La legge finanziaria per il 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311) ha introdotto una regola di evoluzione della spesa complessiva delle amministrazioni pubbliche (c.d. regola del 2 per cento), quale strumento di controllo delle dinamiche di spesa (v. capitolo Il controllo della spesa pubblica).
In particolare, l’articolo 1, comma 5, ha fissato, per ciascun anno del triennio 2005-2007, un limite di incremento del 2 per cento alla spesa delle amministrazioni pubbliche rispetto alle corrispondenti previsioni aggiornate dell’anno precedente.
Dall’applicazione del limite del 2% sono state escluse le spese relative alle seguenti categorie:
§ interessi sui titoli di Stato;
§ prestazioni sociali in denaro connesse a diritti soggettivi;
§ trasferimenti all’Unione europea a titolo di risorse proprie.
Sono inoltre state escluse dal limite del 2% le spese per gli organi costituzionali e per il Consiglio superiore della magistratura.
La regola del 2 per cento si applica alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato[1].
Essa si concretizza in regole applicabili alle singole amministrazioni o a specifici comparti di spesa.
In particolare, la legge finanziaria detta disposizioni specifiche:
a)
per il bilancio dello Stato;
b)
per le regioni e gli enti locali (v. capitolo Il patto di stabilitŕ
interno);
c)
per la spesa sanitaria (v capitolo Il controllo
della spesa sanitaria);
d)
per gli enti pubblici non territoriali
(v. scheda La
"regola del 2 per cento" - Enti pubblici non territoriali).
I commi da 8 a 10 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2005 definiscono le modalitŕ con le quali il limite all’incremento della spesa, dettato in via generale per tutte le amministrazioni pubbliche, si applica al bilancio dello Stato.
In particolare, le disposizioni fissano un limite di incremento del 2% agli stanziamenti iniziali di competenza e di cassa del bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2005-2007.
Il limite č stato calcolato assumendo come base di riferimento le previsioni iniziali dell’esercizio 2004, ridotte per effetto di quanto disposto dal decreto-legge n. 168/2004[2].
Il limite all’incremento riguarda gli stanziamenti del bilancio dello Stato relativi a spese aventi impatto diretto sul conto economico consolidato delle pubbliche amministrazioni.
Sono espressamente esclusi gli stanziamenti del bilancio dello Stato relativi alle seguenti tipologie di spesa:
§ spese per gli organi costituzionali; per il Consiglio superiore della magistratura; per interessi sui titoli di Stato; per prestazioni sociali in denaro connesse a diritti soggettivi; spese per trasferimenti all’Unione europea a titolo di risorse proprie;
§ spese connesse ad accordi internazionali giŕ ratificati;
§ limiti di impegno giŕ attivati e rate di ammortamento mutui.
In relazione alla spesa per il personale, si stabilisce che gli stanziamenti sono determinati in corrispondenza degli andamenti tendenziali risultanti dalla contrattazione.
L’elenco 2 allegato alla legge finanziaria individua le riduzioni delle dotazioni di competenza del bilancio dello Stato che discendono dall’applicazione del limite di incremento del 2%.
Come risulta dall’elenco 2, l'applicazione del limite del 2% assume come riferimento le categorie economiche e comporta una riduzione degli stanziamenti discrezionali, non aventi natura obbligatoria, riconducibili alle categorie dei consumi intermedi e degli investimenti fissi lordi[3].
Dall’elenco 2 risulta che, in termini di competenza, la rideterminazione degli stanziamenti di bilancio dovrebbe tradursi, per ciascun anno del triennio 2005-2007, in una riduzione di 1.130 milioni di euro per quanto concerne gli stanziamenti discrezionali non aventi natura obbligatoria per consumi intermedi e di 800 milioni di euro per quanto concerne gli stanziamenti discrezionali non aventi natura obbligatoria per investimenti fissi lordi.
Nella relazione trimestrale di cassa presentata il 5 aprile 2006, sono stati forniti alcuni dati relativi al rispetto della regola per 2 per cento.
Per quanto riguarda l’intero comparto delle amministrazioni pubbliche, le spese soggette alla regola hanno registrato un incremento del 3,8 per cento nel 2005 rispetto all’anno precedente.
Le spese, secondo le indicazioni della relazione trimestrale di cassa, dovrebbero essere depurate di alcuni oneri “straordinari” - in particolare della spesa per il programma Eurofighter (EFA) e dell’indennizzo corrisposto alla societŕ di cartolarizzazione SCIP2 a seguito dell’intervento normativo sul prezzo di vendita degli immobili oggetto della cartolarizzazione - e considerate al lordo dei proventi da dismissioni, che nel conto della PA sono imputati a riduzione delle spese per investimenti fissi lordi (i proventi da dismissioni del 2004 sono stati superiori a quelli del 2005). In questo modo la regola del 2 per cento avrebbe nel complesso funzionato: le spese soggette alla regola risultano avere registrato un incremento dell’1,9 per cento nel 2005 rispetto all’anno precedente.
