Doc. IV-ter, n. 5-A





Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità parlamentare ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, presentata alla Camera dei deputati dalla sezione Gip del tribunale di Monza, nell'ambito di un procedimento penale (il n. 3134/05 RGNR - n. 6581/05 RG GIP) a carico di Vittorio Sgarbi, deputato nelle legislature dall'XI alla XIV, non ricandidato nel 2006, imputato di diffamazione continuata a mezzo stampa nei confronti delle dottoresse Elvira Castelluzzo e Angelica Di Giovanni.
I fatti ed i comportamenti oggetto del procedimento in discussione consistono in due articoli redatti dallo Sgarbi e pubblicati sul Giornale nella rubrica «Sgarbi quotidiani» del 26 novembre e del 4 dicembre 2002.
Secondo il capo d'imputazione, l'imputato avrebbe scritto: «E adesso basta, c'è un limite all'arroganza. I magistrati che hanno disposto l'arresto del senatore Lino Jannuzzi, ritenuto "proclive a delinquere", perché proclive a pensare, per decidere una misura così conveniente per il gravissimo reato di diffamazione, non si sono preoccupati di sapere se Jannuzzi è parlamentare italiano o europeo. Vorrei richiamare a queste toghe, rispettose della legge ma indifferenti alle istituzioni dello Stato, che un analogo episodio di indebiti arresti nei confronti di un membro del Consiglio d'Europa ... è finito con un'inchiesta del Csm sulla negligenza del giudice». E ancora: «... certezza della pena che, finalmente, a 74 anni avrebbe costretto a tacere l'irriguardoso Jannuzzi, e invece no. Ancora una volta si erano sbagliati i suoi amici giudici. Sbagliati non per la severità del giudizio ... ma per ignoranza. Per ignoranza della legge ... giudici che avrebbero dovuto applicare la legge, se mai l'avessero conosciuta».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 3 maggio 2007. L'interessato, pur come di consueto informato della possibilità di intervenire presso la Giunta per essere ascoltato, non si è avvalso di tale facoltà. Il dibattito è stato affrontato in parte in analogia con un'altra vicenda trattata nella stessa seduta (cfr. il Doc. IV-quater n. 14), relativa ad affermazioni attribuite ad un altro deputato sui medesimi fatti commentati dall'on. Sgarbi. L'incarico di riferire alla Giunta era stato affidato inizialmente all'on. Daniele Farina, sostituito dal sottoscritto a seguito di espressa richiesta di sostituzione da parte del collega: stante l'apprezzamento dell'on. Daniele Farina per l'operato dello Sgarbi come assessore alla cultura del comune di Milano, la richiesta era volta ad evitare indebiti sospetti sulle posizioni espresse dal collega.
Si può innanzitutto osservare che il destinatario delle critiche dell'ex deputato Sgarbi non è chiaramente individuabile, non essendo specificato se queste si riferissero alle sentenze che disponevano l'arresto del senatore Jannuzzi o al provvedimento del tribunale di sorveglianza che le eseguiva. Lo Sgarbi è in effetti più volte intervenuto sull'operato della magistratura, sia pur con toni molto accesi; tuttavia si tratta in sostanza di dichiarazioni di carattere politico, tanto più che la vicenda del senatore Jannuzzi in particolare è stata ampiamente dibattuta dall'Assemblea, segnatamente nella seduta del 21 novembre 2002.
Per questi motivi, all'unanimità, la Giunta propone di deliberare che i fatti ascritti all'ex deputato Sgarbi nel procedimento pendente a Monza concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Enrico BUEMI, relatore.


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