Doc. XXII, n. 17




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di inchiesta parlamentare affronta l'annosa questione relativa ai «costi della politica», tema di grande attualità, soprattutto a seguito delle recenti inchieste giornalistiche, che hanno evidenziato l'alta percentuale di sprechi, sia in termini di risorse economiche che umane, esistenti all'interno del settore politico-amministrativo italiano e causa primaria del complesso funzionamento della macchina burocratica centrale e locale.
In realtà sono ormai quasi due decenni che il Parlamento cerca di elaborare una normativa ad hoc, tesa a un serio rinnovamento dell'apparato statale e di tutte le sue articolazioni, ma scarsi sono stati i risultati fino ad ora raggiunti, con la naturale conseguenza del diffondersi di un ampio e preoccupante sentimento di sfiducia nell'opinione pubblica italiana, che appare sempre più distante dalle istituzioni politiche, considerate inaf- fidabili.
In tale clima di incertezza e di disaffezione si rende più che mai necessario e urgente pervenire a una riforma razionale, celere ed efficace dell'intero sistema politico-amministrativo, allo scopo di combattere quelle disfunzioni strutturali e operative che, non solo appesantiscono enormemente la funzionalità e l'efficienza dell'intero sistema, ma generano anche costi inutili, gravanti direttamente sulle casse dello Stato e di tutti gli enti che operano sul territorio, comprese agenzie e società degli enti locali.
Occorre dunque passare dalle parole ai fatti, trasformando antiche promesse in concrete e reali riforme istituzionali, atte allo snellimento e al potenziamento della struttura politico-amministrativa italiana.
A tale proposito, la presente proposta di inchiesta parlamentare propone la creazione di una Commissione monocamerale di inchiesta a cui sia affidato il compito di svolgere approfondite ricognizioni e analisi delle problematiche funzionali e finanziarie, legate agli elevati costi dell'attività politico-istituzionale sia a livello nazionale che locale, individuando, allo stesso tempo, le cause della dispersione delle risorse economiche e umane, attraverso l'acquisizione degli elementi conoscitivi indispensabili per l'approvazione di una legislazione che riformi le istituzioni repubblicane.
Gli obiettivi perseguiti e la ratio di tale proposta sono gli stessi del disegno di legge d'iniziativa governativa, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, in materia, cambiano tuttavia, la struttura e le modalità operative, in quanto la presente proposta prevede prima l'individuazione e l'analisi dei costi e degli sprechi effettivi e solo successivamente la predisposizione di azioni necessarie al ripristino dell'efficienza dell'amministrazione statale, sulla base degli studi effettuati e dei dati raccolti nella fase di ricognizione.
L'intento è quello di evitare un «intervento tampone», che generi solo false aspettative e vane promesse nell'opinione pubblica: è necessario, invece, giungere, attraverso il supporto e i dati forniti dalla Commissione di inchiesta, alla formulazione di una proposta organica che abbia ad oggetto un concreto e specifico piano di risanamento del settore pubblico, rivolto a quegli enti pubblici che, con i loro sprechi, compromettono la funzionalità e l'efficienza dell'intero sistema politico-amministrativo! Occorre, però, stare ben attenti a non indebolire quelle strutture pienamente efficaci ed operative che operano nel nostro Paese, la cui efficienza rischia di essere seriamente compromessa da ciechi tentativi riformatori, dettati da una generalizzata smania riformatrice e non da una ragionata riflessione che abbia a cuore l'interesse generale del Paese: in tal senso, questa garanzia è fornita proprio della Commissione di inchiesta, unico organismo capace di individuare, distinguere e rilevare solo le reali disfunzioni, senza recare danno alcuno a chi opera con serietà nel settore.
Risanare gli enti non significa, in sintesi, annullarli o indebolirli, ma solo intervenire su quelle strutture che, a vari livelli, non operano nel rispetto del principio di efficienza della pubblica amministrazione.
Per tale ragione la Camera dei deputati, quale sede naturalmente destinata a difendere e a tutelare l'interesse generale del Paese, è chiamata a intervenire in merito alle problematiche testé evidenziate, partendo, in primo luogo, da una seria e critica riflessione sull'attuale organizzazione dell'apparato burocratico italiano, nella consapevolezza delle disfunzioni ivi esistenti e successivamente mettendo in campo le misure necessarie allo snellimento e all'eventuale ridefinizione delle spese del settore pubblico.
In tale contesto, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta, oggetto della seguente proposta, appare uno strumento valido e specifico, capace di individuare in maniera precisa e razionale gli ambiti e i destinatari dell'intervento riformatore, senza intaccare la funzionalità di quanti operano nel settore pubblico in maniera efficiente e leale.


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