Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una domanda di deliberazione in materia d'insindacabilità avanzata dal deputato Fabrizio Morri, in relazione a un procedimento penale originato da una querela sporta nei suoi confronti da Angelo Maria Petroni, membro del consiglio d'amministrazione della Rai-Radiotelevisione italiana S.p.A. Il procedimento è allo stato nella fase delle indagini preliminari.
Oggetto di doglianza da parte del Petroni è un articolo dal titolo «Cda Rai in stallo: bocciate le nomine volute da Cappon» apparso sulle pagine 1 e 24 del quotidiano Il Sole 24 ore» in data 9 marzo 2007. Tale articolo riporta le seguenti frasi attribuite al deputato Morri, citato in quanto capogruppo dell'Ulivo nella Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza nei servizi radiotelevisivi: «La paralisi dell'azienda causata dai consiglieri espressi dalla Casa della libertà e dal rappresentante del Ministero dell'economia è insostenibile e va affrontata una volta per tutte. La destra ha scelto deliberatamente di far pagare all'azienda costi altissimi, a scapito dell'interesse pubblico. L'intervento dell'azionista ci sembra ineludibile».
La Giunta ha esaminato il caso nelle sedute del 16 gennaio e del 6 febbraio 2008; l'interessato, invitato a comparire, si è effettivamente avvalso di tale facoltà nella seduta del 6 febbraio. Precisato che le frasi riportate nell'articolo non provenivano da un'intervista, ma consistevano in una selezione da un discorso più complesso esposto in dichiarazioni rilasciate ad agenzie di stampa, il Morri ha sottolineato che Angelo Maria Petroni è l'unico membro del consiglio di amministrazione della Rai la cui posizione non è stata sottoposta al vaglio parlamentare. Esponendo che gli altri sette membri sono eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza, mentre il Presidente, pur di nomina governativa, deve essere confermato da un voto a maggioranza qualificata della stessa Commissione, il collega ha ribadito quanto già affermato in altre sedi: poiché la posizione attualmente rivestita dal consigliere Petroni è di esclusiva designazione del Ministro dell'economia, egli ritiene che il provvedimento di rimozione nei suoi confronti sia stato pienamente legittimo. Il deputato Morri ha infine ricordato di essere intervenuto più volte sulla materia in Commissione di vigilanza, in occasione delle audizioni del Ministro dell'economia, del Presidente e del direttore generale della Rai.
Nel dibattere la vicenda, la Giunta ha manifestato alcune perplessità dovute alla data degli atti parlamentari richiamati dal collega, di alcune settimane posteriore alle dichiarazioni oggetto della querela. Per contro, è risultato piuttosto evidente lo stretto legame fra il ruolo di membro della Commissione di vigilanza sulla Rai e delle dichiarazioni relative all'attività del consiglio di amministrazione di detta azienda. Fra l'altro, tali dichiarazioni non appaiono contenere ingiurie o cause personali, bensì valutazioni politiche e gestionali, del tutto attinenti al ruolo ricoperto dal Morri. Si evidenzia inoltre che ben difficilmente un giudice potrebbe considerare le dichiarazioni oggetto di querela penalmente rilevanti. Manca infatti in esse l'indicazione di una persona nominata e comunque si tratta di espressioni del tutto continenti e proporzionate che integrano l'esercizio di critica ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione.
Per questi motivi la Giunta a maggioranza, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione e dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003, propone all'Assemblea di dichiarare che i fatti oggetto del procedimento penale in corso concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Elias VACCA, relatore.
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