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE: Monitoraggio regola 2 per cento
(in
milioni di euro)
|
Totale uscite c/corr. |
2002 |
2003 |
var. % |
2004 |
var. % |
2005 |
var. % |
|
Spese non
soggette |
567.051 |
590.828 |
4,2 |
612.180 |
3,6 |
630.241 |
3,0 |
|
- Redditi da lavoro dip. |
137.621 |
144.749 |
|
149.609 |
|
155.533 |
|
|
- Prestazioni sociali |
214.078 |
224.485 |
|
234.627 |
|
241.692 |
|
|
- Trasferimenti a
enti pubblici |
- |
- |
|
- |
|
- |
|
|
- Trasf. UE |
7.223 |
8.780 |
|
9.726 |
|
10.777 |
|
|
- Interessi Passivi |
71.519 |
68.514 |
|
65.753 |
|
64.549 |
|
|
Totale uscite c/corr. nette |
136.610 |
144.300 |
5,6 |
152.465 |
5,7 |
157.690 |
3,4 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Totale uscite in c/cap. |
46.932 |
57.060 |
21,6 |
54.496 |
-4,5 |
57.050 |
4,7 |
|
Spese non
soggette |
|
|
|
|
|
|
|
|
- Contributi ad enti pubblici |
- |
- |
|
- |
|
- |
|
|
- Altri trasf. Ad
enti pubblici |
- |
- |
|
- |
|
- |
|
|
Tot. uscite in c/cap. nette |
6.932 |
57.060 |
21,6 |
54.496 |
-4,5 |
57.050 |
4,7 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE USCITE NETTE |
183.542 |
201.360 |
9,7 |
206.961 |
2,8 |
214.740 |
3,8 |
|
Dismissioni |
10.999 |
2.773 |
|
4.406 |
|
2.694 |
|
|
EFA |
|
|
|
|
|
1.494 |
|
|
SCIP 2 |
|
|
|
50 |
|
580 |
|
|
TOTALE NETTO |
194.541 |
204.133 |
4,9 |
211.317 |
3,5 |
215.360 |
1,9 |
Fonte: Relazione sulla stima del fabbisogno di cassa per l’anno 2006 e
situazione di cassa al 31 dicembre 2005 (Aprile 2006)
Per quanto riguarda
il comparto Stato[4], le spese soggette alla regola
risultano avere avuto un incremento del 7,7
per cento nel loro complesso e dell’1,2
per cento se considerate al netto dei
predetti oneri straordinari e al
lordo dei proventi da dismissioni.
CONTO
PA – SPESA COMPARTO STATO
|
|
2002 |
2003 |
var.
% |
2004 |
var.
% |
2005 |
var.
% |
|
Totale
uscite correnti |
312.023 |
316.785 |
1,5 |
334.619 |
5,6 |
338.503 |
1,2 |
|
- Redditi da lavoro dip. |
75.082 |
80.378 |
|
81.323 |
|
86.271 |
|
|
- Prestazioni sociali |
3.483 |
3.592 |
|
3.614 |
|
2.958 |
|
|
- Trasferimenti ad enti pubblici |
125.817 |
123.688 |
|
140.133 |
|
140.133 |
|
|
- Trasf. UE |
7.223 |
8.780 |
|
9.726 |
|
10.777 |
|
|
- Interessi Passivi |
69.931 |
66.38 |
|
63.480 |
|
62.139 |
|
|
Totale uscite correnti nette |
30.487 |
33.959 |
11,4 |
36.343 |
7,0 |
36.225 |
-0,3 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Totale uscite in
c/capitale |
36.146 |
39.208 |
8,5 |
28.997 |
-26,0 |
32.887 |
13,4 |
|
- Contributi ad enti pubblici |
15.108 |
15.277 |
|
15.887 |
|
15.887 |
|
|
- Altri trasf. Ad enti pubblici |
3.687 |
6.462 |
|
573 |
|
573 |
|
|
Tot. uscite
in c/capitale nette |
17.351 |
17.469 |
0,7 |
12.537 |
-28,2 |
16.427 |
31,0 |
|
TOTALE
USCITE NETTE |
47.838 |
51.428 |
7,5 |
48.880 |
-5,0 |
52.652 |
7,7 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Dismissioni |
590 |
431 |
|
2.243 |
|
1.099 |
|
|
EFA |
|
|
|
|
|
1.494 |
|
|
SCIP 2 |
|
|
|
50 |
|
580 |
|
|
TOTALE NETTO |
48.428 |
51.859 |
7,1 |
51.073 |
-1,5 |
51.677 |
1,2 |
Fonte: Relazione sulla stima del fabbisogno di cassa per l’anno 2006 e
situazione di cassa al 31 dicembre 2005 (Aprile 2006)
Per quanto riguarda
le spese dei Ministeri, dal
monitoraggio effettuato risulta nel 2005 una riduzione del 13,7 per
cento degli stanziamenti, del 7,5
per cento degli impegni e del 10,7 per cento dei pagamenti rispetto
al 2004.
