doveroso porre immediatamente rimedio anche con l'eventuale sostituzione dei vertici;
se allo stato attuale si possa ritenere la società nelle condizioni di far fronte e di attuare gli ambiziosi progetti di investimento previsti all'interno del piano finanziario attuale ed a quello in fase di definitiva approvazione e definizione;
se non ritenga che normali attività come quelle poste a giustificazione della costituzione di società all'estero siano in contrasto con la natura di concessionario di un servizio pubblico come quello autostradale, che si svolge unicamente sul territorio nazionale;
se non ritenga poco consono al principio di trasparenza che una società di natura sostanzialmente pubblica si possa avvalere di sigle estere in paesi che, come è noto, rappresentano cosiddetti «paradisi fiscali»;
se non ritenga che dietro queste attività possa celarsi dell'altro, poiché esse non trovano alcuna giustificazione che porti a violare elementari regole di trasparenza nella gestione di fondi pubblici;
se sia a conoscenza della costituzione della società Leading Group s.r.l. da parte di alcuni dirigenti della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. e non ritenga doveroso conoscere nel dettaglio gli scopi sociali e statutari, i possibili rapporti intercorsi o intercorrenti con la capogruppo e le società collegate o controllate e le eventuali operazioni finanziarie svolte sempre con la capogruppo e le società collegate o controllate;
se non ritenga che dietro a queste possibili attività svolte dalla società Leading Group s.r.l. con la capogruppo o le società del gruppo non si possano quantomeno ravvisare pericolosi e possibili conflitti d'interesse;
se non ritenga necessario conoscere in modo preciso e dettagliato l'ammontare complessivo dei risarcimenti milionari che ha dovuto sostenere la società in questi ultimi anni per vicende legate a licenziamenti senza giusta causa o allontanamenti del personale e se in tutto ciò si possano ravvisare eventuali responsabilità da parte della dirigenza della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A.;
se non ritenga doveroso proporre un ispezione ministeriale per accertare e verificare i fatti sopradescritti al fine di porre in atto tutte le operazioni tese all'eventuale salvaguardia del patrimonio della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A. e verificare eventuali responsabilità ed inefficienze gestionali;
quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo in ordine ad un intervento dei poteri di legge nei confronti della società Autostrada Brescia-Padova S.p.A., in quanto concessionaria di pubblico servizio, per ottenere chiarezza e trasparenza di comportamenti. (4-01933)


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