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Allegato A
Seduta n. 141 del 4/4/2007
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(Sezione 4 - Iniziative in sede di Unione europea riguardo gli archivi sull'olocausto)
BARANI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
la Germania ha firmato un trattato per rendere disponibili gli archivi nazisti sull'Olocausto, implementando un'intesa raggiunta nel mese di aprile 2006 con l'International tracing service, l'organo della Croce rossa internazionale che gestisce gli archivi nella città tedesca di Bad Arolsen. Seguendo le disposizioni di un trattato del 1955, le informazioni sullo sterminio degli ebrei venivano date solo ai sopravvissuti o a chiunque avesse un consenso scritto da parte loro. Quindi, si tratta di una vera e propria novità: fino ad ora, infatti, la Germania aveva opposto resistenza alle richieste che venivano da storici, da superstiti o da familiari di vittime. Solo la Croce rossa internazionale era stata autorizzata, nei 60 anni trascorsi dall'Olocausto, a consultare i documenti, nel tentativo di accertare la sorte di ebrei e di lavoratori coatti deceduti nei campi nazisti o dei quali, comunque, si erano perdute le tracce, dopo la loro deportazione. Costituita in parte dai documenti raccolti dalle forze alleate al momento della liberazione dei campi di concentramento nazisti, la raccolta di schedari conservati dall'organizzazione contiene informazioni relative a 17 milioni e mezzo di persone. Si tratta di uno dei più grandi archivi segreti esistenti;
tale archivio è unico, in quanto racconta la catastrofe nei suoi aspetti intimi e personali; ciò ne rende il libero accesso una questione molto delicata. I documenti possono rivelare quali prigionieri hanno subito un trattamento contro i pidocchi e in quale campo, quali macabri esperimenti medici sono stati condotti, su quali prigionieri e perché, chi fu accusato dai nazisti di omosessualità, di omicidio, di incesto o di pedofilia, quali ebrei collaborarono e in che modo furono indotti a farlo;
dalla fine della II guerra mondiale l'International tracing service ha usato gli schedari per aiutare i parenti a ricostruire il destino di chi era scomparso nel vortice brutale del terrore nazista. Tanta insistenza ha incontrato un muro di obiezioni dai Governi tedesco e italiano, temendo che un accesso generalizzato a quei documenti potrebbe anche provocare nuove richieste di risarcimento (il Governo tedesco ha, infatti, già pagato 80 miliardi di dollari di risarcimento);
l'accordo afferma che tutti i Governi degli 11 Paesi facenti parte della commissione hanno il diritto di visionare la documentazione;
sarebbe giusto che fosse la stessa Unione europea a farsi carico di questo archivio, assumendo la responsabilità politica della propria storia, come primo mattone per costruire una comune identità di pace;
sarebbe opportuno che il Parlamento europeo iniziasse le procedure, presso le
Nazioni Unite, per far dichiarare l'archivio «patrimonio dell'umanità» -:
quale sia l'orientamento attuale del Governo sull'argomento e se siano all'esame o in previsione, presso le competenti sedi istituzionali o decisionali dell'Unione europea, iniziative in materia.
(3-00784)
(3 aprile 2007)