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Nel novembre 1995, la Dichiarazione di Barcellona ha dato avvio al Partenariato Euromediterraneo, un accordo politico multilaterale tra l’UE ed i suoi Stati membri ed i Paesi partner della sponda meridionale, dapprima dodici, ora dieci (Algeria, Autorità Palestinese, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia) a seguito dell’ingresso nell’UE di Cipro e Malta.
Tra le caratteristiche innovative del Partenariato Euromediterraneo, figura la particolare attenzione rivolta alla dimensione della società civile nel cui ambito il Programma di azione - al punto 5 - include espressamente il dialogo parlamentare.
In un primo tempo, l’iniziativa in tale quadro è stata duplice.
Da un lato, sin dal 1996, i Parlamenti nazionali, su impulso dell’Italia, hanno stabilito di riunire periodicamente i rispettivi Presidenti in una Conferenza che, dopo gli incontri preparatori di Palermo, Atene e Tunisi, è stata per la prima volta convocata ufficialmente a Palma di Maiorca nel marzo 1999. In quell’occasione, è stata adottata una dichiarazione sulla cooperazione parlamentare euromediterranea che, tra l’altro, ha istituito il Forum euromediterraneo delle donne parlamentari, insediatosi a Napoli l’anno successivo. La Camera italiana fa parte del Gruppo di collegamento che prepara i lavori della Conferenza, così come del Comitato di coordinamento del Forum delle donne.
La prima riunione ufficiale dei Presidenti ha avuto luogo a Palma di Maiorca (1999), alla cui conclusione è stata adottata la Dichiarazione sulla cooperazione parlamentare euromediterranea con l’obiettivo di intensificare il dialogo, migliorare la comprensione reciproca dei popoli e contribuire alla stabilità politica e alla pace nella regione. Al termine della II Conferenza svoltasi ad Alessandria d’Egitto (2000), è stata adottata una Dichiarazione finale nella quale si sottolinea l’esigenza di rilanciare il processo di Barcellona anche in virtù del ruolo che i Parlamenti vi possono svolgere.
All’interno della Conferenza opera, come già detto, un Gruppo di collegamento con lo scopo di assicurare un coordinamento permanente delle iniziative comuni, nonché di preparare le sessioni plenarie annuali. Il Gruppo di collegamento è formato dai Presidenti dell’Assemblea del Popolo della Repubblica Araba d’Egitto, del Congresso dei deputati del Regno di Spagna, dall’Assemblea nazionale della Repubblica di Tunisia e della Camera dei deputati italiana, in modo tale che vi sia una rappresentanza paritaria tra i Parlamenti degli Stati membri dell’Unione e quelli dei Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Il Gruppo è stato integrato, a seguito di una delibera della II Conferenza di Alessandria (maggio 2000) con il Presidente del Parlamento europeo e, per analogia, con il Presidente dell'Unione Interparlamentare Araba. Il Gruppo è altresì integrato dal Presidente del Parlamento che ospita la Conferenza.
La III Conferenza dei Presidenti ha avuto luogo ad Atene dal 16 al 18 febbraio 2002 ed è stata dedicata al tema: “Le Istituzioni Parlamentari e il Dialogo Euromediterraneo”. La Conferenza si è conclusa con l'adozione di una Dichiarazione finale, in cui si esprime particolare preoccupazione per la crisi medio-orientale e si appoggia l'iniziativa della visita dei Presidenti dei Parlamenti europei a Ramallah, in occasione dell'auspicata visita al Consiglio legislativo palestinese del Presidente della Knesset israeliana.
Il 20 e 21 febbraio 2004 si è riunita a Malta la IV Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti euromediterranei, a cui sono stati invitati anche i Presidenti dei Parlamenti dell’Unione europea che, a partire dal 1° maggio, sono stati ammessi come membri a pieno diritto della Conferenza. La Conferenza si è articolata su due temi principali di discussione: 1) bilancio delle Conferenze ministeriali euromediterranee di Valencia, Creta; 2) dialogo parlamentare nell’ambito dello spazio euromediterraneo.
Al contempo, il Parlamento europeo ha riunito a Bruxelles dal 1998 il Forum parlamentare euromediterraneo, senza tuttavia mai raggiungere un’intesa sul relativo regolamento, a causa della diversità di vedute con i Parlamenti nazionali circa la sua composizione.
Un punto di svolta si è avuto nella primavera del 2002 con la prima convocazione dello stesso Forum in un luogo diverso da Bruxelles (in Italia, a Bari, presso la Fiera del Levante) e l’idea di trasformarlo in Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM). Ne è seguito un processo di riavvicinamento e di negoziato che ha consentito di raggiungere l’accordo sulla composizione del nuovo organo e quindi di deliberare la suddetta trasformazione in una sessione straordinaria tenutasi a Napoli il giorno prima della Conferenza dei Ministri degli Esteri del Partenariato che ha riconosciuto la nuova Assemblea come istituzione del Partenariato stesso (2-3 dicembre 2003). La vicenda si è poi conclusa sotto la presidenza italiana dell’UE, di cui ha rappresentato una priorità.
A partire dalla seduta inaugurale del 2004 l’APEM si riunisce con regolarità, è dotata di un proprio regolamento interno ed ogni quattro anni sono individuati i Paesi che compongono l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea.
Sempre nel quadro della cooperazione parlamentare nel bacino del Mediterraneo, giova ricordare che negli ultimi anni, in seno all’Unione interparlamentare, è maturata l’iniziativa di un’Assemblea parlamentare del Mediterraneo (PAM) come evoluzione della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione mediterranea (CSCM) che ha svolto, nel novembre 2007, la seconda riunione plenaria a Malta.