Doc. IV-quater, n. 23





Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una domanda di deliberazione in materia d'insindacabilità avanzata dal deputato Luca Volonté in relazione a un procedimento civile promosso nei suoi confronti dall'onorevole Emma Bonino e dai parlamentari europei Marco Cappato e Marco Pannella presso il tribunale di Roma.
L'atto di citazione contesta al deputato Volonté alcune dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa DIRE, Adnkronos e ANSA il 27 aprile 2007: si trattava di una serie di repliche ai commenti rilasciati qualche ora prima da Marco Cappato relativamente all'approvazione da parte del Parlamento Europeo di una risoluzione contro l'omofobia, commenti tra l'altro fortemente critici nei confronti delle alte gerarchie della Chiesa cattolica. In particolare, le frasi di cui si dolgono gli attori sono le seguenti: «Le ignobili parole di Cappato - dice Volonté - sono il degno corollario della sua cricca, commercianti di embrioni criocongelati da macellare e agenti della "pronta morte". Farsi pubblicità minacciando e insultando la Chiesa è lo sport preferito dai radicali. (...) L'omofobia è la parolina con cui si vogliono mascherare false accuse alla Chiesa. Cappato - conclude Volonté - ha imparato dai suoi capi Bonino e Pannella, menzogne viventi anti vita e anti famiglia, laicisti intolleranti».
Senza negare la portata offensiva di tali esternazioni, è il caso di ricordare il clima politico in cui tale polemica si è svolta, legato al tema estremamente delicato della procreazione medicalmente assistita. Da parte radicale, in particolare da Cappato in una lettera aperta sul Foglio il 13 agosto 2006, era giunta in precedenza l'accusa a Volonté di essere un «soldato» che aveva imparato a memoria la lezione per cui la pillola RU 486 sarebbe una kill pill per le donne, più pericolosa dell'interruzione chirurgica di gravidanza. In precedenza, l'onorevole Bonino, il 25 maggio 2005 e in prossimità del referendum sulla legge n. 40 del 2004, dichiarò all'ANSA che gli astensionisti erano autori di una «miseranda furbata».
In epoca più vicina a noi, un altro esponente dei radicali, il deputato Donatella Poretti, ha affermato che, poiché il governo sostenuto dal Volonté nella XIV legislatura non aveva comunque vietato la ricerca sulle cellule staminali embrionali, il Volonté medesimo poteva essere «calorosamente accolto nel club dei serial killer». Si tratta insomma di una lunga vicenda di scambi polemici, certamente offensivi da ambo le parti.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta dell'11 settembre 2007. Il deputato Volonté, pur invitato a comparire, non si è avvalso di tale facoltà.Il contesto politico in cui le esternazioni sono avvenute è apparso evidente ai membri della Giunta: i temi legati alla fecondazione assistita e la gestione degli embrioni erano e restano di stretta attualità parlamentare e suscitano facilmente coinvolgimenti a livello personale ed emozionale, tanto che una questione analoga è stata già esaminata di recente dalla Giunta in relazione al doc. IV-ter, n. 6-A, su cui l'Assemblea si è pronunciata il 12 settembre 2007.
Inoltre, sebbene le critiche espresse siano in effetti debordanti nella forma, ne è anche evidente la reciprocità: tanto vale in qualche modo, ad unanime avviso della Giunta, a modificarne la portata (per un simile caso riguardante un procedimento civile in cui entrambe le parti erano deputati, v. il doc. IV-quater, n. 102 della XIV legislatura). Pur deplorando l'uso di toni così accalorati, infatti, sembrerebbe inopportuno trasformare una polemica prettamente politica in una querelle giudiziaria, prolungando inoltre nel tempo e negli effetti la vicenda degli scambi polemici già richiamati.
Per questi motivi la Giunta all'unanimità, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione e dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003, propone all'Assemblea di dichiarare che i fatti oggetto del procedimento civile in corso concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Nino MORMINO, relatore.


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