Tale risultato considera gli effetti della manovra correttiva attuata nel 2005 con il decreto-legge n. 203/2005 (v. scheda Manovre di finanza pubblica: 2002-2005). Esso sembrerebbe conseguito soprattutto grazie ad una “stretta” sugli impegni ed i pagamenti effettuata nell’ultimo mese dell’anno: i dati relativi al mese di novembre[5] riportavano infatti un aumento sia degli impegni (+4,3%) che dei pagamenti (+6,8%), a fronte di una riduzione degli stanziamenti (-14,1 per cento).
Spesa dei Ministeri
Riepilogo per categorie
|
Categorie
economiche |
Risultato2004 |
Limite 2005 |
Risultato provvisorio 2005 |
Variazione % su limite |
Variazione % su 2004 |
|
|
A |
B |
C |
C/B |
C/A |
|
Cat. 2 Consumi
intermedi (*) |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
13.249 |
12.896 |
12.834 |
-0,5 |
-3,1 |
|
Cat. 5 Trasf. a famiglie e ISP |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
4.289 |
4.476 |
4.242 |
-5,2 |
-1,1 |
|
Cat. 6 Trasf. correnti a imprese |
|
|
|
|
|
|
Previsioni definitive Impegni Pagamenti |
5.995 |
6.160 |
5.385 |
-12,6 |
-10,2 |
|
Cat. 7 Trasf. correnti a estero |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
1.705 |
1.675 |
1.737 |
3,7 |
1,9 |
|
Cat. 21 Inv. fissi lordi |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
7.794 |
6.069 |
6.487 |
6,4 |
-16,8 |
|
Cat. 23 Contr. inv. alle
imprese |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
13.662 |
12.896 |
9.451 |
-26,7 |
-30,8 |
|
Cat. 24 Contr. inv. alle
famiglie |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
231 |
227 |
212 |
-6,4 |
-8,1 |
|
Cat. 2 Contr. inv. a
estero |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
333 |
337 |
434 |
28,7 |
30,5 |
|
Totale generale |
|
|
|
|
|
|
Previsioni
definitive Impegni Pagamenti |
47.257 |
44.764 |
40.783 |
-8,9 |
-13,7 |
* Per i consumi intermedi i dati sono
riportati al netto delle spese di giustizia pregresse.
N.B. I dati relativi a consumi intermedi,
trasferimenti correnti a estero e investimenti fissi lordi tengono conto degli
effetti della manovra attuata con il DL n. 203/2005. Anche
il limite 2005 č stato rivisto in riduzione in conseguenza di detta manovra.
[1] Per il 2005 la regola del 2 per cento si applica alle amministrazioni inserite nell’elenco 1 allegato alla legge finanziaria per il 2005. Per gli anni successivi, č previsto che l’ISTAT pubblichi annualmente l’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato; cfr. elenco di cui al Comunicato ISTAT 29 luglio 2005 (Gazz. Uff. 29 luglio 2005, n. 175).
[2] Decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge
30 luglio 2004, n. 191, “Interventi urgenti per il contenimento della
spesa pubblica”.
[3] Piů precisamente, il limite del 2% riguarda le seguenti categorie, che hanno un impatto diretto sul conto economico delle amministrazioni pubbliche:
§ per le spese correnti:
- categoria 2: consumi intermedi;
- categoria 5: trasferimenti correnti a famiglie ed istituzioni sociali private (al netto delle spese per pensioni di guerra, per mantenimento e assistenza ai detenuti e per contributi ai patronati di assistenza sociale);
- categoria 6: trasferimenti correnti a imprese;
- categoria 7: trasferimenti correnti all’estero.
§ e per le spese di conto capitale:
- categoria 21: investimenti fissi lordi e acquisti di terreni;
- categoria 23: contributi agli investimenti alle imprese;
- categoria 24: contributi agli investimenti alle famiglie e alle istituzioni sociali private.
- categoria 25: trasferimenti in conto capitale all’estero.
Come precisato anche nella Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze n. 5 dell’11 febbraio 2005, che reca alcuni chiarimenti e precisazioni in ordine al limite di incremento della spesa contenuto nella legge finanziaria per il 2005, la riduzione degli stanziamenti si č applicata tuttavia soltanto ai consumi intermedi e agli investimenti fissi lordi. Per le altre categorie, infatti, l’evoluzione degli stanziamenti a legislazione vigente si mantiene al di sotto del limite del 2%.
[4] Il comparto Stato comprende i ministeri, gli organi costituzionali, le agenzie fiscali, la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Corte dei conti, il Consiglio di Stato e i TAR).
[5] Cfr. Ministero dell’economia e delle finanze – Ragioneria generale dello
Stato, Monitoraggio degli incassi e dei
pagamenti del bilancio dello Stato
e della regola del 2 per cento stabilitŕ dalla legge finanziaria per l’anno
2005 – Dati a tutto il mese di novembre.