Onorevoli Colleghi! - Notizie di stampa di questi ultimi mesi hanno denunciato un consistente fenomeno di «mala sanità» derivante da presunti errori di medici e paramedici che avrebbero provocato un numero impressionante di decessi e comunque danni gravi ai pazienti. Tali dati sono emersi dall'ultimo convegno dell'Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) organizzato presso l'Istituto tumori di Milano.
In realtà si tratta di stime eccessive, dal momento che non esistono dati ufficiali sul fenomeno né in Italia né all'estero. Disponiamo di studi internazionali molto difformi tra loro. Il più recente è uno studio del 2005 realizzato dal sistema sanitario della Gran Bretagna, Paese simile al nostro per quanto riguarda la popolazione, i dati epidemiologici e il servizio sanitario pubblico. Ebbene, tale studio riporta dei dati di gran lunga inferiori rispetto a quelli forniti dall'AIOM, e d'altronde non ci sono elementi che ci permettano di ritenere che in Italia si verifichino più errori che nel resto d'Europa. Le stime diffuse in proposito, invece, si rifanno ad uno studio riferito agli Stati Uniti, Paese che ha una popolazione sei volte superiore alla nostra e dunque una situazione sanitaria ben diversa. Inoltre l'AIOM non ha esplicitato né il sistema utilizzato per la rilevazione delle stime, né il numero delle strutture sanitarie considerate nell'indagine, né l'arco di tempo preso in considerazione.
Al di là del sapore scandalistico della denuncia, non si può nascondere che una parte di verità ci sia. È pur vero che la durata della vita media ha subìto un incremento dovuto in parte all'aumento di reddito, e dunque al miglioramento delle condizioni economiche e di vita dei cittadini; tuttavia, parte del merito è anche della qualità dell'assistenza medico-ospedaliera di cui godono i cittadini italiani. Secondo due importanti demografi (Jim Oeppen, dell'Università di Cambridge e James Vaupel dell'Istituto Max Planck di Rostock, in Germania), negli ultimi 160 anni l'allungamento dell'aspettativa di vita è stato assai regolare, con un incremento di tre mesi ogni anno e non c'è nulla che lasci pensare che debba arrestarsi. Quindi, pur non negando l'esistenza del problema sanitario, senza dubbio di notevole entità, non è giusta una tale generalizzazione.
Data la delicatezza della questione si impone un approfondimento in sede parlamentare e si propone l'istituzione di una Commissione monocamerale di inchiesta per distinguere i casi di «malpractice» da quelli di «errore» vero e proprio e per approfondire in sede anche scientifica le cause di tali errori sanitari.
Il testo alternativo proposto con la relazione di minoranza è il risultato dell'integrazione di quello originariamente presentato con le principali disposizioni contenute nella proposta di legge n. 2814 di cui è primo firmatario l'onorevole Di Girolamo - presentata successivamente a questa - e con quanto contenuto negli emendamenti presentati in Commissione Affari sociali dall'onorevole Astore e dall'onorevole Montani, volti ad attribuire alla Commissione d'inchiesta anche compiti di verifica dell'appropriatezza delle prestazioni ospedaliere, della qualificazione dell'assistenza ospedaliera in direzione dell'alta specialità, nonché del controllo della spesa sanitaria sostenuta dai cittadini nelle aziende sanitarie locali (ASL) e, in generale nelle strutture accreditate presso il Servizio sanitario nazionale (SSN). Inoltre la Commissione d'inchiesta - nel testo alternativo che si propone - ha il compito d'indagare lo stato di attuazione e il reale funzionamento, nonché la realizzazione degli obiettivi, nell'ambito delle ASL, dei distretti socio-sanitari. Ulteriore obiettivo della Commissione, come giustamente sottolineato dagli onorevoli Astore e Montani nei loro emendamenti e inserito tra i compiti della Commissione, è quello di acquisire, con la collaborazione delle regioni interessate, tutte le informazioni per valutare le condizioni politiche, amministrative e gestionali che hanno contribuito a provocare i disavanzi sanitari regionali. Conseguentemente la Commissione avrà il compito di verificare, nelle regioni interessate da maggiori disavanzi sanitari, l'esistenza di sprechi nell'utilizzo delle risorse destinate al finanziamento del SSN, l'adeguatezza delle strutture e delle tecnologie sanitarie, valutando anche l'attuazione degli adempimenti relativi al programma straordinario di ammodernamento tecnologico a livello regionale e la trasparenza ed efficienza del sistema regionale di finanziamento delle ASL e delle strutture erogatrici.
In particolare, l'articolo 1 prevede l'istituzione della Commissione di inchiesta e definisce lo scopo a cui è diretta.
L'articolo 2 definisce i criteri di composizione della Commissione e la durata della stessa.
L'articolo 3 definisce i compiti precipui della Commissione che, oltre che quello di indagare sugli errori sanitari delle strutture pubbliche e private, ha il compito di valutare le cause di tali errori e di indagare su eventuali carenze nella formazione del personale medico e paramedico, nonché di individuare eventuali correttivi da apportare nel percorso formativo delle suddette categorie e, eventualmente, di definire i criteri per il rafforzamento della responsabilità dei direttori sanitari. Ha inoltre il compito di migliorare i controlli sulle strutture sanitarie e di individuare ogni correttivo utile a migliorare il servizio sanitario. Come già illustrato, i compiti della Commissione sono stati implementati seguendo sia le indicazioni contenute nella proposta di legge n. 2814 Di Girolamo sia quelle contenute negli emendamenti presentati in Commissione dagli onorevoli Astore e Montani.
L'articolo 4 individua i poteri e i limiti della Commissione, che sono quelli dell'autorità giudiziaria; la Commissione deciderà anche sulla necessità del segreto di atti e documenti utilizzati ai fini dell'indagine.
L'articolo 5 disciplina l'obbligo del segreto.
L'articolo 6 prevede l'adozione di un regolamento interno per l'organizzazione dei lavori della Commissione, che sia comunque conforme alle norme del Regolamento della Camera dei deputati relative alle inchieste parlamentari, e pone a carico del bilancio della Camera dei deputati le spese di funzionamento della Commissione.
Il testo che si presenta, e che si invita l'Assemblea ad approvare, tiene conto in definitiva degli emendamenti più significativi presentati in Commissione e sui quali peraltro c'è stato il parere favorevole del relatore, nonché della proposta di legge n. 2814.
Giuseppe PALUMBO,
Relatore di minoranza.
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